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05 giugno, 2013

Arriva sull'App Store "SIMG Cancer Pain", per aiutare i medici nella gestione del dolore oncologico

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Sara' disponibile dal 3 giugno sull'App Store "SIMG Cancer Pain", un'applicazione realizzata dalla Societa' Italiana di Medicina Generale (SIMG) e sponsorizzata da Teva Italia, azienda da sempre impegnata nel rendere accessibili cure di alta qualita' attraverso lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione sia di farmaci equivalenti sia di farmaci innovativi, specialita' farmaceutiche e principi attivi. Lo strumento, completamente gratuito, guida il medico di Medicina Generale attraverso un percorso esemplificativo di passaggi raccomandati nella terapia di pazienti con "BreakThrough cancer Pain" (BTcP) e rappresenta, dunque, un valido alleato sia per la diagnosi sia per la terapia.

''Il nostro obiettivo'' spiega il dottor Pierangelo Lora Aprile, responsabile dell'Area Cure Palliative e Terapia del dolore della SIMG ''e' di consegnare ai medici di famiglia - che non annoverano con frequenza tra i propri pazienti i malati oncologici con BTcP - uno strumento utile sia nell'identificazione del dolore oncologico sia nel management della terapia''. Evidenzia, poi, Lora Aprile: ''e' essenziale che il Medico di Medicina Generale sia in grado di dare il via a una cura a base di oppiacei, eventualmente di cambiarla e di definire quella dose di salvataggio che permette ai pazienti di gestire il dolore in maniera autonoma''.

''Si tratta di un'applicazione universale assolutamente innovativa per il settore medico'', aggiunge Renato Vellucci, dirigente medico dell'Unita' di Cure Palliative e Terapia del Dolore dell'Ospedale Careggi e membro della Commissione ministeriale per l'applicazione della Legge 38. ''Abbiamo di fronte a noi uno strumento semplice e intuitivo che riepiloga le esperienze cliniche oggi disponibili e consente al Medico di Medicina Generale di prendere confidenza con il BTcP''.

''Si tratta di un progetto in cui abbiamo immediatamente creduto'', sottolinea Marco Agostini, Marketing Manager B.U.

Generics di Teva Italia. ''La nostra azienda e' da sempre impegnata a mettere le esigenze del paziente al centro di tutte le sue attivita'. Il dolore episodico intenso deve essere gestito e monitorato non solamente dagli specialisti, ma anche dai Medici di Medicina Generale che rappresentano per i pazienti un punto di riferimento estremamente importante''.

SIMG Cancer Paine' al momento disponibile per iPhone e iPad, ma sara' presto adattata anche al sistema Android e ai personal computer con sistema Windows. Per effettuare il download basta accedere all'App Store e digitare nel motore di ricerca ''SIMG Cancer Pain''.

FONTE: Asca
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20 dicembre, 2012

L'epidurale in partoriente da oggi sempre gratuita: è stata inserita nei "livelli minimi di assistenza"

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L’epidurale per il parto indolore sarà garantita in Italia a tutte le donne. Senza più differenze fra ospedale e ospedale o tra Regione e Regione. La rivoluzione dei Lea, i livelli minimi di assistenza per i cittadini, ora in fase di revisione, prevede l’inserimento di questa metodica, diffusissima in molti Paesi europei, ma che da noi non ha mai avuto vita facile. Primo, per questioni legate alla nostra cultura: il biblico «partorirai con dolore» ha condizionato molte donne, limitando in qualche modo l’accesso alla tecnica. Secondo, perché anche una certa concezione «naturalistica» del parto ha contribuito ad allontanare le partorienti da quella che è considerata, da alcuni, un’eccessiva medicalizzazione della nascita. Attualmente in Italia esiste una situazione molto variegata: ci sono ospedali dove l’epidurale è offerta gratuitamente 24 ore su 24, altri in cui è gratis di giorno e a pagamento di notte, altri che la finanziano solo per una certa quota di pazienti oppure la offrono dietro pagamento di un ticket. E comunque poco più del 15 per cento delle donne attualmente la utilizza. Da ora in avanti la situazione cambierà. L’analgesia nel parto toglie il dolore, ma la donna continua ad avvertire le contrazioni uterine, può addirittura camminare (non per niente da noi si parla di walking anestesia) e può vivere pienamente l’esperienza del travaglio e del parto. La tecnica è sicura e gli effetti collaterali sono pochi. A un patto però: che sia eseguita da mani esperte. La sua futura diffusione richiederà un aumento degli operatori che la praticano e implica fin da ora la necessità che il personale sia adeguatamente formato. E che i protocolli di intervento, oggi diversi da ospedale a ospedale, siano resi omogenei.

L’anestesia epidurale o peridurale è una modalità di anestesia loco-regionale che prevede la somministrazione di farmaci anestetici attraverso un catetere posizionato nello spazio epidurale. Lo spazio epidurale è una zona di pochi millimetri di spessore (da 3 a 6), compresa tra legamento giallo e dura madre, che si estende per tutta l’estensione della colonna vertebrale. L'anestesia si definisce loco-regionale poiché sono anestetizzate ampie parti del corpo (per es. un arto, un distretto toracico o addominale, anche in profondità), mentre con l’anestesia locale si blocca il dolore solo in una zona limitata e superficiale.

