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AFORISMA DEL GIORNO

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23 dicembre, 2014

Dal ministero è pronta la revisione dei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza), novità per celiachia e endometriosi

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E’ praticamente pronta la revisione dei Livelli essenziali di assistenza (Lea), ossia le prestazioni che il Servizio sanitario nazionale deve garantire ai cittadini. «Ho chiesto di avere il testo sul mio tavolo per il 29 dicembre», ha detto il ministro della Salute Beatrice Lorenzin. Ad entrare per la prima volta nell’elenco dei Lea, spiega il ministro, ci saranno l’adroterapia oncologica, la fecondazione eterologa che si affianca all’omologa, l’endometriosi, la Bpco e le indagini per la celiachia.

Il tavolo sui Lea, a cui siedono ministero della Salute, Agenas e Regioni, ha praticamente concluso i lavori dopo circa 9 mesi e il testo è ormai pronto per il varo del Decreto del presidente del consiglio dei ministri, anche se ci sarà una «coda» necessaria per la relazione tecnica, prevista a gennaio. «La revisione è dunque arrivata al traguardo - ha ribadito Lorenzin - E’ stato un lavoro complesso, ma alla fine abbiamo portato a casa un buon risultato. Era un aggiornamento atteso da 14 anni».

Il Dpcm che renderà effettiva la revisione contiene diversi capitoli: il nomenclatore, specialistico e protesico; l’aggiornamento delle malattie rare e croniche; l’aggiornamento del protocollo della gravidanza; la caratterizzazione dell’area socio sanitaria. Tra le nuove patologie elencate nei Lea «rivisti» ci saranno sicuramente l’osteomielite cronica, la sindrome di Dravet, la sindrome di Lynch, il melanoma cutaneo familiare, la Men 1 e Men 2.

FONTE: Corriere.it
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22 maggio, 2011

Novak "Nole" Djokovic, dalla celiachia al primo posto del ranking tennistico

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C’è un piccolo segreto nella carriera di Novak Djokovic, 23enne di Belgrado, numero uno in pectore del tennis mondiale. Prima di battere Rafa Nadal quattro volte di fila a Indian Wells, Miami, Madrid e Roma e prima d’incantare il mondo con un tennis d’intensità inaudita, ha vinto il match più importante della sua carriera a tavola. Contro l’intolleranza al glutine. Da qui è partita la scalata al trono della racchetta che potrebbe concretizzarsi proprio al Roland Garros di Parigi.

La nuova vita del campione serbo comincia nei quarti di finale degli Australian Open del 2010 dove gioca contro il francese Tsonga. Sopra due set a uno, è stroncato dai dolori di stomaco. Esce dal campo per andare a vomitare in bagno. Torna e le forze l’hanno ormai abbandonato. Perde malamente al quinto. Quel giorno Nole, come viene comunemente chiamato, capisce che c’è qualcosa da aggiustare nel proprio fisico. E’ numero tre del ranking: il braccio non si discute, figurarsi il talento. Serve però più potenza e resistenza per combattere ad armi pari con Federer e soprattutto Nadal. Individua il problema (celiachia) e chiama accanto a se un nutrizionista, Igor Cetojevic. Che cancella pane e pasta tradizionali e prepara una dieta tutta integrale dove soia e pollo al vapore sono elementi indispensabili (insieme ai carboidrati sostituitivi n.d.r.). Insieme al sushi. Pianificando la logistica di ogni torneo ancor oggi la maggiore preoccupazione del suo staff è proprio quella di trovare un hotel con la cucina attrezzata per pasti in linea con la sua dieta.

E’ stato così anche a Roma. L’alimentazione è il primo tassello dell’ascesa sul quale Djokovic mette poi una mole di lavoro impressionante che lo porta a costruire dal dicembre 2010 al maggio di quest’anno una striscia di trentanove successi consecutivi su tre superfici diverse. Oggi non ce n’è per nessuno, Nadal compreso. Più vince e più si rafforza la sua convinzione di essere il migliore. La sfida al vertice con lo spagnolo la sta dominando non solo agonisticamente ma con la testa. Rafa ha dimostrato di soffrirlo, i tifosi anche al Foro Italico hanno cominciato a passare dalla sua parte. Piace quella determinazione feroce accompagnata da un po’ di spavalderia. Sembra un condottiero invincibile che brandisce la parola magica del suo Paese, inat. Significato: una cosa si può fare in modo tradizionale, oppure in un altro. Nole, come i serbi, sceglie la seconda opzione per dare qualcosa in più.


