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AFORISMA DEL GIORNO

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22 febbraio, 2019

Il governo prova a "curare" le liste d'attesa: stop alle visite private intramoenia se eccessive criiticità ma piovono critiche...

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"Se i tempi di attesa per un esame medico superano i tempi previsti per legge, sarai indirizzato presso una struttura privata convenzionata senza costi aggiuntivi". E' il ministro della Salute, Giulia Grillo a illustrare le novità del nuovo Piano per il governo delle liste d'attesa, approvato dalla Conferenza Stato Regioni, ma già bocciato dai medici. Il piano prevede anche lo stop alle visite private dei medici in ospedale se le liste d'attesa vanno oltre i limiti previsti.

Come quello precedente, il nuovo Piano individua l'elenco di prestazioni ed esami diagnostici soggetti al monitoraggio e prevede il rispetto, da parte delle Regioni, dei tempi massimi di attesa per ciascuno. Ma riduce il limite massimo di attesa previsto per quelle a priorità programmata (non urgenti) da 180 giorni a 120 e, in virtù del principio di trasparenza, prevede l'accessibilità alle agende di prenotazione delle strutture. Il piano prevede anche la rimozione dei direttori generali delle aziende che non raggiungono gli obiettivi.

Inoltre le informazioni sulle liste d'attesa dovranno essere presenti su siti web di regioni e strutture, in apposite sezioni "dedicate e facilmente accessibili". In caso di superamento dei tempi massimi previsti per la prestazione, si conferma la possibilità di ottenerla in regime di libera professione riservando al cittadino il solo pagamento del ticket. Per monitorare l'attuazione del PNGLA e segnalare eventuali criticità, verrà istituito un Osservatorio Nazionale di cui faranno parte esperti ma anche associazioni di cittadini.

Infine gli impegni assunti dai Direttori Generali per superare le criticità legate ai lunghi tempi di attesa saranno "fattore prioritario nella loro valutazione" e il non raggiungimento degli obiettivi potrà provocarne la "decadenza automatica". "Abbiamo fatto un lavoro importantissimo e oggi, dopo dieci anni, il Paese ha un nuovo piano nazionale di gestione delle liste di attesa", ha commentato il ministro Grillo. "L'intesa è meritoria ma sono necessarie risorse certe e più personale. Siamo solo all'inizio", precisa il presidente della Conferenza Stato-Regioni e governatore dell'Emilia Romagna, Stefano Bonaccini.

I medici parlano invece di "una fiera dell'ipocrisia", che non risolve il problema. Le critiche prendono di mira la possibilità, prevista nel nuovo Pngla, di un blocco delle prestazioni in intramoenia (espletate dal medico privatamente, nella propria struttura sanitaria) in caso di criticità. "Regioni e Governo - commenta Carlo Palermo, segretario del sindacato Anaao - si autoassolvono dalla responsabilità politica e gestionale" e indicano nei medici dipendenti "il capro espiatorio ideale, e nella loro attività libero professionale intramoenia la causa da rimuovere nel caso, non improbabile, che non si rispetti il piano delle illusioni che hanno stilato".

FONTE: TgCom24
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06 febbraio, 2019

Il ministro Grillo nomina il nuovo Consiglio Superiore di Sanità, due conferme e meno donne, aspre polemiche su alcune scelte...

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Il ministro della Salute, Giulia Grillo, ha firmato il decreto di nomina dei 30 membri non di diritto del Consiglio Superiore di Sanità (Css). La squadra, afferma Grillo, "è finalmente pronta e sono molto orgogliosa e felice di presentarla". Dopo l'insediamento, il Css deciderà il nuovo presidente.

Il Consiglio superiore di sanità (Css), del quale oggi il ministro della Salute Giulia Grillo ha nominato i nuovi 30 membri non di diritto, è 'meno rosa': solo tre le scienziate donne presenti nell'organo consultivo, contro le 14 del precedente Css nominato dall'ex ministro Beatrice Lorenzin. Tra i 30 membri nominati, sono stati riconfermati i professori Bruno Dallapiccola e Giovanni Scambia, mentre escono dal Css il farmacologo Silvio Garattini, che sarà ancora "fortemente impegnato per questo ministero nel difficile tavolo della Governance Farmaceutica", rileva una nota del dicastero, e il professor Edoardo Boncinelli. Alcuni dei precedenti membri non di diritto, tra i quali il professor Alberto Mantovani, precisa il ministero, "avevano da tempo rassegnato le dimissioni a causa dei numerosi impegni internazionali".

Sta sucitando polemiche la scelta di nominare Camillo Ricordi, che ha avuto un ruolo nella vicenda del metodo Stamina di Davide Vannoni, aprendo alla possibilità di una sua sperimentazione. Professore di chirurgia e medicina dei trapianti cellulari all'Università di Miami, nel 2013 Ricordi si pronunciò in favore del metodo - applicato nel 2011-12 agli Spedali Civili di Brescia - poi bocciato definitivamente dall'Istituto superiore di sanità. Ricordi affermò che si trattava di "una procedura sicura" e che i risultati e dati che aveva visto gli erano sembrati, secondo la sua stessa definizione, "promettenti". Sempre secondo Ricordi "indipendentemente dai risultati finali" sarebbe stati "criminale non valutare il metodo e non fare chiarezza". Ricordi incontrò il presidente di Stamina Foundation, Davide Vannoni, visionando il Protocollo completo del metodo a base di staminali mesenchimali. Ricordi mise anche a disposizione i laboratori del suo centro di Mimami a Vannoni, anche se tale possibilità poi tramontò.

Questo l'elenco dei 30 nuovi membri non di diritto del Css:
Sergio ABRIGNANI Ordinario di Patologia Generale-Università di Milano;
Adriano AGUZZI Direttore dell'Istituto di Neuropatologia di Zurigo;
Mario BARBAGALLO Ordinario di Geriatria-Università di Palermo;
Mario Alberto BATTAGLIA Ordinario di Igiene e Salute Pubblica-Università di Siena;
Luca BENCI Docente di diritto sanitario-Università di Firenze;
Renato BERNARDINI Ordinario di Farmacologia-Università di Catania;
Giuseppe CAMPANILE Ordinario di Scienze e Tecnologie Animali-Università "Federico II" Napoli;
Claudio COBELLI Ordinario di Bioingegneria-Università di Padova;
Giulio COSSU Ordinario di Medicina Rigenerativa-Università di Manchester;
Giuseppe CURIGLIANO Prof. Ass. di Oncologia Medica-Università di Milano;
Bruno DALLAPICCOLA Direttore Scientifico dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù;
Domenico DE LEO Ordinario di Medicina Legale-Università di Verona;
Paola DI GIULIO Prof. Ass. di Scienze Infermieristiche-Università di Torino;
Marco FERRARI Ordinario di Malattie Odontostomatologiche-Università di Siena;
Carlo FORESTA Ordinario di Endocrinologia-Università di Padova;
Silvia GIORDANO Ordinario di Istologia-Università di Torino;
Andrea GIUSTINA Ordinario di Endocrinologia e Malattie del Metabolismo-Università S. Raffaele di Milano;
Andrea LAGHI Ordinario di Radiologia-Università Sapienza di Roma;
Franco LOCATELLI Direttore Dipartimento di Onco-Ematologia Pediatrica dell'Ospedale Bambino Gesù;
Francesco LONGO Associato Dipartimento Analisi Politiche e Management Pubblico-Univ. Bocconi;
Vito MARTELLA Ordinario di Malattie Infettive degli animali domestici-Università di Bari;
Maria G. MASUCCI Ordinario di Virologia presso il Karolinska Institute di Stoccolma- Membro Commissione Nobel;
Marco MONTORSI Rettore dell'Università HUMANITAS;
Paolo PEDERZOLI Ordinario di Chirurgia Generale - Università di Padova;
Giuseppe REMUZZI Direttore dell'Irccs "Mario Negri"-Milano;
Camillo RICORDI Prof. Di Chirurgia e Medicina dei Trapianti cellulari-Università di Miami (FLORIDA);
Massimo RUGGE Ordinario di Anatomia Patologica ed Oncologia- Università di Padova;
Giovanni SCAMBIA Direttore Scuola Spec. In Ginecologia e Ostetricia- Università S. Cuore Pol. Gemelli;
Fabrizio STARACE Direttore Dipartimento Salute Mentale e Dipendenze Patologiche- AUSL di Modena;
Paolo VINEI Ordinario di Epidemiologia presso l'Imperial College di Londra.


FONTE: Ansa.it
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01 giugno, 2018

Chi è Giulia Grillo, il medico M5S nuovo ministro della Sanità

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Giulia Grillo, 42enne siciliana, medico anatomopatoloco, attualmente capogruppo alla Camera del M5s, è la nuova ministra della Salute nel governo M5s-Lega. Nata a Catania il 30 maggio del 1975, laureata in medicina e chirurgia con specializzazione in medicina legale, è un'attivista della prima ora del MoVimento, arrivata in Parlamento per la prima volta alle elezioni del 2013. Nella precedente legislatura è stata vice capogruppo e capogruppo alla Camera e capogruppo nella commissione Affari Sociali. Grillo di cognome, ma senza alcun rapporto di parentela con il fondatore del MoVimento, nella 17ma legislatura ha fatto approvare 3 mozioni a sua prima firma su governance farmaceutica, sblocco del turn-over del personale sanitario, revisione della disciplina sull'intramoenia e governo delle liste d'attesa. Tra le sue battaglie quella per il giusto prezzo dei farmaci innovativi. La scelta di iscriversi al meetup grillino di Catania risale al 2006, da allora è stata in prima fila nella lotta contro le trivellazioni in Val di Noto, come in quella contro le privatizzazioni dell'acqua pubblica nel ragusano, fino alla nascita del comitato Addio Pizzo di Catania. Candidata alle regionali siciliane del 2008 e a Montecitorio nel 2013, per quanto riguarda le politiche sanitarie, ha «ambiziosi intenti», come dichiarava sulla piattaforma Rousseau: «Ridurre le disuguaglianze di cura e assistenza fra cittadini e lavorare per una sanità pubblica giusta, efficiente e accessibile attraverso un adeguato finanziamento, una seria programmazione, una revisione della governance farmaceutica, un potenziamento dell'assistenza territoriale, un adeguato piano assunzioni e un aggiornamento dei corsi di Laurea e formazione».

