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AFORISMA DEL GIORNO

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09 aprile, 2018

Il morbillo torna a fare paura: 411 casi da inizio anno, a rischio complicanze sono soprattutto gli adulti

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Oltre 400 contagi in due mesi (di cui la metà nella sola Sicilia). Decine di casi medio-gravi. Quattro morti. Il morbillo torna a far paura, e dopo il rallentamento registrato negli ultimi mesi dello scorso anno l'epidemia torna a galoppare, trainata proprio dal caso siciliano. E a fare la parte del leone non sono, come ci si potrebbe attendere, i bambini, che peraltro hanno giovato della legge che reintroduce l'obbligo per dieci vaccinazioni e che, pur tra mille polemiche, ha fatto tornare le coperture (anche se i dati ufficiali sono ancora in elaborazione) a livelli accettabili, sopra il 90%. Ad ammalarsi (e a morire) di più sono gli adulti.

I numeri dell'Istituto Superiore di Sanità parlano chiaro: nei 411 casi rilevati dal primo gennaio al 28 febbraio di quest'anno, l'età media è stata di 25 anni, mentre 92 sono i contagi riferiti a bambini sotto i 5 anni di età, di cui 28 con meno di un anno.

Anche le morti fotografano questa situazione: una grave insufficienza respiratoria legata al morbillo ha ucciso prima una persona di 38 anni, poi una di 41, mentre una polmonite ha stroncato una ragazza di 25 anni a Catania. A fare eccezione il caso di ieri, con la morte di un bimbo di appena dieci mesi sempre a Catania, non vaccinato perchè troppo piccolo, che pure probabilmente era stato contagiato da un adulto.

"In effetti la campagna legata alla legge sui vaccini ha sensibilizzato la popolazione sulla necessità di proteggere i più piccoli - spiega Gianni Rezza, direttore del dipartimento di epidemiologia dell'Istituto Superiore di Sanità - ma forse è arrivato meno un altro concetto, altrettanto importante: anche gli adulti si possono vaccinare gratuitamente, ed è bene che lo facciano soprattutto in casi a rischio, per la presenza di altre patologie o se immunocompressi".

Sono queste categorie ovviamente a rischiare di più le diverse complicanze causate dal morbillo, che non sono poche: degli oltre 400 che si sono ammalati quest'anno, il 42,9% dei casi ha riportato almeno una complicanza. Si va dalla diarrea, riportata in 73 casi (17,8%), alla polmonite (43 casi), fino all'insufficienza respiratoria (18 casi, tra cui come detto quelli fatali), la stomatite (90 casi) e addirittura l'epatite (34 casi).

Il morbillo insomma, specie per chi si ammala in età più avanzata, non è uno scherzo. Non a caso quasi un malato su tre, il 60%, è stato ricoverato in ospedale, e un ulteriore 13,9% si è rivolto ad un Pronto Soccorso.

Questa recrudescenza dell'epidemia è fotografata dai numeri: dopo i picchi di marzo, aprile e maggio dello scorso anno (in tre mesi oltre 2.600 casi) i contagi erano scemati: appena 67 a novembre e 114 a dicembre. Poi l'inversione di tendenza, con i numeri che tornano a salire: 188 ammalati a gennaio, 223 a febbraio. Con un inatteso boom in Sicilia, che nel 2017 non era stata tra le regioni più colpite.

In questo scorcio di 2018, invece, solo a Catania si sono registrati oltre 200 casi sui 411 totali. Perchè? "Evidentemente c'è una coda dell'epidemia del 2017 - spiega ancora Rezza - nei mesi scorsi avevamo assistito a un numero di casi superiore in altre regioni, dalla Lombardia al Lazio, ora l'epidemia si è spostata in Sicilia".

È presto per dire se questo fenomeno è legato a una scarsa adesione alle vaccinazioni: "I dati sulle coperture vaccinali saranno pronti nel giro di due settimane - ricorda l'epidemiologo - ma per ora possiamo dire che le coperture sono aumentate dopo la legge Lorenzin, ma l'anno scorso erano molto basse, quindi è prevedibile che ancora qualche focolaio come quello siciliano si sviluppi ancora".

