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AFORISMA DEL GIORNO

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17 febbraio, 2011

In arrivo test antidroga obbligatori per medici e infermieri

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Test antidroga per medici, infermieri, ostetriche e forse anche insegnanti. Arriva finalmente in cantiere il giusto provvedimento promosso dal Dipartimento politiche antidroga mediante un'intesa con i rappresentanti di categoria, ma che ora verrà portato all'esame della Conferenza Stato-Regioni per la sua promozione definitiva. Giusto in quanto rappresenta un meccanismo di protezione sia per gli studenti che per gli stessi operanti, costretti cosi a porsi nelle condizioni operative migliori per esercitare il proprio mestiere. Purtroppo il provvedimento non riguarderà tutta la categoria: gli amministrativi, i dirigenti, i medici legali e il personale sanitario non a contatto con i pazienti verranno infatti esclusi dall'obbligo. Non è ancora conosciuta la modalità con la quale tali controlli verranno effettuati: tempi e modi, controllo sangue o urine o semplici capelli. In tutti i casi è prevista l'obbligatorietà, ed è un provvedimento auspicato da tempo dagli stessi operatori del settore.

«Stiamo progressivamente estendendo questi controlli, che sono partiti per camionisti, autisti e piloti, anche ad altre categorie a rischio come i medici, che saranno i prossimi» commenta il sottosegretario Carlo Giovanardi. «In questa azione - dice Giovanardi - che è una delle tante che mettiamo in campo, come il nuovo codice della strada che prevede controllo antidroga per chi prende la patente, ci conforta il fatto che mentre cresce questa rete di controlli preventivi, cala il consumo di sostanze stupefacenti nostro Paese. Il che significa che le politiche di educazione, di informazione nelle scuole e nelle famiglie, le politiche di deterrenza, come ad esempio i controlli stradali, e queste misure stanno dando risultati positivi: e questo vuol dire vite umane salvate, impedire eventi tragici e fatali determinati da chi opera sotto l'effetto di sostanze». «Il problema - spiega il responsabile delle politiche antidroga - è di intervenire prima che la mamma disperata faccia appello per televisione perchè la figlia è morta di ecstasy o il figlio è stato travolto da un'auto guidata da un conducente ubriaco o fatto di droga o entrambi. O, ancora, prima che un paziente sia curato da un medico che perde il controllo perchè fatto di cocaina», come probabilmente accaduto a Napoli secondo quanto emerso ieri da un'operazione di polizia.

«Insomma - conclude Giovanardi - sono tutte misure prese per salvaguardare la sicurezza e la salute dei cittadini. Chi fa professioni che mettono a rischio la sicurezza e vuole assumere sostanze cambia mestiere». Vi aspettate proteste dai medici? «Penso di no, come non protestano militari, tranvieri, piloti, non vedo perchè dovrebbero protestare i medici».

«Ci sarà probabilmente - spiega il capo del Dipartimento, Giovanni Serpelloni - una differenziazione tra alcune categorie, considerate maggiormente a rischio, i cui lavoratori dovranno essere sottoposti tutti, periodicamente, a controlli antidroga e altre dove invece si sceglierà di intervenire con i test solo per una parte, tipo un 50% di lavoratori. Questo anche per motivi di copertura finanziaria». Gli insegnanti potrebbero rientrare in quest'ultima tipologia di controlli.
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02 novembre, 2010

Gli alcolici? Più letali delle droghe pesanti, secondo la rivista Lancet...

