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AFORISMA DEL GIORNO

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25 agosto, 2015

SkinVision Melanoma: l'App (a pagamento) per controllare con uno smartphone i propri nei...

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La ricerca e la prevenzione sono due fattori importantissimi da valutare per quanto concerne alcune patologie oncologiche devastanti. E' quasi superfluo parlare del melanoma, una dei tumori più aggressivi e purtroppo maggiormente gravati da elevata mortalità, proprio a causa della difficoltà nel riconoscerli in tempo e nel prevenire, con una rapida diagnosi, la possibilità di complicanze molto gravi. Per questo la startup nel settore della Digital Health SkinVision ha elaborato una tecnologia per smartphone basata su algoritmi visivi per tracciare il cambiamento dei propri nei nel tempo. A partire dal lancio nei principali app market nel 2011 l’applicazione “SkinVision – Melanoma” attualmente è stata scaricata da circa 200000 volte tra gli utenti Android e quelli iOS. Il funzionamento è semplice: basta scattare una foto al neo e attendere che l’app effettui un’analisi a livello visivo, allo scopo di identificare ingrandimenti sospetti come un melanoma, il tipo di cancro da cui prende nome l’applicazione.

Ecco alcune dichiarazioni del CEO Dick Uyttewaal durante la conferenza di presentazione del prodotto: ""Il cancro della pelle si sviluppa in modo caotico e potenziali nei sospettu sono identificati sulla base di segni di crescita non naturale. L'algoritmo all'interno della valutazione online del cliente è basato sul rilevare i segni di crescita non naturale delle lesioni cutanee e si basa su una metodologia matematica applicata alla biologia e chiamata "geometria frattale". L'algoritmo attualmente esamina sette criteri diversi e verrà ulteriormente migliorato sulla base della continua crescita nel nostro database (attualmente superiore a 1 milione di immagini). Un neo cangiante (colore, dimensioni, simmetria, ecc), è un chiaro segno che qualcosa non va e che la persona dovrebbe farsi visitare immediatamente da un dermatologo""

I nei sono classificati utilizzando un semplice sistema identificativo “a semaforo” (utilizzando quindi i colori verde, arancione, e rosso a seconda del rischio).

Ma quanto accurata è la tecnologia di SkinVision per identificare il melanoma? Secondo Uyttewaal è tanto precisa quanto “l’occhio medio di un dermatologo”; c’è anche da dire che si tratta dell’unica app cancer detector ad aver ottenuto la certificazione CE in Europa.

In tal senso dichiara Dick Uyttewaal, CEO della SkinVision, ""Studi medici dimostrano che la sensibilità del dermatologo nel diagnosticare ad occhio nudo un melanoma varia dal 70 al 90%, mentre uno studio del 2014 condotto dall'università di Ludwig Maximillian dimostra come la nostra App abbia una percentuale di efficacia nel diagnosticare melanoma rischiosi fino al 83% del totale, e una sensibilità nel diagnosticare melanoma certamente trasformati del 92%.""

La compagnia di Digital Health ha un fatturato totale che si aggira tra i 5 e i 6 milioni di €, e dal momento del lancio iniziale, la startup di Uyttewaal si è evoluta in una vera e propria “solutions platform“, che monetizza il proprio software attraverso vari modelli di abbonamento – che possono dipendere in base al Paese. È possibile provare l’app senza abbonamento per i primi 30 giorni, ma molti utenti si sono lamentati che bisogna comunque pagare una quota anche per il trial. Secca la replica dai vertici della società, rivendicando il proprio diritto a commercializzare un bene che possa tutelare la salute pubblica per ripagare i costi del suo sviluppo, ma non escludendo in futuro la possibilità di una App "Freemium" qualora questa possa avere una diffusione ancora maggiore.


FONTE: Androidiani

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19 giugno, 2012

"Proteggi la tua pelle", cappellini e foulard per sostenere la campagna di sensibilizzazione contro il melanoma

