Sentieri della Medicina - LOGO

AFORISMA DEL GIORNO

28 marzo, 2009

Testamento biologico, appello dei medici al Parlamento

0 commenti
Fermarsi a riflettere ancora, in modo che nel passaggio alla Camera, il disegno di legge della maggioranza sul testamento biologico possa essere migliorato. E' l'appello lanciato non solo dall'opposizione, ma anche dalla Federazione degli Ordini dei Medici, che si sono riuniti appositamente per valutare il testo sul fine vita uscito dall'Aula del Senato. Il documento degli Ordini dei Medici punta il dito su uno dei punti più controversi del provvedimento: idratazione e nutrizione artificiale, scrivono, “per la comunità scientifica, come da parere pressochè unanime, sono trattamenti assicurati da competenze mediche e sanitarie”. Per questo i medici, ai quali il ddl lascia l'ultima parola anche in presenza di dichiarazioni anticipate di trattamento, si augurano che il Parlamento sappia produrre “su questa materia così intima e delicata, un diritto mite e condiviso nella certezza di un'Etica forte delle persone”.

Tuttavia il clima politico, al momento, è ancora surriscaldato. Se le opposizioni (tranne l'Udc che ha votato il provvedimento al Senato) continuano a sottolineare l'incostituzionalità della legge e l'indisponibilità della maggioranza al dialogo, un spiraglio alla possibilità che il testo non arrivi blindato anche a Montecitorio lo apre Benedetto della Vedova: “Ci sono già almeno 50 deputati del Pdl che sono pronti ad assumere iniziative e votare miglioramenti significativi in una direzione liberale”. E una apertura a possibili modifiche che “portino chiarezza sulle Dat” arriva anche dal presidente della commissione Affari sociali della Camera, Giuseppe Palumbo, secondo il quale il testo “potrà sicuramente essere migliorato anche grazie alla presenza di una vasta area liberale”.

All'interno della maggioranza, intanto, anche il Pri di Francesco Nucara boccia il ddl Calabrò e si dice pronto a sostenere un eventuale referendum. Ma secondo il senatore del Pd Ignazio Marino, che per primo aveva aperto a questa possibilità, non si dovrà arrivare a tanto, perchè “ci saranno talmente tanti conflitti negli ospedali” che arriverà prima l'intervento della Corte Costituzionale. Nell'opposizione, anche il giorno dopo, c'e' grande amarezza per l'esito del dibattito al Senato “davanti a una maggioranza - come rileva Anna Finocchiaro, capogruppo dei democratici - che non ha mai avuto intenzione di dialogare con noi”. Per il Pd “e' stata una delle prove più impegnative”, ma alla fine la presidente è soddisfatta per l'unità con cui il gruppo si è presentato al voto. Anche Di Pietro, che definisce il provvedimento “antistorico e anticostituzionale” promette battaglia all'approdo del testo alla Camera, fino a impegnarsi già da ora alla raccolta delle firme per il referendum se la legge dovesse passare anche in via definitiva così com'è.

FONTE: Aduc Salute
Leggi tutto...

Tramite la proteomica scoperto nuovo meccanismo di resistenza delle cellule tumorali ovariche ai farmaci

0 commenti
Un gruppo di ricercatori dell'Università Cattolica di Campobasso, in collaborazione con la Fondazione Santa Lucia IRCCS di Roma, ha studiato il fenomeno della farmaco-resistenza nel carcinoma ovarico, individuando un nuovo meccanismo biologico attraverso il quale le cellule maligne riescono a resistere ad uno dei farmaci più usati in questo tipo di patologie: il paclitaxel. "Nonostante una buona risposta alla chirurgia e alla fase iniziale della chemioterapia, in molti casi assi- stiamo ad un fallimento in termini di efficacia dei farmaci antitumorali - spiegano Lucia Cicchillitti e Michela di Michele, autrici principali, a pari titolo, dello studio pubblicato in questi giorni sulla rivista scientifica Journal of Proteome Research - Ecco perché il nostro principale obiettivo in questo momento è quello di capire i meccanismi biologici che stanno alla base della resistenza al paclitaxel". A questo scopo i ricercatori della Cattolica di Campobasso hanno fatto ricorso alla proteomica, una scienza relativamente giovane che studia i processi attraverso i quali l'insieme delle proteine di una cellula, una volta formate a partire dall'informazione genetica, vengono modificate ed adattate alla loro funzione.

"Ci siamo concentrati - spiega Maria Benedetta Donati, coordinatore scientifico dei Laboratori di ricerca dell'Università Cattolica di Campobasso - sulle proteine che sono maggiormente coinvolte nella resistenza al farmaco, in particolare la disulfide isomerasi ERp57, che può rappresentare un valido biomarcatore di farmaco-resistenza. Studi precedenti dei nostri coautori oncologi hanno dimostrato che questa proteina interagisce con un'altra proteina - la tubulina di classe tre (TUBB3) - coinvolta nella resistenza al paclitaxel nel carcinoma ovarico ma anche in altri tipi di tumore".

"Siamo partiti avendo in mente un obiettivo molto chiaro: studiare la resistenza ai farmaci non come un fenomeno dovuto ad un'unica proteina, bensì alle numerose interazioni possibili - spiega Domenico Rotilio, capo del Laboratorio di tecniche analitiche e proteomica alla Cattolica di Campobasso - Partiamo da un'utilissima tabula rasa, per intenderci, che ci permette di accantonare per un istante le conoscenze precedenti. Abbiamo quindi messo a confronto due linee cellulari, una sensibile ed una resistente al farmaco in studio. Il passo successivo è stato quello di confrontare le diverse espressioni proteiche". "Abbiamo visto – aggiunge Cristiano Ferlini, del dipartimento di Oncologia dell'Università Cattolica di Campobasso - che la ERp57 coprecipita, ossia si associa regolarmente alla tubulina di classe tre ed è molto più espressa nelle cellule resistenti. Ma la cosa davvero straordinaria, e che rappresenta la vera novità del nostro studio, è che il legame tra le due proteine è più evidente nel nucleo della cellula, cosa che prima non si sapeva".

Conoscere meglio i meccanismi della farmaco-resistenza significa arrivare a distinguere prima di iniziare la terapia le pazienti che possono avvantaggiarsi di essa da quelle nelle quali gli effetti saranno minimi o nulli. In altri termini, evitare terapie inefficaci, che comunque avrebbero effetti collaterali, e scegliere le strategie più adeguate per il singolo caso. "L'obiettivo di questi studi è ovviamente quello di evitare il ricorso a terapie che si riveleranno inutili- spiega Giovanni Scambia, direttore del Dipartimento per la tutela della salute della donna e della vita nascente al Policlinico Gemelli di Roma - Vogliamo scongiurare la possibilità che una paziente si trovi a seguire una terapia per diversi mesi per poi doverla interrompere perché il farmaco non fa più effetto. Se so- lo riuscissimo a sapere in anticipo se i medicinali porteranno a termine il loro compito, riusciremmo ad evitare inutili effetti tossici. In altre parole, il compito della ricerca è quello di individuare il maggior numero di marcatori, campanelli d'allarme in grado di dirci in anticipo se quella terapia funzionerà o no".

FONTE: Molecularlab.it
Leggi tutto...

Singapore, sentenza shock: autorizzato il commercio di organi umani

0 commenti
Con una sentenza che farà discutere i parlamento di Singapore ha legalizzato i “rimborsi” per la donazione di organi da persone ancora in vita. Al termine di una due giorni di camera di consiglio è arrivato il via libera al provvedimento, con il voto favorevole di 79 parlamentari su 84; quattro gli astenuti e un voto contrario. Durante la discussione solo una sparuta minoranza ha espresso preoccupazioni in merito alla “possibile legalizzazione del commercio di organi”. Khaw Boon Wan, ministro della sanità, ha risposto alle immediate contestazioni delle associazioni internazionali assicurando che la nuova legge “non intende legalizzare il commercio di organi, ma alla base della normativa vi è la volontà di correggere le posizioni estreme che criminalizzano i rimborsi dati ai donatori”. Il Ministro aggiunge che Singapore dispone già di una legge che regolamenta le donazioni e che essa “verrà rafforzata”.

Come nelle più importanti tradizioni dei governi totalitari, l’assurda legge nasce dall’esigenza di risolvere un problema “ad personam”. Il governo ha infatti proposto una modifica al testo in seguito all’arresto, nel giugno scorso, del miliardario Tang Wee Sung: il magnate è finito in prigione per un giorno ed è stato condannato a un risarcimento in denaro per aver cercato di comperare un rene da un donatore indonesiano. L’esecutivo ha deciso quindi di intervenire in merito per consentire ai donatori di ricevere per legge un compenso in denaro. Halimah Yacob, uno dei pochi parlamentari dissidenti, sottolinea che molti lavoratori immigrati colpiti dalla crisi economica e rimasti senza lavoro potrebbero essere indotti a donare organi per sopravvivere: “Per un lavoratore straniero che versa in condizioni disperate un rimborso di 10mila dollari di Singapore, cioè circa 6.600 dollari, sono un’attrattiva non indifferente rispetto alla prospettiva di tornare a casa a mani vuote”.
Leggi tutto...

26 marzo, 2009

Novità sul blog: rinnovato il gruppo su facebook, grafica del sito, nuovi siti...

1 commenti
Un pò di aggiornamenti:

1) Finalmente risolto in modo definitivo il problema su facebook riguardante il gruppo dedicato al sito. Tempo fa il gruppo su facebook dedicato a questo blog era stato vittima di un attacco ed era stato completamente cancellato. Dato che facebook pone dei vincoli rigidi per cui non puoi invitare due volte uno stesso contatto a un gruppo, al fine di poter aggiungere nuovamente tutti coloro che erano iscritti (e che per fortuna erano stati salvati in lista amici) ho dovuto creare ex novo un gruppo su facebook dedicato al sito. Quindi, chiunque abbia un profilo su facebook e voglia iscriversi il nuovo gruppo è raggiungibile al seguente indirizzo => http://www.facebook.com/group.php?gid=58753811238

2) Sono state effettuate delle ulteriori modifiche alla grafica del sito. Ogni notizia pubblicata risulta essere circondata da una “cornice” in tre dimensioni che appunto sottolinea la presenza e l’estensione della notizia rispetto al resto. Al posto delle appariscenti freccette sono stati aggiunti dei numeri in rosso che permettono di scorrere fra le pagine del sito utilizzando una sorta di “navigatore di pagine” in stile “topic di un forum”, più efficace per la presentazione dei contenuti. E’ stata aggiunta un’area in fondo agli articoli che riassume gli ultimi commenti più recenti a tutti gli articoli pubblicati. Infine, è stato aggiunto un campo per permettere la ricerca di informazioni su Wikipedia e sono stati effettuati un pò di correzioni qui e li.

3) Dato che potevano risultare fastidiosi, lo slide e il pop-under Heyos che venivano caricati all’ingresso del sito sono stati eliminati. Per rendere il caricamento più veloce è stata migliorata la gestione del banner.

4) Sono stati aggiunti nuovi siti con scambio reciproco di link fra cui alcuni che avevano già dei riferimenti a questo sito. Ringrazio tutti coloro che hanno linkato il mio blog. Prossimamente provvedo ad aggiustare anche l'area dei banner, probabilmente farò in modo di metterli in un unico post in modo da velocizzare il load della pagina.

Ovviamente qualora riscontrate problemi nell'utilizzo del sito scrivetemi pure fra i commenti.
Leggi tutto...

