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10 novembre, 2009

Radiazioni a basso livello, cardiopatia e ictus: una relazione pericolosa...

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Il rischio di cardiopatia e ictus legato alle radiazioni a basse dosi (come quelle usate per le lastre a raggi-X) potrebbe essere stato fortemente sottovalutato, secondo uno studio in parte finanziato dalla Commissione europea. I risultati, pubblicati la scorsa settimana nella rivista Public Library of Science (PLoS) Computational Biology, sono in linea con i livelli di rischio riportati da studi sulle radiazioni precedenti, che avevano coinvolto i lavoratori del settore nucleare.

Il team di ricerca dell'Imperial College London (Regno Unito) hanno creato un modello matematico per prevedere il rischio di cardiopatia associato alle radiazioni di basso livello. I risultati hanno mostrato che il rischio di malattia coronarica e ictus - oggi due delle maggiori cause di decesso nel mondo industrializzato - varia a seconda della dose di radiazione.

Lo studio fa parte del progetto quinquennale CARDIORISK ("The mechanisms of cardiovascular risks after low radiation doses"), finanziato dall'UE con 3,8 milioni di euro attraverso l'area tematica EURATOM-FISSION del Settimo programma quadro (7° PQ).

La cardiopatia e l'ictus - malattie mortali e disabilitanti - gravano fortemente sul bilancio delle organizzazioni sanitarie di tutti i paesi del mondo industrializzato. Nel Regno Unito, ad esempio, la cardiopatia è la maggiore singola causa di morte, uccidendo ogni anno oltre 125.000 persone prematuramente. I fattori legati alla dieta sono spesso implicati nella malattia cardiaca, ma gli autori dello studio avanzano prove sulla sua aumentata incidenza in gruppi di persone "esposte professionalmente", come ad esempio i lavoratori del settore nucleare.

Da tempo gli scienziati sapevano che l'incidenza di cardiopatia vascolare era maggiore nei gruppi di pazienti che erano stati sottoposti a radioterapia ad alte dosi, perché la radioterapia può causare l'infiammazione del cuore e delle arterie. Studi recenti hanno però mostrato il collegamento tra la cardiopatia vascolare e dosi molto più basse di radiazione in gruppi come i lavoratori del settore del nucleare. Le ragioni alla base di questi collegamenti non sono conosciute.

Il dottor Mark Little e il gruppo di ricercatori presso l'Imperial College London hanno avanzato l'ipotesi che le radiazioni uccidono i monociti (un tipo di leucociti) nelle pareti delle arterie che altrimenti si legherebbero alla proteina chemiotattica per i monociti (MCP-1). Il conseguente aumento dei livelli di MCP-1 causerebbe l'infiammazione che porta alla cardiopatia vascolare.

Gli autori dello studio hanno detto: "Stanno emergendo delle prove sul rischio aumentato di cardiopatia vascolare in determinati gruppi di lavoratori esposti a irradiazione frazionata a bassa dose/frazione. I meccanismi d'azione dell'irradiazione frazionata a bassa dose sulla cardiopatia vascolare rimangono comunque poco chiari". Sono ora in programma ulteriori ricerche sulla cardiopatia vascolare causata da radiazione, per riuscire a scoprire il processo biologico che la determina.

FONTE: MOLECULARLAB.IT (clicca per leggere la notizia dal loro sito)
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Un'idea che riaffiora dal passato: il chewing-gum all'insulina...

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Una speciale gomma da masticare che rilascia insulina potrebbe in un futuro lontano sostituire le iniezioni giornaliere dell'ormone per chi soffre di diabete di tipo 1, quello insulino-dipendente, detto anche ''giovanile''. L'innovativo farmaco, naturalmente ancora in via di sperimentazione, è stato messo a punto dai ricercatori della University of California guidati da Tejal Desai, e verra' presentato nel corso del meeting annuale dell'American Institute of Physics.

Il motivo per cui l'insulina non può essere ingerita è che non sopravvive al passaggio attraverso l'apparato digerente poichè viene distrutta dai succhi gastrici dello stomaco e dagli enzimi dell'intestino: per questo motivo i ricercatori sono attualmente impegnati a progettare microcapsule da inserire nel chewingum che resistano al transito attraverso l'apparato digerente per far sì che l'insulina trasportata possa essere assorbita dal flusso sanguigno. Se la tecnica funziona, spiegano i ricercatori, oltre all'insulina anche gli ormoni e i farmaci antinfiammatori potrebbero in futuro essere confezionati utilizzando gomme da masticare.

FONTE: Asca.it
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H1N1: "I vaccini sono sicuri, influenza molto contagiosa ma leggera in soggetti normali, doppia dose per i bambini al di sotto dei 10 anni"

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"Mi auguro che aumenti l'adesione alla campagna vaccinale per le influenze stagionali che per il futuro verosimilmente comprenderanno anche l'H1N1 fra i vari ceppi. Le mie raccomandazioni sono due: che le categorie a rischio si vaccinino perché rischiano molto, l'altra è che i vaccini sono sicuri, sono usati in tutto il mondo e non si può pensare i governi di tutto il mondo utilizzino dei vaccini che non sono sicuri". Con tali parole il viceministro alla Salute, Ferruccio Fazio, l'interviene per l'ennesima volta sul'argomento A/H1N1 rassicurando i cittadini in merito alle voci diffuse recentemente su di una possibile pericolosità del vaccino. Lo stesso ha definito "Inutili" gli allarmismi precisando che i soggetti maggiormente a rischio al momento sono i bambini e gli anziani, questi ultimi per la presenza di patologie croniche che possono portare a forte debilitazione. Purtroppo conferma arriva dalle recenti notizie in merito, alla lunga lista dei casi di decesso in cui è stato riscontrato anche il virus H1N1 si è aggiunto in Umbria un anziano, diabetico e cardiopatico, e in Campania una donna di 49 anni, obesa e con patologie cardiache. A Piacenza, infine, è morta una donna di 44 anni, che soffriva di una patologia cronica cardio-polmonare. Era ricoverata dai primi giorni di novembre in gravi condizioni.


