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AFORISMA DEL GIORNO

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15 dicembre, 2017

Internet, 8,8 milioni di italiani vittime di "fake news" sanitarie

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Internet è pieno di notizie false. Un problema che riguarda anche la salute.  Come conferma uno studio del Censis, realizzata con Assosalute, sempre più italiani sono vittime di fake news. Secondo i dati presentati circa 8,8 milioni di persone hanno trovato sul web informazioni mediche sbagliate, in tutto il corso dell'anno: studenti, anziani ma soprattutto 3,5 milioni di genitori che senza il parere del medico si sono fidati di quanto hanno letto su internet.

Il web è fonte d'informazione per oltre 15 milioni di persone in Italia.Tra questi il 17% consulta siti generici, il 2,4% i social network e solo il 6% siti istituzionali. Un dato importante della ricerca dimostra, però, che oltre il 69% degli italiani vorrebbe trovare informazioni certificate da esperti. Una richiesta che, come sostiene Marco Cossolo di Federfarma, potrebbe rigurdare il ruolo del farmacista, figura chiave nel rapporto tra medico e paziente. Secondo l'associazione di categoria, infatti,  "il rapporto tra internet, social e negozio fisico potrebbe essere  rinnovato per confutare le notizie false in circolazione".

L'importanza del ruolo di questa professione lo dimostra il fatto che sempre più italiani decidono di curare piccoli disturbi come gastriti, mal di testa e influenza con un'autodiagnosi. Nonostante ciò, nel nostro Paese spendiamo in farmaci da banco il 39% in meno rispetto alla media europea. Un consiglio, per curarsi nel modo adegiato, potrebbe venire proprio dai farmacisti che utilizzando il web promuoverebbero un'informazione corretta verso quanti finora erano caduti nella trappola delle fake news.

FONTE: TgCom24
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20 ottobre, 2016

Intelligenza umana contro algoritmi del computer: la professione medica è sostituibile?

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I medici - si sa - possono sbagliare una diagnosi. I computer possono fare di meglio? Non è una domanda campata per aria, dato che l’intelligenza artificiale ha sostituto l’essere umano in molti compiti, dal centralinista all’archivista. Le macchine sono in grado di giocare bene a scacchi, di tradurre in automatico lingue straniere, comporre musica carica di emotività e, per tornare alla medicina, leggere elettrocardiogrammi e radiografie. Un gruppo di ricercatori ha provato a fare un confronto diretto medici-computer riguardo alla diagnosi di malattie. Gli scienziati della Harvard Medical School di Boston hanno paragonato le capacità di fare una diagnosi corretta di 234 dottori in carne e ossa con quelle di 23 tra i più comuni software reperibili online che, a partire da un insieme di sintomi, elaborano un responso. Sia computer sia medici sono stati messi alla prova su 45 casi clinici: dovevano ipotizzare, a partire dalla descrizione dei sintomi e da una serie identica di informazioni sul caso, quali fossero le diagnosi più probabili, elencandone tre.

Il confronto, a quanto pare, si è concluso con una sconfitta netta per i computer, come riporta l’articolo pubblicato su Jama Internal Medicine. Mentre i medici hanno elencato la diagnosi giusta tra le prime tre proposte 72 volte su 100, i software ci sono riusciti solo in poco più della metà dei casi. Inoltre, nel complesso, l’hanno azzeccata l’84 per cento dei medici, contro il cinquanta per cento dei software. I computer sono andati particolarmente male rispetto ai dottori in carne e ossa quando il caso era di una malattia rara e grave, se la sono invece cavata meglio quando si trattava invece di malanni più comuni e poco seri.

Nonostante la palese inferiorità delle macchine in questo campo, gli autori dello studio sostengono che valga la pena continuare a lavorare per incrementare le loro capacità diagnostiche: dopotutto, come mostra un recente rapporto americano,  i medici sbagliano comunque nel 15 per cento dei casi.

Autrice: Chiara Palmerini
FONTE: Focus.it
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13 ottobre, 2016

Biologia, ricercatori ipotizzano il limite di durata massima di vita a 125 anni

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Dal XIX Secolo in poi l'aspettativa di vita media è aumentata quasi costantemente grazie ai miglioramenti nella sanità pubblica, nella dieta, nella cura dell'ambiente e in altre aree della tecnologia e della #medicina. In media, per esempio, i bambini americani nati oggi possono aspettarsi di vivere fino quasi 79 anni a fronte di un'aspettativa di vita media di soli 47 per gli americani nati nel 1900. Dal 1970, la durata massima della vita è aumentata sempre e in modo progressivo.

Tuttavia, secondo i ricercatori dell'Albert Einstein College of Medicine, abbiamo già toccato il punto più alto di questo trend ascensionale: “benché i biologi e i demografi ritengano che non vi sono ragioni per predire una brusca frenata dell'innalzamento della prospettiva di vita, gli ultimi dati a disposizione suggerirebbero proprio questo inaspettato esito”. Ad affermarlo è Jan Vijg, uno degli autori di questa ricerca.

Possiamo sconfiggere malattie muscolari come le distrofie, curare traumi e compensare patologie come la sarcopenia ma, a quanto pare, biologia e genetica pongono dei limiti alla nostra sopravvivenza. Forse quali siano esattamente non lo sapremo mai, ma alcuni studi recenti stanno aumentando significativamente le nostre conoscenze.

Il Dottor Vijg e colleghi hanno analizzato i dati raccolti dal Human Mortality Database, che raccoglie informazioni da più di 40 paesi. Dal 1900 in poi, in questi questi paesi si registra un calo generale della mortalità: la frazione di ciascuna coorte di nascita (per esempio, le persone nate in un particolare anno) che sopravvivono alla vecchiaia (definita come tale dai 70 anni in su) aumenta in modo proporzionale alla progressione dell'anno di nascita. Tuttavia, quando si è passati a studiare l'aspettativa di vita, sempre a partire dal 1900, per i centenari si ottengono risultati inaspettati. I picchi si fermano a poco più di 100 anni, il che fa pensare che questo sia il limite massimo, biologicamente orientato, per la nostra specie.

Il campione principale è costituito da coloro che hanno raggiunto i 110 anni, che sono nati in quattro paesi (Stati Uniti, Francia, Giappone e la U.K.) che paiono i più longevi. Il numero di questi supercentenari è aumentato rapidamente tra i 1970 e i primi anni 1990, ma ha raggiunto un plateau intorno al 1995. Dopo la scomparsa, nel 1997, della donna più longeva, la francese Jeanne Calment che ha spento 122 candeline, i ricercatori hanno elaborato alcune stime e modelli per comprendere meglio il fenomeno. In media, la durata massima della vita raggiunge i 115 anni e si suppone che oltre i 125 anni non si possa andare.

