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AFORISMA DEL GIORNO

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01 luglio, 2019

SSM 2019, domani il concorso per i medici aspiranti specialisti, ondata di polemiche social per mancati pagamenti e mancata trasparenza...

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Si svolgerà domani in tutta Italia il concorso per medici per l'accesso alle Scuole di Specializzazione nelle aree cliniche, chirurgiche e dei servizi. Un concorso estremamente impegnativo e che ha storicamente creato molte polemiche sia sul numero di posti finanziati che sulle cronache del suo svolgimento. Dopo aver ripetutamente rivoluzionato le modalità, talvolta anche con scelte improvvise e impopolari (es. SSM 2017, abbandono delle domande “dirette”  e passaggio alle domande concatenate su casi clinici preimpostati, un passaggio repentino che favorì non poco gli iscritti a scuole private di preparazione che impostavano già da mesi le simulazioni proprio su casi clinici), quest’anno il Ministero e il Miur pare abbiano deciso di confermare le precedenti modalità di svolgimento (240 domande su casi clinici in 210 minuti) e la distribuzione in una "graduatoria unica nazionale con scelte a scaglioni", proprio per non rivoluzionare ulteriormente il panorama e smorzare così da subito le polemiche. Purtroppo, sebbene quest'anno la data sia stata scelta in anticipo di quasi due settimane rispetto allo scorso anno, il Miur e il Ministero sembrano aver commesso una serie di errori nell’emanazione del bando, una “mancanza di trasparenza” che ha innervosito non poco i medici partecipanti e le associazioni che li rappresentano.

Riassumendo brevemente i punti che hanno creato polemica sui social, scopriamo che:  
            
      1) Non si conosce il numero preciso di borse in concorso. Sebbene dovrebbe essere confermato il tanto decantato aumento da 6000 a circa 8000, non si conosce il numero esatto di borse finanziate, nè quanti fondi siano stati recuperati dalle borse andate perdute per rinuncia nei precedenti concorsi. Idem per le borse regionali, tanto che alcune regioni avrebbero espresso criticità sulla possibilità di confermare lo stanziamento economico proprio a causa dei ritardi burocratici in atto. Purtroppo non cambia nulla anche per i famigerati posti "riservati", spesso frutto di controversie e strani privilegi.  Come da tradizione, non si conosce neppure il numero complessivo di partecipanti.

2) Non si conosce la composizione delle griglie dei posti messi a disposizione per gli eventuali vincitori. A causa dei ritardi nel completamento del processo di accreditamento (cioè sostanzialmente la verifica del rispetto dei criteri di qualità che una determinata struttura ospedaliera deve avere al fine di permettere l'ottenimento di una corretta formazione ai propri medici specializzandi per quella specifica area), molti medici stanno concorrendo pur non sapendo quanti posti per una determinata specializzazione saranno disponibili nell'ospedale della propria città o addirittura se la specifica materia verrà confermata o meno. Un esempio che facilita la comprensione del problema: medici di una città X potrebbero concorrere per vincere un posto da specializzando in Ginecologia e scoprire che nell'azienda ospedaliera della propria città non è più disponibile alcun posto di specializzazione in Ginecologia proprio a causa del mancato accreditamento (perché, per esempio, non c'è un reparto o una sala parto adeguata agli standard richiesti), forzando cosi una migrazione "all'ultimo minuto" (le scelte di sede sono fatte per scaglioni e in pochi giorni) presso altra sede o la scelta di altri indirizzi. In tempi di social molto viene lasciato al fato: così in una pagina Facebook di una associazione sono stati pubblicati una serie di immagini relative a griglie di distribuzione di borse e che dovrebbero in teoria dare qualche orientamento in più ai concorrenti, ma i dati di tali griglie sono ovviamente non ufficiali: non si sa né come siano state ottenute, né quanto queste siano lontane o vicine al vero.

3) A causa di un cavillo del bando legato proprio alla mancata pubblicazione dell’integrazione sulla distribuzione dei posti in palio, molti medici domani concorreranno alla prova pur non avendo pagato la tassa di iscrizione al concorso (100 euro), necessaria in teoria per creare fondi che possano finanziare il concorso stesso. Questo significa che un medico X potrebbe concorrere, scoprire il risultato alla fine della prova, e decidere se ratificare o meno il pagamento sulla base del risultato conseguito. Un errore enorme da parte del Ministero nonché un'evidente ingiustizia per tutti coloro che hanno invece pagato regolarmente ed entro i termini dell’esecuzione del concorso la dovuta tassa.

