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AFORISMA DEL GIORNO

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31 maggio, 2013

Oggi è il No Tabacco Day, fra "App" per smettere di fumare e dubbi sull'uso delle E-cig...

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Oggi si celebra in tutto il mondo il "No Tobacco Day": lo slogan dell’Organizzazione Mondiale della Sanità è “Liberati!”. Sono 6 milioni i decessi legati al fumo ogni anno, e secondo le proiezioni potrebbero diventare 8 milioni entro il 2030. I decessi per fumo indiretto, secondo recenti stime, ammontano a circa 600.000. Ancora una volta l’OMS punta il dito contro la pubblicità e gli sponsor legati al tabacco, evidenziando come soltanto 19 paesi al mondo hanno una legislazione rigida in proposito, mentre invece un terzo dei paesi hanno legislazioni minime o nessuna restrizione.

All’Istituto Superiore della Sanità è stato organizzato un convegno anche alla presenza del neoministro Lorenzin.  “E’ necessario lavorare sulla prevenzione”, ha detto il ministro, “perchè è l’unica strategia che consente di contenere in modo intelligente i costi della sanità”, ricordando come “siano circa 700mila le persone che in Europa muoiono ogni anno a causa del fumo”, e il vizio “sia in aumento fra i giovanissimi e le donne”. Il Ministero della Salute e ISS hanno anche lanciato la App ‘Quanto fumi?’ per capire il grado della propria dipendenza e grazie a questa consapevolezza cercare di perdere il vizio. iSmocked Plus è l’applicazione per iPhone pensata per tutti i fumatori che vogliono avere un quadro completo sulle sigarette fumate e, a fine deterrente, i soldi spesi. Ismoked è compatibile con iPhone, iPad e iPod Touch, richiede la versione del firmware 4.3 o successive ed è localizzata in Italiano. L’app è disponibile al prezzo di 0,79€.

Fra gli argomenti quello delle sigarette elettroniche, al centro di un corposo dibattito, con un mercato in netta espansione, e apprezzate soprattutto dalle giovani generazioni. Un sondaggio della DOXA presentato al convegno ha però dimostrato che fra tutti coloro che hanno iniziato ad usarle, sono circa 500.000, solo 10,6%.

Una delle domande più ricercate su Google secondo recenti stime, visto anche il fatto che intorno alla "sigaretta elettronica" si sia creato un crescente volume d'affari (oro colato nella fortissima crisi economica attuale), è se tale forma di fumo sia nociva. La sigaretta elettronica fa male?

Il funzionamento di queste sigarette è semplice: il fumatore inala un vapore che suggerisce la sensazione di fumare tabacco. Il vapore è generato da una cartuccia che contiene una soluzione di glicole propilenico, glicerolo, aromi alimentari e, in alcuni casi, nicotina. Sull'estremità opposta al filtro, un led si accende di rosso durante l'utilizzo. Chi le usa? Soprattutto la fascia tra i 30 e i 40 anni (18,4%) e gli over 45 (20%). Mentre i ragazzi tra i 16 e i 20 anni coprono solo un 1,8% della torta di utilizzatori.

La principale differenza con la sigaretta tradizionale è che non c'è combustione e quindi non contiene né catrame, né monossido di carbonio, ovvero le sostanze più nocive prodotte dal fumo tradizionale. Contiene però nicotina, che provoca assuefazione, in quantità variabili. Nel complesso, sulla base delle analisi svolte fino a questo momento, i medici sono abbastanza d'accordo nel ritenere che la sigaretta elettronica, pur non essendo completamente innocua (per via della presenza di nicotina, ma anche di glicerolo e glicole propilenico) è di gran lunga meno dannosa delle sigarette tradizionali. Quindi se dedicata specificatamente per i forti fumatori, la sigaretta elettronica è uno strumento consigliato per smettere, tuttavia non deve essere considerata come un lusso o come un giocattolo da provare, e ciò coinvolge soprattutto gli adolescenti, sempre più usuali nell'utilizzo della SE, tanto che lo stesso Ministero della Salute ha provveduto a imporre un divieto di vendita per i minori di 18 anni.

Qual è il maggiore rischio nell'uso della e-cig? Proprio il costo. Tale tipo di sigarette hanno un costo "di partenza" relativamente elevato, più il costo più basso delle ricariche. Il problema nasce dalla ricerca del "risparmio", che porta all'acquisto di sigarette elettroniche "non omologate" e "sovraccariche di nicotina", e quindi potenzialmente lesive da fonti, come negozi o e-store non in regola, con grandi rischi per la salute del compratore.

Di certo, oggi, c’è il business generato da questo oggetto. Un successo che sembra ispirato più a una tendenza del momento che dalla cura della propria salute: 1500 negozi vendono le e-cig per 2 milioni di consumatori; il volume d’affari generato in Europa è di 500 milioni di euro.

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24 maggio, 2013

Sabato 25 Maggio è la Giornata Mondiale della Tiroide

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Il numero è da capogiro: i casi di tumore della tiroide sono cresciuti di oltre il 200 per cento nell’ultimo ventennio, arrivando nel nostro Paese a circa 14mila nuove diagnosi ogni anno. A richiamare l'attenzione sulla più frequente forma di cancro del sistema endocrino sono i maggiori esperti italiani in occasione della Giornata Mondiale della Tiroide, indetta per il 25 maggio (promossa dall’Associazione Italiana della Tiroide, dall’Associazione dei Medici Endocrinologi, dalla Società Italiana di Endocrinologia e dalla European Thyroid Association) con l’obiettivo di far conoscere il ruolo di questa ghiandola e l’importanza della prevenzione per tutte le numerose malattie che possono colpirla. «Un recente studio americano ha calcolato che i casi di carcinoma tiroideo negli Usa in 20 anni sono cresciuti del 250 per cento circa, quindi più che raddoppiati - dice Paolo Vitti, segretario generale dell’Associazione Italiana della Tiroide -. Le stime europee e italiane sono simili, per cui questo tipo di cancro rappresenta oggi circa l’un per cento di tutte le neoplasie».

Fortunatamente nella grande maggioranza dei casi questi tumori sono scarsamente aggressivi e facilmente curabili, tanto che si può parlare di completa guarigione in quasi il 95 per cento dei pazienti. Ma a cosa si deve questo straordinario aumento? «Soprattutto alla quantità crescente di diagnosi - risponde Vitti, che è ordinario di Endocrinologia all’Università di Pisa -. Infatti si tratta principalmente di microcarcinomi, con diametro inferiore a un centimetro, mentre il numero di neoplasie sopra i due millimetri è rimasto per lo più stabile. In pratica oggi scopriamo moltissimi noduli maligni che nei decenni precedenti non venivano individuati, restavano indolenti, non davano sintomi e dunque non si curavano». Le molte ecografie che si eseguono ora per altri motivi (ad esempio dai cardiologi che indagano i vasi sanguigni del collo) evidenziano insomma questi microtumori che altrimenti, con buone probabilità, non darebbero alcun fastidio alla persona.

Il problema quindi è quello di non sottoporre le persone a trattamenti in eccesso. «La diagnosi precoce è importante per scoprire la malattia quando è possibile rimuoverla chirurgicamente e guarire - aggiunge Luciano Pezzullo, responsabile della Chirurgia della tiroide all’Istituto Nazionale dei Tumori Pascale di Napoli -, ma le microforme tumorali non dovrebbero essere immediatamente trattate, quanto piuttosto seguite e monitorate in centri specializzati. Per molti pazienti è sufficiente un controllo annuale con visita ed ecografia. E solo se ci sono sospetti di un’evoluzione della malattia si procede con agobiopsia e intervento». In caso di neoplasie ben differenziate viene consigliata la tiroidectomia totale (cioè l’asportazione di tutta la ghiandola), ma in presenza di microcarcinomi papilliferi, e in generale in caso di presenza di fattori prognostici favorevoli, è possibile proporre un intervento meno demolitivo. «L’emitiroidectomia - spiega Gioacchino Giugliano, direttore dell’Unità Tiroide e Neoplasie Salivari all’Istituto europeo di oncologia di Milano - è indicata in caso di noduli piccoli e consente di conservare mezza tiroide. Il vantaggio per i pazienti è notevole, perché così la ghiandola continua a produrre sia gli ormoni (compensati solo in parte dalla compressa di tiroxina prescritta a tutti i malati a cui viene tolta la tiroide) sia la calcitonina, preziosissima per rafforzare le ossa e potente antidolorifico».

