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AFORISMA DEL GIORNO

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17 maggio, 2018

Concorso di Specializzazione medica 2018, pubblicato il bando: si svolgerà il 17 luglio

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È stato pubblicato oggi il bando per l’ammissione alle Scuole di specializzazione di area sanitaria per l’anno accademico 2017/2018. Il testo è disponibile sul sito del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, su www.universitaly.it. La prova nazionale si terrà il prossimo 17 luglio. I contratti di formazione medica specialistica finanziati con risorse statali per il 2017/2018 sono 6.200 (erano 6.105 l’anno scorso). A questi andranno aggiunti i posti finanziati con risorse regionali, con risorse di altri enti pubblici e/o privati, i posti riservati alle categorie previste dal decreto legislativo 368/1999.

Con un successivo provvedimento, integrativo del bando emanato oggi, saranno indicati, una volta definito il fabbisogno dei medici specialistici per il triennio 2017/2020, i posti disponibili per ciascuna Scuola di specializzazione attivata. Per la definizione del fabbisogno è infatti necessario acquisire l’accordo della Conferenza Stato-Regioni, che non è ancora stato raggiunto in quanto nella seduta dello scorso 10 maggio le Regioni hanno chiesto il rinvio su questo punto. Il MIUR, in base al regolamento 130 del 2017, è comunque tenuto ad adottare a pubblicare il bando per l’accesso nelle Scuole di specializzazione entro il 31 maggio di ciascun anno.

Nel frattempo, a partire da venerdì 25 maggio 2018 sarà possibile effettuare le operazioni di iscrizione al concorso del 17 luglio, esclusivamente on line, accedendo al portale www.universitaly.it. La prima parte della procedura di iscrizione si chiuderà alle ore 15.00 di martedì 5 giugno 2018. Sarà poi possibile perfezionare il pagamento del relativo bollettino fino a una settimana dopo la pubblicazione del decreto integrativo contenente la suddivisione dei posti per scuola. Così come, sempre successivamente alla pubblicazione del decreto integrativo, le candidate e i canditati che vogliono concorrere per i posti finanziati con contratti aggiuntivi regionali o di altri enti che prevedono requisiti ad hoc dovranno attestarne il possesso. A questo scopo sarà aperta un’apposita finestra di dialogo nell’area della domanda di concorso.

La prova d’esame si svolge in modalità informatica, è la stessa su tutto il territorio nazionale e consiste in una prova scritta che prevede la soluzione, in un tempo di 3 ore e 30 minuti, di 140 quesiti a risposta multipla, ciascuno con cinque possibili risposte. I quesiti riguardano argomenti caratterizzanti il Corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia e argomenti legati ai settori scientifico disciplinari di riferimento delle diverse tipologie di scuola.

Per lo svolgimento della prova, candidate e candidati avranno a disposizione computer non connessi a internet, sui quali sarà possibile operare esclusivamente attraverso un mouse, con una procedura di autenticazione che renderà lo svolgimento attribuibile unicamente alla candidata o al candidato.

Il punteggio complessivo attribuito a ciascuna candidata e a ciascun candidato (massimo 147 punti) è stabilito in relazione alla somma del punteggio attribuito ai titoli (massimo 7 punti) e al punteggio conseguito nella prova (massimo 140 punti). Il punteggio relativo ai titoli si compone di: voto di laurea (massimo 2 punti), curriculum (massimo 3 punti), altri titoli (massimo 2 punti).

COSA PREVEDE IL BANDO

- 6200 posti statali , suscettibili si integrazione, da sommarsi ai posti regionali.

- Iscrizione al concorso dal 25 maggio al 5 giugno, per partecipare bisogna essere laureati in Medicina

- Presa di servizio il 1 novembre

-Concorso 17 luglio, 140 domande a risposta multipla, punteggio CV invariato


-Tutti i candidati sono ammessi con riserva al concorso, l'ateneo all'atto della presa di servizio deve verificare l'abilitazione alla professione


-Il 19 luglio si saprà il calendario degli scaglioni


- Uscita graduatoria 23 luglio, con primo scaglione


-Si possono scegliere 3 tipologia di scuole


FONTE: Miur
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07 settembre, 2016

Test di Medicina 2016, boom di consensi per una prova giudicata "più facile"

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Illuminismo, Piano Marshall e incredibilmente perfino l'alfabeto "farfallino" (si, il codice linguistico usato dai bambini). Questi gli argomenti protagonisti di un test di Medicina 2016 che è sembrato essere piuttosto fattibile. Chimica e, a seguire, Fisica e Matematica le materie che hanno tentato di mettere in difficoltà i candidati. Intanto lo spettro del ricorso inizia ad aleggiare anche sulla prova di ammissione a Medicina 2016. È quanto rivelano i dati di un instant poll di Skuola.net su circa 500 candidati che aspirano al camice bianco.

Circa 63mila gli iscritti al test, 10.132 i posti disponibili (9.224 a Medicina e 908 a Odontoiatria). In base a questi numeri, soltanto un candidato su sei avrà superato il test. Ma la speranza è l’ultima a morire, così in tanti la mattina del 6 settembre si sono riversati nelle aule universitarie per affrontare la prova di Medicina. E non sembra essergli andata poi tanto male: a test finito, i social sono stati invasi dalle reazioni a caldo di chi ha raccontato quanto questo sia stato semplice, anche rispetto agli anni passati. Lo confermano pure i dati di Skuola.net: circa il 34% degli intervistati ammette di aver trovato molto semplice la prova, un ulteriore 42% non ha comunque trovato grosse difficoltà.

A metterli in difficoltà ci hanno provato comunque due materie in particolare, Chimica (ritenuta la più difficile dal 34%) e Fisica e Matematica (la parte più complessa per un altro 25%). Dopo anni di incubi riguardanti i quesiti di Cultura generale, ora sembra  arrivato il riscatto. Le sue domande hanno toccato due argomenti piuttosto conosciuti come l’Illumismo e il Piano Marshall, ritenuto tra i due il quesito più difficile per il oltre la metà del campione.

Nonostante ciò, circa il 65% degli intervistati non ha lasciato molte domande in bianco: il 27% racconta di aver risposto a tutti e 60 i quesiti, mentre oltre il 38% alla maggior parte. Il test di Medicina sembra essere andato davvero male solo a un piccolo 6% di candidati che afferma di aver quasi lasciato in bianco il compito.

Il 2016 continua comunque a rivelarsi un’annata fortunata per chi sogna di diventare medico. Infatti, nonostante circa il 58% racconti di essersi trovato davanti a una commissione inflessibile, che non gli ha permesso nemmeno di scambiare una parola col suo vicino, un altro buon 34% dice invece di aver incontrato commissari severi, ma che comunque gli hanno dato qualche aiuto.

Nonostante il test di Medicina sembri essere andato piuttosto bene, tanti sono quelli che hanno tenuto gli occhi bene aperti facendo attenzione anche alla più piccola irregolarità. Da una precedente indagine di Skuola.net su un campione di circa 1000 iscritti al test di Medicina, è emerso che ben l’80% di loro si apprestava a svolgere il test già intenzionato a fare ricorso qualora fosse andato male.

FONTE: Tgcom.it
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06 settembre, 2016

Test di Medicina al via in tutta Italia, 62695 iscritti per 9224 posti

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Al via stamattina alle 11 il test di Medicina, temutissimo sbarramento all’ingresso di una delle professioni più ambite dai giovani italiani: un modo per evitare di trasformare la facoltà di Medicina in una fabbrica di disoccupati, nonché uno strumento di selezione utile a far passare i giovani più motivati secondo i suoi sostenitori, fra i quali Giuseppe Remuzzi; un’ingiustizia bella e buona e una violazione del diritto allo studio, invece, secondo le associazioni studentesche che da anni ne chiedono l’abolizione, e che per protesta questa mattina all’alba hanno affisso cartelloni e striscioni agli ingressi dell’ospedale Umberto I di Roma e del Sant’Orsola-Malpighi di Bologna. Ai nastri di partenza 62.695 aspiranti camici bianchi (duemila in più dell’anno scorso) in corsa per 9.224 posti di medicina (quasi trecento in meno dell’anno scorso) più 908 per odontoiatria. Solo uno su sei è destinato a farcela.

Sessanta le domande a risposta multipla: 2 quesiti di cultura generale, 20 di ragionamento logico, 18 di biologia, 12 di chimica, 8 di fisica e matematica. La durata del test è di 100 minuti e il termine per la consegna è fissato per le 12.40. Per la valutazione della prova sono attribuiti al massimo 90 punti e si tiene conto di questi criteri: 1,5 punti per ogni risposta esatta; -0,4 punti per ogni risposta errata e 0 punti per ogni risposta lasciata in bianco. La graduatoria verrà pubblicata dal Cineca martedì 20 settembre sul sito accessoprogrammato.miur.it. Ma quanti punti servono per superare il test? L’anno scorso i due studenti più bravi - una ragazza di Alba e un ragazzo di Napoli - hanno ottenuto un punteggio di 80,90 . Il portale Skuola.net, spulciando i risultati della prova 2015, è arrivato alla conclusione che ne bastano 30,40. Anche se per i bocciati c’è sempre la possibilità di farsi promuovere in appello dal giudice amministrativo. Secondo un sondaggio effettuato la settimana scorsa dallo stesso sito tre studenti su 4 erano già pronti a fare ricorso ancora prima di fare il test e quindi a monte di eventuali irregolarità: un sistema che negli anni passati ha consentito a migliaia di candidati che magari avevano ottenuto punteggi bassissimi di aggirare il numero chiuso e essere ammessi nell’università sotto casa, passando davanti a chi invece, pur avendo passato il test, era stato assegnato a un ateneo diverso da quello prescelto.