Intanto il ministro stesso ha precisato la necessità di vaccinazione per i bambini al di sotto dei dieci anni di età (che, essendo la A/H1N1 un "nuovo tipo" di influenza, sono fra i soggetti più a rischio) e saranno necessarie  due dosi di vaccino contrariamente alle altre fasce di età per le quali è prevista una sola dose. "Allo stato attuale - spiega ancora Fazio - sotto i dieci anni è prevista la doppia dose a tre settimane di distanza l'una dall'altra. Non è escluso che si possa fare una valutazione per cui il richiamo o entrambe le dosi possano contenere la metà dell'antigene". "L'influenza A si diffonde soprattutto tra i giovani, come l'influenza stagionale, ma con maggiore velocità trattandosi di un nuovo virus - si legge in uno dei bollettini diffusi dal Ministero -. Un bambino ogni trenta, dai 5 ai 14 anni, è a casa con l'influenza. Le regioni con una più ampia diffusione sono Campania e Lombardia". La collega di governo Gelmini ha invece assicurato che nessuna misura eccezionale è prevista per ridurre il possibile contagio nelle scuole. ''Il piano delle vacanze natalizie non cambierà'', ha detto il ministro dell'Istruzione, invitando i genitori a non lasciare i propri ragazzi a casa "Sarebbe assurdo e per proteggerli è sufficiente la vaccinazione".


Proprio in relazione alla pericolosità percepita dagli addetti ai lavori riguardo il virus A/H1N1 e alla necessità di sottoporsi a vaccinazione, il sito Ansa riporta una significativa statistica in merito: da un sondaggio online condotto dalla Sezione di Medicina Clinica e Sanità Pubblica dell'Università "La Sapienza" di Roma su 2057 operatori l'80% degli infermieri e il 44% dei medici non si vaccinerebbe. Il 70% degli operatori sanitari però pensa che siano proprio queste le categorie da vaccinare per prime. L'88% dei partecipanti ha comunque manifestato un elevato interesse nei confronti dell'influenza.


FONTE: Vari siti nazionali
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Roma: testato chip per valutare dati sulla diffusione delle malattie nelle corsie di ospedale

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A partire da mercoledí scorso, un piano dell'Ospedale Bambin Gesú di Roma è lo scenario di un "grande fratello" epidemiologico. Piú di 200 persone - fra pazienti, personale sanitario e visitatori - indosseranno fino alla fine di questa settimana dei chip, che registrano la loro posizione e i loro contatti faccia a faccia. L'obiettivo dell'esperimento, promosso dall'Institute of Scientific Interchange (ISI) di Torino, l'Istituto Superiore di Sanità (ISS) e l'ospedale romano, è misurare come la prossimità fra le persone influisce sulla diffusione delle malattie, specialmente quelle di trasmissione aerea e le infezioni ospedaliere.

"L'esperimento è una prima mondiale", afferma Ciro Cattuto, responsabile dello studio per l'ISI. Finora, le analisi di questo tipo erano molto piú imprecise, perché si basavano su questionari e diari, spiega il ricercatore. "Ora potremo misurare esattamente l'intensità dei contatti fra tutte le persone che si trovano in quel piano dell'ospedale", afferma Caterina Rizzo, rappresentante dell'ISS nello studio. "In piú, la presenza di chip sui distributori di gel igienizzante permetterà di valutare la frequenza e la durata del lavaggio delle mani", aggiunge Alberto Tozzi, medico dell'Ospedale Bambin Gesú che coordina l'esperimento sul campo.

I ricercatori puntualizzano che lo studio è stato pianificato tenendo in considerazione le norme sulla privacy e in modo che non ostacoli l'attività clinica normale. Chiariscono anche che la scarsa potenza dei chip non pone nessun problema di inquinamento elettromagnetico. L'esperimento fa parte di SocioPatterns, un progetto di ricerca ideato da Ciro Cattuto. Nell'ultimo anno, il gruppo del ricercatore ha studiato con lo stesso metodo le interazioni sociali mediate dalla presenza faccia a faccia in contesti molto diversi: da una conferenza di informatici a un asilo infantile.

FONTE ARTICOLO: Repubblica.it => CLICCA QUI PER PROSEGUIRE NELLA LETTURA SUL LORO SITO
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02 novembre, 2009

H1N1: sale a 17 il numero delle vittime, altra bimba di 11 anni morta a Bolzano, a Napoli assalto ai pronto soccorso...