4) Dopo le polemiche dello scorso anno non si sa nulla in merito all’aver irrobustito o meno i controlli per impedire eventuali copie o collaborazioni fra concorrenti, per esempio rendendo più distanziati i computer ed evidenti i divisori fra computer, spesso del tutto assenti in molte sedi.

Probabilmente questi problemi verranno “sanati” già il giorno dopo il concorso, resta tuttavia il rammarico per una serie di errori in un ambito, quello dei medici in formazione, già di per sé ampiamente problematico.  E’ nota a tutti la carenza di medici e la necessità di colmare quel “imbuto formativo” che sta, da un lato, strangolando la qualità del servizio sanitario pubblico in Italia, e dall’altro lato, creando profitti alle scuole private di preparazione pre-concorsi. Un quadro di carenza cronica che è, molto probabilmente, destinato a peggiorare nei prossimi anni.
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17 maggio, 2018

Concorso di Specializzazione medica 2018, pubblicato il bando: si svolgerà il 17 luglio

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È stato pubblicato oggi il bando per l’ammissione alle Scuole di specializzazione di area sanitaria per l’anno accademico 2017/2018. Il testo è disponibile sul sito del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, su www.universitaly.it. La prova nazionale si terrà il prossimo 17 luglio. I contratti di formazione medica specialistica finanziati con risorse statali per il 2017/2018 sono 6.200 (erano 6.105 l’anno scorso). A questi andranno aggiunti i posti finanziati con risorse regionali, con risorse di altri enti pubblici e/o privati, i posti riservati alle categorie previste dal decreto legislativo 368/1999.

Con un successivo provvedimento, integrativo del bando emanato oggi, saranno indicati, una volta definito il fabbisogno dei medici specialistici per il triennio 2017/2020, i posti disponibili per ciascuna Scuola di specializzazione attivata. Per la definizione del fabbisogno è infatti necessario acquisire l’accordo della Conferenza Stato-Regioni, che non è ancora stato raggiunto in quanto nella seduta dello scorso 10 maggio le Regioni hanno chiesto il rinvio su questo punto. Il MIUR, in base al regolamento 130 del 2017, è comunque tenuto ad adottare a pubblicare il bando per l’accesso nelle Scuole di specializzazione entro il 31 maggio di ciascun anno.

Nel frattempo, a partire da venerdì 25 maggio 2018 sarà possibile effettuare le operazioni di iscrizione al concorso del 17 luglio, esclusivamente on line, accedendo al portale www.universitaly.it. La prima parte della procedura di iscrizione si chiuderà alle ore 15.00 di martedì 5 giugno 2018. Sarà poi possibile perfezionare il pagamento del relativo bollettino fino a una settimana dopo la pubblicazione del decreto integrativo contenente la suddivisione dei posti per scuola. Così come, sempre successivamente alla pubblicazione del decreto integrativo, le candidate e i canditati che vogliono concorrere per i posti finanziati con contratti aggiuntivi regionali o di altri enti che prevedono requisiti ad hoc dovranno attestarne il possesso. A questo scopo sarà aperta un’apposita finestra di dialogo nell’area della domanda di concorso.

La prova d’esame si svolge in modalità informatica, è la stessa su tutto il territorio nazionale e consiste in una prova scritta che prevede la soluzione, in un tempo di 3 ore e 30 minuti, di 140 quesiti a risposta multipla, ciascuno con cinque possibili risposte. I quesiti riguardano argomenti caratterizzanti il Corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia e argomenti legati ai settori scientifico disciplinari di riferimento delle diverse tipologie di scuola.

Per lo svolgimento della prova, candidate e candidati avranno a disposizione computer non connessi a internet, sui quali sarà possibile operare esclusivamente attraverso un mouse, con una procedura di autenticazione che renderà lo svolgimento attribuibile unicamente alla candidata o al candidato.