Mercoledì 7 settembre sarà la volta di Veterinaria: 7.987 candidati per 655 posti. Giovedì 8 sarà la volta di Architettura: 10.161 iscritti al test per 6.991 posti.

FONTE: Corriere.it
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23 settembre, 2015

Test Ingresso 2015, punteggi top a Pavia Torino e Napoli, medie basse per cultura generale

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Il 52% di respinti. Era stato giudicato duro il test di medicina dagli oltre cinquantamila studenti che lo hanno affrontato, e i risultati lo confermano: oltre la metà non potrà accedere a "Medicina o Odontoiatria" al di là dei posti disponibili. Il punteggio più alto dei test di ammissione ai corsi a numero programmato si è avuto a Torino e a Napoli alla Federico II. Tutti i risultati sono visibili sul portale www.accessoprogrammato.miur.it.

Un risultato che vede così tanti studenti con un punteggio inferiore ai 20 punti su 90 è il peggiore da tre anni a questa parte. Ma il test 2015 ha fatto invece registrare anche risultati migliori nella prima parte della graduatoria rispetto alla media degli anni precedenti. Bene chimica, fisica e biologia, ma male per quasi tutti le risposte di cultura generale
.
I candidati effettivi che lo scorso 8 settembre hanno sostenuto la prova sono stati 53.268 (60.639 le domande inoltrate). Gli idonei, quelli che hanno totalizzato i 20 punti minimi necessari per concorrere alla graduatoria nazionale e alla distribuzione dei posti disponibili, sono 25.579.I posti a disposizione sono in totale 9.530 per Medicina e Chirurgia e 792 per Odontoiatria. I migliori risultati (pubblicati oggi in forma anonima, tra le proteste degli studenti che dovranno attendere i primi di ottobre - tra il 2 e il 7 - per sapere del loro futuro) si sono avuti in logica, seguita da biologia e matematica, mentre si è avuto un grosso scivolone su cultura generale. I candidati hanno dovuto rispondere a 60 quesiti in 100 minuti. Il punteggio medio nazionale registrato fra gli idonei è di 30,86. Il punteggio medio più alto a livello di ateneo è di 33,74, a Pavia.

Il punteggio più alto, 80,90 (era stato di 80.50 nel 2014), è stato registrato sia all'Università degli Studi di Torino che presso la Federico II di Napoli. Seguono, con 80,5 punti, l'Università Sapienza di Roma e l'Università di Parma. La più alta percentuale di idonei (66%) a Padova. Seguono l'Università Milano-Bicocca (64%) e Verona (63%). I primi 100 'classificati' sono distribuiti in 27 atenei con una particolare concentrazione a Padova (18) e all'Università degli Studi di Milano (14).

FONTE: Repubblica.it
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27 gennaio, 2015

Specializzazione: Giannini firma il decreto sui giovani medici, corsi accorciati di un anno in cambio di ulteriori 700 posti di lavoro...

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Arriva oggi la firma del ministro Stefania Giannini il decreto di riordino delle scuole di specializzazione. Si tratta dell'ultima formalità - sempre oggi dovrebbe arrivare anche quella della collega alla Salute, Beatrice Lorenzin - che apre le porte al riordino del percorso formativo dei giovani medici. In giornata attesa anche un'audizione del ministro nelle commissioni riunite Cultura e Affari sociali della Camera durante la quale annuncerà la riforma che dovrebbe garantire risparmi in grado di finanziare fino a 700 borse in più per gli specializzandi.

È dunque pronto per entrare in vigore il riordino delle scuole di specializzazione in medicina, con una tabella di marcia serratissima che vedrà già forse entro febbraio la pubblicazione dei bandi per partecipare ai corsi 2015-2016. Corsi che, come detto, saranno più brevi di un anno rispetto a prima (in media quattro anni, al massimo cinque) con la novità in più che gli specializzandi, al termine di questo iter, verranno chiamati a fronteggiare un esame nazionale di certificazione per singola specialità, una sorta di bollino di qualità che ne attesti la preparazione. Ma cosa cambierà, in dettaglio? Innanzitutto verranno accorpate alcune delle scuole e due verranno eliminate (Medicina aerospaziale e Neurofisiopatologia). In totale, le scuole passeranno dalle attuali 57 a 50 e per 30 di esse il percorso verrà accorciato di un anno in linea con gli standard europei: così, a esempio, Psichiatria passerà da 5 a 4 anni e Chirurgia da 6 a 5 anni.

La riforma prevede anche la revisione degli ordinamenti, forse la parte più delicata, delineando le regole per accorpamenti, classi e aree, obiettivi formativi, tronco comune e attività professionalizzanti. Queste ultime in particolare si concretizzeranno con una maggiore pratica al letto del paziente e tirocini in corsia assorbendo almeno il 70% delle attività formative. E potranno essere svolte oltre che nei Policlinici universitari anche nelle aziende ospedaliere. Anche se saranno gli atenei a mantenere la regìa di questi corsi. E proprio su quest'ultimo fronte si inserisce l'ipotesi di cambiare anche i "luoghi" del percorso per la formazione: gli specializzandi fanno già oggi pratica in corsia, ma principalmente nei Policlinici universitari. Con la riforma della formazione medica, secondo il Ddl delega ex art. 22 del Patto per la salute, l'idea è però quella di estendere tale pratica anche negli ospedali del territorio. Il tema è al centro di un tavolo in corso con le Regioni.

AUTORE: Marzio Bartoloni

FONTE: FIMMGROMA.ORG
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13 gennaio, 2015

Ministro Giannini: "Test di Ingresso, si cambia... Specializzazione, più posti ma contratti più brevi"

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Test d’ingresso per Medicina nella prima decade di settembre «auspicabilmente anticipato da una preparazione più mirata alle prove che gli atenei si sono detti disponibili a organizzare». Lo ha annunciato il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, nel corso di un’audizione presso le commissioni riunite Cultura e Affari sociali. Tramonta, quindi, l’esperimento fatto lo scorso anno, con le prove ad aprile. E si corregge la rotta sulle date: non ottobre, ma settembre. Il ministro ha anche sottolineato che si eviterà di scivolare su domande «che hanno costituito un punto di aspra polemica». Dopo la pioggia di ricorsi post test di ingresso, insomma, comincia a prendere forma l’attesa riforma del Test Medicina 2015.

Niente abolizione dell’esame di accesso («Tornando indietro non si garantirebbe più quella qualità formativa che ci invidiano nel mondo»), anche perché il numero chiuso ce lo impone l’Europa. Archiviato, per il momento, il modello francese (che non prevede sbarramenti all’accesso ma una selezione dei futuri medici tramite concorso durante il primo anno di studi). Verrà rivisto il bouquet di materie oggetto d’esame: probabilmente scompariranno le domande di logica e cultura generale, mentre rimarranno Fisica, Matematica, Biologia e Chimica. E nei mesi estivi gli atenei saranno probabilmente tenuti ad organizzare corsi di preparazione al test. Gratis, oppure a prezzi inferiori rispetto a quelli prospettati dalle società private.

Ma resta il problema dell’«enorme domanda» per le facoltà di Medicina: un fenomeno «atipico», che il ministero proverà a risolvere con «test di orientamento nelle scuole - ha detto Giannini -: test di autovalutazione che definirei diagnostici per gli studenti e che la normativa vigente ci consente già di svolgere». «Inoltre - ha aggiunto - renderemo la prova valutativamente più qualificata». «Se con un valido orientamento riusciremo a ridimensionare la domanda di iscrizioni a Medicina ci sono strumenti di valutazione che, personalmente, ritengo più efficaci come, ad esempio, il modello francese» che è un sistema «eticamente più accettabile», ha concluso il ministro. «Noi quest’anno perfezioniamo il modello esistente, poi non dobbiamo precludici la possibilità di riflettere quando e se avremmo ricondotto la domanda di Medicina a numeri ragionevoli, perché 90 mila ragazzi su 220 mila matricole vogliono fare i medici. Mi sembra francamente un dato elevato».

Il tema dell’accesso («delicato, complesso e importante su cui il governo sta doverosamente lavorando»), deve insomma soprattutto superare l’«imbuto» attualmente esistente nelle facoltà di medicina. «La selezione deve essere migliorata e corretta - ha continuato il ministro - tenendo conto di quanti studenti si laureano e quanti specializzandi possiamo garantire». Ricordando che quest’anno a fronte di 8.000 posti per le Specializzazioni è stato possibile erogare 5.500 borse, il ministro ha detto che occorre uno strumento per aumentare le borse di studio in base al fabbisogno degli specializzandi. Insomma, ha spiegato con una metafora, «l’imbuto deve prendere la forma naturale di un cilindro». Mentre ora, aveva sottolineato Giannini - selezioniamo ogni anno un numero limitato di giovani con una prova circoscritta, li facciamo formare in un percorso lungo, complesso e costoso. E dopo oltre sei, sette anni diciamo alla metà di questi laureati che per loro non c’è posto».

Il ripensamento della filiera formativa dei futuri medici va fatto, sostiene infatti il ministro, soprattutto in vista dell’ingresso in corsia: «Aumenteremo le borse di specializzazione a medicina, oltre ad abbreviare di un anno la loro durata», ha annunciato Giannini. Le borse, ha specificato la titolare del dicastero di Viale Trastevere, «saranno incrementate in modo diretto (con uno sforzo economico del Miur) e indiretto (con un’intesa con il ministero della Salute, nel quadro del Patto per la Salute). In questo secondo caso, saranno finanziate dalle Regioni. «Il gruppo di lavoro - prosegue Giannini - che si è insediato al ministero ed è guidato dal presidente del Cun, Andrea Lenzi, ha redatto e consegnano una proposta di revisione delle Scuole di specializzazione. L’obiettivo è di confermare un anno in meno per la specializzazione e lavorare per la riduzione del numero con un accorpamento delle nove tipologie di scuole in 3 aree di studio.