La tecnica, avviata dallo spagnolo Fidel Pagés, fu introdotta in Italia dal Prof. Achille Mario Dogliotti, chirurgo e antesignano della Scuola Italiana di Anestesiologia, che il 18 aprile 1931 pubblicò nel Bollettino della Società Piemontese di Chirurgia (Vol.1 anno 1931) il lavoro: "Un promettente metodo di anestesia tronculare in studio: la rachianestesia peridurale segmentaria". Dogliotti descrisse con estrema precisione la tecnica di esecuzione del blocco epidurale, rimasta pressoché inalterata fino ai giorni nostri. Si potrebbe benissimo studiarla sul testo originale, dal momento che nulla è cambiato, tranne che, ovviamente, i materiali (oggigiorno monouso e biocompatibili) e i farmaci (anestetici locali, oppiacei più potenti e meno tossici).

Il blocco epidurale può essere utilizzato sia a scopo analgesico che a scopo anestetico: la differenza è data dal diverso dosaggio dei farmaci impiegati. Nel primo caso (analgesia) si impiega per l’analgesia in travaglio di parto, per l’analgesia postoperatoria e per il trattamento del dolore cronico (per lo più di origine neoplastica). Nel secondo caso (anestesia) si impiega in corso di interventi chirurgici (taglio cesareo, interventi di chirurgia toracica, addominale, vascolare, urologica, ortopedica), da solo o come coadiuvante di un’anestesia generale, realizzando la così detta anestesia integrata.

FONTE: Corriere.it e Wikipedia
AUTRICE: A. Bazzi (parte del Corriere) e Wikipedia
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17 luglio, 2008

Che cos'è la "Scrambler Therapy", una nuova terapia per il dolore

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La Scrambler Terapy consta di un sistema di neuroni artificiali in grado di trasmettere al sistema nervoso, attraverso elettrodi di superficie, l'informazione 'nessun dolore', sopprimendolo immediatamente, ed è il risultato di un brevetto depositato nel 1998 da Giuseppe Marineo, ricercatore poi diventato titolare della Delta R&D, ma divenuto di applicazione pratica grazie a Pharma Finance, dove è stato presentato nel 2007.

Due prototipi di questo sistema, promettente terapia contro il dolore cronico di tipo neuropatico, sono stati donati all'Istituto romagnolo per la cura e lo studio dei tumori a Forli', inaugurato l’11 luglio 2008, e all'ospedale San Filippo Neri di Roma.

La Scrambler Therapy risulta promettente, riuscendo a trattare anche le forme di dolore su cui non hanno effetto le comuni terapie come morfina. L'effetto analgesico è immediato, già alla prima seduta, e nei trattamenti successivi il dolore perde intensità, fino a scomparire ma è arrivata alla produzione, in una versione al momento destinata agli ospedali, solo dopo anni grazie a una triangolazione di investimenti fra Delta R&D, un fondo di investimento Usa (Cct) che privilegia le tecnologie davvero innovative e la Daeyang E&C in Corea del Sud.

Per evitare il ripetersi di casi come questo, per facilitare l'incontro tra chi ha idee e progetti e chi può realizzarli e per far restare in patria i cervelli laziali, nasce l'iniziativa della Regione e di Sviluppo Lazio il cui presidente Giancarlo Elia Valori esprime la sua soddisfazione per la donazione dei primi prototipi della Scrambler Therapy all'Irst di Forlì e al San Filippo Neri di Roma: "Questo risultato è scaturito dalla forza del convegno internazionale Pharma Finance, che ha consentito di tradurre in opportunità commerciali alcune eccellenze del biotech laziale, facendo emergere dal sommerso brevetti tecnologici di notevole interesse che, per tanto tempo, erano finiti nel dimenticatoio". E aggiunge: "Pharma Finance si è dimostrato un progetto vincente non solo per il futuro di Lazio-biotech e della ricerca nazionale, ma anche uno stimolo per rilanciare l'indotto economico-produttivo".

Secondo il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo, "In questo campo l’azione del sistema sanitario regionale del Lazio. L’adozione da parte dell’ospedale di Forlì conferma la bontà delle scelta e dell’attenzione rivolta ad una patologia di sempre più larga diffusione, come pure della positività dell’azione regionale a supporto del settore della bioscienza elemento propulsivo dell’economia laziale".

Secondo il direttore di Sviluppo Lazio, Gianluca Lo Presti, questo sarebbe "un esempio di istituzione pubblica che svolge il suo ruolo, sostenere chi ha progetti validi mettendoli in contatto, grazie a iniziative come Pharma Finance, con investitori italiani, europei e americani. Marineo ha finalmente trovato chi ha scommesso sul suo progetto e ha messo i fondi. Poi e' arrivata l'azienda che in 5 mesi ha prodotto il macchinario".

FONTE: Molecularlab.it => http://www.molecularlab.it/news/view.asp?n=6172
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