AUTORE: Gianni Valenti
FONTE: http://www.gazzetta.it/Sport_Vari/Tennis/17-05-2011/vero-segreto-novak-801231928844.shtml
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13 marzo, 2011

La sindrome di ipersensibilità al glutine: stessi sintomi della celiachia, meccanismi differenti...

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D’ora in poi tutti coloro che soffrono degli stessi sintomi della celiachia, ovvero dolore e gonfiore addominale, calo di peso, colon irritabile, emicrania, stanchezza cronica e anemia, non verranno più chiamati `falsi celiaci´ o `quasi celiaci´.

Per il loro disturbo c’è finalmente una diagnosi: gluten sensivity (GS). Si tratta di una ipersensibilità al glutine ma con marcate differenze biologiche rispetto alla celiachia,ed è un disturbo che colpisce sei volte di più della celiachia e che finora non era conosciuto dalla comunità scientifica. In Italia ne soffrirebbero 3 milioni di persone, a fronte dei circa 500mila celiaci, ovvero una stima pari al 5% della popolazione italiana. Negli Stati Uniti le persone colpite sono ben 20 milioni.

L’identificazione della gluten sensivity si deve ad un gruppo di ricercatori della School of Medicine dell’università del Maryland a Baltimora e della Seconda Università degli Studi di Napoli.

Ma la firma della scoperta è decisamente italiana. Il gruppo di ricerca americano, infatti, è coordinato da Alessio Fasano, `cervello´ fuggito a Baltimora, da anni impegnato nella ricerca sulla celiachia. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista BMC Medicine ed è destinato «ad aprire un nuovo paradigma scientifico», ha detto Fasano. «Abbiamo riscontrato che esisteva una massa critica di pazienti non celiaci con sintomi sovrapponibili a questa malattia - sottolinea Fasano - una massa di dimensioni importanti per i quali non si poteva parlare di allergia al frumento. Siamo partiti da qui, per capire il loro disturbo».

Per lo studio sono stati arruolati 42 pazienti celiaci, 26 con gluten sensivity e un gruppo di controllo. Dai dati è emerso che «esistono differenze a livello molecolare e di risposta immunitaria ma le due condizioni sono entrambe attivate dall’ingestione di glutine», precisa Fasano. «Nella celiachia si attiva un meccanismo autoimmune condizionato da una risposta adattativa del sistema immunitario - aggiunge Fasano -. Anche nella GS c’è un meccanismo genetico che però riguarda il sistema immunitario innato, senza interessamento della funzione della barriera intestinale, dove si riscontrano segni di infiammazione ma non di danno, come avviene nella celiachia». Sia i celiaci che i pazienti con GS trovano sollievo eliminando il glutine dalla dieta.

Il prossimo passo della ricerca sarà individuare marker specifici per la GS, come esistono per la celiachia. Grazie a questa ricerca, pazienti che fino ad ora ricevevano diagnosi errate di disturbo funzionale o colon irritabile oppure l’effetto benefico ottenuto eliminando il glutine veniva etichettato come placebo, oggi avranno una diagnosi. «Si farà chiarezza sugli effetti del glutine nei bambini autistici - afferma Fasano - e nella schizofrenia».

L’ipotesi è che nelle persone con autismo vi sia un difetto della permeabilità intestinale per il quale entrerebbero in circolo sostanze tossiche e il primo imputato è il glutine, «ma l’incidenza della celiachia in questi soggetti è del 2% - dichiara Fasano - mentre l’ipersensibilità al glutine arriva al 17-18%». Analoga considerazione vale per i soggetti schizofrenici. «Il 20-22% dei casi presenta segni che possono far sospettare una sensibilità al glutine», aggiunge. Del resto,«il glutine è una molecola tossica - conclude Fasano - è l’unica proteina alimentare che non si digerisce completamente. E negli ultimi 100-150 anni il grano per la produzione alimentare è stato arricchito di glutine».