Al di là di questi calcoli meramente probabilistici, il senso di questi studi è duplice. Da un lato si tratta di capire, sul piano politico, quali strategie e riforme adottare a fronte dell'aumento dell'aspettativa di vita che caratterizza tutte le società contemporanee industrializzate. Dall'altro, lo studio delle varianti genetiche presenti negli ultracentenari sarà molto utile per implementare terapie e farmaci in grado di garantire alle persone di trascorrere la vecchiaia in buona salute.

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07 settembre, 2016

In arrivo un sito "anti ciarlatani", promosso dalla FNOMCEO per contrastare le "false cure"

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"Attenti alle bufale": si chiamerà così il sito al quale sta lavorando la Fnomceo (Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri) e che avrà l'obiettivo di informare i cittadini contro i ciarlatani e le "false cure" diffuse in Rete. Il nuovo portale dovrebbe partire entro un paio di mesi e coinvolgerà esperti di fama nazionale che forniranno risposte chiare agli utenti.

"Oggi la Rete rappresenta per un numero crescente di persone uno strumento fondamentale per informarsi, ma anche un luogo dove cercare cure e terapie che non sempre sono attendibili", ha affermato il presidente della Fnomceo, Roberta Chersevani. "Purtroppo, però, spesso si corre il rischio di rimanere impigliati in informazioni false, poiché sul web non vi è alcun controllo a garanzia della validità scientifica dell'enorme mole di informazioni veicolate", ha aggiunto.

L'obiettivo del progetto è dunque quello di "potenziare l'informazione ai cittadini, tenendo sempre presente che il Codice deontologico medico ha regole ben precise: il medico non può allontanarsi da posizioni validate scientificamente, pena la radiazione". Il vero problema, ha proseguito la Chersevani, "è che spesso dietro false e costose terapie si nascondono solo interessi economici, che fanno leva sulla debolezza delle persone malate".

FONTE: Tgcom.it
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05 gennaio, 2016

Oroscopo 2016 tutto da ridere...

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L'oroscopo 2016 tutto da ridere del Dottor COX (tratto della pagina Facebook "Anatomia Patologica è il male")


ARIETE:Quest'anno il vostro cuore sarà di certo più leggero, perché anche grazie al supporto di pianeti lenti come Plutone e Saturno sarete in grado di dimenticare rapidamente tante cose, tra cui anche alcuni torti subiti: la colossale sbronza di Capodanno, che corona un brillante percorso di etilismo cronico, vi permette di aprire il 2016 all'insegna della sindrome di Korsakoff. La vostra vita sembrerà finalmente un film: "Memento" di Christopher Nolan.

TORO: Gli astri vi amano, ma non le donne, visto che preferiscono persino uno specializzando in anatomia patologica piuttosto che voi. Prendete il coraggio a due mani e iniziate pure voi un internato in dermatologia, che almeno lì è pieno di tettone! Bene la salute: non è Lupus, ma nessuno sa cosa sia.

GEMELLI: Le stelle sono chiare: è il momento di cambiare! Vendete tutti i libri di medicina e trasferitevi in Costa Rica per aprire un bar sulla spiaggia, dove tra qualche anno servirete cocktail ai vostri ex compagni di corso, ormai ricchi ed affermati.
 
CANCRO: Dopo le recenti festività molte persone vi venerano: se non riuscite a capirne il motivo è perché tra cenoni e dolci ora avete la stazza di Budda. Bene le finanze, meno la Finanza: piantare la oh maria salvador nelle aiuole condominiali è stata una pessima idea. Le stelle suggeriscono di rivedere il titolo della ricerca che intendete proporre al vostro relatore, infatti "Rapimenti alieni e incidenza del teratoma ovarico" potrebbe generare qualche imbarazzo, a meno che il vostro relatore non sia Roberto Giacobbo.

LEONE: Se durante lo scorso anno avete sofferto portando un segreto nel vostro cuore, sappiate che è arrivato il momento di condividerlo con amici e parenti: non temete di esternare il vostro desiderio di specializzarvi in anatomia patologica! Gli amici vi saranno vicini e vi aiuteranno a cambiare idea.

VERGINE: Il vostro carattere vi rende persone estremamente attente ai dettagli: il 2016 vi donerà la giusta intuizione per finire di mettere a punto quella truffa aggravata che stavate pianificando con il sogno di fuggire all'estero e mollare per sempre la medicina.

BILANCIA: Quest'anno la vostra vita professionale avrà una svolta, e i colleghi vi mostreranno la loro fiducia nei vostri confronti affidandovi un importante incarico quotidiano: nel 2016 infatti passerete interminabili ore mantenendo i muri dei reparti durante i tirocini. Le stelle vi daranno improvvisamente l'opportunità di liberarvi di cose che non vi servono: aspettatevi una appendicectomia d'urgenza.

SCORPIONE: L'interpretazione dei fondi di formalina ha dato un responso incontrovertibile: chi inala la formalina è un imbecille. In amore tutto sarà più chiaro: sarete friendzonati senza mezzi termini. Per i single occhi aperti nelle prossime occasioni sociali: la tipa che cercate di limonare al party Erasmus potrebbe non essere una tipa. Potrebbe presto essere necessario confessare ai vostri genitori che in realtà non fate esami da quattro anni, e che cucinate MDMA nella vostra stanza, invece di studiare.

SAGITTARIO: Il 2015 non è stato brillante dal punto di vista professionale e le vostre mansioni non vi soddisfano del tutto: rimuovere i cerotti nell'ambulatorio delle prove allergiche ha lo stesso effetto di un Mariuzzi sbattuto ripetutamente sui testicoli. Se sarete pazienti la quadratura di Giove vi premierà con una fortunatissima tesi dal titolo "L'incontinenza fecale nel paziente geriatrico: una analisi retrospettiva multicentrica".

CAPRICORNO: La congiunzione di Marte e Saturno è del tutto inutile, come pure i vostri sforzi per passare farmacologia. Ma restate positivi, perché il vostro futuro è sempre nel settore della farmaceutica: prendete in considerazione il commercio all'estero di costosi farmaci biologici rubati dal vostro policlinico.

ACQUARIO: Non è nel vostro carattere essere sospettosi, ma il vostro partner potrebbe effettivamente nascondervi qualcosa: se un giorno dovesse aprirsi e confessare di essere affetto dalla sindrome di Klüver-Bucy, ricordate che potrebbe essere solo una scusa per giustificare la sua eccessiva tendenza ad esplorare il mondo usando la bocca, il che alla lunga potrebbe causare problemi alla stabilità della coppia.

PESCI: Dopo le disavventure sentimentali del 2015, siete pronti a ricominciare da zero: dopo tanti sforzi potrebbe essere finalmente il momento per chi desidera cambiare sesso. A tutti gli altri, Venere regala fascino senza fine e forse quella tipa che avete puntato in facoltà non si ricorderà di quando le avete asfaltato le scarpe al freedrink.

(si ringraziano gli autori della pagina facebook "Anatomia Patologica è il male")


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30 maggio, 2014

Wikipedia e il sapere medico: utile risorsa o fonte di errori?