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La pandemia è oramai arrivata e bambini e anziani stanno pagando al momento il prezzo più alto. E' salito a 17 il numero delle vittime. Stamane sono morte due donne napoletane: una 42enne (ospedale Cotugno) e una 72enne (ospedale Cardarelli), entrambe erano affette da gravi patologia pregresse. E' purtroppo spirata questa sera una bambina undicenne di Bolzano ricoverata a Innsbruck dal 23 ottobre. La piccola veniva tenuta in vita con una macchina cuore-polmone.

Il viceministro alla Salute Ferruccio Fazio al termine della conferenza stampa a Palazzo Chigi insieme al sottosegretario Bonaiuti per fare il punto sulla pandemia ha dichiarato che la H1N1 in Italia ha finora causato 16 decessi (17 dopo stasera) con 30 casi di persone ricoverate in condizioni definite "più o meno gravi". Sono 317 le vittime in Europa su 500 milioni di abitanti. Sempre secondo le autorità, la nuova influenza resta "lieve" e l'appello ai cittadini è quello di non intasare gli ospedali, di seguire alla lettera le norme per ridurre il contagio e di contattare i medici di base. Il ministro ha dichiarato che entro dicembre partirà la vaccinazione per i bambini più piccoli e non a rischio, è stato inoltre rinnovato anche l'invito a vaccinarsi per le donne incinte dopo il terzo mese, accantonando cosi tutte le voci che parlano di "dubbi" espressi da molte persone in merito all'opportunità di vaccinare le donne in stato di gravidanza a causa di alcuni "principi" che sarebbero contenuti nel vaccino. "Tutto falso, i vaccini sono sicuri" è la replica ferma espressa in tal senso: le donne in gravidanza, ha detto Fazio, "hanno 4 volte il rischio di sviluppare sintomi gravi, ecco perchè le donne incinte devono vaccinarsi, anche se non ci sono esperienze dirette, ma l'Aifa e L'Emea hanno dato parere univoco suggerendo la vaccinazione". E ancora, dal 30 di ottobre tutte le Regioni avevano ricevuto la quota per un milione di vaccini e si arriverà a due milioni alla fine della prossima settimana ed a sei milioni alla fine del mese di novembre: "Siamo riusciti a iniziare per primi in Europa la vaccinazione e non siamo messi male [...] Noi prevediamo il picco verso i primi dell'anno nuovo e quindi in parte il vaccino potrebbe arrivare prima", ha affermato Fazio. "Vaccineremo lo stesso" ha aggiunto "perchè con l'anno nuovo è possibile che ci sia nuova ondata, con l'autunno prossimo".

Intanto a Napoli e dintorni, dopo la morte della piccola Emiliana di 11 anni, scoppia la psicosi, con i pronto soccorso presi d'assalto da genitori spaventati dai figli più piccoli recanti i tipici sintomi del raffreddore. Le autorità provano a portare calma, dichiarando che la Campania è leggermente più esposta rispetto al resto del paese a causa dei ritardi nel piano di vaccinazione e dell'elevata densità di popolazione, una popolazione "mediamente molto più giovane, quindi anche più esposta e con un maggior numero di contagi" ma assicurano "non esiste nessun caso Campania". I vaccini già disponibili nel territorio campano sono 135 mila cui se ne aggiungeranno altri 106 mila in arrivo tra domani e dopodomani. Intanto la Regione ha anche istituito un numero verde (800-187514) al quale risponde una equipe di epidemiologi dell'ospedale Cotugno a cui potranno rivolgersi medici e cittadini.

La Procura di Pompei ha intanto aperto un fascicolo su Emiliana, la bambina di 11 anni morta sabato al "Santobono" di Napoli e risultata positiva al test rapido per il contagio da virus dell'influenza A H1N1. Per gli inquirenti si tratta di un "atto dovuto" per "dissipare ogni dubbio su quanto successo". I risultati dell'autopsia serviranno a stabilire se vi siano ipotesi di reato ma anche alla salute pubblica perchè "si potrà capire la natura del virus, se e in che modo ha avuto un ruolo nella morte della bambina oppure se la piccola aveva malattie anche congenite non note ai genitori". A spiegarlo è il capo dell'ufficio inquirente partenopeo Giovandomenico Lepore, dopo che alcuni organi di stampa avevano riportato la notizia dell'indagine su una ipotesi di omicidio colposo. I genitori della piccola avevano fatto sapere che la bambina, prima del ricovero a Scafati e poi al nosocomio napoletano stava bene e non aveva patologie particolari.

FONTE: Varie testate nazionali

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Messina: muore bimbo di 4 anni investito, nei tre ospedali "non c'era posto"

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E' stato un calvario quello di Mirko, il piccolo di 4 anni morto qualche ora dopo essere stato travolto da un'auto, domenica mattina, nel centro città di Messina. Il bambino era stato trasportato al Piemonte, dove gli esami avevano rivelato profonde lesioni interne alla testa. Ma nel nosocomio di viale Europa non c'erano posti. Reparti di Rianimazione strapieni in tutti e tre i nosocomi cittadini. Per questo il bimbo rom è stato trasferito a Catania, dopo l'incidente che gli ha procurato profonde ferite interne. Ma al Cannizzaro è arrivato troppo tardi.