24 marzo, 2009

In California avanza l'uso delle nanoparticelle per la cura dei tumori

0 commenti
Sviluppata una nuova nanoparticella in grado di colpire selettivamente e con alti tassi di successo le cellule tumorali del melanoma. A realizzarla e' stato un gruppo di ricercatori dell'Universita' della California a Santa Cruz e dell'Universita' del Texas. I nuovi nanoproiettili cavi sono stati presentati in occasione del 237° meeting dell'American Chemical Society. Si tratta di una piccolissima sfera cava d'oro contenente un frammento di proteina capace di dirigersi direttamente alle cellule malate, evitando quelle sane. La proteina utilizzata e' infatti un recettore abbondante in questo tipo di cancro e conferisce alle sfere la capacita' di individuare i "bersagli". Una volta all'interno del cancro, le nanoparticelle vengono colpite con radiazioni (nel vicino infrarosso, che penetrano profondamente attraverso la superficie della pelle), si scaldano e bruciano la cellula malata.

Finora il nuovo tipo di nanoparticella e' stato sperimentato sui topolini e dai primi risultati sembrano otto volte piu' efficaci delle nanosfere piene che non contengono proteine. Questo tipo di terapia viene considerata dai ricercatori una variante della fototerapia (o ablazione fototermica), un trattamento in cui sono usati impulsi laser per bruciare le cellule malate in casi di tumori superficiali, ma che necessita' di precisione e di un attento controllo della durata e dell'intensita', perche' il laser puo' distruggere anche le cellule sane. I ricercatori ora sanno che e' possibile migliorare di molto questa tecnica utilizzando un materiale che assorbe la luce, come una nanoparticella di metallo portata all'interno del tumore. Negli anni sono stati testati vari tipi di nanoparticelle, cercando la migliore combinazione tra forma e materiale.

La soluzione trovata dai ricercatori, utilizzando nanogusci d'oro dello spessore che va da 30 a 50 nanometri di diametro, sembra finora la piu' promettente per l'elevata capacita' di assorbimento nella regione del vicino infrarosso, per le piccolissime dimensioni e per la forma sferica, perfetta per penetrare all'interno delle cellule. L'ultimo passo e' stato inserire nel guscio il recettore, conferendo alle nanoparticelle la capacita' di individuare le cellule target della terapia. Il prossimo passo sara' quello di sperimentare la tecnica sugli esseri umani.

Leggi tutto...

Messina: al Policlinico nuovi strumenti per la diagnosi di gravi malattie genetiche

0 commenti
Da oggi in poi sarà possibile diagnosticare e curare dieci malattie genetiche presso i laboratori di genetica Molecolare dell’Unità Operativa Complessa di Genetica e Immunologia pediatrica del Policlinico di Messina. Alla conferenza stampa tenutasi stamane Carmelo Salpietro, direttore dell’UOC di Genetica e Immunologia pediatrica, ha presentato con un supporto visivo la diagnostica molecolare di altre dieci malattie genetiche: Di George, Emocromatosi, Fibrosi Cistica, Microdelezioni del cromosoma Y, Febbre Familiare del Mediterraneo, Sordità Genetica non sindromica, Parkinson genetico, Distonia Mioclonica, Joubert, Marfan.

Evidenziate le caratteristiche di tali mutazioni e le possibilità diagnostiche di queste patologie, finora non diagnosticabili a Messina e provincia, riguardo alle quali sono pochissimi i centri di diagnosi in tutto il territorio nazionale.
Salpietro ha poi evidenziato che “il rapporto tra costi e benefici è vantaggioso per l’azienda, saranno infatti acquistate solo le attrezzature e si avranno ricadute sotto il profilo scientifico e sotto quello didattico per gli specializzandi”.

Tali indagini, avviate con le risorse umane e tecnologiche già disponibili, consentiranno di attrarre pazienti da tutta la Sicilia e da altre Regioni per la diagnostica e, con il coinvolgimento di numerose strutture del Policlinico, oltre a ridurre ulteriormente la migrazione sud-nord.

Alla conferenza stampa è intervenuto il Rettore Tomasello che ha sottolineato come la diagnostica di queste malattie genetiche rappresenti “un valore aggiunto dell’Università di Messina nella sanità regionale. I viaggi della speranza se sono necessari non possono essere discussi, ma in Sicilia ormai risultano poco giustificati”.

Sebastiano Coglitore, Direttore Sanitario del Policlinico ha poi evidenziato che i laboratori dell'ospedale messinese rappresenteranno non solo un punto di riferimento per l’esatto inquadramento delle patologie ma anche per la cura, non si tratta di una scommessa ma di una bella realtà.

FONTE: Normanno.com
Leggi tutto...

19 marzo, 2009

Speciale "Test di Ingresso" (1° Puntata) - Cosa studiare

3 commenti
Una delle domande più frequenti da parte dei ragazzi che devono preparare un test di ingresso consiste in "Che cosa devo studiare?". E una delle cose più importanti per i ragazzi che desiderano entrare in una facoltà a numero chiuso consiste appunto nell'ottenere informazioni relativi ai programmi, cioè all'insieme degli argomenti che devono essere studiati per poter affrontare al meglio l'esame. Molti considerano i test di ingresso come il secondo vero esame della propria vita, subito dopo la maturità. E affrontare di seguito i due test, come avviene per tantissimi ragazzi che usciti dal liceo provano a entrare in medicina, è già un ottimo modo per calarsi nell'ottica di un bravo medico, costantemente esaminato e esaminante (e spesso pure esanime, vista la difficoltà di certi esami). Particolare facoltà difficili come Medicina richiedono da parte dello studente un'ampia comprensione di quelli che saranno i possibili argomenti oggetto di domande. Di seguito potete trovare un breve elenco dei programmi per le quattro materie fondamentali su cui vertono i test di ingresso, quali Biologia, Fisica, Chimica e Matematica. E' opportuno considerare come questi programmi risultano essere molto generici e trattano argomenti "di base" che comunemente vengono affrontati nei licei classici o scientifici di qualunque regione, dunque affrontare questi argomenti in modo ben chiaro durante il periodo "liceale" risulta già un grande passo in avanti e permette in seguito un ripasso e un approfondimento di temi che non siano stati elencati o trattati col dovuto rigore. E' opportuno inoltre consultare il manifesto che generalmente viene pubblicato nei siti web delle facoltà o degli atenei in cui si vuole effettuare la prova, valutando i programmi di materie come queste che sono generalmente oggetto di studio del primo anno universitario, basta cercare quel che viene comunemente chiamato "Manifesto degli studi". Sempre riguardo gli argomenti, considerate come è sempre meglio attingere direttamente da siti e fonti sicure piuttosto che da forum (per quanto questi ultimi siano utilissimi per scambiarsi informazioni in modo rapido e mirato), in quanto i siti ufficiali permettono di ottenere notizie abbastanza certe (mentre nei forum le notizie sono spesso interpretate e incommplete). Riguardo i testi su cui prepararsi, questo sarà invece oggetto di discussione in una seconda puntata, sempre su questo blog.

BIOLOGIA: la Chimica dei viventi. I bioelementi. L'importanza biologica delle interazioni deboli. Le proprietà dell'acqua. Le molecole organiche presenti negli organismi viventi e rispettive funzioni. Il ruolo degli enzimi. La cellula come base della vita. Teoria cellulare. Dimensioni cellulari. La cellula procariote ed eucariote. La membrana cellulare e sue funzioni. Le strutture cellulari e loro specifiche funzioni. Riproduzione cellulare: mitosi e meiosi. Corredo cromosomico. I tessuti animali. Bioenergetica. La valuta energetica delle cellule: ATP. I trasportatori di energia: NAD, FAD. Reazioni di ossido-riduzione nei viventi. Fotosintesi. Glicolisi. Respirazione aerobica. Fermentazione. Riproduzione ed Ereditarietà. Cicli vitali. Riproduzione sessuata ed asessuata. Genetica Mendeliana. Leggi fondamentali e applicazioni. Genetica classica: teoria cromosomica dell'ereditarietà cromosomi sessuali; mappe cromosomiche. Genetica molecolare: DNA e geni; codice genetico e sua traduzione; sintesi proteica. Il DNA dei procarioti. Il cromosoma degli eucarioti. Regolazione dell'espressione genica. Genetica umana: trasmissione dei caratteri mono e polifattoriali; malattie ereditarie. Le nuove frontiere della genetica: DNA ricombinante e sue applicazioni. Ingegneria genetica e biotecnologie.
Ereditarietà e ambiente. Mutazioni. Selezione naturale e artificiale. Le teorie evolutive. Le basi genetiche dell'evoluzione. Anatomia e Fisiologia degli animali e dell'uomo. Anatomia dei principali apparati e rispettive funzioni e interazioni. Omeostasi. Regolazione ormonale. L'impulso nervoso. Trasmissione ed elaborazione delle informazioni. La risposta immunitaria. Principali patologie nell'uomo. Diversità tra i viventi. Virus. Batteri. Protisti. Funghi. Cenni sulle caratteristiche dei phyla animali. I principali agenti patogeni. Interazione tra i viventi. Catene alimentari. Cicli biogeochimici: acqua, carbonio, azoto, fosforo. Ecosistemi

CHIMICA: la costituzione della materia gli stati di aggregazione della materia , sistemi eterogenei e sistemi omogenei, composti ed elementi. La struttura dell'atomo particelle elementari , numero atomico e numero di massa, isotopi, struttura elettronica degli atomi dei vari elementi. Il sistema periodico degli elementi gruppi e periodi , elementi di transizione, proprietà periodiche degli elementi: raggio atomico, potenziale di ionizzazione, affinità elettronica; metalli e non metalli; relazioni tra struttura elettronica, posizione nel sistema periodico e proprietà. Il legame chimico legame ionico, legame covalente , polarità dei legami; elettronegatività. Fondamenti di chimica inorganica nomenclatura dei composti inorganici: ossidi, idrossidi, acidi, sali ,posizione nel sistema periodico, proprietà e principali composti di: idrogeno, litio, sodio, potassio, magnesio, calcio, bario, ferro, rame, zinco, boro, alluminio, carbonio (composti inorganici), silicio, piombo, azoto, fosforo, arsenico, ossigeno, zolfo, fluoro, cloro, bromo, iodio, gas nobili. Le reazioni chimiche e la stechiometria peso atomico e molecolare, numero di Avogadro, concetto di mole, conversione da grammi a moli e viceversa, calcoli stechiometrici elementari, bilanciamento di semplici reazioni, vari tipi di reazioni chimiche. Le soluzioni proprietà, solventi dell'acqua; solubilità , principali modi di esprimere la concentrazione delle soluzioni. Ossidazione e riduzione numero di ossidazione, concetto di ossidante e riducente. Acidi e basi concetti di acido e di base , acidità, neutralità, basicità delle soluzioni acquose ,il pH. Fondamenti di chimica organica legami tra atomi di carbonio , formule grezze, di struttura e razionali , concetto di isomeria , idrocarburi alifatici, aliciclici e aromatici ,gruppi funzionali: alcooli, eteri, ammine, aldeidi, chetoni, acidi carbossilici, esteri, ammidi. La Chimica e la vita
cenni su: glicidi, lipidi, amminoacidi e proteine, acidi nucleici , cicli biologici del carbonio e dell'azoto , fotosintesi ,effetto serra.

