Sentieri della Medicina - LOGO

AFORISMA DEL GIORNO

Visualizzazione post con etichetta udito. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta udito. Mostra tutti i post

07 dicembre, 2012

Diabete: lo scompenso potrebbe agire come fattore di rischio per lo sviluppo di sordità

0 commenti
Oltre ai problemi ai reni, cardiovascolari, ai nervi e alla visita il diabete potrebbe essere la causa scatenante di perdita parziale dell'udito. Lo afferma uno studio della Niigata University pubblicato da Clinical Endocrinology and Metabolism, secondo cui il rischio sarebbe doppio anche per i giovani. Secondo alcune teorie gli alti livelli di zuccheri nel sangue dovuti al diabete potrebbero danneggiare i vasi sanguigni della chiocciola. Per verificarlo i ricercatori hanno analizzato 13 studi precedenti effettuati tra il 1977 e il 2011, per un totale di piu' di 7mila pazienti. In media le persone diabetiche hanno riportato un rischio maggiore di 2,15 volte di perdita di udito rispetto ai non malati. Se si scompone il dato per eta' negli under 60 la probabilita' era 2,61 volte piu' alta, mentre nei piu' anziani di 1,58 volte: "Questi risultati dovrebbero far suonare un campanello d'allarme - scrivono gli autori - perche' la sordita' e' associata anche a depressione e demenza". E' importante dunque che i diabetici si sottopongano a controlli periodici dell'udito anche se non e' ancora chiaro in che modo la malattia lo danneggi. Comunque simili risultati necessitano di essere confermati da test più accurati che prendano in considerazione altri fattori, come una misurazione precisa del livello di rumore e dei differenti tipi di diabete.

FONTE: Agi.it Salute
Leggi tutto...

01 marzo, 2010

Aspirina e udito: uno studio conferma rischio ototossicità causata dall'assunzione cronica di fans

0 commenti

Uno studio dell'università di Harvard, pubblicato dall'American Journal of Medicine, sancisce come l'uso regolare di alcuni farmaci comuni come l'aspirina e gli antinfiammatori non steroidei è legato fortemente alla perdita parziale di udito negli uomini sotto i 60 anni. I ricercatori hanno utilizzato i dati di una ricerca che ha seguito più di 26 mila uomini americani ogni 2 anni per 18 anni, a cui veniva somministrato un questionario contenente fra le altre domande sull'udito e sull'uso di farmaci, in particolare analgesici. L'analisi statistica ha trovato che l'uso di aspirina sotto i 60 anni aumenta del 33 per cento il rischio di danni all'udito, mentre nessuna associazione è stata trovata per i più anziani. Per quanto riguarda i Fans, l'aumento di probabilità trovato è stato del 61 per cento sotto i 50, del 32 per cento negli under 60 e del 16 per cento negli altri, mentre per l'acetaminofene gli utilizzatori regolari avevano il 99 per cento di probabilità in più di perdita di udito sotto i 50, il 38 per cento in più tra i 50 e i 59 e il 16 per cento sopra questa età. Secondo gli esperti, le proprietà ototossiche di aspirina e acetaminofene erano già note, ma è la prima volta che si quantifica così precisamente il rischio di perdita di udito. L'acido acetilsalicilico o ASA (IUPAC: acido 2-(acetilossi)benzoico), meglio conosciuto con l'italianizzazione in "aspirina" del suo primo nome commerciale tedesco di larga diffusione, è un farmaco antiinfiammatorio non-steroideo (FANS) della famiglia dei salicilati. Il composto trova impiego solo, od associato ad altri principi e a moderatori degli effetti collaterali come analgesico per dolori lievi, come antipiretico (per ridurre la febbre) e come antiinfiammatorio. Ha, inoltre, un effetto antiaggregante e fluidificante sul sangue, per questo il suo uso a piccole dosi aiuta a prevenire a lungo termine gli attacchi cardiaci. Il nome "Aspirin" è stato inizialmente un marchio commerciale coniato dalla Bayer, ma in diverse lingue si è volgarizzato diventando il termine generico per indicare l'acido acetilsalicilico, indipendentemente dalla perdita legale della capacità distintiva necessaria alla sua validità come marchio di commercio. In Italia il marchio è legalmente in vigore, ed acido acetilsalicilico e acetilsalicilati, puri o in combinazione con eccipienti, sinergici e/o moderatori degli effetti collaterali si trovano sotto diversi nomi commerciali come analgesici antipiretici ed antiaggreganti (secondo il prontuario farmaceutico nazionale, con i nomi di ascriptin, cardioaspirina, aspegic, aspidol, flectadol, e diversi altri tra i parafarmaci non censiti dal prontuario). In passato questi farmaci hanno trovato largo impiego nel combattere i sintomi dell'influenza; oggi si tende a ricorrere ad altri FANS, quali il paracetamolo, che in alcuni casi hanno effetti epato-tossici più pronunciati. Gli effetti collaterali più indesiderati - specialmente ad alti dosaggi per assunzione a stomaco vuoto - riguardano il tratto gastro-intestinale, dove si possono avere ulcere ed emorragie. Il meccanismo di azione coinvolge la riduzione della sintesi di sostanze che proteggono la mucosa gastrica. Per ridurre questi effetti spesso vengono aggiunti composti di natura basica, od ad effetto tampone, nonché associati farmaci ad effetto gastro protettivo o/e inibitori della pompa idrogenionica cellulare, o simili inibitori della secrezione cloridrica. Un altro effetto collaterale sgradito, dovuto proprio alle proprietà anticoagulanti, è l'aumento della perdita di sangue nelle donne durante le mestruazioni e il rischio di emorragia critica perioperatoria.
Leggi tutto...

