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AFORISMA DEL GIORNO

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18 gennaio, 2018

Influenza, il "Yamagata" gioca un brutto scherzo: record di incidenza e quasi quattro milioni di casi

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Il 2017 sarà ricordato come una delle stagioni peggiori per la diffusione del virus influenzale, con un'incidenza fra le più elevate rispetto agli ultimi 15 anni. Tuttavia, questa non dovrebbe aumentare: gli esperti dell’Istituto Superiore di Sanità sono sicuri sulle stime secondo le quali l'influenza sta raggiungendo il picco proprio in queste prime due settimane di inizio anno. Sempre l'ISS stima un numero di casi pari a poco meno di 4 milioni: un'influenza che segna il record di casi, come 0non si vedeva dalle stagioni 2004-05 e dal 2009-10, anno dell'influenza A. Precisamente, nell’ultima settimana si contano 832mila nuovi casi, che hanno portato il totale a 3 milioni e 883mila. Il livello di incidenza è pari a 13,73 casi per mille assistiti. La fascia di età maggiormente colpita è quella dei bambini al di sotto dei cinque anni in cui si osserva un’incidenza pari a circa 30,8 casi per mille assistiti e quella tra 5 e 14 anni pari a 15,9. L’incidenza nei giovani adulti è pari a 13,8 e negli anziani a 7,8 casi per mille assistiti. In tutte le Regioni italiane il livello di incidenza è pari o superiore a dieci casi per mille assistiti tranne in Friuli Venezia Giulia, Veneto e Provincia autonoma di Bolzano.

A favorire l'elevato numero di casi vi è stata la diffusione di una variante del ceppo B, il "Yamagata", variante non molto aggressiva e tuttavia "non coperta" dal vaccino trivalente (ma soltanto dal quadrivalente, solitamente utilizzato solo se richiesto specificatamente dal paziente o dal medico stesso). Tale variante ha contribuito a colpire soprattutto nell'età pediatrica e nel periodo festivo. Sarebbero quindi tre i fattori che hanno determinato quest'anno ad innalzare l'incidenza: 1) la vaccinazione anti-influenzale spesso non diffusa per quanto si dovrebbe 2) un ceppo meno atteso e che si diffonde maggiormente in età pediatrica cioè in individui immunologicamente "naive" 3) un vaccino paradossalmente "inefficace" poichè il trivalente è molto più utilizzato del quadrivalente.

L'influenza si presenta con i soliti sintomi: raffreddore, tosse e febbre molto alta che dura anche diversi giorni, malgrado l’uso di antipiretici. L’unico rimedio, visto che si tratta di una patologia virale, è quello di stare a letto, bere molto per prevenire la disidratazione, e seguire un’alimentazione leggera, ricorrendo agli antibiotici (ricordando che gli antibiotici sono poco utili nelle fasi iniziali di una malattia virale) solo sotto consiglio/prescrizione medica e soltanto per prevenire possibili complicanze (sovrainfezioni batteriche causanti bronchiti, otiti, ect).

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10 ottobre, 2016

Influenza 2016 "in forte anticipo" e "piu' pesante del previsto", FIMMG rinnova l'invito a vaccinarsi celermente

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L'influenza quest'anno sarà più pesante del previsto e per questo ''è più che mai necessario vaccinarsi presto''. L'invito arriva dai medici di famiglia riuniti a Chia Laguna per il Congresso nazionale della Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg). ''L'arrivo in anticipo del virus e alcune sue mutazioni minacciano infatti una sua più vasta diffusione anche nella fascia di età 50-60 anni. Per questo è più che mai consigliato vaccinarsi tra fine ottobre e primi di novembre", raccomanda Silvestro Scotti vice segretario nazionale vicario della Fimmg. Il nuovo virus influenzale del ceppo A/H3 quest'anno minaccia di mettere in anticipo a letto sei milioni di italiani.

A far prevedere un'ondata influenzale più pesante del solito sono due fattori, spiega Tommasa Maio, che è Segretario nazionale Fimmg Continuità assistenziale: ''Il primo è il largo anticipo con il quale quest'anno, già a fine agosto, è stato isolato il virus in un bambino nato in Marocco e proveniente dalla Libia. Fatto questo che ne prefigura una più ampia diffusione, soprattutto tra le persone non ancora vaccinate. In secondo luogo, i virus A/Hong Kong (H3N2) e B/Brisbane, isolati dall'Istituto superiore di sanità, contengono piccole mutazioni che predispongono a una maggiore circolazione dell'influenza. Questo perché né i bambini, né le persone a rischio che solitamente si vaccinano possiedono gli anticorpi che fungono da barriera alla malattia".

Ogni anno, le complicanze dell'influenza provocano la morte di ottomila persone, soprattutto anziani e dunque ''quest'anno - afferma Maio - è più che mai necessario vaccinarsi per tempo, soprattutto se si appartiene a una categoria a rischio: ultrasessantacinquenni, diabetici, immunodepressi, cardiopatici, malati oncologici, donne al secondo e terzo trimestre di gravidanza''. Ma la prevenzione è consigliata anche alle persone sane: il nuovo 'Calendario della vita' presentato la scorsa settimana da Fimmg, Federazione dei pediatri Fimp e Società di Igiene Siti, consiglia infatti quest'anno la vaccinazione anche per le persone sane tra i 50 e i 60 anni, che a causa della mutazione del virus saranno a breve più colpite dall'influenza. Il vaccino è consigliato pure per i bambini sani, visto che l'influenza da 0 a 4 anni colpisce 10 volte più che tra gli anziani, ed 8 volte in più tra i 5 e i 14 anni.