FONTE:  Corriere.it
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07 settembre, 2014

Su richiesta del Ministero italiano Tirana "chiude" agli studenti italiani

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Ufficialmente si parla di «decisione concordata». Ufficiosamente, però, la scelta non sarebbe stata concordata per nulla. Se è vero, come raccontano alcune persone che hanno seguito l’iter, che a stabilire il tutto sarebbe stato il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini. Quest’anno per gli aspiranti camici bianchi italiani sarà molto più difficile andare a studiare Medicina a Tirana, diventata meta gettonata per chi non riusciva a entrare nelle facoltà di casa nostra. Soprattutto perché, secondo l’accusa di molti, consentiva di aggirare l’ostacolo del test d’ammissione in Italia. Per il 2014/2015 i posti a disposizione, nella struttura al di là dell’Adriatico, sono stati più che dimezzati.

Per accedere ai corsi dell’«Università Cattolica Nostra Signora del Buon Consiglio» – di diritto albanese, ma che rilascia lauree congiunte con alcuni atenei italiani, a partire proprio da Tor Vergata – bisognerà faticare il doppio. I posti per Medicina, secondo la bozza del bando che sarà finalizzato lunedì 8 settembre, passano dagli 80 dello scorso anno accademico a una quarantina. A cui vanno aggiunti una settantina di posizioni divise tra Odontoiatria, Scienze infermieristiche e Fisioterapia. In totale: nella capitale albanese ci saranno circa 110 nuove matricole «comunitarie» (cioè italiane) contro i 280 nuovi studenti dell’anno passato a fronte di 642 domande presentate.

«Quella di stabilire un numero più ristretto di posti è stata una scelta concordata con il ministero dell’Istruzione e le università partner», dice il rettore dell’ateneo albanese Paolo Ruatti. Una decisione che porterà «i docenti ad essere più vicini agli aspiranti camici bianchi, grazie anche a più esercitazioni». Le richieste, anche quest’anno, non mancano. «Le domande di preiscrizione stanno arrivando allo stesso ritmo della precedente tornata», continua Ruatti. Per ora sono di poco inferiori rispetto al 2013/2014: i ragazzi cercano di capire cosa ne sarà del test d’ingresso nei corsi di Medicina negli atenei italiani. Test che il ministro Giannini vorrebbe togliere, mentre più di qualche rettore si dice contrario.

FONTE: Corriere.it
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18 luglio, 2014

Test di Ingresso: porte spalancate a 2000 nuovi studenti grazie al TAR del Lazio, atenei in grande difficoltà...

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A tre mesi dal test per l’ammissione alle facoltà a numero chiuso di Medicina e Odontoiatria, gli atenei di Bari, Napoli, Salerno e Tor Vergata dovranno far posto a 2mila studenti non previsti. Esclusi dalla selezione dell’8 aprile, entrano in aula per decisione del Tar del Lazio, che venerdì ha accolto una decina di ricorsi in cui gli avvocati Michele Bonetti e Santi Delia hanno condensato le richieste di duemila candidati. Quelli di Bari, beffati dalla vicenda del plico con le domande trafugato la mattina dell’esame. Quelli di Tor Vergata, che contestavano la possibilità data a un gruppo di studenti di medesima provenienza geografica di sedersi liberamente senza posti assegnati, uno di fianco all’altro: alla fine erano risultati tutti vincitori (con punteggi altissimi) di oltre il 40% dei posti messi a disposizione dall’ateneo. Ma soprattutto quelli di Napoli, di Salerno e ancora di Bari, che hanno consentito ai legali di provare che in troppi casi è mancata quella garanzia di anonimato che un esame di Stato deve garantire.

«Schede anagrafiche raccolte e conservate separatamente rispetto alla busta del Miur contenente i materiali d’esame; codici alfanumerici (che rendono possibile l’abbinamento al nome, ndr) visibili; un imprecisato numero di plichi di concorso sostituiti dalla Commissione per errori di compilazione da parte dei singoli candidati o per difetti dei plichi stessi», elenca l’avvocato Bonetti, che nei ricorsi ha precisato come sia possibile, banalmente «chiedendo la sostituzione del plico», far conoscere il proprio codice segreto alla commissione. Insomma, «il vizio dell’anonimato e la violazione della segretezza concorsuale», secondo i legali (e i giudici), hanno compromesso in molti casi l’esame. Almeno 2mila volte, se si tien conto delle decisioni favorevoli che il Tar sta emanando in queste ore. «Ma che saranno vicine a 5mila, quando tutti i ricorsi saranno esaminati e decisi - prosegue Bonetti -. E non abbiamo motivo di ritenere che si arrivi a conclusioni diverse: le basi dei ricorsi sono le stesse».

«Oggi è un grande giornata piena di sole per gli studenti italiani - ha dichiarato Gianluca Scuccimarra, Coordinatore dell’Unione degli Universitari -. Abbiamo fatto entrare più di 2000 ricorrenti e il Tar ha dichiarato che il concorso di medicina 2014/15 è illegittimo. Serve altro per dimostrare l’inefficacia di questo metodo di selezione?». La lista studentesca in questi mesi ha intrapreso una battaglia legale a livello nazionale, promuovendo un maxi ricorso contro le numerose irregolarità denunciate per lo svolgimento della prova di ingresso a numero chiuso. Per Scuccimarra «adesso il ministro deve cambiare le regole di un gioco truccato, e le deve cambiare con le vittime di questi anni, ovvero gli studenti; per questo chiediamo una risposta immediata sia al capo del Governo Renzi, che al il ministro Giannini. Oggi si è chiusa un’epoca, caratterizzata dal numero chiuso, ed è necessario aprire una nuova fase dell’università italiana».

Dall’aula 3 di Bari, dove è partita, la valanga che sta facendo tremare le facoltà di Medicina, potrebbe allargarsi. Per i legali è scontato. Non c’è però il rischio che il test venga annullato, ritiene Bonetti: «il Tar ha ammesso i ricorrenti in sovrannumero e ha disposto questa misura come forma di risarcimento del danno: una previsione che cozza con l’annullamento». Quello che serve, ora - prosegue - è «una decisione politica, che prenda spunto dalle decisioni dei tribunali, che sono intervenuti con un atto d’urgenza (un provvedimento cautelare), per tutelare un diritto garantito dalla Costituzione».

Soddisfatti anche i sindacati, in particolare la Fp-Cgil Medici: «Il test – dice Massimo Cozza, segretario nazionale – non sembra in grado di garantire trasparenza e pari trattamento per i giovani futuri medici, né tanto meno una selezione virtuosa. C’è la necessità imminente di riformare il sistema di accesso». Ora tocca al governo decidere la strada da intraprendere, spiega il sindacalista che si dice d’accordo con l’ipotesi prospettata dal ministro di una riforma «alla francese»: con una selezione, cioè, attraverso gli esami del primo anno di università. «Bisogna conciliare le giuste aspirazioni dei giovani con la necessaria selezione. Ma è evidente, e la sentenza del Tar non fa che confermare questa tesi, che una riforma è necessaria. Renzi – conclude – ci metta la faccia».

La riforma, già annunciata, non ha ancora una linea definita: il ministro ha annunciato aperture, ma i Rettori e la titolare del dicastero della Salute, Beatrice Lorenzin, si sono messi di traverso, lamentando la mancanza di soldi e spazi negli atenei e l’impossibilità, per il sistema sanitario, di assorbire un numero più elevato di aspiranti medici. La soluzione, secondo l’Udu, è un sistema aperto, magari «con un primo anno comune con facoltà affini - suggerisce Scuccimarra - finché non arrivano i finanziamenti». Perché l’orizzonte finale è «vedere finalmente restituiti alle università i tagli fatti negli anni passati e arrivare a una selezione in itinere che abbia criteri oggettivi e omogenei per tutto il territorio».

AUTRICE: Antonella De Gregorio



FONTE: Corriere.it


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14 luglio, 2014

Test di Ingresso: Messina, porte spalancate ai ricorsi e risarcimento di 20.000 euro...

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Studenti riammessi alla facoltà di Medicina di Messina e Ateneo condannato a risarcire quasi 20 mila euro a candidato. L'ha deciso il Consiglio di Stato, che ha accolto le domande avanzate nel 2010 dagli avvocati Santi Delia e Michele Bonetti in rappresentanza di due studenti che non avevano passato i test. Fino al 2010, secondo il Consiglio di Stato, il concorso è stato gestito in maniera da determinare la radicale invalidità della graduatoria finale.

Sino a quella data, spiegano i legali, i commissari d'Italia, per stesso ordine del Ministero, sapevano a chi era abbinato il singolo codice segreto e l'anonimato non era affatto garantito. L'Amministrazione, ricorda il Consiglio di Stato, "è tenuta a comportarsi correttamente e imparzialmente nell'attuazione di un concorso per essere fedele agli obblighi e agli adempimenti contratti e assunti con l'indizione del concorso medesimo. Il venir meno a tali impegni la espone ad una forma di responsabilità per inadempimento con conseguente risarcimento del danno prodotto, anche indirettamente, nei riguardi di chi abbia subito la lesione".

Agli studenti spetta dunque non solo l'ammissione al corso di laurea ma anche il risarcimento del danno, quantificato in diecimila euro che dovranno essere pagati dall'università di Messina a favore di ciascun studente. Il Consiglio di Stato ha anche condannato l'Ateneo a pagare ulteriori diecimila euro per spese legali. Il principio sancito dal Consiglio di Stato potrebbe essere applicabile ai ricorsi di altri cinquemila studenti che, negli ultimi anni, si sono appellati alla giustizia amministrativa contro la loro esclusione.