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Duro attacco dagli Stati Uniti a Wikipedia, l'enciclopedia universale gratuita e open source. Secondo uno studio condotto dal professor Robert Hasty della Cambell University del North Carolina, la percentuale di errore dell’enciclopedia online per le voci mediche è del 90%.

Gli studiosi hanno preso in esame 10 problemi di salute tra i più costosi per il sistema sanitario statunitense: problemi al cuore, cancro ai polmoni, depressione, osteoartrite, problemi polmonari cronici, ipertensione, diabete mellito, mal di schiena, iperlipidemia. Ogni voce dell’enciclopedia è stata confrontata con la letteratura medica ufficiale ed è emerso che in 9 voci su 10 ci sono errori e imprecisioni.

Sin dalla sua nascita, nel 2011, Wikipedia è diventata il sito più popolare per trovare informazioni su salute e malattie. Lo studio rivela che persino il 70% dei medici e degli studenti di medicina la utilizzano come fonte per le loro diagnosi. Lo studio pone però seri dubbi sull’autorità dell’enciclopedia online in campo medico. Gli errori sarebbero in gran parte legati alla stessa filosofia di Wikipedia che consente agli utenti di creare, cancellare e modificare le voci. Questo, secondo gli esperti, aumenterebbe le probabilita' di errore.

Tra gli errori ritrovati sul sito, ci sarebbe quello che riguarda la diagnosi della pressione sanguigna elevata (la voce di Wikipedia dice che la pressione può essere considerata tale se si ottengono valori alti in tre occasioni) e quello che sostiene che gli antidepressivi sui bambini sono inefficaci. Due affermazioni che sono "dannose – ha spiegato il dottor Hasty - perché potrebbero portare a un rischioso ritardo nel trattamento delle patologie nel caso dell’ipertensione, come pure spingere i genitori a non permettere che i figli vengano curati coi farmaci quando affetti da depressione".

"Non bisognerebbe usare Wikipedia come fonte primaria di ricerca – ha continuato Hasty - perché gli articoli in essa contenuti non passano attraverso lo stesso processo di revisione che avviene per quelli delle riviste mediche. Ecco perché, quando serve una diagnosi, il modo migliore resta quello di rivolgersi al proprio medico che, conoscendo la personale storia clinica di ogni paziente, sa quindi individuare la cura più adeguata".

Wikipedia ha replicato in breve difendendosi dai risultati dello studio e sottolineando "la piccola dimensione del campione utilizzato dall'analisi, che dunque non è rappresentativo".

Fonte: Rainews
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14 febbraio, 2014

Prove tecniche per l'energia del futuro: passo in avanti nella ricerca sulla fusione nucleare

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Un passo avanti molto importante nella ricerca sull'energia nucleare è stato fatto lo scorso autunno al Livermore National Laboratory in California, laboratorio di ricerca del dipartimento dell'energia degli Stati Uniti. Per la prima volta gli scienziati sono riusciti a ottenere più energia da una fusione atomica rispetto a quella bruciata per innescarla, creando una sorta di piccola stella artificiale. Lo rivela un articolo pubblicato sulla rivista scientifica Nature.

La fusione è il processo che alimenta il Sole e le altre stelle e comporta plasmare i nuclei degli atomi per rilasciare energia al posto di scinderli, come nel caso della fissione, principio alla base della bomba atomica. Il sogno di produrre energia pulita grazie al primo processo viene rincorso dagli scienziati da anni e oggi sembra un po' più vicino. I ricercatori hanno sparato 192 raggi laser su una minuscola sfera, generando una reazione di fusione che ha scatenato un'enorme quantità di energia per una piccola frazione di secondo. Anche se in versione ridotta, hanno creato in questo modo condizioni simili a quello che accade di continuo alle stelle. "Per la prima volta in assoluto abbiamo ottenuto più energia dalla combustione rispetto a quanto è stato impiegato per la combustione" da quando si usa questa tecnica, ha detto Omar Hurricane, principale autore dello studio.

Anche se secondo il team di scienziati, tra cui c'è anche l'italiano Riccardo Tommasini, il risultato è ancora "modesto" è tuttavia superiore alle stime e più vicino rispetto a "qualunque altro risultato ottenuto prima" per la realizzazione di energia da fusione, ha concluso Hurricane. La resa dell'esperimento è stata infatti 10 volte maggiore di quanto era stato ottenuto in precedenza.

La ricerca è però ancora lontana dal raggiungimento di quella fase che viene chiamata tecnicamente "accensione", dove si genera più energia di quanta se ne consumi nel contesto generale dell'esperimento: cosa che accadrebbe solo con reazioni a catena autosufficienti, senza le quali l'energia prodotta dalla fusione non sarebbe conveniente. L'esperimento segna però un decisivo passo avanti, dopo anni di risultati modesti, sulla strada per una fonte di energia a basso costo e potenzialmente illimitata da usare sulla Terra.

FONTE: Repubblica.it
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17 gennaio, 2014

La nuova sfida tecnologica di Google: le "Google Lens" per monitorare la glicemia

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Google ha presentato una nuova tecnologia che sembra pronta a portare sul mercato con il partner giusto: lenti a contatto con chip integrati, per il momento sviluppate come supporto per diabetici. Tecnicamente si tratta di un sistema di rilevamento che Google è riuscito a rimpicciolire fino a poterlo montare su una lamina d'oro circolare con funzione d'antenna che può essere installata su un materiale flessibile simile alla plastica. Una soluzione che può essere alla fine appoggiata senza disturbo sull'occhio umano.

La prima applicazione che Mountain view ne ha fatto in sede di sviluppo è quella di lenti a contatto intelligenti progettate per misurare ogni pochi secondi il livello di glucosio nel liquido lacrimale di chi le indossa.

Questo significa che le persone che soffrono di diabete (ad oggi, secondo la International Diabetes Federation, 380 milioni nel mondo) con l'ausilio di queste lenti a contatto non dovranno ricorrere alla misurazione del livello di glucosio attraverso più invasive operazioni di monitoraggio del sangue, come piccole punture o dispositivi che sono costretti a portare legati al fianco. Per il momento, tuttavia, Google ha detto che non ha intenzione di produrre e vendere da sé questo supporto medicale, ma che l'annuncio è stato fatto per pubblicizzare l'invenzione e trovare possibili partner più esperti in questo tipo di mercato.Nel frattempo ha iniziato comunque il percorso necessario per qualsiasi medicina e prodotto medicale: si è rivolta alla Food and Drug Administration e ha iniziato i primi test clinici richiesti.

Oltre all'impiego in medicina, peraltro, la possibilità di inserire un chip su una lente a contatto apre a tutta una serie di utilizzi legati alla cosiddetta tecnologia indossabile. Anche se non si tratta di una novità assoluta, almeno dal 2011 si parla di lenti a contatto smart e dal 2006 di chip per misurare il diabete, Google sembra molto vicina a portare questa tecnologia effettivamente sul mercato.