FONTE: Repubblica.it
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23 dicembre, 2014

I test scagionano i vaccini influenzali Fluad, sbloccati i lotti

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Le analisi di laboratorio effettuate sui vaccini antinfluenzali, appartenenti ai lotti recentemente oggetto di divieto di utilizzo da parte dell'Aifa (numeri 143301 e 142701), hanno evidenziato risultati conformi ai parametri attesi". Lo comunicano l'Agenzia italiana del farmaco e l'Istituto superiore di sanita' in merito al vaccino antinfluenzale Fluad. L'Aifa, pertanto, provvedera' a rimuovere il divieto di utilizzo dei lotti suindicati.

L'Iss e l'Aifa avevano gia' comunicato lo scorso 1ˆ dicembre l'esito favorevole dei primi test effettuati: quello sul contenuto di emagglutinina, sul contenuto di endotossine e il saggio di Appearance (aspetto visivo), mentre erano ancora in corso il saggio di tossicita' anormale secondo Farmacopea Europea e il saggio di sterilita'. Anche questi ultimi due test sono stati completati ed hanno avuto esito favorevole, confermando la sicurezza del vaccino. L'Aifa e l'Iss ribadiscono l'invito a tutti i soggetti, in particolare quelli a rischio, a "sottoporsi alla vaccinazione per evitare di andare incontro alle complicanze di questa malattia infettiva che ogni anno causano circa 8mila decessi in Italia, in particolare nella fascia di popolazione al di sopra dei 65 anni".
FONTE: Agi.it
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27 novembre, 2014

Vaccino anti-influenzale, tre morti sospette fra Sicilia e Molise: l’AIFA blocca due lotti

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L’Agenzia del Farmaco ha vietato la vendita due lotti del vaccino antinfluenzale Fluad dopo il decesso di tre persone alle quali era appena stato somministrato. Un altro paziente si è sentito male ed è in gravi condizioni. I due lotti sottoposti a divieto sono il «142701» e il «143301» del vaccino antinfluenzale Fluad prodotto dalla Novartis Vaccines and Diagnostics, che non è stato distribuito all’estero, ma solo in Italia, e che è in commercio da oltre dieci anni. L’Aifa invita i pazienti che abbiano in casa confezioni del vaccino Fluad o che si siano sottoposti a vaccinazione a verificare sulla confezione il numero di lotto e, se corrispondente a uno di quelli per i quali è stato disposto il divieto di utilizzo, a contattare il proprio medico. «In attesa di disporre degli elementi necessari, tra i quali l’esito degli accertamenti sui campioni già prelevati - spiega l’Aifa in una nota - per valutare un eventuale nesso di causalità con la somministrazione delle dosi dei due lotti del vaccino, l’Agenzia Italiana del Farmaco ha disposto, a titolo esclusivamente cautelativo, il divieto di utilizzo di tali lotti».E il direttore generale dell’Aifa, Luca Pani, precisa: «Non è certa la relazione fra la somministrazione del vaccino e la morte» perché «i numeri sono troppo bassi», ma in ogni caso è stato disposto il «divieto di utilizzo del vaccino che rientra nei due lotti ritirati dal commercio che contenevano in totale 460mila dosi» sui 4 milioni in commercio.

Due decessi sono avvenuti in Sicilia, per la precisione a Siracusa, dove a perdere la vita sono stati due pazienti di 68 e 87 anni. Il terzo caso (sempre un anziano) si è verificato in Molise: si tratta di una 79enne di Termoli. I due anziani siciliani avevano entrambi delle patologie, come glicemia alta e tiroidite. In un caso la morte è stata quasi immediata: circa un’ora dopo la somministrazione del vaccino l’anziano ha avuto un «evento cardiovascolare», mentre le altre due morti - che riguardano i pazienti più avanti con l’età, il siciliano di 87 anni e la molisana di 79- sono avvenute entro le 48 ore successive per un’infiammazione del sistema nervoso centrale, un’encefalite-meningite. L’anziana molisana sul cui decesso sono in corso accertamenti era giunta nell’ ospedale di Termoli il 16 novembre scorso, in gravi condizioni. Due giorni dopo è avvenuta la morte con diagnosi finale di meningite. La segnalazione all’Aifa della reazione avversa, spiega ancora Pani, è arrivata dalla rete regionale di farmaco-vigilanza della Regione siciliana solo il 25 novembre, mentre le morti sono avvenute tra il 12 e il 18 novembre: «Un gap che dobbiamo verificare- specifica il direttore dell’Agenzia del farmaco - Per ora non sappiamo cosa è potuto accadere». Tra le ipotesi possibili «ci potrebbe essere la presenza di un contaminante nella produzione» del vaccino, conclude Pani.

L’Aifa specifica che i tre decessi si sono verificati entro le 48 ore dalla somministrazione delle dosi dell’antinfluenzale e invita a rivolgersi al medico se si dovessero presentare sintomi entro due giorni dal vaccino. Passati i due giorni invece non ci sarebbero più rischi.«Tra qualche settimana sapremo se i lotti del Fluad hanno un difetto di produzione- sottolinea Pani - A dirlo sarà l’Istituto superiore di sanità, ma io non credo. Se fosse stato così avremmo avuto 3 mila decessi». Il ritiro dei due lotti antinfluenzali Fluad in Sicilia è avvenuto a partire dalle 16 di giovedì, subito dopo che l’assessorato alla Salute ha ricevuto la nota dell’Aifa.Il governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, invita ad evitare la «psicosi» e precisa che «solo due morti registrati riguardano i due specifici lotti vietati in via cautelativa su disposizione dell’Aifa, molti pazienti sono stati vaccinati con quegli stessi lotti e non hanno avuto problemi».

I lotti vaccino antinfluenzale Fluad bloccati dall’Aifa non sono venduti nelle farmacie ma erano destinati alle Asl. Secondo quanto si apprende, infatti erano disponibili solo nel canale pubblico o presso i medici di famiglia. Il vaccino sotto accusa viene prodotto negli stabilimenti di Siena della Novartis Vaccines and Diagnostic srl. Due gli stabilimenti della casa farmaceutica in provincia di Siena: uno nella città del Palio e l’altro nella vicina Rosia.