FISICA: Le misure misure dirette e indirette, grandezze fondamentali e derivate, dimensioni fisiche delle grandezze, conoscenza del sistema metrico decimale e dei Sistemi di Unita di Misura CGS, Tecnico (o Pratico) (ST) e Internazionale (SI), delle unità di misura (nomi e relazioni tra unità fondamentali e derivate), multipli e sottomultipli (nomi e valori). Cinematica grandezze cinematiche, moti vari con particolare riguardo a moto rettilineo uniforme e uniformemente accelerato; moto circolare uniforme; moto armonico (per tutti i moti: definizione e relazioni tra le grandezze cinematiche connesse). Dinamica vettori e operazioni sui vettori. Forze, momenti delle forze rispetto a un punto. Composizione vettoriale delle forze. Definizioni di massa e peso. Accelerazione di gravità. Densità e peso specifico. Legge di gravitazione universale, 1°, 2° e 3° principio della dinamica. Lavoro, energia cinetica, energie potenziali. Principio di conservazione dell’energia. Meccanica dei fluidi pressione, e sue unità di misura (non solo nel sistema SI). Principio di Archimede. Principio di Pascal. Legge di Stevino. Cenni sulle forze viscose le forze di adesione e di coesione (concetto di viscosità e di tensione superficiale). Termologia, termodinamica termometria e calorimetria. Calore specifico, capacità termica. Meccanismi di propagazione del calore. Cambiamenti di stato e calori latenti. Leggi dei gas perfetti. Primo e secondo principio della termodinamica. Onde elettromagnetiche frequenze o lunghezze d’onda di onde radio, microonde, infrarossi, luce visibile, ultravioletti, raggi X, raggi gamma, e cenni sulle loro proprietà. Elettrostatica e elettrodinamica legge di Coulomb. Campo e potenziale elettrico. Costante dielettrica. Condensatori. Corrente continua e alternata. Legge di Ohm. Resistenza elettrica e resistività, resistenze elettriche in serie e in parallelo. Lavoro, Potenza, effetto Joule. Conoscenza di pile e batterie (esistenza ed utilizzo). Effetti termici, cenni sugli effetti magnetici (e relative leggi) delle correnti elettriche continue.

MATEMATICA:Insiemi numerici e calcolo aritmetico: simboli matematici. Numeri naturali, numeri relativi, numeri razionali, numeri reali e retta numerica, ordinamento e confronto di numeri, ordine di grandezza e notazione scientifica. Operazioni e loro proprietà (tavola Pitagorica). Dai numeri decimali alle frazioni e viceversa. Proporzioni e percentuali. Potenze (con esponente intero positivo o negativo, razionale) e loro proprietà. Radicali e loro proprietà. Logaritmi (in base 10 e in base e) e loro proprietà. Algebra classica: prodotti notevoli, potenza n-esima di un binomio. Scomposizione in fattori dei polinomi. Operazioni con le frazioni algebriche. Equazioni algebriche razionali, intere o fratte. Disequazioni algebriche razionali, intere o fratte. Funzioni: nozioni fondamentali (campo di esistenza, intersezioni con assi, segno) per lo studio di funzioni intere o fratte, esponenziali, logaritmiche, trigonometriche. Rappresentazione nel piano cartesiano delle funzioni sopra elencate. Funzioni reciproche. Funzioni inverse. Trigonometria: misura degli angoli in gradi e radianti. Seno, coseno, tangente di un angolo e loro valori notevoli. Funzioni y=senx, y=cosx, y=tax e loro rappresentazione nel piano cartesiano. Formule goniometriche. Equazioni e disequazioni goniometriche. Geometria Euclidea: poligoni e loro proprietà. Circonferenza e cerchio. Misure di lunghezze, superfici e volumi. Isometria, similitudini ed equivalenze nel piano. Luoghi geometrici. Geometria Analitica: sistemi di riferimento, coordinate di un punto. Distanza fra due punti, distanza di un punto da una retta, punto medio di un segmento. Equazione della retta, della parabola, della circonferenza, dell'iperbole e dell'ellisse e loro rappresentazione su piano cartesiano. Probabilità e statistica:
probabilità di un evento. Eventi compatibili, incompatibili, dipendenti, indipendenti. Rappresentazioni grafiche dei dati statistici. Valori medi statistici: media aritmetica, moda, mediana

ALTRE INFORMAZIONI? Clicca nel menu "Test di Ingresso" e consulta tutti i miei post sul sito.
Leggi tutto...

Allarme aborti in Italia: la crisi economica strangola la natalità

0 commenti
Boom in Italia per le interruzioni di gravidanza a causa delle difficoltà finanzie. L'allarme arriva dalla clinica Mangiagalli di Milano, che con i suoi 1.700 interventi l'anno è il primo ospedale della Lombardia per numero di aborti. "Mai come adesso la mancanza di soldi sta condizionando la decisione di tenere un bambino, anche e soprattutto tra le italiane - denuncia il direttore sanitario di Basilio -. E' uno degli effetti della crisi finanziaria". Solo un anno fa, secondo quanto riferisce il Corriere della Sera, la clinica milanese era al centro di un baby boom. Ora però la direzione sanitaria è costretta a far fronte a una drastica inversione di marcia. Tutta colpa della crisi finanziaria. A causa delle precarie condizioni economiche, infatti, le coppie sempre più spesso decidono di non avere figli in attesa di tempi migliori. In questo senso un primo segnale arriva proprio dall'allungamento delle liste d'attesa per chi vuole interrompere la gravidanza. Dai sette giorni canonici, previsti dalla legge 194, alla Mangiagalli per sottoporsi a un aborto occorre attendere anche 10/12 giorni. "C'è un'allarmante ondata di richieste che facciamo fatica a soddisfare - spiega Augusto Colombo, ginecologo della clinica -. La prima ipotesi che ci viene in mente per giustificarla è la recessione. Chi fa fatica ad arrivare a fine mese spesso rinuncia a fare un figlio. E' una triste realtà". Secondo i dati raccolti dall'istituto sanitario, i più colpiti dalla crisi sono soprattutto i single co.co.pro, le coppie con lavori precari e giovani in cassa integrazione. Nello specifico, il 12% delle donne che chiedono di abortire sono disoccupate, il 3% in cerca di lavoro , il 10% studentesse e il 12% casalinghe. In sintesi, stando al dossier messo a punto dalla Mangiagalli, dunque, una donna su tre che decide di interrompere la gravidanza è senza un'occupazione stabile. "Il numero di aborti che possiamo garantire con venti medici è sempre di 40 interventi alla settimana - spiega Tiso -. Limpressione è che ci sia un disagio crescente dovuto alla precarietà lavorativa e al carovita". Del resto, i figli costano e a Milano per il primo anno di vita un neonato costa cinquemila euro. Una cifra spesso troppo elevata per chi non riesce ad arrivare alla fine del mese.
E fin qui la situazione delle donne italiane. Quanto invece alle straniere, anche in questo caso si registra un aumento delle interruzioni di gravidanza. Agli aborti medici, però, si sostituiscono spesso metodi fai da te a base di pillole e medicinali. "Per le straniere la questione però non è legata alla crisi finanziaria - spiegano alla Mangiagalli - ma alla paura delle clandestine di venire denunciate".

FONTE: Tgcom.it
Leggi tutto...

Varie: 120000 tumori al seno ogni anno in Italia, l'obesità secondo l'Oxford, Aliskiren disponibile in Italia, elettroshock antidepressivo

0 commenti
Un pò di notizie di questa settimana:

[1] Ogni anno vengono diagnosticati alle donne italiane 120.000 tumori maligni che sono la seconda causa di morte tra il gentil sesso. E' quanto rileva il "Rapporto sui tumori in Italia anno 2008" stilato da "Airtum working group", che prende in considerazione le donne fino a 84 anni. Dallo studio risulta che il tumore al seno e' una delle forme piu' diffuse, con un totale di 38 mila casi all'anno, cioe' il 31,5% di tutti i tumori che colpiscono le donne italiane.

[2] Essere fortemente obesi e' pericoloso come fumare da sempre e puo' accorciare la vita anche di dieci anni. E' l'avvertimento di esperti dell'universita' di Oxford. Anche una moderata obesita' accorcia la vita di circa 3 anni. Un metodo abbastanza facile per giudicare se si e' nel peso forma e' quello di dividere il proprio peso per il quadrato della propria altezza: se il risultato e' tra 20 e 25 va bene. Se il risultato e' tra 40 e 50, l'aspettativa di vita scende di 10 anni e occorre una dieta, tuttavia affrontata con la giusta misura e senza eccessi.

[3] E' disponibile in Italia il primo di una nuova classe di farmaci per la cura dell'ipertensione, che interessa un italiano su quattro. Si chiama 'aliskiren' e agisce bloccando la renina, un enzima che regola l'aumento della pressione. La molecola quindi si differenzia dagli antipertensivi utilizzati finora, capaci solo di ridurne gli effetti. L'innovazione, spiegano i ricercatori, oltre che nel meccanismo di azione e' nella lunga durata dell'effetto.

[4] Se il cervello fosse come una pila, la depressione potrebbe essere vista come se il livello della 'batteria' fosse basso. Perche' allora non ricaricare un cervello depresso con la corrente, innocua e indolore? Lo affermano i ricercatori del Policlinico Ospedale Maggiore di Milano, che hanno preparato due elettrodi da applicare alla fronte del paziente, collegati a uno stimolatore elettrico. Lo hanno sperimentato su 14 pazienti, che hanno riportato un marcato miglioramento.

FONTE: Ansa.it, Agi.it, Adnkronos
Leggi tutto...

Italia prima al mondo per trapianti di cellule staminali emopoietiche

0 commenti
Italia prima al mondo per trapianti di cellule staminali emopoietiche eseguiti per milione di abitanti. Alessandro Nanni Costa, direttore del Centro nazionale trapianti (Cnt), sottolinea il risultato del Belpaese alla presentazione, oggi a Roma, del dossier del ministero del Welfare sulle staminali del sangue da cordone. "Nel 2008 in Italia sono stati eseguiti 1.374 trapianti di cellule staminali emopoietiche da adulti familiari dei malati o da donatori esterni", precisa Nanni Costa. Inoltre, l'Italia vanta un Registro di 370 mila adulti sani disponibili a donare le loro cellule staminali del sangue. Mentre le unità di sangue cordonale conservate presso le biobanche italiane e disponibili sono 17.503. Di queste, nel 2008, ne sono state utilizzate 141, in Italia o all'estero.
"Le cellule staminali del sangue raccolte in Italia sono molto ricercate all'estero, per l'alta qualità del materiale selezionato", prosegue Nanni Costa. Ma nonostante i buoni risultati raggiunti, c'è ancora del lavoro da fare, specie per quanto riguarda la rete delle biobanche per la conservazione del cordone ombelicale. "Le strutture sono diffuse in tutta la Penisola, con una leggera prevalenza nel Centro-Nord - rileva Giuliano Grazzini, presidente del Centro nazionale sangue e medicina trasfusionale dell'Iss - ma è importante collegarle meglio, e incentivare la donazione. In particolare fra donne di altri gruppi etnici o con un patrimonio genetico particolare, come le sarde, per aumentare la varietà dei campioni stoccati e poter aiutare ancor più persone". "L'obiettivo, in questo caso, sarebbe quello di arrivare a 80.000-90.000 unità conservate, per essere più vicini all'autosufficienza", prosegue Grazzini, ricordando che oggi siamo a quota 17.503.