Autrice: ALESSANDRA ZINITI
FONTE: Repubblica.it
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21 maggio, 2014

Test di Ingresso addio? Il Ministro vuole un modello "alla francese", scoppia la polemica sui social...

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Entro fine luglio cambiano i test di Medicina. Un sistema di selezione che il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, intende rivisitare “prendendo a modello il sistema francese” o un “suo adattamento al contesto italiano”, che include “accesso al primo anno libero e selezione alla fine di esso su base meritocratica”. Giannini lo ha annunciato sulla pagina Facebook di Scelta Civica in occasione di un botta e risposta con gli internauti e ha anche affrontato la questione delle scuole di specializzazione. “Il Miur ha trovato una quota di fondi per arrivare a un aumento che però non è sufficiente al ripristino delle quote dello scorso anno. Abbiamo chiesto al Mef di aggiungere i fondi mancanti”.

In un’intervista a Radio Capital il ministro ha poi ribadito la volontà di cambiare le modalità di accesso alla facoltà di Medicina: “Anche i miei predecessori avevano espresso dubbi motivati sulla qualità dei test, ci sono state rivisitazioni continue. Non bastano due ore per decidere il futuro della vita di una persona. Vogliamo una selezione che sia la migliore possibile e per questo c’è l’ipotesi di lasciare libera l’iscrizione al primo anno e poi avere una selezione durissima per poter accedere al secondo anno. Così si iscriverebbero i più motivati“.

Una “vittoria indiscussa” per chi “da sempre combatte contro questo sistema iniquo”, hanno commentato Udu e Rete degli studenti secondo cui, tuttavia, il ministro “deve garantire un tavolo di confronto affinché il cambiamento di sistema sia positivo e non peggiorativo“. “Le nostre battaglie e i nostri ricorsi negli anni hanno dimostrato – ha dichiarato Gianluca Scuccimarra, coordinatore dell’Unione degli Universitari – la necessità di rivedere un sistema al collasso e questa ne è la prova”.

“Per anni – ha proseguito Alberto Irone, portavoce di Rete Studenti Medi – migliaia di studentesse e studenti si sono visti privare dei propri sogni: rivedere il sistema è un passo importante che non può prescindere da noi studenti, o qualsiasi modifica o ipotesi di modifica sarà uno dei tanti spot elettorali che non andrà a migliorare veramente il sistema”. Sulla stessa lunghezza d’onda Studicentro. “E’ giusto – ha dichiarato il portavoce Virgilio Falco – che le modalità con le quali si giudicano decine di migliaia di studenti ogni anno siano al centro dell’interesse del ministro e del governo. Solo non vorremmo correre il rischio di dare delle risposte parziali e insufficienti alle esigenze delle aspiranti matricole, che chiedono solo di avere trasparenza e meritocrazia prima di essere valutati per accedere alle facoltà a numero chiuso”.

Plauso anche dal presidente del Veneto Luca Zaia: “Ogni cosa va bene – ha detto – purché sia posta la parola fine a un numero chiuso pesantemente discriminatorio, perché determinato da ridicoli test a crocette secondo i quali potrebbe essere un bravo medico chi indovina di che colore era il cavallo di Garibaldi”.

Ma è già polemica. In tanti "addetti ai lavori" stanno commentando la notizia soprattutto sui social network, facendo emergere le chiari crepe di questa soluzione prospettata. Un paio di domande, che rivolgiamo anche a voi lettori:

1) effettuare una selezione nei primi 2 anni, conferendo il potere di confermare o meno un'iscrizione a tanti professori, non significa restituire quel potere "baronale" che era stato apparentemente ridimensionato con la riforma per l'accesso alle scuole di specializzazione?

2) è normale estendere l'accesso ad oltre cinquantamila potenziali nuovi dottori ogni anno, per poi tagliare nettamente i posti di specializzazione, già adesso nettamente insufficienti rispetto all'attuale contingentato numero di medici laureati?


FONTE: Il Fatto Quotidiano
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22 aprile, 2014

Test di Ingresso: resi pubblici i risultati delle prove 2014, molte le curiosità...

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Il Ministero ha pubblicato i risultati dei test d'ingresso in Medicina  svolti lo scorso 8 Aprile. Il Cineca, l’organismo ministeriale che gestisce la macchina dei test, ha valutato 63.002 questionari che serviranno a disegnare la graduatoria per accedere ai 10.551 posti disponibili tra Medicina e Odontoiatria. Da un'analisi condotta dal portale specializzato Skuola.net per conto di Alpha Test risulta che i rendimenti dei primi 1000 in graduatoria risultano in calo del 13% rispetto allo scorso anno e le migliori performance si riscontrano in Matematica, Fisica e Logica, contestata dopo il test per il livello di difficoltà. Sconfortante il risultato in cultura generale: azzeccata solo una domanda su quattro. I compiti sotto la sufficienza sono il 41%: nel 2013 erano il 28%.  

Ma come si sono comportati gli aspiranti medici? Il primo classificato ha raggiunto un punteggio di 80.50 su un massimo di 90, in leggerissimo calo rispetto al migliore del 2013, che aveva raggiunto gli 80.9 punti.  Tuttavia, analizzando le performance dei primi 1000 candidati,  si può notare un generale decadimento: quest’anno i migliori hanno ottenuto un punteggio medio di 54.30, contro il 62.58 dello scorso anno, con una flessione del 13%. Cresce anche il numero degli studenti insufficienti, ovvero quelli che non hanno raggiunto il punteggio minimo che, ricordiamo, è di 20 punti. Questi utlimi, infatti, passano da 20.783 (su 69.000 questionari corretti) a 26.136 (su 63.000 questionari corretti). Il 42% è quindi risultato insufficiente, contro il 28% dello scorso anno. Il 10.551 candidato, che si accaparra l'ultimo posto disponibile, ha conseguito un punteggio di 33.70, meentre il peggiore ha portato a casa uno sconfortante -13.30.

I primi 1.000 candidati hanno mostrato un migliore rendimento in matematica e fisica, dove hanno risposto correttamente a 3 domande su 4, e in logica, dove le risposte corrette sono circa 2 su 3. Bocciati, invece, in cultura generale: il punteggio medio, pari a 1.07 su un massimo di 6 punti, è sotto la sufficienza. Ciò significa che, in linea di massima, un candidato può aver risposto correttamente ad un quesito, sbagliandone uno e lasciando senza risposta gli altri due. Da un ulteriore confronto con i dati del 2013 si nota come siano migliorati i risultati in Fisica e Matematica e peggiorati, invece, quelli in Biologia.

“La graduatoria evidenzia un calo generale dei punteggi dei candidati, ma il livello di selezione resta sempre molto alto – dichiara Elena Galbusera, orientatrice Alpha Test –  per ogni posto disponibile ci sono in media 6 candidati. L’anticipo ad aprile di questo test ha influenzato la quantità delle iscrizioni, dissuadendo probabilmente i candidati meno motivati. Dalle assegnazioni che avranno luogo nelle prossime settimane è quindi verosimile aspettarsi una riduzione delle rinunce e una conseguente riduzione del numero di scorrimenti”.

FONTE: Tgcom24
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08 aprile, 2014

Test di Ingresso 2014: 65 mila candidati per 10 mila posti a Medicina, fra novità e flash mob

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«Che cosa è necessario per riformare un articolo della Costituzione italiana?». Era una delle quattro domande di cultura generale, che un inviato di Skuola.net ha anticipato al Corriere. E poi Noam Chomsky; il «secolo breve»; cinque abbinamenti scienziato-campo scientifico (Levi Montalcini-Neurologia; Camillo Golgi-Istologia; Enrico Fermi-Fisica nucleare; Riccardo Giacconi-Astronomia; Mario Capecchi-Chimica).

Chimica? Difficilissime. Biologia? «Un po’ strane», dicono alcuni. «Impossibili», secondo altri. Escono dalle aule i primi studenti e si sfogano con i compagni, i giornalisti, i parenti in attesa. Raccontano delle domande, dell’ansia, e delle difficoltà della prova. Fra i quesiti che hanno colpito i ragazzi, uno sull’ossidazione delle cellule e un altro sui tempi della chemioterapia. Ma anche uno sulla velocità con cui girano le pale eoliche. A conti fatti, comunque, il test è stato giudicato fattibile «a patto di aver studiato».

Per 10 mila posti messi a bando dal Ministero, gli aspiranti dottori erano 65mila. Alla Statale di Milano, 3.468 candidati per 370 posti (670 alla loro «seconda volta», 144 alla terza e 22 addirittura al quarto tentativo); 2.830 candidati per 400 ingressi all’Università di Palermo. A Tor Vergata 1.937 aspiranti matricole - su 2.104 iscritti - per 220 posti. Alla Sapienza di Roma, candidati dai 16 ai 70 anni. Per tutti, il fischio d’inizio era alle 11: a partire da quel momento, avevano a disposizione al massimo 100 minuti per rispondere alle 60 domande della prova.

Prima dell’apertura delle porte degli atenei, le associazioni degli universitari hanno inscenato flash mob e proteste contro il numero chiuso in tutte le università. Unione degli Universitari e Rete degli studenti medi hanno distribuito consigli e volantini per controllare l’andamento dei test nelle aule. Nella notte, anche gli studenti e le studentesse di Link-Coordinamento universitario hanno organizzato un blitz al ministero dell’Istruzione. Gli studenti hanno esposto uno striscione con scritto «Nessun escluso, libero accesso per tutti», e posto alcune sagome di potenziali iscritti a facoltà per il cui accesso oggi è previsto il superamento del test d’ingresso e un numero di posti inferiore a quello di coloro che ne fanno richiesta. La Rete della conoscenza annuncia azioni su tutto il territorio nazionale.

