Sentieri della Medicina - LOGO

AFORISMA DEL GIORNO

Visualizzazione post con etichetta leucemia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta leucemia. Mostra tutti i post

25 aprile, 2018

Progetto "mEryLo": usare gli eritrociti come alleati contro la leucemia

0 commenti
Il “nemico” sono i tumori. Gli alleati i globuli rossi, che “mimetizzano” e trasportano un cocktail di farmaci specifico per ogni paziente per prolungarne la presenza all’interno del corpo, ridurre la frequenza della terapia e ridurre gli effetti secondari dovuti a possibili sovradosaggi. L'idea è di un team italiano tutto femminile (Giustina Casagrande, Monica Piergiovanni ed Elena Bianchi) e si chiama mEryLo'.

Il progetto (uno dei due italiani assieme a Helperbit) è tra i 19 finalisti che si giocheranno la Global Social Venture Competition, il concorso mondiale riservato ai progetti di impresa a impatto sociale e ambientale. “Tutto è nato una decina di anni fa presso il Laboratorio LaBS del Politecnico di Milano - spiega Giustina Casagrande - anche se l’idea di mettere a punto un dispositivo è stata sviluppata negli ultimi anni”. Il nome è un acronimo che spiega ciò che fa il dispositivo: mEryLo’ sta per micro Erytrocyte Loader, ovvero “dispositivo microfluidico di caricamento degli eritrociti”. Con cartucce monouso poco invasive e che limitano il contatto tra il sangue e l’ambiente esterno, potenziale causa di contaminazione e infezioni. Al momento esiste un prototipo da laboratorio che permette di trattare piccole quantità di sangue. Il prossimo passo sarà lo sviluppo del dispositivo per l’applicazione sui pazienti.

Anche se il sistema potrebbe essere usato in diversi contesti clinici, le tre ricercatrici hanno scelto di concentrarsi inizialmente sulla leucemia. Soprattutto per due motivi: “La prima – spiega Casagrande - sta nel fatto che per la cure attuali si utilizzano farmaci con molti effetti collaterali, che noi miriamo a ridurre mimetizzando parte del farmaco nei globuli rossi. La seconda è legata al fatto che in altri contesti oncologici c'è un nemico ben localizzato da combattere, spesso anche chirurgicamente o con radioterapia mirata, mentre nella leucemia pervade tutto il sistema vascolare, dove sono presenti in grande quantità proprio i globuli rossi in cui il farmaco viene caricato”. Il passo più complicato, come spesso succede, è passare dalla laboratorio all'impresa. “Questa è proprio la grande sfida”, sottolinea Casagrande. Fino ad oggi mEryLo’ è stato un progetto di ricerca, ora la nostra startup sta cercando la sua collocazione sul mercato. Dopo un primo piccolo seed, stiamo svolgendo attività di fund raising per supportare le diverse fasi di validazione, necessarie per portare il progetto più vicino all’applicazione clinica”.


FONTE: Agi Salute
Leggi tutto...

10 giugno, 2009

Ricercatore italiano scopre "l'origine del sangue": tutto nasce dal "shear stress" del primo battito del cuore...