FONTE: Il Sole 24 ore
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17 maggio, 2018

Concorso di Specializzazione medica 2018, pubblicato il bando: si svolgerà il 17 luglio

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È stato pubblicato oggi il bando per l’ammissione alle Scuole di specializzazione di area sanitaria per l’anno accademico 2017/2018. Il testo è disponibile sul sito del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, su www.universitaly.it. La prova nazionale si terrà il prossimo 17 luglio. I contratti di formazione medica specialistica finanziati con risorse statali per il 2017/2018 sono 6.200 (erano 6.105 l’anno scorso). A questi andranno aggiunti i posti finanziati con risorse regionali, con risorse di altri enti pubblici e/o privati, i posti riservati alle categorie previste dal decreto legislativo 368/1999.

Con un successivo provvedimento, integrativo del bando emanato oggi, saranno indicati, una volta definito il fabbisogno dei medici specialistici per il triennio 2017/2020, i posti disponibili per ciascuna Scuola di specializzazione attivata. Per la definizione del fabbisogno è infatti necessario acquisire l’accordo della Conferenza Stato-Regioni, che non è ancora stato raggiunto in quanto nella seduta dello scorso 10 maggio le Regioni hanno chiesto il rinvio su questo punto. Il MIUR, in base al regolamento 130 del 2017, è comunque tenuto ad adottare a pubblicare il bando per l’accesso nelle Scuole di specializzazione entro il 31 maggio di ciascun anno.

Nel frattempo, a partire da venerdì 25 maggio 2018 sarà possibile effettuare le operazioni di iscrizione al concorso del 17 luglio, esclusivamente on line, accedendo al portale www.universitaly.it. La prima parte della procedura di iscrizione si chiuderà alle ore 15.00 di martedì 5 giugno 2018. Sarà poi possibile perfezionare il pagamento del relativo bollettino fino a una settimana dopo la pubblicazione del decreto integrativo contenente la suddivisione dei posti per scuola. Così come, sempre successivamente alla pubblicazione del decreto integrativo, le candidate e i canditati che vogliono concorrere per i posti finanziati con contratti aggiuntivi regionali o di altri enti che prevedono requisiti ad hoc dovranno attestarne il possesso. A questo scopo sarà aperta un’apposita finestra di dialogo nell’area della domanda di concorso.

La prova d’esame si svolge in modalità informatica, è la stessa su tutto il territorio nazionale e consiste in una prova scritta che prevede la soluzione, in un tempo di 3 ore e 30 minuti, di 140 quesiti a risposta multipla, ciascuno con cinque possibili risposte. I quesiti riguardano argomenti caratterizzanti il Corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia e argomenti legati ai settori scientifico disciplinari di riferimento delle diverse tipologie di scuola.

Per lo svolgimento della prova, candidate e candidati avranno a disposizione computer non connessi a internet, sui quali sarà possibile operare esclusivamente attraverso un mouse, con una procedura di autenticazione che renderà lo svolgimento attribuibile unicamente alla candidata o al candidato.

Il punteggio complessivo attribuito a ciascuna candidata e a ciascun candidato (massimo 147 punti) è stabilito in relazione alla somma del punteggio attribuito ai titoli (massimo 7 punti) e al punteggio conseguito nella prova (massimo 140 punti). Il punteggio relativo ai titoli si compone di: voto di laurea (massimo 2 punti), curriculum (massimo 3 punti), altri titoli (massimo 2 punti).

COSA PREVEDE IL BANDO

- 6200 posti statali , suscettibili si integrazione, da sommarsi ai posti regionali.

- Iscrizione al concorso dal 25 maggio al 5 giugno, per partecipare bisogna essere laureati in Medicina

- Presa di servizio il 1 novembre

-Concorso 17 luglio, 140 domande a risposta multipla, punteggio CV invariato


-Tutti i candidati sono ammessi con riserva al concorso, l'ateneo all'atto della presa di servizio deve verificare l'abilitazione alla professione


-Il 19 luglio si saprà il calendario degli scaglioni


- Uscita graduatoria 23 luglio, con primo scaglione


-Si possono scegliere 3 tipologia di scuole


FONTE: Miur
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16 maggio, 2018

Sicilia, si prova un piano di sicurezza e potenziamento dei punti di emergenza

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L’individuazione, all’interno delle aziende, della figura del Bed Manager, mutuato dal modello anglossassone, l’ammodernamento dei pronto soccorso, il divieto di accesso a più di un parente nell’area di visita e la separazione di quest’ultima con l’area di accoglienza, sono alcuni dei punti più salienti contenuti nel piano di sicurezza degli ospedali varato dal Governo regionale siciliano a seguito dell’escalation delle aggressioni subite dagli operatori sanitari nell’Isola (si allega documento).

La Regione ha già stanziato per gli ammodernamenti dei pronto soccorsi, per la sola città di Palermo 4,9 milioni di euro, di cui 1,4 per l’adeguamento del Pronto Soccorso dell’Ospedale Cervello e 3,5 milioni di euro per l’area di emergenza di secondo livello del Policlinico “Paolo Giaccone”.

“Il problema delle aggressioni in ospedale - afferma il presidente della Regione, Nello Musumeci - è un fenomeno diffuso in tutta Italia; non esistono ricette miracolose. Abbiamo tentato qui al Civico di creare una struttura che sia ampia, capiente e ariosa, con una migliore organizzazione interna e maggiore vigilanza”. E ancora sottolinea: “La ricreazione è finita. I dirigenti generali verranno valutati sui risultati e fra questi in primo luogo la gestione del pronto soccorso”.

“Il Governo della Regione - evidenzia l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza - si è posto il problema della sicurezza nei pronto soccorsi siciliani. Quella di oggi è una buona occasione per dire che ci sono degli esempi positivi che devono essere seguiti: qui si sono fatti degli investimenti corretti; si sono realizzate strutture divise; c’è un presidio che è controllato 24 ore su 24. La separazione fisica degli ambienti è essenziale per garantire sicurezza”.

In Italia si registrano 24 milioni di accessi/anno con un tasso di ricovero del 15% circa. In Sicilia complessivamente si registrano circa 1 milione e settecento mila accessi (2016) con un tasso di ricovero di circa il 16%. Ogni anno, oltre un terzo della popolazione italiana accede al Pronto Soccorso di riferimento territoriale per un presunto o reale bisogno di salute urgente. Il piano di sicurezza punta, altresì, ad una più ottimale gestione degli afflussi, alla riduzione dei tempi di attesa e al monitoraggio circa l’appropriatezza dei ricoveri ed è stato presentato a margine dell’inaugurazione dell’area per i pazienti critici del nuovo pronto soccorso dell’Ospedale Civico, ovvero dell’ultimo stralcio del progetto di ristrutturazione del valore di 4 milioni di euro, appaltato nel 2016.

Si estende su una superficie complessiva di circa 2000 mq; lo spazio di cura a disposizione dei pazienti è più che raddoppiato rispetto al precedente. La nuova struttura ospita 50 posti letto tecnici, dei quali 14 per i pazienti che necessitano un’alta intensità di cura e 18 dedicati all’osservazione breve intensiva, eventualmente raddoppiabili nei casi di “overcrowding” (sovraffolamento). Sono state inoltre realizzate una “shock room” con due postazioni, un’area di isolamento per gli infettivi ed una zona di “bonifica” pazienti con barella doccia.

La nuova area d’emergenza permette anche di distinguere i percorsi dei pazienti in base alla gravità: per i codici verdi esso è articolato su cinque ambulatori dedicati alla bassa intensità di cura, di cui uno dedicato ai colloqui psichiatrici. Il collegamento al laboratorio di analisi cliniche viene assicurato con un sistema di posta pneumatica per la trasmissione delle provette dei prelievi ematici. Sono stati impiegati circa 5000 mq. di rivestimento in linoleum e ceramica, 50.000 metri lineari di cavi elettrici, 400 plafoniere a led per l’illuminazione, 70 unità di climatizzazione collegate, attraverso 2000 mq. di canali per l’aereazione, a due impianti di trattamento a ricambio d’aria per un totale di 20.000 mc./h con recupero di calore.

Particolare attenzione è stata dedicata alla sicurezza dei pazienti e degli operatori, le porte sono munite di serratura elettromagnetica comandata da badge personali, gli ambienti sono videosorvegliati con un sistema di registrazione continua e gli accessi all’area d’emergenza sono filtrati da porte a doppio consenso controllate da agenti di vigilanza armati.