Quest’anno la ripartizione del numero di domande è stata modificata in favore del numero dei quesiti delle materie disciplinari:passano da 14 a 15 le domande di Biologia e da 8 a 10 quelle di Chimica (ferme ad 8 quelle di Matematica), mentre le domande di cultura generale scendono a 4 (da 5). La parte del leone (una domanda su tre) spetta sempre alla Logica che pure subisce una piccola limatura (da 25 quesiti a 23). Ogni risposta esatta equivale a un punto e mezzo, i quesiti lasciati in bianco valgono zero, le risposte sbagliate -0.4 punti. Secondo gli esperti, visto il punteggio negativo in caso di errore, conviene rispondere solo alle domande per le quali si è in grado di escludere almeno un paio delle cinque risposte possibili, mentre se proprio si brancola nel buio meglio non sbilanciarsi per non incorrere in una «penalità».

I risultati dei test saranno pubblicati sul sito http://accessoprogrammato.miur.it il 22 aprile per Medicina, il 23 aprile per Veterinaria e il 24 aprile per Architettura. Le graduatorie di merito nazionali saranno pubblicate il 12 maggio e si chiuderanno il primo ottobre.

AUTRICE: Antonella De Gregorio
FONTE: Corriere.it
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Test di Ingresso 2014, tutto ok a Messina, 1056 i candidati, il 22 aprile i risultati

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Alle 11 di stamane, il presidente di commissione professor Francesco Squadrito ha dato il via ai test di ammissione ai Corsi di Laurea in Medicina e Chirurgia e Odontoiatria e Protesi Dentaria, svoltisi presso il Polo Papardo. I 1056 candidati sono stati divisi in 12 aule, quantificabili in una ventina gli assenti. 64.000 gli aspiranti in tutta Italia, a fronte di 10.000 posti disponibili. Le prove si sono svolte in contemporaneità su tutto il territorio nazionale. Impeccabile la macchina organizzativa predisposta dall’Ateneo messinese: alle 10 gli studenti avevano già terminato le operazioni di riconoscimento, potendo accedere alle aule con un anticipo di un’ora. I candidati hanno dovuto risolvere 60 quesiti in ambito logico, culturale e scientifico in un tempo massimo di 100 minuti. Clima di assoluta serenità, grazie anche ai controlli predisposti dall’Università, assicurati dalla presenza di alcuni funzionari del Ministero dello Sviluppo economico, preposti alla sorveglianza dello spettro radio-elettrico. La correzione avverrà a Bologna, sede scelta per tutto il territorio nazionale. Il prossimo 22 aprile saranno comunicati i risultati dei test mentre il 13 maggio si conosceranno le graduatorie. Domani alle 8, si terranno le prove di ammissione al corso di laurea in Medicina Veterinaria presso il Dipartimento di Scienze Veterinarie del Polo Annunziata.

FONTE: Gazzetta del Sud
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12 marzo, 2014

Aumentati di circa 2000 i posti disponibili per l'accesso a Medicina, preoccupazione del SIGM: "Manca programmazione seria"

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Con l’innalzamento a 9.983 unità del contingente di accessi a medicina MIUR e Ministero Salute per il prossimo anno accademico, dai 7983 inizialmente assegnati da un precedente DM del 05 02 2014 per controbilanciare gli accessi in sovrannumero a medicina conseguenti alla vicenda “bonus maturità” ed ai ricorsi (si stima che gli accessi in surplus siano già superiori ai 3 mila), si supera ampiamente il contingente previsto dalla programmazione del biennio 2013/2015. Per di più, la previsione di soltanto circa 3500 contratti di formazione specialistica per il corrente a.a. 2013/2014, in assenza di interventi straordinari, rischia di creare un imbuto che potrà essere smaltito soltanto in una prospettiva di anni.

L’Associazione Italiana Giovani Medici (SIGM) è pronta a lanciare uno stato di agitazione permanete a tutela della categoria dei giovani camici bianchi: non si può più assistere a queste continue oscillazioni nella programmazione ed è venuto il momento di fare chiarezza; così continuando, si profila una prospettive di precariato e di pletora medica.

I Giovani Medici (SIGM) esprimono grande preoccupazione nell’apprendere della pubblicazione in data odierna del DM n.220 del 10 Marzo 2014, che ha riportato a circa 10.000 (9.983) i posti per le immatricolazioni ai corsi di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia destinati agli studenti comunitari e non comunitari residenti in Italia.

Tale iniziativa del MIUR e del Ministero della Salute si pone in contrasto col contingentamento effettuato attraverso il precedente DM n.140 del 21 febbraio 2014  su “Modalità e contenuti delle prove di ammissione ai corsi di laurea e laurea magistrale a ciclo unico ad accesso programmato a livello nazionale a.a. 2014-15”, che aveva ridotto il numero di posti da mettere a concorso per accedere a medicina dalle 10.173 unità del bando del precedente anno accademico (a cui si sono aggiunte in itinere circa 3.000 unità in sovrannumero, in attesa degli ulteriori sviluppi dei contenziosi presso la giustizia amministrativa) alla previsione di circa 7.918 del corrente anno accademico.

<<Non riusciamo a comprendere la logica di questa iniziativa assunta dai Ministeri competenti che determinerà un eccesso di ingressi ai corsi di laurea in medicina, anche a causa degli effetti dei recenti pronunciamenti dei TAR e della sanatoria sul “bonus maturità" adottata per il corrente anno accademico dal Parlamento>> - afferma l’Associazione Italiana Giovani Medici (SIGM), che, pur rispettando le sentenze dei tribunali amministrativi e le iniziative assunte dal Legislatore, era intervenuta con forza nel dibattito per affermare che <<è inaccettabile continuare ad aumentare il numero di accessi a medicina a fronte di un’emergenza formativa nel post laurea per la carenza del contingente di contratti di formazione specialistica e quindi di continuità nella progressione di carriera>>.

Ma al di là dei numeri, i Giovani Medici (SIGM) puntano il dito contro il metodo di lavoro col quale si procede ai fini della programmazione del fabbisogno di medici: <<quali sono le motivazioni che giustificano nel biennio 2013/2015 l’accesso a medicina di un numero di gran lunga superiore alle circa 20.000 unità previste?>> Infatti, i circa 10.000 posti messi a concorso per il prossimo anno accademico vanno sommati ai più di 13.000 accessi (dato provvisorio ed in crescita continua in ragione delle azioni avviate dagli esclusi innanzi alla Giustizia Amministrativa) documentabili per il precedente anno accademico, con un eccesso di accessi stimabile sino a 5.000 unità!

<<Abbiamo più volte ricordato che è necessario adottare un approccio di sistema per effettuare un’adeguata programmazione del fabbisogno di professionalità mediche, che non va limitato agli aspetti quantitativi, ma che necessita almeno pari attenzione per quelli qualitativi. Occorrono criteri, strumenti e metodologie di programmazione adeguati>>.

Ciò non può non andare di pari passo con l’attuale situazione in cui versa il finanziamento dei contratti di formazione specialistica, che, come più volte denunciato dall’Associazione Italiana Giovani Medici, renderebbe possibile ad oggi lo stanziamento di fondi per coprire circa 3.900 contratti a fronte di almeno 8.500 concorrenti (dato variabile in funzione dei tempi di pubblicazione del bando di concorso, che dovrebbero ammettere anche gli abilitandi della sessione di luglio 2014). Ricordiamo come, fino all’approvazione di uno stanziamento aggiuntivo di risorse in sede di approvazione del DDL di Stabilità (anche grazie alle numerose di sensibilizzazione patrocinate dal SIGM), i fondi destinati alla formazione specialistica erano sufficienti a coprire circa 2.300 contratti per l’anno accademico 2013/2014. <<Per superare tale stato di impasse, rinnoviamo la richiesta di ricorrere all’utilizzo dei finanziamenti Fondi di Sviluppo ed Investimento Europei al fine di provvedere alla copertura di ulteriori contratti di formazione medico-specialistica, come già effettuato, su richiesta dei Giovani Medici (SIGM), dalla Regione Campania, che ha stanziato sino a 10 milioni di euro da destinare alla formazione post laurea di area sanitaria per il corrente a.a. 2013/2014 a gravare sul Fondo Sociale Europeo. Entro il mese di aprile 2012 dovrà, infatti, essere definito l’accordo di partenariato per la destinazione delle risorse della Programmazione 2014/2020, ma non tutte le Regioni si stanno attrezzando al fine di investire nella formazione post laurea di area sanitaria>>. Utile sarebbe l’istituzione di una cabina di regia presso il di Dipartimento Sviluppo e Coesione (che presto trasferirà le proprie competenze all’Agenzia per la Coesione Territoriale) della Presidenza del Consiglio dei Ministri, per assistere le Regioni nella definizione della programmazione dei Fondi Europei con tali finalità innovative.

Sarebbe un atto sconsiderato perdere questa opportunità unica per qualificare la spesa dei Fondi Europei, tanto per la programmazione relativa al prossimo settennato, quanto per evitare di incorrere nella decertificazione di somme disponibili nella programmazione 2007/2013, ancora non impegnate da diverse Regioni. Chiediamo un incontro urgente con i Ministri competenti e, finché non avremo garanzia di un cambiamento di rotta, a tutela del futuro dei giovani medici italiani, proclameremo uno stato di agitazione permanente, al quale invitiamo ad aderire anche gli studenti in medicina, che potrà esitare in un’ulteriore ed imponente mobilitazione nazionale in continuità col GiovaniMediciDay) concludono i Giovani Medici (SIGM).