Fra i fattori di rischio noti per il maligno della tiroide ci sono: la familiarità per tumore tiroideo (circa un quarto dei tumori viene diagnosticato in chi ha un parente diretto, fratelli o genitori, che ha già avuto la malattia), le radiazioni nucleari (come ha dimostrato il boom di casi dopo il disastro di Chernobyl e ci si attende per Fukushima e l’essere donna: infatti dei 14mila casi annui italiani, solo 3.200 interessano i maschi. «Inoltre sappiamo che sono più a rischio gli abitanti in aree vulcaniche, come la Sicilia o le Hawaii - dice Francesco Trimarchi, presidente eletto della Società Italiana di Endocrinologia -, per la presenza di carcinogeni ambientali legati ai vulcani attivi. Sono poi allo studio alcune mutazioni genetiche. Ma quello che è fondamentale è rivolgersi tempestivamente al medico se si nota la presenza di un nodulo sul collo e, soprattutto, se questo cresce rapidamente». Se è infatti vero che gran parte dei noduli tiroidei sono benigni e che quelli maligni hanno spesso una buona prognosi, non tutti i carcinomi che interessano la ghiandola sono «poco aggressivi»: esistono anche rare forme letali e che evolvono rapidamente, per cui la diagnosi tempestiva è fondamentale.

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FONTE: Corriere.it

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29 marzo, 2013

Nasce "Spotted Unime", il profilo Fb per scambiarsi messaggi (anonimi) fra studenti messinesi

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"Spotted: Unime" è un profilo dedicato allo scambio di messaggi, spesso in modo anonimo, riguardanti il mondo di Unime. Messaggi spesso scherzosi, foto divertenti, ma anche apprezzamenti o segnalazioni su cosa cambiare nelle varie facoltà. C'è chi approfitta di questo spazio per rendere pubblici i propri colpi di fulmine, chi le usa per esprimere l'astio verso il vicino fastidioso e chi solo per segnalare la presenza di qualcosa di divertente. L'anonimato viene garantito dai gestori della pagina che fanno da "filtro", riscrivendo il messaggio senza l'ovvio mittente comunicato da facebook. Creato da pochi giorni (il 15 Marzo), sta riscuotendo un grande successo fra gli universitari messinesi.

Non si tratta ovviamente di una novità in assoluto, visto che la moda delle pagine "Spotted" ha origine dal mondo inglese e si sta solo recentemente diffondendo nel nostro paese. Le pagine di facebook "Spotted" (tradotto in inglese “avvistato”) sono pagine dedicate a luoghi frequentati regolarmente da giovani. Narra la storia che la prima pagina Spotted sia stata creata nel 2010 da alcuni studenti di un'università di Londra al fine di poter "rintracciare" una ragazza che li aveva particolarmente colpiti. Il sito si chiamava FitFinder e il suo fondatore lo descrisse come una piattaforma di "microblogging anonimo localizzato". Nonostante l'iniziativa nasca per spirito goliardico tra un gruppo di amici, il sito ha un effetto virale tra gli altri studenti del campus, e in meno di due mesi riesce a coinvolgere 52 diverse università britanniche e oltre 250mila utenti, per un totale di 5 milioni di pagine visualizzate.

Tuttavia, il sito fu presto censurato tra le polemiche, in quanto numerosi utenti reclamano contro la natura intrusiva dei commenti pubblicati sul sito. Ben presto, le amministrazioni delle università coinvolte hanno diffidato gli studenti dall'utilizzare FitFinder, determinandone la chiusura il 28 maggio 2010, a poco più di due mesi dalla creazione. L'idea alla base di FitFinder, tuttavia, era destinata a sopravvivere su un altro social network nato e sviluppatosi nel mondo universitario: quello di Mark Zuckerberg. E così, da due anni a questa parte, su Facebook proliferano le pagine dedicate ai vari campus universitari – soprattutto britannici – dove gli studenti possono ricreare quel cameratismo virtuale protetti dalle larghe spalle del re dei social network.

Ma non finisce qui. Da qualche mese in Italia si sta diffondendo la moda degli "Spotted" dedicati al mondo dei trasporti. Un esempio è dato da "Spotted Trenitalia", mentre all'orizzonte si profilano pagine dedicate alle piccole cittadine o addirittura quartieri. Con buona pace di Zuckerberg, il cui micromondo troverà nuova linfa vitale. 

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25 gennaio, 2013

La Barilla inaugura un nuovo padiglione pediatrico a Parma

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Tredicimila metri quadri, quattro piani, 89 posti letto dotati di ogni comfort e con i supporti della più innovative tecnologie a disposizione dei piccoli pazienti ma anche dei loro genitori. I numeri, da soli, non bastano però a descrivere il nuovo padiglione "Pietro Barilla" del Maggiore di Parma, la struttura che da oggi rappresenterà per la città emiliana l'ospedale dei bambini.

L'intitolazione cade nel centenario della nascita dell'imprenditore parmigiano, scomparso il 16 settembre 1993. Alla presenza del ministro della salute Renato Balduzzi, del presidente della regione Vasco Errani, delle autorità cittadine oggi è avvenuto il taglio del nastro della nuova struttura ospedaliera parmigiano. Una realtà innovativa che avrà al centro il benessere, non solo fisico, ma anche psicologico, del bambino e della famiglia grazie all'elevata umanizzazione degli ambienti, le attività ludiche ed educative con spazi specifici, l'accoglienza della famiglia, gli arredamenti che richiamano un'ambientazione familiare e domestica il tutto in un percorso di cura supportato da dotazioni tecnologiche di ultima generazione.

L'Ospedale dei Bambini di Parma è frutto di un eccezionale accordo tra soggetti privati ed enti pubblici. L'opera, costata in tutto 34 milioni di euro, ha visto infatti il contributo di 8,5 milioni di euro dal gruppo Barilla, 7,5 da Fondazione Cariparma e 2 da impresa Pizzarotti. A 16 milioni ammonta invece il contributo pubblico fra azienda ospedaliero-universitaria, stato e regione.

"Non è cosa facile in questi tempi inaugurare un ospedale ma ultimamente mi sta capitando, anche con una certa frequenza, e questo vuol dire che bisogna mettere nel conto anche le cose buone che ci sono nel nostro paese e nel nostro mondo della salute - ha commentato il ministro della salute Renato Balduzzi - Questa poi una occasione speciale perché si inaugura un ospedale pediatrico quindi tocca un settore molto importante e su cui stiamo facendo tante cose".

"Proprio questa settimana abbiamo presentato un quaderno al ministero della salute sull'appropriatezza pediatrica - ha aggiunto il ministro - Sta poi per concludersi un tavolo di indirizzo per migliorare la pediatria che è già una bella realtà ma che può essere ancora migliorata nel nostro paese". Il nuovo padiglione 'Barilla' è anche la conferma, ha sottolineato il presidente della regione Emilia-Romagna Vasco Errani "del grande impegno che come regione abbiamo preso alcuni anni fa e con coerenza stiamo portando avanti. A Parma stiamo facendo i maggiori investimenti a livello regionale. Era giusto farlo perché stiamo realizzando un polo ospedaliero di valenza regionale e sovraregionale".