Il punteggio complessivo attribuito a ciascuna candidata e a ciascun candidato (massimo 147 punti) è stabilito in relazione alla somma del punteggio attribuito ai titoli (massimo 7 punti) e al punteggio conseguito nella prova (massimo 140 punti). Il punteggio relativo ai titoli si compone di: voto di laurea (massimo 2 punti), curriculum (massimo 3 punti), altri titoli (massimo 2 punti).

COSA PREVEDE IL BANDO

- 6200 posti statali , suscettibili si integrazione, da sommarsi ai posti regionali.

- Iscrizione al concorso dal 25 maggio al 5 giugno, per partecipare bisogna essere laureati in Medicina

- Presa di servizio il 1 novembre

-Concorso 17 luglio, 140 domande a risposta multipla, punteggio CV invariato


-Tutti i candidati sono ammessi con riserva al concorso, l'ateneo all'atto della presa di servizio deve verificare l'abilitazione alla professione


-Il 19 luglio si saprà il calendario degli scaglioni


- Uscita graduatoria 23 luglio, con primo scaglione


-Si possono scegliere 3 tipologia di scuole


FONTE: Miur
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10 maggio, 2018

Concorso Specializzazione 2018, pubblicati i dati dell'accordo annuale Stato-Regioni sul fabbisogno di medici specialisti per il triennio 2017-2020

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Sono 8.569 per il 2017-2018, 8523 per il 2018-2019 e 8.604 per il 2019-2020 i posti disponibili tra quelli messi a bando dal Governo e quelli delle Regioni per la formazione dei medici specialisti.

L’Accordo, all’ordine del giorno della Stato-Regioni di oggi, 10 maggio, prevede nelle tabelle allegate il numero di posti per ogni specialità e per ogni Regione nei tre periodi considerati.

In generale il fabbisogno è suddiviso in tre aree: chirurgia, dei servizi e medicina.

In ognuno dei tre bienni il numero maggiore di posti disponibili è per l’area funzionale di medicina (rispettivamente 3.954 nel 2017-2018; 3.934 nel 2018-2019 e 3.963 nel 2019-2020), mentre il minore è per l’area funzionale di chirurgia (nei tre bienni 1.968; 1.962; 1.987).

Complessivamente però il maggior fabbisogno previsto è, nell’area dei servizi, Anestesia e rianimazione, terapia intensiva e del dolore, sempre sopra gli 855 posti, seguita per il primo e terzo biennio sempre nell’area dei servizi dalla Radiodiagnostica, ma con circa la metà dei posti e nel secondo biennio, sempre con circa metà dei posti, nell’area della chirurgia da Chirurgia generale.

Il fabbisogno minore invece è nell’are di medicina per la Medicina termale (3 posti per ognuno dei tre bienni) e per la Statistica sanitaria e Biometria ancora nell’are dei servizi con 8-9 posti per ognuno dei bienni considerati.



FONTE: Quotidiano Sanità
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26 aprile, 2018

Trento, forte carenza di medici di emergenza, "ci rubiamo i medici fra Regioni" ...

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«Se invitare i medici a partecipare ai concorsi è un reato, io mi autodenuncio, perché faccio questo ogni giorno. Una realtà piccola come la nostra ha più difficoltà di Milano, Brescia, Verona a trovare professionisti. Molti vanno in pensione e sono pochi quelli sul mercato». Paolo Bordon, direttore dell’Azienda sanitaria trentina, presenta un quadro allarmante, che va oltre il «locale».

«C’è una grave carenza di medici, da noi come in molte aziende italiane. E quando non si riesce a fare arrivare a Trento ed a Rovereto medici con un contratto a tempo indeterminato vuol dire che siamo in forte difficoltà. Lo scorso anno abbiamo addirittura acquistato spazi pubblicitari, dunque pagando, sui giornali anche all’estero per cercare pediatri e ginecologici per l’ospedale di Cavalese».

Questa è la sua risposta al consigliere provinciale di M5S Filippo Degasperi in merito all’accusa del concorso «pilotato» per l’assunzione a tempo determinato di un medico al pronto soccorso di Trento (vedi articolo in basso). «Non conosco Degasperi e non ce l’ho né con lui né con la forza di cui fa parte - aggiunge Bordon - Al contrario, noi abbiamo bisogno di lui e di tutte le forze politiche perché ci aiutino in una situazione di difficoltà nazionale nel reperire professionisti».