FONTE: Giovanemedico.it
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09 marzo, 2014

Ecco come sarà la nuova Riforma del Concorso per le Specializzazioni mediche

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Articolo tratto dal blog "Comitato Pro Riforma".In base ad informazioni non ufficiali ma trapelate in più sedi sul Web, siamo adesso in grado di elaborare delle FAQ che possano illustrarvi più o meno nei dettagli il nuovo Concorso. Sono informazioni da prendere con le pinze, in quanto non ufficiali e non provenienti dal Ministero, ma probabilmente dotate di una certa veridicità.


1) Quanto conta il Curriculum? Quali parametri sono considerati?

Il Curriculum conterà 15 punti, TUTTI attribuiti secondo criteri non discrezionali e finalmente OGGETTIVI. La distribuzione è la seguente:

- 5 pt. per la media ARITMETICA dei voti degli esami del Corso di Laurea

- 5 pt. per i voti ottenuti in esami fondamentali del Corso di Laurea o in esami attinenti alla Scuola di Specializzazione prescelta

- 2 pt. per il voto di laurea

- 2 pt. per un eventuale Dottorato di Ricerca completato in un settore scientifico disciplinare attinente alla Scuola di Specializzazione scelta

- 1 pt. per l'attinenza della tesi di laurea alla Scuola di Specializzazione scelta

I punteggi per il Dottorato di Ricerca e l'attinenza della tesi non saranno attribuiti a chi già ha fruito di almeno un anno di borsa di specializzazione, o a chi già possiede il titolo di specialista.


2) Come è calcolato il punteggio attribuito al voto di laurea?

        Voto 110 e lode = 2 punti;
        Voto 110 = 1,5 punti;
        Voto da 108 a 109 = 1 punto;
        Voto da 105 a 107 = 0,5 punti


3) Come viene valutata la media degli esami?


Si creano cinque fasce. Ai fini della determinazione della media, il 30 e lode dovrebbe essere semplicemente considerato alla stregua di un 30.

        Media dei voti > 29,5 = 5 punti;
        Media dei voti > 29 = 4 punti;
        Media dei voti > 28,5 = 3 punti;
        Media dei voti > 28 = 2 punti;
        Media dei voti > 27,5 = 1 punto.


4) Come avverrà la valutazione degli esami attinenti? Chi sceglierà quali esami valutare?

Saranno selezionati massimo 5 esami ritenuti fondamentali per il Corso di Laurea o attinenti alla Scuola di Specializzazione scelta. Per ognuno di questi saranno attribuiti:

        1 punto per ogni 30 o 30 e lode;
        0,7 punti per ogni 29;
        0,5 punti per ogni 28;
        0,2 punti per ogni 27.

La Commissione nazionale nominata dal Ministero deciderà, in occasione della prima riunione, quali siano gli esami da considerare ai fini di questa valutazione. Naturalmente, gli esami in ciascuna università possono avere denominazioni diverse (p.es. "Cardiologia", "Malattie dell'app. cardiovascolare", "Patologia Sistematica 1", "Specialità medico-chirurgiche 1" etc.), ma il lavoro della commissione consisterà appunto nell'individuare quali esami nelle singole facoltà dovranno essere considerati, verosimilmente attraverso il sistema dei SSD (Settori Scientifico Disciplinari, p.es. MED11).


5) Come si considererà l'attinenza della tesi? Verranno valutate solo le tesi sperimentali?

Si attribuirà 1 punto alle sole tesi sperimentali che siano attinenti alla Scuola di Specializzazione prescelta, valutando il SSD (Settore Scientifico Disciplinare) indicato sulla tesi stessa. La valutazione dell'attinenza della tesi, quindi, è svolta in maniera del tutto automatizzata e senza alcuna possibile discrezionalità.

A tesi compilative o non sperimentali non sarà, invece, attribuito alcun punto.

Questo punteggio, inoltre, non viene applicato a chi già possiede un titolo di Specialista o a chi abbia fruito di almeno un anno di borsa di specializzazione.


6) Come è calcolato il punteggio attribuito al dottorato?

Si attribuiscono 2 punti ai candidati che abbiano gia conseguito un Dottorato attinente alla Scuola di Specializzazione prescelta, sempre servendosi degli SSD (Settori Scientifico Disciplinari) come guida per valutare questa attinenza.

Anche questo punteggio non viene applicato a chi già possiede un titolo di Specialista o a chi abbia fruito di almeno un anno di borsa di specializzazione.


7) Com'è struturato il test? Quanti punti vengono attribuiti a ciascuna risposta?

Il test si compone di 90 quesiti su argomenti di medicina generale e di 30 quesiti specialistici relativi alla Scuola di Specializzazione prescelta. Ogni domanda presenterà 4 possibili risposte, di cui solo una corretta. Per ciascuna domanda, si attribuirà 1 punto per la risposta corretta, mentre si sottrarranno 0,30 punti per la risposta errata. Non rispondere non attribuirà alcun punteggio. Di conseguenza, il punteggio massimo ottenibile con il quiz sarà di 120 punti, che sommati ai 15 di curriculum fanno un massimo di 135 punti.

La parte generale sarà amministrata in diverse sedi nello stesso momento; le parti specialistiche, invece, potranno essere scaglionate in più giorni ed orari e svolgersi anche in sedi differenti da quelle del primo quiz.


8) Chi elaborerà i quesiti?

I quesiti saranno predisposti da soggetti con esperienza in materia, verosimilmente esterni all'ambito universitario, così come avviene per altri test a risposta multipla (test d'ingresso, Progress Test).


9) Avremo una bibliografia? O un programma di studio?

Un programma sarà divulgato con il bando. Appare improbabile, invece, che vengano consigliati alcuni testi a scapito di altri.

Consigliamo, quindi, a tutti gli aspiranti specializzandi di iniziare la loro preparazione concentrandosi sugli argomenti e sulle patologie principali sia della parte generale, sia della parte specialistica ed utilizzando i testi che ritengono più chiari e completi secondo la propria opinione.


10) A quante scuole potrò tentare l'accesso?

Si potranno tentare ALMENO due concorsi per ciascuna area (clinica, chirurgica, servizi). Naturalmente il candidato potrà scegliere anche di partecipare ad un solo concorso; allo stesso modo, se gli orari glielo consentiranno, potrà partecipare anche a più di due concorsi per ciascuna area, senza un numero massimo (al contrario di quanto riportavano alcune informazioni inesatte circolate negli ultimi giorni).


11) Per quante sedi posso concorrere?

Si potrà concorrere per tutte le sedi italiane. In breve, nei giorni precedenti la prova, all'atto dell'iscrizione al concorso, gli studenti saranno chiamati telematicamente a redigere una propria Graduatoria delle Preferenze in cui ordinare le SEDI preferite per la scuola per la quale si è concorso. Ogni studente avrà la possibilità di costituire una graduatoria che comprenda TUTTE le scuole di specializzazione o una graduatoria che ne comprenda solamente una parte, costituita nell'ordine dalle sedi da lui preferite.

Al momento della pubblicazione della graduatoria il Ministero assegnerà per singola scuola le borse a seconda della posizione di ciascuno in graduatoria, assegnando ogni studente al PRIMO posto libero nelle scuole da esso prescelte rispettando nell'ordine la sua graduatoria di preferenze.

Tale evento mette lo studente di fronte a due possibilità: accettare o rifiutare la borsa. Qualora lo studente venga assegnato alla sua prima scelta, provvederà successivamente all'immatricolazione; qualora invece lo studente non sia assegnato alla sua prima scelta l'accettazione prevede anche che, QUALORA SI LIBERASSE UN POSTO IN UNA SEDE DA

LUI PREFERITA RISPETTO A QUELLA A CUI E’ STATO ASSEGNATO, IL MINISTERO LO ASSEGNERA’ AUTOMATICAMENTE A QUELLA SEDE.

In questo modo il candidato non solo potrà concorrere per la sede da lui preferita ma, qualora non dovesse rientrare nei posti utili, potrà comunque aspirare a conseguire il titolo di specialista in altra sede, a DIFFERENZA di quanto accadeva nel precedente concorso.


12) Dove si svolgeranno le prove? Chi dovrà sorvegliare il corretto svolgimento?

Le sedi saranno determinate dal Bando. Quello che per ora è certo è che la sede della seconda prova potrà essere anche differente dalla sede della prima.

In ciascuna sede sarà presente una delegazione della Commissione nazionale giudicatrice (composta da un direttore di Scuola designato dal Ministro e da un Professore di 1^ fascia per ciascun Settore Scientifico disciplinare, scelto per estrazione) e del personale di vigilanza, al fine di garantire la regolarità della prova.


13) Ma il nuovo concorso è valido da subito?

Naturalmente sì! In realtà, checché ne dicesse chi disinformava per ignoranza o per proprio tornaconto, il nostro Concorso è su base nazionale già dalla data di conversione del DL "L'Istruzione riparte". Il DM che illustriamo adesso non fa altro che completare quella rivoluzione meritocratica e renderla pienamente operativa.
Il precedente regolamento è stato abrogato nel momento in cui il nuovo DM è entrato in vigore. Quindi, se ci riuscite , dimenticatelo!


14) Ma non è il mio concorso ideale...per esempio non è giusto questo...e anche quello non mi convince...

Un concorso ideale, per definizione, non esiste; ci pare però assolutamente chiaro che, fatti salvi i gusti personali su questo o quel parametro, nel complesso si sia compiuto un enorme passo avanti. Non scordiamoci che, fino all'anno scorso, gli specializzandi erano selezionati attraverso parametri assolutamente discrezionali, che avevano un peso schiacciante sul risultato. Oggi, finalmente, si parla di numeri, di SSD, di risposte univocamente giuste o sbagliate. Se non è una rivoluzione questa...