Non è chiaro se ci sia un collegamento con il ritiro dei vaccini deciso dall’Aifa, ma un caso per morte dopo una vaccinazione è al centro di un’inchiesta della Procura di Siracusa, che però non conferma né smentisce eventuali collegamenti con la decisione dell’Aifa. L’inchiesta era stata aperta a metà di novembre sulla morte di un 70enne di Augusta che ha avuto un improvviso arresto cardiaco dopo che il medico curante gli aveva somministrato un vaccino antinfluenzale. La magistratura ha disposto il sequestro del lotto di farmaci nell’ambulatorio e disposto l’autopsia, oltre che ad analisi tossicologici e virali sul farmaco.

Il vaccino antinfluenzale Fluad «è tra i più usati, certo non ci voleva per la campagna vaccinale in corso che, se si diffonde la paura, rischia di bloccarsi» commenta il segretario nazionale della federazione dei medici di famiglia Fimmg, Giacomo Milillo. «Bisognerà verificare il nesso di causalità- spiega Milillo - ma di sicuro questo fatto amplificherà i pregiudizi sui vaccini, in una campagna di vaccinazione antinfluenzale che fino a oggi stava andando abbastanza bene. Ora diffonderemo l’informativa dell’Aifa a tutti i medici per individuare i lotti da bloccare».

Invita alla cautela anche Silvio Garattini, direttore dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano: «La decisione dell’Aifa - spiega il farmacologo - è cautelativa. Il fatto che si siano verificate delle morti è certamente preoccupante, però bisogna capire chi fossero queste persone, quale età avessero, da quali tipi di patologie fossero affette. Non è detto che ci sia un nesso di causa-effetto fra la somministrazione del vaccino e il decesso. Potrebbe essere solo una casualità» che siano morte tre persone entro 48 ore dall’iniezione. D’altro canto, evidenzia Garattini, «la vaccinazione antinfluenzale non previene la morte, previene l’influenza». Corretto, secondo l’esperto, «bloccare in via cautelativa i due lotti, e consiglio a chi ha fatto il vaccino da poco», magari ieri o oggi stesso, «di mettersi in contatto con il proprio medico. «Prima di allarmarsi e di puntare il dito sul vaccino antinfluenzale, bisogna capire bene quali sono le cause dei quattro eventi avversi segnalati dall’Aifa» commenta Gianni Rezza, direttore del Dipartimento malattie infettive dell’Istituto superiore della sanità. «I decessi per vaccino sono eventi davvero rarissimi e sono per lo più legati all’eventualità di uno choc anafilattico e, al momento, non sappiamo quali sono le cause dei tre decessi segnalati».

Novartis dopo la sospensione cautelativa di uno dei suoi vaccini ha diffuso una nota: «Abbiamo piena fiducia nella sicurezza ed efficacia dei propri vaccini anti-influenzali e ci siamo immediatamente adoperati in una revisione preliminare dei lotti di vaccino interessati. L’esito di tale revisione ha già riconfermato la qualità e la conformità del vaccino Fluad».

Per via precauzionale la Regione Liguria ha sospeso le vaccinazioni antinfluenzali in attesa che tutte le strutture di igiene, le farmacie, le Asl abbiano controllato se qualche partita del vaccino «incriminato» sia nello loro disponibilità. L’attività di verifica è già partita.

Non è la prima volta che Novartis finisce nel mirino. Nell’Ottobre del 2012 il ministero della Salute e l’Agenzia Italiana del Farmaco avevano ritirato dal mercato a scopo cautelativo l’utilizzo di quattro vaccini prodotti da Novartis, tra cui il Fluad per il sospetto di un aumento degli effetti collaterali. I lotti dei vaccini erano poi stati riammessi: le verifiche avevano accertato l’assenza di difetti.

FONTE: Corriere.it
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06 giugno, 2013

Influenza aviaria, rassicurazioni sul virus H7N9: nessun rischio di pandemia

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Il virus H7N9 non rischia, almeno per il momento, di scatenare una pandemia di influenza aviaria. Le rassicurazioni arrivano da uno studio pubblicato dagli esperti dei Centri cinesi per il controllo delle malattie e delle Università di Shantou (Cina), Hong Kong e Toronto sulla rivista Science, secondo cui il microbo non solo non riesce a trasmettersi attraverso le particelle di saliva sospese nell'aria, ma probabilmente non è nemmeno in grado di passare da un uomo ad un altro.

Per arrivare a queste conclusioni i ricercatori hanno analizzato la trasmissione del virus H7N9 in modelli animali da tempo utilizzati per lo studio dell'influenza umana, come furetti e maiali. I dati raccolti hanno svelato che nei furetti il microbo si trasmette bene attraverso il contatto diretto fra gli animali, mentre è più difficile che avvenga il contagio per via aerea. Il fatto, invece, che non riesca a trasmettersi da un maiale all'altro rende poco probabile che riesca a farlo da uomo a uomo. Per tutte queste ragioni attualmente la popolazione mondiale non corre il rischio di avere a che fare con una pandemia. Nonostante ciò, secondo gli esperti è necessario continuare a monitorare la diffusione del virus, che, avendo tempi di incubazione piuttosto lunghi, impiega diverso tempo prima di scatenare i sintomi dell'infezione e che quindi, qualora acquisisse la capacità di trasmettersi da una persona ad un'altra, potrebbe contagiare molti individui prima che ci si renda conto della sua presenza.

Le rassicurazioni sono giunte in risposta alle recenti notizie relative allo sviluppo di una forma di H7N9 resistente ai più comuni farmaci antivirali. 