0 commenti
È stato un giovane ricercatore italiano a far compiere un passo in più verso la produzione di sangue artificiale e la cura di leucemie, linfomi e talassemie. È grazie allo studio compito da Luigi Adamo, pubblicato su Nature e rilanciato in Italia da "Le Scienze web news" se sappiamo che è il primo battito del cuore a originare la formazione del sangue. Proprio il battito nell'embrione il movimento di fluido all'interno dei vasi sanguigni genera uno stimolo meccanico che induce la formazione dei primi precursori del sangue. Il ricercatore italiano in forza alla Harvard Medical School grazie al sostegno della Fondazione Armenise-Harvard ha ricevuto il premio del dipartimento di Patologia del "Brigham and Women Hospital" di Boston per la migliore ricerca dell'anno. Adamo e i suoi collaboratori hanno condotto lo studio utilizzando cellule staminali embrionali di topo dimostrando che lo "shear stress" cioè la frizione generata sulla parete dei vasi sanguigni dal movimento di fluido al loro interno, stimola la maturazione del sangue, mentre in mancanza del battito cardiaco e quindi del flusso intravascolare l'embrione non riesce a sviluppare il sangue in maniera appropriata. Ecco perchè il cuore dell'embrione comincia a battere prima che i tessuti abbiano bisogno di essere irrorati dal sangue. Questo lavoro apre le porte alla produzione in laboratorio di sangue artificiale senza necessità di utilizzo di embrioni umani. Le cellule staminali totipotenti si possono infatti ottenere dall'embrione o riprogrammando le cellule adulte. Tutte le cellule del sangue - globuli rossi, globuli bianchi e piastrine - si originano da un'unica cellula: la cellula staminale emopoietica. Questa cellula viene prodotta nelle prime fasi dello sviluppo di un nuovo organismo e garantisce la produzione di sangue per tutta la vita dell'individuo. Considerata questa enorme potenzialità, molti gruppi di ricerca hanno cercato di capire i meccanismi che guidano la nascita di questo tipo particolare di cellula col fine di produrla in laboratorio ed usarla per curare malattie del sangue. Adesso la realizzazione in laboratorio della cellula staminale ematopoeitica e di nuove terapie per la cura di leucemie, linfomi e talassemie è ancora più vicina.

FONTE: Agi.it Salute
Leggi tutto...

06 marzo, 2009

Leucemia: una nuova speranza dal trapianto da genitori a figli

0 commenti
Verrà dal midollo osseo dei genitori la salvezza dei bambini colpiti da leucemia acuta che non possono essere curati con la chemioterapia e che non trovano un donatore compatibile. Per loro finora non c'era più niente da fare. Il trapianto da genitori era, se non impossibile, tanto difficile da essere chiamato "il trapianto della disperazione". Ora, grazie a uno studio tutto italiano realizzato dal Gaslini di Genova e dal S. Matteo di Pavia, il trapianto da genitori diventa possibile, con percentuali di successo vicine al 75% dei casi. In genere, i bimbi leucemici vengono curati con il ricorso alla chemioterapia e questa cura ottiene risultati decisivi in circa l'80% dei casi.


RESTO DELL'ARTICOLO REPERIBILE QUI (*) => http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/scienze/leucemia/trapianto-midollo/trapianto-midollo.html
FONTE: Repubblica.it


(*) Per ragioni di Copyright non ci e' possibile riportare piu' di una piccola parte dell'articolo intero. Per ulteriori info sull'articolo cliccare sul link (se il sito Repubblica riterra' opportuno renderlo disponibile)
Leggi tutto...

06 novembre, 2008

Genetica: sequenziato Dna di malata di leucemia

0 commenti
La rivista “Nature” ha rivelato una importante notizia: per la prima volta i ricercatori americani della Washington University di St. Louis sono riusciti a sequenziare l'intero genoma di una donna di 50 anni affetta da leucemia mieloide acuta. Il Dna delle cellule sane della donna è stato confrontato con il codice sottratto alle sue cellule malate: sono emerse dieci mutazioni la cui comparsa, probabilmente in successione, spiegherebbe l’insorgenza del tumore. I ricercatori hanno notato che, nei casi precedenti esaminati, alcune mutazioni non erano mai state poste prima in relazione all’eziogenesi della leucemia e quindi erano state espresse in modo specifico solo del tumore della paziente. L’avanzare delle scoperte in campo genetico e l’utilizzo di tecniche di analisi del genoma sempre più accurate, secondo i ricercatori, permetteranno in futuro di avere cure sempre più improntate alla risoluzione della patologia a livello individuale.
Leggi tutto...