Stiamo comunque lavorando a dei documenti che permetteranno di evidenziare ancora meglio quale sia la portata delle modifiche; nei prossimi giorni, quindi, aspettatevi qualche novità.


15) Quando si svolgerà il concorso? Quando uscirà il bando?

La data non è, naturalmente, prevista nel DM appena emanato. Tuttavia, lo stesso DM pone delle scadenze per fissare queste date; precisamente, esse dovranno essere fissate entro il 28/02 di ciascun anno. Per quest'anno, invece, eccezionalmente la comunicazione della data delle prove slitta al 31/07.

Inoltre, è previsto che il concorso si tenga almeno 60 giorni dopo l'emanazione del bando; per quest'anno, in regime transitorio, l'intervallo tra bando e concorso è ridotto a 30 giorni.


16) Potranno partecipare quest'anno anche gli abilitandi di luglio 2014?

La partecipazione degli abilitandi di luglio, per esempio, è strettamente subordinata alla data della presa di servizio dei futuri specializzandi, che deve essere successiva alla data di abilitazione; in virtù di questo "incastro", nessuno può dirci ad oggi se chi supererà l'esame di Stato a luglio sarà o meno autorizzato a partecipare.


17) Non conosco le altre università da mettere tra le preferenze: come faccio a fare una graduatoria?

Con l'ufficiale introduzione del Concorso Nazionale, riteniamo opportuno fornire a tutti voi un sistema per orientarsi nella scelta delle sedi per cui concorrere. Con estremo piacere, quindi, vi presentiamo MedAdvisor! Potete cliccare il seguente link.
https://docs.google.com/forms/d/1RyZ5qH5ZO89DLw6nZ5rrKXstV-8bDd0_qpRpqL3XW_E/viewform
Non appena avremo raccolto un numero statisticamente congruo di dati, forniremo una rassegna delle varie sedi universitarie, con i loro pro e contro.



FONTE: blog "Comitato Pro Riforma"

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11 febbraio, 2014

Test di Ingresso 2014: attiva da domani la procedura di iscrizione, 45 posti in meno per gli aspiranti medici

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Si apre domani la procedura di iscrizione ai test per i corsi a numero programmato a livello nazionale in Medicina e Chirurgia, Odontoiatria e Medicina Veterinaria. I test, per la prima volta, si svolgeranno prima degli esami di maturità: l’8 aprile si svolgeranno quelli relativi ai corsi a numero programmato in Medicina e Chirurgia e Odontoiatria, mentre il 9 toccherà agli aspiranti studenti di Veterinaria. Entrambi i test si svolgeranno alle 11 di mattina ed avranno una durata di 100 minuti. I bandi sono disponibili sul sito dell’Università di Messina.

Per partecipare ai test di ammissione ciascun candidato deve presentare la richiesta di partecipazione al test selettivo esclusivamente in modalità online attraverso il portale Universitaly. L’iscrizione online sarà attiva da domani, 12 febbraio,  e si chiuderà inderogabilmente alle ore 15.00 dell’11 marzo. Il perfezionamento dell’iscrizione avviene a seguito del pagamento, improrogabilmente entro le ore 15.00 del 18 marzo, del contributo di 90 € per la partecipazione al test. Il pagamento non accompagnato dalla ricevuta dell’iscrizione on line non dà diritto alla partecipazione alla prova.
Il numero dei posti provvisoriamente attribuiti dal MIUR, per l’anno accademico 2014/2015, è per il Corso di laurea in  Medicina e Chirurgia di 172 posti per gli studenti comunitari e non comunitari residenti in Italia + 8 posti per gli studenti extracomunitari residenti all’estero (ben 45 posti totali in meno rispetto all’anno scorso, quando i posti disponibili erano in tutto 225); per il Corso di laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria di 20 posti per gli studenti comunitari e non comunitari residenti in Italia + 4 posti per gli studenti extracomunitari residenti all’estero (contro i 25 + 5 dell’anno scorso).
Per quanto riguarda Veterinaria, il Miur non ha ancora deciso quanti saranno i posti disponibili. L’anno scorso il limite era stato fissato a 46 unità.

AUTORE: Simone Intelisano
FONTE: Messinaora.it
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30 settembre, 2013

Test di Ingresso, elevata "migrazione" verso il Sud come effetto della graduatoria nazionale

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"Benvenuti al Sud". Centinaia di studenti ammessi al test di Medicina e Odontoiatria sostenuto al Nord saranno costretti a trasferirsi se vorranno indossare il camice bianco. La graduatoria nazionale, pubblicata lunedì scorso, ha infatti fornito i suoi primi responsi: atenei del Nord presi d'assalto e studenti settentrionali obbligati a spostarsi a Sud se vorranno coronare il sogno di una laurea in Medicina.

Una novità, quella del listone nazionale, che sta rivoluzionando la geografia degli ammessi a questi corsi di laurea. Perché, analizzando la lunghissima graduatoria con oltre 69mila candidati, per la prima volta, oltre che ad assistere alla marcia volontaria degli studenti meridionali in cerca di un buon ateneo al Nord, assisteremo anche alla marcia forzata dei ragazzi del Nord verso le università meridionali. E proprio oggi verrà resa nota l'assegnazione delle sedi per ciascuno dei partecipanti.

Fino a due anni fa infatti la selezione veniva effettuata per ateneo e l'anno scorso per ambiti regionali o interregionali. E coloro che si spostavano da Nord a Sud erano pochissimi. Chi si trasferiva al Nord lo faceva invece di sua spontanea volontà. Ma da quest'anno, tutto cambia.

Nel test svolto lo scorso 9 settembre, più di metà  -  il 56 per cento  -  degli oltre 10mila ammessi alla facoltà di Medicina e di Odontoiatria hanno sostenuto la prova in un ateneo pubblico del nord Italia: il bando costringeva gli studenti a sostenere la prova nel primo ateneo scelto. La restante parte  -  il 44 per cento  -  ha invece centrato l'obiettivo in una università dell'Italia centrale o meridionale.

Studenti settentrionali di gran lunga più bravi di tutti gli altri compagni o, semplicemente, atenei del Nord presi d'assalto anche da studenti meridionali perché più prestigiosi, meglio attrezzati e più organizzati? Sta di fatto che, tra qualche giorno, una consistente fetta dei 5.887 ammessi a Medicina e Odontoiatria al Nord dovrà fare le valigie alla volta di un ateneo del Sud. Perché in Lombardia, Veneto o Piemonte i posti messi in palio dal ministero dell'Università non basteranno per tutti. I numeri parlano chiaro. Tra i primi 10.456 ammessi alle facoltà di Medicina e Odontoiatria degli atenei pubblici ben 905 hanno sostenuto il test di ammissione alla statale di Milano. Ma nell'ateneo meneghino saranno disponibili 370 posti per iscriversi in Medicina e 60 per Odontoiatria: in tutto 430.

Così, 475 studenti che hanno cercato fortuna nell'ateneo milanese dovranno accontentarsi di un posto dove rimarrà spazio. Stesso discorso per chi ha tentato l'accesso a Padova: oltre 900 ammessi per 445 posti in totale. Dove andranno i 462 studenti rimasti fuori dall'ateneo veneto? E dove andranno i 59mila studenti che non ce l'hanno fatta? Alcuni si iscriveranno in Biologia e Biotecnologie e tenteranno l'avventura fra un anno. I più facoltosi tenteranno l'avventura in Spagna e Romania, dove l'accesso è libero.

Quest'anno, la domanda di iscrizione al test prevedeva la scelta delle sedi  -  anche tutte quelle presenti sul territorio nazionale  -  con un ordine di preferenza: tra tutti coloro che hanno scelto come prima opzione un determinato ateneo verranno esauditi soltanto quelli che rientreranno tra i posti messi a concorso per il singolo ateneo: i cosiddetti "assegnati". Tutti gli altri, se in posizione utile nella graduatoria dei 10mila, saranno "prenotati" in una delle sedi scelte come seconda, terza, quarta o successiva opzione. Scorrendo l'elenco delle università statali dove si sono svolti i test, si vede che la maggior parte delle università dove rimangono posti liberi è al Sud.

In Sicilia, ad esempio, a fronte degli oltre mille posti messi a concorso, sono riusciti a passare appena in 674: quasi certamente tutti siciliani che non avevano nessuna intenzione di spostarsi altrove o non ne avevano le possibilità economiche. I restanti 330 posti liberi andranno a coloro che non sono riusciti a piazzarsi nelle regioni di residenza: probabilmente studenti del Nord costretti a trasferirsi per avere un futuro da dottore.

FONTE: Repubblica.it
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07 settembre, 2013

Errori a Parma e Pavia per i test di Professioni sanitarie, tutto da rifare

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La sessione 2013 dei test d'ingresso ai corsi di laurea a numero chiuso o a numero programmato è in pieno svolgimento (lunedì prossimo sono in calendario le prove per Medicina e il giorno successivo quelle per Architettura) e già si profila una raffica di problemi. L'Università di Pavia ha comunicato che è stato annullato il test d'ingresso per i corsi di laurea in Professioni sanitarie, tenutosi mercoledì. È stata infatti riscontrata un'anomalia nei quesiti d'esame (prove predisposte dalle singole università, a differenza dell'esame di accesso a Medicina), che riportavano quattro possibili opzioni di risposta invece delle cinque previste. I 1464 candidati presenti - provenienti da tutta Italia - dovranno tornare a Pavia per rifare la prova. È il secondo episodio di annullamento della prova dopo Parma, sempre per i corsi di studio delle Professioni sanitarie. E lo scambio di questionari tra il test di Psicologia e quello di Biologia a La Sapienza di Roma.