"Questa - commenta il commissario dell’Arnas- Civico, Giovanni Migliore - è un’amministrazione che, nonostante le difficoltà, ha fortemente voluto una struttura adeguata ai bisogni dei cittadini, che distingue i percorsi per i pazienti più gravi e meno gravi. Così, contribuiamo in maniera efficace  alla sicurezza dei pazienti, degli operatori e dei professionisti”. “Un obiettivo - continua Migliore - atteso da oltre dieci anni, per il quale ci siamo impegnati sin dall’inizio del mandato. Il nostro è un Pronto Soccorso che oltre ad essere il più grande dell’isola, si colloca tra i primi in Italia e consente di garantire un’assistenza ad alta specializzazione alle decine di migliaia di pazienti che ogni anno si affidano alle cure dei nostri professionisti”.

AUTRICE: Maria Grazia Elfio
FONTE: Quotidiano Sanità
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10 maggio, 2018

Medicina, ufficiale il varo del nuovo esame di Stato di abilitazione: da Luglio 2019 tirocinio intra laurea e cambia quota domande cliniche

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Il provvedimento che norma il nuovo esame di Stato abilitante alla professione del medico chirurgo è stato firmato ieri dalla ministra Fedeli. Il nuovo esame di stato abbrevierà di molti mesi l'attesa della Abilitazione post-laurea includendo il tirocinio trimestrale professionalizzante nel corso di laurea e consentendo la immediata successione fra laurea e i test di abilitazione. Il tirocino potrà essere effettuato a partire dal 5º anno (completati tutti gli esami del quarto anno previsti nell'ordinamento della sede).

10 MAG - Nuove regole per l’abilitazione alla professione medica. Si riducono i tempi per l’ammissione all’esame di Stato – e quindi complessivamente dell’iter formativo dei futuri medici – con il tirocinio professionalizzante effettuato durante il percorso di studi e non dopo la laurea. E cambia la tipologia dei quiz che saranno somministrati, con il passaggio dall’utilizzo delle domande presenti nell’attuale archivio ai quesiti tratti dall’esperienza del cosiddetto progress test, più efficaci per valutare le conoscenze delle candidate e dei candidati.

La Ministra Valeria Fedeli ha firmato il nuovo Regolamento recante gli esami di Stato di abilitazione della professione di medico-chirurgo, molto atteso sia dal mondo accademico, in particolare da parte delle studentesse e degli studenti delle facoltà di Medicina e Chirurgia, ma anche dalla Federazione Nazionale dell'Ordine dei Medici.

Il Regolamento, firmato dopo un iter che ha coinvolto CUN, CNSU, Ministero della Salute, CRUI e Conferenza dei Presidenti dei corsi di laurea in medicina, oltre che l'Ordine professionale, tiene conto delle osservazioni del Consiglio di Stato contenute nel parere emesso il 22 marzo 2018 e del riscontro fornito l’8 maggio 2018 dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento per gli Affari Giuridici e Legislativi.

Novità principale, l’inserimento del tirocinio trimestrale obbligatorio all’interno dei sei anni del corso di studi in Medicina e Chirurgia. Fino ad ora il tirocinio trimestrale valido per l'idoneità all'esame di Stato poteva essere effettuato solo dopo aver conseguito la laurea. Tale tirocinio non potrà comunque essere espletato prima del quinto anno di corso e potrà essere effettuato solo in seguito al superamento di tutti gli esami fondamentali previsti nei primi quattro anni del corso di studi. Una scelta che nasce dalla volontà di uniformare il percorso italiano di formazione e abilitazione professionale dei medici a quello della maggior parte dei Paesi europei.

La prova d’esame consisterà in 200 quesiti a risposta multipla, ma con il nuovo Regolamento sono stati ridotti a 50 quelli relativi alla parte “pre-clinica” della formazione del medico e sono stati portati a 150 quelli riguardanti la formazione “clinica”, e quindi volti a valutare la capacità dei candidati nell’applicare le conoscenze biomediche, cliniche, deontologiche ed etiche alla pratica medica. La prova includerà anche una serie di domande riguardanti i problemi clinici afferenti alle aree della medicina e della chirurgia e relative specialità, della pediatria, dell’ostetricia e ginecologia, della diagnostica di laboratorio e strumentale e della sanità pubblica.

Prevista una fase transitoria: laureate e laureati magistrali in medicina avranno ancora due anni di tempo, dall’entrata in vigore del Regolamento, per effettuare comunque il tirocinio dopo il conseguimento della laurea.

La prima sessione dell’esame di Stato di abilitazione professionale con le nuove modalità previste dal Regolamento si svolgerà a luglio 2019.

La Conferenza Permanente dei Presidenti dei Corsi di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia dell’Università Italiane, componente del Tavolo tecnico, da più di 10 anni stava lavorando, attraverso il modello del Progress Test, sulla verifica dell'apprendimento e sulla preparazione degli studenti alle modifiche dei quiz abilitanti. Tali esperienze sono state recepite nella norma, così come la proposta di portare il tirocinio professionalizzante all’interno del percorso di studio dei 6 anni di laurea.

La neo-Presidente della Conferenza dei Presidenti, Stefania Basili, dichiara che “l’approvazione di questo Decreto dimostra come la Conferenza sia sempre pronta a gestire, promuovere e recepire ogni innovazione favorevole agli studenti e sarà immediatamente disponibilead adeguare i corsi alla nuova situazione".

Andrea Lenzi, Presidente dell’Associazione che coordina la Conferenza, sottolinea “questo Decreto vede nel testo, per la prima volta, riconosciuta dal legislatore la Conferenza dei Presidenti come soggetto istituzionale che collabora attivamente alla messa a punto dei test di verifica della qualità della preparazione del futuro Medico italiano. Per gli studenti in Medicina e Chirurgia, dopo ogni sessione di laurea (tre volte l'anno) ci saranno immediatamente sessioni d'esame di Stato organizzate dagli Atenei stessi, pur con un controllo nazionale. Questo consentirà una verifica di qualità omogenea, ma senza spreco di risorse e chiuderà definitivamente "l'area di parcheggio" che era rappresentata dal tempo perso dai giovani laureati fra la laurea, il tirocinio post-laurea e la sessione di esame di stato successiva".

Ribadisce infine Lenzi: "Erano quasi 10 anni che rincorrevo questo risultato. Questo Decreto realizza il sogno nostro e dei nostri ragazzi che dopo sei anni di formazione non aspettano altro che di iniziare quanto prima la straordinaria avventura della professione medica."

FONTE: Quotidiano Sanità
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08 marzo, 2018

Dall'AIFA la ricetta per tagliare i costi sanitari e sopperire alla carenza di medici: proposta la prescrizione dei farmaci da parte degli infermieri

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Intervenendo al congresso della neonata Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche, il direttore dell'Aifa (Agenzia del farmaco) Mario Melazzini ha accennato alla nuova idea per tagliare i costi sanitari e per sopperire alla carenza di medici di medicina generale: "Gli infermieri dovrebbero prescrivere alcuni farmaci e presidi sanitari". Questo avverebbe nell'ottica di un percorso che "possa garantire una risposta più funzionale ai pazienti", e l'idea sarebbe rafforzata dal fatto che "in molti Paesi questa possibilità già esiste".

Ovvio che per portare in fondo l'idea dovranno essere fatte significative modifiche di legge. Ci sarebbe poi da superare l'opposizione dei medici. Forse per questo Melazzini nel suo discorso ha accennato a un'altra novità, richiesta da tempo dai medici di famiglia. Cioè la possibilità di prescrivere i farmaci innovativi. Fino ad oggi, tra l'altro per motivi di controllo della spesa e dell'appropriatezza, questo tipo di prodotti super costosi dovevano essere indicati da uno specialista mediante la preparazione di un piano terapeutico. Questa idea non piace per nulla ai rappresentanti dei medici di famiglia. Così sembra che Melazzini abbia voluto offrire due proposte apprezzate dai diversi professionisti.

Il direttore ha aggiunto che "tutte le professionalità devono lavorare insieme: medici, operatori sanitari e soprattutto farmacisti". E l'infermiere può essere importante per la cosiddetta farmacia dei servizi, dove non si vendono soltando medicine ma si offrono una serie di servizi sanitari (dalle prenotazioni a certi esami). "Chi meglio di questi professionisti può essere trait d'union tra le diverse professionalità sanitarie coinvolte nella prescrizione?", ha detto il dg, ricordando anche come diversi Paesi europei hanno aperto a forme di indicazione prescrittiva da parte degli infermieri.

Il ministro alla Salute Beatrice Lorenzin ha detto che l'ipotesi della prescrizione da parte degli infermieri "in questo momento non è nell'agenda. Penso ci saranno altri momenti e altri luoghi nei quali riflettere su questo. Sinceramente conosco le richieste che vengono da entrambe le parti e sono questioni delicate, che non si esauriscono in una frase".

FONTE: Repubblica.it
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14 dicembre, 2017

Biotestamento, via libera dal Senato per la nuova Legge, tutte le novità

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Via libera dall'Aula del Senato al provvedimento sul biotestamento. I sì sono stati 180, 71 i no e 6 astenuti. Il testo diventa legge. Un grande applauso si è levato dall'Aula. Viene così riconosciuto, tra le altre cose presenti nel testo, il diritto del paziente a rifiutare le cure.

Grazie alla legge appena promulgata, Ogni persona maggiorenne in previsione di una futura malattia che la renda incapace di autodeterminarsi può, attraverso le Dat, le disposizioni anticipate di trattamento, esprimere le proprie preferenze sui trattamenti sanitari, accettare o rifiutare terapie e trattamenti, comprese le pratiche di nutrizione e idratazione artificiali.