21 ottobre, 2008

Mutazione geni R683 e JAK2 correlata all’insorgenza della leucemia negli individui affetti da sindrome di Down

0 commenti
La rivista “Lancet” ha pubblicato un articolo in cui si afferma come un team di ricercatori ha scoperto una mutazione genetica in persone affette dalla sindrome di Down che soffrono anche di leucemia linfoblastica acuta (ALL), un tumore del sangue o del midollo osseo. Questa scoperta rivistapotrebbe portare allo sviluppo di nuovi farmaci per curare questo grave tipo di leucemia. Lo studio è stato guidato da scienziati in Israele ed è stato condotto da una squadra di ricercatori provenienti da istituzioni in Israele, Italia, Germania, Austria, Repubblica Ceca, Irlanda, Francia e Svizzera. Esso è stato supportato in parte dalla Commissione europea mediante il progetto integrato del Sesto programma quadro (6°PQ) EUROHEAR ("Advances in hearing science: from functional genomics to therapies").

Le persone con la sindrome di Down, un disturbo causato da una copia in più del cromosoma 21, presentano un rischio maggiore (da 10 a 30 volte) di sviluppare la leucemia, in particolare la ALL. Questa associazione è conosciuta da quasi 70 anni, ma la sua causa e i meccanismi che ne sono alla base non sono mai stati ben compresi.

Le persone con la sindrome di Down hanno, tra le altre anomalie fisiche, una predisposizione maggiore rispetto al normale alle infezioni, i pazienti malati di ALL con la sindrome di Down in passato ricevevano delle cure meno aggressive, poiché mostravano una scarsa tolleranza ai regimi classici.

Nel corso degli anni sono state avanzate diverse teorie per spiegare l'associazione tra sindrome di Down e ALL. Il prof. Shai Izraeli del Sheba Medical Centre in Israele e i suoi colleghi hanno testato l'ipotesi che la mutazione nella JAK2 possa essere comune nella ALL associata alla sindrome di Down.

Questa particolare mutazione era un ottimo candidato da studiare, poiché le mutazioni della JAK2 sono già state implicate in altri cancri che attaccano i globuli bianchi.

I ricercatori hanno analizzato campioni di midollo osseo provenienti da pazienti affetti da ALL associata alla sindrome di Down e hanno scoperto che il 18% di questi pazienti presentavano mutazioni della JAK2 che non erano state ereditate dai genitori e che ai bambini che presentavano la mutazione della JAK2 veniva diagnosticata la ALL prima (4,5 anni) rispetto ai bambini senza la mutazione (8,6 anni). La mutazione della JAK2 è composta da alterazioni in cinque alleli, ciascuna delle quali colpisce un singolo residuo aminoacidico codificato dal gene della JAK2, conosciuto come R683.

Gli autori hanno concluso che,"le mutazioni R683 JAK2 acquisite per via somatica delimitano un sottogruppo ALL distinto che è associato soltanto alla sindrome di Down. Gli inibitori della JAK2 potrebbero essere utili per la cura di questa leucemia."

Nel suo commento di accompagnamento sullo studio della JAK2, il dott. Charles Mulligan del St. Jude's Research Hospital nel Tennessee, Stati Uniti, ha spiegato che "la ALL è caratterizzata da anomalie cromosomiche, come acquisizioni o perdite di interi cromosomi. L'identificazione di queste anomalie è importante per la gestione clinica, e ha fornito dei chiarimenti fondamentali sulla emopoiesi normale e leucemica". Egli ha continuato dicendo che le scoperte del presente studio "suggeriscono che l'inibizione della JAK2 potrebbe essere un utile approccio terapeutico nella ALL con mutazione della JAK2 associata alla sindrome di Down".

La scoperta di questa mutazione nella ALL associata alla sindrome di Down rientra in uno sforzo più grande di analizzare l'intero genoma della ALL. Il dott. Mulligan ha avvisato che i risultati "rappresentano un importante progresso nella caratterizzazione genetica della ALL associata alla sindrome di Down, ma ci si deve ricordare che la nostra comprensione delle aberrazioni genomiche necessarie a indurre la leucemia è lontana dall'essere completa." La possibilità di risequenziare interi genomi per la cura della leucemia e di altri tumori è il soggetto di intensi studi; si spera che con il tempo l'intero genoma della ALL venga scoperto e che questo porti allo sviluppo di nuovi interventi terapeutici per questa malattia.

FONTE: Molecularlab.it & Cordis.it
Leggi tutto...

SENTIERI DELLA MEDICINA

In questo blog ci sono post e commenti

Commenti recenti

Post più popolari