"In un luogo nuovo come questo si concentreranno competenze cliniche di eccellenza assistenziali che mettono insieme le loro forze e quindi danno un segno di riferimento che va oltre il territorio provinciale e regionale - ha aggiunto l'assessore regionale alle politiche per la salute Carlo Lusenti - Questo polo avrà una valenza fondamentale per tutto il nord del nostro paese".

FONTE: ViaEmilianet.it
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19 giugno, 2012

"Proteggi la tua pelle", cappellini e foulard per sostenere la campagna di sensibilizzazione contro il melanoma

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''Proteggi la tua pelle'' e' il titolo della campagna di sensibilizzazione che la Fondazione Melanoma lancia in occasione dell'inizio dell'estate. E per l'occasione, ottanta cappellini e venti foulard anti radiazioni ultraviolette, resi disponibili dall'azienda produttrice Proteksol, verranno messi in palio gratuitamente giovedi' 21 giugno a chi scrivera' una mail all'indirizzo info (at) fondazionemelanoma.org. ''Protezione massima deve diventare la parola d'ordine - sottolinea Paolo Ascierto, presidente della Fondazione Melanoma -. Quando ci si espone al sole bisogna utilizzare creme con un fattore adeguato al proprio fototipo, quindi piu' alto in presenza di pelle e occhi chiari. Senza dimenticare di indossare abiti in grado di schermare i raggi UV e di evitare di prendere il sole nelle ore centrali della giornata. Il 25% dei nuovi casi di melanoma oggi in Italia riguarda giovani al di sotto dei 30 anni, dieci anni fa questa percentuale era esigua, intorno al 5%. Da qui l'idea di rivolgerci ai bambini perchè, regalando un foulard alla mamma o un cappellino al papà, comprendano le regole fondamentali per una corretta esposizione al sole. La pelle infatti conserva una ''memoria' delle ustioni subite nei primi anni di vita, che possono trasformarsi in melanoma da adulti. I malati di oggi sono i bambini di ieri che hanno accumulato nel corso degli anni una serie progressiva di eritemi solari''. La prevenzione e' l'arma piu' importante per sconfiggere questo tumore della pelle, che ogni anno nel nostro Paese fa registrare 7000 nuove diagnosi. E che rappresenta il terzo tumore piu' frequente tra le donne nella fascia di eta' al di sotto dei 49 anni. Le Regioni settentrionali fanno registrare la maggiore incidenza, seguite da quelle del Centro e del Sud. Un altro fattore di rischio e' rappresentato dall'utilizzo delle lampade solari.

''Questi apparecchi emettono radiazioni UVA anche 50 volte superiori a quelle che si possono assorbire in una giornata di sole al mare - sottolinea Stefano Cascinu, presidente dell'Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM). Contro questa neoplasia, che ogni anno in Italia provoca 1500 decessi, possiamo seguire la stessa strada che si è dimostrata efficace nella lotta al fumo di sigaretta.

Uno studio importante dell'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) ha evidenziato che l'uso dei lettini abbronzanti, se avviene in eta' inferiore ai 30 anni, aumenta il rischio di melanoma del 75%. Cio' ha fatto si' che le radiazioni UV, nell'agosto 2009, siano state inserite nella classe I dei cancerogeni, quella di massimo rischio, come il fumo di sigaretta. Riteniamo che l'introduzione da parte del Ministero della Salute, nel 2011, del divieto di utilizzo per gli under 18 ponga il nostro Paese in prima linea nella lotta contro questo tumore. Ora chiediamo che sulle lampade abbronzanti venga posta la scritta "Nuoce gravemente alla salute", come sui pacchetti di sigarette, perche' tutti siano consapevoli dei rischi a cui si espongono''. I foulard e i cappellini saranno spediti agli indirizzi specificati nelle email. Chi volesse acquistarli o sostenere le attivita' della Fondazione Melanoma puo' visitare il sito www.fondazionemelanoma.org .
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03 ottobre, 2011

Nobel della Medicina 2011 a Beutler, Hoffmann e Steinman (morto tre giorni fa) per le loro ricerche in campo immunitario

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Tre nomi spesso incontrati nello studio dei passaggi chiave dell'attivazione del sistema immunitario. Tre nomi che hanno fatto, fra i tanti, la storia della medicina e che vengono insigniti per questo del premio nobel 2011. Premio purtroppo postumo per uno di loro, lo scienziato canadese Ralph Steinman morto tre giorni fa e vincitore del premio per la medicina 2011 insieme con l'americano Bruce Beutler e al lussemburghese Jules Hoffmann. "Steinman - si legge in un comunicato Rockefeller University, dove lavorava - è deceduto il 30 settembre. Quattro anni fa, gli era stato diagnosticato un carcinoma al pancreas. Il ricercatore è riuscito ad allungare il decorso della malattia grazie all'immunoterapia basata sulle cellule dendritiche". Proprio le nuove scoperte sulle cellule dendritiche sono valse a Steinman l'importante riconoscimento di Stoccolma, pur se post mortem.

I suoi lavori, uniti a quelli degli altri due premiati, hanno aperto la strada a una nuova serie dei cosiddetti "vaccini terapeutici" contro il cancro. Le loro ricerche hanno contribuito anche a comprendere meglio il funzionamento del sistema immunitario di fronte a patologie infiammatorie quali l'artrite reumatoide. "Hanno rivoluzionato la nostra comprensione del sistema immunitario scoprendo i principi chiave per la sua attivazione", si legge in una nota del Karolinska Institutet di Stoccolma che assegna il premio.

Beutler, 54 anni, lavora nell'istituto Scripps ed è stato premiato con Hoffmann, 70 anni, per avere scoperto le proteine dei recettori che attivano l'immunità innata, il primo meccanismo del nostro sistema di difesa. Steinman era ricercatore presso la Rockefeller University ed è stato premiato per aver osservato per primo le cellule dendritiche che regolano l'immunità adattativa, la fase successiva della risposta di difesa durante la quale i microrganismi vengono cancellati dal corpo.

Jules Hoffmann ha compiuto la sua scoperta pionieristica nel 1996, quando con i suoi collaboratori si è concentrato sullo studio dei moscerini della frutta e del modo in cui combattono le infezioni. Il team ha analizzato insetti con mutazioni a livello di numerosi geni tra cui il "Toll". Infettando i moscerini con batteri o funghi, Hoffmann scoprì che i Toll mutanti morivano perchè non erano in grado di scatenare una difesa efficace.

Bruce Beutler era invece alla ricerca del recettore che si lega al lipopolisaccaride (Lps), l'involucro esterno dei batteri, causando shock settico. Nel 1998, Beutler e i suoi colleghi hanno scoperto che i topi resistenti al Lps avevano una mutazione in un gene molto simile a quella del gene Toll nei moscerini della frutta. Il recettore simil-Toll (Tlr) si è rivelata la chiave.

"Un premio meritatissimo a tre scienziati che hanno dato un contributo essenziale allo sviluppo dell'immunologia", commenta Piergiuseppe De Berardinis, primo ricercatore all'Istituto di Biochimica delle proteine del Cnr di Napoli, che aggiunge: "Le scoperte sulle cellule dendritiche sono fondamentali per gli studi sull'immunoterapia dei tumori e nelle terapie farmacologiche sperimentali per la cura del cancro, in quanto definiscono i meccanismi di risposta immediata e a lungo termine del sistema immunitario nei confronti degli agenti patogeni".