FONTE: Adnkronos
Leggi tutto...

Dieta Mediterranea vs Dieta Nordica: nuove frontiere del gusto?

0 commenti
Polpette, aringhe e bistecche di renna: la dieta scandinava lancia il guanto alla celeberrima mediterranea, e propone i suoi menu per contrastare chili di troppo e antiestetici rotolini sui fianchi. Dimenticate pomodorini e olio di oliva, propongono infatti ricercatori danesi, riempite il frigo di frutti di bosco, cavolini di bruxelles, salmone, aringhe e carni magre di alci e di renne. A trarne giovamento - assicurano - sarà la vostra salute tout court e non solo l'ago della bilancia. Arne Astrup, docente dell'università di Copenhagen e a capo dell'International Association for the Study Obesity, guida un progetto da oltre 13 milioni di euro: obiettivo promuovere una dieta nordica che catturi i gusti e metta a frutto il valore aggiunto degli alimenti prodotti nelle aree più fredde del Vecchio Continente. "Svilupperemo così una contropartita alla dieta mediterranea - spiega - che risulti superiore in termini di benefici per la salute e piaceri per il palato". A convincere gli studiosi danesi della bontà della loro tesi, il fatto che nelle loro terre crescano frutti e verdure a foglia verde tra le più ricche di antiossidanti e omega-3. Ma anche la "consapevolezza - afferma Astrup dalle pagine del quotidiano GB Daily Mail - che le proteine contenute nelle carni magre possano apportare grossi benefici, non solo per la linea". E a dargli ragione, almeno sul fronte dei chili di troppo, i numeri: "il tasso di obesità nei paesi scandinavi - fa notare l'esperto - si attesta attorno al 60% di quello britannico". E chissà che il primato di pasta e pane non finisca per essere messo a rischio da bistecche di renna e aringhe.

Leggi tutto...

Stati Uniti: fra cinque anni il 75% delle ricette mediche saranno "elettroniche"

0 commenti
Il 75% dei medici americani firmerà solo ricette elettroniche entro cinque anni, grazie all'impulso dato dal presidente Obama alla prescrizione 'virtuale'. L'ex-senatore dell'Illinois ha infatti stanziato la cifra record di 19 miliardi di dollari per incoraggiare l'uso della tecnologia in sanità. Secondo Mark Merritt, presidente e Chief Executive Officer della Pharmaceutical Care Management Association (Pcma), che ha commissionato un'indagine sul tema, "l'adozione dell'e-precribing genererà una rivoluzione all'insegna della sicurezza nel sistema sanitario americano". Oggi, solo il 13% dei 'camici bianchi' d'oltreoceano è solito scrivere la sua ricetta utilizzando il pc. Ma grazie agli incentivi di Obama questa percentuale potrebbe salite al 90% entro il 2018, con un risparmio di oltre 22 miliardi di dollari, cifra che coprirà abbondantemente il finanziamento iniziale. L'uso più ampio delle ricette elettroniche potrebbe evitare inoltre 3,5 milioni di errori medici e 585 mila ospedalizzazioni entro il 2018. Gli States sono dunque pronti a questa rivoluzione e le farmacie sono in prima fila: già il 66% è in grado di gestire le prescrizioni elettroniche. Infine Medicare, il programma federale di assicurazione sanitaria per gli anziani e i disabili, da gennaio ha già iniziato a concedere bonus ai medici che usano le ricette elettroniche.

FONTE: Adnkronos
Leggi tutto...

Stop alla ricerca sulle staminali per ricostruire i legamenti danneggiati: mancano i fondi

0 commenti
La sperimentazione sul legamento artificiale costituito da una matrice biologica e cellule staminali, che sostituirebbe in modo naturale il tessuto danneggiato, non andrà avanti. Nonostante i buoni risultati ottenuti sull'animale da laboratorio la sperimentazione sull'uomo per ora non verrà fatta per mancanza di fondi. Ne ha parlato Luigi Ambrosio, uno dei ricercatori del laboratorio dell'Istituto di Tecnologie dei Materiali Compositi del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) di Napoli che ha contribuito alla realizzazione di questo legamento biologico. Due le soluzioni proposte dal laboratorio partenopeo. Da un lato è stata realizzata una struttura biodegradabile di acido ialuronico, uno dei componenti del tessuto dei legamenti, che servirebbe a riparare o sostituire le parti di legamento danneggiate. Più efficace, invece, è risultato il legamento artificiale costituito da una matrice, che serve da struttura, e cellule staminali adulte che crescono e si differenziano nel tessuto. Nonostante lo stop imposto, la soluzione proposta dal Cnr di Napoli potrebbe aiutare a mantenere una buona condizione fisica per tempi più lunghi. L'alternativa, infatti, oggi è rappresentata dalla sostituzione con altri legamenti provenienti da altre parti dell'organismo o dalla sostituzione del tessuto danneggiato con materiali artificiali, soprattutto polimeri, che mimano la struttura. Tuttavia queste tecniche, scelte principalmente in campo sportivo in cui i tempi di riabilitazione devono essere brevi, possono dare problemi a lungo andare. Come ha dichiarato Ambrosio, “diverse strutture, soprattutto a carattere polimeriche, sono state realizzate, ma nessuna ha dato i risultati sperati e sono state quasi tutte abbandonate. Il materiale messo a punto nei nostri laboratori - ha concluso il ricercatore - potrebbe aiutare a superare i problemi incontrati con un importante miglioramento della qualità della vita e una riduzione dei costi sociali per i pazienti”.

FONTE: Aduc.it Salute

Leggi tutto...

L1 e metastasi: una molecola di adesione usata come arma per distruggere

0 commenti
Per aderire le une alle altre e alla matrice extracellulare, e così formare dei tessuti compatti e impermeabili, le cellule hanno bisogno di speciali molecole di adesione. Il ruolo della molecola di adesione L1 era fino ad oggi ben noto nello sviluppo cerebrale: sue mutazioni provocano infatti una complessa sindrome neurologica detta CRASH (Corpus callosum agenesis, Retardation, Adducted thumbs, Spastic paraplegia, Hydrocephalus). Uno studio condotto al Campus IFOM-IEO di Milano da Ugo Cavallaro, direttore del programma Adesione cellulare nella progressione neoplastica e nell'angiogenesi della Fondazione IFOM (Istituto FIRC di Oncologia Molecolare) in collaborazione con Maria Rescigno, direttrice del programma Immunologia delle cellule dendritiche e immunoterapia del Dipartimento di Oncologia dell'Istituto Europeo di Oncologia rivela sulle pagine della rivista "The Journal of Experimental Medicine" che L1 in realtà gioca un ruolo chiave anche nel sistema immunitario, aprendo delle interessanti prospettive terapeutiche nella cura sia dei tumori sia delle patologie del sistema immunitario.

Tramite un approccio sperimentale in vitro e in vivo, lo studio condotto da Cavallaro ha osservato per la prima volta il ruolo di questa molecola di adesione neurale nella cascata di eventi che innesca la risposta immunitaria: L1 è espressa sulla superficie delle cellule dendritiche, vale a dire le cellule "sentinella" che trasportano gli antigeni dai tessuti periferici ai linfonodi, innescando così l'attivazione dei linfociti e quindi la risposta immunitaria. Per far questo, le cellule dendritiche devono entrare e uscire dal sistema circolatorio (vasi sanguigni e linfatici), ed è proprio qui che interviene L1, regolando il processo di attraversamento della parete dai vasi da parte delle cellule dendritiche. Lo studio ha inoltre dimostrato che a seguito di stimoli infiammatori anche le cellule endoteliali (che rivestono i vasi) iniziano a produrre L1, ed è il legame tra L1 delle cellule dendritiche e L1 delle cellule endoteliali che favorisce l'interazione tra i due tipi cellulari e la "transmigrazione".

Oltre a offrire una comprensione più approfondita di come funzionano le nostre difese immunitarie questa scoperta apre le porte a interessanti approcci terapeutici per diverse patologie: "nel caso di risposta immunitaria "eccessiva" come, ad esempio, nelle malattie autoimmuni - spiega Cavallaro - sarebbe possibile prevenire l'interazione tra cellule dendritiche e parete vascolare neutralizzando L1 con uno specifico anticorpo. Mentre per i pazienti affetti da sindrome CRASH che sono soggetti a frequenti infezioni generalmente considerate conseguenza del deficit neurologico, localizzare la disfunzione di L1 nelle cellule dendritiche rappresenterebbe una causa più diretta e anche più trattabile terapeuticamente".
La ricerca apre promettenti prospettive anche per l'individuazione di nuovi bersagli farmacologici nelle terapie anticancro: "alcuni tipi tumorali come il tumore al colon, il melanoma e il carcinoma ovarico – precisa Cavallaro – esprimono alti livelli di L1 che correlano con il potenziale invasivo e metastatico. Come dimostrato in altri contesti, spesso le cellule tumorali utilizzano meccanismi molto simili a quelle del sistema immunitario per entrare nei vasi sanguigni e metastatizzare, per cui inattivare L1 potrebbe rappresentare una valida strategia anti-disseminazione".

"La presenza di L1 – aggiunge Maria Rescigno - potrebbe inoltre aiutare le cellule cancerose a sfuggire al controllo del sistema immunitario, chiarendo un fenomeno frequente in molti tumori noto come "immunoevasione". Infatti in seguito all'espressione aberrante di L1, le cellule dendritiche potrebbero essere indotte a migrare al linfonodo drenante in uno stato di parziale attivazione che potrebbe favorire lo sviluppo di linfociti T tollerogenici, che inibiscono cioè la risposta immunitaria verso il tumore" La ricerca è stata condotta grazie al sostegno dell'AIRC (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro), della Fondazione Telethon, della Fondazione Cariplo, del Ministero italiano della Salute, dell'Association for International Cancer Research, dal Cancer Council Victoria e dall'Australian Health and Medical Research Council Fellowship.

Ma che cosa sono le molecole di adesione e come operano a livello biologico?

Le molecole di adesione (o CAM) sono il vero e proprio punto di contatto tra il restante materiale protoplasmatico e il metaplasma. Queste molecole sono principalmente proteine che costituiscono recettori transmembrana composti da tre domini: intracellulare, che interagisce con il citoscheletro; transmembrana;
extracellulare, che interagisce con altre molecole di adesione dello stesso tipo (legame omofilico) o di altro tipo piuttosto che con la matrice extracellulare (legame eterofilico). A seconda della densità di proteine, e quindi di contatti tra il metaplasma e la cellula, si può parlare di contatti focali, emidesmosomi, lamine esterne e membrane basali.

La maggior parte delle molecole di adesione appartiene a 4 famiglie proteiche: superfamiglia Ig (immunoglobuline) (IgSF CAMs), le integrine, le caderine e le selettine.

IgSF CAMs: la superfamiglia delle molecole di adesione di tipo immunoglobulinico (IgSF CAMs) sono in grado di instaurare sia legami omofilici che eterofilici, legando integrine o diversi tipi di IgSF CAMs. Alcune delle molecole più rappresentative di questa famiglia sono:
NCAMs - molecole di adesione cellulare neurale;
ICAM-1 - molecola di adesione cellulare intercellulare;
VCAM-1 - molecola di adesione cellulare vascolare;
PECAM-1 - molecola di adesione cellulare piastrinico-endoteliale;
L1; CHL1; MAG.