Non è impensabile immaginare una futura generazione dei Google Glass trasformati in lenti a contatto, anche se per il momento il leader del progetto Brian Otis riferisce che le due cose sono slegate.

Autore: Claudio Tamburrino
FONTE: Punto Informatico.it
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25 giugno, 2013

Google Glass, chirurgo mostra le grandi potenzialità dell'uso di questo strumento in sala operatoria

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I Google Glass saranno in vendita non prima del 2014, ma dei possibili utilizzi di questo strumento di "realtà aumentata" si parla ormai da mesi (da maggio sono in vendita a 1.500 dollari per gli sviluppatori di applicazioni). E dagli Stati Uniti arriva la proposta di un altro settore dove potrebbero rivelarsi utili: un medico, Rafael Grossmann dell'Eastern Maine Medical Center, li ha indossati in sala operatoria per un intervento di chirurgia allo stomaco e ha documentato il tutto in tempo reale sul suo blog.

«Ho preso ogni precauzione per assicurare che la privacy del paziente, da cui ho ottenuto un consenso informato, fosse tutelata - spiega Grossman sul blog, specificando di non avere mai mostrato dati identificativi né il volto della persona operata -. Volevo dimostrare che questo è uno strumento intuitivo con grandi potenzialità per la salute, in modo particolare per la chirurgia. Potrebbe migliorare le consultazioni all'interno di una equipe, favorire il parere di esperti dall'esterno, ma anche rivelarsi un utile strumento didattico». Grossmann ha indossato i Glass per tutta la durata dell'intervento e le immagini che i suoi occhiali carpivano erano proiettate sul display di un iPad. Oltre che sul blog, il medico ha documentato l'operazione in tempo reale grazie a un "hangout" su Google, ovvero una conversazione di gruppo. «Credo sia la prima volta che i Glass entrano in una sala operatoria - conclude Grossmann -. Siamo riusciti a mostrare la tecnica endoscopica in modo veloce, economico e mantenendo anonima l'identità del paziente».

FONTE: Corriere.it
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29 aprile, 2012

Disponibile sull'iBookstore Apple "Lessico Medico Italiano" in versione ebook per iPad

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Buongiorno redazione di Sentieri della Medicina, vi segnalo che è disponibile sull'iBookstore Apple Lessico Medico Italiano in versione ebook per iPad. Da oggi fino al 14 maggio, l'ebook è in promozione insieme a tutte le applicazioni mediche sviluppate da goWare e da C.G. Edizioni Medico Scientifiche. Ecco il nostro comunicato. 
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COMUNICATO goWare
Navacchio, 16 aprile 2012

La sostenibile leggerezza di Lessico Medico Italiano in versione ebook
Arriva anche in versione ebook per iPad e per Kindle Lessico Medico Italiano, edito da C.G. Edizioni Medico Scientifiche e sviluppato da goWare.

10.000 pagine, oltre 70.000 lemmi. I numeri di Lessico Medico Italiano hanno un peso non indifferente. Da oggi quest’opera medica fondamentale è disponibile anche in versione ebook per iPad e Kindle, che restituisce la ricchezza di contenuti del tomo cartaceo e consente una consultazione rapida e agevole dell’intero dizionario con il solo "sforzo" di tenere in mano il proprio tablet.

Lessico Medico Italiano non è né un vocabolario né un dizionario medico. È stato compilato infatti proprio per colmare una lacuna che oggi esiste nella letteratura medica italiana: la mancanza di un repertorio che dia lo spazio necessario alle locuzioni con struttura eponimica, che rappresentano circa il 10% di tutti i lemmi contenuti in quest’opera. Un dizionario o vocabolario mal si adatterebbero a raccogliere un così cospicuo numero di nomi propri della terminologia medica spesso preferiti, nell’uso professionale, ad altre denominazioni.

Curato dal prof. Pietro Benigno e dal prof. Pietro Li Voti, Lessico Medico Italiano spiega e descrive fatti e condizioni con definizioni esaurienti, lasciando che il lettore acquisisca una conoscenza di base per poter esplorare, se vuole, trattazioni specifiche di maggiore estensione.

La versione ebook presenta in modo integrale il contenuto del libro cartaceo, che è ormai difficile reperire al di fuori delle biblioteche. Inoltre aggiunge tutte quelle funzionalità che fanno dell’ebook uno strumento imbattibile per la consultazione: i rimandi ipertestuali, le ricerche su tutto il testo, la condivisione delle annotazioni ecc...

Fino al 14 maggio è possibile acquistare l'ebook Lessico Medico Italiano sul Kindle Store di Amazon e sull'iBookstore Apple a un prezzo promozionale di € 9.99 al posto di € 14.99.
E sempre fino al 14 maggio sono in promozione tutte le applicazioni mediche per iPad edite da goWare e C.G. Edizioni Medico Scientifiche: Atlante di Anatomia, Farmacologia e Lessico Medico.
Maria Ranieri
Comunicazione web e nuovi media
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26 marzo, 2012

Nitrito sodico al posto del sorbitolo per un test di intolleranza al lattosio in clinica privata: il pericolo del farmaco acquistato sui siti di aste online

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Non ha ingerito sorbitolo ma nitrito di sodio, una sostanza altamente tossica. Così sarebbe morta Teresa Sunna la ventottenne deceduta sabato scorso dopo aver bevuto una sostanza, venduta su internet come sorbitolo, prima di sottoporsi al Breath test per verificare l'intolleranza al lattosio in un ambulatorio privato di Barletta. La stessa sostanza era stata somministrata dal medico ad altre due pazienti: la 62enne Addolorata Piazzola e la 32enne Anna Abbrescia. Tutte e due sono fuori pericolo: una perchè ha subito vomitato in quanto la sostanza era molto salata; l'altra perchè è stata condotta in tempo in ospedale dove le è stato somministrato un antidoto. È quanto emerge dall'autopsia e dall'esame tossicologico compiuti stasera a Bari.

L'esame tossicologico nei prossimi giorni dovrà confermare i sospetti degli inquirenti che ritengono che alle donne, anzichè l'innocuo sorbitolo (che è uno zucchero), sia stato dato del nitrito di sodio concentrato al 70%. Una sostanza tossica che uccide se è ingerita con dosi superiori a 1,5 grammi: alle pazienti invece - si apprende da fonti investigative - sono stati somministrati ben circa cinque grammi a testa. Ora il procuratore di Trani, Carlo Maria Capristo, e il sostituto Michele Ruggiero, hanno avviato accertamenti per rintracciare tutti gli acquirenti che hanno ordinato tramite eBay confezioni da cinque chilogrammi di falso sorbitolo.

