Sentieri della Medicina - LOGO

AFORISMA DEL GIORNO

Visualizzazione post con etichetta ebola. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ebola. Mostra tutti i post

15 ottobre, 2014

Ebola: secondo caso a Dallas, strage fra operatori sanitari in Africa

0 commenti
Sale l’allarme ebola negli Stati Uniti dopo che è stato annunciato il secondo caso di contagio dal virus. A risultare positiva al test è stata un’altra infermiera dell’ospedale di Dallas dove l’8 ottobre era morto il paziente zero, Thomas Duncan. Barack Obama ha rinviato un viaggio per convocare una riunione d’urgenza alla Casa Bianca e ha consultato in videoconferenza i leader europei per discutere dell’impegno internazionale per combattere l’epidemia. «La situazione è seria», dice il portavoce della Casa Bianca, Josh Earnest, sottolineando come per ora sia rinnovata la fiducia ai vertici delle autorità sanitarie. E spiega che il presidente «vuole assicurarsi che tutte le risorse necessarie del governo federale siano impegnate» sul campo.

La 29enne Amber Vinson era tra gli operatori sanitari che avevano curato il paziente liberiano a Dallas. L’infermiera è stata posta in isolamento, dopo aver accusato i sintomi ed essere stata sottoposta agli esami. Ma ad allarmare il Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie Usa è stata la scoperta che la donna ha viaggiato in aereo 24 ore prima di accusare i primi sintomi della malattia. Sul volo 1143 della Frontier Airlines di lunedì da Cleveland, in Ohio, a Dallas-Fort Worth, viaggiavano 132 passeggeri che ora si sta cercando di contattare. L’equipaggio ha informato le autorità americane che l’infermiera non mostrava sintomi durante il volo. È esploso il malcontento tra le infermiere dell’ospedale di Dallas. Secondo gli operatori sanitari, Duncan fu lasciato per ore in un’area non protetta del pronto soccorso, dove avrebbe potuto infettare pazienti e sanitari. Inoltre, chi lavorava a contatto con lui restò per giorni senza tute protettive adeguate (con collo e testa esposti).

In Italia è stata messa in campo una task force interministeriale con l’obiettivo di potenziare il personale negli aeroporti e rafforzare i canali di informazione per i cittadini sui rischi del contagio da ebola. A Palazzo Chigi si sono riuniti i ministri dell’Interno, degli Esteri, della Difesa, della Salute e dei Trasporti. Saranno in particolare porti e aeroporti a essere interessati dal più corposo intervento, sia sotto il profilo del potenziamento del personale, sia per quello che riguarda le campagne di informazione, con opuscoli distribuiti a bordo di aerei e navi. Inoltre, due C-130 sono pronti a evacuare eventuali cittadini contagiati dal virus. In caso dovessero essere riscontrati casi di Ebola tra cittadini italiani, questi saranno immediatamente trasportati all’ospedale Spallanzani di Roma e al Sacco di Milano, strutture specializzate nella diagnosi e cura delle malattie infettive.

Tutto questo in preparazione della riunione di domani mattina, a Bruxelles, per affrontare il tema e predisporre i primi interventi a livello europeo. La posizione che emerge a livello europeo è quella di curare i malati nei luoghi del contagio, potenziando gli ospedali locali, prima che partano per l’Europa. La Francia ha annunciato che avvierà controlli medici negli aeroporti su tutti i passeggeri in arrivo da Paesi colpiti dall’epidemia. Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha insistito, nei giorni scorsi, sulla necessità di assicurare la tracciabilità dei viaggiatori provenienti dall’Africa occidentale.

Secondo il Consiglio di sicurezza Onu «la risposta della comunità internazionale all’Ebola ha fallito nel capire e affrontare in maniera adeguata l’entità dell’epidemia e dei suoi effetti». Intanto il numero delle vittime continua a salire. Intanto, l’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) ha aggiornato a quasi 4.500 il numero di morti per l’epidemia. Il conteggio aggiornato a domenica scorsa riferisce di 4.493 decessi su un totale di 8.997 casi in sette Paesi. All’8 ottobre, il totale era di 4.033 morti su 8.399 casi. I sette Paesi coinvolti sono divisi tra quelli più colpiti (Guinea, Liberia e Sierra Leone) e i quattro (Nigeria, Senegal, Spagna e Usa) con un numero contenuto di casi. La Liberia si conferma di gran lunga il Paese più colpito con 4.249 casi e 2.458 morti, segue la Sierra Leone (3.252 casi e 1.183 morti) e la Guinea (1.472 casi e 843 morti). Pesante il tributo di sangue degli operatori sanitari: ne sono morti 96 in Liberia, 95 in Sierra Leone, 40 in Guinea e cinque in Nigeria.