Selectine: le selectine sono una famiglia di CAMs eterofiliche che legano carboidrati fucosilati (ad esempio la mucina). Constano di un piccolo dominio citoplasmatico, un singolo dominio transmembrana ed una serie di domini extracellulari. Si tratta di proteine calcio-dipendenti. Sono tre le molecole che fanno parte di tale famiglia: la E-selectina (endoteliale), la L-selectina (leucocitaria) e la P-selectina (piastrinica). Il ligando meglio caratterizzato per le tre selectine è il PSGL-1 (P-selectin glycoprotein ligand-1), una glicoproteina simile alla mucina espressa su tutti i leucociti. I neutrofili e gli eosinofili legano la E-selectina: uno dei ligandi individuati per la E-selectina è sLe(x) (sialylated Lewis X Ag). Gli eosinofili, come i neutrofili, utilizzano strutture sialilate (resistenti alle proteasi) per legare la E-selectina, sebbene gli eosinofili esprimano minori quantità di tali molecole sulle loro superfici[1]. Anche i ligandi per le P-selectine su eosinofili e neutrofili sono molecole sialilate e, di conseguenza, resistenti all'azione di proteasi e di endo-beta-galattosidasi. Si tratta di molecole decisamente diverse da quelle legate dalle E-selectine. Tale diversità suggerisce un diverso ruolo per le P- e le E-selectine durante il reclutamento necessario nel corso dell'infiammazione[2].

Integrine: sono una famiglia di CAMs eterofiliche che legano IgSF CAMs o la matrice extracellulare. Si tratta di proteine eterodimeriche costituite da una subunità alfa e una beta unite da legame non-covalente. Sono state individuate 24 diverse subunità alfa e 9 differenti subunità beta, sebbene non siano state osservate tutte le combinazioni possibili. Ogni subunità è costituita dai domini extracellulare, transmembrana ed intracellulare.
Dominio intracellulare: è costituito da due bracci (uno per subunità) che possono essere definiti meccanico, in quanto in risposta a determinati segnali agisce sui filamenti di actina ectoplasmatici, e biochimico, in quanto induce particolari attività enzimatiche in relazione al segnale ricevuto.
Dominio transmembrana: è il vero punto di snodo tra l'ambiente "fuori" dalla cellula e l'ambiente "dentro" la cellula, dove si verificano interazioni meccaniche tra gli altri due domini dell'integrina.
Dominio extracellulare: È capace di riconoscere (e legare) ioni bivalenti come Ca++ e Mg++ inoltre riconosce e lega una particolare proteina: la fibronectina
A seconda della densità di proteine, e quindi di contatti tra il metaplasma e la cellula, si può parlare di contatti focali, emidesmosomi, lamine esterne e membrane basali. Alcune fonti (ad esempio MeSH) non considerano le integrine come CAMs.

Caderine: Le caderine sono una famiglia di CAMs omofiliche, Ca2+-dipendenti. Le caderine più importanti sono le E-caderine (epiteliali), le P-caderine (placentali) e le N-caderine (neurali).




FONTE: Molecularlab.it e Wikipedia
Leggi tutto...

Leptomeningeal Stem Cells, una nuova popolazione di cellule staminali

0 commenti
Nuova scoperta scientifica nel campo delle cellule staminali: una ricerca tutta italiana ha portato all'individuazione delle Leptomeningeal Stem Cells (LeSC), una nuova popolazione di cellule staminali che si trovano in una porzione delle meningi. Le LeSC sarebbero una popolazione di cellule immature dotate della capacità di automantenersi e differenziarsi in neuroni maturi eccitabili e ciò dimostrerebbe che il cervello ha una capacità rigenerativa più estesa di quanto creduto fino ad oggi.

"Una scoperta che apre lo scenario a nuove prospettive terapeutiche nel vasto ambito delle neuropatologie degenerative – spiegano i ricercatori. Ipotesi che, se verificate nella loro applicabilità, potrebbero essere impiegate nella lotta contro le lesioni traumatiche del midollo spinale, il morbo di Parkinson, la malattia di Alzheimer e per combattere la sclerosi multipla."

Il lavoro è frutto di una ricerca dell'Università di Verona portata avanti nel Laboratorio di ricerca sulle cellule staminali, coordinato da Mauro Krampera, ricercatore della sezione di Ematologia diretta da Giovanni Pizzolo, e nel Laboratorio di ricerca della sezione di Farmacologia diretta da Guido Fumagalli grazie all'impegno di Francesco Bifari e Ilaria Decimo, giovani promesse della ricerca dell'ateneo veronese. I risultati della ricerca, condotta su un modello animale, sono stati pubblicati in questi giorni sulla prestigiosa rivista "Journal of Cellular and Molecular Medicine".

Per chi fosse interessato ad approfondire, è possibile ottenere ulteriori informazioni seguendo questo link
Leggi tutto...

14 marzo, 2009

Briciole di Medicina (3° Puntata) - L'Ippocampo

0 commenti
Un gruppo di scienziati di Londra, che hanno pubblicato i risultati su 'Current Biology', sono riusciti per la prima volta a capire la posizione di una persona in una stanza virtuale 'guardando', con le tecniche di scansione, il cervello a livello dell'area nota come ippocampo, una delle piu' interessate all'immagazzinamento dei ricordi. Con la scansione di aree cerebrali che si attivano quando ci spostiamo e' stato fatto un passo avanti nella lettura della mente.

L'ippocampo è parte del cervello, localizzato nella zona mediale del lobo temporale. Fa parte del sistema limbico e svolge un ruolo importante nella memoria a lungo termine e nella navigazione spaziale. Gli esseri umani e gli altri mammiferi possiedono due ippocampi, uno in ogni emisfero del cervello. Nei roditori, animali in cui l'ippocampo è stato studiato in maniera approfondita, l'ippocampo ha all'incirca la forma di una banana. Nell'essere umano, ha una forma curva e convoluta, che ispirò ai primi anatomisti l'immagine di un cavalluccio marino. Il nome, infatti, deriva dal greco (Greco: hippos = cavallo, campos = mare).

Anatomicamente, l'ippocampo è una elaborazione del bordo della corteccia. Si può distinguere come zona a se stante dove la corteccia si assottiglia in uno strato singolo di neuroni densamente organizzati, che si piega a formare una S molto stretta. La struttura che si allinea al bordo della corteccia forma il cosiddetto sistema limbico (dal Latino limbus = limite): questo include l'ippocampo, la corteccia del cingolato, la corteccia olfattiva e l'amigdala. Paul MacLean ha suggerito, nella sua teoria del Triunbrain (cervello trino), che le strutture limbiche costituiscono la base neurale delle emozioni. Tuttavia, la maggior parte degli neuroscienziati non considerano più come valido il concetto di "sistema limbico unificato.

L'ippocampo mostra due principali "modalità" di attività, ciascuna delle quali associata a un distinto pattern di onde EEG e di attività di popolazione neurale. Queste modalità prendono il nome dai pattern EEG ad esse associate: theta e LIA (large irregular activity - ampia attività irregolare). Qui si trovano alcune delle loro maggiori caratteristiche nel ratto, l'animale più ampiamente studiato:

Nel morbo di Alzheimer, l’ippocampo è una delle prime regioni del cervello a soffrire dei danni; deficit di memoria e disorientamento sono i primi sintomi che compaiono. Lesioni all’ippocampo possono occorrere anche come conseguenza di mancanza di ossigeno (anossia), encefalite o epilessia del lobo temporale mesiale. Le persone che presentano danni estesi al tessuto ippocampale possono mostrare amnesia, cioè incapacità di formare o mantenere nuovi ricordi.

Forse la primissima ipotesi è stata quella che vedeva l’ippocampo coinvolto nell’olfatto, ipotesi probabilmente suggerita principalmente dalla sua localizzazione all’interno del cervello, vicino alla corteccia olfattiva. Continua a permanere un certo interesse per il coinvolgimento dell’ippocampo nelle funzioni olfattive, ma ormai quasi più nessuno crede che la funzione primaria dell’ippocampo sia l’olfatto.

Negli anni, in merito alla funzione dell’ippocampo si sono avute tre idee dominanti in letteratura: l’inibizione, la memoria e lo spazio. La teoria dell’inibizione comportamentale (ironicamente definita da O'Keefe e Nadel “un piede sul freno!”) fu molto popolare fino agli anni ’60. Molta della sua forza traeva origine da due osservazioni: in primo luogo, gli animali il cui ippocampo era danneggiato tendevano ad essere iperattivi; la seconda, che gli animali con danni al tessuto ippocampale mostravano spesso difficoltà ad apprendere di inibire delle risposte che erano state loro insegnate prima. Jeffrey Gray sviluppò questa linea di pensiero in una teoria vera e propria sul ruolo dell’ippocampo negli stati d’ansia. La teoria dell’inibizione non è, tuttavia, molto popolare oggigiorno.

La seconda importante linea di pensiero associa la funzione dell'ippocampo alla memoria. Sebbene ci siano state precedenti teorie a riguardo, quella che riveste maggiore importanza si deve al celebre trattato di Scoville e Milner sulle conseguenze della distruzione chirurgica dell'ippocampo (nel tentativo di eliminare le crisi dovute all'epilessia), osservate in un paziente chiamato H.M. Inaspettatamente il paziente presentava una grave amnesia: H.M. non era in grado di ricordare cosa gli fosse accaduto dopo l'operazione o eventi accaduti in precedenza, anche in un lasso temporale di anni. Questo fatto destò un interesse tale che si può dire che H.M. sia il caso medico più studiato della storia. Negli anni seguenti, altri pazienti che presentavano simili disfunzioni mnemoniche legate a lesioni ippocampali (dovute a un incidente o malformazioni congenite) sono stati studiati con la stessa intensità, e sono stati effettuati letteralmente migliaia di esperimenti riguardanti la fisiologia della plasticità neurale nell'ippocampo. Oggi non vi sono quasi più divergenze di opinioni sull'importanza dell'ippocampo, considerato quasi universalmente come sede della memoria. Tuttavia, il ruolo specifico che gioca in relazione a questa funzione psichica rimane tuttora oggetto di dibattiti.

Gli psicologi e i neuroscienziati generalmente concordano nell’affermare che l’ippocampo svolge un ruolo importante nella formazione di nuove memorie riguardanti eventi vissuti (memoria episodica o memoria autobiografica) . Alcuni ricercatori preferiscono considerare l’ippocampo come parte di un più ampio sistema mnemonico del lobo temporale mediale, responsabile in generale della memoria dichiarativa (ricordi che possono essere esplicitamente verbalizzati — questi includerebbero, per esempio, la memoria semantica oltre che la memoria episodica).

Alcune prove supportano l’ipotesi che, sebbene alcune forme di memoria spesso durino per tutta la vita, l’ippocampo smetta di svolgere un ruolo cruciale nella ritenzione del ricordo dopo un periodo di consolidamento. I danni all’ippocampo generalmente portano a gravi difficoltà nella formazione di nuovi ricordi (amnesia anterograda) e normalmente danneggia anche l’accesso ai ricordi precedenti al danno (amnesia retrograda). Anche se l’effetto retrogrado generalmente si estende ad alcuni anni precedenti al danno, in alcuni casi i ricordi più remoti permangono – questo risparmio di memorie più vecchie ha portato all’idea che il consolidamento nel tempo comporti il trasferimento delle memorie al di fuori dell’ippocampo verso altre parti del cervello. Tuttavia, la sperimentazione incontra grandi difficoltà nel misurare il permanere di queste memorie più antiche; inoltre, in alcuni casi di amnesia retrograda, questo permanere sembra coinvolgere ricordi formatisi decine di anni prima all’occorrere della lesione all’ippocampo, qui il suo ruolo nel mantenimento di queste remote memorie rimane dubbio.

