AFORISMA DEL GIORNO

25 maggio, 2012

Finalmente legge il provvedimento che vieta l'uso di protesi al seno a scopi estetici per donne minorenni, multe fino a 20 mila euro

0 commenti
Via libera all'unanimità da parte della commissione Affari sociali della Camera al ddl che istituisce i registri regionali e nazionale delle protesi mammarie e che vieta gli interventi al seno a fini estetici sulle minorenni. Il ddl, esaminato in terza lettura dalla commissione in sede legislativa, è legge ed entrerà in vigore con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale.

Con l'entrata in vigore del provvedimento i chirurghi che non rispetteranno il divieto di intervento «under 18» (pazienti sulle quali si potrà impiantare una protesi solo in caso di indicazione medica di«gravi malformazioni congenite») rischieranno una multa fino a 20mila euro e tre mesi di sospensione dall'attività. Il provvedimento, fortemente voluto dall'allora sottosegretario alla Salute Francesca Martini, era stato presentato dall'ex ministro della Salute Ferruccio Fazio e aveva ricevuto il primo via libera alla Camera il 22 dicembre 2010. Alla fine del 2011, sulla scia dello scandalo delle protesi francesi difettose Pip, il Senato aveva ripreso l'esame, approvando il testo con l'inasprimento delle pene da 5mila agli attuali 20mila euro. Ora il ministero della Salute avrà sei mesi di tempo per emanare il decreto che stabilirà tempi e modi per la raccolta dei dati nel registro nazionale, che sarà tenuto dalla direzione generale farmaci e dispositivi medici del ministero.
 

Sempre al ministero spetterà ogni anno il compito di fare una relazione al Parlamento sui dati raccolti dai registri, che dovranno contenere anche le indicazioni sui tipi di protesi e di riempimenti, oltre alla durata degli impianti. Nei registri, di cui ogni Regione dovrà dotarsi, andranno indicati «tipologia e durata degli impianti, con informazioni dettagliate circa il materiale di riempimento utilizzato ed etichettatura del prodotto, gli effetti collaterali ad essi connessi nonchè l'incidenza dei tumori mammari e delle malattie autoimmuni». 

FONTE: Corriere.it
Leggi tutto...

Eternit, il disprezzo estero per la legge italiana: nonostante la sentenza nessuna volontà di risarcire

0 commenti
I protagonisti belgi del processo Eternit non intendono versare alle parti civili gli indennizzi stabiliti dal tribunale di Torino. Lo si e' appreso oggi in ambienti vicini a Palazzo di Giustizia. A pagare (si tratta di ''provvisionali'') dovrebbero essere il barone Louis De Cartier, manager belga condannato a 16 anni di carcere, e la societa' Etex, riconducibile alla galassia della multinazionale Eternit. In totale si tratta di circa cento milioni di euro, la maggior parte dei quali (oltre il 70%) ricade su De Cartier.

Il 13 febbraio i giudici hanno condannato la società Eternit al pagamento dei danni provocati dalla lavorazione dell'amianto a ex dipendenti, familiari e abitanti di Casale Monferrato, luogo in cui aveva sede la fabbrica. Una condanna dovuta soprattutto al fatto che dalle indagini si è scoperto che i vertici delle aziende erano ben consapevoli dei danni che poteva provocare la fibra lavorata. Una sentenza storica, festeggiata e applaudita dalla stampa italiana ed estera. Ma la felicità è durata poco. Ora i protagonisti del processo, la società belga imputata e i manager, non intendono versare volontariamente alle parti civili gli indennizzi stabiliti dal tribunale di Torino, si apprende da alcune voci vicine agli ambienti del Palazzo di Giustizia. A pagare dovrebbero essere il barone Louis De Cartier, manager belga condannato a 16 anni di carcere, e la società Etex, riconducibile alla galassia della multinazionale Eternit. Un totale si tratta di circa cento milioni di euro, la maggior parte dei quali ricadrebbe su De Cartier. La prassi, per quel che riguarda questo caso, vorrebbe che le provvisionali venissero versate subito dopo il deposito delle motivazioni della sentenza di primo grado, termine scaduto la scorsa settimana. Ma è arrivato il rifiuto. «Non è normale questo disprezzo assoluto sia per la vicenda in sé che per le decisioni dei tribunali italiani». Così commenta la vicenda l'avvocato Sergio Bonetto, uno dei legali di parte civile del processo Eternit, in merito alla decisione della società belga di non corrispondere le provvisionali stabilite dai giudici di Torino. «Durante il processo non hanno dato notizie. Adesso cercano di sottrarsi all'esecuzione della sentenza», conclude l'avvocato.

Fonte: Quotidiano piemontese
Leggi tutto...

22 maggio, 2012

Legge 40, la Consulta mantiene il divieto di fecondazione eterologa

0 commenti
La Corte Costituzionale non boccia la parte della Legge 40 del 2004 che vieta la fecondazione eterologa- quella con ovociti o gameti non appartenenti alla coppia - nel nostro Paese. La Consulta ha rimandato gli atti ai tribunali di Firenze, Catania e Milano - cui si erano rivolte delle coppie sterili e che avevano sollevato la questione di costituzionalità - invitandoli a considerare la nuova sentenza Corte Europea dei Diritti dell'Uomo di Strasburgo, che il 3 novembre scorso aveva, di fatto, stabilito che vietare la fecondazione eterologa nei paesi comunitari è legittimo.

La sentenza di Strasburgo si riferiva al ricorso di due coppie austriache sterili contro il divieto, stabilito dalla legge austriaca, di ricorrere a tecniche di fecondazione eterologa. Un divieto che, secondo la Corte, non viola «l'articolo 8 (diritto al rispetto della vita privata e familiare) della Convenzione dei diritti dell'uomo». In una prima sentenza, il primo aprile 2010, la Corte aveva dato ragione alle due coppie, per le quali l'unico modo per avere un figlio è il ricorso alla fecondazione eterologa in vitro, ma il governo austriaco, sostenuto da quello italiano e quello tedesco, aveva chiesto una revisione del caso davanti alla Grande camera. A novembre la Corte ha ribaltato il proprio giudizio, sottolineando che, viste le questioni etiche sollevate ma anche la rapidità dei progressi medici, ogni paese ha un ampio margine di manovra nel normare questa materia, e quindi la legge austriaca non lede di per sè i diritti delle due coppie.

A commentare la sentenza della Consulta sono i legali delle coppie sterili che si sono rivolte ai tre tribunali. «È una sentenza positiva, anche se interlocutoria. La Consulta poteva dichiarare che il divieto di fecondazione eterologa è costituzionale, invece ha rinviato gli atti» commenta l'avvocato Filomena Gallo. «Si tratta solo di un arrivederci - aggiunge il legale Gianni Baldini -. La sentenza di Strasburgo dice che la legittimità del divieto di fecondazione eterologa deve essere valutato dai singoli Stati, in base alle loro specificità storiche, politiche e culturali. I tribunali di Milano, Firenze e Catania nel loro ricorso hanno ritenuto che quel divieto possa essere in contrasto con la Costituzione italiana. Quindi, a meno che non vogliano contraddirsi, i tre tribunali non potranno che ribadire la necessità di un intervento della Corte Costituzionale».
 

La Consulta era chiamata a valutare la costituzionalità della legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita in merito al divieto di fecondazione eterologa, cioè con ovociti o gameti non appartenenti alla coppia. Ad attendere la sentenza erano innanzitutto i centri di procreazione medicalmente assistita: far cadere il divieto, rilevano, significherebbe anche fermare il turismo procreativo che ha, oltre all'impatto emotivo sulla coppia, anche un alto costo sociale. Già diverse pronunce della Consulta hanno di fatto «riscritto» la legge 40. Quattro volte la legge è finita sui banchi della Corte Costituzionale (nel 2005, due volte nel 2009 e una nel 2010). Se si considerano anche i ricorsi per altre parti della legge - come quelli per ottenere la possibilità di congelamento degli embrioni, la diagnosi preimpianto e il limite di utilizzo di tre embrioni per ciclo di fecondazione - sono complessivamente 16 le volte che i giudici hanno ordinato l'esecuzione delle tecniche di fecondazione secondo i principi costituzionali, affermando i diritti delle coppie e non secondo la legge 40. 

FONTE: Corriere.it
Leggi tutto...

Fine della scoperta di nuovi farmaci? Fra crisi economica e necessità di cambiamenti culturali...