Fonte: Ansa Salute
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01 novembre, 2010

Celiachia: ulteriori passi avanti nella comprensione dei suoi meccanismi di comparsa

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Sulla rivista Science Translational Medicine è stata pubblicata una ricerca, effettuata da un gruppo di ricercatori australiani e britannici, che ha permesso di individuare le proteine responsabili della celiachia. La celiachia è un'intolleranza immuno-mediata al glutine, proteina presente nell'orzo, segale e frumento e grazie a questa importante scoperta è stato possibile creare un nuovo vaccino che permetterà di diminuire gli effetti collaterali dell'intolleranza. Gli studiosi hanno preso in esame 200 pazienti, hanno fatto mangiare loro pane, orzo bollito e focacce di segale e dopo sei giorni hanno effettuato delle analisi del sangue per controllare come si stava comportando il loro sistema immunitario. Si è visto così che l'organismo dei pazienti ha considerato tossici 90 dei 2700 frammenti della proteina del glutine; tre dei 90 frammenti sono stati ritenuti altamente tossici, "i tre componenti che formano la maggior parte della risposta immunitaria al glutine" ha dichiarato Bob Anderson, ricercatore di Melbourne. Il vaccino, di futuro impiego, è stato prodotto da una società biotech di Melbourne, la Nexpep.

Fonte: Molecularlab.it
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26 luglio, 2008

Italia, celiachia ed allergie alimentari in continuo aumento

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Dopo il caso del bambino austriaco di 8 anni, morto mentre si trovava in vacanza, e l'ultima tragedia di Emanuela, la bimba celiaca di 10 anni deceduta in una colonia estiva ad Arborea, ci si chiede se ci sia un aumento di casi di shock anafilattico, come afferma SaluteEuropa. La bambina si sarebbe sentita male verso l'ora di cena, dopo aver mangiato un gelato appositamente preparato per lei senza glutine. Un banale mal di pancia che si è trasformato in una crisi respiratoria.Una tragedia che si spera venga chiarita dall'autopsia: Cosa ha provocato lo shock anafilattico e la crisi respiratoria? Forse una congestione? Emanuela ha mangiato qualcos'altro? La bambina soffriva anche di asma, ma il giudizio unanime degli esperti è che di certo non è stata la celiachia ad ucciderla.
Il morbo celiaco, ne aveva parlato in modo approfondito Luigi Gallo di Protonutrizione, non è un'allergia ma una reazione autoimmunitaria capace di danneggiare la mucosa dell'intestino. Se il paziente ingerisce accidentalmente del glutine, al massimo può essere colpito da disturbi temporanei, come dolori addominali, vomito e diarrea ma non si manifesta con insufficenza respiratoria. Forse la bambina era allergica a qualche altra sostanza? Celiachia e allergia possono essere abbinate e in quel caso diventare molto pericolose.
Leggiamo sul sito dell'AIC, l'Associazione Italiana Celiachia che in Italia c'è un incremento del 10% dei celiaci ogni anno, ed aumentano anche i disturbi allergici legati all'alimenazione. Oggi il 40% dei bambini sono sensibili a certi cibi.Molto dipende da prodotti sempre meno naturali frutto di manipolazioni, più complessi, infatti si parla oggi del fenomeno degli allergeni occulti. Cosa significa? Sono allergeni in alimenti apparentemente non correlati al cibo verso cui è presente allergia. Ad esempio le guarnizioni di dolci con gelatina di pesce (Corriere.it).
Un recente passo avanti per la prevenzione delle reazioni anafilattiche, continua Corriere.it, è stato fatto con una nuova normativa Europea che ha recentemente stabilito norme per l'etichettatura più attenta degli alimenti:su tutti gli alimenti prodotti in Europa deve obbligatoriamente essere dichiarato ogni ingrediente che superi il 2% in peso del prodotto finito. E' comunque dura la vita per i celiaci in Italia dove con la dieta mediterranea regnano pane pasta e pizza. Anche se l'aumento del morbo ha incentivato la ricerca, l’unica cura, per ora, resta la dieta e sul web i celiaci si scambiano ottime ricette e consigli utili.