Danni all’ippocampo non hanno effetti su alcuni aspetti della memoria, come ad esempio la capacità di acquisire nuove abilità motorie (come suonare uno strumento musicale): ciò suggerisce che questo tipo di abilità dipendano da un tipo diverso di memoria (memoria procedurale) e da diverse regioni cerebrali. Ci sono inoltre prove che il paziente H.M. (a cui furono asportati bilateralmente i lobi temporali mediali come trattamento per l’epilessia ) sia in grado di formare nuova memoria semantica.

Fu l'anatomista Giulio Cesare Aranzi (nel 1564 circa) ad utilizzare per primo il termine ippocampo per descrivere questo organo cerebrale a causa della sua somiglianza con il cavalluccio marino. Questo organo fu inizialmente collegato al senso dell'olfatto pittosto che quelle che sappiamo ora essere le sua funzioni nell'ambito della formazione delle tracce di memoria. Il russo Vladimir Bekhterev notò il ruolo dell'ippocampo nelle funzioni mnemoniche attorno al 1900, basandosi sull'osservazione i un paziente con gravi disturbi di memoria. Ad ogni modo, per parecchi anni, il ruolo dell'ippocampo convenzionale era quello, come il resto del sistema limbico di responsabile delle emozioni.

L'importanza dell'ippocampo nei processi di memoria fu portato all'attenzione dei ricercatori dal paziente HM. HM soffriva di diversi deficit della memoria anterograda e cronologici (disturbi di questo genere sono diventati poi il soggetto di film quali Memento) a seguito della rimozione bilaterale di diverse strutture del lobo temporale mediale (inclusa l'ablazione bilaterale degli ippocampi) per prevenire le frequenti crisi epilettiche. Particolarmente rilevante fu l'osservazione che HM era ancora in grado di apprendere i compiti procedurali (che sono associati al tessuto striato e che il suo QI era rimasto al di sopra della media. Il caso di HM dimostrò una chiara dissociazione tra intelligenza e memoria dichiarativa. Le dimensioni relative della formazione ippocampale in relazione al volume totale del cervello sono spesso conservate nella maggior parte delle specie di mammiferi, anche se si è riscontrata una certa ipotrofia nei cetacei.

FONTE: Wikipedia, Kandel Fisiologia,
Leggi tutto...

Inghilterra: omega3 sopravvalutati nella lotta alla vecchiaia?

0 commenti
Uno studio britannico mette in dubbio la convinzione, sostenuta da molte ricerche, che i pesci 'grassi' e ricchi di Omega 3 come il salmone possano proteggere contro la demenza senile. I dati di un trial condotto su oltre 800 anziani inizialmente ha mostrato che coloro che mangiavano pesci grassi in abbondanza avevano una funzionalita' cognitiva migliore. Ma, analizzando meglio i dati, i ricercatori hanno osservato che la mente piu' acuta si spiegava non con l'alimentazione bensi' con il livello di istruzione e il buon umore. E' dunque necessario chiarire meglio se davvero i pesci grassi proteggono il cervello dalla demenza, conclude il team britannico sul Journal of Nutrition, Health and Ageing. Negli ultimi anni, gli scienziati hanno messo l'accento sull'importanza dell'alimentazione per limitare l'invecchiamento del cervello e hanno sottolineato il valore degli acidi grassi omega 3, che si trovano in pesci come il salmone e lo sgombro. I test in laboratorio in teoria provano che tali acidi sono neuroprotettivi. Il nuovo studio, condotto alla London School of Hygiene and Tropical Medicine, ha in effetti trovato un'associazione tra mangiare un paio di porzioni di pesce a settimana e migliori punteggi ai test delle funzioni cognitive. Ma tenuto conto poi anche del livello di istruzione e della salute psicologica dei soggetti studiati, i ricercatori hanno visto che l'associazione con l'assunzione di pesci grassi spariva. Conclude il team britannico: va bene mangiare un paio di porzioni di pesce a settimana, di cui una almeno deve essere un pesce grasso, perche' i benefici per il cuore sono dimostrati. Ma quanto ai vantaggi anti-demenza, secondo il direttore della ricerca, Alan Dangour, sono stati un po' esagerati. "Le prove scientifiche finora raccolte non sono sufficienti". Niel Hunt, chief executive della Alzheimer Society, ha commentato: "Il modo migliore per ridurre il rischio di demenza in eta' anziana e' di seguire una dieta mediterranea ricca di frutta, verdura, cereali, pesce e pollame. Ma non sappiamo quale alimento in particolare sia piu' protettivo degli altri".

FONTE: Agi.com Salute
Leggi tutto...

Spagna: bimbo guarisce dalla beta-talassemia grazie a selezione preimpianto dell'embrione del fratello

0 commenti
Il primo bebe' selezionato geneticamente in Spagna per curare il fratello e' riuscito a guarirlo. Le cellule del piccolo Javier, nato a ottobre in un ospedale di Siviglia, hanno guarito il fratello di 7 anni, Andres, che soffriva di una malattia ereditaria finora incurabile, la beta-talassemia, l'anemia mediterranea. Il sangue del cordone ombelicale del neonato e' stato impiegato per un trapianto di midollo osseo, che ha consentito ad Andres di cominciare a produrre globuli rossi sani. L'intervento e' avvenuto il 23 gennaio e il bimbo lo "ha superato con successo", senza bisogno di alcun tipo di trasfusione, hanno riferito fonti dell'Hospital Virgen del Rocio di Siviglia alla stampa spagnola. Andres e' stato dimesso dall'ospedale il 18 febbraio e si deve sottoporre a controlli settimanali. La selezione di Javier era avvenuta grazie alla diagnosi genetica pre-impianto, una tecnica che consente di verificare se un embrione e' sano o meno dal punto di vista genetico, prima che sia trasferito nell'utero. La selezione pre-impianto e' vietata dalla legge in Italia; e quando la notizia era stata resa nota, aveva scatenato forti polemiche. Al di la' del dibattito sulle implicazioni etiche, questo tipo di procedura consente di scegliere l'embrione piu' compatibile per il trapianto.

Fonte: Agi.it Salute
Leggi tutto...

11 marzo, 2009

Creato il "Ribosoma Artificiale", una fabbrica di proteine

1 commenti
Creata in laboratorio la prima fabbrica cellulare di proteine, il 'ribosoma artificiale', fucina della vita di ogni cellula vivente. Il ribosoma sintetizza tutte le proteine che servono alla cellula per vivere, e la scoperta - rivelata da George Church della Harvard Medical School - rappresenta un passo avanti verso la vita artificiale. Consentira' non solo di creare una nuova fabbrica artificiale di nuovi farmaci proteici, ma anche di ricostruire in laboratorio l'origine della vita.

I ribosomi (al singolare ribosoma o ribosomio) sono organuli scuri presenti nel citosol, sulla membrana nucleare e sul reticolo endoplasmatico rugoso (RER); sono composti da RNA ribosomiale (r-RNA) e materiale proteico.

La loro funzione è quella di sintetizzare le proteine partendo da una catena di RNA messaggero (m-RNA).

Furono messi in evidenza per la prima volta al microscopio elettronico nel 1953.

Un ribosoma batterico ha una massa di circa 2700 kDa, un diametro di 200 Å ed un coefficiente di sedimentazione di 70 S.
Esso si può suddividere in due parti o subunità, una più grande ed una più piccola:

una subunità grande di 50 S avente almeno 34 proteine (L1-L34) e due molecole di RNA (23 S e 5 S),
una subunità piccola di 30 S contenente almeno 21 proteine (S1-S21) ed un RNA di 16 S.
Il ribosoma della cellula eucariote (fatta eccezione per quelli contenuti nei mitocondri e nei cloroplasti), invece, è più grande ed ha una massa molecolare di 4000 kDa, un diametro di 23 nm ed un coefficiente di sedimentazione di 80 S. Anch'esso è composto da due subunità, maggiore a 60 S e minore a 40 S. La subunità maggiore è costituita da tre molecole di rRNA, una a 28 S, una a 5,8 S e un'ultima a 5 S. La minore consta di una sola catena di RNA 18 S. Nel complesso le due subunità presentano inoltre più di 80 proteine.
Le singole molecole di rRNA (tranne la 5 S) vengono sintetizzate nei nucleoli come RNA 45 S. Il DNA contenuto nel nucleolo viene trascritto dalla RNA polimerasi I a partire da più punti della catena di DNA, in strutture che vengono dette ad "albero di Natale"; il tronco verrebbe rappresentato dal DNA, i rami dalle molte catene di rRNA che vengono trascritte nello stesso momento. L' rRNA 45 S appena trascritto è detto pre-rRNA; in seguito a tagli, esso darà origine a rRNA 18 S (per la subunità minore del ribosoma) e 32 S, il quale verrà tagliato ulteriormente in 28 S e 5,8 S. Nel pre-rRNA sono presenti pseudouridine e basi azotate metilate. La funzione di queste modifiche nelle basi si pensa sia di evitare il taglio enzimatico, o favorire le interazioni dell'RNA interne alla catena o con altre molecole.

Leggi tutto...

Atto di Obama sulle staminali, le reazioni: la comunita' scientifica esulta, il Vaticano critica.

0 commenti
Un tripudio di gioia e di speranza per il futuro. E' in questo modo che la decisione del presidente americano Barack Obama di revocare i limiti sui finanziamenti federali per la ricerca di cellule staminali embrionali è stata accolta dalla comunità degli scienziati Usa. Molti di loro, che seguono diversi progetti di ricerca universitari, hanno fatto anche notare che la fine delle restrizioni imposte sui finanziamenti significa che ci saranno piú posti di lavoro nei laboratori: e che dunque questo andrà a beneficio di tanti studenti che sono agli inizi della loro carriera. La revoca delle restrizioni si potrà tradurrà in nuove possibilità di lavoro anche per i ricercatori e per gli imprenditori di società attive nel settore biotech. E non è poco, se si considera il periodo di recessione in cui è scivolata l'economia degli Stati Uniti. "E' meraviglioso. Stiamo esultando", ha detto Jan Nolta, responsabile del programma di ricerca sulle cellule staminali presso l'Università della California di Davis - Ora che possiamo utilizzare i fondi federali, le cose andranno avanti in modo decisamente piú veloce". I finanziamenti sono stati di fatto sbloccati ieri, quando Obama ha firmato un ordine esecutivo per revocare le restrizioni imposte otto anni fa da Bush, nell'agosto 2001. In particolare Bush aveva accettato il principio secondo cui i fondi federali possono essere utilizzati per la ricerca solo riguardo all'utilizzo di un piccolo numero di colonie staminali, 21 in tutto. Ora, la svolta di Obama implica che i ricercatori finanziati dal governo potranno utilizzare centinaia di colonie di staminali prodotte da allora nei laboratori privati (anche se resta in vigore la legge che impedisce la creazione di staminali da embrioni con fondi di stato). Ció potrà portare parte dei 10 miliardi di dollari di finanziamenti a favore della ricerca -contenuti nel piano di stimoli da 787 miliardi di dollari - a sostenere anche la ricerca sulle cellule staminali. Dal canto loro, i ricercatori della University of California di Davis si stanno già preparando ad acquistare quattro nuove colonie di staminali, sperando di fare cosí passi in avanti nel trattamento di alcuni mali, tra cui quello di Parkinson's. Inoltre, sebbene i finanziamenti federali siano concepiti nella maggior parte dei casi a sostegno della ricerca, gli esperti sottolineano che la revoca dei fondi potrà rivelarsi anche una manna dal cielo per le aziende private. A tal proposito, lo stesso Michael West, amministratore delegato di BioTime, ritiene che la sua società assisterà a un aumento nella domanda per le centinaia di colonie staminali che ha prodotto; fattore, questo, continua West, che potrà scatenare in generale nuovi investimenti privati nel settore: quegli investimenti che in passato erano rimasti spesso solo un'idea. C'è da dire comunque che sono state proprio le restrizioni imposte dall'amministrazione Bush a portare negli ultimi anni molti Stati a lanciare iniziative autonome, al fine di garantire comunque la ricerca sulle staminali adulte.Quello piú avanti nella ricerca è sicuramente la California, che tra le altre cose sta finanziando tuttora la costruzione di 12 centri di ricerca sulle cellule staminali e che aveva risposto alle limitazioni di Bush approvando un piano per stanziare 3 miliardi di dollari per la ricerca. Ora, finalmente il grande passo di Obama, atteso da tanti anni. "Ritengo che nell'arco dei prossimi 5-10 anni, ci sarà una rivoluzione nelle terapie" grazie all'utilizzo di cellule staminali, ha detto Alan Trounson, direttore generale dell'agenzia per le cellule staminali della California.