25 novembre, 2008

Ricostruite su animali cellule acustiche e visive grazie a staminali umane

0 commenti
Una equipe del Chonnam National University della Corea del Sud è riuscita a far tornare l'udito a dei porcellini d'India a cui era stato distrutto con sostanze chimiche, grazie alle staminali mesenchimali prelevate dal midollo osseo umano. Gli altri ricercatori del Suny Upstate Medical University di Syracuse, negli Usa, hanno invece restituito la vista ad alcune rane grazie alle staminali della pelle impiantate negli embrioni.
Entrambi i gruppi di scienziati rilevano come "al momento non sia possibile tradurre sull'uomo i risultati ottenuti sugli animali. Ma gli esperimenti sono serviti a fare luce sui meccanismi biologici che sovrintendono i due sensi di vista e udito, contribuendo a indicare strade nuove alla medicina rigenerativa". E a commentare positivamente le ricerche è anche Anand Swaroop, esperto di staminali di uno dei centri dei National Institutes of Health statunitensi, secondo cui "i risultati sono la prova dell'enorme potenziale offerto dalle cellule staminali per la cura di malattie mortali o fortemente debilitanti".

I ricercatori coreani hanno coltivato le staminali del midollo osseo umano all'interno di cellule nervose in coltura di laboratorio, quindi le hanno trapiantate nell'orecchio dei porcellini d'India. A tre mesi dall'operazione, gli animali hanno mostrato di aver riacquistato l'udito, ha raccontato la coordinatrice dell'esperimento, nel corso del congresso della Società di neuroscienze.

"Le staminali sono riuscite a ricostituire le sottili cellule cigliate che sono essenziali per l'udito nei mammiferi. Ma - ammette Sujeong Jang - ancora non sappiamo come ciò sia potuto accadere". La scoperta è però importante perchè le cellule cigliate, una volta uccise da rumore, sostanze chimiche o attacchi autoimmuni, non si ricreano compromettendo l'udito.
Gli scienziato del centro Usa, invece, hanno usato le staminali della pelle per ridare la vista ad alcune rane. Per ottenere il risultato sperato hanno addizionato le cellule 'totipotentì con sette fattori genetici in grado di forzarle a diventare ciò che serviva, cioè cellule dell'occhio. Quindi è avvenuto il trapianto su embrioni di rane, che sono tornate a vedere.

FONTE: Aduc.it
Leggi tutto...

13 ottobre, 2008

Dalla UE un "Allarme Mp3 e Ipod": il loro abuso danneggia l'udito

0 commenti
Mentre nel mondo impazza il dibattito sulla legalità della musica compressa in file audio e ascoltata in rete, la diffusione di lettori Mp3 portatili sottoforma di dispositivi di varia natura (Ipod, cellulari, micropc, ect) rischia di danneggiare seriamente la salute dell’udito di milioni di persone in tutto il mondo. Colpa dell’abuso di tali strumenti che porta l’utente ad ascoltare musica con livelli di volume molto più alti del necessario e per lunghi periodi di tempo. Il danno si aggrava dal momento che lo stesso appassionato, dopo aver ascoltato musica per almeno un’ora, sente diminuire il volume percepito dallo strumento per un processo naturale di difesa (a causa di un irrigidimento del timpano per incremento dello stato di contrazione del muscolo tensore del timpano e del muscolo stapedio) e a sua volta spesso tende ad aumentare ancora il volume di qualche punto per compensare tale meccanismo. L’ascolto ripetuto e prolungato, ad esempio per un’ora al giorno tutti i giorni, porta nel giro di qualche anno ad una graduale diminuizione irreversibile della capacità acustica del soggetto. E’ questo il sunto dello studio statistico consegnato stamane dal comitato scientifico per i rischi sanitari emergenti alla commissione UE. L’esito dell’indagine rappresenta un serio allarme: "il 5-10% di coloro che, per un periodo di almeno 5 anni, ascoltano musica con apparecchi portatili per più di un'ora al giorno, tenendo l'apparecchio ad alto volume, rischia una perdita permanente della capacità uditiva". Gli scienziati hanno oggi confermato che "vi è motivo di preoccupazione soprattutto per le fasce d’età più basse, quali bambini e adolescenti".
I risvolti di tale allarme potrebbero essere clamorosi e riguardare sia il lato medico (ad esempio l’obbligo di controlli acustici periodici per i soggetti più giovani) sia il lato tecnologico (ad esempio un “blocco” del volume degli apparecchi venduti o l’obbligo di porre nei nuovi strumenti venduti dei sistemi obbligatori di segnalazione per mettere in allerta il soggetto giovane sull’abuso dei tempi e dei modi di ascoltare musica).
Leggi tutto...

SENTIERI DELLA MEDICINA

In questo blog ci sono post e commenti

Commenti recenti

Post più popolari