Queste le novità

CONSENSO INFORMATO - La legge stabilisce che nessun trattamento sanitario possa essere iniziato o proseguito se privo del consenso libero e informato della persona interessata. Il consenso informato tra medico e paziente è espresso in forma scritta o, nel caso in cui le condizioni fisiche del paziente non lo consentano, attraverso videoregistrazione o dispositivi che consentano alla persona con disabilità di comunicare. Il consenso informato può essere revocato anche quando la revoca comporti l'interruzione del trattamento, incluse la nutrizione e l'idratazione artificiali che, viene specificato nel testo, 'sono trattamenti sanitari', in quanto 'somministrati su prescrizione medica di nutrienti mediante dispositivi sanitari'.

ASSISTENZA PSICOLOGICA - Il medico, se il paziente rifiuta o rinuncia a trattamenti sanitari necessari alla propria sopravvivenza, gli prospetta le conseguenze della decisione e le possibili alternative ed è tenuto a promuovere ogni azione di sostegno al paziente, anche avvalendosi dei servizi di assistenza psicologica.

POSSIBILE OBIEZIONE DI COSCIENZA MA OSPEDALE DEVE GARANTIRE ATTUAZIONE DAT - Il medico è tenuto a rispettare la volontà espressa dal paziente di rifiutare il trattamento sanitario o di rinunciare al medesimo e, in conseguenza di ciò, è esente da responsabilita' civile o penale. Il paziente non puo' esigere trattamenti sanitari contrari a norme di legge, alla deontologia professionale o alle buone pratiche clinico-assistenziali. A fronte di tali richieste il medico non ha obblighi professionali quindi può rifiutarsi di dare corso alle Dat, tuttavia ogni azienda sanitaria pubblica o privata anche cattolica garantisce la piena e corretta attuazione dei principi della legge sul biotestamento.

DIVIETO DI ACCANIMENTO TERAPEUTICO - Nel caso di paziente con prognosi infausta a breve termine o di imminenza di morte, il medico deve astenersi da ogni ostinazione irragionevole nella somministrazione delle cure e dal ricorso a trattamenti inutili o sproporzionati.

TERAPIA DEL DOLORE E SEDAZIONE PALLIATIVA PROFONDA - Il medico, avvalendosi di mezzi appropriati allo stato del paziente, deve adoperarsi per alleviarne le sofferenze, anche in caso di rifiuto o di revoca del consenso al trattamento sanitario indicato dal medico. A tal fine, e' sempre garantita un'appropriata terapia del dolore, con il coinvolgimento del medico di medicina generale e l'erogazione delle cure palliative In presenza di sofferenze refrattarie ai trattamenti sanitari, il medico puo' ricorrere alla sedazione palliativa profonda continua in associazione con la terapia del dolore, con il consenso del paziente. Il ricorso alla sedazione palliativa profonda continua o il rifiuto della stessa sono motivati e sono annotati nella cartella clinica e nel fascicolo sanitario elettronico.

MINORI - Il consenso informato al trattamento sanitario del minore è espresso o rifiutato dai genitori o dal tutore tenendo conto della volonta' della persona minore, in relazione alla sua eta' e al suo grado di maturità e avendo come scopo la tutela della salute psicofisica e della vita del minore. La persona minore o incapace ha diritto alla valorizzazione delle proprie capacita' di comprensione e di decisione. Deve ricevere informazioni sulle scelte relative alla propria salute in modo consono alle sue capacità per essere messa nella condizione di esprimere la sua volontà. Nel caso in cui il rappresentante legale della persona interdetta o inabilitata oppure l'amministratore di sostegno, in assenza delle disposizioni anticipate di trattamento (DAT) o il rappresentante legale della persona minore rifiuti le cure proposte e il medico ritenga invece che queste siano appropriate e necessarie, la decisione è rimessa al giudice tutelare.

DAT - Ogni persona maggiorenne, capace di intendere e di volere, in previsione di una eventuale futura incapacità di autodeterminarsi può, attraverso disposizioni anticipate di trattamento, esprimere le proprie convinzioni e preferenze in materia di trattamenti sanitari, nonche' il consenso o il rifiuto rispetto a scelte diagnostiche o terapeutiche e a singoli trattamenti sanitari, comprese le pratiche di nutrizione e idratazione artificiali.

FIDUCIARIO - Chi sottoscrive le Dat indica una persona di sua fiducia ('fiduciario) che ne faccia le veci e lo rappresenti nelle relazioni con il medico e con le strutture sanitarie. Il fiduciario deve essere una persona maggiorenne, capace di intendere e di volere. Il fiduciario può rinunciare alla nomina con atto scritto. L'incarico del fiduciario può essere revocato. Al fiduciario e' rilasciata una copia delle Dat. Nel caso in cui le Dat non contengano l'indicazione del fiduciario o questi vi abbia rinunciato o sia deceduto o sia divenuto incapace le Dat mantengono efficiacia in merito alle convinzioni e preferenze del disponente. In caso di necessità, il giudice tutelare provvede alla nomina di un amministratore di sostegno

DAT DISATTESE IN CASO DI NUOVE TERAPIE - Il medico è tenuto al rispetto delle DAT le quali possono essere disattese, in tutto o in parte, dal medico, in accordo con il fiduciario, qualora le Dat appaiano palesemente incongrue o non corrispondenti alla condizione clinica attuale del paziente ovvero sussistano terapie non prevedibili all'atto della sottoscrizione capaci di offrire concrete possibilità di miglioramento delle condizioni di vita.

REGISTRO REGIONALE DELLE DAT - Le regioni che adottano modalità telematiche di gestione dei dati del singolo iscritto al Servizio sanitario nazionale possono regolamentare la raccolta di copia delle Dat, compresa l'indicazione del fiduciario, e il loro inserimento nella banca dati, lasciando comunque al firmatario la libertà di scegliere se darne copia o indicare dove esse siano reperibili.

NIENTE BOLLO E TASSE SULLE DAT - Le Dat devono essere redatte per atto pubblico o per scrittura privata autenticata o per scrittura privata consegnata dal disponente presso l'ufficio di stato civile del suo comune di residenza che provvede a inserirlo in un registro dove istituito o presso la struttura sanitaria che poi la trasmette alla regione. Le Dat tuttavia sono esenti dall'obbligo di registrazione, dall'imposta di bollo e da qualsiasi altro tributo, imposta, diritto e tassa. Le Dat possono essere revocate con dichiarazione verbale raccolta o videoregistrata da un medico con l'assistenza di due testimoni in casi di emergenza e urgenza.

DAT VIDEOREGISTRATE - Nel caso in cui le condizioni fisiche del paziente non lo consentano, possono essere espresse attraverso videoregistrazione o dispositivi che consentano alla persona con disabilità di comunicare. Con le stesse modalità sono rinnovabili, modificabili e revocabili in ogni momento.

PIANIFICAZIONE CONDIVISA DELLE CURE - Rispetto all'evolversi delle conseguenze di una patologia cronica e invalidante o caratterizzata da inarrestabile evoluzione con prognosi infausta, può essere realizzata una pianificazione delle cure condivisa tra il paziente e il medico, alla quale il medico è tenuto ad attenersi qualora il paziente venga a trovarsi nella condizione di non poter esprimere il proprio consenso o in una condizione di incapacità. Anche in questo caso può essere indicato un fiduciario. L'atto di pianificazione delle cure può essere aggiornata al progressivo evolversi della malattia su richiesta del paziente o su suggerimento del medico.

FONTE: TgCom24
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30 settembre, 2017

SSM 2017, finalmente pubblicato il bando di concorso

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Dopo un'attesa durata un'estate, finalmente pubblicato il bando di concorso per le Scuole di Specializzazione di medicina. I pdf del bando sono consultabili sul sito del MIUR (clicca qui), oppure sulla pagina facebook del sito (Sentieri della Medicina).
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19 maggio, 2017

Reintrodotto dal governo l'obbligo di vaccinazione per iscrizioni a scuola: "mantenere alto il livello di protezione"

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Via libera del Consiglio dei ministri al Decreto Legge che reintroduce l'obbligatorietà delle vaccinazioni per l'iscrizione a scuola. L'obbligo di vaccinarsi per potersi iscrivere a scuola decadde nel 1999 dopo che per oltre trent'anni, e cioè dal 1967, era stato invece indispensabile per l'iscrizione. Il premier Paolo Gentiloni: la norma produrrà "l'impossibilità di iscriversi al sistema scolastico zero-sei anni" per i non vaccinati.

"Per la scuola dell'obbligo - ha proseguito il presidente del Consiglio - la mancanza di documentazione sui vaccini produrrà da parte dell'autorità scolastica sanzioni dalle dieci alle trenta volte maggiori di quelle esistenti".

Il decreto, ha spiegato ancora Gentiloni, rende obbligatori "una serie di vaccini che finora erano semplicemente raccomandati. Tra questi ce ne sono di importanti come quelli contro il morbillo e la meningite, che dal momento di approvazione del decreto diventeranno obbligatori con modalità transitorie che il decreto metterà in luce per consentire a famiglie e sistema di adeguarsi alla decisione senza traumi".

Ringraziando i tre ministri che insieme hanno lavorato al decreto, Beatrice Lorenzin, Valeria Fedeli e Maria Elena Boschi, il premier ha sottolineato che la decisione di arrivare al decreto con l'obbligo vaccinale è stata presa "perché ci troviamo di fronte alla constatazione del fatto che nel corso degli anni la mancanza di misure appropriate e il diffondersi soprattutto negli ultimi mesi di comportamenti e teorie antiscientifiche ha provocato un abbassamento dei livelli di protezione dal punto di vista dei vaccini. Non si tratta di uno stato di emergenza ma di una preoccupazione alla quale il governo intende rispondere. Operiamo con un decreto anche perché negli ultimi mesi ci sono state diverse decisioni di Regioni su questo punto e il governo intende dare un indirizzo generale".