FONTE: La Stampa
Leggi tutto...

08 ottobre, 2014

Ebola: altri due casi sospetti in Spagna, morto in Texas il primo paziente americano contagiato

1 commenti
Maria Teresa Romero, l’infermiera spagnola che ha contratto l’Ebola dopo aver assistito il missionario Manuel Garcia Viejo, si è sfregata il viso con un guanto nel momento in cui si sfilava la tuta isolante. Ecco come sarebbe avvenuto il contagio, secondo quando ammesso dalla stessa 44enne, primo caso di Ebola in Europa. «Credo che l’errore possa essere stato nel momento in cui mi sono tolta la tuta, lo vedo come il passaggio più critico nel quale può esserci stato il contagio» ha detto telefonicamente al quotidiano El Pais. L’infermiera ha avuto due contatti con il missionario ammalato: uno per cambiargli il pannolone e il secondo quando era già deceduto, per pulire la stanza. «Non so come sia potuto accadere - ha detto la donna -. Spero di riuscire a uscirne, devo uscirne».

È invece morto Thomas Eric Duncan, il primo caso di Ebola diagnosticato negli Stati Uniti. Era ricoverato a Dallas, nel Texas Health Presbyterian Hospital, dal 28 settembre. Duncan aveva contratto il virus a Monrovia, in Liberia, portando la figlia di amici in ospedale e il 20 settembre, quando ancora non aveva sintomi visibili, era arrivato negli Stati Uniti, per una visita ad alcuni parenti. Da diversi giorni era in condizioni molto critiche. Le autorità americane hanno deciso di intensificare le misure adottate per prevenire la diffusione del virus: in cinque dei principali aeroporti ai passeggeri in arrivo dall’Africa occidentale verrà misurata la temperatura. Inoltre, i passeggeri dovranno rispondere a un questionario. Le misure entreranno in vigore il prima possibile, forse già a partire da questo fine settimana. Gli aeroporti interessati sono il John F. Kennedy International di New York, il Washington Dulles International, l’O’Hare International di Chicago, l’Hartsfield-Jackson International e il Newark Liberty International.

Le condizioni dell’infermiera spagnola sono stazionarie: viene curata con trasfusioni di sangue di Paciencia Melgar, la suora guarita dopo aver contratto il virus in Liberia. Martedì Romero, sposata e senza figli, si era detta certa di aver seguito tutti i protocolli sanitari previsti. Il marito, anche lui ricoverato in isolamento per precauzione (ma non presenta sintomi), ha aggiunto che, dopo aver cominciato ad avvertire i primi sintomi (il 30 settembre) e prima del ricovero (lunedì 6 ottobre), la donna è rimasta soprattutto in casa. Per sei giorni la temperatura non è mai salita oltre i 38,6 gradi, che sono la soglia di allarme ufficiale per il riconoscimento di Ebola. L’uomo ha aggiunto di sentirsi bene, ma il periodo di incubazione della malattia è di 21 giorni. Dunque per i medici resta un soggetto fortemente a rischio per i contatti ravvicinati che ha avuto con la moglie. L’appartamento dove vive la coppia, in una zona residenziale di Alcorcon a Madrid, è stato disinfettato a fondo e il cane, Excalibur, sarebbe stato abbattuto per precauzione. Un gruppo di animalisti si è radunato di fronte all’abitazione tentando di salvare la vita all’animale.