Secondo le autorità sanitarie locali, comunque, il dato riferito alla provincia di Catania non è incoraggiante: l'85% di copertura tra i bambini, dieci punti sotto rispetto alla 'quota di sicurezza dell'Oms per essere certi di tenere sotto controllo la malattia. I medici parlano di "epidemia in atto" a Catania, tanto che il ministero della Salute ha avviato un piano di monitoraggio per capire come evolve la situazione. La paura, insomma, non è finita. Malgrado i risultati superiori alle aspettative della legge Lorenzin: mesi di campagne 'no vax', con manifestazioni di piazza e feroci attacchi sui social, alla fine hanno partorito un topolino, con pochi bambini respinti dagli asili perchè non vaccinati, sporadici casi di intervento dei vigili urbani a sanare le controversie, e nel complesso un'adesione massiccia, pur penalizzata obiettivamente da strutture vaccinali non sempre all'altezza e da diverse carenze nella fornitura dei sieri.

Tanto che i dati ancora parziali parlano di un ottimo 95% di copertura per il vaccino esavalente, un livello che non si vedeva da dieci anni, e un 93% per morbillo-parotite-rosolia, dato che se confermato segnerebbe un record assoluto per l'Italia. "Sicuramente il trend è positivo - spiega Rezza - segno che la legge funziona. L'obiettivo non era colpevolizzare i genitori, ma alzare le coperture vaccinali per la tutela della salute di tutti".

Certo mancano all'appello ancora migliaia di bambini: 30 mila, secondo il past president della società italiana di igiene Carlo Signorelli, mentre arrivano alla spicciolata i primi numeri dalle Regioni: in Veneto ad esempio risultano 8.500 bimbi ancora non in regola (ma essendo una delle dieci regioni con procedura elettronica i tempi si allungano). Nel Lazio la copertura è altissima, oltre il 97%: per la fascia di età 0-3 anni risultano appena 30 casi ancora da regolarizzare. In Toscana ci sono più problemi, con oltre 13 mila bambini non vaccinati. E se Umbria e Puglia sono in linea con i primi dati nazionali, ossia una copertura del 95%, nelle Marche mancano ancora all'appello quasi 14 mila bambini (ma in questo caso il dato è sulla fascia 0-16 anni).

FONTE: Agi.com
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19 maggio, 2017

Reintrodotto dal governo l'obbligo di vaccinazione per iscrizioni a scuola: "mantenere alto il livello di protezione"

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Via libera del Consiglio dei ministri al Decreto Legge che reintroduce l'obbligatorietà delle vaccinazioni per l'iscrizione a scuola. L'obbligo di vaccinarsi per potersi iscrivere a scuola decadde nel 1999 dopo che per oltre trent'anni, e cioè dal 1967, era stato invece indispensabile per l'iscrizione. Il premier Paolo Gentiloni: la norma produrrà "l'impossibilità di iscriversi al sistema scolastico zero-sei anni" per i non vaccinati.

"Per la scuola dell'obbligo - ha proseguito il presidente del Consiglio - la mancanza di documentazione sui vaccini produrrà da parte dell'autorità scolastica sanzioni dalle dieci alle trenta volte maggiori di quelle esistenti".

Il decreto, ha spiegato ancora Gentiloni, rende obbligatori "una serie di vaccini che finora erano semplicemente raccomandati. Tra questi ce ne sono di importanti come quelli contro il morbillo e la meningite, che dal momento di approvazione del decreto diventeranno obbligatori con modalità transitorie che il decreto metterà in luce per consentire a famiglie e sistema di adeguarsi alla decisione senza traumi".

Ringraziando i tre ministri che insieme hanno lavorato al decreto, Beatrice Lorenzin, Valeria Fedeli e Maria Elena Boschi, il premier ha sottolineato che la decisione di arrivare al decreto con l'obbligo vaccinale è stata presa "perché ci troviamo di fronte alla constatazione del fatto che nel corso degli anni la mancanza di misure appropriate e il diffondersi soprattutto negli ultimi mesi di comportamenti e teorie antiscientifiche ha provocato un abbassamento dei livelli di protezione dal punto di vista dei vaccini. Non si tratta di uno stato di emergenza ma di una preoccupazione alla quale il governo intende rispondere. Operiamo con un decreto anche perché negli ultimi mesi ci sono state diverse decisioni di Regioni su questo punto e il governo intende dare un indirizzo generale".

Da parte sua il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha specificato che il decreto allarga "a 12 le vaccinazioni obbligatorie per l'iscrizione a scuola", annunciando che vi saranno stringenti controlli sulla copertura vaccinale. "Vogliamo aumentare la copertura vaccinale in tutto l'arco della vita del ragazzo - ha spiegato - e nel percorso scolastico si interviene per verificare che la copertura sia avvenuta e laddove non lo sia stato per mettere in campo una serie di misure che siano piuttosto stringenti nei confronti della famiglia e che mettano in sicurezza la comunità scolastica".