Ebay intanto ha sospeso le vendite online di sorbitolo in tutto il modo. Sulla vicenda è intervenuto il ministro della sanità, Renato Balduzzi, che ha sottolineato che sui prodotti contenenti sorbitolo «non ci sono le condizioni per un allarme sanitario generalizzato» e ha chiarito che la situazione «è attentamente sotto controllo». «Il vero problema, quello sul quale ci stiamo impegnando - spiega il procuratore Capristo - è di individuare se ci siano state attività di manomissione di questo sorbitolo». Il magistrato ha riferito che sono stati «attivati anche canali internazionali», perchè il sorbitolo è stato venduto via internet anche all'estero, soprattutto in Irlanda e nel Regno Unito dove potrebbe essere stato riconfezionato prima di essere rivenduto.

Per la morte di Teresa Sunna sono iscritti nel registro degli indagati i nomi di tre persone per cooperazione in omicidio colposo. Sono il medico che aveva in cura la paziente, Mario Donato Pappagallo, il titolare dello studio medico di Barletta in cui doveva essere fatto l'esame, Ruggiero Maria Spinazzola, ed Ettore Cicinelli, l'impiegato che materialmente ha acquistato tramite eBay il sorbitolo. Tutti e tre sono sotto choc e respingono le accuse. È sconvolta anche la famiglia della vittima. «Non riusciamo ancora a farcene una ragione, anche perchè è una morte assurda», spiega il fratello di Teresa Sunna. «Mia sorella - sottolinea - doveva laurearsi nella specialistica a dicembre, era andata a fare dei semplici test di intolleranza alimentare e invece è morta per questa sostanza che le hanno fatto ingerire».

Il ministro della sanità Balduzzi ha detto che la questione è «seria» e pone due tipi di problemi: il primo sono gli acquisti online di farmaci, da cui «sarebbe bene astenersi»; il secondo è quello della dispensazione dei farmaci in un circuito parallelo al Servizio sanitario nazionale. Proprio sulle vendite via internet l'Agenzia italiana del farmaco, citando l'ente statunitense LegitScript, il servizio di verifica e controllo delle farmacie on line, ha reso noto che solo l'1% delle 40.000 farmacie online censite sarebbe legale, ovvero controllato dalle autorità competenti. A questo proposito il presidente della commissione d'inchiesta sul Servizio sanitario nazionale, Ignazio Marino, ha ricordato che «tra il 2008 e il 2009 i Nas hanno sequestrato nel nostro paese più di un milione di confezioni di farmaci contraffatti distribuiti su internet. È un fenomeno grave - ha detto -: servono con grande urgenza regole che non debbono valere solo per l'Italia ma anche a livello europeo e internazionale».


FONTE: Il messaggero
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04 ottobre, 2011

Wikipedia sciopera contro il DDL Intercettazioni: l'obbligo di rettifica per i siti mette a rischio la libertà della rete

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Tratto dalla Home Page di Wikipedia:
 
Cara lettrice, caro lettore, in queste ore Wikipedia in lingua italiana rischia di non poter più continuare a fornire quel servizio che nel corso degli anni ti è stato utile e che adesso, come al solito, stavi cercando. La pagina che volevi leggere esiste ed è solo nascosta, ma c'è il rischio che fra poco si sia costretti a cancellarla davvero. Il Disegno di legge - Norme in materia di intercettazioni telefoniche etc., p. 24, alla lettera a) recita:

«Per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono.»

Negli ultimi 10 anni, Wikipedia è entrata a far parte delle abitudini di milioni di utenti della Rete in cerca di un sapere neutrale, gratuito e soprattutto libero. Una nuova e immensa enciclopedia multilingue, che può essere consultata in qualunque momento senza spendere nulla.

Oggi, purtroppo, i pilastri di questo progetto — neutralità, libertà e verificabilità dei suoi contenuti — rischiano di essere fortemente compromessi dal comma 29 del cosiddetto DDL intercettazioni.

Tale proposta di riforma legislativa, che il Parlamento italiano sta discutendo in questi giorni, prevede, tra le altre cose, anche l'obbligo per tutti i siti web di pubblicare, entro 48 ore dalla richiesta e senza alcun commento, una rettifica su qualsiasi contenuto che il richiedente giudichi lesivo della propria immagine.

Purtroppo, la valutazione della "lesività" di detti contenuti non viene rimessa a un Giudice terzo e imparziale, ma unicamente all'opinione del soggetto che si presume danneggiato.

Quindi, in base al comma 29, chiunque si sentirà offeso da un contenuto presente su un blog, su una testata giornalistica on-line e, molto probabilmente, anche qui su Wikipedia, potrà arrogarsi il diritto — indipendentemente dalla veridicità delle informazioni ritenute offensive — di chiederne non solo la rimozione, ma anche la sostituzione con una sua "rettifica", volta a contraddire e smentire detti contenuti, anche a dispetto delle fonti presenti.

In questi anni, gli utenti di Wikipedia (ricordiamo ancora una volta che Wikipedia non ha una redazione) sono sempre stati disponibili a discutere e nel caso a correggere, ove verificato in base a fonti terze, ogni contenuto ritenuto lesivo del buon nome di chicchessia; tutto ciò senza che venissero mai meno le prerogative di neutralità e indipendenza del Progetto. Nei rarissimi casi in cui non è stato possibile trovare una soluzione, l'intera pagina è stata rimossa.

L'obbligo di pubblicare fra i nostri contenuti le smentite previste dal comma 29, senza poter addirittura entrare nel merito delle stesse e a prescindere da qualsiasi verifica, costituisce per Wikipedia una inaccettabile limitazione della propria libertà e indipendenza: tale limitazione snatura i principi alla base dell'Enciclopedia libera e ne paralizza la modalità orizzontale di accesso e contributo, ponendo di fatto fine alla sua esistenza come l'abbiamo conosciuta fino a oggi.

Sia ben chiaro: nessuno di noi vuole mettere in discussione le tutele poste a salvaguardia della reputazione, dell'onore e dell'immagine di ognuno. Si ricorda, tuttavia, che ogni cittadino italiano è già tutelato in tal senso dall'articolo 595 del codice penale, che punisce il reato di diffamazione.

Con questo comunicato, vogliamo mettere in guardia i lettori dai rischi che discendono dal lasciare all'arbitrio dei singoli la tutela della propria immagine e del proprio decoro invadendo la sfera di legittimi interessi altrui. In tali condizioni, gli utenti della Rete sarebbero indotti a smettere di occuparsi di determinati argomenti o personaggi, anche solo per "non avere problemi".

Vogliamo poter continuare a mantenere un'enciclopedia libera e aperta a tutti. La nostra voce è anche la tua voce: Wikipedia è già neutrale, perché neutralizzarla?

Gli utenti di Wikipedia

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28 agosto, 2011

Test di Ingresso 2011: su Facebook un "gioco" per esercitarsi puntando alla "medaglia d'oro"...