FONTE: Repubblica.it
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28 agosto, 2011

Muore tragicamente Rachel Beckwith, un simbolo americano nella lotta al cancro

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In nove anni di vita Rachel Beckwith ha fatto in tempo a regalare i suoi riccioli per ben tre volte. La prima volta a 5 anni: in classe aveva saputo di un'organizzazione (Locks of Love) che raccoglieva capelli per farne parrucche da dare ai bambini malati di cancro. Rachel non ci ha pensato due volte. Si è fatta rapare da sua madre, Samantha, poi ha aspettato che i capelli ricrescessero. E l'ha fatto di nuovo. La terza volta è stata il 23 luglio, il giorno della sua morte in seguito a un incidente sull'autostrada. I genitori hanno donato gli organi di Rachel e la sua ultima chioma. Nove anni appena compiuti, il 12 giugno. Era stato un compleanno speciale, anzi molto normale per una bambina come Rachel Beckwith da Seattle, Stati Uniti. A familiari e amici aveva detto: «Anziché farmi un regalo, donate 9 dollari alle persone che costruiscono pozzi per chi non ha l'acqua potabile». In chiesa un giorno Rachel aveva sentito parlare dell'emergenza idrica nel mondo e di un gruppo che si chiama «Charity: water», una delle tante organizzazioni non governative che raccolgono fondi per progetti umanitari legati all'acqua. E senza pensarci troppo aveva deciso di fare qualcosa. Mettersi in mezzo. Con la mamma aveva contattato l'ong. Dalle trecce ai rubinetti, con la stessa filosofia molto infantile (molto pragmatica). Sul sito c'è ancora la sua pagina: «Per piacere aiutatemi. Ai donatori manderemo le foto dei pozzi e le coordinate geografiche tratte da Google Earth. Il mio obiettivo è raccogliere 300 dollari». Rachel era una bambina del suo tempo, computer e Google Earth. Si era presa pure una cotta per il cantante Justin Bieber, l'idolo dei giovanissimi, anche se sua madre dice che non lei osava ammetterlo. Probabilmente avrebbe barattato un ballo con Justin (un altro sponsor di « Charity: water») pur di raccogliere ancora un pugnetto di dollari per la raccolta fondi di compleanno, che si era fermata poco sotto la soglia prefissata: 280 dollari. Nei tre giorni in cui Rachel è rimasta incosciente in un letto di ospedale - racconta Nicholas Kristof sul New York Times - gli amici le hanno sussurrato all'orecchio che poteva essere soddisfatta: le donazioni in suo nome avevano superato di gran lunga i 50 mila dollari regalati dalla star Bieber. E il 25 luglio, dopo i funerali, mamma Samantha ha scritto un post per ringraziare tutti dell'affetto e della generosità: «I know Rachel is smiling!».

Magari sta sorridendo di come ragionano gli adulti e dei meccanismi della celebrità online post mortem e del bambino Simon che ha mandato 5 dollari «anche se volevo dare di più ma ho solo 8 anni e questa è la mia paghetta settimanale». O del nostro cinismo. Qualcuno dirà che è stato l'autotreno. Se Rachel non fosse morta un sabato di fine luglio sull'autostrada, schiacciata da un camion che ha travolto la macchina su cui viaggiava con la famiglia ferendo mortalmente soltanto lei, forse nessuno si sarebbe accorto della strana festa di compleanno di una bambina della periferia di Seattle. La sua raccolta fondi per scavare pozzi in Congo o in Bangladesh sarebbe rimasta a quota 280 e non avrebbe sorpassato il milione di dollari. Probabilmente Kristof non avrebbe scritto quel pezzo così ispirato in cui fa di Rachel un simbolo positivo delle generazioni più giovani, quelle che noi «crediamo imbesuite da Facebook» e che invece ci danno una lezione di altruismo, «in questi tempi grami di paralisi politica in cui tutti sono assorbiti solo dai propri interessi». Scott Harrison, il 35enne ex manager di night-club che nel 2006 ha avuto l'illuminazione di «Charity: water», ha scritto che Rachel ha insegnato qualcosa agli adulti, che si sono un po' vergognati «di fronte alla generosità dimostrata da una ragazzina». Se non ci fosse stato quell'autotreno, Rachel non avrebbe perso tempo a dispiacersi per il mancato raggiungimento di quota 300 dollari. E avrebbe cominciato un altro progetto, pronta a tagliarsi i capelli ancora e ancora. 


FONTE: Repubblica.it
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21 novembre, 2010

Prorogato il termine per le iscrizioni a "Eunomia Sanità"

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Ancora pochi giorni per presentare la domanda di partecipazione alla seconda edizione di Eunomia Sanità, il Corso di Alta Formazione sulle politiche per la salute, che si terrà a Firenze dal 16 al 18 dicembre 2010. Il termine per le iscrizioni, che era previsto per lunedì 22 novembre, è stato rinviato a lunedì 29 novembre.

Eunomia Sanità è un master unico nella sua dimensione tecnico –politica, che nasce come momento di riflessione e di approfondimento sul tema della Sanità, sulla scia delle precedenti esperienze di Eunomia Master - Corso di Alta Formazione Politica.
Al centro dell’edizione 2010 ci sarà l’analisi dei rapporti fra assetto federale e sanità, con una particolare attenzione al ruolo istituzionale dei Comuni.

Eunomia Sanità, che viene realizzata in collaborazione con l’Assessorato al Diritto alla Salute della Regione Toscana e con Anci Toscana, si articola in una serie di workshop, incontri e lezioni di alto livello, il cui intento è quello di generare proposte innovative che facciano capo ad un modello di sanità integrato e rispondente alle esigenze dei cittadini. Docenti del Corso sono personalità di rilievo del mondo delle istituzioni, della ricerca e degli operatori pubblici e privati del settore sanitario.

Fra i protagonisti della seconda edizione, che includerà, oltre agli workshop riservati agli allievi, due incontri pubblici dedicati alla discussione sui possibili percorsi verso una sanità federale e sull’importanza che devono comunque rivestire i valori di universalismo ed equità: Daniela Scaramuccia, Assessore al Diritto alla Salute della Regione Toscana, Tommaso Langiano, Direttore Generale AOU Meyer di Firenze, Massimo Casciello, Direttore generale della ricerca scientifica e tecnologica del Ministero della Salute, Cesare Cislaghi, Responsabile della Sezione LEA e Monitoraggio Spesa sanitaria della Age.na.s (Agenzia Nazionale per i servizi Sanitari Regionali) e Monica Bettoni, Direttore Generale dell’Istituto Superiore di Sanità di Roma.

Il Corso è indirizzato a giovani (under 40) dirigenti di strutture sanitarie pubbliche e private, politici, esperti nel settore organizzativo della Sanità e in tema di etica in medicina, quadri dirigenti del settore e rappresentanti di associazioni di pazienti.

L’Associazione Eunomia e la Fondazione Eunomia, grazie ai contributi degli sponsor, mettono a disposizione degli interessati 40 borse di studio destinate alla copertura delle spese di partecipazione al Corso di alta formazione e di ospitalità per i borsisti residenti fuori del Comune di Firenze.

Info sul sito www.eunomiaonline.it, sezione Sanità.