Da parte sua il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha specificato che il decreto allarga "a 12 le vaccinazioni obbligatorie per l'iscrizione a scuola", annunciando che vi saranno stringenti controlli sulla copertura vaccinale. "Vogliamo aumentare la copertura vaccinale in tutto l'arco della vita del ragazzo - ha spiegato - e nel percorso scolastico si interviene per verificare che la copertura sia avvenuta e laddove non lo sia stato per mettere in campo una serie di misure che siano piuttosto stringenti nei confronti della famiglia e che mettano in sicurezza la comunità scolastica".

Così, "la scuola avrà l'obbligo di riferire alla Asl la mancata vaccinazione, l'Asl avrà l'obbligo di chiamare la famiglia e dare dei giorni per vaccinare. Se ciò non avviene c'è una sanzione molto elevata. E il controllo avviene ogni anno, non una tantum".

FONTE: TgCom
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12 maggio, 2017

Vaccini, allo studio un nuovo Decreto Legge che preveda obbligo per le scuole di ogni ordine e grado

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I certificati vaccinali dovranno essere esibiti per l'iscrizione alle scuole "di ogni ordine e grado, pubbliche e private". E' quanto prevede il testo che il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha consegnato al premier Paolo Gentiloni. Il provvedimento è composto da due articoli ed è ora nelle mani di tutti i ministri per una valutazione prima dell'esame finale. Il voto sul decreto potrebbe arrivare già la prossima settimana.

"Varare il decreto entro la prossima settimana": è l'obiettivo indicato dala ministra della Salute Beatrice Lorenzin al termine della riunione del Cdm di oggi. Un annuncio confermato poco dopo dal premier Paolo Gentiloni. "Come annunciato ho presentato all'attenzione del Consiglio dei ministri il testo base di decreto legge sull'obbligo vaccinale nelle scuole. Durante la seduta ho avuto conferma dal presidente Gentiloni circa la volontà di avviare subito un approfondimento collegiale, che è già iniziato tra i tecnici della Salute, del Miur e della presidenza del Consiglio", ha detto il ministro.

"Diamo tutti insieme una risposta concreta alla popolazione per la tutela della loro salute, dei loro figli e delle famiglie a fronte del drammatico calo della copertura vaccinale", ha aggiunto Lorenzin.

Il premier Paolo Gentiloni avrebbe invitato i ministeri competenti a lavorare ad un testo sull'obbligo dei vaccini da portare al prossimo Cdm. Sul testo, fanno sapere fonti di Palazzo Chigi, i dicasteri sono tutti d'accordo. Ieri,  la ministra dell'Istruzione, Valeria Fedeli era intervenuta sul caso ricordando la necessità di garantire "anche il diritto costituzionale all'istruzione". "Ho molto apprezzato il richiamo al coordinamento e alla collegialità con cui Paolo Gentiloni ha aperto il Consiglio dei Ministri. Ho sempre detto che sono favorevole all'obbligo di vaccinazione. Tanto più se il Ministero della Salute segnala l'esistenza di un'emergenza nazionale - ha detto oggi Fedeli - Da questo discende che i vaccini debbono essere obbligatori per ogni bambina e bambino presente sul territorio nazionale. E che tale norma deve valere per ogni luogo pubblico".

Intanto il ministro Lorenzin, ha replicato con un tweet ad Alessandro Di Battista (M5S), ospite di Corrado Formigli a Piazzapulita su La7, che aveva detto che " i vaccini non dovrebbero essere obbligatori ma gratuiti". "Volevo informarvi che con il Piano nazionale vaccini in italia i vaccini sono già gratuiti".

Il provvedimento annunciato dalla Lorenzin entra nel solco di quanto hanno fatto o stanno facendo molte regioni italiane. In Emilia è già stata approvata una norma che richiede le vaccinazioni obbligatorie a chi si iscrive all'asilo nido e anche la Lombardia ha preso una decisione simile. Anche a Trieste è stata approvata una misura simile mentre ci sono altre Regioni che stanno ancora scrivendo le loro leggi come Toscana, Piemonte, Puglia e Lazio, che stanno scrivendo testi nei quali in alcuni casi si prevede l'obbligo per i bambini di aver fatto tutte le vaccinazioni, non solo quelle obbligatorie, per entrare sia al nido che alla materna. Del resto tutte le amministrazioni locali hanno da poco invitato il governo a prendere una decisione nel senso dell'obbligatorietà. Del resto anche il nuovo piano vaccinale, approvato nel gennaio scorso, apriva la porta alla possibilità di un intervento sulle scuole.

Positivo il commento il segretario nazionale della Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg), Silvestro Scotti. "Siamo al fianco del ministro Lorenzin sul tema delle vaccinazioni. Chi non vaccina i propri figli lede il diritto alla salute e all'istruzione dei bambini che non possono essere vaccinati per motivi di salute", ha detto il segretario nazionale della Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg), Silvestro Scotti.

FONTE: Repubblica.it
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30 marzo, 2017

Ok del Governo all'importazione dall'estero "in casi eccezionali" di farmaci non autorizzati sul territorio nazionale

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Sarà possibile importare dall'estero farmaci destinati ad uso personale, con la prescrizione del medico, non autorizzati in Italia. Lo prevede una circolare del ministero della Salute, precisando che sono compresi anche i super farmaci, come quelli per l'epatite, e i prodotti di ultima generazione. L'importazione, ad oggi non prevista, sarà consentita anche nel caso in cui il farmaco sia autorizzato in Italia ma con diverso dosaggio. Si prevede inoltre che l'importazione sia possibile se il paziente non rientra nelle categorie per cui l'erogazione è prevista dal SSN o per motivi legati all'eccessivo costo.

"A seguito delle numerose segnalazioni pervenute - si legge nella circolare - su conforme avviso dell`Agenzia italiana del farmaco, con la presente circolare, a tutela della salute dei pazienti, si intendono fornire a codesti uffici periferici istruzioni operative relative all`applicazione del dm 11 febbraio 1997, il quale ammette, ricorrendone i presupposti, l'importazione di medicinali regolarmente autorizzati in un Paese estero, ma non autorizzati all'immissione in commercio in Italia". Infatti "secondo i principi generali e le disposizioni vigenti in materia, nessun medicinale può essere commercializzato in Italia senza aver ottenuto un`autorizzazione della AIFA o un'autorizzazione a livello comunitario", con la circolare si stabilisce che "eccezionalmente, e in deroga a tale principio, è ammessa l'importazione per il solo uso personale di medicinali regolarmente autorizzati in un Paese estero in due ipotesi specificamente individuate".

Ovvero che si tratti di "medicinali posti regolarmente in vendita in Paesi esteri, ma non autorizzati all`immissione in commercio sul territorio nazionale, spediti dall`estero su richiesta del medico curante"; o "medicinali registrati in Paesi esteri, che vengono personalmente portati dal viaggiatore al momento dell`ingresso nel territorio nazionale, purché destinati a uso personale per un trattamento terapeutico non superiore a 30 giorni".

Esulta M5s - "Il ministero della Salute viene finalmente sulle nostre posizioni e dà il via libera all'importazione di farmaci innovativi, compresi quelli per la cura dell'epatite C, destinati a uso personale". Cosi' i deputati M5s in commissione Affari Sociali, secondo i quali questa "è una vittoria del buonsenso e per questa ragione ci siamo battuti al fine di sollecitare il ministero e tutto il Parlamento".

"Ancora adesso purtroppo - aggiungono - in Italia non tutti i cittadini riescono ad accedere al trattamento per la cura dell'Epatite C a spese della sanità pubblica e, visto l'alto costo di questi medicinali, per molte persone l'unica possibilità resta quella di rivolgersi all'estero, dove si possono trovare prezzi anche di molto inferiori rispetto ai nostri. Fino ad oggi però la Legge italiana impediva tale pratica perché considerata una forma di commercio illegale".

FONTE: TgCom.it
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14 gennaio, 2017

La nuova responsabilità medica: ecco tutte le novità in vigore da Febbraio 2017

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Sarà legge entro febbraio il nuovo testo sul ddl Gelli in tema di responsabilità sanitaria. La riforma ha previsto una maggiore garanzia di trasparenza per gli utenti vittime di errori in ambito sanitario, maggiori tutele anche per i medici coinvolti. Ciò anche al fine di evitare le condotte tendenzialmente omissive tenute da parte dei medici per situazioni molto a rischio e presumibilmente compromettenti (c.d. medicina difensiva negativa), oppure trattamenti non necessari se non in funzione di una paventata linea difensiva ma comportanti dei costi superflui ed ingiustificati per il servizio sanitario (c.d. medicina difensiva positiva).

Ecco una serie di novità: innanzitutto viene ridimensionato espressamente il titolo di responsabilità e viene stabilita espressamente la natura extracontrattuale della responsabilità del medico verso il paziente. Tale svolta non è di poco conto dacché ricadrà sul paziente danneggiato il gravoso onere di dimostrare la “colpa” del medico.

Viene introdotto l’ art. 590-sexies c.p. (responsabilità penale del medico), con espressa esclusione della colpa in caso di morte o lesione personale del paziente laddove siano state osservate le linee guida od in subordine le “buone pratiche clinico assistenziali”. Di conseguenza è stato abrogato l’art. 3 co. 1 della legge 189/2012 in base al quale il medico non rispondeva penalmente per colpa lieve.