0 commenti
Circa mezzo secolo fa, nel periodo d'oro dell'industria farmaceutica, i bassi costi di ricerca e produzione nonchè la spinta di un nuovo modello industriale basato sulla serrata concorrenza hanno permesso un continuo progredire della ricerca farmacologica, la quale a sua volta ha concesso un numero infinito di pillole a scopo terapeutico, dal controllo della pressione arteriosa al controllo della glicemia fino alla risoluzione delle infezioni batteriche. Attualmente però, proprio a causa della crisi economica dovuta a impoverimento di risorse delle nazioni, tale modello economico e culturale è in difficoltà: il costo per portare un nuovo farmaco sul mercato si aggira sul miliardo di dollari, con un processo che può durare oltre 15 anni. Quasi del tutto abbandonate le strade della ricerca farmacologica "pubblica", le industrie più conosciute del settore stanno affrontando a sua volta un periodo di crisi economica e il taglio continuo dei budget sta distruggendo il solido telaio su cui si basavano le operazioni più comuni. La conferma arriva dalla preoccupazione espressa da molti rappresentanti mondiali del mondo accademico nonchè molti gruppi di pazienti, i quali temono non più un allungamento ma una vera e propria cancellazione di quei progetti la cui possibile realizzazione potrebbe portare benefici terapeutici a molte malattie attualmente insolute.

Ad essere colpite maggiormente sono le malattie con bassa frequenza di soggetti colpiti. Se da un lato gli sforzi economici residui della ricerca si stanno concentrando su quelle malattie a larga diffusione mondiale, dall'altro si sta concretizzando un abbandono totale di quei percorsi che potrebbero portare a soluzioni per malattie coinvolgenti una frequenza bassa di pazienti, con il risultato di una disastrosa "selezione naturale".

Inoltre, proprio in quest'ultimo decennio si sta concretizzando il timore espresso da tanti ricercatori in merito allo sviluppo di una farmaco-resistenza generalizzata: molti ceppi batterici stanno "emergendo" in quanto resistenti ai più comuni farmaci antibiotici.

Lo scorso anno il direttore generale dell'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) Margaret Chan ha avvertito che il mondo stava andando verso una "era post-antibiotica" ed espresse il timore che molte infezioni comuni potrebbero non avere più una cura valida e quindi potrebbero ancora una volta "uccidere senza sosta". Una regressione al passato davvero non auspicabile.

Infine, ulteriore problema segnalato dall'OMS e da considerare: l'aumento generalizzato dell'età media sta causando un incremento dell'incidenza delle patologie neurologiche quali ad esempio Alzheimer e Parkinson, dove tuttora vi è una carenza di farmaci a efficacia sicura, da cui un ulteriore "peso" per la ricerca.

Il vecchio modello della ricerca farmacologica non funziona più bene. Il modello è inefficiente. Nove volte su dieci, molecole che mostrano la promessa in fase precoce sono destinati al fallimento nei processi successivi. Il cosiddetto "Blockbuster method" - che impegna ingenti somme di denaro per trovare un farmaco che promette di trattare una parte enorme della popolazione, e generando cosi un ritorno di denaro per coprire altre perdite sperimentali - non può più sostenere il settore, perchè il denaro non va più a coprire le perdite sperimentali ma le perdite di settore.

Ma è tutta colpa della crisi economica? Con una opinione controversa, Chas Bountra, professore di medicina traslazionale all'Università di Oxford, accusa i rallentamenti del ritmo di ricerca alla scarsa possibilità di approfondire la conoscenza molecolare umana: "Non capiamo abbastanza di malattie umane o abbastanza sulla modalità d'azione dei farmaci esistenti. Prendete per esempio il paracetamolo. Tutti noi lo prendiamo, tutti noi sappiamo dei suoi effetti collaterali ad alte dosi, ma non sappiamo ancora esattamente con precisione quale sia il suo sito molecolare d'azione. E se non siamo in grado di appurarlo, come possiamo progettare molecole migliori e quindi meno inclini a controindicazioni? Trovare nuove proteine o geni del corpo che possano essere indicate come obiettivi di un farmaco senza possibili ripercussioni ha, attualmente, le probabilità di una vincita ad una lotteria. Ci sono più di 20.000 proteine ​​nel corpo umano, e nessuna di queste proteine ​​potrebbe essere un obiettivo per la scoperta di un nuovissimo farmaco. La nostra capacità, anche nel 2012, per essere in grado di dire una proteina sta andando a lavorare in questo gruppo di pazienti o un sottoinsieme di pazienti, è spaventosamente bassa".

Un'altra minaccia al mondo della ricerca farmacologica è la duplicazione. "Noi ricercatori non pubblichiamo i nostri fallimenti, o se le facciamo pubblicare, si pubblicano troppo tardi. Di conseguenza altri accademici, le altre aziende, continuare a lavorare sullo stesso obiettivo, continuare a sprecare risorse e le carriere e esporre i pazienti a molecole che hanno una probabilità di fallimento elevata" dichaira il prof Bountra.
 

Il Prof. Patrick Vallance, presidente di ricerca e sviluppo di prodotti farmaceutici della famosa industria GlaxoSmithKline, pensa che il settore stia diventando sempre più aperto: "Una delle cose che abbiamo fatto è di dichiarare pubblicamente ogni passo della nostra attività di ricerca e sviluppo. E mentre pubblichiamo i nostri risultati, rendiamo i nostri protocolli disponibili ai revisori. Questo modo di agire è di aiuto per dare una migliore visibilità di ciò che è in cantiere". Per esempio, la GlaxoSmithKline ha messo 13.500 "strutture molecolari" che hanno il potenziale di uccidere la malaria a conoscenza di pubblico dominio. Prof Vallance dice che l'azienda ha agito così perché la dispersione di risorse per fenomeni di duplicazione è un "problema difficile da decifrare". E aggiunge: "Perché non permettere a chiunque di dare un'occhiata a questi composti e vedere se si può pensare a qualcosa di più intelligente di quanto stiamo facendo, e vedere se riescono a raggruppare in un certo modo o individuare un modello che abbiamo perso?", ma, sostiene, dobbiamo essere realistici su questo punto: "Ci sarà sempre un certo grado di sovrapposizione, perché a crearla è la stessa concorrenza fra industrie". Per la cronaca, anche il gruppo del prof Bountra di Oxford ha preso la decisione di pubblicare tutti i loro successi e fallimenti.

Il professor Paul Workman dell'Istituto di ricerca sul cancro punta ad un altro tema scottante: "Con i problemi della crisi finanziaria si è sviluppata una sorta di vuoto che molti di noi descrivono come "la valle della morte". Questa è la valle tra ricerca di base e l'innovazione da un lato, e il beneficio per il paziente e il successo commerciale dall'altro, con questo abisso in mezzo in cui vi è una mancanza di fondi e i numerosi casi di fallimento".

Lo studioso inglese è comunque ottimista sul fatto che la scienza possa ancora progredire e portare nuove opportunità di successo, ma il problema di fondo è che "la scienza ci sta portando nella direzione opposta ai farmaci generici di successo, cioè ci sta spingendo verso la medicina "personalizzata". Questo significa che in un futuro non lontano si potrà identificare il paziente a cui il principio attivo usato per la terapia può dare benefici semplicemente attraverso un test genetico del suo DNA. Tuttavia, solo un piccolo numero di pazienti potrebbe beneficiare di una determinata terapia, ma ne trarrà beneficio in modo ottimale.

E' necessario quindi un cambiamento culturale. Ciò che il mondo accademico sta sostenendo da qualche anno è la necessità di un nuovo modello che veda nella stretta collaborazione fra differenti gruppi di ricerca al fine di concentrare le poche risorse economiche e umane rimaste in tale campo e ridurre al minimo gli sprechi di tempo e denaro. Tale collaborazione dovrebbe attuarsi solo nelle fasi iniziali, in quanto nelle fasi avanzate di sviluppo una concorrenza "commerciale" e "industriale" è inevitabile, come affermato dallo stesso prof Workman: "Ci sarà una forte concorrenza per ottenere il miglior primo farmaco, per essere sicuri di fare il processo giusto e mostrare di possedere e poter vendere la migliore medicina".
Leggi tutto...

[OFF TOPIC] - Pianura padana, una new entry delle zone a rischio sismico...