AUTORE: Valentina, Blogosfere staff

FONTE: http://scienzaesalute.blogosfere.it/
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24 luglio, 2008

Muore bimba celiaca di 10 anni, stroncata da attacco respiratorio acuto

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Una bambina celiaca di 10 anni, di Villacidro (Medio Campidano), che stava trascorrendo le vacanze in una colonia estiva ad Arborea (Oristano) è morta ieri notte in Sardegna. In un primo momento si è ritenuto che il decesso potesse essere avvenuto per colpa di un gelato, ma i responsabili della colonia, che conoscevano da anni la bimba, le davano solo cibi privi di glutine e anche il gelato era del tipo realizzato per i celiaci. Inoltre la piccola lo aveva mangiato a merenda, quindi diverse ore prima del malore. E' quasi certa quindi l'esclusione della somministrazione di un cibo sbagliato, il gelato appunto, come motivo della scomparsa.

Gli esperti sottolineano anche che la celiachia non può portare alla morte. "Se il paziente ingerisce accidentalmente del glutine - spiega Umberto Volta, gastroenterologo del centro per celiaci del policlinico Sant'Orsola di Bologna - al massimo può essere colpito da disturbi temporanei, come dolori addominali, vomito e diarrea, che di solito spariscono dopo pochi giorni". In Italia i malati di celachia, patologia che negli ultimi anni ha avuto un aumento dei casi registrati del 10%, sono circa mezzo milione di cui almeno 2/3 sono "celiaci oscuri", cioè con dei disturbi legati al consumo di glutine (mal di pancia, addome gonfio, astenia e remissione di cibo) che spesso sono intermittenti e non vengono diagnosticati. E' una patologia che colpisce prevalentemente in bambini ma negli ultimi anni sono stati numerosi i casi si celachia comparsa in età adulta.

Ieri sera la bambina non aveva cenato, ma ha chiesto solo di poter consumare una bevanda calda. Il malore però è stato fulminante e il dramma si è consumato rapidamente: a nulla è servita la disperata corsa verso la guardia medica. La bambina era arrivata da qualche giorno nella marina di Arborea per trascorrere una vacanza con altri coetanei, come faceva ormai da tre anni.

La piccola è stata accompagnata alla guardia medica e il medico, resosi conto della gravità della situazione, ha chiesto l'intervento di un'ambulanza del 118. Ma quando quando il mezzo è arrivato la bimba era già morta. Il magistrato di turno, su segnalazione dei carabinieri, ha ordinato l'autopsia che verrà eseguita domani mattina.

Dalle prime indagini, è emerso che la piccola soffriva non soltanto di celiachia, ma anche d'asma, e che nelle ultime ore aveva lamentato difficoltà di respirazione. Sarebbe stato quindi un attacco respiratorio acuto a causarne la morte, ma per le certezze sarà necessario attendere poche settimane.

Il sindaco di Villacidro ha dichiarato che la comunità, appresa la notizia, è sconvolta per la scomparsa della bimba, figlia di una famiglia molto conosciuta nel paese, e sono vicini al dolore dei parenti per questa tragica fatalità.
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18 luglio, 2008

Celiachia: sufficiente una dieta priva di glutine per guarire le ossa di un bambino celiaco

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Chi soffre di celiachia (intolleranza al glutine) va spesso incontro ad alterazioni nel metabolismo del calcio (Ca 2+) che possono causare osteopenia, cioè una riduzione della massa ossea dovuta a squilibri nell’assorbimento di questo minerale, fino a sfociare in osteoporosi (in una percentuale di casi che va dal 35-85%). Il fenomeno interessa soprattutto i casi di celiachia diagnosticati tardivamente in età adulta, ma può manifestarsi anche nei bambini. Per riconoscere le alterazioni del metabolismo del calcio e della mineralizzazione ossea si eseguono esami sia ematologici che radiologici come la Densitometria Ossea (DEXA).

Tali esami - che forniscono un’indicazione sullo stato di salute delle ossa prima dell’inizio della terapia con la dieta senza glutine e che servono a monitorarne l’andamento nel tempo una volta che la dietoterapia sia stata instaurata - sono oggi consigliati anche in pediatria. Ma sono veramente necessari, nel bambino celiaco? La risposta è no. E viene da una ricerca della Clinica Pediatrica dell’Università di Trieste presso l’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico materno-infantile Burlo Garofolo - Ospedale di alta specializzazione e di rilievo nazionale per la salute della donna e del bambino – appena pubblicata dalla rivista The Journal of Pediatrics.