Ufficio stampa: Dorado Communications

tel.055.47891240 mail: ufficiostampa@doradocom.com
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12 novembre, 2010

Il 13 e il 14 novembre torna la "Giornata Mondiale del Diabete"

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Giornata Mondiale del Diabete 2010, in 500 piazze italiane (13-14 novembre) “Corriamo più veloci del diabete”. Una dieta equilibrata e una regolare attività sportiva aiutano a prevenire i rischi del diabete”. Recita così lo slogan della Giornata Mondiale del Diabete che si celebrerà il 13 e 14 novembre in moltissime piazze italiane e che ha per tema l’educazione e la prevenzione del diabete. Dopo la Risoluzione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che ha indicato il 14 novembre Giornata Mondiale del Diabete, sono più di 160 i Paesi coinvolti nell’ iniziativa con lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica su questa importante patologia, che nel 2030 si prevede colpirà circa 435 milioni di persone. Anche quest’anno, per sensibilizzare la popolazione e far conoscere i rischi di questa malattia, viene organizzata la Giornata Mondiale del Diabete.
In 500 piazze delle principali città, saranno allestiti veri e propri presidi diabetologici dove, grazie al volontariato di medici, operatori sanitari, infermieri e associazioni di pazienti, tutti i cittadini potranno ricevere materiale informativo, consulenza medica qualificata, ma soprattutto potranno effettuare gratuitamente l’esame della glicemia. Infatti da una piccola goccia di sangue, ottenuta con una semplice puntura sul polpastrello di un dito, è possibile conoscere il livello del glucosio nel sangue (glicemia). Sarà inoltre possibile compilare un questionario diagnostico per scoprire la percentuale di rischio diabete da qui a 10 anni. La Giornata del Diabete è arrivata alla sua decima edizione e sono tante le iniziative in programma.

Per ulteriori informazioni visita il sito www.diabetando.net
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13 luglio, 2010

Il 4 settembre torna in mare Monica Priore: da Capri a Sorrento la sua nuova sfida al DM1

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La trentaquattrenne nuotatrice diabetica pugliese, che il 21 luglio del 2007 attraversò a nuoto lo stretto di Messina, torna a far parlare di se lanciando una nuova sfida al suo più fedele compagno di vita (appunto il diabete) tentando di attraversare a nuoto il tratto di mare che separa Capri e da Sorrento. Monica Priore nasce a Mesagne (BR) il 04/02/1976 ed all'età di 5 anni le viene diagnosticato il diabete mellito di tipo I. Prima bimba ad approdare al centro anti diabetico di Brindisi, Monica viene proiettata in una realtà che, fino a quel momento, apparteneva quasi esclusivamente a gente adulta o addirittura anziana. Con il passare degli anni vede crescere con se anche l’incidenza percentuale del diabete sulla popolazione e matura, pian piano, la ferma convinzione di non dover assistere passivamente ai progressi medico scientifici che ruotano attorno alla sua patologia ed alle “restrizioni” sociali imposte dal vivere la condizione di diabetico. Sceglie lo sport come strumento di comunicazione e, nuotando, inizia a dimostrare che anche scendendo in vasca assieme al proprio diabete si può gareggiare e vincere contro chi in acqua si tuffa senza il timore che il valore glicemico possa compromettere la prestazione. Una serie di medaglie vinte sono state un gran bel messaggio di forza e di speranza per tanta altra gente diabetica ma, purtroppo, gli echi di queste vittorie non potevano raggiungere tutti coloro che avrebbero dovuto ascoltarli. Così Monica decide di alzare il tiro per gridare ancora più forte a tutti “ sono diabetica e questo non è un limite”. Per ampliare il bacino degli auditori del proprio messaggio di speranza nel 2007 Monica diventa la prima atleta diabetica ad aver attraversato a nuoto lo stretto di Messina, riscuotendo consensi e apprezzamento da parte di tanti ragazzi diabetici che hanno riconosciuto in lei un esempio da seguire. Il 4 Settembre di quest’anno, Monica tenterà di fare arrivare un messaggio ancora più forte e significativo a tutti i suo “colleghi diabetici” (come li chiama lei), tentando di portare a spasso il suo diabete per le acque del tirreno da Capri a Sorrento (circa 20km). Tra gli obiettivi che si prefigge nel tentare quest’impresa ci sono quello di dare coraggio e speranza a tutti quelli che vivono male la propria condizione di diabetici e quello di unire in un’unica grande festa diabetici, diabetologi, case farmaceutiche, infermieri, associazioni e chiunque altro militi, per un motivo o per un altro, nel settore diabetologico perché, come dice lei, l’unione fa la forza e tutti insieme contro il diabete qualche risultato lo portiamo a casa.


FONTE: Comunicato stampa
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17 giugno, 2010

Ricevo e pubblico: congresso a Milano il 29 giugno su "Stili alimentari e sostenibilità"

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"" E' ormai diffusa la consapevolezza dell’incidenza degli stili di vita e, in particolare, dell’alimentazione sulla salute delle persone.  Ma siamo davvero consapevoli di quanto le scelte alimentari possano influire anche sulla salute complessiva del pianeta?
Martedì 29 giugno a Milano alle ore 9.00, presso il Museo della Scienza e della Tecnica si svolgerà il convegno del "Barilla Center for Food & Nutrition"

Alimentazione e Ambiente: sano per te, sostenibile per il pianeta

Come alimentarsi al meglio per vivere in un mondo migliore.

Un workshop con istituzioni e associazioni, aziende e studiosi per discutere di stili alimentari e sostenibilità. Una pubblica occasione di confronto, per presentare e approfondire il concetto di "doppia piramide", un unico modello alimentare capace di conciliare l’equilibrio nutrizionale con la tutela e la salvaguardia dell’ambiente.
Tra i relatori l’economista e saggista Jeremy Rifkin e il Presidente del Global Footprint Network, Mathis Wackernagel
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La partecipazione al convegno è libera e gratuita: per intervenire di persona, è sufficiente registrarsi online a questo link dove è pubblicato anche il programma completo dei lavori.
Il convegno sarà trasmesso anche in diretta streaming sul sito http://www.barillacfn.com. 

Grazie per l’attenzione

Responsabile Ambito 5 per il Barilla Center for Food & Nutrition 


""
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21 maggio, 2010

Interessante dibattito sull'incidenza tumorale domani al Palacongressi del poli di messina

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Sabato 22, cioè domani mattina alle 9 e 30 al Palacongressi del policlinico universitario di Messina si terrà un incontro dibattito dal titolo "L'incidenza della malattia tumorale oggi.dalla prevenzione alla comunicazione. Tale incontro è stato promosso dall'associazione universitaria "Atreju - La compagnia degli studenti" e organizzato col patrocinio dell'Universita' degli studi di Messina. L'invito a partecipare ad un momento di intenso e sensibile confronto legato ad una tematica di forte impatto sociale e' esteso a tutta la comunita' universitaria e a tutta la cittadinanza. A tutti gli studenti di medicina e chirurgia si ricorda che tale incontro vale anche come didattica elettiva e la firma sul libretto permetterà di ottenere 1/2 cfu valido per il proprio curriculum.

Di seguito il programma previsto:

PROGRAMMA

Saluti Autorità Accademiche:

Prof. Francesco Tomasello (Rettore Università Degli Studi Di Messina);

Prof. Emanuele Scribano (Preside Facoltà Di Medicina e Chirurgia);

Prof. Alfredo Carducci (Coordinatore Corso Di Laurea Medicina e Chirurgia);

Prof. Concetta Epasto (Vicepreside Facoltà Scienze Della Formazione);

Prof. Antonio Michelin Salomon (Coordinatore Corso Di Laurea Scienze Pedagogiche);

INTERVENTI:

Prof. Vincenzo Adamo (Prof. Associato di Oncologia Università di Messina) sul tema: "La Prevenzione Dei Tumori... dove stiamo andando?"

Prof. Anna Murdaca (Delegata Del Rettore Alle Problematiche Studentesche) sul tema: "La Cura Relazionale nella Malattia Oncologica"

Graziano Giuffrida (Componente direttivo Ass. "Atreju") sul tema: "I giovani e la prevenzione";

Seguirà il dibattito aperto a tutti i presenti

Moderatore:
Giuseppe Alberto Signorino (Cons. Facoltà di Medicina e componente direttivo "Atreju").
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06 marzo, 2010

Oggi, domani e lunedi in 3000 piazze una gardenia contro la sclerosi multipla

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Oggi, domani e lunedì, per la Festa della Donna, in 3.000 piazze italiane torna la "Gardenia dell'AISM", l'appuntamento con la solidarietà per la lotta alla sclerosi multipla. I fondi raccolti per la ricerca scientifica andranno a sostenere gli studi sulla CCSVI, che significa "insufficienza cerebro spinale venosa cronica", e che rappresenta un forte fattore di rischio per la sclerosi multipla. I fondi contribuiranno anche a potenziare i servizi sanitari e sociali dedicati alle persone colpite dalla malattia e il Programma "Donne oltre la SM".