Altre due persone sono ricoverate in isolamento nell’ospedale Carlo III come casi sospetti di Ebola: oltre alla Romero e a suo marito, ci sono altre due infermiere (una è sposata e ha due figli piccoli), che facevano parte della squadra che ha assistito Miguel Pajares e Manuel Garcia Viejo, i due missionari spagnoli rimpatriati dalla Sierra Leone e deceduti all’ospedale Carlo III il 12 agosto e il 26 settembre. Sono invece risultati negativi i test su una terza infermiera dell’ospedale e su un turista di origini nigeriane, passeggero di un volo internazionale proveniente dall’Africa occidentale. Adesso le autorità sanitarie spagnole stanno cercando di rintracciare le persone con cui Maria Teresa Romero è stata a contatto prima di essere ricoverata: sono sotto monitoraggio in 52, per lo più personale sanitario. Secondo il ministro della sanità spagnolo, Ana Mato, al momento nessuno di loro presenta sintomi di Ebola. Intanto la Procura di Madrid ha aperto un’inchiesta per accertare eventuali responsabilità penali nel primo caso di contagio europeo. La stessa Commissione europea ha chiesto «chiarimenti» al governo spagnolo per individuare la falla nel Sistema sanitario che ha permesso il contagio.

Intanto, è sempre più tragica la situazione nei Paesi africani colpiti dall’epidemia. In Sierra Leone i corpi delle vittime dell’Ebola sono stati lasciati per le strade a causa di uno sciopero del personale che si occupa delle sepolture (ora concluso), in protesta per il mancato pagamento dello stipendio. Proprio in Sierra Leone ci sono stati 121 morti e 81 nuovi casi nella sola giornata di sabato, una delle peggiori da quando è comparsa la malattia. Il numero totale di morti nel Paese è arrivato a quota 678. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, il bilancio complessivo delle vittime di Ebola (aggiornato all’1 ottobre) è di 3.439 morti su un totale di 7.492 casi. Il virus è comparso in Guinea a marzo, quindi si è diffuso in Liberia e in Sierra Leone. Focolai minori in Nigeria e Senegal sembrano essere invece sotto controllo.

Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha ribadito che l’Italia «non sta vivendo un allarme o un’emergenza» legata a Ebola, anche se «è molto preoccupante la situazione in Africa occidentale». «Ho chiesto che ci sia una riunione della Commissione salute in Europa per capire se possiamo immaginare nuovi tipi di tracciabilità per i passeggeri che vengono da questi Paesi, soprattutto per gli operatori nel caso siano stati in contatto con i malati - ha aggiunto il ministro -. Noi stiamo provvedendo a delle misure più alte in previsione di un aumento dell’epidemia in Africa. Ho anche chiesto 5 milioni in più nella legge di stabilità proprio per intensificare la sorveglianza. Bisogna predisporsi ad ipotesi che possono essere anche diverse da quelle attuali. Ma Ebola - ha concluso - è un virus che in un Paese con il sistema sanitario e igienico come il nostro si trasmette molto difficilmente». Lorenzin, che ha elogiato i cooperanti italiani impegnati nei Paesi africani colpiti («sono persone eroiche»), ha poi ricordato i due ospedali impegnati nel contrastare il virus: «Lo Spallanzani di Roma e il Sacco di Milano sono di altissimo livello e vengono presi come esempio e interpellati dall’Oms».


FONTE: Corriere.it
Leggi tutto...

06 ottobre, 2014

Ebola, primi casi sospetti in Europa, prosegue l'allarme negli Usa, è strage in Africa

0 commenti

Peggiora la diffusione del virus Ebola a livello mondiale. In Spagna, El Pais scrive come sia stato individuato un caso di infezione a Madrid. Ad essere stata colpita è un'infermiera, scrive il quotidiano su suo sito, che faceva parte della squadra che ha curato il missionario spagnolo Manuel Garcìa Viejo, morto il 26 settembre all'ospedale Carlos III della capitale. E' stata proprio lei ad occuparsi di lui quando è stato colpita da febbre provocata dall'Ebola. Secondo fonti del ministero spagnolo della Sanità le due analisi effettuate sulla donna, di cui non è stata rivelata l'identità, hanno avuto esito positivo. E' il terzo caso di Ebola trattato in Spagna (i due primi infetti, che avevano contratto il morbo in Africa, sono deceduti), ma il primo contratto in Spagna e in Europa

Intanto in Sierra Leone sono stati registrati 121 morti e 81 nuovi casi nella sola giornata di sabato, una delle peggiori da quando e' comparsa la malattia. I dati, raccolti dall'Emergency Operations Center della Sierra Leone, mostrano che il numero totale di morti nel Paese e' arrivato a quota 678, dai 557 del giorno prima. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanita' (Oms) il bilancio complessivo delle vittime di Ebola aggiornato a mercoledi' primo ottobre e' di 3.439 morti su un totale di 7.492 casi in Africa occidentale (compreso il caso registrato negli negli Stati Uniti). Il virus e' comparso in Guinea a marzo, quindi si e' diffuso in Liberia e in Sierra Leone. Focolai minori in Nigeria e Senegal sembrano essere invece sotto controllo.