Per la responsabilità civile viene definitivamente introdotto un doppio binario: responsabilità del medico e della struttura sanitaria. Il medico (che operi in struttura privata o pubblica) potrà rispondere solo in base all’art. 2043 del cod. civ. (responsabilità extra-contrattuale), salvo che il comportamento lesivo sia stato determinato dall’adempimento di una obbligazione contrattualmente assunta con il paziente. Il paziente avrà il gravoso onere di dimostrare l’evento (la lesione), la causa della lesione (colpa del medico) ed il nesso di causalità tra la condotta del medico e l’evento.

La struttura sanitaria (pubblica o privata) invece risponderà a titolo di responsabilità contrattuale, trattandosi del cd. contratto atipico di spedalità che include una serie di prestazioni in favore del paziente e che sorge nel momento in cui questi è accettato nella struttura ospedaliera e dal quale derivano particolari obblighi a carico dell’ente e dei suoi ausiliari. In tal caso il paziente per agire nei confronti della struttura dovrà semplicemente allegare il danno subito, di conseguenza sarà la struttura a dover dimostrare di aver adottato tutte le cautele necessarie per evitare il danno.
Obbligo di assicurazione e fondo di garanzia

Viene introdotto l’obbligo per tutte le strutture sanitarie di munirsi di polizza assicurativa. L'utente potrà agire direttamente nei confronti dell’assicurazione per richiedere il ristoro dei danni subiti (azione diretta). Tale obbligo si estende anche alle professioni esercitate intramoenia in convenzione con il Sistema Sanitario Nazionale. La polizza dovrà essere operativa per ulteriori dieci anni successivi alla cessazione della professione del medico (cd. ultrattività).

Viene anche istituito un fondo di garanzia a tutela degli interessi generali dei pazienti: il fondo risarcirà i danni in quei casi in cui gli importi eccedano i massimali coperti dalle polizze stipulate dalle strutture sanitarie o dal medico, oppure in caso di insolvenza della compagnia assicuratrice. Il fondo è alimentato con i contributi obbligatori annuali versati dalle compagnie autorizzate all'esercizio dell’assicurazione per i rischi derivanti da responsabilità sanitaria.
La conciliazione stragiudiziale

Per tutte le controversie riguardanti i casi di responsabilità medica ed a scopo deflattivo del contenzioso è stato introdotto il necessario preventivo esperimento del tentativo di conciliazione pena l’improcedibilità dell’azione giudiziaria.


FONTE: Ansa.it
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Il Governo cambia i LEA e impone aumento della prevenzione: vaccini gratis e senza ticket per bimbi e anziani

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«Con il nuovo Piano nazionale vaccini, collegato ai Livelli essenziali di assistenza, i vaccini saranno gratis per tutti e senza pagamento del ticket, perché i vaccini non sono da considerarsi una cura ma attengono alla prevenzione collettiva della popolazione». Così il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha anticipato la prossima entrata in vigore del documento che regolamenta l’offerta vaccinale in Italia. Il Piano vaccini, allegato al decreto sui Livelli essenziali di assistenza firmato dal presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, arriverà giovedì in Conferenza Stato-Regioni, ultimo passo per l’approvazione definitiva. «Un passaggio tecnico, ma comunque necessario, che non prevederà rallentamenti dell’iter di entrata in vigore - ha spiegato Antonio Saitta, assessore regionale alla Sanità del Piemonte e coordinatore degli assessori regionali alla Sanità -. Solleciteremo tutti un veloce via libera, perché si tratta di una grande occasione per i cittadini».

Il Piano, finanziato con 100 milioni di euro per il 2017, 127 milioni per il 2018 e 186 milioni per il 2019, prevede la somministrazione gratuita ai bambini dei vaccini contro il meningococco B, la varicella, il rotavirus e l’epatite A, l’estensione agli adolescenti maschi del vaccino contro il papilloma virus e ai 65enni di quelli contro pneumococco ed Herpes Zoster. Il documento aveva avuto un primo via libera di massima, insieme a tutto il pacchetto dei Livelli essenziali di assistenza, dalla Conferenza Stato-Regioni il 7 settembre. Ma, come citava l’accordo siglato allora, «si dovrà prevedere in sede di successiva intesa Stato-Regioni sul Piano, una tempistica sull’attuazione triennale». Di fatto, chiarisce Saitta «prima di esser trasmesso alle singole Regioni, dovrà avere un via libera definitivo relativo alla sua articolazione. Era infatti stato concepito e strutturato sul biennio 2016-18, ma visto che entra in vigore con un anno di ritardo, anche i previsti obiettivi di copertura vaccinale vanno aggiornati sul triennio 2017-19».

Nel dettaglio, nei nuovi Livelli essenziali di assistenza sono stati introdotti i seguenti vaccini, che saranno dunque somministrati gratuitamente alle categorie indicate una volta approvato il Piano vaccinale:
1) meningococco B, rotavirus e varicella per i nuovi nati;
2) Hpv nei maschi undicenni;
3) meningococco tetravalente (A, C, W, Y135) e richiamo anti-polio negli adolescenti;
4) pneumococco ed Herpes Zoster nei sessantacinquenni.
Tutti questi vaccini saranno gratuiti, senza pagamento di alcun ticket.
Di conseguenza:
1) i nuovi nati avranno diritto a: cicli di base ed eventuali successivi richiami di vaccino per la prevenzione di difterite, tetano, pertosse, epatite B, polio, Haemophilus influenzae tipo b, pneumococco, meningococco B, rotavirus, morbillo, parotite, rosolia, varicella, meningococco C;
2) gli adolescenti: vaccino anti-meningococco tetravalente (A, C, W, Y135) e vaccino anti-Hpv;
3) i soggetti di età uguale o superiore a 65 anni: vaccino anti-influenzale;
4) i soggetti di età pari a 65 anni: vaccino anti-pneumococco e vaccino anti-Zoster.
Tra gli obiettivi del nuovo Piano vaccinale mantenere lo stato polio-free e raggiungere lo stato morbillo-free e rosolia-free.


FONTE: Ansa.it e Corriere.it
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17 giugno, 2016

Sanità, maggiore trasparenza sui compensi date dalle industrie farmaceutiche ai medici...

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Rivoluzione in ambito medico in tema di trasparenza. Dal 30 giugno, quasi in contemporanea su tutti i siti delle industrie farmaceutiche, sarà possibile consultare l’elenco dei professionisti che hanno percepito una remunerazione, indicando fra l'altro quante volte è avvenuto e in quali occasioni nel corso dell'ultimo anno (2015). L’obiettivo dichiarato è scardinare i pregiudizi dell’opinione pubblica, convinta che medici e industrie farmaceutiche siano in combutta col fine di spingere questo o quell’altro farmaco. Così si spiega l’operazione trasparenza lanciata a livello europeo e raccolta dall’associazione delle aziende italiane con l’appoggio della federazione degli ordini dei medici (Onmceo).

Esempio: il 30 aprile il dottor Rossi ha fatturato 750 euro all’azienda ics per la partecipazione a una tavola rotonda di esperti svoltassi a Roma. A pochi giorni dalla scadenza dei termini, 7 medici su 10 hanno accettato con consenso scritto di comparire nella lista. Gli altri o non si sono ancora espressi oppure hanno rifiutato e sono stati inseriti in un contenitore di dati aggregati dove vengono indicati semplicemente gli importi complessivi del budget investito, senza nomi e cognomi. La rivoluzione, come la chiama il presidente di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi, è stata voluta dai Paesi dell’associazione europea Efpia per cercare di sgombrare il campo, almeno in parte, dai sospetti che riguardano il conflitto di interessi tra gli imprenditori dei farmaci e coloro che li prescrivono. «Non ci aspettiamo di cambiare la mentalità in una sola volta, ci vorranno anni, questo è il primo passo importante», spera il leader dei produttori italiani. L’apertura degli elenchi del disclosure code, nome inglese dell’operazione, è molto attesa. In certi casi le percentuali hanno raggiunto l’80 per cento.

L’ impegno a dichiarare le forme di collaborazione con la classe medica era previsto da codici di autoregolamentazione aziendale e deontologici, ma con questa iniziativa viene rafforzato proprio per imprimere un cambio di rotta verso la trasparenza a beneficio dei pazienti e della fiducia nei confronti del sistema. «È impossibile sviluppare nuove molecole senza il supporto dei clinici esperti, non ho esitato a dischiudermi, collaboro con otto industrie. La professionalità va retribuita. Quanto? In un tavolo di consulenza gli opinion leader vengono pagati circa 250 all’ora», non ha difficoltà a raccontare Mario Boccadoro, uno dei massimi oncoematologi mondiali. Franco Perticone, presidente società italiana di medicina interna distingue: «Siamo d’ accordo però chi riceve un semplice rimborso spese per l’invito a un congresso, previa autorizzazione dell’ospedale di appartenenza, non può essere messo sullo stesso piano di chi riceve un compenso come relatore o consulente». Le aziende si augurano che il senso della disclosure venga compreso e non strumentalizzato colpevolizzando i produttori e il loro rapporto con il mondo scientifico: «È finito il tempo della caccia alle streghe. Basta con il pregiudizio che i medici, se retribuiti per il loro lavoro, siano più propensi a prescrivere. Senza di noi non ci sarebbero progressi nella ricerca e formazione». E il ministro della salute Beatrice Lorenzin: «Questo meccanismo servirà a rimuovere le zone d’ombra e conflitti di interesse poco chiari. Inizia una fase di comunicazione a viso scoperto».