Nel caso del concorso finito nel mirino di Degasperi, Bordon evidenzia che il medico che ha superato la selezione (il consigliere pentastellato lo aveva indicato come vincitore con una settimana di anticipo) «non è mai venuto a lavorare in azienda sanitaria».

«Era già assunto a tempo indeterminato in un ospedale importante del Veneto, era l’unico a possedere due specialità, mentre gli altri candidati erano neo specializzandi: forse non ci voleva molto a capire chi avrebbe vinto la selezione, che avveniva per titoli - spiega il dirigente - Il Veneto ci ringrazia: lo stesso medico non si è presentato neppure al concorso per il tempo indeterminato al pronto soccorso di Trento e Rovereto, con la prima prova che si è tenuta nei giorni scorsi: su dieci domande si sono presentati in sei. Altro che favorire i medici nei concorsi: non troviamo neppure i candidati. Spendo molto del mio tempo a girare, a cercare di sensibilizzare le persone a partecipare alle nostre selezioni. Siamo arrivati al punto che io ed i miei colleghi dirigenti sanitari di tutta Italia ci stiamo “rubando” i medici».

FONTE: Adige News
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07 dicembre, 2017

Quali prospettive lavorative per un medico neolaureato?

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Questo articolo vuole riassumere il panorama lavorativo attuale per un medico neolaureato e neo abilitato. L’ABILITAZIONE è infatti una condizione fondamentale per poter accedere al mercato del lavoro. Attualmente, il percorso di abilitazione è composto da tre mesi di tirocinio ripartiti in 1 mese in uno studio di un medico di medicina generale, 1 mese in un reparto ospedaliero appartenente all’area di medicina interna e 1 mese in un reparto appartenente all’area della medicina chirurgica. Ogni medico di riferimento esprime un giudizio finale in 30/30, per un totale di 90 punti. Al termine di questi tre mesi, vi è la prova scritta con un duplice test per un totale di 180 domande a risposta multipla, sull’area delle materie della preclinica e della clinica. L’esame viene svolto in due sessioni distinte ogni anno, in caso di fallimento della prova scritta è possibile ritentare l’esame scritto, mantenendo intatto il voto del periodo del tirocinio, nella sessione successiva. Una volta superata la difficile fase dell’abilitazione, avviene l’iscrizione all’Ordine dei Medici, dove è necessario adempiere annualmente ad una serie di costi (Iscrizione annuale all’Ordine, Quota fissa A Enpam variabile in base all’età di laurea e quota B variabile in base al reddito). La quota A va pagata indipendentemente dalla possibilità o meno di generare reddito. Non è possibile alcuna gestione previdenziale separata, pena l’esclusione dall’Ordine.

Al di là dei due concorsi nazionali (Specializzazione e Medicina Generale), le opportunità di lavoro sono poche e molto precarie. Proviamo comunque a riassumere il panorama che si trova di fronte un medico neo laureato, nella speranza che questo articolo possa rappresentare una guida per riordinare le idee. 