Nel frattempo è allarme anche in Olanda. Un uomo, di cui non è stata diffusa nè l'identità nè la nazionalità, è ricoverato da ieri sera all'ospedale Albert Schweitzer di Dordrecht, in quanto forse infetto dal virus dell'Ebola. Secondo il sito della tv pubblica olandese Nos, l'uomo si era recato recentemente in Sierra Leone.

Resta intanto altissima la tensione negli Stati Uniti dopo la diagnosi del primo caso di Ebola all’interno del paese.  Il responsabile dei Center for Desease Control (Cdc), la massima autorita' sanitaria satunitesne, fara' in giornata il punto della situazione col presidente americano, Barack Obama, e altri esperti e responsabili del settore. L'incontro e' previsto nel primo pomeriggio ora di Washington.

L’ultimo allarme, rivelatosi falso, è stato lanciato dopo che un passeggero che aveva viaggiato in Africa occidentale ha accusato un malore a bordo di un volo da Bruxelles a Newark, nei pressi di New York. Intanto a Dallas peggiorano le condizioni della persona infettata dal virus. L’allerta all’aeroporto internazionale di Newark, nel New Jersey, è scattato quando un uomo a bordo del volo United Airlines 998 ha iniziato a vomitare. Dopo l’atterraggio, l’equipaggio e i 250 passeggeri sono stati bloccati sul velivolo mentre venivano prestati i soccorsi e il caso veniva valutato in ospedale. In realtà, hanno poi dichiarato le autorità sanitarie locali, i controlli hanno rivelato che non c’era alcun segno di un’infezione da Ebola: si trattava di un malessere di scarsa importanza. L’uomo in pochissimo tempo si è sentito meglio ed è stato dimesso.

Sono invece sempre più gravi le condizioni di Eric Duncan, l’uomo proveniente dalla Liberia che ha contratto il virus e che è ricoverato a Dallas. Attualmente sono 50 le persone che hanno avuto contatti con lui e che vengono monitorate. Nessuno finora ha mostrato sintomi della malattia, che non si diffonde per via aerea ma solo per contatto diretto con i fluidi corporei.

Il direttore del Centro per il Controllo Malattie statunitense, Thomas Frieden, ha dichiarato che negli ultimi mesi ci sono stati un centinaio di controlli su casi sospetti negli Stati Uniti. Dopo la scoperta del primo caso negli Usa, il numero di segnalazioni è aumentato ma finora si sono rivelate tutte falsi allarmi.  Intanto è caccia a Dallas a un senzatetto che avrebbe viaggiato sull'ambulanza che poco prima aveva trasportato in ospedale Duncan, anche se le autorità sanitarie assicurano come l'individuo - di cui non sono state rilasciate le generalità - sia considerato a basso rischio.

Lo stesso Frieden ha anche fatto sapere che le dosi di Zmapp, il farmaco sperimentale americano usato per far fronte a Ebola, sono finite e "non saranno disponibili di nuovo per un certo tempo". Il direttore del Centro per il Controllo Malattie statunitense ha così spiegato perché il farmaco non sia stato somministrato a Thomas Duncan.

FONTI: Repubblica.it, Ansa
Leggi tutto...

07 settembre, 2014

Ebola, cresce emergenza in Sierra Leone, scatta la quarantena

0 commenti
E’ ai livelli massimi l’emergenza Ebola in Sierra Leone, uno degli Stati africani più colpiti dal virus: la popolazione dovrà rimanere in casa per quattro giorni, dal 18 al 21 settembre, per impedire il diffondersi dei contagi. Lo riferiscono la Bbc e il Guardian online citando una fonti di alto livello dell’ufficio presidenziale. L’emittente pubblica britannica esprime però un certo scetticismo sulla misura annunciata. “Anche se le forze di sicurezza del Paese sono già state dispiegate per mettere in quarantena alcune zone, non è chiaro come un il blocco nazionale possa essere eseguito”, – scrive l’emittente sul suo sito. “Come la popolazione obbedirà alla quarantena sarà fondamentale per la riuscita dell’operazione. perché l’obbligo di residenza rischia di sollevare questioni relative ai diritti umani oltre a innescare manifestazioni violente”.