FONTE: Corriere della Sera
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28 febbraio, 2016

Ricetta elettronica, fra vantaggi e nuova burocrazia...

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Una nota della Fimmg, il sindacato dei medici di medicina generale, analizza pro e contro delle prescrizioni dematerializzate che dal 1 marzo saranno valide in tutte le farmacie italiane pubbliche e convenzionate.

Dietro i vantaggi della ricetta elettronica per la prescrizione dei farmaci valida su tutto il territorio nazionale, si cela un “rovescio della medaglia”: “Qualcuno ha confuso gli studi medici con quelli dei Caf, vista la mole di dati anagrafici, codici di esenzione dai ticket, adesso anche quelli di erogabilità e appropriatezza e quant’altro dovremo verificare”. A dirlo è il segretario nazionale della Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg), Giacomo Milillo, in una nota del sindacato che fa il punto sull’applicazione della normativa sulla circolarità nazionale della ricetta dematerializzata prevista a partire dal primo marzo 2016. “E in più – prosegue Milillo- il medico non potrà più contare sul supporto dell’assistente di studio nella velocizzazione delle procedure di ricettazione, e ci saranno complicazioni anche nelle procedure di coinvolgimento del sostituto medico che per il momento salvo eccezioni (Campania) dovrà continuare ad utilizzare la ricetta rossa. In conseguenza di ciò il rischio è che tutti gli oneri ricadranno sul titolare, con un aggravio di lavoro che significa tempo tolto alle visite e attese più lunghe per gli assistiti”.

La legge che manda in soffitta i blocchetti rossi – spiega la Fimmg – è in realtà del dicembre 2015 e recepisce un decreto di più di tre anni fa. Dopo un po’ di blocchi informatici ora ci siamo: per prescrivere un farmaco, un accertamento o una visita, il medico si collegherà a un sistema informatico, lo stesso visibile al farmacista che ci consegnerà pillole o sciroppi. Ma ricetta elettronica non è ancora sinonimo di abolizione della carta. Per ora, infatti, riceveremo dal medicun piccolo promemoria da consegnare al bancone della farmacia, che permetterà di recuperare la nostra prescrizione anche in caso di malfunzionamenti del sistema o assenza di linea internet. Ma quando il sistema andrà a regime anche questo foglietto sparirà, rendendo la procedura interamente paperless”. Tra i vantaggi della ricetta elettronica, la Fimmg segnala il risparmio sulla stampa e distribuzione delle vecchie ricette rosa e il controllo sulla falsificazione delle ricette stesse o sugli abusi conseguenti il furto dei ricettari.

Ma come funziona, nel concreto, il nuovo sistema? “I medici, per effettuare una prescrizioni – spiega la nota Fimmg – si connettono dal proprio pc a un apposito portale: compilando la ricetta sullo schermo, identica a quella cartacea, un NRE (numero ricetta elettronica) sarà associato al nostro codice fiscale, aggiungendo in automatico anche eventuali esenzioni. Il sistema stampa quindi il promemoria, con il quale possiamo andare in farmacia: con i dati presenti, attraverso i codici a barre stampati sul piccolo foglio A5, il farmacista recupera la prescrizione direttamente on-line e ci consegna la medicina di cui abbiamo bisogno. Ci vorrà ancora tempo perché sparisca anche la vecchia “fustella” da attaccare nei riquadri rossi, poiché anche se i codici della confezione sono inseriti direttamente sul computer ancora non è stato possibile determinare un meccanismo che annulli il valore della fustella rispetto alla necessità di identificare e distinguere i farmaci erogati a carico del SSN da quelli che anche se erogabili vengono invece pagati direttamente dal cittadino. Il procedimento nei prossimi mesi si diffonderà anche per la prescrizioni di esami e visite specialistiche, visto che la ricetta elettronica sarà accettata anche da cliniche, ambulatori e ospedali”.

In questa prima fase di avvio, fino a fine 2017, sono, però, ancora esclusi dal nuovo metodo alcune prescrizioni – precisa il sindacato – come quelle per stupefacenti, ossigeno, prescrizioni per erogazione diretta in continuità assistenziale, per farmaci con piano terapeutico Aifa. La ricetta elettronica, in compenso, vale in tutte le farmacie del territorio nazionale, sia pubbliche che convenzionate. Questo significa che i farmaci potranno essere ritirati anche fuori dalla regione di residenza. Una piccola rivoluzione, soprattutto per chi viaggia spesso o lavora lontano da casa, poiché fino ad oggi una ricetta di un medico Sardo, ad esempio, non valeva oltre il Tirreno, e chi si trovava fuori casa era obbligato a pagare il medicinale per intero. Solo alcune regioni avevano previsto un sistema di rimborsi, per cui però erano necessari permessi speciali e lunghi tempi di attesa.

Ora, grazie al sistema tessera sanitaria le farmacie potranno applicare il ticket della regione di residenza dell’assistito: starà poi alle stesse regioni scambiarsi le informazioni sui medicinali prescritti e, quindi, procedere ai relativi rimborsi compensativi. A partire dal primo marzo dovrebbe essere disponibile per tutte le farmacie il sistema di calcolo di ticket ed esenzioni della regione di provenienza di ogni cittadino. Nel frattempo è già possibile usare le ricette in tutto il paese, vedendo applicati, in via transitoria, i criteri della regione in cui ci si trova.


FONTE: Aboutpharma
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Prescrizioni, in arrivo da martedì la ricetta medica elettronica (con promemoria) ...

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Tutto è pronto: dal prossimo martedì esce definitivamente di scena la ricetta medica cartacea, quella con i tradizionali colori rosso e panna, per essere sostituita da tablet e computer.

La nuova normativa sulla circolarità nazionale della ricetta dematerializzata, approvata lo scorso novembre e pubblicata in Gazzetta Ufficiale a dicembre, diventa efficace a partire dal 1° marzo 2016: le farmacie dovrebbero essere, per quella data, già nelle condizione di calcolare ticket ed eventuali esenzioni nella Regione di provenienza del malato. Lo ricorda una nota della Fimmg, la Federazione dei medici di famiglia.

Il medico di famiglia, nel momento in cui dovrà prescrivere un farmaco al malato, si collegherà dal proprio computer a un portale dedicato e lì indicherà gli estremi del paziente e del medicinale prescritto. In particolare, nel sistema informatico verrà compilata una ricetta “telematica”, identica a quella cartacea tradizionale, un NRE (numero ricetta elettronica) cui sarà associato il codice fiscale del paziente. Verranno poi aggiunte, in automatico, anche eventuali esenzioni.

Il medico dovrà stampare un piccolo promemoria (della dimensione di un foglio A5) e consegnarlo al paziente. Quest’ultimo, munito di tale documento, si recherà in farmacia e lo consegnerà al farmacista il quale, a sua volta, attraverso i codici a barre stampati sul promemoria, recupererà la prescrizione collegandosi al sistema informatico online. Verrà così consegnata la medicina al malato.

Quando il sistema andrà completamente a regime, sparirà anche il promemoria e tutto avverrà telematicamente, attraverso al trasmissione di dati al sistema informatico centralizzato. Tale procedimento verrà esteso gradualmente anche per la prescrizioni di esami e visite specialistiche, visto che la ricetta elettronica sarà accettata anche da cliniche, ambulatori e ospedali.

Ci vorrà ancora tempo perché sparisca anche la vecchia «fustella» da attaccare nei riquadri rossi, poiché anche se i codici della confezione sono inseriti direttamente sul computer ancora non è stato possibile determinare un meccanismo che annulli il valore della fustella rispetto alla necessità di identificare e distinguere i farmaci erogati a carico del Ssn da quelli che anche se erogabili vengono invece pagati direttamente dal cittadino.




FONTE: Laleggepertutti.it
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28 gennaio, 2016

Medici e "colpa grave", approvato il ddl Gelli, tutte le novità

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Cambia la responsabilità del medico, sia dal punto di vista penale, poiché non sarà più responsabile neppure per colpa grave se rispetta le linee guida, che civile, con la definitiva affermazione della responsabilità extracontrattuale con conseguente inversione dell'onere della prova e dimezzamento del termine di prescrizione. Sono queste alcune delle principali novità contenute nel ddl Gelli di riforma delle professioni sanitarie, approvato, oggi, in prima lettura, alla Camera dei deputati, con 307 voti favoreoli e 84 contrari.

Salutato con soddisfazione dagli addetti ai lavori e dallo stesso relatore Federico Gelli del Pd, il testo rappresenta "un risultato storico, una svolta nella lotta alla medicina difensiva perché assicura l'equilibrio tra la tutela dei medici, che hanno bisogno di svolgere il loro delicato compito in serenità, e il diritto dei cittadini dinanzi ai casi di malasanità" ha commentato il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ai margini dell'approvazione. Diverse le modifiche apportate all'impianto originario, nei lavori delle commissioni parlamentari.

Ecco tutte le novità:

Best practice e linee guida: Le buone pratiche clinico-assistenziali e le raccomandazioni previste dalle linee guida, alle quali i sanitari devono necessariamente attenersi nell'esecuzione delle prestazioni richieste, dovranno assicurare un ruolo di equilibrio ed essere indicate dalle società scientifiche e da istituti di ricerca individuati da un decreto del Ministro della salute e iscritti in un elenco apposito. Le linee guida verranno poi inserite nel sistema nazionale e pubblicate sul sito dell'Istituto superiore di sanità, nonché aggiornate ogni due anni.