Nelle piazze italiane verranno distribuite oltre 230 mila piante di gardenia dai volontari AISM, dai volontari dell'Associazione Nazionale Bersaglieri, da quella dei Carabinieri e dei Vigili del Fuoco, in cambio di una donazione di 13 euro. E poi, fino al 14 marzo, sarà possibile inviare 2 euro dai cellulari con un sms al 45502, con i gestori Tim, Vodafone, Wind, 3 e COOP VOCE; chiamando lo stesso numero da telefono fisso Telecom Italia si può contribuire con 2 o 5 euro. L'elenco delle Piazze di Gardenia sarà disponibile sul sito dell'associazione.

La sclerosi multipla è una malattia cronica, invalidante e imprevedibile, una delle più gravi del sistema nervoso centrale. Ogni 4 ore, nel nostro Paese, una persona riceve la diagnosi di sclerosi multipla, che inizia mediamente tra i 20 e i 30 anni, colpendo soprattutto le donne, il doppio rispetto agli uomini, nel momento della vita più ricco di progetti. In Italia sono oltre 58 mila le persone colpite da questa patologia.

Negli ultimi 10 anni la ricerca ha fatto passi da gigante a livello internazionale e anche in Italia, dove i ricercatori italiani sono tra i primi posti nel mondo nei campi più promettenti della ricerca: nello studio delle cause, nelle cellule staminali adulte, nelle neuro immagini, nell'evoluzione della malattia e nella ricerca terapeutica. Ma la ricerca per trovare le cause e la cura risolutiva della malattia deve ancora continuare.



FONTE: Repubblica.it


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09 ottobre, 2009

Domani 10 Ottobre il "Obesity Day": da consigli sulla dieta al fitness, nel segno della prevenzione...

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Domani 10 ottobre è il giorno dell’Obesity Day: ai apriranno le porte delle Unità Operative di Dietetica e Nutrizione Clinica e delle Unità di Nutrizione ospedaliere e territoriali di tutta Italia per fornire informazioni gratuite in particolar modo sul come migliorare il proprio peso e rimettersi velocemente in forma tramite diete "sostenibili" (cioè non esagerate e che non mettono a rischio la salute delle persone come spesso capita con le rischiose diete "fai-da-te") e tanta attività fisica. In Italia, secondo gli ultimi dati ci sarebbero cinque milioni e mezzo di obesi, di cui mezzo milione di obesi gravi e un aumento del 25% degli obesi dal 1994 a oggi.

L' obesità è un fattore di rischio per la salute, tipica, anche se non esclusiva, delle società dette "del benessere". Si definisce obeso un individuo la cui massa di tessuto adiposo sia eccessiva, con indice di massa corporea maggiore di 30, e sia in grado di essere causa o aggravante di malattie. Tra queste sono le disfunzioni cardiocircolatorie, il diabete, problemi alle articolazioni, ictus e la sindrome da apnea notturna. Dieta ipocalorica e attività fisica possono aiutare nei casi meno gravi, ma per quelli più problematici si interviene anche con terapie farmacologiche o chirurgiche.

Fonte: vari siti
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14 giugno, 2009

Parte a Milano la "Diabetes Junior Cup"!

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E' la malattia cronica piu' diffusa tra i bambini: in Italia su piu' di 200mila pazienti, sono 14mila quelli tra 0 e 18 anni e una "co-terapia" è l'attività sportiva, anzi la Coppa Italia della Diabetes Junior Cup che partita il 7 giugno da Roma farà tappa domani a Milano e il 5 luglio a Coverciano per la finale. Si tratta del diabete di tipo 1 che e' in costante aumento con un allarmante tasso di crescita annuale del 5% nei bambini di eta' pre-scolare, del 3% in quelli di eta' scolare e negli adolescenti. Ora la Coppa Italia della Diabetes Junior vede ragazzi tra 6 e 18 anni giocare al calcio e per farlo impiegano le terapie piu' recenti e tecnologicamente all'avanguardia come il microinfusore di insulina ed i sistemi integrati di infusione e monitoraggio continuo della glicemia. Il torneo è ad eliminazione diretta dei giovanissimi diabetici per la selezione di due squadre di "piccoli azzurri" di 6-12 e di 13-18 anni che rappresenteranno l'Italia, sfidando in agosto i coetanei europei a Ginevra. Domani al Centro Sportivo Vismara di Milano si giocheranno tutte le partite di 20 minuti l'una e poi la premiazione. Il sogno dei giovani partecipanti e' far parte dei circa 200 ragazzi da tutta Europa che si sfideranno per il Terzo Campionato Europeo di Calcio "Diabetes Junior Cup" il 21 e il 23 agosto allo Stadio Bout-du-monde di Ginevra. Una ottima occasione per fare attività fisica e contribuire alla condivisione delle notizie e della prevenzione per questa terribile malattia. In bocca al lupo a tutti i ragazzi impegnati.

FONTE: Agi.it
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11 maggio, 2009

Ipertensione: nuove scoperte genetiche e il 17 maggio giornata mondiale dedicata al tema

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E' stata individuata la "mappa" dei geni responsabili della pressione alta: la scoperta potrebbe in futuro aiutare a trovare nuove cure, basate su farmaci più efficaci, a contrastare una malattia che ogni anno causa oltre 240.000 morti pari al 40% di tutte le cause di decesso. Sono stati scoperti nuovi geni legati alla regolazione della pressione del sangue grazie a una ricerca che ha coinvolto numerosi gruppi di studio a livello mondiale, compresi ricercatori italiani.

I ricercatori della “Johns Hopkins University School of Medicine”, insieme con un team internazionale di collaboratori, hanno identificato mutazioni genetiche associate con le caratteristiche alterazioni dei valori ematici che si registrano nell'ipertensione. Lo studio, pubblicato online sulla rivista “Nature Genetics”, spiega come per identificare i geni coinvolti nel mantenimento della pressione sanguigna e nell’instaurarsi della ipertensione, i ricercatori hanno analizzato le differenze genetiche di quasi 30.000 persone di discendenza europea la cui pressione arteriosa sistolica media variava da 118 mm Hg a 143 mm Hg e della pressione sanguigna diastolica media varia da 72 mm Hg a 83 mm Hg. Queste persone facevano parte di uno studio a lungo termine di salute e di malattia cardiovascolare sostenuto dal National Institutes of Health chiamato “Aric” (Atherosclerosis Risk In Community). I ricercatori hanno cercato le differenze genetiche che potevano essere poste in correlazione con l’elevata pressione del sangue e hanno trovato 11 varianti o modifiche in sequenza di DNA.

"Sorprendentemente, nessuno dei geni che abbiamo identificato come aventi in comune delle parti variabili fanno parte del sistema che sappiamo che regola la pressione del sangue - i geni individuati non sono quelli mirati dagli attuali farmaci prescrivibili per controllare l'ipertensione", spiega Aravinda Chakravarti, Ph.D. ., capo del Centro per la genomica delle malattie complesse in Nathans McKusick-Istituto di Medicina Genetica a Hopkins. "Se saremo in grado di aumentare il numero di geni coinvolti nel mantenimento della pressione del sangue dalle attuali 12 a 50, cosi come si prevede nei prossimi anni, allora la nostra comprensione della biologia cambierà completamente."