CONCORSO DI SPECIALIZZAZIONE: bandito una sola volta ogni anno, negli scorsi anni a Luglio mentre da quest’anno in poi si terrà a fine Novembre. Le regole del bando cambiano di anno in anno, spesso sulla base dell’influenza esercitata sia da vari “sindacati improvvisati” (cioè concorsisti che si auto-eleggono sui social come rappresentanti di tutti i restanti neolaureati concorsisti e che, come accaduto quest’anno, “manipolano” i social più conosciuti per poter trarre “consenso popolare” al fine di proporre al Miur/Ministero i cosiddetti "dossier", cioè una raccolta di modifiche per influenzare il concorso), sia dalle scuole private di preparazione (che spesso dialogano con i membri di questi “sindacati"). Attualmente, stando al bando di quest'anno, la graduatoria è nazionale e totalmente integrale. Il test è sostenuto in un unico giorno (e non più su tre giorni), al pomeriggio (e non più al mattino), con un totale di 140 domande su tutte le materie dei sei anni di medicina. Il Ministero ha imposto che non debba esistere alcuna bibliografia ufficiale su cui preparare il concorso: eventuali domande "sbagliate", cioè con risposte palesemente errate ma date come giuste dal Miur, possono essere segnalate nei giorni successivi al concorso, ma questo giusto per finalità statistiche, poichè la graduatoria non varia. Da quest’anno il test è strutturato su “casi clinici concatenati”, sullo stile del concorso spagnolo (casualmente le due più importanti scuole private italiane nascono proprio come ramo delle analoghe società spagnole). Il test si svolge da quest'anno col sistema delle “micromacrosedi”: non più sedi locali, ma 11 sedi in capoluoghi di provincia su 20 regioni. Molte regioni del centro e del sud Italia non hanno avuto alcuna sede, costringendo molti medici concorsisti al disagio di spostarsi fuori regione (es. colleghi calabresi in Campania, colleghi umbri in Toscana). Inoltre, in ogni città i concorsisti vengono ripartiti con criteri di assegnazione (apparentemente anagrafici) in un centinaio di piccole aule. La selezione delle città e del corso da frequentare da quest’anno avviene in modo “Integrale” e “a scaglioni”: ha priorità chi fa un punteggio maggiore e viene prima in graduatoria, chi appartiene ai successivi scaglioni "prende ciò che rimane". Si "vince" se si arriva entro i primi 6 mila posti di graduatoria (quest'anno, 2017, circa 15 mila partecipanti). I "vincitori" iscritti alle scuole private "pagano", con il primo stipendio, il costo finale del corso sostenuto. Durante gli anni di specializzazione è inibita la libera professione, mentre sono consentite le seguenti attività: sostituzioni di medico di medicina generale, medico di continuità assistenziale (ex guardia medica), guardia turistica, libera professione intramuraria, borse di studio per formazione all’estero. E’ inibita anche l’iscrizione contestuale a master ed altri corsi universitari; l’ultimo anno di specializzazione è consentita l’iscrizione al dottorato di ricerca. Il titolo di specialista è necessario per lavorare a tempo determinato o indeterminato all’interno degli ospedali del SSN oppure per svolgere specialistica ambulatoriale. 

CORSO DI FORMAZIONE DI MEDICINA GENERALE: corso bandito e organizzato a livello regionale, dura 3 anni e si accede per concorso. Il numero di posti varia da regione a regione, ma quasi sempre si viaggia con un rapporto posto/concorsisti di 1 a 10 (uno entra, nove stanno a casa). Durante il corso sono consentite le sostituzioni dei medici di medicina generale, la medicina di continuità assistenziale, la guardia turistica, la guardia presso strutture penitenziarie. E’ inibita la libera professione con il SSN, enti pubblici e privati e il corso di 118. L’acquisizione del diploma di formazione specifica in Medicina Generale consente l’inserimento nella graduatoria regionale di assistenza primaria di medicina generale, continuità assistenziale, emergenza sanitaria territoriale e attività programmata per i servizi territoriali. Il titolo di medico di medicina generale conferisce priorità nelle graduatorie delle ASL per le sostituzioni di continuità assistenziale (ex guardia medica) e per gli incarichi di guardia turistica, rispetto ai medici neo laureati e agli specialisti ospedalieri. Secondo l’ACN l’attestato conferisce 7,20 punti nella graduatoria regionale.

MEDICO DEL 118 A TEMPO DETERMINATO: si presta servizio sull’ambulanza e si gestiscono le emergenze direttamente sul territorio. Per diventare medico del 118 a tempo determinato bisogna accedere al corso semestrale indetto dalla ASL, con un costo medio di 1500 euro e con accesso mediante graduatoria (punteggio di medicina generale). Il corso di formazione è incompatibile con l’iscrizione a corso di medicina generale e specializzazioni ospedaliere.

MEDICO DI BORDO (per le imbarcazioni): necessaria abilitazione previo concorso. Si può sostituire il medico di bordo in qualità di medico di bordo ‘supplente’ (senza abilitazione di medico di bordo) in attesa del concorso ufficiale.

MEDICO DELL’ESERCITO: concorso del ministero della difesa. Per partecipare bisogna avere massimo 32 anni e la laurea in medicina. In caso di vittoria, si diventa tenenti dopo 6 mesi.

MEDICO DEI SERVIZI INPS: Domande di Invalidità Civile/SS3 , commissione invalidi, medicina fiscale (il lavoro consiste nell’effettuare controlli domiciliari ai lavoratori dipendenti, pubblici e privati, in stato di malattia).

MEDICO DEI SERVIZI INAIL: gestione pratiche di infortunio.