2 commenti
Strano destino quello della pianura padana: fino alla fine dello scorso decennio era considerata una zona a basso potenziale di rischio sismico, cioè "abbastanza sicura", al contrario dal 2003 in poi si è osservata un aumento di attività tellurica che ha determinato il cambiamento del suo colore da "verde" a "gialla", cioè zona a rischio medio. Un colore che rischia di cambiare ancora, constatati gli ultimi eventi che andranno a influire sui dati raccolti e sulle previsioni future. Infatti nella giornata di oggi si sono susseguite le scosse di assestamento, alcune di intensità quasi simile a quella che nella tarda notte di ieri ha sconvolto l'entroterra della provincia ferrarese causando morte, paura e crolli. Ma cosa sta succedendo, dal punto di vista sismico, alla pianura piadana? Ce lo spiega l'articolo di Giovanni Caprara del "Corriere della Sera" con la collaborazione del sismologo Massimo Cocco dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia.

Come mai un terremoto nel mezzo della Val Padana di intensità medio-alta (5.9 della scala Richter) seguito da una fitta sequenza di altri sismi, alcuni altrettanto potenti?

È il frutto dello scontro tra le placche della crosta terrestre, l'africana contro quella europea. Questo in generale. In particolare è la conseguenza della compressione tra nord e sud che si crea fra le due zolle del pianeta. La spinta degli Appennini, al di sopra della microplacca Adriatica, ieri ha prodotto una faglia lunga una quarantina di chilometri tagliando la Val Padana tra est e ovest, fra Ferrara e Modena, scuotendola vigorosamente. Nell'arco della giornata si è registrato oltre un centinaio di sismi di varia magnitudo ma alcuni con livelli tra 4 e 5 della scala Richter, quindi rilevanti e in grado provocare seri danni, disastri e purtroppo vittime.

Queste zone della Val Padana sembravano in passato un'area relativamente tranquilla ma negli ultimi tempi tutto pare cambiato. Come mai?

Fino al 2003, quando si è compilata l'ultima carta del pericolo sismico, non era nemmeno considerata. Non essendo stati fino ad allora raccolti dati strumentali non era classificata e quindi giudicata a bassa sismicità. Altrettanto successe a San Giuliano di Puglia. Ma gli eventi accaduti hanno costretto a una revisione ponendola all'improvviso nella classifica del pericolo nella terza categoria; vale a dire medio-bassa. L'Aquila, per fare un confronto, è in prima categoria. Negli anni precedenti si erano verificati episodi consistenti. Ad esempio il terremoto di Cento (5.4 della scala Richter) nel 1987 e di Rovigo (4.7) del 2011. Nei mesi più recenti i fenomeni si sono intensificati scuotendo l'intera regione. Dal gennaio 2012 la zona appenninica di Reggio Emilia e Parma venne colpita da terremoti di magnitudo 4.9 e 5.4, a distanza di pochissimi giorni. I due sismi di gennaio, pur avvenuti a profondità molto diverse (30 e 60 km) rispetto ai 6-8 km di quelli di ieri, sono anch'essi legati ai movimenti della stessa «microplacca adriatica», che negli ultimi tempi ha avuto un'attività piuttosto intensa.

Questi avvenimenti erano considerati segnali premonitori di scosse più forti o venivano giudicati normali?


Nessuna sorpresa, sottolineano i geofisici. Tutto rientrava nel quadro conosciuto del territorio e anche un sisma lievemente superiore al passato, intorno a 6 gradi della scala Richter, era ritenuto nella norma, prevedibile. Ed è quello che è accaduto. Storicamente il caso più violento di cui si abbia traccia risale al 1570 riguardante un terremoto a Ferrara con una magnitudo di 5.5 della scala Richter. Un altro evento studiato di recente è quello avvenuto nel 1639 con epicentro nei pressi di Finale Emilia dove produsse danni analoghi a quelli di ieri. Gli effetti, poi, dipendono anche dalla profondità dell'ipocentro del sisma e più sono superficiali più si fanno sentire. Quelli di ieri erano tutti inferiori ai dieci chilometri di profondità e infatti le onde si sono trasmesse rapidamente in modo ampio facendo scattare i sismometri nell'intera Italia settentrionale, dal Friuli, al Trentino, alla Liguria, e verso Sud, fino all'Italia centrale. C'è da aggiungere che la Pianura Padana è ricoperta da uno spesso strato di sedimenti e questo tipo di suolo genera degli effetti di amplificazione che si distribuiscono nel territorio.


Come mai una sequenza di scosse così prolungata nel tempo e di consistente intensità?


La compressione fra le due placche che ha generato la faglia deve liberare l'energia accumulata. E questo può avvenire in tre maniere. La prima in un breve arco di ore, come sembra stia avvenendo in questo caso, con movimenti tellurici di media intensità superiori al quinto grado della scala Richter; la seconda con piccoli sismi che si distribuiscono in qualche giorno; il terzo modo è invece un rilascio di energia lento e lieve al punto da non fare nemmeno sussultare i pennini dei sismografi e quindi nessuno se ne accorge. I geofisici non possono sapere che cosa sia realmente accaduto nel sottosuolo e come le rocce, nella loro diversa natura, reagiranno alle pressioni.
 

È possibile sapere che cosa accadrà nei prossimi giorni, settimane o anche mesi, cioè se la Terra proseguirà nei suoi tremori?

La Pianura Padana è prevedibile che continuerà a sussultare come ha fatto negli ultimi tempi. E quindi terremoti intorno al quinto grado della scala Richter è verosimile che possano ancora verificarsi. Troppo spesso dimentichiamo che viviamo in un Paese altamente sismico. Ora i sismologi dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia compiranno una campagna di indagini nell'area coinvolta e installeranno nuove apparecchiature per analizzare più in dettaglio i movimenti che il suolo manifesterà al fine di approfondirne la conoscenza e di decifrare meglio eventuali comportamenti.



FONTE: Corriere della Sera
AUTORE: Giovanni Caprara
Leggi tutto...

21 maggio, 2012

Il governo spara a zero sulla Sanità: dal prossimo anno in arrivo nuovo ticket su farmaci, visite, ricoveri, day hospital: fino al 3 per 1000 del proprio Irpef...

1 commenti

Le nuove franchigie sanitarie che manderanno in soffitta ticket ed esenzioni si pagheranno anche sui ricoveri ospedalieri e in aggiunta arriva un miniticket per ogni prescrizione farmaceutica compiuta.

È una delle novità dell’ultima ora inserite dai tecnici del ministero della Salute alla proposta che Renato Balduzzi vuole calare al più presto sul tavolo del confronto con le Regioni.

Pubblicamente il ministro si schernisce e parla di ipotesi di lavoro ma ai suoi ha ordinato di premere sull’acceleratore perché i tempi necessari a rendere operativo il sistema di pagamento «a franchigia» non sono brevi.

Infatti, prima che il meccanismo diventi operativo, sarà necessario prima creare e distribuire le nuove tessere sanitarie dotate di microchip, le uniche capaci di memorizzare la quota di spesa a nostro carico che viene via via consumata. Così i superesperti di Balduzzi hanno iniziato a limare il meccanismo per metterlo a punto.

Prima di tutto la franchigia, che è la quota di spesa entro la quale si dovrà pagare (e che una volta superata farà scattare le prestazioni gratis). Sarà pari al 3 per mille del reddito Irpef, corretto con il «quoziente familiare», che di fatto farà diminuire il reddito per le famiglie più numerose o con disabili a carico.

In un primo momento si era pensato di calcolare l’aliquota sul reddito Isee, parametro già utilizzato per diverse prestazioni del nostro welfare e che tiene conto anche dei patrimoni mobiliari e immobiliari. Ma per gli esperti della Salute, le Asl non sarebbero però in grado di controllare l’Isee e verificarne i valori. Meglio quindi attenersi all’Irpef. Anche se questo significherà far pagare di più i soliti noti: ossia pensionati e lavoratori dipendenti.

Comunque con l’aliquota del 3 per mille il gettito dei ticket passerebbe dagli attuali 4 ai futuri 6 miliardi. Esattamente i due in più previsti a partire dal 2014 dall’ultima manovra Berlusconi, confermata da Mario Monti.

In pratica, per fare qualche esempio, chi ha 20mila euro di reddito pagherà fino a 60 euro e poi basta. Con 40 mila euro si pagherà fino a 120 euro, con 60mila fino a 160, con 100mila si aprirà il portafogli fino a che non si sarà superata la soglia dei 300 euro e così via. Le franchigie le pagheranno tutti, anche quel 47% di italiani oggi esente dai ticket che consumano però quasi il 70% della spesa sanitaria.

