Negli anni passati sono stati condotti alcuni studi che monitoravano l'effetto dell'insulina sull'ipotalamo, zona del cervello che sorveglia con un riflesso "stop and go" il comportamento alimentare. Jens Brüning, del "Max-Planck-Institut" ha guidato uno studio sperimentale sui murini (topi) da laboratorio al fine di valutare gli effetti che ha l'insulina su determinati circuiti cerebrali che regolano il meccanismo di "ricompensa". Secondo Brüning la "supernutrizione" dipende principalmente dalla neuropsicologia e in minor parte dalla effettiva sensazione di fame: infatti, mangiamo in base al nostro umore, continuando a mangiare anche dopo essere sazi e in base alla compagnia che si frequenta. L'inattivazione del segnale dell'insulina in quei neuroni responsabili del rilascio della dopamina, neurotrasmettitore coinvolto nella sensazione di sazietà, causa l'obesità murina. La ricercatrice Brüning ha spiegato: "Dopo che si è instaurato un bilancio energetico positivo o l'obesità, si può creare un circolo vizioso causato dall'insulino-resistenza. Questo sembra essere un fattore importante per l'insorgenza dell'obesità, anche se non è ancora certo che sia il primo passo verso questa condizione.
"Il nostro studio dimostra che l'azione dell'insulina su neuroni catecolaminergici è fondamentale nel controllo a lungo termine dell'alimentazione. Il punto di partenza per potenziali trattamenti dell'obesità nell'uomo sarà l'identificazione dei precisi meccanismi molecolari implicati in questo processo" ha concluso la ricercatrice.
Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Cell Metabolism.
FONTE: Molecularlab.it