Cambiamenti in un gene, ATP2B1, sono stati collegati ai cambiamenti di pressione che portano all’ipertensione. Il gene ATP2B1 permette la sintesi di una proteina che avrebbe il compito di pompare il calcio fuori dalle cellule muscolari che avvolgono l’endotelio dei vasi, riducendo in tal modo lo stato di contrazione delle stesse e aumentando il diametro dei vasi. Cambiamenti nella SH2B3, una proteina coinvolta nella risposta immunitaria, sono stati collegati anche ad possibile coinvolgimento nell’aumento della pressione arteriosa.

Secondo Chakravarti, ciascuna delle differenze genetiche trovate sono comunemente riscontrabili nella popolazione e provocano solo piccoli cambiamenti nella pressione sanguigna. Questo studio, egli dice, sostiene l'idea che i cambiamenti in molti geni contribuiscono a predisporre a una elevazione della pressione del sangue e dunque a causare ipertensione. Chakravarti ritiene che la combinazione di molteplici cambiamenti in diversi geni possono aumentare notevolmente la pressione del sangue, anche se l'effetto di ogni singolo cambiamento sulla pressione sanguigna è piccolo.

Autori sulla carta sono Daniel Levy, Andrew D. Johnson, Ramachandran S. Vasan, Shih-Jen Hwang, K. Santhi Ganesh, Christopher J. O'Donnell, Emelia J. Benjamin, Caroline S. Fox, Thomas J. Wang e Martin G. Larson del National Heart, Lung, e il Sangue Istituto; Kenneth Rice, Nicole L. Glazer, Thomas Lumley, Giosuè Bis e Bruce M. Psaty di University of Washington; Germaine C. Verwoert, Abbas Dehghan, Yurii Aulchenko, Fernando Rivadeneira, Francesco US-Mattace Raso, Eric JG Sijbrands, Albert Hofman, André G. Uitterlinden, Jacqueline CM Witteman e Cornelia M. van Duijn di Erasmus Medical Center; Lenore J. Launer Tamara B. Harris e del National Institute of Aging; Alanna C. Morrison ed Eric Boerwinkle della Università del Texas Health Science Center; Thor Aspelund, Gudny Eiriksdottir, Albert V. Smith e Vilmundur Gudnason del islandese Heart Association; Xiuqing Guo, Kent Taylor e Jerome I. Rotter del Cedars-Sinai Medical Center; F. Gary Mitchell di Ingegneria Cardiovascolare Inc.; Gerardo Heiss di Carolina Cardiovascolare Biologia; e Georg B. Ehret, Anna Köttgen, Dan E. ARCATURA, Robert B. Scharpf, Josef Coresh e Aravinda Chakravarti della Johns Hopkins University School of Medicine.

Intanto, per sensibilizzare l'opinione pubblica su questa malattia, che predispone anche allo sviluppo di malattie renali e diabete, il 17 maggio 2009 si svolgerà la V Giornata Mondiale contro l'Ipertensione Arteriosa. La Giornata è promossa in tutto il mondo dalla World Hypertension League. I dati relativi all'Italia mostrano che circa il 30% della popolazione, ovvero 15 milioni di persone, soffre di ipertensione arteriosa. Ma è stato anche rilevato che, nonostante la disponibilità di terapie efficaci per la grande maggioranza dei casi, solo un paziente iperteso su 5 è adeguatamente curato. La Società Italiana dell'Ipertensione Arteriosa (SIIA) aderirà all'evento promuovendo sul territorio iniziative di informazione. In numerosi capoluoghi di provincia, inoltre, con il supporto della Croce Rossa Italiana, verranno allestite delle postazioni per offrire ai cittadini l'opportunita' di un controllo gratuito della pressione arteriosa. Grazie al supporto della FOFI (Federazione Ordini Farmacisti Italiani) e di Federfarma (Federazione Nazionale Titolari Farmacia Italiani), 17.000 farmacie distribuiranno, nella settimana precedente la Giornata, i depliant informativi realizzati dalla SIIA.
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06 febbraio, 2009

Messina: convegno sul Neuroblastoma

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Sabato 7 Febbraio presso la sala delle Bandiere di Palazzo Zanca di Messina, si terrà la IV Edizione del simposio scientifico - educativo dal titolo:"Neuroblastoma: il percorso di un bambino fra diagnosi, terapia e ricerca", organizzato da Associazione NB.Il convegno è stato organizzato con l'intenzione di informare il pubblico circa lo stato della ricerca e far comprendere l'importanza che essa riveste, poichè è l'unico mezzo grazie al quale sperare di riuscire a debellere questa grave forma tumorale. Il neuroblastoma (NBL) è un tumore maligno embrionario caratteristico del bambino, che prende origine dal tessuto simpatico, da cui fisiologicamente prendono origine la midollare del surrene ed i gangli del sistema nervoso e simpatico. Fra i vari tumori solidi dell'infanzia è, dopo quelli che interessano il SNC, il più diffuso (8%), con un'incidenza pari 10 casi per milione ogni anno. Per quanto riguarda la sede più diffusa di manifestazione essa cambia a seconda dell'età del soggetto, mentre per i bambini di età inferiore ad un anno ad esempio è molto diffuso nel torace (33%), negli infanti più grandi la sede di maggiore diffusione è l'addome (55-75%).

Si manifesta a tutte le età ma quasi esclusivamente si mostrano in età infantile, e solo nel 10% dei casi l'età supera quella dei 5 anni, 1,5% in età superiore ai 14 anni. Le cause di tale manifestazione rimangono ancora sconosciute, studi hanno dimostrato che fra i fattori di rischio prenatali vi sono l'età della madre (se inferiore ai 20 anni) e l'ipertensione sempre del genitore o l'assunzione, in gravidanza, di barbiturici e idralazina. Anche la sindrome alcolica costituisce un pericoloso precedente per lo sviluppo della massa tumorale, invece non è chiaro che ruolo abbia l'esposizione elettromagnetica. Esistono alcuni eventi morbosi come la malattia di Hirschsprung e la neurofibromatosi di tipo I che talvolta sono associate al neuroblastoma.

Fra i sintomi e i segni clinici evidenziati si mostrano astenia, febbre, calo ponderale, ma anche forme artritiche che possono essere in relazione ad una diffusione metastatica del tumore originale. Una forte diarrea invece è correlata al coinvolgimento di una secernazione anomala del peptide vaso-attivo intestinale VIP.

A seconda della sede di origine ritroviamo:

- Neuroblastoma a insorgenza addominale
- Neuroblastoma a insorgenza toracica, spesso insorge in maniera asintomatica
- Neuroblastoma a insorgenza pelvica
- Neuroblastoma cervico-facciale, tale forma comporta sovente la formazione la sindrome di Bernard-Horner, una forma più comune negli adulti.

Lo sviluppo del neuroblastoma può essere definito in vari stadi

- Stadio 1, confinato nella sola zona originaria, la prima fase
- Stadio 2a
- Stadio 2b
- Stadio 3, l'asportazione completa non è più possibile
- Stadio 4, con infezione sviluppata ad altri organi
- Stadio 4S, forma caratteristica per i bambini con meno di un anno di vita

Per combattere la progressione della neoplasia si sta valutando la possibilità di intervenire alle prime forme di stadiazione della massa aggressiva, per riuscire ad agire tempestivamente studiosi giapponesi hanno elaborato, nel ventesimo secolo, un programma che si basava sulle analisi costanti delle catecolamine; tali esami vengono chiamati screening urinari. Tali studi sono poi stati ripresi da altri paesi, alcuni anche europei. Diversa dal concetto di prevenzione è l'idea di effettuare esami cosiddetti prenatali, ovvero effettuati al futuro nascituro quando è ancora nel grembo materno, molto utili per un intervento rapido.