Il budget a carico dell’assistito non sarà solo su visite specialistiche, analisi, accertamenti diagnostici e farmaci com’è ora per i ticket ma si pagherà anche per ricoveri ospedalieri e day hospital. Come dire che resterà gratuito solo il medico di famiglia e che basterà sostare anche solo un giorno in corsia o in day hospital per spendere di tasca propria l’intera franchigia.

Per disincentivare il «consumismo sanitario» si pensa anche a un mini-ticket di 50 centesimi da applicare su ogni prescrizione, comprese quelle gratuite una volta esaurita la franchigia.

La quota a nostro carico verrà scalata dalla nuova tessera sanitaria e la franchigia non sarà calcolata sull’anno solare bensì a partire dalla prima prescrizione. Ad esempio se andrò con la ricetta in farmacia a giugno esaurirò l’importo a mio carico a maggio dell’anno successivo e poi, a questo punto, si ricomincerà scalando le prime spese dalla franchigia iniziale.

La formula «pagare meno ma pagare tutti» ha fino ad ora fatto storcere il naso alle Regioni ma il Governo sembra intenzionato ad andare comunque avanti per questa strada. Anche perché, spiegano al ministero della Salute, per legge i due miliardi di maggiori ticket nel 2014 devono entrare.

E con il sistema attuale, dove la stragrande maggioranza della compartecipazione alla spesa è su specialistica e diagnostica, per incamerare quella somma bisognerebbe far gravare sui non esenti un super-ticket pari all’80% del costo di visite specialistiche, analisi, Tac, risonanze ed altri accertamenti diagnostici. Un salasso che scatenerebbe la corsa verso il privato, portando a rischio default Asl e ospedali di tutta Italia.

FONTE: La Stampa.it
Autore: Paolo Russo
Leggi tutto...

Scoperto nei cani il gene dell'epilessia

0 commenti

L'epilessia, un insieme di disturbi neurologici cronici caratterizzati da convulsioni, colpisce circa 1-5% della popolazione umana in un momento della vita. Gli esperti spiegano che l'epilessia dipende da varie sindromi, cause, prognosi e dall'età dei malati. Sulla base dei meccanismi basilari che le caratterizzano, le sindromi epilettiche si dividono in epilessie genetiche, epilessie strutturali/metaboliche (sintomatiche) ed epilessie di causa sconosciuta (idiopatiche). Coordinati dall'Università di Helsinki e dall'Istituto di genetica Folkhälsan in Finlandia, ricercatori provenienti da Danimarca, Finlandia, Stati Uniti e Svezia hanno confrontato il genoma dei cani con l'epilessia e quello di cani di controllo sani e hanno identificato una regione del gene nel cromosoma 37, che è legata alla forma più comune di epilessia canina. Presentati sulla rivista PLoS ONE, i risultati ci fanno capire meglio il background genetico delle forme più comuni di epilessia canina e forniscono informazioni sulle forme comuni di epilessia umana. Lo studio è stato in parte finanziato dal progetto LUPA ("Unravelling the molecular basis of common complex human disorders using the dog as a model system"), che è sostenuto nell'ambito del tema "Salute" del Settimo programma quadro (7° PQ) dell'UE con 12 milioni di euro.

Fino al 40% dei malati di epilessia possono far risalire la propria diagnosi a fattori genetici. Se la specifica regione del gene è omozigotica, il rischio di soffrire di epilessia è sette volte maggiore. I ricercatori suggeriscono anche che altri fattori di rischio genetici, ancora sconosciuti, potrebbero essere presenti nella razza.

Il tipo di epilessia che colpisce il pastore belga è molto comune anche in altre razze. Questa scoperta quindi potrebbe migliorare le nostre conoscenze sulle epilessie in diverse razze di cani.

"Ci sono solo pochi geni nella regione identificata e credo che le analisi in corso ci aiuteranno a scoprire il gene specifico dell'epilessia," dice la professoressa Hannes Lohi dell'Università di Helsinki, autrice anziana dello studio. "Questo ci farebbe capire meglio i meccanismi della malattia e ci fornirebbe un nuovo strumento di diagnostica per questa malattia."

Commentando lo studio, l'autrice principale, la dott.ssa Eija Seppälä dell'Università di Helsinki, dice: "La regione genomica identificata è probabilmente il fattore di rischio singolo più forte per l'epilessia nei pastori belgi e stiamo studiando un'interessante variante del gene che causa un cambiamento dell'amino acido al livello proteico. Questo cambiamento omozigotico dell'amino acido però è presente anche in un quinto dei pastori belgi sani. La ricerca continua all'interno della razza e ha lo scopo di identificare la specifica mutazione per i test genetici in questo sito e possibilmente in altri cromosomi. Il bisogno di un test genetico è urgente visto che si stima che ben il 20% dei cani di questa razza abbia l'epilessia."

FONTE: Molecularlab.it
Leggi tutto...

Niente più "Buono vs. Cattivo": ricerca sulla rivista "The Lancet" mette in dubbio l'effetto protettivo dell'HDL...

0 commenti

Interessante risultato di una ricerca pubblicata recentemente sulla rivista inglese "The Lancet". Uno studio compiuto su quasi 12500 pazienti andati incontro nella loro vita a episodi patologici cardiocircolatori avrebbe posto le basi per annullare il principio secondo il quale gli elevati livelli di colesterolo HDL avrebbero un effetto "protettivo" nei confronti del possibile sviluppo di tali patologie. Tale studio, che si sostiene su di un’analisi di numerose ricerche statistiche precedenti, ha scoperto che anche se è vero che mantenere le lipoproteine ​​a bassa densità o LDL (conosciute come il “colesterolo cattivo”) sotto controllo è bene per il cuore, alti livelli di HDL non hanno alcun impatto sul rischio di malattie cardiache. “Questi risultati dimostrano che in realtà un aumento del colesterolo HDL potrebbe non ridurre il rischio di infarto del miocardio (o attacco cardiaco) negli esseri umani”, ha detto l’autore dello studio Sekar Kathiresan, del Massachusetts General Hospital e della Harvard Medical School degli Stati Uniti. “Pertanto, fornire farmaci che aumentano il colesterolo HDL potrebbe non essere una buona idea, in quanto non possiamo dare per scontato che il rischio di infarto si ridurrebbe”, ha spiegato Kathiresan.

A dispetto di quanto sostenuto dalla ricerca, è necessario tuttavia sottolineare alcuni punti importanti:

1) tale ricerca si basa principalmente su rapporti statistici e lo stesso autore dichiara che saranno necessari ulteriori studi per confermare la teoria
2) il mantenimento di valori elevati di LDL, oltre specifici valori soglia determinati dalle proprie condizioni fisiologiche e patologiche nonchè concordati con il proprio medico di fiducia, ha assolutamente e senza dubbio un EFFETTO NEGATIVO sulle possibilità di sviluppo di patologia cardiocircolatoria
3) una dieta che possa incrementare il contenuto di HDL ha un effetto inevitabilmente benefico sul contenuto di LDL favorendone l'abbassamento e appunto prevenendo il possibile sviluppo di patologie quali infarto, arteriopatie e altre patologie prevenibili tramite il controllo dei propri livelli di colesterolo.
 

Leggi tutto...

[OFF TOPIC] - Considerazioni sul terribile attentato di Brindisi,dubbi sull'uso di bombole GPL per preparare l'ordigno...

1 commenti
Passata l' ondata di emozioni susseguenti alla morte della giovanissima studentessa di Brindisi ed al ferimento di alcune sue compagne, la mente non puo' fare  a meno di analizzare quanto ci e' stato raccontato sull' attentato e di valutare le immagini che sono state proposte dalle televisioni. La versione ufficiale dei fatti è che tre bombole di gas, occultate all' interno di un cassonetto, sono state fatte esplodere mediante un timer regolato alle 7.45 e gia' qui viene da porsi una prima domanda: avete presente quanto pesa una bombola di GPL  ? Certamente l'attentatore le ha dovute collocare nel cassonetto una per volta e preparare l' ordigno successivamente al loro posizionamento, mi pare infatti assurdo ipotizzare che tre bombole, quindi una sessantina di chili, con un ingombro notevole, possano essere state preassemblate, munite di detonatore e di timer e dopo collocate insieme all' interno del cassonetto. Sarebbe senza dubbio alcuno stato necessario un automezzo munito di una piccola gru per effettuare l' operazione ed insomma, terroristi che se ne vanbno a giro con una bomba su un autocarro mi sembrano troppo anche per l' Italia. Dunque una per volta ed assemblaggio sul posto. Una operazione che ha impegnato  due persone che hanno trafficato intorno al cassonetto ( e la spazzatura ? ) per diverso tempo.