AUTRICE: Silvia Soligon
FONTE: Il Sole 24 Ore
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31 maggio, 2013

Torna l'epatite A in Italia, sotto accusa i frutti di bosco congelati

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L’epatite A (dovuta all’infezione da Hav) è tornata ad affacciarsi in Italia nelle scorse settimane e minaccia altri episodi da qui all’estate, anche se il ministero della Salute si è affrettato a precisare che «alla luce della particolare situazione in atto, fino al 31 luglio 2013, le segnalazioni dei nuovi casi e gli eventuali focolai epidemici devono essere avanzate tempestivamente al ministero e all’Istituto Superiore di Sanità». Non è un allarme, ma poco ci manca. D’altronde i numeri registrati dal sistema di sorveglianza Seieva parlano chiaro: in 16 regioni che hanno trasmesso dati aggiornati al 20 maggio 2013, risulta un incremento delle notifiche di epatite A nel periodo marzo-maggio pari al 70% rispetto allo stesso trimestre di un anno fa. L’aumentata incidenza è stata registrata in quattro regioni del centro-nord (Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Emilia-Romagna e Veneto) e in una del sud (Puglia).

Caratterizzata da un decorso acuto (stanchezza, febbre, disturbi gastrointestinali e ittero) e dalla prevalenza della trasmissione oro-fecale (come l’epatite E) rispetto a quella interumana, l’epatite A è causata da un virus a singolo filamento di Rna diffuso soprattutto attraverso l’acqua contaminata e gli alimenti venuti a contatto con la stessa. Tra i cibi incriminati, finora, c’erano soprattutto le cozze e i vegetali lavati con acqua sporcata da residui fecali. Oggi, invece, sotto osservazione sono finiti i frutti di bosco misti congelati: rintracciati in un cluster familiare del virus individuato in un paziente che aveva consumato una torta guarnita nello scorso mese di aprile.

Le indagini sulla materia prima (probabilmente di origine extraeuropea) non sono ancora terminate, ma finora epidemiologi ed esperti in sicurezza alimentare non avevano mai concentrato i loro sforzi sugli alimenti conservati nel freezer. «È un aspetto nuovo e su cui converrà indagare: sappiamo che il congelamento non uccide i virus, ma non avevamo mai rintracciato l’Hav in un prodotto congelato», spiega Maria Triassi, ordinario di igiene all’università Federico II di Napoli, città in cui nel 2004 si registrò una vasta epidemia italiana: 421 i nuovi casi allora conteggiati tra gennaio e aprile. «Probabilmente si tratta di una contaminazione avvenuta all’origine del prodotto e che il congelamento non è riuscito a debellare». Soltanto la cottura ad alte temperature, infatti, può inattivare il virus. Non è un caso che questa sia la principale raccomandazione fornita dai medici, assieme all’accurato lavaggio con acqua e amuchina di tutti gli alimenti di dubbia provenienza: principalmente molluschi (cozze e vongole) e verdure.

Le indagini condotte a livello europeo hanno evidenziato la presenza di due gruppi di epatite A: uno tra gli abitanti dei Paesi nordeuropei, l’altro in un gruppo di turisti rientranti dall’Egitto. Se il primo caso potrebbe essere ricondotto al consumo dei frutti di bosco congelati, diversa è l’origine del secondo: quasi certamente dovuto alle scarse condizioni igienico-sanitarie dello Stato nordafricano. «Ai nostri connazionali che non hanno avuto l’infezione durante l’infanzia (dunque non hanno sviluppato immunità a lungo termine, ndr) e organizzano le vacanze in paesi africani, orientali e dell’America Latina, consiglio sempre di vaccinarsi almeno tre mesi prima della partenza», afferma Antonio Picardi, responsabile dell’unità operativa di epatologia del Campus Biomedico di Roma. «Dopo venti giorni va effettuato un richiamo: così si assicura una protezione pari al 90%. Chi non ha modo di pianificare un viaggio con largo anticipo può ricorrere alla profilassi passiva: gli anticorpi iniettati assicurano una difesa per 5-6 settimane». A tavola, a queste latitudini, vige un obbligo: quello di consumare soltanto acqua minerale.  


FONTE: Corriere.it 
AUTORE: Fabio Di Todaro
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07 dicembre, 2012

Influenza: già 70.000 colpiti, probabile "boom" dopo Natale

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Il "gelo" invernale è arrivato e con l'arrivo del freddo i virus prosperano: solo in questa settimana si metteranno a letto con febbre e raffreddore 70mila italiani, ma per colpa soprattutto di virus parainfluenzali. Per l'influenza vera, che quest'anno colpira' dai 4 ai 6 milioni di persone, bisognera' aspettare Natale. E' lo scenario prospettato da Fabrizio Pregliasco, virologo dell'universita' di Milano. "La vera influenza - spiega all'AGI - si diffonde quando il freddo oltre che intenso e' persistente nel tempo, quindi dobbiamo aspettare Natale per il boom di casi. Per ora siamo in presenza soprattutto di virus simil-influenzali, che faranno aumentare i casi del 20 per cento in questa settimana a causa dell'arrivo del freddo". 

L'appello degli esperti, sottolinea Pregliasco, e' quindi quello di vaccinarsi: "Si e' ancora in tempo. Il vaccino ha la sua efficacia dopo 10 giorni, quindi se non si vuole un Natale rovinato dall'influenza si puo' ancora ricorrere al vaccino, che e' piu' che sicuro malgrado gli allarmi mediatici e qualche eccesso di prudenza da parte dello stesso ministero".

Nel complesso, spiega il virologo, quella di quest'anno sara' una stagione influenzale "con un'incidenza medio-alta: oltre al virus H1N1, quello dell'influenza 'A', abbiamo due ceppi americani e uno australiano, un mix che potrebbe portare fino a 6 milioni di malati".