La Sierra Leone non é nuova ad iniziative di questo tipo: già alla fine di luglio, infatti, il governo aveva proclamato lo “Stay at home day“, la “giornata della permanenza a casa”, per impedire la diffusione del virus Ebola. Nel frattempo, invece, in Nigeria, un altro dei Paesi colpiti anche se finora in modo più limitato, è stata presa una decisione di segno opposto: dal 22 settembre riapriranno le scuole, chiuse per precauzione al fine di ridurre i contagi.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha reso noto che è salito a 2.097 il numero di morti attribuiti al virus Ebola in cinque Paesi dell’Africa occidentale. L’epidemia che ha colpito duramente in Guinea, Liberia e Sierra Leone e con minore intensità la Nigeria e il Senegal. La direttrice generale aggiunta dell’Oms, Marie Paule Kieny, ha reso noto che l’organismo ha dato il via libera all’impiego di prodotti a base di sangue e del siero di pazienti sopravvissuti per trattare il virus.

La terapia con plasma o sangue di persone guarite o convalescenti, ha spiegato la Kieny, potrebbe essere utilizzata da subito, mentre i risultati dei test di sicurezza su due potenziali vaccini, condotti in Mali, dovrebbero arrivare entro novembre. In caso positivo, hanno sottolineato gli esperti Oms, le prime immunizzazioni potrebbero essere fatte sul personale sanitario pochi mesi dopo. “Per i farmaci ci sono tante prospettive promettenti – conferma Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’istituto Spallanzani di Roma e fra i partecipanti alla riunione a Ginevra – Ma niente per oggi. Il siero di convalescente è stato utilizzato già. Nel 1995 per un’epidemia di Ebola a Kikwit, nella Repubblica Democratica del Congo, con buoni risultati”.

FONTE: Il Fatto Quotidiano
Leggi tutto...

03 agosto, 2014

Allarme Ebola, 726 morti accertati, a settembre primi test di vaccino sull'uomo

0 commenti
Ebola fa sempre più paura: ”Avanza più velocemente degli sforzi per controllarlo”. L’allarme è stato lanciato dalla direttrice dell’Organizzazione mondiale della sanità, Margareth Chan, ha messo in guardia contro le “conseguenze catastrofiche” della diffusione del virus e del rischio di propagazionead altri Paesi sottolineando che le forze ‘schierate’ in campo a livello di singoli Paesi e internazionale sono “tristemente inadeguate”. Le dichiarazioni della direttrice dell’Oms sono state fatte nel corso di un summit regionale sull’epidemia a Conakry (Guinea). “Questo incontro – ha aggiunto – segna una svolta nella lotta contro l’epidemia”. Una riunione del Comitato per le emergenze è stata convocata per il 6 e 7 agosto con l’obiettivo di accertare se l’epidemia in corso in Africa occidentale costituisce un’’emergenza di salute pubblica di preoccupazione internazionale’ e, nel caso, emanare una serie di misure temporanee.

I presidenti delle tre nazioni colpite dall’epidemia non saranno presenti al summit dei leader africani a Washington, l’Unione africana (Ua) in Somalia ha cancellato l’arrivo di un nuovo battaglione militare dalla Sierra Leone. Intanto è scontro in Gran Bretagna dopo che il segretario generale del sindacato per i dipendenti del servizio immigrazione, Lucy Moreton, ha dichiarato alla Bbc che le dogane del Regno Unito non sono pronte per fronteggiare un’emergenza sanitaria causata dal virus. Negli Usa infine si è deciso di aumentare i controlli all’aeroporto Jfk di New York e in altri aeroporti con scali internazionali. I pazienti con eventuali sintomi del virus verranno subito messi in quarantena. La Farnesina sconsiglia “i viaggi non necessari in Liberia e in Sierra Leone” e segnala anche che in Liberia e in Sierra Leone “non è presente una Rappresentanza diplomatico-consolare italiana e, pertanto, l’Ambasciata d’Italia ad Abidjan (competente per la Sierra Leone) non potrà garantire ai connazionali una piena assistenza consolare“. ”Ebola non rappresenta un rischio” ribadisce il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin.