Supponiamo che sia andata cosi' e che tutto sia filato per il verso giusto, qualcuno puo cortesemente spiegare come si provoca l'esplosione di una bombola di GPL ? Perche' io autore dell'articolo, che ho una certa esperienza sull' argomento, non riesco proprio a trovare un metodo che possa funzionare con efficacia specialmente al momento prestabilito. Come avviene la connessione timer, detonatore ordigno ? I GPL (  Gas da Petrolio Liquefatti )  sono gas pesanti, derivanti dalla raffinazione del greggio, che vengono mantenuti e trasportati allo stato liquido in contenitori a pressione. Lo stato liquido si ottiene per aumento di pressione o sottrazione di calore e viceversa lo stato gassoso diminuendo la pressione o aumentando il calore. Il GPL e' quello che fa funzionare gli accendini, per capirci e se qualcuno lo usa trasparente puo' vedere il gas all' interno che assomiglia all' acqua.

L' esplosione improvvisa di un contenitore di GPL e' chiamato BLEVE ed e' l' evento peggiore che  viene ipotizzato nella analisi dei grandi rischi connessi agli impianti ed alle strutture che trattano questo prodotto.

Qualcuno si ricordera' della esplosione alla Stazione ferroviaria di Viareggio ed alla strage che ne segui', con persone che vennero vaporizzate dal' irraggiamento mortale del fireball ( palla di fuoco ) che segui' il BLEVE ( l' esplosione ). Allora sappiamo cosa avvenne, una perdita consistente di gas da uno dei vagoni ed una saturazione dell' armosfera circostante fino al realizzarsi di una miscela instabile tra combustibile (GPL) e comburente (l'aria) che venne poi innescata dalle scintille di un freno del vagone malfunzionante.

Come questa dinamica possa essere artificialmente riprodotta con tre bambole dentro ad un cassonetto ce lo devono ancora spiegare ma supponiamo che sia avvenuto. Dunque le tre bombole esplodono ed alla esplosione segue il fireball che irraggia un' area  abbastanza rilevante intorno all' epicentro. Dunque, ricapitolando, prima il BLEVE., con gli effetti tipici della esplosione, schegge, detriti, onda d' urto e subito dopo il  Fireball, ossia questa palla di fuoco che incenerisce tutto al suo passaggio. Non si sfugge a questa dinamica se erano bombole.

La fotografia che vedete (vedasi link ad articolo a fondo pagina) si riferisce allo scoppio  di due bombole che erano dentro ad un furgone schiantatosi fuori strada ed e' stata presa parecchio dopo l' evento. Due sole bombole. Mi pare non ci sia bisogno di commentarla. Dalle immagini proposte dalle televisioni abbiamo invece notato che non vi e' alcun cratere nel luogo dell' esplosione, non vi sono fuochi residui.  che il cassonetto e' solo lacerato ma non disintegrato e carbonizzato, che l' erba di un prato adicente e' verde e che alcuni alberelli nei pressi sono intatti. Cosi' tanto per gradire da una prima sommaria occhiata per televisione. Chiunque abbia un minimo di dimestichezza capirebbee immediatamente.

AUTORE: Gianni Fraschetti
SITO:  Informare.over-blog.it



Dalle immagini proposte dalle televisioni abbiamo invece notato che non vi e' alcun cratere nel luogo dell' esplosione, non vi sono fuochi residui.  che il cassonetto e' solo lacerato ma non disintegrato e carbonizzato, che l' erba di un prato adicente e' verde e che alcuni alberelli nei pressi sono intatti. Cosi' tanto per gradire da una prima sommaria occhiata per televisione.
Leggi tutto...

29 aprile, 2012

Disponibile sull'iBookstore Apple "Lessico Medico Italiano" in versione ebook per iPad

0 commenti
Buongiorno redazione di Sentieri della Medicina, vi segnalo che è disponibile sull'iBookstore Apple Lessico Medico Italiano in versione ebook per iPad. Da oggi fino al 14 maggio, l'ebook è in promozione insieme a tutte le applicazioni mediche sviluppate da goWare e da C.G. Edizioni Medico Scientifiche. Ecco il nostro comunicato. 
----------------------------------------------------------------

COMUNICATO goWare
Navacchio, 16 aprile 2012

La sostenibile leggerezza di Lessico Medico Italiano in versione ebook
Arriva anche in versione ebook per iPad e per Kindle Lessico Medico Italiano, edito da C.G. Edizioni Medico Scientifiche e sviluppato da goWare.

10.000 pagine, oltre 70.000 lemmi. I numeri di Lessico Medico Italiano hanno un peso non indifferente. Da oggi quest’opera medica fondamentale è disponibile anche in versione ebook per iPad e Kindle, che restituisce la ricchezza di contenuti del tomo cartaceo e consente una consultazione rapida e agevole dell’intero dizionario con il solo "sforzo" di tenere in mano il proprio tablet.

Lessico Medico Italiano non è né un vocabolario né un dizionario medico. È stato compilato infatti proprio per colmare una lacuna che oggi esiste nella letteratura medica italiana: la mancanza di un repertorio che dia lo spazio necessario alle locuzioni con struttura eponimica, che rappresentano circa il 10% di tutti i lemmi contenuti in quest’opera. Un dizionario o vocabolario mal si adatterebbero a raccogliere un così cospicuo numero di nomi propri della terminologia medica spesso preferiti, nell’uso professionale, ad altre denominazioni.

Curato dal prof. Pietro Benigno e dal prof. Pietro Li Voti, Lessico Medico Italiano spiega e descrive fatti e condizioni con definizioni esaurienti, lasciando che il lettore acquisisca una conoscenza di base per poter esplorare, se vuole, trattazioni specifiche di maggiore estensione.

La versione ebook presenta in modo integrale il contenuto del libro cartaceo, che è ormai difficile reperire al di fuori delle biblioteche. Inoltre aggiunge tutte quelle funzionalità che fanno dell’ebook uno strumento imbattibile per la consultazione: i rimandi ipertestuali, le ricerche su tutto il testo, la condivisione delle annotazioni ecc...

Fino al 14 maggio è possibile acquistare l'ebook Lessico Medico Italiano sul Kindle Store di Amazon e sull'iBookstore Apple a un prezzo promozionale di € 9.99 al posto di € 14.99.
E sempre fino al 14 maggio sono in promozione tutte le applicazioni mediche per iPad edite da goWare e C.G. Edizioni Medico Scientifiche: Atlante di Anatomia, Farmacologia e Lessico Medico.
Maria Ranieri
Comunicazione web e nuovi media
Leggi tutto...

Ben 230 farmaci perdono l'obbligo di ricetta: ecco quali sarà possibile acquistare liberamente...

0 commenti
Pubblicato oggi in Gazzetta Ufficiale il decreto del ministero della Salute con la lista dei farmaci dei 230 farmaci che perdono l'obbligo di ricetta e che quindi potranno essere venduti, oltre che in farmacia, anche in parafarmacia e nei corner della Grande distribuzione organizzata.

Il provvedimento - oltre a redigere anche l'elenco dei prodotti che, viceversa, continueranno a essere venduti esclusivamente nelle farmacie - contiene una lista di 117 farmaci per i quali l'obbligo di ricetta medica permane provvisoriamente, in attesa delle valutazioni della commissione consultiva tecnico scientifica dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa). Fra questi ultimi, il principale antiherpetico (Acyclovir), numerosi antimicotici e antinfiammatori di largo consumo.

La pubblicazione arriva nove giorni dopo la firma del decreto da parte del ministro della Salute, Renato Balduzzi. Il provvedimento dá attuazione a quanto previsto dall'articolo 32 del decreto legge Salva-Italia sul regime di vendita dei farmaci di fascia C, a totale carico del cittadino. Il decreto, adottato a seguito delle valutazioni tecniche compiute dall'Aifa, prende in considerazione tutti i medicinali di classe C finora vendibili soltanto dietro presentazione di ricetta medica.