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Gli alcolici causano molti piu' danni alla salute di eroina, crack e cocaina. E' quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista medica Lancet secondo cui dato 100 come danno massimo di una sostanza dannosa, l'alcol è a quota 72 mentre l'eroina e' a 55 e il crack a 54. Nella classifica (che non mancherà di scatenare polemiche) delle sostanze più dannose seguono alcuni stupefacenti illegali, la cui pericolosità è nota, ed altre sostanze la cui vendita e' si regolamentata e limitata ma legale. Al primo gruppo appartengono le metanfetamine (33) e la cocaina (27). Quest'ultima però è appena un gradino sopra il tabacco (26) sostanza del secondo tipo. A seguire le anfetamine/speed (23), la cannabis (20), il Gamma-idrossibutirrato o Ghb (18), le benzodiazepina (lo sono molti sonniferi e ansiolitici) e la ketamina (15), il metadone (13), le foglie di khat. Sorprendentemente molto in basso nel "decalogo" l'ecstasy, assimilato per pericolosità agli steroidi anabolizzanti (9), e all'Lsd (7). La ricerca è stata curata da un team guidato da David Nutt, ex consigliere del precedente governo laburista per la lotta contro la droga. Fino allo scorso anno presiedeva il gruppo di consiglieri governativi su droghe e sostanze nocive. In una nazione come il Regno Unito, dove l'alcolismo è un problema diffuso ed evidente (basta mettersi fuori da un pub il sabato sera per rendersene conto), l'allarme lanciato dal professor David Nutt, in un articolo per l'autorevole rivisita scientifica Lancet, non dovrebbe rimanere inascoltato. Lo studioso chiede al governo di riclassificare l'alcol tenendo conto della sua maggiore pericolosità sociale, suggerisce di aumentare il costo degli alcolici per dissuadere almeno i più giovani dall'abuso e propone misure per considerare gli effetti dell'alcolismo "passivo", così come è stato già fatto per il "fumo passivo".

Non tutti concorderanno con le sue tesi, perché il professor Nutt è uno scienziato che ha già creato controversie e polemiche nel recente passato. Lo scorso anno fu licenziato dal suo ruolo di capo dei consiglieri governativi sulle droghe dopo avere criticato il governo per la decisione di riclassificare la marijuana da droga di livello C a droga di livello B, ovvero più pericolosa. Secondo Nutt, presentarla come una sostanza più dannosa e potente avrebbe avuto l'effetto di attirare un maggiore consumo, mentre di fatto vari studi la descrivevano come non particolarmente nociva, con l'eccezione di un tipo particolare di erba. In un'altra occasione, lo studioso si era attirato critiche per avere scritto in un articolo che la probabilità di morire di ecstasy era pari a quella di morire per una caduta da cavallo, mettendo sullo stesso piano le dorghe chimiche e l'equitazione. I maligni ironizzarono all'epoca sul suo nome, Nutt, che in inglese suona come la parola "matto".

Le credenziali scientifiche di David Nutt, tuttavia, sono ineccepibili. E all'articolo su Lancet hanno collaborato anche un noto farmacologo, Leslie King, e l'economista Lawrence Philips. Il loro studio afferma che l'alcol è tre volte più dannoso della cocaina o del tabacco e cinque volte più dannoso del mefedrone. Recenti rapporti del National Institute for Health e di altri organismi condividono sostanzialmente questa tesi. Su un massimo di 100 punti, lo studio del professor Nutt ne assegna 72 all'alcol, 55 all'eroina, 54 alla cocaina. In termini di danno individuale, l'alcol è classificato al quarto posto, ma balza al primo quando si tiene conto del danno sociale, ossia non solo del rischio di morte e malattie per chi ne fa uso, ma pure  delle implicazioni sociali come conflitti familiari, costi economici, declino della coesione comunitaria. Crimini e disordini sociali legati all'abuso di alcolici costano al contribuente britannico 13 miliardi di sterline (circa 15 miliardi di euro) ogni anno.