Il ministro dell'Istruzione, Maria Chiara Carrozza, in visita giovedì all'università di Genova, si è detta «dispiaciuta che ci siano stati alcuni disguidi durante lo svolgimento dei test», ma ha assicurato: «nella stragrande maggioranza dei casi mi sembra che si siano svolti correttamente». Casi isolati dunque, ma il Codacons, che contro il sistema del numero chiuso ha già avviato un ricorso collettivo al Tar del Lazio, ha annunciato un esposto per il «caso Parma». L'associazione di consumatori sta anche predisponendo un esposto alla Corte dei Conti «poichè gli errori contenuti nelle domande hanno determinato l'esigenza di disporre la ripetizione della prova, con conseguenti maggiori costi per la collettività. La magistratura contabile sarà dunque chiamata ad accertare le relative responsabilità e verificare l'eventuale danno erariale connesso all'annullamento dei test». La possibilità di ricorsi viene presa in considerazione anche da Rosario Trefiletti, presidente della Federconsumatori, e Massimiliano Dona, segretario generale dell'Unione Nazionale Consumatori. «Bisognerebbe capire - afferma però Dona - se il rinvio della data del test in seguito all'annullamento provochi l'impossibilità per lo studente di partecipare ad altri test, penalizzandolo». Un altro punto da valutare è il rimborso delle tasse per tutti gli studenti che, a causa del rinvio, non possono partecipare alla nuova data del test, e tutti i disagi che può provocare questa procrastinazione.

L'Unione degli studenti universitari ha annunciato che chiederà i danni per tutti i candidati che si sono iscritti alla prova: «Quello che sta accadendo in questo giorni rasenta l'assurdo. È inammissibile che le prove d'ammissione vengano annullate a causa di errori nella compilazione dei test. Il sistema fa acqua da tutte le parti e tutto questo accade a discapito di migliaia di studenti», scrive in una nota Michele Orezzi, coordinatore nazionale dell'Udu. Che parla di «miriadi di segnalazioni» di irregolarità durante i test: «In moltissime città, ad esempio - dice Orezzi - si è leso il criterio dell'anonimato delle prove facendo tenere ai candidati la carta d'identità sul banco durante il test, in questo modo si può associare il codice della prova al candidato». Un sistema che il sindacato degli studenti denuncia da giorni e contro cui ha pronto un ricorso. Sotto accusa soprattutto il «bonus maturità», che «ha generato altre discriminazioni tra gli studenti: migliaia di loro resteranno esclusi dalle graduatorie a causa di quest'altro criterio di valutazione all'accesso».

Lo strumento del ricorso nel campo dell'istruzione è ampiamente utilizzato, spesso con risultati positivi per i ricorrenti. È di oggi la notizia che il Tar del Lazio ha ritenuto valido anche il servizio svolto da docenti precari ai fini della partecipazione al concorso per presidi. «Per la prima volta, in materia concorsuale, un tribunale italiano disapplica la normativa nazionale in ragione del principio comunitario di non discriminazione del servizio prestato da precario. Undici docenti così possono sciogliere la riserva ed essere assunti dopo due anni come presidi» commenta l'Anief che parla di sentenza di «portata storica».

Fonte: Corriere.it
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03 settembre, 2013

Università, boom per Medicina: 84165 aspiranti per 10157 posti, +23% rispetto allo scorso anno

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Test universitari al via oggi per 115 mila diplomati che hanno deciso di iscriversi ai corsi di laurea a numero chiuso. Sono questi i numeri forniti dal Ministero. I primi a cimentarsi con il pacchetto di quesiti saranno oggi gli aspiranti veterinari (10.812 iscritti). Domani tocca alle professioni sanitarie, il 9 a Medicina e Odontoiatria e il 10 ad Architettura. Il drappello più numeroso è rappresentato, ancora una volta, dai potenziali camici bianchi: 84.165 iscritti ai test per 10.157 posti (con un incremento del 23 per cento rispetto a un anno fa), con un rapporto di 1 a 8 tra iscrizioni effettivamente dispobinibili e richieste degli studenti. Ma l'aumento più alto si registra a Veterinaria: +38 per cento.

Ogni candidato dovrà affrontare 60 domande, per un massimo di 90 punti (1,5 punti per ogni risposta esatta, meno 0,4 per ogni risposta sbagliata, 0 punti per ogni risposta non data). Il punteggio minimo per superare il test è 20 punti. Ma quest'anno avrà un peso notevole anche il tanto discusso bonus maturità che "regala" da 1 a 10 punti extra in base al voto ottenuto all'esame di Stato a condizione che lo stesso sia non inferiore all'80esimo percentile della commissione d'esame. La graduatoria sarà nazionale, a differenza di un anno fa quando erano previste aggregazioni territoriali.

Nei test di Medicina quest'anno si darà più spazio ai quesiti che richiedono un ragionamento logico: 25 sui 60. E poi ci saranno 5 domande di cultura generale, 14 di biologia, 8 di chimica e altrettante di fisica e matematica. Cento minuti per risolvere il tutto (erano 120 lo scorso anno ma per 80 quesiti). Già sul piede di guerra l'Unione degli universitari che annuncia un ricorso collettivo nazionale per impugnare non soltanto il bonus maturità, ma tutto il sistema a numero chiuso "assolutamente incostituzionale e lesivo dei diritti degli studenti".

Intanto, in ordine sparso si sono svolte e si stanno svolgendo le prove di accesso negli atenei che, al di là delle programmazioni a livello nazionale, hanno deciso di introdurre il numero chiuso per alcune facoltà: Psicologia alla Sapienza di Roma, Economia a Torino e Padova, ingegneria al Politecnico di Milano e Farmacia a Genova e Firenze.

FONTE: Repubblica.it
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28 luglio, 2013

Università, Boom di domande per Medicina

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Accesso a Medicina sempre più difficile. A settembre, superare il test per intraprendere la carriera di medico sarà più ostico degli anni passati. Il numero di coloro che entro il 18 luglio scorso ha fatto domanda è cresciuto notevolmente rispetto a 12 mesi fa mentre i posti messi a disposizione dal ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca sono rimasti praticamente invariati. Così, per gli oltre 84mila aspiranti che il 9 settembre si presenteranno puntuali negli atenei italiani per confrontarsi col quizzone di 60 domande, la strada si fa in salita. E a complicare le cose, rendendole più incerte ancora, sarà il bonus-maturità, voluto dall’ex ministro Francesco Profumo, che la neoministra Maria Chiara Carrozza non se l’è sentita di congelare.

La valanga di polemiche seguite alla prima versione del meccanismo dei “percentili” che regola il premio ha infatti prodotto soltanto una rivisitazione del sistema di attribuzione del bonus che lascia invariate le disparità tra concorrenti. L’anno scorso, secondo i dati comunicati ufficialmente da viale Trastevere, gli studenti delle superiori che fecero domanda per sostenere il test di ammissione a Medicina furono 68.426, quest’anno 84.165: il 23 per cento in più. Evidentemente, ai giovani italiani quella del medico deve apparire una carriera che può garantire un futuro lavorativo. I posti messi in palio dal ministero sono 10.748 per Medicina e chirurgia, praticamente lo stesso numero del 2012, e 984 per Odontoiatria. Con test di ammissione unico per tutte e due le facoltà.

Per comprendere che quest’anno l’accesso sarà più difficile basta fare una semplice divisione tra aspiranti e i posti. Nel 2012, per la sola facoltà di Medicina era disponibile un posto ogni 6 candidati e qualcosa: 6,37 per l’esattezza. Quest’anno, ci sarà un posto ogni 8 candidati circa: uno ogni 7,83, per la precisione. L’unica consolazione per le migliaia di concorrenti che si stanno preparando – da soli o seguendo costosissimi corsi – è che per la prima volta la graduatoria sarà nazionale e non sarà possibile subire la beffa che centinaia di studenti hanno dovuto sopportare in passato. Quando, con un dato punteggio, si veniva esclusi nell’ateneo in cui si era presentato domanda ma si sarebbe riusciti ad entrare in altri atenei del Belpaese.

Con la graduatoria nazionale, tutto questo, non sarà più possibile. Resta il fatto che questo stesso meccanismo penalizzerà i figli dei meno abbienti: uno studente di Catania senza gradi disponibilità economiche potrebbe trovare piuttosto sconveniente, o addirittura impossibile, studiare a Torino, Milano o Udine ed essere costretto a rinunciare al sogno del camice bianco. Inoltre, quest’anno, il bonus-maturità – variabile da uno a 10 punti, per color che si sono diplomati con almeno 80 centesimi – renderà il test di ammissione una specie di lotteria, perché due ragazzi col medesimo punteggio al diploma e lo stesso nel test di ammissione, che nella graduatoria del test occuperebbero due posti vicinissimi, nella classifica generale – data dal punteggio del test più quello relativo al bonus – potrebbero occupare due posizioni distanti anche qualche migliaio di posti.

Infatti, il bonus-maturità verrà attribuito in base alla distribuzione dei voti conseguiti da tutti i candidati della medesima commissione – che è composta da due quinte classi – e sarà più alto, a parità di punteggio, nelle commissioni dove i voti sono stati bassi e minore in una commissione, anche dello stesso istituto, dove sono fioccati i voti alti. E a nulla, a questo punto, servirà il corso di formazione – pagato dai genitori da 400 a 4mila euro – che tantissimi studenti delle scuole superiori hanno seguito durante i mesi invernali, prima degli esami di maturità, e continuano a seguire in questi giorni per allenarsi a risolvere le domande del test.

AUTORE: Salvo Intravaia
FONTE: Repubblica.it
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SENTIERI DELLA MEDICINA

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