Il testo individua innanzitutto, come richiesto dal legislatore, i medicinali che dovranno continuare a essere venduti su ricetta medica e che pertanto i cittadini potranno trovare solo nelle farmacie. La maggior parte di questi farmaci appartiene alle 4 categorie di medicinali per le quali è stato lo stesso decreto legge a escludere la possibilitá del passaggio alla vendita senza ricetta: farmaci stupefacenti, iniettabili, medicinali del sistema endocrino e tutti i medicinali per cui è previsto il più rigoroso regime della vendita dietro presentazione di ricetta medica da rinnovare volta per volta.

Per altri farmaci, riportati in una specifica lista allegata al decreto ministeriale, viene invece riconosciuta la possibilitá di vendita senza ricetta anche negli esercizi commerciali previsti dal decreto Bersani del 2006 (parafarmacie, corner della grande distribuzione, eccetera). Questa lista contiene 230 medicinali, con la specificazione del principio attivo e del marchio di fabbrica.

I cittadini d'ora in poi potranno trovare anche negli esercizi diversi dalle farmacie medicinali finora riservati a queste ultime fra cui «prodotti di largo uso come antivirali per uso topico a base di aciclovir, antimicotici vaginali a base di econazolo, antimicotici locali a base di ciclopirox, prodotti per la circolazione, come i farmaci a base di diosmina, colliri antiallergici e antiinfiammatori per uso topico». 


La lista è consultabile a questo indirizzo


FONTE: Il sole 24 ore
Leggi tutto...

Gli Stati Uniti dichiarano guerra alla Nutella: la Ferrero condannata a risarcire per "pubblicità ingannevole"

1 commenti
La battaglia nutrizionista della mamma americana ha un sapore amaro per Nutella. Ferrero USA Inc, filiale statunitense dell'omonima multinazionale piemontese e produttrice della crema al cioccolato e nocciole più famosa del mondo, è stata condannata da un tribunale americano a pagare un risarcimento di oltre 3 milioni di dollari per una pubblicità «ingannevole» trasmessa negli Usa e che descrive la Nutella come un prodotto «nutriente» e «salutare». Il giudice ha anche deciso che chiunque dimostri di aver acquistato un barattolo di Nutella negli Stati Uniti tra l'1 gennaio 2008 e il 3 febbraio 2012 può presentare denuncia fino al prossimo 5 luglio e avrà diritto a 4 dollari per ogni confezione comprata (i clienti di Nutella però potranno essere risarciti al massimo per l'acquisto di 5 barattoli).

La sentenza è l'ultimo atto di una battaglia iniziata nel febbraio del 2011 da Athena Hohenberg, una mamma di San Diego che al tempo dichiarò di aver deciso di dare da mangiare alla figlia di 4 anni la crema al cioccolato dopo aver visto in tv la pubblicità incriminata. La donna ha rilevato che nello spot la Nutella era presentata come un prodotto nutriente e «parte di una colazione equilibrata e sana», adatta ai bambini. Più tardi, invece, avrebbe scoperto che la famosa cioccolata conteneva «pericolosi livelli di grassi saturi» e non era affatto salutare. Anzi la mamma americana sarebbe rimasta letteralmente scioccata dopo aver saputo che - a differenza di ciò che si diceva nello spot - solo due cucchiai di nutella contenevano circa 200 calorie, di cui la metà era composta da grassi.

La Hohenberg, a cui più tardi si sarebbero aggiunti tanti altri genitori americani trasformando così la causa legale in due diverse class action (una promossa dai cittadini californiani, un'altra dai consumatori che vivono negli altri stati americani), ha chiesto l'immediato ritiro dello spot e la restituzione da parte dell'azienda dei guadagni ottenuti grazie a una «campagna pubblicitaria fraudolenta». Dopo la sentenza di condanna, la filiale americana della Ferrero, ha accettato di cambiare la sua campagna marketing negli Usa e di modificare l'etichetta presente sulla confezione dove saranno specificati i livelli di grassi e di zuccheri contenuti nel prodotto.

Inoltre nuove correzioni saranno apportate anche al sito web dell'azienda e soprattutto saranno realizzati nuovi spot pubblicitari: «La Ferrero Usa Inc. continua a sostenere il suo prodotto e s'impegna a migliorarne la qualità in moda da ottenere la soddisfazione dei consumatori - ha dichiarato un portavoce della filiale americana - Crediamo che è nell'interesse della compagnia risolvere queste controversie e perciò abbiamo raggiunto un accordo con le parti interessate». Le modifiche della strategia di marketing riguarderanno unicamente l'attività negli Usa: «L'accordo transattivo raggiunto da Ferrero negli Stati Uniti è relativo al solo contenzioso nato dalla pubblicità trasmessa negli Stati Uniti e alla conformità di quest'ultima alle esigenze della legislazione americana: ha dichiarato in un comunicato la multinazionale piemontese - Non vi è nessun tipo di necessità di correggere da parte dell'azienda i suoi comportamenti commerciali e pubblicitari negli altri paesi, né intervenendo sulla confezione del prodotto, né sul posizionamento di marketing».

Le due class action contro Nutella sono state accolte favorevolmente dalla stampa americana, ma non mancano le voci dissonanti. Ad esempio il settimanale L.A. Weekly ha messo in dubbio i benefici dell'iniziativa e ha invitato le mamme californiane a leggere più attentamente le etichette dei prodotti: «Provate a preparare da sole gli spuntini ai vostri figli - si legge su un blog della rivista di Los Angeles - Se preparate cibi buoni, vedrete che un barattolo di Nutella, di tanto in tanto, non uccide nessuno. E poi è dannatamente buona quando è spalmata su una crêpe»

Autore: Francesco Tortora
Fonte: Corriere della Sera
Leggi tutto...

25 aprile, 2012

Salta la tassa sulle borse di studio, ecco le altre misure principali della nuova Finanziaria

0 commenti
E' confermata la cancellazione della proposta di tassa sulle borse di studio degli studenti specializzandi di Medicina. La Commissione Finanze della Camera ha votato all'unanimità un emendamento al decreto di semplificazione fiscale che cancella la tassazione Irpef su borse di studio e assegni di formazione professionale, prevista dalla prima versione del decreto approvata al Senato. Stop alle tasse sulle borse di studio quindi con la cancellazione della tassazione Irpef sulle borse superiori agli 11.500 euro, introdotta nel passaggio in Senato che avrebbe penalizzato soprattutto i medici specializzandi.

Ecco le altre misure principali descritte nella Finanziaria da poco approvata:

IMU. Sciolto il nodo della quantità dell'acconto, che si pagherà con le aliquote di base, c'è la possibilità di pagare la tassa sulla prima casa in 2 o 3 rate. Le agevolazioni, aliquota e detrazioni, valgono solo per una casa a famiglia (figli non oltre i 26 anni). Alleggerimenti per l'agricoltura e per le case storiche, mentre per anziani e italiani all'estero la palla è in mano ai Comuni. Novità per i divorziati: paga la tassa chi abita la casa, anche se non è il proprietario. Oltre all'F24, da dicembre si potrà utilizzare, per i pagamenti, anche il bollettino postale. Tassa alleggerita per gli immobili dell'agricoltura e per le dimore storiche.

TASSA DI SCOPO. Viene agganciata all'Imu e la disciplina sarà nelle mani dei Comuni. Potrà finanziare grandi opere, anche per intero, e potrà essere applicata per dieci anni. Attualmente si avvalgono dell'imposta, a regime dal 2007, una ventina di Comuni. Verrà quasi certamente utilizzata come "dazio" aggiuntivo da tutti i Comuni per ottenere i fondi per far quadrare i bilanci attualmente disastrati a causa degli tagli di trasferimento agli enti locali.

BEAUTY CONTEST. Cancellata la vecchia procedura che "regalava" le frequenze, si va ad una vera e propria asta.

SLITTA STOP CASH P.A. Slittano al primo luglio le norme che eliminano i pagamenti in contanti oltre i 1.000 euro per l'erogazione di stipendi e pensioni corrisposti da enti e amministrazioni pubbliche.

INCERTEZZA SU TERMINE PER SCUDATI. Slitterebbe dal 16 maggio al 16 luglio il termine per il versamento dell'imposta di bollo speciale sulle attività scudate. Ma per un errore la scadenza per il 2012 sarebbe ancora il 16 maggio.

TAGLI A MINISTERI. Raffica di tagli per coprire le maggiori spese sull'Imu. Nel 2012 taglio ai ministeri di 280 milioni. Riduzioni della spesa in vista, sempre per il 2012, anche per l'Inps (48 mln), l'Inail e i Monopoli.

CAMBIA PATTO STABILITÀ, MAGLIE LARGHE ASSUNZIONI. Per i Comuni, in  alcuni casi, si allenta la stretta sul personale.