FONTE: Agi Salute
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24 ottobre, 2012

Vaccini antiinfluenzali a rischio, bloccate 8 milioni di dosi: "Servono accertamenti"

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Il ministero della Salute e l'Aifa hanno disposto il divieto immediato a scopo cautelativo e in attesa di ulteriori indagini dell'utilizzo dei seguenti vaccini antinfluenzali:
1) Agrippal
2) Influpozzi sub unità
3) Influpozzi adiuvato
4) Fluad

Ai cittadini è richiesto di non acquistare nè utilizzare tali vaccini fino a nuova comunicazione in proposito. I vaccini sottoposti a divieto sono prodotti dall'azienda Novartis. L'Aifa, sulla base della documentazione presentata dall'azienda, ha stabilito la necessità di ulteriori verifiche circa la qualità e la sicurezza degli stessi, dal momento che questi potrebbero presentare una aumentata reattogenicità, cioè la capacità di indurre effetti collaterali e reazioni indesiderate. Il ministro della Salute, Renato Balduzzi, sta seguendo da vicino la situazione.

Si stima siano di 6 milioni le dosi di vaccino della Novartis sul mercato italiano mentre nel complesso si utilizzano 12-14 milioni di dosi per campagna antinfluenzale. Ma, secondo quanto si è appreso, il provvedimento di divieto di acquisto e utilizzo per il momento avrebbe riguardato solo le circa 500 mila dosi attualmente distribuite. Con lo stop alla distribuzione delle 2,3 milioni di dosi dell'azienda olandese Crucell al momento quindi potrebbero mancare per l'avvio della campagna, se i provvedimenti venissero confermati, oltre 8 milioni di dosi.

«La produzione di vaccini contro l'influenza - commenta Walter Ricciardi, direttore dell'Istituto di igiene della Facoltà di Medicina e chirurgia dell'Università Cattolica di Roma - non è qualcosa che si improvvisa ed è molto complicata. A questo punto credo non si possa che dire che questo è un brutto colpo per la campagna vaccinale italiana. Non si è ben capito cosa sia successo e quale sia il problema. Credo che questi vaccini siano già stati distribuiti, ma che non ci sia comunque il rischio che qualcuno sia già stato utilizzato. La "macchina" della campagna vaccinale è infatti in ritardo, non è ancora partita e per la maggior parte avrà inizio la prossima settimana». Sul tema interviene anche il virologo dell'Università di Milano Fabrizio Pregliasco, che lancia l'allarme: «Stimiamo che il vaccino dimezzi la mortalità annua, quindi se non ci si vaccina potenzialmente potremmo avere il doppio dei morti per influenza o per i suoi effetti collaterali» «Allo stato - ammette Pregliasco - la situazione comincia a farsi preoccupante: mancano ben oltre la metà delle dosi necessarie (ogni anno vengono impiegate circa 12 milioni di dosi, ndr), quindi oggi la disponibilità del vaccino è compromessa. Naturalmente credo che il ministero prenderà provvedimenti per raggiungere comunque il fabbisogno, anche se Novartis è una grande multinazionale, se ci sono problemi con i vaccini italiani potrebbero esserci anche all'estero».

Ma i medici di famiglia, nel frattempo, invitano a non cadere in facili allarmismi. Malgrado la partenza come minimo a singhiozzo della campagna vaccinale, considerate le dosi che mancano all'appello all'avvio, secondo il segretario della Federazione dei medici di famiglia, Giacomo Milillo, «la campagna dovrebbe partire senza troppi problemi: il ministero ci ha appena assicurato di aver autorizzato la distribuzione di 7,5 milioni di dosi».

Fonte: Corriere.it
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29 gennaio, 2011

Influenza, in arrivo il picco e qualche consiglio per proteggersi...

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Salgono a 26 le vittime dell'influenza A che sta raggiungendo in questi giorni, come atteso, il picco dell'epidemia stagionale. Ieri una donna di 52 anni, affetta da gravi patologie pregresse (sclerosi multipla e deficit immunitario) e positiva al tampone dell'influenza H1N1 è deceduta all'ospedale di San Bonifacio (Verona). La paziente, che risiedeva a Verona città, non era vaccinata. Nel Piacentino è deceduto un bambino di sei anni all'ospedale di Fiorenzuola d'Arda, dove era ricoverato. Il bimbo, affetto da una grave cardiopatia congenita. Nella terza settimana dell'anno che va dal 17 al 23 gennaio, continuano ad aumentare i casi di influenza, in particolare tra i bambini fino a 4 anni.

La rete di sorveglianza 'Influnet', coordinata dal ministero della Salute in collaborazione con l'Istituto superiore di sanità - ha registrato da 879 medici sentinella poco più di 450 mila casi, per un'incidenza di 7,52 casi ogni 1000 abitanti (nella seconda settimana dell'anno era stata rilevata un'incidenza di 6,18). Ed è impennata di casi tra i bimbi (0-4 anni) con un incidenza di 19,14, ma anche nella fascia 5-14 anni (incidenza 15,21). Stabile, invece, l'incidenza dell'influenza nella fascia di età da 15 a 64 anni, che è pari a 6,21 casi ogni 1000 abitanti (6,29 la settimana precedente), mentre nella fascia '65 e oltre' è in calo (da 2,25 a 1,59 casi). A livello regionale, la minore incidenza si ha in Friuli-Venezia-Giulia (4,60 casi ogni 1000 abitanti), seguito dalla Sardegna (4,64 casi) e dalla Puglia (5,03). Sempre esaminando nel dettaglio i dati regionali e delle Province Autonome, emerge che la maggiore incidenza in assoluto (32,09) si ha tra i bambini tra i 0 e 4 anni della Provincia Autonoma di Trento. Molto colpiti dall'influenza anche i bimbi piemontesi (28,60).