ESERCIZIO NELLA PROFESSIONE IN CONVENZIONE ASL. E’ potenzialmente (sulla carta) possibile effettuare, in convenzione, le seguenti attività:
  • MEDICINA DI CONTINUITÀ ASSISTENZIALE (EX GUARDIA MEDICA) E GUARDIA MEDICA TURISTICA: In assenza di Attestato di formazione specifica in medicina generale, il neo laureato è coinvolto soltanto in caso di carenza.
  • SOSTITUZIONI DEL MEDICO DI MEDICINA GENERALE: si può esser chiamati a sostituire il Medico generale per contatto diretto di quest’ultimo oppure mediante iscrizione ad una graduatoria.
  • MEDICO PENITENZIARIO: assistenza nelle carceri.

ESERCIZIO DELLA LIBERA PROFESSIONE

E’ potenzialmente (sulla carta) possibile effettuare, in attività privata e con regime a partita IVA, le attività di seguito elencate. Quasi sempre i pochi incarichi vengono ottenuti con offerte su siti specifici (es. Doctorworks) o con annunci su Facebook. Guadagno ed equipaggiamento richiesto sono molto variabili.
  • ATTIVITÀ DI CONSULENZA CON ENTI PUBBLICI E PRIVATI: case di cura private, istituti termali, centri benessere, aziende farmaceutiche, tribunali (CTU)
  • MEDICO ADDETTO AI PRELIEVI presso laboratori privati e associazioni.
  • ASSISTENZA SANITARIA DURANTE EVENTI SPORTIVI
  • MEDICO ACCOMPAGNATORE DURANTE VACANZE STUDIO di gruppi di studenti.
  • INSEGNANTE PRESSO ISTITUTI DI FORMAZIONE: ecco alcuni esempi: Corsi per OSS, scuole per estetiste ed acconciatori, corso di ottica ed optometria, scuola di osteopatia, corsi di pronto soccorso-emergenze per le scuole, le aziende e gli addetti ai lavori.

OFFERTE DI LAVORO ALL’ESTERO. A causa della controversa organizzazione dei concorsi (pochissimi posti per migliaia di candidati) e conoscendo bene una lingua straniera, l’opzione di emigrare all’estero è diventata una delle prospettive più concrete per i neolaureati italiani al fine di poter riuscire a “formarsi”. Esistono agenzie che organizzano programmi per importare in altri paesi professionisti laureati, spesso è affidata a loro la cura degli aspetti organizzativi di base. Successivamente al riconoscimento/omologazione del titolo con eventuale esame di stato è possibile cercare lavoro e specializzarsi negli altri stati dell’Unione Europea e non. Tuttavia a causa della Brexit e dell’irrigidimento delle regole in altre nazioni (es. Germania), rispetto agli scorsi anni è diventato molto più complicato riuscire ad emigrare, con molti medici costretti a “tornare indietro” per l’assenza dei sufficienti criteri/punteggi per restare oppure e più semplicemente per l’insormontabile barriera linguistica.


Foto Articolo copyright Dr. V. Lucisano
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06 settembre, 2017

SSM 2017: pubblicato il regolamento, alcune novità (che sanno di beffa) ...

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Tanto rumore per nulla o quasi, e quel "quasi" è un netto peggioramento che ridurrà ulteriormente i posti di lavoro disponibili per i giovani medici al fine di far risparmiare ulteriormente lo Stato. E' in sintesi questo il riassunto del regolamento pubblicato oggi in Gazzetta Ufficiale, dopo quattro mesi di ritardo, dal Miur, che risponde così alle proteste di piazza con un regolamento che apporta pochissime novità e che sa francamente di "beffa". Oltre il danno dell'evidente ritardo, con un concorso slittato di quattro mesi (da Luglio a Novembre), appunto la “beffa” di non aver accolto quasi nessuna delle richieste avanzate dai vari gruppi più o meno ufficiali di rappresentanti dei neolaureati, gruppi che per mesi hanno infiammato Facebook con pagine di discussioni su proposte e dossier. Sindacati e movimenti online vari, quelli dei medici neolaureati, che escono nettamente sconfitti. 