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''Proteggi la tua pelle'' e' il titolo della campagna di sensibilizzazione che la Fondazione Melanoma lancia in occasione dell'inizio dell'estate. E per l'occasione, ottanta cappellini e venti foulard anti radiazioni ultraviolette, resi disponibili dall'azienda produttrice Proteksol, verranno messi in palio gratuitamente giovedi' 21 giugno a chi scrivera' una mail all'indirizzo info (at) fondazionemelanoma.org. ''Protezione massima deve diventare la parola d'ordine - sottolinea Paolo Ascierto, presidente della Fondazione Melanoma -. Quando ci si espone al sole bisogna utilizzare creme con un fattore adeguato al proprio fototipo, quindi piu' alto in presenza di pelle e occhi chiari. Senza dimenticare di indossare abiti in grado di schermare i raggi UV e di evitare di prendere il sole nelle ore centrali della giornata. Il 25% dei nuovi casi di melanoma oggi in Italia riguarda giovani al di sotto dei 30 anni, dieci anni fa questa percentuale era esigua, intorno al 5%. Da qui l'idea di rivolgerci ai bambini perchè, regalando un foulard alla mamma o un cappellino al papà, comprendano le regole fondamentali per una corretta esposizione al sole. La pelle infatti conserva una ''memoria' delle ustioni subite nei primi anni di vita, che possono trasformarsi in melanoma da adulti. I malati di oggi sono i bambini di ieri che hanno accumulato nel corso degli anni una serie progressiva di eritemi solari''. La prevenzione e' l'arma piu' importante per sconfiggere questo tumore della pelle, che ogni anno nel nostro Paese fa registrare 7000 nuove diagnosi. E che rappresenta il terzo tumore piu' frequente tra le donne nella fascia di eta' al di sotto dei 49 anni. Le Regioni settentrionali fanno registrare la maggiore incidenza, seguite da quelle del Centro e del Sud. Un altro fattore di rischio e' rappresentato dall'utilizzo delle lampade solari.

''Questi apparecchi emettono radiazioni UVA anche 50 volte superiori a quelle che si possono assorbire in una giornata di sole al mare - sottolinea Stefano Cascinu, presidente dell'Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM). Contro questa neoplasia, che ogni anno in Italia provoca 1500 decessi, possiamo seguire la stessa strada che si è dimostrata efficace nella lotta al fumo di sigaretta.

Uno studio importante dell'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) ha evidenziato che l'uso dei lettini abbronzanti, se avviene in eta' inferiore ai 30 anni, aumenta il rischio di melanoma del 75%. Cio' ha fatto si' che le radiazioni UV, nell'agosto 2009, siano state inserite nella classe I dei cancerogeni, quella di massimo rischio, come il fumo di sigaretta. Riteniamo che l'introduzione da parte del Ministero della Salute, nel 2011, del divieto di utilizzo per gli under 18 ponga il nostro Paese in prima linea nella lotta contro questo tumore. Ora chiediamo che sulle lampade abbronzanti venga posta la scritta "Nuoce gravemente alla salute", come sui pacchetti di sigarette, perche' tutti siano consapevoli dei rischi a cui si espongono''. I foulard e i cappellini saranno spediti agli indirizzi specificati nelle email. Chi volesse acquistarli o sostenere le attivita' della Fondazione Melanoma puo' visitare il sito www.fondazionemelanoma.org .
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28 maggio, 2009

Nuove prospettive terapeutiche per la cura del melanoma

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Uno studio condotto dall'Ibim-Cnr ha attribuito ad alcuni derivati della porfirina, candidati per la progettazione di agenti contro questo tumore cutaneo, il piu' letale per la popolazione di pelle chiara, un ruolo chiave per la scoperta di una possibile terapia che permetta la regressione di questo particolare tipo di tumore. Il Cnr in una nota comunica come sia stata identificata una nuova classe di derivati della porfirina (sintetizzati dal gruppo di Lorenzo Pellerito del Dipartimento di Chimica Generale e Inorganica dell'Universita' di Palermo) la cui efficacia come potenziale farmaco antitumorale è basata sulla proprietà della porfirina di accumularsi in grande quantità e per lunghi periodi di tempo solo nelle lesioni tumorali. Lo studio e' stato condotto da Giovanna Barbieri e Maria Assunta Costa dell'Istituto di Biomedicina e Immunologia Molecolare del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Palermo.

Come dichiarato dai due ricercatori Barbieri e Costa: "Questi derivati della porfirina possono essere considerati degli ottimi candidati per la progettazione di agenti terapeutici ed approcci terapeutici migliori. Avevamo precedentemente dimostrato che due derivati della porfirina determinano il cento per cento di morte delle cellule di melanoma inducendo l'apoptosi, un processo altamente regolato che determina la morte cellulare mediante una sorta di 'suicido'". L'obiettivo della nuova ricerca è stato lo studio dei segnali intracellulari attivati da questi complessi. "La morte per apoptosi delle cellule di melanoma trattate con questi derivati della porfirina dipende dall'attivazione di alcune protein-chinasi (MAPK o mitogen activated protein kinase)", spiegano le ricercatrici dell'Ibim-Cnr.

"Utilizzando la naturale fluorescenza della porfirina - proseguono - abbiamo inoltre osservato la localizzazione di questi complessi nei nuclei e nei nucleoli delle cellule di melanoma trattate. I risultati ottenuti suggeriscono che i target di questi derivati della porfirina sono probabilmente localizzati nel nucleo".