Dal reparto di Rianimazione fanno sapere che "già da tre giorni avevano il reparto pieno e non poteva ospitare il bambino". Lo stesso ribadiscono dal Policlinico e dal Papardo i medici di Rianimazione. I sanitari hanno quindi chiesto la disponibilità del Policlinico, ma anche lì identica problematica: "erano occupati tutti e tredici i posti", mentre al Papardo i medici di guardia affermano che "erano occupati tutti gli otto posti della Rianimazione previsti e che lo sono tutt'ora". Il bimbo e la sua famiglia, disperati, hanno tentato la corsa conto il tempo e in elisoccorso sono stati trasferiti all'ospedale Cannizzaro di Catania. Il cuore di Mirko ha smesso di battere appena atterrati.

Articolo tratto dal sito Normanno.com a cui si rimanda per approfondimenti
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Blog: superate 45000 visite, aggiornamenti, i vostri articoli

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Ciao a tutti, un breve resoconto e una rapida comunicazione. Come avrete notato gli articoli si sono ridotti di numero rispetto agli scorsi mesi. Il punto è che semplicemente al momento sono impegnatissimo con vari impegni personali e questo spiega purtroppo il perché gli aggiornamenti del blog si siano fatti molto meno frequenti, inoltre pesano alcuni problemi al pc e quel che sta accadendo in merito all’H1N1 che ha un pò monopolizzato il blog e la mia attenzione più di altri argomenti sicuramente molto interessanti. Mi dispiace soprattutto per aver momentaneamente interrotto alcune rubriche (es “Briciole di Medicina”, “Storia della Medicina”, ect) e gli aggiornamenti su facebook (da un pò di tempo non spedisco più la mailing list a tutti i contatti, complice anche facebook che non gradisce molto tale pratica), ma conto di riprendere appena possibile. Intanto vi do un rapido resoconto: abbiamo superato quota 45000 visite, su facebook il gruppo conta su 560 contatti mentre il numero di amici del sito ha superato quota 1100 unità.

Desidero sottolineare che chiunque voglia contribuire con la pubblicazione a titolo gratuito di articoli può tranquillamente inviare il tutto alla casella mail del sito. Per comodità riassumo quel che valuto per ottenere un buon articolo: 1) Deve essere ben strutturato e grammaticalmente corretto 2) Deve avere una dimensione minima accettabile (es. mezza pagina di word con carattere times new roman 12) 3) Se possibile è opportuno porre delle fonti precise a cui i lettori possono fare riferimento 4) Il materiale deve essere possibilmente originale e, nel caso non lo sia, le fonti e gli autori devono essere indicati in modo ben chiaro 5) La pubblicazione è a titolo gratuito e puramente conoscitivo 6) il file deve essere in formato “Microsoft Word .doc” o “Blocco Note .txt” e assolutamente privo di virus o robaccia di tal tipo. Al di là di queste condizioni pregiudiziali posso dire di aver già ricevuto un pò di materiale da alcune persone che ringrazio sentitamente per l’impegno e provvederò appena possibile a valutare il loro lavoro ed eventualmente a pubblicare il tutto.

Ho sospeso completamente la progettazione del mio blog personale, al momento non ho proprio tempo, tuttavia ho conservato tutto il materiale e lo riprenderò quando sarà il caso. Al momento preferisco concentrarmi sullo sviluppo di questo sito, con alcune leggere modifiche di template che introdurrò nel periodo di natale.
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Ossessionati da Facebook e Msn? Nasce a Roma il primo centro di "recupero"...

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L'incremento dell'utilizzo delle tecnologie ha portato a una progressiva dipendenza che non coinvolge più gli "addetti del settore" o i semplici ragazzi esperti o "nerd" ma si estende gradualmente a numerose fasce di popolazione, con particolare attenzione per le persone over30, forse le più esposte. Al Policlinico Gemelli di Roma è nato il primo centro di cura per la dipendenza da internet, causata magari da chat e social network come Facebook e Msn. Una dipendenza che nei casi patologici provoca un comportamento ossessivo verso il web.

Una recente ricerca americana avrebbe stimato in circa il 10% degli iscritti (oltre 60 milioni in tutto il mondo) la quantità di persone dipendenti dal sito Facebook e che ne farebbero un utilizzo "smodato" con situazioni tipiche, quali il consultare il sito in modo compulsivo e a passarvi molte ore online senza rendersi conto dello trascorrere del tempo. Secondo i dati di uno studio dell'università di Perugia su 10 persone 4 possono sviluppare abusi o dipendenza da internet, la maggior parte delle volte in modo inconsapevole.

Quanto creato al policlinico Gemelli è stato per lo più una "estensione": il luogo era infatti già frequentato da chi cercava la guarigione da patologie più gravi quali la dipendenza dal gioco d'azzardo, dall'alcol e dalle droghe. Ora l'ambulatorio, attivo dal lunedì al venerdì dalle 9,30 alle 13,30, accoglierà anche i malati della rete.

"L'utilizzo patologico di internet provoca sintomi fisici molto simili a quelli manifestati da tossicomani in crisi di astinenza - ha spiegato al sito Tgcom.it lo psichiatra Federico Tonioni, coordinatore dell'associazione "La Promessa" che collabora all'attività - Garantiremo ai nostri pazienti di contenere quel malessere che per molti durante l'astinenza dal web si trasforma in ansia, depressione e paura di perdere il controllo di ciò che accade in internet". "In teoria si potrebbe dire che questo tipo di patologie di dipendenza da internet si sta diffondendo a livello epidemico. Sono sempre più frequenti i casi di impiegati interdetti da internet perché connessi soprattutto ai social network, in particolare Facebook. Per questo basta riflettere sul fatto che che sei aziende su 10 in Italia hanno introdotto limitazioni alla rete internet aziendale".