Così, "la scuola avrà l'obbligo di riferire alla Asl la mancata vaccinazione, l'Asl avrà l'obbligo di chiamare la famiglia e dare dei giorni per vaccinare. Se ciò non avviene c'è una sanzione molto elevata. E il controllo avviene ogni anno, non una tantum".

FONTE: TgCom
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12 maggio, 2017

Vaccini, allo studio un nuovo Decreto Legge che preveda obbligo per le scuole di ogni ordine e grado

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I certificati vaccinali dovranno essere esibiti per l'iscrizione alle scuole "di ogni ordine e grado, pubbliche e private". E' quanto prevede il testo che il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha consegnato al premier Paolo Gentiloni. Il provvedimento è composto da due articoli ed è ora nelle mani di tutti i ministri per una valutazione prima dell'esame finale. Il voto sul decreto potrebbe arrivare già la prossima settimana.

"Varare il decreto entro la prossima settimana": è l'obiettivo indicato dala ministra della Salute Beatrice Lorenzin al termine della riunione del Cdm di oggi. Un annuncio confermato poco dopo dal premier Paolo Gentiloni. "Come annunciato ho presentato all'attenzione del Consiglio dei ministri il testo base di decreto legge sull'obbligo vaccinale nelle scuole. Durante la seduta ho avuto conferma dal presidente Gentiloni circa la volontà di avviare subito un approfondimento collegiale, che è già iniziato tra i tecnici della Salute, del Miur e della presidenza del Consiglio", ha detto il ministro.

"Diamo tutti insieme una risposta concreta alla popolazione per la tutela della loro salute, dei loro figli e delle famiglie a fronte del drammatico calo della copertura vaccinale", ha aggiunto Lorenzin.

Il premier Paolo Gentiloni avrebbe invitato i ministeri competenti a lavorare ad un testo sull'obbligo dei vaccini da portare al prossimo Cdm. Sul testo, fanno sapere fonti di Palazzo Chigi, i dicasteri sono tutti d'accordo. Ieri,  la ministra dell'Istruzione, Valeria Fedeli era intervenuta sul caso ricordando la necessità di garantire "anche il diritto costituzionale all'istruzione". "Ho molto apprezzato il richiamo al coordinamento e alla collegialità con cui Paolo Gentiloni ha aperto il Consiglio dei Ministri. Ho sempre detto che sono favorevole all'obbligo di vaccinazione. Tanto più se il Ministero della Salute segnala l'esistenza di un'emergenza nazionale - ha detto oggi Fedeli - Da questo discende che i vaccini debbono essere obbligatori per ogni bambina e bambino presente sul territorio nazionale. E che tale norma deve valere per ogni luogo pubblico".

Intanto il ministro Lorenzin, ha replicato con un tweet ad Alessandro Di Battista (M5S), ospite di Corrado Formigli a Piazzapulita su La7, che aveva detto che " i vaccini non dovrebbero essere obbligatori ma gratuiti". "Volevo informarvi che con il Piano nazionale vaccini in italia i vaccini sono già gratuiti".

Il provvedimento annunciato dalla Lorenzin entra nel solco di quanto hanno fatto o stanno facendo molte regioni italiane. In Emilia è già stata approvata una norma che richiede le vaccinazioni obbligatorie a chi si iscrive all'asilo nido e anche la Lombardia ha preso una decisione simile. Anche a Trieste è stata approvata una misura simile mentre ci sono altre Regioni che stanno ancora scrivendo le loro leggi come Toscana, Piemonte, Puglia e Lazio, che stanno scrivendo testi nei quali in alcuni casi si prevede l'obbligo per i bambini di aver fatto tutte le vaccinazioni, non solo quelle obbligatorie, per entrare sia al nido che alla materna. Del resto tutte le amministrazioni locali hanno da poco invitato il governo a prendere una decisione nel senso dell'obbligatorietà. Del resto anche il nuovo piano vaccinale, approvato nel gennaio scorso, apriva la porta alla possibilità di un intervento sulle scuole.

Positivo il commento il segretario nazionale della Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg), Silvestro Scotti. "Siamo al fianco del ministro Lorenzin sul tema delle vaccinazioni. Chi non vaccina i propri figli lede il diritto alla salute e all'istruzione dei bambini che non possono essere vaccinati per motivi di salute", ha detto il segretario nazionale della Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg), Silvestro Scotti.