Se non siete stati ancora colpiti dall'influenza, siete ancora in tempo per prevenirla. Piccoli accorgimenti che vi aiuteranno contro l'influenza stagionale: mangiate tanta frutta, in particolare vitamina C, e verdure ricche di vitamine e sostanze antiossidanti che contribuiscono a rafforzare le difese immunitarie. Inoltre evitate di andare in luoghi dove è possibile il contagio e seguite le norme igieniche per proteggervi dal virus. Se avvertite dei sintomi influenzali, non recatevi a lavoro e contattate subito il vostro medico prima di assumere delle medicine, antipiretici ed antibiotici che senza le dovute indicazioni possono causare intolleranza.
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10 maggio, 2010

Tra influenza e allergia: almeno 60.000 italiani a letto con tosse e raffreddore...

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Colpo di coda dell'influenza che, approfittando di questa fredda e nuvolosa primavera, è tornato a colpire. Sono infatti almeno 60.000 gli italiani a letto per forme simil-influenzali e quindi alle prese con raffreddore, febbre, mal di gola. Lo riferisce all'Agi il dottor Fabrizio Pregliasco, virologo all'Universita' di Milano, secondo cui questo vero e proprio "boom" dell'influenza di maggio è "un inatteso colpo di coda dell'influenza invernale, che quest'anno proprio non vuole finire". Non si tratta del virus dell'influenza stagionale, ne' dell'influenza A, ma di forme virali simil-influenzali "risvegliate" dal freddo. Il periodo primaverile e la comparsa tipica degli allergeni che portano a un'esarcebazione delle secrezioni crea un terreno favorevole all'impianto di questi virus che quindi possono in tal modo arrecare fastidi: "Le prime settimane di primavera, con i primi caldi - spiega Pregliasco - hanno risvegliato come ogni anno le allergie. Ora per molti si crea un ibrido tra gli effetti nefasti dell'inverno (cioe' l'influenza) e quelli della primavera, cioè il classico attacco allergico. Ed è difficile distinguere tra l'uno e l'altro". E proprio tale mancata distinzione favorisce il trascurare dei sintomi che in seguito, associandosi alla fatica, si fanno sentire con maggiore intensità. C'è poco da fare, insomma: "Dobbiamo solo aspettare che il maltempo passi e che finalmente la primavera faccia la primavera, col caldo e il bel tempo".

FONTE: Agi.it Salute
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22 dicembre, 2009

H1N1, le somme: 182 vittime, 3,7 milioni di casi. Il ministro: "Dal prossimo anno i due vaccini forse insieme"

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Il prossimo anno è probabile che il vaccino contro l'influenza A Hin1 sara' incorporato nel vaccino contro l'influenza stagionale. E' questo in sintesi quanto annunciato dal ministro della Salute Ferruccio Fazio (entrato pochi giorni fa ufficialmente "in carica" come ministro e non più come sottosegretario) durante la presentazione del progetto di formazione per medici contro l'influenza A.

Il ministro è inoltre voluto tornare sui numerosi allarmi sollevati in merito alla pericolosità del vaccino, bollando come "falsi" i dati sull'eccessiva presenza dello Squalene, una delle sostanze contenute nel vaccino contro l'influenza A, e sulla quale alcuni studi "poi smentiti" avrebbero indicato un rischio per la salute.

Intanto pare scomparso l'allarme sociale in merito a tale malattia, e il ministero ne approfitta per tirare le somme, seppur ancora parziali: sono 182 le vittime dell’influenza A in Italia. Nella 50° settimana, i nuovi casi stimati delle sindromi influenzali sono 132.000, su un totale di 3.777.000 a partire dal 19 ottobre quando è iniziata la sorveglianza "Influnet". Per un conteggio totale dallo scorso mese di Maggio, a questi vanno aggiunti i circa 17.000 casi registrati precedentemente da altri sistemi di sorveglianza per un totale di 3.794.000 casi.

Il valore dell'incidenza totale delle sindromi influenzali nella settimana 50 è pari 2,20 casi per mille assistiti, in flessione rispetto al valore osservato nella settimana precedente (3,78 casi per mille assistiti). Le Regioni dove nella settimana si è registrato il maggior numero di casi rispetto alla popolazione in osservazione sono la Sardegna con un incidenza del 1,1 per cento , Marche (0,5%), Provincia Autonoma di Trento (0,3%).

La fascia di età più colpita resta sempre quella pediatrica (0-14 anni), con un?incidenza pari a 5,10 casi per mille assistiti (6,62 per mille nella fascia dei bambini più piccoli di 0-4 anni e 4,32 per mille nella fascia 5-14 anni). Si osserva un calo dell'incidenza in ogni classe d'età, anche se più marcato nelle fasce pediatriche in cui essa si è quasi dimezzata

Le Regioni hanno segnalato fino ad oggi al Ministero 832 ricoveri in ospedale per casi severi di influenza, di cui 448 hanno richiesto assistenza respiratoria: una quota pari allo 0,012 per cento del totale stimato delle persone che hanno contratto la nuova influenz

La percentuale delle vittime correlate all'influenza A è stata aggiornata rispetto al numero totale di casi stimati da Influnet ed è pari a 0,0047 per cento dei malati, contro lo 0,2 per cento delle vittime correlate alla normale influenza


FONTE: Ansa.it e Agi.it

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21 novembre, 2009

OMS: il virus H1N1 ha mutato ma la situazione sembra sotto controllo e il vaccino pare funzionare

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E' stata registrata in Norvegia una mutazione del virus h1n1 della nuova influenza in tre casi distinti. Lo ha annunciato oggi l'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms). Il virus era stato isolato da due casi di decessi avvenuti in Norvegia e da un paziente con la malattia allo stato avanzato. Gli scienziati hanno analizzato 70 pazienti in condizioni cliniche senza però riscontrare il cambiamento e questo proverebbe la lenta espansione nel Paese.