Il protocollo di intervento della cura dell' "Internet Addiction" prevede tre "passi" principali: un colloquio iniziale, incontri successivi per individuare la psicopatologia sottostante, eventualmente contenuta con un'appropriata terapia farmacologia, e l'inserimento progressivo in gruppi di riabilitazione.

Tonioni ha specificato che, oltre a quella dai social network (cyber-relational addiction), esistono anche altre forme di dipendenza su internet, per esempio dal sesso virtuale e la pornografia (cyber-sexual addiction), dal gioco d'azzardo, shopping e commercio online (net-compulsion), dal coinvolgimento eccessivo in giochi virtuali o di ruolo (computer addiction) e infine dalla ricerca ossessiva di informazioni (information overload). Quest'ultima forma, sempre secondo una ricerca statistica, sarebbe anche la più "affascinante", cioè la ricerca di conoscenza e di informazioni su di un argomento specifico prima e su molti argomenti poi, qualcosa che porterebbe gradualmente a una inesorabile dipendenza da "ultima notizia".

FONTE: tgcom.it
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01 novembre, 2009

Napoli, muore bimba di 11 anni, seconda vittima senza complicazioni

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Sono finora 11 i casi accertati di decessi legati al virus A/H1N1, la nuova influenza "suina" che sta conoscendo in Italia una rapida espansione portando il paese ai primi posti in Europa in quanto a numero di ammalati. La rapidità di diffusione, dovuta all'elevata capacità di contagio, e l'andamento a rilento della distribuzione dei vaccini sta destando preoccupazione nei cittadini, sebbene gli esperti insistano nel dichiarare l'influenza A come "meno virulenta" rispetto alla normale influenza stagionale e insistendo sulla possibilità di avere "una normale guarigione" da parte degli organismi sani e privi di complicanze.

E' di ieri intanto la tragica morte di una bambina di 11 anni. Dal mese di settembre è la sesta vittima a Napoli, la dodicesima in Italia ed è la prima vittima fra i bambini. La bambina è deceduta dopo 40 minuti dal ricovero nella terapia intensiva dell' ospedale Santobono Pausillipon di Napoli. Le sue condizioni si sono aggravate nel giro di poche ore con estrema rapidità, la piccola ha avvertito febbre e spossatezza mercoledì scorso: i genitori hanno chiamato il pediatra, che ha prescritto una cura tradizionale, ma l'acuirsi dei sintomi tipici quali astenia, vomito e febbre alta, hanno portato al ricovero nell'ospedale di Scafati all'alba di giovedì. Venerdì la bambina è stata trasferita al Santobono, in condizioni già critiche: durante il viaggio da Scafati a Napoli il medico di servizio in ambulanza ha dovuto effettuare manovre rianimatorie. Ovviamente sconvolti i genitori, che assicurano "Era una bimba sana, le è venuta la febbre ed è morta in due giorni".

Fonte: Varie testate nazionali

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23 ottobre, 2009

Legnano: l'agghiacciante video di un marito ai medici "abbiate il coraggio di vedere come è morta mia moglie"

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Un caso shock da Legnano. Una donna di 47 anni muore per un devastante cancro al rene dopo un calvario di 4 anni, iniziato nel 2005 con una probabile diagnosi errata di "colica renale". Il marito decide di filmare gli ultimi giorni di vita di sua moglie e poi manda il video ai medici che avevano sbagliato la diagnosi chiedendo di avere "il coraggio di guardarlo". L'odissea di questa agghiacciante tragedia inizia nell'aprile del 2005. La moglie di Daniele, l'uomo che ha preparato il filmato, sta male con dolore al fianco e anuria, e viene ricoverata nel reparto di urologia dell'ospedale del quadrilatero. Dopo gli esami una rapida diagnosi di colica renale, viene curata e dimessa dopo una settimana di degenza. Tutto sembra essersi risolto ma venti mesi dopo, il giorno dopo del natale 2006, Piera (il nome della donna) cade per la frattura improvvisa del femore destro. "Una cosa strana per una donna di soli 43 anni, a quell'età l'osteoporosi non c'entra - racconta il marito - così ho portato mia moglie al pronto soccorso dell'ospedale di Legnano e lì, dopo la Tac, hanno capito che la situazione era grave e ci hanno consigliato di rivolgerci al centro ortopedico del Pini di Milano". Ed è proprio in questo ospedale che viene appurato il quadro clinico reale. "Con una ecografia all'addome, fatta il 9 gennaio 2007, si scopre che mia moglie non solo ha un grosso tumore al rene destro ma una metastasi ha intaccato il femore distruggendolo" ricorda Daniele che, nonostante lo shock per la tremenda diagnosi, cerca di capire perché i medici di Legnano non s'erano accorti di nulla e richiede la cartella clinica del primo ricovero, che contiene una copia dell'urografia effettuata nei giorni di degenza.