La tomografia computerizzata è l'esame che più degli altri riesce a fornire indicazioni utili ad una diagnosi. La risonanza magnetica, di ultimo utilizzo, è utile per comprendere se siano presenti complicanze ossee. Per quanto riguarda lo sviluppo metastatico del neuroblastoma esistono altri esami per ottenere un quadro più immediato e preciso e qui vi rientrano esami come biopsia ossea, radiografie e scintigrafia ossea.
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10 novembre, 2008

Messina, presentato a palazzo Zanca "Illumina il diabete"

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A palazzo Zanca è stata presentata stamani la conferenza stampa di presentazione della giornata mondiale del Diabete. L'iniziativa, patrocinata dal Comune di Messina, è stata illustrata dal dott. Carmelo De Francesco, responsabile provinciale di Diabete Italia, organizzatrice della giornata che si celebrerà in tutto il Mondo sabato 15 e domenica 16. A Messina la manifestazione, grazie alle intese con l'assessore all'arredo urbano, Elvira Amata, avrà un momento spettacolare venerdì 14, con la illuminazione in azzurro della facciata di "palazzo Zanca"; in provincia l'illuminazione azzurra sarà fatta a Rometta Superiore, alla chiesa Bizantina, a Rometta Marina, alla statua della Madonna che domina l'A 20 ed al castello di Spadafora. “La giornata mondiale del diabete vede – ha detto l'assessore all'arredo urbano Elvira Amata – l'amministrazione comunale schierata a fianco della Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica che ha voluto promuovere le iniziative per sensibilizzare ed informare i cittadini su questa patologia che assume dimensioni sempre più preoccupanti. Abbiamo quindi accolto con favore la campagna “Illumina il diabete” nella consapevolezza che Messina non poteva mancare ad una partecipazione sociale di così alto valore”. L'azzurro, che colorerà monumenti, piazze ed edifici del Paese, ha il significato di dedicare la giornata all'infanzia ed all'adolescenza. Sono infatti in aumento i casi di diabete in età pediatrica. Il diabete di tipo 1, isulinodipendente, colpisce i giovani, mentre il diabete di tipo 2, colpisce le persone adulte, solitamente in sovrappeso; negli ultimi anni anche il tipo 2 si è diffuso nelle fasce d'età più giovani per uno scorretto stile di vita. Il 16% dei ragazzi in età pediatrica è obeso ed un'altra alta percentuale è in eccedenza ponderale. Gli eventi si svolgeranno domenica 16 novembre, dalle ore 9 alle 13, a piazza Cairoli, a piazza Palazzotto, a Provinciale ed a Castanea, dove medici diabetologi e volontari saranno a disposizione dei cittadini, per eseguire gratuitamente l'esame per la rilevazione del tasso glicemico (una semplice puntura sul dito). In provincia l'evento sarà ospitato nelle piazze di Patti, Spadafora e S. Marina Salina. Lo stesso stesso screenig sanitario sarà fatto dal 23 novembre al 14 dicembre nei centri della provincia che faranno richiesta all'Associazione per l'aiuto al diabetico (tel.0903992667-338-1739240) con un camper che l'Associazione metterà a disposizione per l'attività. La Giornata del Diabete viene celebrata in tutto il mondo il 16 novembre di ogni anno ed è stata istituita nel 1991 dall'International Diabetes Federation e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Quest'anno la Giornata Mondiale è volta a sottolineare il rischio diabete per bambini ed adolescenti. Lo scopo dell'iniziativa è quello di sensibilizzare e informare l’opinione pubblica sul diabete, una patologia grave e diffusa che può essere prevenuta e curata grazie all’adozione di un corretto stile di vita (nel caso del diabete di tipo 2), o con semplici interventi farmacologici. In Italia l’evento è organizzato dal 2002 grazie al supporto volontario di medici e infermieri diabetologi, dietisti, associazioni di pazienti e altri operatori sanitari. Nel mondo in questo momento 246 milioni di persone soffrono di Diabete Mellito, nel 2025 saranno 380 milioni.

FONTE: STRILL.IT
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11 ottobre, 2008

SCLEROSI MULTIPLA: 3000 PIAZZE PER COMBATTERLA

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Per combattere la sclerosi multipla, oggi e domani torna in 3.000 piazze italiane "Una mela per la vita", manifestazione di raccolta fondi che andranno a sostenere la ricerca scientifica e i servizi dedicati a chi è affetto da tale malattia.

La sclerosi multipla, chiamata anche sclerosi a placche, è una malattia infiammatoria cronica demielinizzante che colpisce il sistema nervoso centrale (cervello e midollo spinale) a patogenesi autoimmune. La grande variabilità dei sintomi che la caratterizzano è conseguenza di un processo di degenerazione della mielina, da qui il termine “demielinizzante”. La mielina costituisce la guaina che riveste parte del corpo dei neuroni permettendo la trasmissione rapida e integra degli impulsi nervosi. Se in uno stato di normalità le informazioni nelle fibre nervose sono trasmesse a 100 m/s, in un individuo affetto dalla sclerosi multipla la velocità scende gradualmente a 5 m/s. Nel corso della malattia la distruzione delle guaine mieliniche causa il blocco o rallentamento degli impulsi che vanno dal sistema nervoso centrale verso le diverse parti del corpo e viceversa. La sua distruzione è un processo irreversibile: una volta danneggiata la mielina non può più essere riparata. Le aree in cui la mielina è stata danneggiata vengono anche dette placche. Da ciò deriva l'appellativo sclerosi a placche. La sclerosi multipla è una grave malattia del cronica, invalidante ed imprevedibile, che colpisce principalmente i giovani tra i 20 e i 30 anni. In Italia ogni 4 ore vengono diagnosticati casi di sclerosi multipla.


La manifestazione di solidarietà è promossa dall'Associazione Italiana Sclerosi Multipla e dalla sua Fondazione FISM, con la preziosa collaborazione di UNAPROA (la principale unione di produttori ortofrutticoli d'Europa) che ha fornito oltre 4 milioni di frutti per tale iniziativa creata sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica. Testimonial AISM sarà Gianluca Zambrotta, il forte terzino calciatore dell'AC Milan e da sempre sostenitore della associazione, il cui messaggio è “colpire la sclerosi multipla oggi è possibile”.

Sarà possibile contribuire facendo una offerta minima di acquisto di 7 euro per uno dei 320 mila sacchetti di mele presenti nei punti di ritrovo. Per conoscere la piazza più vicina è attivo 24 ore su 24 il numero 840.50.20.50 (al costo di un solo scatto da tutta Italia). L’elenco sarà, inoltre, disponibile sul sito www.aism.it e su www.unaproa.com. Per avere invece maggiori informazioni sull’iniziativa e sulle forme di collaborazione o sulla patologia stessa, l’AISM svolge un importante ruolo comunicativo attraverso il sito www.aism.it, il numero verde 800 803028, le pubblicazioni, i seminari on line, gli Infopoint presso i Centri clinici e la disponibilità all’incontro presso le Sezioni AISM sul territorio.
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26 giugno, 2008

Diabete: il 27 e il 28 giugno due giorni di prevenzione con test gratuiti della glicemia

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Parte la campagna di prevenzione contro il diabete: i 27 e 28 giugno in 15 ipermercati verra' distribuito un test per capire se si e' a rischio. Un 'gratta e scopri' con poche semplici domande, stilato dalla Simg, la societa' italiana di medicina generale promotrice della campagna 'Sei un tipo 2?'. Nei 15 ipermercati Coop saranno presenti medici e infermieri che misureranno il giro vita, la pressione, la massa corporea e il tasso di glicemia. In Italia sono circa tre milioni i malati di diabete.

FONTE: ANSA.IT => http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/scienza/news/2008-06-25_125210482.html
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SENTIERI DELLA MEDICINA

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