FONTE: Agi.it e Repubblica.it
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11 gennaio, 2010

Dalla Bolivia l'ultima arma di distruzione di massa: la "Colla Coca", una bevanda a base di coca

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A quanto pare Jean Nicot ha trovato un altro buon imitatore. Sostenuto a gran voce dal governo di Evo Morales, dalla Bolivia arriva la nuova pericolosissima arma di distruzione della salute delle persone. La nuova frontiera della droga è la "Coca Colla", una bevanda ottenuta dalle foglie di coca che riprende il termine "collas", soprannome delle popolazioni che vivono a ridosso delle Ande, ma che rappresenta anche un nome "sfottò" della ben più nota e molto meno dannosa bevanda americana "Coca-Cola".

Il prodotto, fortemente sostenuto dai coltivatori della provincia di Chapare cioè una delle province a più elevata produzione di foglie di coca e fermamente in mano alle organizzazioni criminali del sud america, è stato presentato la settimana scorsa al governo di Evo Morales. Quest'ultimo, primo presidente indigeno del paese, appena rieletto per un secondo mandato elettorale e famoso per essere un abituale masticatore di foglie di coca, come peraltro buona parte della popolazione, (più volte il presidente durante le riunioni dell'Onu si è mostrato con una foglia di coca in mano), sembra aver appoggiato apertamente l'iniziativa, visto anche che da anni si batte per la legalizzazione a livello internazionale della "pianta sacra" boliviana.

La bevanda sarà scura, con un colore abbastanza simile alla Coca Cola, e avrà un'etichetta rossa appunto molto simile alla stessa bevanda americana. Il viceministro Victor Hugo Vasquez ha definito l'iniziativa "di estremo interesse" perché segue "la politica d'industrializzazione della coca" portata avanti dal governo. Infatti in Bolivia da tempo sono commercializzati numerosi beni a base di coca come dentifrici, liquori, farine alimentari e diversi prodotti da masticare. La Bolivia è anche il terzo produttore di coca al mondo dopo la Colombia e il Perù. Nella Nuova Costituzione della Bolivia, redatto dal dirigente del Movimento al Socialismo (MAS) di partito, è scritto che la coca è riconosciuta come "patrimonio culturale, una risorsa naturale e rinnovabile della biodiversità in Bolivia e un fattore di coesione sociale" e rileva che la foglia di coca non è un stupefacente nel suo stato naturale.

Quali possono essere le conseguenze per la salute del lancio a livello mondiale di una bevanda del genere? Molte sul piano potenziale ma certamente molte poche sul piano reale. Questo perchè appare abbastanza improbabile che i governi occidentali, almeno quelli più evoluti, possano dare "via libera" alla commercializzazione di una bevanda equivoca sia nel nome che nella derivazione, e questo forse per una serie di ragioni che sono più economiche che realmente incentrate alla difesa della salute. TUTTAVIA, una celere chiusura alla distribuzione "legale" di una bevanda del genere potrebbe arginare una sua distribuzione sottobanco e quindi i possibili effetti che questa potrebbe arrecare? Siamo di fronte a una nuova arma di "distruzione di massa" ?




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19 novembre, 2008

Viminale: allarme droga in Italia, cocaina e eroina in larga espansione nelle classi sociali più ricche