"Ho fatto analizzare quell'urografia a due periti - spiega il marito - il primo ha detto che il tumore poteva già essere individuato e il secondo ha evidenziato che il cancro, dal 2005 al 2007, si era sviluppato a tal punto da ridurre la possibilità di sopravvivenza di mia moglie da un 70-80 per cento a un 8-10 per cento. Lei, poi ha subito due grossi interventi: uno, al Pini, per l'impianto della protesi di femore, e un altro all'Istituto dei tumori, per l'asportazione del rene malato". Sulla base delle perizie effettuale dai tecnici il marito ha poi avviato, insieme al suo avvocato, una prima causa per la messa in mora dell'ospedale e poi, nel giugno di quest'anno, ha fatto anche una causa civile all'ospedale.

"Ho fatto tutto quello che dovevo fare per rendere giustizia a mia moglie - spiega - ma nelle ultime settimane della sua vita, quando lei stava malissimo, ho deciso di filmarla, per documentare una tragedia che forse si poteva evitare". Una tragedia che ora è finita su un video recapitato ai medici. Spiega la dott. Dotti, il direttore generale dell'ospedale: "Lasciamo che la giustizia faccia il suo corso, sarà il tribunale a dire se hanno sbagliato, mi sono interessata a questo caso molto doloroso, ho incontrato la signora e suo marito, gli siamo stati vicini. Purtroppo certe malattie sono subdole".

Fonte: Repubblica.it => link
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18 ottobre, 2009

Un classico esempio di falsità: un'appello per una trasfusione urgente per Riccardo...

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Mattinata piovosa in quel di Messina. Stamane decido di staccare dalle studio e di scendere in quella che da qualche mese è la mia nuova chiesa. A fine messa il parroco ha lanciato un appello pubblico in merito a un caso urgente, portando all'attenzione la necessità di una trasfusione urgente per un bimbo di 17 mesi affetto da leucemia fulminante, appellandosi quindi a tutti coloro che erano dotati di sangue del gruppo B Rh+. "Riccardo" di nome, "capriccioli" o "capricciosi" di cognome, leggermente storpiato in un tipico siciliano. E al seguito un numero di telefono wind. Il curare una leucemia mediante una trasfusione e il richiedere urgentemente sangue di un gruppo abbastanza comune (ad esempio il B è anche il mio) mi destava qualche dubbio. Anche il nome mi ricordava già qualcosa, una vaga memoria. Torno a casa e per puro caso da una rapida ricerca su internet trovo scritto sul sito ladysilvia.it l'articolo che andrete a leggere subito sotto. In pratica, l'appello è un falso che si storpia dal 2007 cambiando quel numero, sempre agganciato a una segreteria telefonica. Un'urgenza che fortunatamente non c'è, ma che va a coprire le urgenze più serie, intasando centralini (con buona pace delle compagnie telefoniche) e causando un'allarme infondato. Il che mi riporta alla conferma che viviamo in un mondo con troppi balordi, dove si può arrivare a scherzare su di una patologia terrificante come la leucemia per il solo piacere di creare allarme di massa e vedere una propria email falsa diffondersi a formare la tipica catena di "Sant'Antonio".

Di seguito l'articolo tratto dal sito news.ladysilvia.it


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Trento: Si ripropone nuovamente il caso del Bimbo di 17 mesi con il messaggio che girava nel Settembre 2007 «Fallo girare per favore, bimbo di 17 mesi necessita sangue B+ per forma di leucemia fulminante tel. 035-556625 Riccardo Capriccioli. Grazie.» Tale messaggio ha origine nel Marzo 2007 dove veniva smentita la notizia.. ma nulla è servito.. e la psicosi continua..

Oggi riceviamo l'ennesimo SMS.. che si ripropone con un'altra variante Gennaio 2008 «Fallo girare per favore, bimbo di 17 mesi necessita sangue B+ per forma di leucemia fulminante tel. 328 2694447 Riccardo Capriccioli. Grazie.»

Cambia solo il telefono... che risulta essere connesso ad una segreteria telefonica di un utente WIND..

Sta diventando un caso studio abbiamo verificato che il passa parola subisce alterazioni, si evolve in un caso deformato nel contenuto e poi nel numero telefonico. Il messaggio originale era il caso riproposto già da noi nell'Aprile 2007, Tale caso aveva intasato interi centralini, producendo veri problemi di smistamento e soccorso mancato a chi veramente aveva bisogno di cure immediate. Ricordate sicuramente tutti il caso Meyer «Bambino leucemico, scorte di sangue al Meyer».. Noi di LSNN abbiamo telefonato in ospedale e siamo stati rimproverati di intasare linee di soccorso per un caso di cui esistevano solo messaggi illusori di personaggi presi dal panico per un fatto inesistente.

Il nostro Test di verifica ci ha lasciati perplessi.. nessuno ricorda il caso.. Meyer (vedere foto articolo e troverete la frase del bambino di 17 mesi), tutti vedono questo caso come un caso nuovo..

Noi di LSNN avevamo già parlato nel mese di Aprile 2007, a questo link : Meyer: non c’è emergenza sangue di tipo B+ per Bimbo Leucemico Pubblicata - 24 Aprile 2007 - h 23:25:03..