Con questo studio l’equipe guidata da Alessandro Ventura, Direttore della Clinica Pediatrica, ha confermato che una percentuale rilevante di bambini celiaci presenta effettivamente alterazioni misurabili del metabolismo del calcio e della mineralizzazione ossea al momento della diagnosi. Nel contempo, ha anche dimostrato che se il bambino celiaco segue rigorosamente una dieta priva di glutine, tutte le alterazioni metaboliche e della mineralizzazione ossea riscontrate si normalizzano nel giro di 6-12 mesi. Tale indicazione, auspicano i ricercatori, potrà essere d’aiuto soprattutto ai pediatri evitando la prescrizione di esami non necessari, e consentendo loro di focalizzarsi piuttosto sull’osservanza della dieta da parte del bambino.

Cinquantaquattro bambini celiaci (fra cui alcuni asintomatici, ma diagnosticati celiaci nel corso di uno screening separato) e 60 bambini sani sono stati selezionati dall’equipe medica del Burlo Garofolo con l’obiettivo di monitorare nel tempo le condizioni del loro tessuto osseo. Tra i parametri metabolici indagati figurano il dosaggio del calcio, del fosforo, dell’ormone paratiroideo (PTH) e altri marcatori di attività ossea.

“Fino a poco tempo fa – spiega la dott.ssa Grazia di Leo, del Servizio di Gastroenterologia della Clinica Pediatrica del BG – non era del tutto chiaro se i disturbi del metabolismo osseo del bambino celiaco fossero presenti nei soggetti celiaci già in età pediatrica, né se la durata dell’esposizione al glutine avesse importanza o quale fosse il ruolo effettivo della
dieta senza glutine nel risolvere il problema. Così abbiamo deciso di controllare nel tempo (dopo 6-12 mesi di dieta senza glutine) tutti i bambini celiaci entrati nello studio, ai quali erano state riscontrate alterazioni del metabolismo e della mineralizzazione ossea, prendendo in esame gli indicatori di salute dell’osso. Al termine dei primi sei mesi di osservazione, abbiamo constatato che la sola dieta priva di glutine bastava a riportare alla normalità le ossa dei bambini celiaci”.

La cattiva mineralizzazione dell’osso dei soggetti celiaci ha fondamentalmente due cause: da un lato la difficoltà ad assorbire gli alimenti, che coinvolge e compromette anche l’assorbimento della vitamina D e del Calcio. Dall’altro, la presenza di uno stato infiammatorio cronico, locale o sistemico, che aggrava il quadro clinico generale. Se nell’individuo adulto è risaputo che la sola dieta non è sempre sufficiente a far regredire il danno osseo, nel bambino, come dimostra lo studio del Burlo, l’osservanza rigorosa delle norme alimentari per celiaci può risolvere il problema in tempi relativamente brevi.

“Lo studio che abbiamo portato a termine nel nostro Istituto – precisa Alessandro Ventura, Direttore della Clinica Pediatrica - è il primo studio sistematico sul metabolismo del calcio in età infantile. Da esso abbiamo tratto un insegnamento fondamentale: è vero che la celiachia danneggia l’osso ma, soprattutto in età pediatrica, non serve monitorare l’evoluzione del danno a questo tessuto con esami specifici quali, per esempio, la DEXA.

Molto più produttivo è concentrare la propria attenzione sul fatto che il bambino osservi con regolarità e attenzione una dieta priva di glutine; in questo il ruolo dei pediatri può rivelarsi determinante. Così facendo, oltre a un risparmio di circa 120€/bambino (questo il costo complessivo degli esami), si attua anche una sorta di intervento preventivo e di ecologia ambientale evitando di sottoporre organismi in crescita a dosi, per quanto contenute, di radiazioni, come quelle emesse nel corso della densitometria”.

FONTE: Saluteeuropa.it => http://www.saluteeuropa.it
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27 giugno, 2008

Celiachia, promettente ricerca su un fattore di protezione

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Una sostanza contenuta nel grano duro potrebbe aiutare ad 'attenuare o abolire' gli effetti tossici dovuti alla celiachia. E' quanto emerge da una ricerca in corso nel dipartimento di Sanita' pubblica veterinaria e sicurezza alimentare dell'Istituto Superiore di Sanita' (Iss). 'Gli studi stanno andando avanti e sono promettenti', ha detto il presidente dell'Iss, Enrico Garaci, a margine di un incontro sulla pediatria.

FONTE: ANSA.IT
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SENTIERI DELLA MEDICINA

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