L'Oms ha fatto notare che mutazioni dello stesso tipo erano già state riscontrate in Brasile, Cina, Giappone, Messico, Ucraina e Usa all'inizio di aprile ma non c'era stata alcuna evidenza di ulteriori contagi o casi di morte. L'analisi fa parte del sistema di sorveglianza sul virus pandemico attivato in Norvegia che, con 23 casi di morti per influenza, è tra gli stati meno colpiti d'Europa. Secondo il documento dell'Istituto il cambiamento del virus non appare influire sull'efficacia del vaccino o del trattamento antivirale.

L'Oms ha infatti precisato che la mutazione resta sensibile agli antivirali, Oseltamivir-Tamiflu e Zanamivir e che gli "studi mostrano come i vaccini pandemici attualmente disponibili conferiscano protezione". Secondo Gianni Rezza, epidemiologo dell'Istituto superiore di Sanità: "La mutazione lascia inalterata l'efficacia di antivirali e vaccino. Inoltre il fatto che tali mutazioni sporadiche si riscontrino da un certo periodo indica che il virus mutato non ha una grande capacità diffusiva ed è meno contagioso". Non è della stessa opinione il professor Fabrizio Pregliasco, virologo all'università di Milano, che ha detto: "La mutazione del virus dell'influenza A può invece incidere sul vaccino, riducendo la percentuale di protezione".

Le autorità sanitarie statunitensi hanno comunicato in serata che quattro persone nello stato del North Carolina sono risultate positive a un tipo di virus della nuova influenza resistente in effetti al farmaco Tamiflu. I quattro casi sono stati registrati presso il centro medico della Duke University, a Durham, nelle ultime sei settimane.

Certo è che questo tipo di mutazione "adattiva" si esprime inizialmente in un numero limitato di casi ma con il trascorrere del tempo la sua capacità di diffusione può aumentare in maniera progressiva. Per i virologi questo processo è il più auspicabile perché permette di programmare contromisure efficaci. Già ieri, ribadendo l'importanza della vaccinazione, il vice ministro alla Salute, Ferruccio Fazio, aveva detto che il pericolo maggiore e da tenere sotto controllo fosse proprio la possibile mutazione del virus.

"La notizia appena rilasciata dall'Oms potrebbe avere rilevanza clinica. E' necessario che il nostro governo chieda immediatamente dettagli clinici sui pazienti per sapere se erano stati vaccinati oppure no. Sono anche necessarie maggiori informazioni sul tipo di mutazione (shift o drift virale) e l'eventuale resistenza ai farmaci in modo da potere organizzare, se necessario, una strategia sanitaria adeguata". Così il senatore del Pd, Ignazio Marino, ha commentato l'annuncio dell'Oms.

Per Umberto Tirelli, dell'Istituto nazionale Tumori di Aviano (Pordenone). "C'è il tempo necessario per vaccinare tutta la popolazione, cioè anche l'altra meta non a rischio. L'allargamento della vaccinazione è consigliabile a maggior ragione se il virus è mutato poco. Mi risulta inoltre che molte dosi di vaccino - ha concluso - non sono state utilizzate".

FONTE: Repubblica.it
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10 novembre, 2009

H1N1: "I vaccini sono sicuri, influenza molto contagiosa ma leggera in soggetti normali, doppia dose per i bambini al di sotto dei 10 anni"

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"Mi auguro che aumenti l'adesione alla campagna vaccinale per le influenze stagionali che per il futuro verosimilmente comprenderanno anche l'H1N1 fra i vari ceppi. Le mie raccomandazioni sono due: che le categorie a rischio si vaccinino perché rischiano molto, l'altra è che i vaccini sono sicuri, sono usati in tutto il mondo e non si può pensare i governi di tutto il mondo utilizzino dei vaccini che non sono sicuri". Con tali parole il viceministro alla Salute, Ferruccio Fazio, l'interviene per l'ennesima volta sul'argomento A/H1N1 rassicurando i cittadini in merito alle voci diffuse recentemente su di una possibile pericolosità del vaccino. Lo stesso ha definito "Inutili" gli allarmismi precisando che i soggetti maggiormente a rischio al momento sono i bambini e gli anziani, questi ultimi per la presenza di patologie croniche che possono portare a forte debilitazione. Purtroppo conferma arriva dalle recenti notizie in merito, alla lunga lista dei casi di decesso in cui è stato riscontrato anche il virus H1N1 si è aggiunto in Umbria un anziano, diabetico e cardiopatico, e in Campania una donna di 49 anni, obesa e con patologie cardiache. A Piacenza, infine, è morta una donna di 44 anni, che soffriva di una patologia cronica cardio-polmonare. Era ricoverata dai primi giorni di novembre in gravi condizioni.


Intanto il ministro stesso ha precisato la necessità di vaccinazione per i bambini al di sotto dei dieci anni di età (che, essendo la A/H1N1 un "nuovo tipo" di influenza, sono fra i soggetti più a rischio) e saranno necessarie  due dosi di vaccino contrariamente alle altre fasce di età per le quali è prevista una sola dose. "Allo stato attuale - spiega ancora Fazio - sotto i dieci anni è prevista la doppia dose a tre settimane di distanza l'una dall'altra. Non è escluso che si possa fare una valutazione per cui il richiamo o entrambe le dosi possano contenere la metà dell'antigene". "L'influenza A si diffonde soprattutto tra i giovani, come l'influenza stagionale, ma con maggiore velocità trattandosi di un nuovo virus - si legge in uno dei bollettini diffusi dal Ministero -. Un bambino ogni trenta, dai 5 ai 14 anni, è a casa con l'influenza. Le regioni con una più ampia diffusione sono Campania e Lombardia". La collega di governo Gelmini ha invece assicurato che nessuna misura eccezionale è prevista per ridurre il possibile contagio nelle scuole. ''Il piano delle vacanze natalizie non cambierà'', ha detto il ministro dell'Istruzione, invitando i genitori a non lasciare i propri ragazzi a casa "Sarebbe assurdo e per proteggerli è sufficiente la vaccinazione".