Riassumendo in pochi punti alcune delle novità: 

1) La prova scritta sarà svolta in un unico giorno per via telematica, prevederà la soluzione di 140 quesiti a risposta multipla, ciascuno con cinque (e non più quattro) possibili risposte su argomenti sia di clinica che di preclinica, con maggiore peso dedicato all'ambito terapeutico ed epidemiologico (unici due termini aggiunti rispetto al regolamento dello scorso anno). Completamente ignorata, quindi, la richiesta di eliminare i controversi e mnemonici quesiti di preclinica dal quiz, in compenso la selezione dovrebbe essere ancora più “dura”, con un aumento delle difficoltà dei quesiti proposti. 

2) Nessuna bibliografia indicata, come già anticipato dal Ministero, "per paura di possibili ricorsi dei candidati": molto meglio lasciare i giovani laureati in balia delle scuole private di preparazione, che già finanziano alcuni gruppi di rappresentanza dei neolaureati. Nessuna informazione sul tempo a disposizione per espletare la prova, ulteriore importantissimo criterio di selezione e che non è stato neppure accennato.

3) Nonostante il parere favorevole del Ministero che vedeva in tale scelta un “risparmio economico” e al netto di eventuali modifiche nel Bando, il concorso NON sarà sostenuto nelle sedi con distribuzione su base "macro-regionale" ma permane la distribuzione "locale". Il regolamento parla di prove svolte "a livello locale, con competenza alle istituzioni universitarie presenti sul territorio".

4) Altresì bocciata la proposta, avanzata a maggio da diversi gruppi di medici, di ridimensionare fortemente il peso del curriculum del percorso universitario. Sebbene nel regolamento non vengono più indicati gli esami fondamentali caratterizzanti per tipologia di Scuola, ma rimane il curriculum generale. Saranno attribuiti fino ad un massimo di 7 punti bonus, fino a 2 punti per il voto di laurea (2 per il 110 con lode, 1,5 per il 110, 1 punto per il voto da 108 o 109, 0,5 punti per il voto da 105), fino a 3 punti per la famigerata “media ponderata” di tutti gli esami del proprio corso di laurea, fino a 0,5 punti per la tesi sperimentale, fino a ben 1,5 punti per eventuali titoli di dottorato di ricerca (norma a vantaggio degli studenti già specializzati, dato quanto sia raro che i neolaureati possano poi accedere a dottorati in area sanitaria). A parità di punteggio, sarà usata come discriminante l'età anagrafica con precedenza per i laureati più giovani, aprendo la strada a ulteriori ricorsi.

5) La graduatoria sarà su base nazionale, ma la selezione delle scelte sarà successiva alla pubblicazione della stessa, con tre preferenze (anche della stessa area) esprimibili in un intervallo brevissimo di tempo, pena decadenza dalla graduatoria e "ban" di un anno da ulteriori concorsi. Qui entra in gioco un sistema di selezione abbastanza confuso, infatti nel peggiore dei casi prospettati il candidato potrebbe esprimere preferenza per tre discipline della stessa area senza sapere nulla riguardo il punteggio generale per quella disciplina, quindi essere preceduto da altri e rimanere fuori  nonostante un ottimo punteggio su base generale. Questa parte dovrà essere assolutamente chiarita in modo più esplicito dal Bando, perchè rappresenta un netto passo indietro rispetto ai criteri di selezione degli anni precedenti.

6) Al fine di accelerare la "presa di servizio" entro fine 2017, scompaiono gli scorrimenti, dunque se un candidato "avente diritto" decide di rinunciare, le borse NON saranno riassegnate, ma andranno a finanziare la quota di fondi per le borse degli anni successivi. Una beffa, considerando anche che i posti perduti negli anni precedenti NON sono mai stati recuperati e che i posti di quest'anno non saranno aumentati.
 
7) Sparisce la possibilità da parte del medico specializzando di poter svolgere guardia medica e sostituzioni di medici di base. Lo specializzando dovrà sostentarsi, probabilmente in una città non di propria residenza, con il solo stipendio di specializzando, e al netto dei costi necessari allo svolgimento del proprio lavoro. 

Il prossimo passo atteso sarà l’uscita del bando e dunque la possibilità di iscriversi, con lo svolgimento che a questo punto dovrebbe attestarsi in una data ipoteticamente collocabile intorno alla prima metà di novembre, sperando che i tempi siano rispettati in quel che sembra sempre di più un gioco al massacro.
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SENTIERI DELLA MEDICINA

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