COMMENTI IN ITALIA

Dal presidente americano Barack Obama sulle staminali "arriva un segnale molto importante di novita', una grande svolta positiva". Massimo D'Alema, ai microfoni di 'Faccia a Faccia' su Radio Tre, apprezza la decisione del presidente americano di togliere i divieti sulla ricerca per le cellule staminali embrionali. 'Gli Stati Uniti- spiega il presidente della Fondazione Italianieuropei- si stanno contemporaneamente impegnando per la pace, stanno rilanciando la ricerca scientifica e investendo sulle tecnologie verdi. Sono messaggi positivi di profondo cambiamento e di speranza'.

"Siccome non siamo in Italia ma negli Usa il presidente Obama prendera' atto che il Vaticano e' contrario e andra' avanti per la sua strada". Cosi' Emma Bonino commenta a Radio Radicale la notizia della contrarieta' del Vaticano alla decisione del presidente degli Stati uniti di dare fondi pubblici alla ricerca sulle cellule staminali embrionali. "Avendo ben presente la differenza di responsabilita' tra chi governa un Paese e chi dovrebbe occuparsi di coscienze- aggiunge- Obama andra' avanti per la sua strada, cosa che non provochera' neanche quello che ha provocato in Italia negli ultimi anni". Bonino sottolinea che "gli Usa sono un altro Paese con un senso delle istituzioni, questo fa la differenza nella classe politica. Le gerarchie ecclesiastiche sono uguali a quelle italiane, la differenza e' la tenuta di senso delle istituzioni che il presidente Obama dimostra".

"La notizia dell'abolizione, da parte del presidente Obama, del bando ai finanziamenti federali per i programmi di ricerca sulle cellule staminali embrionali non segna uno 'spostamento a sinistra' della piattaforma bio-etica del governo americano. Una posizione analoga sarebbe stata adottata, con ogni probabilita', anche da McCain, che da senatore si era dichiarato contrario ai veti imposti dal Presidente Bush": e' quanto sostiene Benedetto Della Vedova, presidente dei Riformatori Liberali e deputato del Pdl. "Con questa scelta il governo americano non intende penalizzare i progetti relativi alle cellule staminali adulte, ma, al contrario, rinunciare alla pretesa di orientare politicamente gli ambiti e i programmi di ricerca, sulla base di preclusioni ideologiche e pregiudizi anti-scientifici. Per altro verso - continua Della Vedova -, occorre notare come in Italia, dopo l'approvazione della legge 40, i limiti rispetto all'utilizzo degli embrioni a fini di ricerca siano molto piu' stretti e rigidi di quelli stabiliti da Bush. Mentre negli Usa, la ricerca privata (e finanziata da fondi privati) ha comunque potuto prosperare, in Italia la legge impedisce a chiunque di utilizzare a fini di ricerca anche le migliaia di embrioni sovrannumerari congelati e destinati alla distruzione. Questi limiti segnano un freno per uno dei settori piu' promettenti della ricerca avanzata, e condanneranno il nostro paese alla dipendenza dall'estero nel campo delle forniture bio-mediche e farmacologiche. È una ragione in piu' - conclude Della Vedova - per guardare con interesse, anche dal nostro paese, alla 'svolta americana'".

"Esplorare le potenzialita' terapeutiche delle cellule staminali embrionali e' una cosa saggia". Nell'approfondire questo filone di ricerca "non vedo alcun problema di natura etica", perche' "gli scienziati sono laici per definizione". Questa la posizione di Fabrizio Tagliavini, direttore del Dipartimento di malattie neurodegenerative della Fondazione Istituto neurologico Carlo Besta di Milano, che plaude alla decisione del neopresidente Usa. L'esperto confida soprattutto in un "effetto trascinamento", e cioe' che dagli Stati Uniti dell'era Obama possa arrivare una 'spinta' alla ricerca scientifica anche su questa sponda dell'Oceano Atlantico. La promessa mantenuta da Barack Obama "e' una buona cosa", spiega Tagliavini all'ADNKRONOS SALUTE, oggi a margine di un incontro all'Irccs di via Celoria. Anche perche', fa notare lo specialista, "finche' il campo delle staminali embrionali non verra' studiato, sara' anche difficile conoscerne le potenzialita' reali". E "mentre in settori della medicina come le patologie cardiovascolari o l'ematologia sono possibili applicazioni, alcune gia' esistenti, utilizzando staminali adulte - sottolinea - ritengo che nelle neuroscienze eventuali nuove terapie legate alle staminali non potranno prescindere dalla ricerca sulle embrionali". Non tanto contro l'Alzheimer, le cui lesioni cerebrali sono troppo estese per sperare di rimpiazzare il tessuto malato con uno nuovo 'di ricambio', quanto piuttosto contro il Parkinson in cui i danni neuronali sono piu' limitati e 'riparabili', puntualizza.

'L'Italia deve scegliere se restare al Medioevo o allinearsi ai Paesi piu' all'avanguardia dal punto di vista scientifico. Non e' un mistero che alcune gravi malattie del sangue si possono curare grazie alle cellule staminali e alle nuove biotecnologie, per cui come IdV riteniamo che la conservazione del cordone ombelicale in apposite bio-banche pubbliche sia essenziale'. Lo dichiara Felice Belisario, presidente dei senatori dell'Italia dei Valori, secondo il quale la decisione di Barack Obama di dare il via libera alla ricerca sulle staminali embrionali 'e' importante e andrebbe presa come esempio dal nostro Paese'.

"Tutti noi dobbiamo operare per rimuovere gli ostacoli e aumentare i finanziamenti pubblici alla ricerca, affinche' anche in Italia lo Stato investa piu' risorse dell'industria privata". Lo ha sottolineato il presidente del Senato, Renato Schifani, nel suo intervento alla 15esima Convention Telethon e al primo convegno nazionale delle 'Associazioni amiche di Telethon', a Riva del Garda (Trento). Ricordando che "l'articolo 9 della nostra Costituzione recita 'La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica'", Schifani afferma che "se e' vero, come affermato anche dal ministro dell'Universita' Maria Stella Gelmini, che la ricerca in Italia e' sottofinanziata e lo confermano, in termini economico-finanziari, la spesa in ricerca e in sviluppo e il numero dei ricercatori inferiori rispetto ad altri Paesi come la Francia, gli Stati Uniti e il Giappone, tutti noi dobbiamo operare affinche' ogni ostacolo venga rimosso". Non e' accettabile, infatti, che "la ricerca scientifica ha ragione di essere intrapresa soltanto in Nazioni che possiedono una consistente capacita' economica, come se la relativa spesa costituisca una sovvenzione e non un investimento. Perche' la ricerca scientifica e' un motore potente e indispensabile per lo sviluppo, e influenza, direttamente o indirettamente, la capacita' di innovare e costruire un futuro migliore per tutti", ricorda il presidente del Senato. Questione imprescindibile e' quella della risorse. "Dobbiamo operare - e' l'invito - affinche' anche in Italia, come in altri, Paesi lo Stato investa piu' dell'industria privata per aumentare le risorse del Paese con la sinergia tra pubblico e privato".

'Le accuse che alcuni esponenti dell'opposizione rivolgono alla ricerca italiana, e cioe' di voler restare al medioevo o di subire condizionamenti, vanno respinte con forza: e' vero il contrario'. Lo afferma il senatore del Pdl Stefano De Lillo che sottolinea come la ricerca 'va la' dove le finalita' umanitarie sono salvaguardate ed i risultati si prefigurano piu' promettenti, nel caso specifico verso la ricerca sulle staminali adulte e cordonali'. 'Non e' vero - sostiene il senatore del Pdl - che non si vuole la ricerca sulle staminali, su questo tema la confusione a fini polemici e' intollerabile ed e' necessario fare chiarezza: ci sono due tipi di sperimentazione sulle staminali, quella sulle cellule adulte e cordonali che non comporta distruzione di vite ed e' quindi accettabile e quella sulle cellule embrionali, che al contrario comporta la distruzione di vite umane e che quindi risulta inaccettabile'.

'La liberta' di ricerca scientifica e' fondamentale, specie se essa ha ricadute positive sulla salute e sulla vita di milioni di persone. Per questo, personalmente, valuto positivamente le decisioni prese dal Presidente Obama sul finanziamento pubblico della ricerca per le cellule staminali'. Lo sottolinea Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del Pdl. 'Questo indirizzo - spiega - peraltro, prudenzialmente non scioglie la piu' complessa questione degli embrioni sovrannumerari della fecondazione assistita per l'estrazione di staminali. In sostanza, a nostro avviso, la valutazione su questo nodo deve prescindere da impostazioni ideologiche'.

FONTE: Aduc Salute
Leggi tutto...