1 MLD A ENTI LOCALI. Per pagare debiti a imprese.

QUASI 1 MLD PER NUOVI OSPEDALI. Le risorse che le Regioni potranno destinate all'edilizia sanitaria saranno circa 977 milioni.

DEBITI P.A., CESSIONE PRO SOLVENDO. Vengono estese alle amministrazioni statali le disposizioni sulle certificazioni del debito per appalti e forniture e sulla possibile cessione dei crediti da parte delle imprese creditrici alle banche. Le imprese saranno garanti dei debiti che le amministrazioni pubbliche hanno nei loro confronti e che vengono ceduti alle banche; in alternativa alla cessione 'pro solutò sarà infatti possibile anche la cessione “pro solvendo”.

STOP TASSE BORSE DI STUDIO. Esentate le borse di studio per qualsiasi importo.

STOP TASSA BARCHE PER MALATI. Non la pagherà chi vive in mare per problemi di salute.

AEROTAXI PIÙ 'SALATO. Arriva la tassa sugli aerotaxi. Sarà di 100 euro a passeggero per tragitti non superiori a 1.500 chilometri.

BALZELLO SULLE GRU. Anche sul marchio apposto sulle gru adoperate nei cantieri edili si applicherà l'imposta comunale sulla pubblicità.

MENO ACCISE PER PMI. Diminuisce l'accisa sull'energia elettrica per le piccole e medie imprese.

VIA BOLLO SU MONEY TRANSFER. Viene abolita la tassa che era stata introdotta in una manovra della scorsa estate.

TASSA DI SBARCO. Si pagherà (1,50 euro) con il biglietto del traghetto per le isole minori.

BANCHE DI CREDITO COOPERATIVO. Le agevolazioni che erano state cancellate nella manovra estiva vengono invece prorogate per tutto il 2012.

ASSUNZIONI GDF. Saranno concentrate per la lotta all'evasione.

GIOCHI. Dalla proroga per la tassazione agevolata per il Bingo alla gara per 2.000 punti vendita per scommesse ippiche, dallo slittamento della cosiddetta tassa sulla fortuna all'esclusione degli indagati dal divieto di partecipazione a gare o di rilascio o di rinnovo di concessioni in materia di giochi. Queste alcune delle norme del dl sul pacchetto giochi.
Leggi tutto...

13 aprile, 2012

Il governo attacca borsisti e specializzandi: proposto aumento di tasse fino a 500 euro al mese

1 commenti
Il governo va all'attacco di borsisti e specializzandi, che preparano uno sciopero per il 16 e il 17 Aprile. Secondo un emendamento approvato da pochi giorni al Senato e in via di approvazione alla Camera, ""le somme da chiunque corrisposte a titolo di borsa di studio o di assegno, premio o sussidio per fini di studio o di addestramento professionale concorrono a formare il reddito per la parte eccedente gli 11.500 euro"". Questa disposizione ha l'effetto negativo di imporre un incremento notevole di prelievo fiscale sulle borse di studio per la frequenza dei corsi di dottorato di ricerca, di perfezionamento e di specializzazione erogate dalle Università, ivi inclusi i contratti di formazione medica specialistica a queste equiparate, nonché gli assegni di studio erogati dalle regioni. Riassumendo, un aumento di tasse spaventoso, con un costo  che può andare fino a 500 euro in più ogni mese. Considerato quanto poco fossero pagati gli specializzandi in medicina fino a qualche anno, l'importanza del loro lavoro nelle strutture ospedaliere universitarie e i grandi costi (1600 euro di tasse di iscrizione annuali più la quota per l'assicurazione obbligatoria) e sacrifici (6 anni di studio per un numero di esami che va da 38 a 45, più il concorso per abilitarsi ed entrare nella specializzazione), si comprende come questo aumento di tasse non è un "sacrificio salvaitalia" ma rappresenta un vero e proprio "atto di bullismo" verso tutti quegli studenti che non possono o non riescono ad emigrare all'estero per scappare da uno Stato ormai economicamente in via di fallimento.

Di seguito il comunicato ufficiale della SISM con cui si spiegano le ragioni della protesta: 
 __________________________________________________________
 
Indetta una Mobilitazione Nazionale contro la tassazione della formazione dei giovani medici e dei giovani ricercatori Giovani Medici (SIGM) “Quello che fa male ai giovani medici specializzandi, ricercatori e dottorandi fa male alla Sanità ed a tutto il Paese” FederSpecializzandi: “È un provvedimento penalizzante per migliaia di specializzandi che contribuiscono in maniera determinante al buon funzionamento del Sistema Sanitario Nazionale”

Non vogliamo credere che un Governo, che si presentato dicendo “quello che fa bene ai giovani, fa bene al Paese” voglia far cassa con i soldi delle borse di studio e degli assegni di ricerca, somme che garantiscono il minimo sostentamento per migliaia di giovanissimi ricercatori e medicispecializzandi, quasi sempre fuori sede, che sempre pia fatica, in questo periodo di crisi, tentano di costruirsi una esistenza indipendente e dignitosa. Così, in una nota congiunta, il Segretariato Italiano Giovani Medici (S.I.G.M.) e la Confederazione Nazionale delle Associazioni dei Medici Specializzandi (FederSpecializzandi) commentano uno degli emendamenti al testo della legge di conversione del cosiddetto Decreto fiscale n.16 del 2 marzo 2012, approvato dal Senato e pertanto incluso nel testo ora passato alla Camera per l'approvazione definitiva. Secondo tale disposizione (inserita all'art. 3 comma 16 ter e quater) le somme da chiunque corrisposte a titolo di borsa di studio o di assegno, premio o sussidio per fini di studio o di addestramento professionale concorrono a formare il reddito per la parte eccedente gli 11.500 euro. Questa disposizione ha l'effetto negativo di imporre il prelievo fiscale sulle borse di studio per la frequenza dei corsi di dottorato di ricerca, di perfezionamento e di specializzazione erogate dalle Università ivi inclusi i contratti di formazione medica specialistica a queste equiparate, nonché gli assegni di studio erogati dalle regioni, tutti importi attualmente esentati a norma della legge 476 del 13 agosto 1984. L’Associazione dei Giovani Medici (S.I.G.M.) e Federspecializzandi ritengono che la categoria dei giovani medici Italiani, già enormemente svantaggiata sotto ogni profilo (formativo, economico, crescita e maturazione professionale, esistenziale) rispetto ai colleghi degli altri Paesi EU, non possa sopportare un penalizzazione di questa portata. Non a caso da alcuni anni a questa parte si registra un costante e significativo incremento di giovani medici, formati a spese dello Stato Italiano, che "emigrano" all'Estero senza fare ritorno. La prospettiva, realistica e paradossale, quella dello spopolamento del nostro Servizio Sanitario Nazionale con, da un lato, le giovani professionalità mediche italiane in fuga verso il Nord Europa e gli USA e, dall'altro, l'ingresso di giovani medici stranieri a colmare le lacune della nostra
Sanitfrutto di scelte sbagliate e dannose come questa "Chiediamo al Governo e a tutti i gruppi parlamentari - conclude la nota - di intervenire a correggere tale disposizione in occasione del passaggio alla Camera dei Deputati, affinché tale norma non finisca per produrre effetti travolgenti sul futuro del nostro Servizio Sanitario Nazionale". Pertanto, il Segretariato Italiano Giovani Medici (S.I.G.M.) e la Confederazione Nazionale dei Medici Specializzandi (FederSpecializzandi) e, al fine di esprimere la più totale disapprovazione nei confronti dell'emendamento che, nell'ambito del disegno di legge “semplificazioni tributarie” attualmente in discussione alla Camera dei Deputati, introdurrebbe la tassazione IRPEF sulle borse di studio percepite dai medici in formazione specialistica, i dottorandi, e i corsisti in medicina generale, invitano pubblicamente i colleghi appartenenti alla suddette categorie all'astensione dalle quotidiane attività assistenziali e di ricerca nelle giornate del 16 e 17 Aprile 2012 ed alla partecipazione alle assemblee pubbliche che verranno indette autonomamente dai comitati locali di ciascun Ateneo nelle medesime giornate.
Inoltre, per amplificare la voce unita dei giovani medici italiani stata indetta per martedi 17 Aprile
2012 una manifestazione nazionale che si terrà nella Piazza del Parlamento di Roma dalle ore
11.00 alle ore 13.00. 