Obama dichiara: “Aumenteremo i controlli sui leader africani che verranno al summit a Washington”. Saranno prese “precauzioni” per l’incontro Usa-Africa che si terrà la prossima settimana alla Casa Bianca. Il presidente americano Barack Obama ha detto che in “via precauzionale saranno aumentati i controlli sui leader africani” che arriveranno a Washington per il summit. Non parteciperanno, invece, i presidenti delle tre nazioni colpite dall’epidemia, Liberia, Guinea e Sierra Leone. La Casa Bianca fa sapere, comunque, che la crisi sanitaria non influenzerà il vertice di tre giorni. “Noi certamente comprendiamo la decisione dei leader africani di non partecipare vista la situazione di emergenza nei loro Paesi” dice il portavoce della Casa Bianca Josh Earnest. I presidenti di Liberia e Sierra Leone hanno già annunciato la loro assenza. Si attende ora una conferma del presidente della Guinea Alpha Condé. Rispetto all’epidemia, Obama ha detto che “deve essere presa molto seriamente” anche se “non si tratta di una malattia facilmente trasmissibile”.

L’Unione africana (Ua) in Somalia ha cancellato l’arrivo di un nuovo battaglione militare dalla Sierra Leone a causa dell’epidemia di Ebola che ha colpito lo Stato dell’Africa occidentale. Il portavoce militare della missione dell’Ua, Ali Aden Houmed, ha spiegato ad Associated Press che la decisione è stata presa nel tentativo di evitare che il virus arrivi in Somalia. La Sierra Leone è una delle cinque nazioni che invia un gran numero di truppe in Somalia per proteggere il governo e combattere i militanti di al-Shabab.

I due volontari americani infettati in Liberia saranno evacuati con un volo charter appena partito da Cartersville in Georgia. Secondo la  Cnn, che cita una fonte anonima, non si sa quando i due americani – il dottor Kent Brantly e l’operatrice Nancy Writebol – arriveranno negli Usa. Uno dei due sarà trasportato all’ospedale Emory University, vicino al quartier generale del Centro per il controllo e prevenzione delle malattie ad Atlanta. Brantly è stato protagonista di un gesto di generosità offrendo l’unica dose di siero sperimentale nei confronti della collega.

Il National Institute of Health americano, che sta lavorando da anni su diverse versioni del vaccino, ha dichiarato che a settembre negli Usa inizieranno i primi test sull’uomo di un vaccino contro il virus. L’agenzia federale ha ottenuto buoni risultati sui primati, l’ultimo step prima dei test sull’uomo. “Stiamo lavorando con l’Fda per avviare la prima fase dei trial il più presto possibile – spiega Anthony Fauci, direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases (Niaid) -. I primi risultati potrebbero arrivare già all’inizio del prossimo anno”. In questi giorni diversi ricercatori hanno chiesto di sperimentare almeno sugli operatori sanitari attivi nelle zone colpite le terapie e i vaccini allo studio. La prima fase dei test clinici prevede la somministrazione a persone sane per verificare la presenza di effetti collaterali gravi, e in caso non ve ne siano si passa alla seconda fase in cui si testa l’efficacia.

Dall’inizio dell’epidemia di Ebola in atto, lo scorso dicembre, in Africa occidentale ci sono stati 1323 casi censiti e 726 morti, dei quali 57 negli ultimi giorni.

FONTE: Il Fatto Quotidiano
Leggi tutto...

10 luglio, 2008

Ebola: costruita immagine virus in 3D per una ricerca terapica migliore

0 commenti
Passato ai 'raggi X' il pericolosissimo virus Ebola: la fotografia fara' capire come il virus interagisce con le cellule umane. Cio' suggerira' strategie per creare vaccini, come si legge sulla rivista Nature. Gli esperti hanno utilizzato la cristallografia a raggi X, un esame che si usa in biochimica per ricostruire la forma tridimensionale delle proteine. Gli scienziati hanno fotografato la forma del rivestimento virale che e' costituito da una sola proteina
FONTE: ANSA.IT => http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/scienza/news/2008-07-09_109242610.html
Leggi tutto...

SENTIERI DELLA MEDICINA

In questo blog ci sono post e commenti

Commenti recenti

Post più popolari