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Su universita.it, il quotidiano online di informazione universitaria, è attiva una nuova applicazione Facebook per permettere ai neo-diplomati di esercitarsi gratuitamente, dal proprio profilo, per i test di ingresso. Cinque sono le aree in cui lo studente può esercitarsi: medicina odontoiatria veterinari, architettura, lauree triennali professioni sanitarie, orientativi area umanistica, orientativi area scientifica.

Scelta l’area, si inizia la simulazione; in base al tempo e alle risposte giuste lo studente, alla fine della prova, potrà ricevere la denominazione di: genio-medaglia d’oro; fenomeno-medaglia d’argento; diligente-medaglia di bronzo; spensierato-medaglia di legno; sbadato-medaglia di carbone. Dopodichè all’interno della pagina Facebook di universita.it-test d’ammissione, il giocatore potrà condividere l’applicazione con i propri amici e sfidarli alle simulazione di esami. «Insomma studiare non è mai stato così divertente!!!!» commenta in una nota lo stesso quotidiano online.

«Questo programma - prosegue la nota - permette di far conoscere agli studenti le basi necessarie per iscriversi ad un determinato corso di laurea, di esercitarsi gratuitamente e per tempo in modo da stimolare le proprie capacità di ragionamento logico e anche di valutare il proprio livello di preparazione. Requisiti fondamentali e indispensabili per superare le prove di accesso all’Università, e grazie a questa nuova applicazione si ha l’opportunità di prepararsi al meglio allenandosi in modo originale, concreto ma soprattutto stimolante, con la possibilità di mettere in gioco se stessi e anche i propri amici».

All’interno dell’applicazione è possibile trovare anche il link diretto alla pagina del sito internet di universita.it, sezione «Esercitati con le simulazioni dei test d’ammissione» dove è possibile fare la versione approfondita dei test e dove sono visibili anche altre materie su cui potersi preparare, quali Ingegneria, Eco-Giuridica, Comunicazione e Formazione e Psicologia.

La stesura delle prove simulate che si trovano sia sul portale che sul social network di Universita.it sono state create in collaborazione con la società caposcuola del settore quale Alphatest, da anni leader di spicchio nell’area dell’orientamento e della formazione. Una collaborazione questa che permette di offrire agli studenti, soprattutto a quelli che ogni anno si ritrovano sui banchi universitari (circa 250 mila) per superare gli esami d’ammissione, un servizio utile, reale, gratuito, facile da usare, ma soprattutto da oggi anche divertente.

FONTE: La stampa.it
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09 agosto, 2011

La rete "tossica" del ministro Fazio

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C'è da restare attoniti ad ascoltare il sottosegretario alla Salute Ferruccio Fazio che nei giorni scorsi, rispondendo alla interrogazione di un senatore del PDL, ha detto che il governo sta pensando ad un intervento straordinario, compreso nel piano sanitario 2011-2013, per arginare la sovraesposizione da Internet. Una forma che, in casi di abuso - afferma Fazio - porta a "sentimenti compulsivi isolamento sociale, dipendenza patologica, perdita di contatti reali e sentimenti di onnipotenza".

E mentre resto basito di fronte alle parole del Ministro della Salute mi vengono in mente, contemporaneamente, due cose: la prima è la frase che mi disse una sera a cena il consulente Internet di un passato Ministro delle Comunicazioni il quale, di fronte ai miei rimbrotti sulla scarsa incisività del Ministro sulle cose della Rete, mi raccontò di come gran parte del suo tempo al Ministero andava speso nel disinnescare le idee assurde e pericolose sulla Rete che i parlamentari italiani quotidianamente partorivano; la seconda è che questa associazione fra abuso di Internet e la parola "onnipotenza" non è la prima volta che la sento. È infatti contenuta (pg.29) nel libro "Quando Internet diventa una droga" di Federico Tonioni, psichiatra responsabile dell'Ambulatorio del Policlinico Gemelli sulle dipendenze da Internet.

Il libro di Tonioni, del resto, lo cito con grande difficoltà e qualche imbarazzo. Si tratta di un testo divulgativo confuso e pieno di inesattezze (tra le tante Tonioni attribuisce a Nicholas Negroponte l'idea di un Premio Nobel per Internet), pubblicato quest'anno da Einaudi, il cui scopo dichiarato sarebbe quello di fornire indicazioni utili ai genitori alle prese con l'abuso di Internet da parte dei propri figli; un saggio dagli accenni fortemente moralistici, che Tonioni ha scritto dopo le prime esperienze del suo ambulatorio romano sulla Internet Addiction e la cui sintesi grossolana potrebbe essere che Internet ha due facce ugualmente ampie, una utilitaristica e modicamente positiva, l'altra oscura e pericolosa dalla quale occorre guardarsi con attenzione. La stessa definizione di Internet contenuta nel testo è per me sufficiente per descrivere la mia personale distanza dall'autore (pg.54):
"Internet non è stato pensato per essere uno strumento pericoloso e il suo uso risponde a molteplici funzioni positive, permettendo di soddisfare la dimensione ludica dell'esistenza (il bisogno di giocare e divertirsi), la dimensione partecipativa (il bisogno di appartenere a gruppi e di partecipare a iniziative politiche culturali e sociali) la dimensione utilitaristica (il bisogno di vere informazioni, di consultare esperti e di fare acquisti) e non ultima, la dimensione intima (il bisogno di scambiare "carezze" con le persone importanti e significative della propria vita"
Come si vede molte delle grandi rivoluzioni che Internet ha portato nella società secondo Tonioni vanno archiviate in una cosiddetta "dimensione utilitaristica", definizione che per conto mio esprime con grande chiarezza la considerazione dell'autore nei confronti della Rete. Scrive poi Tonioni in una frase molto evocativa che oggi, risfogliando il testo, mi accorgo di aver sconsolatamente sottolineato (pg.62):
"I giovani Internet-dipendenti sono caratterizzati da pallore del volto, occhi cerchiati e sguardo poco espressivo"
e davvero simili frasi rimandano più ad una manualistica tardo medioevale che ad un testo di divulgazione medica contemporanea.

Ma poi, in fondo, di che cosa stiamo parlando? Quali sono i termini dimensionali di questa nuova dipendenza che il Ministro Fazio descrive come una droga senza sostanze? Nessuno lo sa, Tonioni nel suo testo non lo spiega, mentre gli articoli di stampa che accompagnarono a suo tempo l'apertura del primo presidio italiano contro la dipendenza da Internet, nel 2009, accennavano a numeri francamente fantasiosi e vaghi: secondo quelle cronache circa il 10 per cento degli utilizzatori di Facebook erano a rischio di intossicazione da Internet (se fosse vero oggi in Italia ci sarebbero circa 2 milioni di malati di Facebook bisognosi di cure), mentre l'inquadramento nosologico della patologia da dipendenza da Internet più che dall'esperienza sul campo è stata compilato, nel testo di Tonioni, semplicemente traducendo dall'inglese il tentativo di inquadramento della IAD di Kimberly Young, dottoranda in psicologia che per prima ipotizzò la patologia nel lontano 1998 (e che in USA scatenò a suo tempo grandi polemiche negli ambienti accademici). E non c'è dubbio che la Internet di Tonioni e quella della Young, a tredici anni di distanza, sono due entità di studio totalmente differenti.