Pensate che su LSNN la notizia del bambino, è stata letta quasi 800 volte, da aprile a oggi. Se pensassimo a quanti messaggi SMS sono stati inviati attraverso il passa parola, solo di persone attorno a noi, hanno ricevuto almeno 10 SMS.. una media di 1 messaggio a telefonino

In media gli italiani hanno due numeri di cellulare e, facendo un breve calcolo arriviamo a ipotizzare un moltiplicatore che ci fa pensare ad un business di 15 Cent. di Euro.. per SMS che ha generato un vero business per le compagnie telefoniche che supera abbondantemente i 2.5 milioni di euro e, un danno alle strutture sanitarie del Meyer e di altre strutture prese d'assalto, producendo ansia nelle persone, come se non bastassero tutti i problemi che ci assillano nel quotidiano tra tasse e ingiustizie di ogni genere.
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11 ottobre, 2009

Ricevo e pubblico: lettera dal Sims relativa alla previdenza per Specializzandi

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Caro collega…Ciao! Spero tu stia e bene e ti ricordi di me, sono Francesco Macrì Gerasoli, responsabile del Segretariato Italiano dei Medici e Specializzandi di Roma. L’anno scorso abbiamo tribolato per difenderci dal ratto dell’INPS sui nostri stipendi e per fortuna grazie al fatto che siamo riusciti ad essere fastidiosi tra giornali, lettere, fax e manifestazione siamo riusciti a difenderci con successo.
Ti riscrivo oggi per ricordarti che avevamo concluso accordandoci con i politici su un totale passaggio in ENPAM come Medici in formazione specialistica, abbandonando completamente l’INPS. Ad oggi questo passaggio non è ancora avvenuto e noi del SIMS stiamo pressando, tra mille difficoltà, affinchè questo avvenga. Infatti se ciò accadesse, pur versando all’ENPAM (circa il 12 %) meno di quanto versiamo attualmente all’INPS (il 17 %) per 5 anni di media, avremmo una pensione di gran lunga remunerativa e soddisfacente rispetto a quella dell’INPS nel futuro.
Mi rendo conto che sei sfiduciato visto come vanno le cose in Italia, né ti chiedo di fare una sommossa snervante e pesante come l’anno scorso per i tuoi diritti, ma l’unica cosa che desidereremmo noi del SIMS (ormai Segretariato Italiano dei Giovani Medici-SIGM) è che tu prenda contezza dei tuoi (nostri) problemi reali che ci si presenteranno nel futuro, per non parlare delle tematiche a riguardo delle nostre colleghe gravide (questo contratto sembra avere infatti un enorme “vuoto” in materia di maternità). Le alternative sono varie per tentare di ovviare a questo ennesimo sopore/sopruso della nostra classe politica nei confronti di noi futuri dirigenti della sanità italiana: 1) riuscire a contribuire davvero totalmente in Enpam; 2) cominciare a versare sin da subito in un fondo di previdenza complementare privato, secondo alcune modalità. Per queste tematiche e per altre che noi del SIGM-SIMS abbiamo organizzato una conferenza programmatica nazionale a Roma il pomeriggio di venerdì 30 ottobre ed il sabato mattina del 31. Mi farebbe piacere che tu partecipassi e ci dessi il tuo sostegno. La conferenza non ha alcun costo di iscrizione ed è anche una scusa se non sei di roma per farti un bel week-end nella capitale, sfruttando le iniziative che abbiamo da proporti.
Trovi tutte le informazioni necessarie sulla Home di questo sito: www.sims.ms
Ti mando un grande abbraccio e spero quindi di conoscerti al più presto.

Francesco Macrì Gerasoli
Responsabile Nazionale Previdenza SIGM.
Ulteriori informazioni su: www.giovanimedici.com e www.sims.ms
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10 ottobre, 2009

Spagna: in espansione l'uso del palloncino intragastrico per combattere l'obesità grave

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Nella penisola iberica sta riscuotendo negli ultimi mesi un discreto successo l’utilizzo di una tecnica chiamata in spagnolo Balón intragástrico, un trattamento non chirurgico ma certamente invasivo tanto da determinare la comparsa di una serie di forum online in cui si sostengono numerosi dibattiti in merito all’efficacia dell’uso di tale procedura.

La tecnica del palloncino intragastrico è un trattamento solitamente indicato per persone gravemente obese e che vogliono ricorrere a un’alternativa rispetto al trattamento chirurgico dell'obesità sia per evitare i rischi chirurgici associati a un eccesso di massa grassa e sia per avere un’alternativa che consenta di attuare un dimagrimento anche in presenza di condizioni individuali particolarmente problematiche.

Si tratta di un palloncino espandibile, in silicone, che viene inserito attraverso il cavo orale per mezzo di una tecnica endoscopica e viene quindi posizionato nello stomaco. Una volta collocato il palloncino viene riempito con soluzione fisiologica sterile tra 400 e 700 cc, in relazione all’eccesso di peso e al volume della camera gastrica del paziente. L'obiettivo è quello di creare una sensazione di pienezza continua perché andando ad occupare gran parte dello stomaco mantiene la parete espansa e fornisce la tipica sensazione di pienezza gastrica come si fosse già consumato un pasto.

Questo trattamento è applicato previa sedazione e dopo aver effettuato dei test pre-operatori, in particolar modo per verificare la tolleranza ai materiali con cui il palloncino è prodotto. È una procedura rapida e l'ospedalizzazione non è necessaria, può essere infatti eseguito in pochi minuti. La tecnica del palloncino intragastrico non è tuttavia da sola sufficiente: è infatti accompagnata da una dieta personalizzata ipocalorica presentata da un endocrinologo, il quale stabilisce il nuovo regime alimentare in base a numerosi parametri e mantenendo una condizione quanto più possibile tollerabile, al fine di garantire una corretta alimentazione senza che la sensazione di pienezza possa interferire con il necessario apporto di cibo. Oltre ad aiutare la perdita di peso, la dieta ha insegnato a sviluppare buone abitudini alimentari che rimangono anche dopo la fine del trattamento.