Lo studio, infine, dimostra come questi derivati della porfirina, usati in soluzioni maggiormente diluite, "siano meno tossici per le cellule di melanoma ma sufficienti a inibire la crescita e la motilita' cellulare, suggerendo dunque un loro ruolo fondamentale nella regressione dello stato invasivo-metastatico delle cellule di melanoma".

FONTE: AGI.IT Salute
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20 aprile, 2009

Che cos'è la fotodepilazione

Nella storia della cura della propria pelle sono state usate differenti metodi per la rimozione degli antiestetici peli della pelle ma finora tali procedure non hanno garantito una durata estensiva. Grazie ai progressi tecnologici nella medicina estetica, “Corporacion Dermoestetica” ha sviluppato un sistema di rimozione dei peli a lunga comodo, veloce e indolore. Tale sistema di dermodepilazione è una delle tecniche di fotodepilazione più applicate in questa specialità.

Il Dermodepilación è indicato per coloro che cercano il conforto del poter dimenticare la necessità di compiere abituali depilazioni ma è anche efficace per il trattamento di pazienti affetti da malattie di anormale crescita di follicoli piliferi, come ad esempio l’irsutismo.

Questo trattamento, basato sull'uso di una intensa sorgente di luce, produce un danno irreversibile nelle strutture dei peli, evitando l'insorgere di una nuova crescita attraverso un danno compiuto al bulbo. Questo risultato è ottenuto attraverso un intenso fascio di luce che penetra nel follicolo distruzione, ma senza intaccare il tessuto circostante, producendo un effetto chiamato “fototermolisi selettiva”.

Si tratta di un trattamento personalizzato e il medico deve regolare i parametri come la lunghezza d'onda, l'intensità e il tempo, sulla base delle caratteristiche individuali di ciascun paziente e in base al proprio individuale fototipo e colore della pelle, dei capelli di densità e l'ubicazione.


Este es un análisis patrocinado por Zync.es

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25 gennaio, 2009

Individuati 7 geni implicati nell'insorgenza della psoriasi

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Un gruppo di ricercatori dell'Università del Michigan ha individuato sette geni implicati in qualche misura nell'insorgenza della psoriasi. Lo studio, pubblicato sul giornale "Nature Genetics", ha passato al setaccio il patrimonio genetico di 1.409 soggetti affetti da psoriasi e di 1.436 individui sani con antenati europei. Lo scopo era scoprire variazioni rivelatrici nei geni-chiave. I ricercatori, guidati dal professor James Elder, della facoltà di Dermatologia dell'università, hanno poi esteso l'osservazione a 21 delle più interessanti sequenze del Dna di altri 5.048 psoriasici e delle sequenze di altri 5.041 soggetti sani. Le variazioni in almeno sette geni hanno indicato il rischio di una risposta immune incontrollata che scatena la psoriasi. Alcuni dei geni osservati sono gia' obiettivo di terapie efficaci contro la psoriasi; altri potrebbero esserlo in futuro.

La psoriasi è una delle più comuni forme di dermatite cronica nel mondo.

Viene riscontrata nel 1-2% della popolazione generale, nel 2% della popolazione della Gran Bretagna, nel 2,6% della popolazione USA e in percentuali minori nei paesi dell’Africa occidentale e del Giappone. È una malattia infiammatoria della pelle, non infettiva, solitamente di carattere cronico e recidivante (per questo un soggetto affetto da psoriasi non sarà mai completamente guarito, ma avrà momenti in cui gli effetti della malattia sono meno incisivi).

Può presentarsi a qualunque età, ma è più comune dai 10 ai 40 anni, e in particolare al momento della pubertà e della menopausa.

Le manifestazioni più comuni sono papule e placche eritematose ben delimitate ricoperte di scaglie argentee o opalescenti. Le lesioni sono di varie dimensioni e la severità può variare da pochi punti di desquamazione di tipo forforoso a dermatosi generali con artrite (artrite psoriasica), esfoliazioni ed eruzioni debilitanti. Nonostante il nome significhi "condizione pruriginosa" il prurito non è sempre presente; in alcuni casi i pazienti si grattano così tanto da portare a una superimposizione di lichen simplex cronico.

I siti più comuni per le lesioni sono lo scalpo (inclusa la zona retroauricolare), le zone di estensione di gomito e ginocchio e la zona lombo-sacrale, ma in alcune sue forme si trova nelle zone di flessione, sui genitali e sulla pianta dei piedi e il palmo delle mani. Le lesioni guariscono senza lasciare cicatrici e senza disturbare la crescita dei peli.