Poco importa a questo punto iscriversi al club di quanti credono - come Tonioni - che la dipendenza da Internet sia un nuova malattia, piuttosto che avvalorare la tesi da molti sostenuta secondo la quale tali eccessi, quando presenti, vadano indirizzati nell'alveo delle patologie psichiatriche già note; molto più importante è rendersi conto che tali previsioni di ampio, possibile contagio e una simile saggistica millenaristica, sono in grado di far danni fino ai più alti livelli e di trovare riscontri perfino nelle parole del Ministro della Salute di un Paese che non ha un soldo per garantire le cure primarie ai suoi cittadini, ma che poi si permette il lusso di usare a fini di marketing politico la demonizzazione della Rete nelle sue varie forme, che è in Italia sport variamente praticato a tutti i livelli da oltre un decennio. Tranne poi legalizzare il gioco d'azzardo online senza provare per questo il minimo sentimento di straniamento.

AUTORE: Massimo Mantellini
FONTE: Punto-informatico.it
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10 luglio, 2011

Presunto attacco hacker, Unime rassicura "Nessuna violazione"

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""Le password di docenti, studenti e personale tecnico-amministrativo dell’Università di Messina non sono state violate dagli hacker che affermano di aver colpito numerosi atenei italiani. L’Università di Messina ed in particolare il Centro di Calcolo (CECUM) protegge le identità informatiche a termini di legge e con avanzati sistemi di crittografia. I tecnici del CECUM hanno registrato, quasi in tempo reale, un solo accesso riuscito ad un vecchio sito dipartimentale autogestito. Le informazioni “rubate” e divulgate su Internet sono solo spazzatura informatica. Il CECUM, comunque, continua a vigilare sul web per evitare accessi indebiti, anche perché la tecnologia usata dai pirati informatici è estremamente sofisticata e in continua evoluzione.""

Fonte: Unime.it
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07 luglio, 2011

Attacco hacker ai server universitari italiani, anche Messina coinvolta, rilasciati in rete numerosi dati personali degli studenti...

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L'appena creato account Twitter @LulzStorm ha divulgato i link BitTorrent a un archivio contenente dati personali di studenti e professori di diverse università italiane.

Nei documenti contenuti in un unico file pubblicizzato con tre tweet diversi informazioni ed elenchi di studenti e docenti che variano a seconda della singola università: nelle cartelle relative ad alcune università compaio anche numeri di cellulari di alcuni studenti, per altre si tratta di email corredate dalle relative password, in alcuni casi i danni sono limitati a informazioni di non particolare rilevanza, mentre nei casi peggiori vi è tutto tutto: nome, cognome, email, numero di telefono, indirizzo, password e codice fiscale degli studenti.

"Italiani - si legge nel comunicato di LulzStorm - come potete affidare i vostri dati a tali idioti? È uno scherzo? I loro siti sono pieni di debolezze. Cambiate password ragazzi; cambiate concetto di sicurezza, università. Avremmo potuto rilasciare molto di più, avremmo potuto distruggere db e reti intere. Siete pronte per tutto questo?"

Pronti o no, il consiglio è che gli studenti delle università coinvolte (Università degli Studi di Bologna, quella di Siena, di Salerno, del Salento, di Cagliari, Bari, Pavia, Foggia, Messina, Urbino, Torino e quella di Modena e Reggio Emilia, La Sapienza di Roma, la Pontifica Università Antonianum, la Seconda Università degli Studi di Napoli, la Bocconi, la Bicocca e il Politecnico di Milano) verifichino di non essere nella lista divulgata e in ogni caso provvedano a cambiare le proprie password.

FONTE: Punto-informatico.it
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27 giugno, 2011

Google abbandona "Google Health": scarso utilizzo e problemi di privacy...

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Non tutte le idee sembrano funzionare a Mountain View. E se i nuovi servizi non ottengono il successo sperato, meglio ritirarli dalla piazza. È quanto sta per succedere a Google Health e Google PowerMeter, lanciati rispettivamente nel 2008 e nel 2009 e ora prossimi al congedo. "Ora - si legge sul blog ufficiale di Google - dopo alcuni anni di esperienza, abbiamo osservato che Google Health non sta avendo il largo impatto che speravamo avesse". Il servizio che permette la condivisione e l'aggiornamento delle propria cartella clinica online sembra sia stato utilizzato solamente da gruppi ristretti di utenti, tra cui i pazienti sensibili alle innovazioni tecnologiche e, più di recente, dai patiti di fitness e wellness. Un servizio che, ribadiscono da Mountain View, non è riuscito a superare il limite dell'uso ristretto e allargarsi alla routine quotidiana di milioni di persone.

Stesso destino toccherà a PowerMeter, applicazione nata con lo scopo di misurare in tempo reale i consumi di tutti gli elettrodomestici presenti in casa. Il motivo della cancellazione, anche in questo caso, risponde alla scarsa diffusione registrata dal lancio del prodotto. "I nostri sforzi non hanno ottenuto la portata che speravamo, quindi abbiamo deciso di ritirare il servizio", spiegano Aaron Brown e Bill Weihl, responsabili di Google Health e del settore Green Energy.

La logica sottesa ai due servizi intendeva dimostrare che, con la possibilità di disporre di informazioni frequenti e migliori, l'utente sarebbe stato in grado di compiere scelte più consapevoli sia in materia di salute personale sia in relazione al risparmio economico ed energetico in casa. La mancata riposta su larga scala - sostengono Brown e Weihl - sottolinea la difficoltà di diffondere informazione in aree tradizionalmente resistenti all'innovazione.

Al momento del lancio, tuttavia, Google Health aveva sollevato qualche perplessità in materia di privacy. In particolare, ci si è chiesto se la possibilità di controllare dati e informazioni sensibili sulla salute degli utenti potesse essere sfruttata a scopi commerciali da parte di Google. A destare preoccupazione, inoltre, era anche la modalità di archiviazione dei dati: il sistema di Google non sarebbe stato coperto dalle garanzie sulla privacy offerte dall'Health Insurance Portability and Accountability Act (HIPAA).

Secondo le informazioni a disposizione, Google Health resterà in funzione fino all'inizio di gennaio 2012, mentre PowerMeter sarà disattivato il 16 settembre 2011.


Autrice: Cristina Sciannamblo
FONTE: www.punto-informatico.it
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23 dicembre, 2010

E' arrivato il calendario Molecularlab 2011

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I ricercatori della community MolecularLab.it hanno realizzato un calendario con le più belle immagini scientifiche dei loro lavori: per un 2011 dedicato alla Scienza.