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Secondo la Direzione centrale dei servizi antidroga del Viminale, l'Italia e' tra i primi paesi europei per consumo di cocaina e al secondo posto (dopo la Gran Bretagna) per consumo di eroina. Nel 2007, i decessi per droga in Italia sono aumentati del 6% rispetto al 2006: da 551 a 589. Il maggior numero di decessi si registra in Campania (112), seguita dal Lazio (105).E' quanto si legge nel Rapporto redatto da Eurispes e da Telefono Azzurro. Le cause piu' frequenti, dopo l'eroina, sono Lsd, ecstasy, mix di anfetamine. 171.771 (il 74% dei quali per abuso di oppiacei) e' il numero di tossicodipendenti in trattamento nei Sert nel 2007. In aumento, inoltre, la popolazione in trattamento per problemi legati al consumo di cocaina: piu' di 3 abitanti ogni 10.000 sono in cura per dipendenza da questa sostanza (con picchi in Lombardia, Emilia Romagna, Lazio e Campania), ma anche nelle regioni meridionali l'utenza e' in aumento (Quinto Rapporto Osservasalute, 2007). Se fino alla meta' degli anni Ottanta i consumatori problematici di stupefacenti, in Italia, erano principalmente gli assuntori di eroina ed oppiacei, nel 1987 iniziano a diffondersi, soprattutto nelle fasce piu' giovani, le droghe sintetiche cosi' come il numero dei consumatori di cannabinoidi e' andato costantemente aumentando fino al 2004. Su 100 consumatori problematici in carico ai Sert, 20 sono oggi consumatori di cannabis. Nel 2007, i sequestri di droghe sintetiche hanno conosciuto un'impennata: +193,67%, per un totale di 393.457 pasticche sequestrate, il maggior numero delle quali in Lombardia (213.802). La droga sintetica piu' nota, l'ecstasy, provoca solo in Italia decine di morti. Per quanto riguarda le cosiddette droghe furbe, conosciute anche come la cocaina dei poveri, secondo le stime il fatturato derivante dal commercio delle 'smart-drugs' ammonta ormai ad un miliardo di dollari l'anno (ISS).

Salvia divinorum, ma anche funghi allucinogeni, coca e pillole 'taroccate' sul web. In Europa e' allarme 'sballo' legale, semi-legale e fuorilegge online. "Abbiamo svolto una piccola indagine, scoprendo 25 punti vendita in Rete che offrono oltre 200 sostanze psicoattive online. Sebbene molte siano pubblicizzate come sballo legale, in realta' si tratta di composti anche illegali, o ascrivibili a una sorta di zona grigia", spiega Danilo Ballotta, responsabile del coordinamento istituzionale dell'Osservatorio europeo delle droghe e tossicodipendenze (Oedt), illustrando oggi a Roma la Relazione annuale 2008 dell'Oedt. Un dato "estremamente allarmante - commenta Giovanni Serpelloni, capo del Dipartimento politiche antidroga - Sui banconi delle farmacie online non ci sono infatti solo le droghe, ma anche i medicinali contraffatti. Un mercato del futuro difficile da monitorare e contrastare", che offre "pillole di Viagra fasullo accanto alla coca". In particolare, secondo i dati Oedt "i punti vendita identificati sembrano essere per lo piu' localizzati nel Regno Unito e nei Paesi Bassi", nonche' "in misura minore in Germania e Austria. Secondo le informazioni raccolte, il numero di rivenditori online e' in aumento e si differenzia per la capacita' di adeguarsi rapidamente ai nuovi tentativi di controllo del mercato", dice Ballotta.
Se si guarda sugli scaffali delle farmacie virtuali, "tra le sostanze piu' diffuse come sballo legale troviamo la salvia divinorum, la kratom, l'Argyreia nervosa (nata come rosa hawaiana), i funghi allucinogeni e un'ampia gamma di droghe da party. Spesso l'ingrediente principale dichiarato di queste ultime e' la benzilpiperazina - prosegue Ballotta - ma possono contenere una varieta' di materiali vegetali e sostanze sintetiche, o semisintetiche". Dagli incerti effetti per la salute.
Un pericolo che si moltiplica, se si pensa ai medicinali taroccati venduti attraverso la stessa Rete. "Nel sistema di allerta precoce che abbiamo messo a punto, e che consente di centralizzare e raccogliere le segnalazioni di anomalie e possibili problemi legati agli stupefacenti, e' previsto il monitoraggio di questo mercato del futuro", sottolinea Serpelloni. Un fenomeno preoccupante, che sara' protagonista l'anno prossimo di uno studio specifico a livello europeo, conclude Ballotta.