Responsabilità civile e penale dei medici: In materia di responsabilità civile, la riforma istituisce un doppio binario, in cui la responsabilità è quella contrattuale per le strutture sanitarie, con estensione anche alle prestazioni svolte in regime intramurario o attraverso la telemedicina, ed extracontrattuale invece per i medici, che svolgono la propria attività presso le strutture sanitarie o in rapporto convenzionale con il servizio sanitario nazionale. La responsabilità di tipo extracontrattuale, con consequenziale ribaltamento dell'onere della prova e prescrizione dimezzata a cinque anni viene estesa anche ai medici di medicina generale. Quanto alla responsabilità penale, invece, il testo prevede l'inserimento nel codice penale dell'art. 590-ter, teso a sanzionare l'esercente la professione sanitaria che provoca la morte o la lesione personale del paziente a causa della sua imperizia: i reati (di omicidio colposo e di lesioni personali colpose) resterebbero in tal caso solo in ipotesi di colpa grave, esclusa però se il medico agisce nel rispetto delle buone pratiche clinico-assistenziali e delle linee guida.

Azione di rivalsa: L'azione di rivalsa nei confronti del medico potrà avvenire soltanto per dolo o colpa grave. Ad essere confermato nel testo è anche il tetto massimo di tre annualità per agevolare la stipula di polizze assicurative a prezzi calmierati. Viene escluso, infine, il possibile intervento della Corte dei Conti.

Strutture sociosanitarie: L'ambito di intervento della responsabilità professionale viene esteso altresì alle strutture sociosanitarie.

Audit e Risk Management: I verbali e gli atti relativi all'attività di gestione del rischio clinico non potranno essere utilizzati o acquisiti nei procedimenti giudiziali. Quanto al risk management, il ruolo di coordinamento potrà anche essere svolto dai medici legali e dai dipendenti delle strutture sanitarie in possesso di adeguata formazione ed esperienza triennale.

Garante diritto alla salute: Il ddl si occupa in generale del diritto alla salute, sancendo la sicurezza delle cure la cui garanzia è affidata dalle regioni al difensore civico, che potrà essere adito per segnalare le disfunzioni del sistema. Viene esclusa la possibilità di rivolgersi al garante per il diritto alla salute effettuando segnalazioni anonime.Viene istituito inoltre un Osservatorio nazionale sulla sicurezza nella sanità, col compito di raccogliere i dati sulla "malasanità" al fine di prevenire e gestire il rischio sanitario e formare e aggiornare il personale in modo adeguato.

Assicurazioni: sarà un decreto del Ministero dello sviluppo economico ad individuare i requisiti minimi e le garanzie per le polizze assicurative delle strutture sanitarie, anche per le forme di autoassicurazione e per le misure analoghe di assunzione diretta del rischio. In caso di cessazione definitiva dell'attività sanitaria per qualsiasi causa, dovrà inoltre essere previsto un periodo di ultrattività della copertura per far fronte alle richieste di risarcimento presentate entro i 10 anni successivi riferite a fatti verificatisi in costanza della polizza. L'ultrattività è estesa altresì agli eredi e non può essere assoggettata alla clausola di disdetta.

FONTE: Studio Cataldi
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26 novembre, 2015

Sanità, in arrivo 4000 assunzioni "forzate" ma le Regioni invocano una proroga...

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Si sapeva da un anno. Eppure la scadenza ha trovato la maggior parte degli ospedali impreparati ad affrontarla in modo strutturale e stabile. Ieri sono entrati in vigore i nuovi orari di lavoro europei, adottati in Italia con una legge datata 2014: non più di 48 ore di lavoro a settimana per i medici, diritto a 11 ore di riposo minimo tra un turno e l’altro.

Molto caos ma per ora ripercussioni limitate sull’assistenza grazie a soluzioni tampone delle singole aziende sanitarie. Però la situazione deve essere regolarizzata. Il governo sta lavorando a un emendamento alla legge di Stabilità, la prossima settimana all’esame della Camera. Lo sforzo è mettere insieme fondi per l’assunzione di 4 mila tra medici e infermieri. Gli organici sono ridotti al lumicino specie nelle Regioni in deficit. Decaduta invece l’ipotesi di rinviare di due-tre mesi l’applicazione del sistema europeo, come chiedevano con insistenza le Regioni a corto di ossigeno. Il ministero della Salute l’ha valutata per poi scartarla. Una mossa del genere ci esporrebbe alla procedura di infrazione comunitaria, sospesa perché l’Italia si era impegnata ad allinearsi entro il 25 novembre agli altri Paesi, con un anno di ritardo. Solo a questo patto aveva evitato le sanzioni.

Conferma l’indirizzo del governo Federico Gelli, responsabile sanità alla Camera del Pd: «Ci sarà una ripartizione equa tra precari e neoassunti anche attraverso un concorso per assumere chi da anni lavora nel servizio pubblico. Le risorse? Quelle che derivano dai tagli del ministero della Salute». Altri fondi potrebbero arrivare dal disegno di legge sulla responsabilità professionale, promosso dallo stesso Gelli, approvato la scorsa settimana in commissione Affari sociali della Camera. Una parte potrebbe essere inglobato nella Stabilità. È difficile però calcolare quali vantaggi economici porterebbero queste norme. Qualche centinaio di milioni di euro nel 2015. Nel tempo miliardi, sono le attese. L’obiettivo è sollevare in parte i medici dal peso della responsabilità professionale in sede civile (denunce dei cittadini) e diminuire i costi legati alla cosiddetta medicina difensiva (eccesso di esami diagnostici e visite per mettersi al riparo da procedimenti giudiziari).

Sulla proroga avevano insistito da subito le Regioni. «Noi non siamo contrari alla direttiva europea. Però le Asl devono essere messe in condizione di organizzarsi con nuove assunzioni. Il blocco del turn over va sospeso», dice Sergio Venturi, coordinatore della Commissione salute in Conferenza Stato-Regioni. Massimo Cozza, Cgil Funzione pubblica: «Bene l’arrivo di migliaia di colleghi. Vanno presi subito in servizio basandosi su graduatorie e bandi pubblici». Il gruppo di legali dei Consulcesi annuncia che darà battaglia con ricorsi. L’intera categoria si è mostrata intransigente e refrattaria ad ogni trattativa su una deroga: «Non rinunciamo ai riposi». Come è andata il primo giorno? Disagi contenuti nelle grandi strutture dove i direttori hanno provveduto a coprire i buchi riducendo i tempi di apertura di certi servizi o unificando i turni di guardia. Per le Regioni la giornata si è chiusa bene: è stata raggiunta l’intesa per il riparto del Fondo sanitario, 110 miliardi per il 2015. Grazie a un meccanismo premiale, appositamente finanziato, nessuna amministrazione perderà più dello 0,50 rispetto all’anno precedente.

FONTE: Corriere.it
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27 gennaio, 2015

Il Governo vara i nuovi LEA: epidurale e fecondazione eterologa saranno a carico delle Regioni

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Sono pronti i tanto attesi nuovi Livelli Essenziali di Assistenza (LEA): il ministro della Salute Beatrice Lorenzin li presenterà mercoledì della prossima settimana agli assessori regionali alla sanità. Per le prestazioni che il Sistema sanitario nazionale deve garantire ai cittadini (a totale carico dello stato o dietro pagamento di un ticket) sono previste risorse aggiuntive per circa 500 milioni di euro (470 per la precisione) che rappresentano il saldo tra le nuove prestazioni che entrano tra quelle ritenute essenziali e quelle che escono dall'elenco.

Tra i nuovi Lea compaiono, per esempio, «analgesia epidurale per il parto senza dolore, procreazione medicalmente assistita (Pma) omologa ed eterologa e screening neonatale. E dovrebbero essere confermati i test per la celiachia oltre che per altre malattie rare prima non previste. Sono poi previste le vaccinazioni gratuite per varicella, pneumococco, meningococco e HPV. Comprese pure prestazioni innovative diagnostiche e di attività clinica. Obiettivo è anche quello di avere una maggiore appropriatezza delle prestazioni sanitarie e cliniche. Per questo motivo, sono previste misure finalizzate a ridurre il ricorso al parto cesareo e criteri di appropriatezza per il ricorso a day hospital, day surgery, ricoveri di lungodegenza e riabilitazione. È inoltre prevista una riduzione dei ricoveri diurni in ospedale a fronte del potenziamento dell’assistenza specialistica ambulatoriale.

Dagli apparecchi acustici a tecnologia digitale agli ausili informatici per la comunicazione per le persone disabili gravi. Sono le protesi di ultima generazione previste, secondo quanto si apprende, nei nuovi Livelli essenziali di assistenza (Lea). Verranno assicurati dal Servizio sanitario nazionale anche apparecchi per l'incentivazione dei muscoli respiratori, barelle per docce, carrozzine innovative con sistema di verticalizzazione, scooter a 4 ruote, kit di motorizzazione per carrozzine, sollevatori.

Il ministro Lorenzin ha convocato le Regioni dopo avere messo a punto la proposta che verrà esaminata quindi al Ministero della Salute prima del passaggio nella Conferenza Stato-Regioni. Il nodo della sostenibilità per le regioni del nuovo elenco di prestazioni è da mesi al centro del confronto fra governo e Regioni. Questione che avrebbe trovato quindi una soluzione, secondo quanto si apprende, nella individuazione di questi nuovi fonti che sfiorerebbe il mezzo miliardo di euro.

FONTE: Corriere.it
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