Maggiori informazioni sono reperibili sui siti www.giovanemedico.it e www.specializzandi.org
Leggi tutto...

26 marzo, 2012

Nitrito sodico al posto del sorbitolo per un test di intolleranza al lattosio in clinica privata: il pericolo del farmaco acquistato sui siti di aste online

0 commenti
Non ha ingerito sorbitolo ma nitrito di sodio, una sostanza altamente tossica. Così sarebbe morta Teresa Sunna la ventottenne deceduta sabato scorso dopo aver bevuto una sostanza, venduta su internet come sorbitolo, prima di sottoporsi al Breath test per verificare l'intolleranza al lattosio in un ambulatorio privato di Barletta. La stessa sostanza era stata somministrata dal medico ad altre due pazienti: la 62enne Addolorata Piazzola e la 32enne Anna Abbrescia. Tutte e due sono fuori pericolo: una perchè ha subito vomitato in quanto la sostanza era molto salata; l'altra perchè è stata condotta in tempo in ospedale dove le è stato somministrato un antidoto. È quanto emerge dall'autopsia e dall'esame tossicologico compiuti stasera a Bari.

L'esame tossicologico nei prossimi giorni dovrà confermare i sospetti degli inquirenti che ritengono che alle donne, anzichè l'innocuo sorbitolo (che è uno zucchero), sia stato dato del nitrito di sodio concentrato al 70%. Una sostanza tossica che uccide se è ingerita con dosi superiori a 1,5 grammi: alle pazienti invece - si apprende da fonti investigative - sono stati somministrati ben circa cinque grammi a testa. Ora il procuratore di Trani, Carlo Maria Capristo, e il sostituto Michele Ruggiero, hanno avviato accertamenti per rintracciare tutti gli acquirenti che hanno ordinato tramite eBay confezioni da cinque chilogrammi di falso sorbitolo.

Ebay intanto ha sospeso le vendite online di sorbitolo in tutto il modo. Sulla vicenda è intervenuto il ministro della sanità, Renato Balduzzi, che ha sottolineato che sui prodotti contenenti sorbitolo «non ci sono le condizioni per un allarme sanitario generalizzato» e ha chiarito che la situazione «è attentamente sotto controllo». «Il vero problema, quello sul quale ci stiamo impegnando - spiega il procuratore Capristo - è di individuare se ci siano state attività di manomissione di questo sorbitolo». Il magistrato ha riferito che sono stati «attivati anche canali internazionali», perchè il sorbitolo è stato venduto via internet anche all'estero, soprattutto in Irlanda e nel Regno Unito dove potrebbe essere stato riconfezionato prima di essere rivenduto.

Per la morte di Teresa Sunna sono iscritti nel registro degli indagati i nomi di tre persone per cooperazione in omicidio colposo. Sono il medico che aveva in cura la paziente, Mario Donato Pappagallo, il titolare dello studio medico di Barletta in cui doveva essere fatto l'esame, Ruggiero Maria Spinazzola, ed Ettore Cicinelli, l'impiegato che materialmente ha acquistato tramite eBay il sorbitolo. Tutti e tre sono sotto choc e respingono le accuse. È sconvolta anche la famiglia della vittima. «Non riusciamo ancora a farcene una ragione, anche perchè è una morte assurda», spiega il fratello di Teresa Sunna. «Mia sorella - sottolinea - doveva laurearsi nella specialistica a dicembre, era andata a fare dei semplici test di intolleranza alimentare e invece è morta per questa sostanza che le hanno fatto ingerire».

Il ministro della sanità Balduzzi ha detto che la questione è «seria» e pone due tipi di problemi: il primo sono gli acquisti online di farmaci, da cui «sarebbe bene astenersi»; il secondo è quello della dispensazione dei farmaci in un circuito parallelo al Servizio sanitario nazionale. Proprio sulle vendite via internet l'Agenzia italiana del farmaco, citando l'ente statunitense LegitScript, il servizio di verifica e controllo delle farmacie on line, ha reso noto che solo l'1% delle 40.000 farmacie online censite sarebbe legale, ovvero controllato dalle autorità competenti. A questo proposito il presidente della commissione d'inchiesta sul Servizio sanitario nazionale, Ignazio Marino, ha ricordato che «tra il 2008 e il 2009 i Nas hanno sequestrato nel nostro paese più di un milione di confezioni di farmaci contraffatti distribuiti su internet. È un fenomeno grave - ha detto -: servono con grande urgenza regole che non debbono valere solo per l'Italia ma anche a livello europeo e internazionale».


FONTE: Il messaggero
Leggi tutto...

Diabete di tipo 2, chirurgia per ridurre obesità valida arma di terapia

0 commenti


Uno studio condotto da vari ricercatori mondiali (fra cui anche medici italiani) e pubblicato sulla prestigiosa rivista "New England Journal of Medicine" confermerebbe come la chirurgia bariatrica (cioè la chirurgia volta a risolvere e/o contrastare l'obesità) rappresenti una valida arma per il trattamento standard per il diabete di tipo 2. Lo studio, condotto anche da ricercatori del "Policlinico Gemelli" di Roma e del "Presbyterian Weill Cornell Medical Center" di New York, ha rilevato che, anche con una radicale diminuzione dei farmaci, i pazienti trattati chirurgicamente avevano una possibilità di remissione della malattia a distanza di due anni dall'intervento. "Anche se la chirurgia bariatrica è stata concepito inizialmente come trattamento per la perdita di peso, è ormai chiaro che la chirurgia e' un ottimo approccio per il trattamento del diabete e delle malattie metaboliche", dice l'autore senior Francesco Rubino, direttore del Diabetes Surgery Center e Metabolic a NewYork-Presbyterian/Weill Cornell. In questo studio, la maggior parte dei pazienti trattati chirurgicamente ha manifestato miglioramenti nei livelli di zucchero nel sangue, diminuzione del colesterolo totale e dei trigliceridi, e il miglioramento delle concentrazioni di colesterolo HDL.  Questo suggerisce che la chirurgia bariatrica possa affiancarsi alle terapie convenzionali (ma non ancora sostituirle! n.d.R) per il trattamento del diabete e possa essere una valida arma per ridurre il rischio cardiovascolare di un paziente diabetico senile. "La capacità unica di un intervento chirurgico (nota: qualora e nel caso sia una strada percorribile cioè sia possibile eseguirlo senza rischi o sviluppo certo di complicanze per il paziente n.d.R) per migliorare i livelli di zucchero nel sangue e livelli di colesterolo così come la riduzione del peso lo rende un approccio possibile per i pazienti obesi con diabete di tipo 2", dice un'altra ricercatrice, Geltrude Mingrone, capo della Divisione di obesità e malattie metaboliche e professore di medicina presso l'Università Cattolica di Roma. Si stima che il 8,3 per cento della popolazione mondiale soffra di diabete di tipo 2, secondo l'organizzazione Mondiale della Sanita', e questo numero e' destinato ad aumentare fino al 9,9 per cento entro il 2030. Per di piu' ben il 23 per cento dei pazienti affetti da obesità patologica ha anche il diabete di tipo 2. Tuttavia meno del 2 per cento dei pazienti elegibili al trattamento chirurgico viene effettivamente operato, riservando tale tecnica per i pazienti soffrenti di un sovrappeso molto patologico.

Fonte: Agi Salute
Leggi tutto...

Donazioni al sito

Hai trovato questo sito utile e vuoi ringraziarci? Puoi sostenere i costi del sito per mezzo di una donazione tramite "Paypal". Il vostro aiuto è importante per consentirci di fornire un servizio sempre migliore. Clicca il bottoneCLICCA QUI

GOOGLE ADSENSE (Suggeriti in base ai vostri criteri di ricerca)

SENTIERI DELLA MEDICINA

In questo blog ci sono post e commenti

Commenti recenti

Post più popolari

Feedburner

Sentieri della Medicina

Se desiderate ricevere direttamente sulla vostra e-mail tutti gli articoli e gli aggiornamenti di questo blog basta accedere al servizio "RSS by Feedburner" o cliccando su questo link "Get Sentieri della Medicina delivered by email" oppure specificando correttamente il vostro indirizzo e-mail nel "Form" cioè nella finestrella bianca posta al di sotto di questa scritta che state leggendo. "Feedburner" è un servizio di aggiornamento via mail abbastanza diffuso e usato da molti siti e quindi questo va a tutto vantaggio della vostra sicurezza: meno spam, più scienza.

Enter your email address:

Delivered by FeedBurner