Ragazzini italiani alle prese con i primi spinelli. In media, nell'ultimo mese il 4,5% dei giovanissimi di 15 anni e l'11,1% di quelli di 16 anni ha consumato cannabis, secondo i dati diffusi oggi a Roma alla presentazione della Relazione annuale 2008 dell'Osservatorio europeo delle droghe e tossicodipendenze. "La media europea e' dell'11% a 15-16 anni", precisa Silvia Zanone, del Dipartimento politiche antidroga, in occasione della presentazione della Relazione 2008 dell'Osservatorio europeo delle droghe e tossicodipendenze (Oedt). Ma non c'e' solo la cannabis: a insidiare i giovanissimi arrivano le mini-dosi di coca a prezzi stracciati, anfetamine ed ecstasy (provate nell'ultimo anno da 2 milioni e 2,5 milioni di europei tra i 15 e i 34 anni). E se Carlo Giovanardi, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alla droga, sottolinea come "i dati mostrino una stragrande maggioranza di giovanissimi che dice no alle droghe", gli stessi esperti registrano "la grande richiesta da parte dei genitori di Nord, Centro e Sud Italia dei test per capire se i figli hanno fatto uso di cocaina, anfetamina, metanfetamina, marijuana e oppiacei".

"La cocaina fa emergere un iceberg di professionisti, imprenditori e politici sotto scacco: si tratta di un flagello terribile che colpisce tutta la societa'". Carlo Giovanardi, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alla droga - intervenendo alla presentazione della Relazione annuale 2008 dell'Osservatorio europeo delle droghe e tossicodipendenze - prende spunto dal recente arresto di un consigliere comunale a Riccione per invitare a non abbassare la guardia nel contrasto a un fenomeno che le statistiche continuano a dare stabile o in aumento. "Ci sono Sert pieni di 40/50enni che pensavano di poter convivere con la cocaina, che invece altera la loro situazione mentale finche' non crollano e rovinano se stessi, le loro famiglie, i loro clienti".

FONTE: Aduc.it
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08 agosto, 2008

Analisi dell'uso di droghe mediante impronte digitali

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E' stata elaborata una nuova tecnica di ricognizione dell'utilizzo di sostanze stupefacenti basata sull'analisi dell'impronta digitale dell'individuo. Secondo i ricercatori statunitensi della Purdue University basterà infatti l'indice del soggetto per capire se nell'organismo vi sono tracce di droghe. Sarà sufficiente l'utilizzo di uno spray che, agendo come solvente, farà evaporare uno straterello della superficie del dito formando delle goccioline che catturano in tal modo dalla pelle quelle eventuali sostanze da rintracciare. In tal modo si ottiene una immagine chimica dell'impronta che, analizzata poi in laboratorio, permetterà di far comprendere l'utilizzo o meno di determinate sostanze.
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30 luglio, 2008

La dipendenza da droghe resta memorizzata nel cervello

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Scoperta la “memoria della dipendenza” dalle droghe: risulterebbe esistente nel cervello di individui tossicodipendenti e persisterebbe per anni e ciò spiegherebbe il perché l’individuo disintossicato resta comunque suscettibile a ricadute anche a disintossicazione avvenuta. Resa nota sulla rivista Neuron, , è una notizia importante per appurare il meccanismo alla base della sensazione di astinenza e della facilità alle ricadute. Il merito della ricerca è attribuibile a Antonello Bonci dell’Università della California a San Francisco, di cui è possibile reperire il blog al seguente indirizzo http://it.wordpress.com/tag/antonello-bonci/
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26 luglio, 2008

Il consumo serale di Energy Drink potrebbe favorire la dipendenza da droghe

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Gli energy drink sono legati a comportamenti a rischio come l'assunzione di droghe, il fumo, l'alcol, il sesso occasionale.E' quanto emerge da uno studio condotto presso l'Universita' di Buffalo. Secondo la ricerca, si registra una correlazione netta tra consumo di energy drink e comportamenti a rischio, ma questo, hanno tenuto a precisare i ricercatori, non nasconde una relazione di causa-effetto tra consumo di energy drink e comportamenti irresponsabili e rischiosi.
FONTE: Ansa.it => http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/scienza/news/2008-07-25_125222538.html
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06 luglio, 2008