Il 30-50% dei soggetti presenta degenerazioni delle unghie, con ipercheratosi, ispessimento, detrito subunguale, onicolisi, distorsione. Nella fase eruttiva un trauma può causare la comparsa di lesioni lineari (fenomeno di Koebner).
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26 luglio, 2008

Scoperto un mix di farmaci (Mix 557 Iperico Neem) che aiuta a velocizzare la guarigione delle ferite

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Il Mix 557 sembra essere il rimedio ideale per curare le ferite in scenari di guerra e di estrema poverta'. Si tratta di un unguento ricavato dalla combinazione di due piante (l'Iperico e la Neem) messo a punto da ricercatori dell'Enea Casaccia. Dopo aver ottenuto nei primi mesi del 2008 un brevetto internazionale sono appena partite le procedure per registrare il rimedio nella categoria dei medical device sia per la medicina umana che per quella veterinaria.
FONTE: Ansa.it => http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/scienza/news/2008-07-25_125219396.html
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24 luglio, 2008

Zanzara tigre: a Parigi un caso di virus Chikungunya

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Un caso di Chikungunya a Parigi potrebbe indicare la presenza della zanzara tigre in Francia al di fuori di Corsica, Var e Costa Azzurra. Ad essere ammalata e' una donna, che abita a Gennevilliers, nella regione parigina, non si e' mai spostata e da inizio luglio accusa i sintomi tipici della malattia. Il ministero della Salute e' prudente e aspetta le controanalisi che la Direzione generale della salute ha affidato al laboratorio Pasteur di Parigi e che saranno rese note nei prossimi giorni.

FONTE: ANSA.IT => http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/scienza/news/2008-07-23_123232481.html
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Che cos'è la "Tanoressia": l’ossessione per l’abbronzatura

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I sintomi della tanoressia? L’eccessiva esposizione al sole, senza precauzioni, a qualunque ora del giorno e qualche volta a prescindere addirittura dalla stagione in corso. Ne soffre, in maniera più o meno blanda, una larga fetta della popolazione mondiale di cultura occidentale e si manifesta con l’ansia della tintarella perfetta, che sia naturale, acquisita con l’esposizione al sole, o artificiale, a suon di lampade e autoabbronzanti.

I danni sono quelli ormai ben noti dell’esposizione incondizionata ai raggi UV, dannosi per la pelle sia a breve che a lungo termine. La cura? Non esiste, a meno che non si riesca a diffondere una corretta cultura dell’esposizione al sole, che stenta tuttavia a decollare in maniera organica. E già il fatto di non riconoscere la dipendenza da tintarella come un vero e proprio disturbo da fronteggiare non aiuta a individuare soluzioni concrete. Se non affidarsi al buon senso di cui ci si augura essere dotati.

FONTE: Benessereblogit => http://www.benessereblog.it/post/1762/
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20 luglio, 2008

Acne: svelata la sua vera natura di malattia

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Colpisce l’80% dei giovani, soprattutto le donne, ma si diffonde sempre più anche tra i grandi di 30 anni e anche più. Si tratta dell’acne, sempre meno un semplice problema estetico ma una vera e propria malattia che deve quindi essere trattato con farmaci antinfiammatori. Lo hanno sottolineato i dermatologi italiani al 4° Congresso Nazionale Congiunto ADOI- SIDeMaST di Napoli.

Fino a oggi l’acne è sempre stato ritenuto un problema estetico causato dall’ostruzione di una ghiandola sebacea. I processi infiammatori venivano considerati una semplice conseguenza del problema, causata dai batteri, e non la causa. Il che ha sempre portato a una cura con farmaci diversi da quelli con un efficacia antinfiammatoria. Oggi invece sappiamo che le persone con l’acne hanno spesso un predisposizione genetica a sviluppare vivaci processi infiammatori e per curare con successo la malattia dobbiamo intervenire con farmaci disinfiammanti.

Novità anche sul fronte del trattamento delle cicatrici derivanti dall’acne. Se è lieve-moderata, oltre che con i classici peeling chimici, da qualche mese si può intervenire con il needling, una nuova tecnica in arrivo dal Sud Africa e praticata da pochi mesi in Italia solo in alcuni centri specializzati. Prevede l’utilizzo di un bastoncino alla cui sommità è collocata un rullo con circa 200 microaghi lunghi poco più di 1 mm. Il paziente è sottoposto a una lieve anestesia locale, e il rullo vien passato più volta sulla zona da trattare. L’infissione di questi microaghi crea migliaia di microfori che favoriscono la produzione di nuovo collagene e quindi l’eliminazione o la forte attenuazione della cicatrice.
Nei casi più gravi, l’unica soluzione resta invece quella della dermoabrasione, tramite tecniche di chirurgia plastica che prevedono la rimozione di diversi starti di pelle. Si tratta purtroppo di una tecnica piuttosto invasiva con un decorso piuttosto lungo di circa tre settimane.

AUTRICE: Roberta Camisasca
FONTE: Sanihelp.it => http://www.sanihelp.it/news/scheda/7718.html
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SENTIERI DELLA MEDICINA

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