Obama sblocca i fondi federali per la ricerca con le staminali

0 commenti
Come aveva annunciato la settimana scorsa, Barack Obama ha firmato ieri l'ordine esecutivo che cancella otto anni di politica di Bush promettendo una 'nuova frontiera' per la scienza americana libera dalle interferenze politiche: 'L'America guidera' il mondo verso le scoperte che questo tipo di ricerca potra' un giorno offrire'. In una cerimonia alla Casa Bianca, interrotto piu' volte dagli applausi - erano presenti deputati, senatori, scienziati, leader religiosi e tre premi Nobel - in cui ha reso omaggio alla battaglia dell'attore Christoper Reeves ('vorrei fosse oggi qui presente') e che ha avuto il plauso dell'ex First Lady Nancy Reagan ('gli sono molto grata'), il presidente Usa ha detto che promuovere la scienza non ha a che fare 'solo con le risorse', ma serve anche a 'proteggere la liberta' della ricerca scientifica. 'Non posso garantire che scopriremo i trattamenti e le cure che cerchiamo, nessun presidente puo' prometterlo, ma posso promettere che li cercheremo, attivamente, responsabilmente e con l'urgenza necessaria per riprendere il tempo perso'. 'Il nostro governo piuttosto che aiutare la ricerca, ha forzato la mano su quella che a mio parere e' una falsa distinzione fra l'integrita' della scienza e i valori morali. Da persona di fede, credo che siamo chiamati a prenderci cura gli uni degli altri e a lavorare per alleviare la sofferenza umana'. Una critica esplicita all'amministrazione Bush durante la quale ('dal 2001 ad oggi') molti scienziati 'hanno abbandonato gli Stati Uniti' perche' non erano piu' grado di portare avanti le proprie ricerche. Adesso la Casa Bianca li sosterra' 'anche vigorosamente' per far si' che un giorno l'America 'guidi la classifica mondiale delle scoperte'. Una posizione che la grande maggioranza degli americani condivide ma che non e' piaciuta ai vescovi. 'È una triste vittoria della politica sulla scienza e l'etica', ha dichiarato il cardinale di Filadelfia, Justin Rigali, presidente del comitato 'Pro Life' dei vescovi Usa. A chi lo critica, Obama risponde che 'non c'e' un traguardo' nell'opera della scienza, i 'miracoli della medicina' si posso avere soltanto grazie a una ricerca meticolosa liberata dalla 'scelta fasulla' tra scienza e valori morali. Quando il governo 'non fa questi investimenti', si perdono delle opportunita' e 'sentieri promettenti vengono lasciati inesplorati'. Gli scienziati ritengono 'che queste minuscole cellule abbiamo il potenziale di farci capire e forse curare alcune delle malattie piu' devastanti che conosciamo. Rigenerare un midollo spinale e sollevare una persona da una sedia a rotelle; aumentare la produzione di insulina e liberare un bambino da una vita di iniezioni. Curare il Parkinson, il cancro, le malattie di cuore ed altre che colpiscono milioni di americani e i loro cari'. L'ordine esecutivo non legifera ex novo, ma si limita a precisare le volonta' presidenziali sulle leggi esistenti. In questo caso viene cancellata la limitazione della ricerca alle sole 'linee' di staminali esistenti prima del 9 agosto 2001 (ordine esecutivo di Bush) e la Casa Bianca chiede al Congresso di rivedere una legge del 1996 (quella che mette al bando l'uso di fondi pubblici) nota col nome di Dickey-Wicker e rinnovata ogni anno. È una legge che vieta la ricerca finanziata da fondi federali se mira a creare embrioni umani (come avviene regolarmente nelle cliniche per la fecondazione assistita) o se rischia di distruggere, eliminare o danneggiare embrioni. Si tratta di una legge 'controversa', ha ammesso Obama ma la maggioranza degli americani 'e' giunta alla conclusione che dovremmo perseguire questa ricerca, che il potenziale che offre e' grande e con adeguati controlli i rischi possono essere evitati'. Il presidente degli Stati Uniti resta fermamente contrario invece alla riproduzione tramite clonazione umana, 'pericolosa e profondamente sbagliata'. Su questo 'non tollereremo abusi'".

FONTE: Aduc Salute
Leggi tutto...

Agopuntura potrebbe aiutare contro i disturbi da febbre da fieno

0 commenti
Si avvicina la primavera e per chi soffre di allergie ai pollini cominciano i fastidiosi sintomi della cosiddetta febbre da fieno: occhi che lacrimano, naso chiuso, starnuti. L'agopuntura, unita alle cure standard, puo' pero' aiutare a migliorare la qualita' della vita di chi soffre di questa condizione, secondo una ricerca tedesca. E sono soldi spesi bene, secondo il team della Dr.ssa Claudia M. Witt del Charite University Medical Center di Berlino, soprattutto per le donne. La febbre da fieno, ovvero la rinite allergica, e' diventata piu' comune negli ultimi venti anni, notano Witt e colleghi sull'American Journal of Epidemiology. Il costo per la societa' e' alto sia in termini di giorni di lavoro persi che di prestazioni sanitarie erogate. Circa il 19% delle persone che soffrono di rinite allergica usa l'agopuntura per migliorare i sintomi, notano ancora i ricercatori. Il team ha studiato 981 pazienti. Tutti venivano curati con i farmaci standard, ma 487 persone hanno seguito anche 10 sedute di agopunctura in tre mesi. Alla fine dello studio, la qualita' di vita media era molto piu' alta nel gruppo che aveva fatto l'agopuntura e il beneficio era soprattutto visibile nelle donne. "I nostri risultati dimostrano che se i pazienti affetti da rinite allergica usano l'agopuntura in aggiunta alle cure usuali la loro qualita' di vita e' migliore rispetto a chi non si sottopone a agopuntura", ha concluso la Witt. "L'agopuntura ovviamente costa, ma abbiamo calcolato che la spesa vale il beneficio raggiunto". Il team della Witt ha infatti usato un'equazione chiamata valore del rapporto costo/efficacia incrementale (Icer) che ha permesso ai ricercatori di calcolare che la spesa e' comunque cost-effective, soprattutto visto che il risultato e' un miglioramento dei sintomi.

FONTE: Agi.it Salute
Leggi tutto...

06 marzo, 2009

Funghi ottimi nella dieta per prevenire infarto e malattie

1 commenti
Da tempo un team della Arizona State University studia le proprieta' dei funghi e i loro benefici per la salute. Dopo aver riscontrato che possono prevenire alcuni problemi cardiocircolatori, grazie al contenuto di ergotioneina, un antiossidante che riduce la quantita' di molecole adesive che permettono alla placca di accumularsi sulle pareti delle arterie e intasarle, il team guidato dal Dr. Keith R. Martin ha scoperto ora anche proprieta' benefiche per il sistema immunitario. I risultati sono arrivati da test condotti sui topi: i funghi hanno aiutato gli animali ad attaccare gli agenti patogeni. A sorpresa, i funghi piu' efficaci nel potenziare il sistema immunitario sono i piu' comuni e meno costosi: gli champignon. "Probabilmente nessuno se lo aspetta, ma questi funghi coltivati sono una vera potenza nel dare una marcia in piu' al sistema immunitario", ha detto il Dr. Martin. La medicina tradizionale fa largo uso di funghi e gli estratti di fungo cominciano a diffondersi negli Stati Uniti come supplemento dietetico, fa notare il team di Martin nel suo articolo sulla rivista online BMC Immunology. In precedenza, sono stati condotti studi in laboratorio e con animali che hanno analizzato singoli composti presenti nei funghi e che hanno suggerito un possibile effetto positivo sul sistema immunitario per tenere lontani i tumori. Il team di Martin ha pero' per la prima volta cercato di capire se mangiare l'intero fungo, piuttosto che assumere un singolo composto contenuto nei funghi, possa far bene alla salute. Ha percio' condotto una serie di test usando diversi tipi di funghi aggiunti alla dieta standard di un gruppo di topi. Gli studiosi hanno cosi' scoperto che l'effetto sugli animali sani era piu' debole che sulle cellule immunitarie isolate usate in laboratorio. Ma i benefici della dieta "ai funghi" su un gruppo di topi con il colon infiammato, una condizione che puo' favorire il cancro al colon, erano molto piu' evidenti: niente perdita di peso e niente danno all'intestino. "Pensiamo che gli stessi effetti si possano verificare anche nell'uomo", ha dichiarato Martin. Per ottenere i vantaggi riscontrati nei topi, basta mangiare 100 grammi di champignon al giorno.

FONTE: Agi.com Salute

Leggi tutto...

News varie: gene COL4A1, prioni, eosinofili coinvolti nell'infarto, drospirenone.

0 commenti
Ecco per voi un po' di notizie di questa settimana:


[1] I ricercatori del Cnr hanno individuato un gene ritenuto responsabile della regolazione della rigidita' arteriosa. Lo studio e' stato pubblicato sulla rivista Circulation Cardiovascular Genetics. La rigidita' arteriosa, di cui si tende a soffrire in eta' avanzata o per errati stili di vita e' ad alto rischio per l'insorgenza di aterosclerosi o ipertensione. Un gene, il COL4A1, e' implicato in questa patologia, aprendo la strada a nuovi trattamenti di queste malattie.


[2] Una scienziata ricercatrice italiana, Chiara Zurzolo, professore associato di biologia applicata alla Federico II di Napoli, si e' guadagnata la copertina di Nature Cell Biology. La scienziata, che lavora alla facolta' di medicina, ha scoperto come si trasmette il prione della mucca pazza dall'intestino al cervello dell'uomo. La ricerca e' stata condotta in collaborazione con l'istituto Pasteur di Parigi e finanziata da fondi europei e dalla fondazione Telethon. Apre nuove frontiere per la cura della malattia di Creutzfeldt-Jakob.


[3] Scoperto il coinvolgimento di un tipo di cellule immunitarie conosciute nelle allergie, i globuli bianchi eosinofili, nell'infarto. Il risultato ottenuto da un gruppo di ricercatori dell'Universita' di Verona e' stato possibile grazie a uno studio pubblicato di recente sulla rivista Nature Genetics insieme a un secondo lavoro internazionale cui l'ateneo scaligero ha a sua volta preso parte e che ha permesso di isolare un gran numero di geni legati all'infarto.


[4] Quante donne soffrono usualmente di dolori al basso ventre? I disturbi premestuali fermano per almeno un giorno al mese la vita di un'italiana su quattro in eta' fertile. Lo rileva un sondaggio della Societa' Italiana di Ginecologia e Ostetricia compiuto su di un campione di 743 donne. Per il 70% questi disturbi compromettono la vita lavorativa e scolastica, per il 53% quella di coppia, per il 43% quella sociale. Contro i disturbi premestruali tra un mese sara' disponibile anche in Italia la Yaz, nuova pillola specifica a base di drospirenone. Intanto, con una percentuale del 28,6%,le donne della Sardegna si confermano la maggiori utilizzatrici della pillola contraccettiva. Seguono le regioni del Nord, con l'eccezione del Veneto che, col 16,1%, si pone nella media nazionale. Sono i dati di un sondaggio su 7.600 donne, condotto sul sito www.sceglitu.it. Dal sondaggio emerge che le italiane non sono fedeli ai metodi contraccettivi: il 10% ricorre a quella di emergenza e il 27,5% delle under 25 non e' mai andato dal ginecologo.


FONTE: Ansa.it Salute e altri siti
Leggi tutto...

Leucemia: una nuova speranza dal trapianto da genitori a figli

0 commenti
Verrà dal midollo osseo dei genitori la salvezza dei bambini colpiti da leucemia acuta che non possono essere curati con la chemioterapia e che non trovano un donatore compatibile. Per loro finora non c'era più niente da fare. Il trapianto da genitori era, se non impossibile, tanto difficile da essere chiamato "il trapianto della disperazione". Ora, grazie a uno studio tutto italiano realizzato dal Gaslini di Genova e dal S. Matteo di Pavia, il trapianto da genitori diventa possibile, con percentuali di successo vicine al 75% dei casi. In genere, i bimbi leucemici vengono curati con il ricorso alla chemioterapia e questa cura ottiene risultati decisivi in circa l'80% dei casi.


RESTO DELL'ARTICOLO REPERIBILE QUI (*) => http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/scienze/leucemia/trapianto-midollo/trapianto-midollo.html
FONTE: Repubblica.it


(*) Per ragioni di Copyright non ci e' possibile riportare piu' di una piccola parte dell'articolo intero. Per ulteriori info sull'articolo cliccare sul link (se il sito Repubblica riterra' opportuno renderlo disponibile)
Leggi tutto...

SENTIERI DELLA MEDICINA

In questo blog ci sono post e commenti

Commenti recenti

Post più popolari