FONTE: Repubblica.it
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30 marzo, 2017

Il ritorno del morbillo, più di mille casi da inizio anno

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Da inizio anno sono già stati superati i mille casi di morbillo, mentre in tutto il 2016 erano stati 844. E' il dato dell'Istituto superiore di sanità, secondo cui nel 33% dei casi si è avuta almeno una complicanza, nel 41% un ricovero e nel 14% un accesso al pronto soccorso. Il 90% di tutti i colpiti non era vaccinato, a conferma delle preoccupazioni per il calo delle vaccinazioni. Il 57% dei casi si è registrato nella fascia di 15-39 anni.

Il sistema di sorveglianza dell'Iss ha censito esattamente 1010 casi fino al 26 marzo. L'età media dei pazienti è 27 anni, mentre il 6% dei casi si è avuto nei bimbi al di sotto di un anno, ancora troppo piccoli per il vaccino.

Fra le complicanze le più frequenti sono risultate diarrea (21,1%) e stomatite (17,3%), mentre si sono avuti anche trombocitopenia, ovvero un calo delle piastrine nel sangue (5%), convulsioni (0,4%) ed encefaliti (0,1%).

L'allarme sull'epidemia di morbillo, attribuita soprattutto al calo delle vaccinazioni, era stato lanciato poche settimane fa dal ministero della Salute, sulla base dei dati del solo gennaio che già facevano presagire una stagione con un numero di casi particolarmente alto. Proprio martedì l'ufficio europeo dell'Oms ha sottolineato che 14 Paesi nel continente, tra cui l'Italia, hanno ancora la malattia endemica, mentre 53 l'hanno eliminata.

FONTE: TgCom.it
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03 settembre, 2015

L'Ucraina in guerra contro i vaccini: torna la poliomielite con due nuovi casi

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La poliomielite ricompare in Europa. Dopo 5 anni dagli ultimi casi, registrati nel 2010 in Russia dove 14 persone furono colpite dalla malattia trasmessa da un ceppo virale importato dal Tajikistan, ora in Ucraina l’infezione ha causato la paralisi di 2 bambini di 4 anni e 10 mesi. Ma secondo gli esperti potrebbero esserci molti altre persone portatrici della patologia, pur non riportando sintomi.

Entrambi i bimbi risiedono nell’area sud-occidentale dell’Ucraina, vicino ai confini con Romania, Ungheria, Slovacchia e Polonia, in due villaggi a pochi chilometri di distanza. L’Organizzazione mondiale della sanità avverte che il rischio di diffusione del virus nel Paese è «alto» e che è necessario controllare rapidamente la nuova epidemia mentre, sempre secondo l’Oms, la minaccia del virus per i Paesi confinanti all’Ucraina (dove i livelli di immunizzazione sono più elevati grazie alla diffusione del vaccino) è bassa.

Il vaccino orale contiene un virus attivo molto debole ed è considerato sicuro ed efficace. I bambini che lo ricevono, però, lo espellono ed entro un periodo di 12 mesi il virus (in un caso su un milione stima l’Oms) può mutare, diventare più virulento e cominciare a causare i sintomi solo nei bambini non vaccinati. E in Ucraina solo la metà dei bambini è stata vaccinata contro la poliomielite e le altre malattie prevedibili.

Per il virus della poliomielite, che colpisce il sistema nervoso e può causare paralisi in poche ore, non esiste cura. Colpisce prevalentemente i bambini in zone con scarsa igiene. Una campagna globale ne ha ridotto ampiamente l’incidenza e quest’anno solo Pakistan e Afghanistan hanno registrato nuovi casi (ora si aggiunge l’Ucraina). La poliomielite prospera soprattutto nella stagione calda e il freddo inverno dell’Ucraina dovrebbe rallentare l’epidemia.

«I due casi di poliomielite in Ucraina nella zona Ovest del Paese non sono legati agli scontri contro la Russia che si stanno verificando nella zona orientale» spiega Hamid Jafari, responsabile della lotta contro la poliomielite all’Oms. «Piuttosto- spiega alNew York Times - molti genitori ucraini hanno scelto di non vaccinare i figli dopo il caso di uno studente che nel 2008 morì apparentemente di sepsi poco dopo il vaccino contro il morbillo, parotite e rosolia». Nonostante il ministero della Salute con altri organismi internazionali avessero tranquillizzato la popolazione spiegando che non c’era una correlazione tra il vaccino e il decesso e che si era trattato di una coincidenza si diffuse il panico (all’epoca un centinaio di studenti si presentarono in ospedale lamentando sintomi come mal di testa, febbre, mal di gola). A complicare ulteriormente la situazione fu la decisione del presidente dell’epoca, Viktor A. Yushchenko, di ordinare la sospensione di tutti i vaccini durante le indagini. Da allora un terzo dei genitori ucraini ha dichiarato ai sondaggisti di temere i vaccini e i tassi di vaccinazioni sono crollati. Le conseguenze però sono state drammatiche: dai 100 casi di morbillo registrati nel 2010 si è passati a 12.700 nel 2012. E ora si affaccia minacciosa anche la poliomielite. Del resto si sa che senza una copertura vaccinale adeguata malattie fino ad oggi debellate grazie ai vaccini possono tornare.