Il palloncino intragastrico può rimanere nello stomaco fino a 6 mesi e può essere rimosso in qualsiasi momento lo si desidera, anche qualche settimana dopo l’inizio del trattamento al raggiungimento dei risultati voluti riguardanti la perdita di chili. Se clinicamente necessario è anche possibile effettuare, con la medesima operazione, una sostituzione con un altro palloncino e quindi continuare con la dieta.

Un esempio di una delle tante società spagnole che si sta occupando dell'uso di quel che viene chiamato Balón intragástico è dato dal sito obesitymedicalcenter.com, la quale offre un'ampia descrizione su tale tecnica e sugli effetti, fornendo ovviamente una descrizione quasi esclusivamente positiva perchè di parte in quanto lo stesso sito offre una consulenza per gli spagnoli che siano interessati a praticarla.

L’effetto del Balón intragástrico è paragonabile a quello degli interventi di restrizione gastrica in quanto il pallone intragastrico (BIB) induce un precoce senso di sazietà durante i pasti. Anche se la mortalità è inferiore allo 0,1%, l’intervento non è privo di complicanze, infatti le complicazioni a cui possono andare incontro i pazienti operati con il palloncino intragastrico (BIB) sono:

Nausea e vomito, che in molti casi possono persistere per molto tempo; senso di pesantezza addominale, dovuto ovviamente alla collocazione de palloncino; dolori addominali o dorsali, sia permanenti che ciclici; reflusso gastroesofageo; ostruzione intestinale nei casi in cui il palloncino non è sufficientemente riempito oppure se ha una diminuzione del suo volume; ostruzione esofagea con frequente reflusso gastroesofageo e danni all’epitelio dell’esofago; asma da reflusso.
Ulteriori informazioni relative a questa tecnica possono essere ottenute seguendo questi link:

Società italiana chirurgia dell'obesità e delle malattie metaboliche
Associazione italiana obesità
Società americana chirurgia dell'obesità e delle malattie metaboliche
Una delle società spagnole specializzate nell'uso del Palloncino Intragastrico

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09 ottobre, 2009

Un testimonial per prevenire la diffusione del virus H1N1? Topo Gigio!

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Curiosa iniziativa da parte del Ministero del Welfare che ha deciso di attribuire un importante ruolo al personaggio "Topo Gigio", incaricato di fare da testimonial alla campagna creata a sostegno delle "5 regole d'oro" per la prevenzione della diffusione del virus influenzale. Il topo italiano più famoso della tv ha sgambettato allegro durante la conferenza di presentazione, cantando in spalla al ministro vestito da medico con tanto di stetoscopio. E' ovviamente evidente l'intezione di imbastire una campagna rivolta in particolar modo alla fascia più giovane della popolazione, usando un personaggio particolarmente amato dai bambini per educare fin da giovani a regole basilari quali il lavarsi spesso le mani, il tossire o starnutire con un fazzolettino davanti o, quinta e ultima regola, il curarsi a dovere qualora le prime 4 regole non fossero riuscire a prevenire il contagio. Topo Gigio è un pupazzo animato creato in Italia per la televisione nel 1959 da Maria Perego, la sua creatrice in un'intervista attribuì il suo enorme successo al fatto che esso fosse "il ritratto del candore, della fiducia in un mondo flagellato dai pericoli e dalle paure". Altri contribuirono fattivamente alla sua ideazione ed al suo successo, in particolare Federico Caldura, Guido Stagnaro e Peppino Mazzullo, sua voce storica. Le sue prime apparizioni televisive sono del 1959, a Canzonissima, condotta da Delia Scala e Nino Manfredi e l'11 febbraio nella trasmissione per ragazzi Saltamartino.

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Domani 10 Ottobre il "Obesity Day": da consigli sulla dieta al fitness, nel segno della prevenzione...

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Domani 10 ottobre è il giorno dell’Obesity Day: ai apriranno le porte delle Unità Operative di Dietetica e Nutrizione Clinica e delle Unità di Nutrizione ospedaliere e territoriali di tutta Italia per fornire informazioni gratuite in particolar modo sul come migliorare il proprio peso e rimettersi velocemente in forma tramite diete "sostenibili" (cioè non esagerate e che non mettono a rischio la salute delle persone come spesso capita con le rischiose diete "fai-da-te") e tanta attività fisica. In Italia, secondo gli ultimi dati ci sarebbero cinque milioni e mezzo di obesi, di cui mezzo milione di obesi gravi e un aumento del 25% degli obesi dal 1994 a oggi.

L' obesità è un fattore di rischio per la salute, tipica, anche se non esclusiva, delle società dette "del benessere". Si definisce obeso un individuo la cui massa di tessuto adiposo sia eccessiva, con indice di massa corporea maggiore di 30, e sia in grado di essere causa o aggravante di malattie. Tra queste sono le disfunzioni cardiocircolatorie, il diabete, problemi alle articolazioni, ictus e la sindrome da apnea notturna. Dieta ipocalorica e attività fisica possono aiutare nei casi meno gravi, ma per quelli più problematici si interviene anche con terapie farmacologiche o chirurgiche.

Fonte: vari siti
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