I-Doser, i medici: «Trovata commerciale» ma le forze dell'ordine sono allertate

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Li hanno provati. «Provocano stordimento, malessere, disagio». Se gli effetti sono gli stessi della droga questo non lo sanno:«Dovremmo prima averla provata, cosa che ovviamente non abbiamo fatto». Parola del capo del Nucleo speciale frodi telematiche della Guardia di Finanza colonnello Umberto Rapetto, che ieri ha lanciato l'allarme sull'i-Doser, la droga virtuale che verrebbe "sprigionata" da file audio che si scaricano on line, gratis o a pagamento.

Fenomeno allo studio. «Siamo ancora in una fase di monitoraggio del fenomeno - spiega Rapetto - avvertiti dai colleghi degli Usa, abbiamo notato che anche in Italia si sta diffondendo, abbiamo trovato commenti, post sull'argomento». L'i-Doser funzionerebbe attraverso onde hertz, «che non vengono percepite dall'udito, ma hanno effetti sul cervello». E le onde creerebbero effetti simili alle droghe. Sui siti specializzati si trovano in vendita file mp3 e Cd dell'"ecstasy", della "marijuana" e addirittura quello per provocare effetti simili all'"orgasmo".

La diffusione in Italia. Ma quanto è diffusa la "moda" dell'i-Doser in Italia? «Il fenomeno - spiega Rapetto - non è ancora quantificabile, abbiamo trovato diversi siti e forum che ne parlano, le pagine si sono moltiplicate, la gente ne parla, vuol dire che c'è un interesse crescente». E l'interesse di diversi giovani relativo alla promessa di provare le sensazioni date dalle droghe dovrebbe già far scattare un campanello d'allarme. Sul forum Fuoriditesta.it alcuni dicono di aver provato i file e di aver accusato "mal di testa", altri "intorpidimento delle mani", altri ancora non hanno riscontrato effetti.

Dalle armi subsoniche ai file on line. Il colonnello sottolinea ancora che lo studio del fenomeno è in fase preliminare: «Siamo in fase di ricognizione, si tratta di capire la pericolosità di questi file, il cervello lavora su quelle frequenze ed è quindi possibile che si venga a creare un reale distrubo». E il colonnello fa l'esempio delle «armi subsoniche, strumenti di offesa acustici che usano gli ultrasuoni - si legge in un articolo dello stesso Rapetto scritto nel 1997 - non udibili ma capaci, come ha palesato una ricerca della Southampton University su certi congegni antifurto basati su questo principio, di causare emicrania, nausea, ronzio auricolare, affaticamento». Certo è che dall'emicrania, all'effetto ecstasy il passo non è breve. Alcuni di questi strumenti, continua Rapetto, vengono usati a basse frequenze «per sfollare la gente» in situazioni critiche.

Brain wave machine. Gli studi per la creazione artificiale di onde in grado di interferire sul cervello «risalgono addirittura al 1920 - spiega Rapetto facendo riferimento ad un suo articolo del 2000 - simili attrezzi installati nei locali adeguati potevano disturbare Capi di Stato, scatenare litigiosità tra i componenti di una riunione di vertice. Gli scienziati hanno individuato onde Alpha (8-12 hz), Beta (tra i 12 e i 18 hz), Delta (0,1 - 3 hz) e Gamma (40 hz) che possono avere tutta una serie di effetti sul cervello. Il colonnello, infine, parlava della diffusione on line di istruzioni per costruirsi «brain wave machine», macchinari in grado di riprodurre questi suoni.

Il pericolo di messaggi subliminali. Gli uomini della Guarda di Finanza dovranno anche verificare se «nei file ci siano nascosti messaggi subliminali» che possono influenzare negativamente chi li ascolta.