«E’ un ceppo pericoloso», spiega alla Bbc online Oliver Rosenbaum, portavoce dell’Iniziativa Oms per l’eradicazione della polio. «Ci sono due casi di paralisi, ma sicuramente non sono le uniche infezioni. Uno dei grandi pericoli di questa malattia sta proprio nel fatto che esistono molti casi asintomatici. Questa è una malattia che tende all’epidemia». L’Oms raccomanda che chiunque visiti la regione sia completamente vaccinato contro la poliomielite, e che tutti i residenti e chi soggiorna per più di un mese nella zona faccia una dose extra di vaccino antipolio.

FONTE: Corriere.it
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25 gennaio, 2013

La Barilla inaugura un nuovo padiglione pediatrico a Parma

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Tredicimila metri quadri, quattro piani, 89 posti letto dotati di ogni comfort e con i supporti della più innovative tecnologie a disposizione dei piccoli pazienti ma anche dei loro genitori. I numeri, da soli, non bastano però a descrivere il nuovo padiglione "Pietro Barilla" del Maggiore di Parma, la struttura che da oggi rappresenterà per la città emiliana l'ospedale dei bambini.

L'intitolazione cade nel centenario della nascita dell'imprenditore parmigiano, scomparso il 16 settembre 1993. Alla presenza del ministro della salute Renato Balduzzi, del presidente della regione Vasco Errani, delle autorità cittadine oggi è avvenuto il taglio del nastro della nuova struttura ospedaliera parmigiano. Una realtà innovativa che avrà al centro il benessere, non solo fisico, ma anche psicologico, del bambino e della famiglia grazie all'elevata umanizzazione degli ambienti, le attività ludiche ed educative con spazi specifici, l'accoglienza della famiglia, gli arredamenti che richiamano un'ambientazione familiare e domestica il tutto in un percorso di cura supportato da dotazioni tecnologiche di ultima generazione.

L'Ospedale dei Bambini di Parma è frutto di un eccezionale accordo tra soggetti privati ed enti pubblici. L'opera, costata in tutto 34 milioni di euro, ha visto infatti il contributo di 8,5 milioni di euro dal gruppo Barilla, 7,5 da Fondazione Cariparma e 2 da impresa Pizzarotti. A 16 milioni ammonta invece il contributo pubblico fra azienda ospedaliero-universitaria, stato e regione.

"Non è cosa facile in questi tempi inaugurare un ospedale ma ultimamente mi sta capitando, anche con una certa frequenza, e questo vuol dire che bisogna mettere nel conto anche le cose buone che ci sono nel nostro paese e nel nostro mondo della salute - ha commentato il ministro della salute Renato Balduzzi - Questa poi una occasione speciale perché si inaugura un ospedale pediatrico quindi tocca un settore molto importante e su cui stiamo facendo tante cose".

"Proprio questa settimana abbiamo presentato un quaderno al ministero della salute sull'appropriatezza pediatrica - ha aggiunto il ministro - Sta poi per concludersi un tavolo di indirizzo per migliorare la pediatria che è già una bella realtà ma che può essere ancora migliorata nel nostro paese". Il nuovo padiglione 'Barilla' è anche la conferma, ha sottolineato il presidente della regione Emilia-Romagna Vasco Errani "del grande impegno che come regione abbiamo preso alcuni anni fa e con coerenza stiamo portando avanti. A Parma stiamo facendo i maggiori investimenti a livello regionale. Era giusto farlo perché stiamo realizzando un polo ospedaliero di valenza regionale e sovraregionale".

"In un luogo nuovo come questo si concentreranno competenze cliniche di eccellenza assistenziali che mettono insieme le loro forze e quindi danno un segno di riferimento che va oltre il territorio provinciale e regionale - ha aggiunto l'assessore regionale alle politiche per la salute Carlo Lusenti - Questo polo avrà una valenza fondamentale per tutto il nord del nostro paese".

FONTE: ViaEmilianet.it
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