Sul sito MolecularLab.it sono stati raccolti numerosi contributi ed immagini provenienti dai ricercatori italiani sulla propria attività di laboratorio ed i suoi esperimenti. Degli oltre 35 lavori pubblicati ne sono stati selezionati 12 utilizzati per la realizzazione del Calendario che ha lo scopo di far conoscere la bellezza della Scienza e far condividere la passione per l'attività di Ricerca. Per il quinto anno il sito di divulgazione scientifica MolecularLab.it ha chiesto alla propria community di ricercatori ed aziende del settore biotech di inviare immagini che spaziano dalla vita di laboratorio alla microbiologia, dalla ricostruzione di modelli 3D di proteine alla biologia molecolare.

"Gli utenti hanno partecipato in modo entusiasta: per un mese di tempo sono stati raccolti oltre 35 lavori", ha commentato Riccardo Fallini, il fondatore della community. I contributi sono poi stati selezionati attraverso un sondaggio pubblico in cui ricercatori ed appassionati hanno potuto scegliere la composizione del calendario.
Sono state selezionate foto al microscopio di tessuti e cellule, esperimenti di microscopia a fluorescenza, immagini di ingegneria genetica e biologia molecolare: 12 foto che descrivono il mondo della ricerca e la passione per la scienza.

Il calendario ha avuto gli anni scorsi risalto anche sui media nazionali come il sito del Corriere della Sera o il Tg Leonardo, una rubrica del Tg3. Sul sito MolecularLab.it è possibile scaricare due formati del calendario: una versione mensile, per poter avere lo spazio per segnare delle note, gli appuntamenti ed i meetings del laboratorio; ed una annuale, per visualizzare a colpo d'occhio tutto il 2011. ed un formato A3 per chi vuole apprezzare in un colpo solo tutte le immagini raccolte. Per la stampa sono a disposizione anche immagini ed estratti utilizzabili. Per saperne di più => http://www.molecularlab.it/calendario2011/
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13 ottobre, 2010

Le iscritte di Facebook scendono in campo accanto alla LILT

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Migliaia di donne italiane in queste ore stanno modificando il loro stato su Facebook con un messaggio personale dai toni maliziosi che incuriosisce molti, soprattutto uomini: "Mi piace… lì". E al posto del lì, la fantasia si sbizzarrisce a elencare quei luoghi in cui le donne coinvolte in questo progetto lasciano... la loro borsa. Il motivo di tanto successo virale per questa operazione su Facebook è presto detto e per nulla ludico: è il supporto che le donne italiane stanno dando, volontariamente, alla promozione del mese (ottobre) della prevenzione del cancro al seno, grazie alla campagna "Nastro Rosa" voluta dalla Lilt, Lega italiana per la lotta contro i tumori.

Il mese di prevenzione è arrivato alla sua diciassettesima edizione: in questi giorni, contattando le sedi provinciali della Lilt, è possibile prenotare la visita gratuita di controllo in uno dei quasi 400 ambulatori presenti sul territorio nazionale. Sensibilizzare l’universo femminile sui controlli e sul come sconfiggere la malattia attraverso le visite e l’autoanalisi è un passo fondamentale in un Paese in cui ogni anno viene diagnosticato il cancro al seno a 40mila donne e dove una donna su 33 muore per un carcinoma mammario. Ancor più grave, una proiezione sul 2010 dice che a fine anno i nuovi casi di tumori saranno stati 42mila. Nastro Rosa, attraverso la sua campagna, ricorda che di tumore al seno si può guarire, almeno nel 90 per cento dei casi, sia attraverso operazioni di prevenzione primaria (mangiare bene, fare movimento, non fumare ecc) che secondaria (le visite di controllo che variano a seconda dell’età e dei singoli casi, in modo da riuscire ad arginare l’eventuale tumore nella sua fase iniziale, quando questo è curabile). La lega che combatte i tumori insiste particolarmente sulla mammografia, esame che a partire dai 40 anni di età dovrebbe essere svolto da tutte le donne una volta all’anno.

Per ricordare a tutte l’importanza della prevenzione, la Lilt ha organizzato una serie di eventi collaterali, come l’illuminazione di color rosa di alcuni dei monumenti delle città italiane, operazione che avviene anche all’estero su edifici imponenti come l’Opera House di Sydney, o su meraviglie della natura come le cascate del Niagara, tra Stati Uniti e Canada. L’uso di Facebook e della potenza dei fenomeni virali online non è una novità per Nastro Rosa. Già lo scorso anno infatti le donne del social network si mobilitarono per ricordare a tutte la prevenzione del cancro alla mammella. Nel 2009 il tema con cui aggiornare il proprio status era il colore del reggiseno che si indossava in quel momento.

FONTE: Corriere.it
Autore: Eva Perasso
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27 settembre, 2010

Google dice stop agli inserzionisti che truffano sulla salute di chi "naviga"

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Google è intervenuta con decisione nei confronti di quegli inserzionisti che si rivolgono alla sua piattaforma di advertising per proporre annunci che offrono (nello specifico) materiali farmaceutici ma che risultano nascondere spam, truffe o vendita di medicinali pur non disponendo della debita autorizzazione.

Per quanto sia chiaro già nelle disposizioni poste nel contratto di servizio fatto sottoscrivere dai clienti, e per quanto Google affermi di essersi impegnata negli ultimi anni per cercare di individuare e stanare gli irregolari annidati tra i suoi inserzionisti, il problema sarebbe "in forte crescita": non solo perché su numeri così grandi è difficile un controllo a tappeto, ma anche perché i malintenzionati sono sempre pronti a trovare nuovi modi per aggirare i controlli che Mountain View ritiene avere, almeno in alcuni casi, la responsabilità di effettuare.

Per questo Mountain View ha deciso di ricorrere contro questi inserzionisti che deliberatamente hanno infranto il codice di condotta previsto dal contratto di AdWords: già in passato Google era intervenuta per combattere la diffusione di malware e pubblicità ingannevole, come per esempio quando aveva sanzionato gli scammer che promettevano importanti vincite alla fine dell'arcobaleno del link proposto, ma nel caso dei prodotti farmaceutici l'urgenza (visto la delicatezza e pericolosità intrinseca della materia) renderebbe ancora più pressante un intervento deciso. La causa, infatti, dovrebbe servire da deterrente nei confronti di coloro che intendono adottare azioni simili, facendo così una sorta di scrematura ex ante dei post da controllare.

Fonte: Punto-informatico.it
Autore: Claudio Tamburrino


NOTA: questo blog era già intervenuto da tempo in tal senso bloccando parte degli url che vengono mostrati nei riquadri di google, in particolar modo intervenendo (quando possibile, visto che gli strumenti offerti da google adsense per "bannare" gli url di certi inserzionisti non sono molto efficaci) contro la pubblicità di quei siti che offrono servizi medici oscuri o controversi, al fine di migliorare quanto più possibile il servizio di ricerca siti che google offre quando si digitano certe "chiavi" di navigazione sul web.
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SENTIERI DELLA MEDICINA

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