Legale o illegale?. Per ora vendere e acquistare i file i-Doser è legale, «ma questo - spiega il colonnello - non vuol dire che lo strumento non sia nocivo. Stiamo cercando di inquadrare il fenomeno sia dal punto di vista delle conseguenze sul fisico che dal punto di vista legale».

Scetticismo. Ma molti sono scettici sui reali effetti dell'i-Doser. Il neurofarmacologo Felice Nava, direttore del Comitato scientifico nazionale di Federserd, ha affermato che «non ci sono studi scientifici o report anche aneddotici che possano far pensare che alcune musiche possono determinare fenomeni neurobiologici del tutto simili a quelli prodotti dalle più pericolose sostanze d'abuso». Fava parla di una «trovata commerciale ideata da astuti e loschi personaggi, con il solo scopo di arricchirsi sfruttando la credulità e la voglia di sballo a ogni costo di alcuni ingenui giovani cibernauti».

La parola ai medici. «Gli studi sul fenomeno - spiega Rapetto - come dicevo stanno ancora in una fase preliminare, tutto deve essere ancora verificato, la parola giustamente adesso passa ai medici, ma il nostro lavoro è quello di monitorare fenomeni che hanno rilievo sociale, cerchiamo di fare prevenzione». Insomma per Rapetto «non si tratta di niente di buono e l'augurio è che l'incredulità di alcuni sul fenomeno aiuti a far sì che questa cosa non si diffonda».

FONTE: Ilmessaggero.it => http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=26989&sez=HOME_SCIENZA
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03 luglio, 2008

Allucinogeni come farmaci per la cura della tossicodipendenza

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La psilobicina, sostanza allucinogena che prende il nome dai funghi da cui si estrae, avrebbe effetti 'spirituali' per circa un anno. Lo sostengono alcuni ricercatori della Johns Hopkins University di Baltimora, nel Maryland, per i quali questa sostanza potrebbe aiutare i tossicodipendenti e i malati terminali. I ricercatori hanno condotto un esperimento con 36 volontari, che hanno dichiarato di aver provato sensazioni 'mistiche' o 'spirituali' nei mesi seguenti la somministrazione.
FONTE: Ansa.it => http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/scienza/news/2008-07-02_102212343.html
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25 giugno, 2008

Allarme droga: domani giornata mondiale antidipendenze ma cresce l'uso cocaina del +200%

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E' cresciuto del 200% l'uso della cocaina in Italia negli ultimi cinque anni, afferma l'associazione Saman presentando un'indagine.Secondo l'associazione psico-terapeutica le risorse del Fondo per la lotta alla droga del ministero per le Politiche Sociali sono passati da 100 milioni di euro nel 2001 a 15 milioni oggi. Il numero dei consumatori di cocaina e' sempre piu' vicino al milione. Tra le iniziative uno sciopero della droga in occasione della giornata mondiale il 26 giugno.

FONTE: ANSA.IT -> http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/scienza/news/2008-06-24_124211761.html
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06 giugno, 2008

Scoperti nuovi lesioni cerebrali da uso di cannabis

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SYDNEY, 3 GIU - Fumare marijuana per lungo tempo puo' far restringere le parti del cervello che governano la memoria, le emozioni e l'aggressivita'. Lo sostiene un gruppo di ricercatori australiani, che hanno sottoposto a risonanza magnetica il cervello di persone che hanno fumato piu' di 5 spinelli al giorno per almeno 10 anni. Cosi' si e' scoperto che nei fumatori cronici e' del 12% piu' piccolo della media l'ippocampo (emozioni e memoria), e del 7% piu' piccola l'amigdala (paura e istinto aggressivo).

FONTE: ANSA.IT -> http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/scienza/news/2008-06-03_103212623.html
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SENTIERI DELLA MEDICINA

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