Proprio in relazione alla pericolosità percepita dagli addetti ai lavori riguardo il virus A/H1N1 e alla necessità di sottoporsi a vaccinazione, il sito Ansa riporta una significativa statistica in merito: da un sondaggio online condotto dalla Sezione di Medicina Clinica e Sanità Pubblica dell'Università "La Sapienza" di Roma su 2057 operatori l'80% degli infermieri e il 44% dei medici non si vaccinerebbe. Il 70% degli operatori sanitari però pensa che siano proprio queste le categorie da vaccinare per prime. L'88% dei partecipanti ha comunque manifestato un elevato interesse nei confronti dell'influenza.


FONTE: Vari siti nazionali
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02 novembre, 2009

H1N1: sale a 17 il numero delle vittime, altra bimba di 11 anni morta a Bolzano, a Napoli assalto ai pronto soccorso...

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La pandemia è oramai arrivata e bambini e anziani stanno pagando al momento il prezzo più alto. E' salito a 17 il numero delle vittime. Stamane sono morte due donne napoletane: una 42enne (ospedale Cotugno) e una 72enne (ospedale Cardarelli), entrambe erano affette da gravi patologia pregresse. E' purtroppo spirata questa sera una bambina undicenne di Bolzano ricoverata a Innsbruck dal 23 ottobre. La piccola veniva tenuta in vita con una macchina cuore-polmone.

Il viceministro alla Salute Ferruccio Fazio al termine della conferenza stampa a Palazzo Chigi insieme al sottosegretario Bonaiuti per fare il punto sulla pandemia ha dichiarato che la H1N1 in Italia ha finora causato 16 decessi (17 dopo stasera) con 30 casi di persone ricoverate in condizioni definite "più o meno gravi". Sono 317 le vittime in Europa su 500 milioni di abitanti. Sempre secondo le autorità, la nuova influenza resta "lieve" e l'appello ai cittadini è quello di non intasare gli ospedali, di seguire alla lettera le norme per ridurre il contagio e di contattare i medici di base. Il ministro ha dichiarato che entro dicembre partirà la vaccinazione per i bambini più piccoli e non a rischio, è stato inoltre rinnovato anche l'invito a vaccinarsi per le donne incinte dopo il terzo mese, accantonando cosi tutte le voci che parlano di "dubbi" espressi da molte persone in merito all'opportunità di vaccinare le donne in stato di gravidanza a causa di alcuni "principi" che sarebbero contenuti nel vaccino. "Tutto falso, i vaccini sono sicuri" è la replica ferma espressa in tal senso: le donne in gravidanza, ha detto Fazio, "hanno 4 volte il rischio di sviluppare sintomi gravi, ecco perchè le donne incinte devono vaccinarsi, anche se non ci sono esperienze dirette, ma l'Aifa e L'Emea hanno dato parere univoco suggerendo la vaccinazione". E ancora, dal 30 di ottobre tutte le Regioni avevano ricevuto la quota per un milione di vaccini e si arriverà a due milioni alla fine della prossima settimana ed a sei milioni alla fine del mese di novembre: "Siamo riusciti a iniziare per primi in Europa la vaccinazione e non siamo messi male [...] Noi prevediamo il picco verso i primi dell'anno nuovo e quindi in parte il vaccino potrebbe arrivare prima", ha affermato Fazio. "Vaccineremo lo stesso" ha aggiunto "perchè con l'anno nuovo è possibile che ci sia nuova ondata, con l'autunno prossimo".

Intanto a Napoli e dintorni, dopo la morte della piccola Emiliana di 11 anni, scoppia la psicosi, con i pronto soccorso presi d'assalto da genitori spaventati dai figli più piccoli recanti i tipici sintomi del raffreddore. Le autorità provano a portare calma, dichiarando che la Campania è leggermente più esposta rispetto al resto del paese a causa dei ritardi nel piano di vaccinazione e dell'elevata densità di popolazione, una popolazione "mediamente molto più giovane, quindi anche più esposta e con un maggior numero di contagi" ma assicurano "non esiste nessun caso Campania". I vaccini già disponibili nel territorio campano sono 135 mila cui se ne aggiungeranno altri 106 mila in arrivo tra domani e dopodomani. Intanto la Regione ha anche istituito un numero verde (800-187514) al quale risponde una equipe di epidemiologi dell'ospedale Cotugno a cui potranno rivolgersi medici e cittadini.

La Procura di Pompei ha intanto aperto un fascicolo su Emiliana, la bambina di 11 anni morta sabato al "Santobono" di Napoli e risultata positiva al test rapido per il contagio da virus dell'influenza A H1N1. Per gli inquirenti si tratta di un "atto dovuto" per "dissipare ogni dubbio su quanto successo". I risultati dell'autopsia serviranno a stabilire se vi siano ipotesi di reato ma anche alla salute pubblica perchè "si potrà capire la natura del virus, se e in che modo ha avuto un ruolo nella morte della bambina oppure se la piccola aveva malattie anche congenite non note ai genitori". A spiegarlo è il capo dell'ufficio inquirente partenopeo Giovandomenico Lepore, dopo che alcuni organi di stampa avevano riportato la notizia dell'indagine su una ipotesi di omicidio colposo. I genitori della piccola avevano fatto sapere che la bambina, prima del ricovero a Scafati e poi al nosocomio napoletano stava bene e non aveva patologie particolari.

FONTE: Varie testate nazionali

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01 novembre, 2009

Napoli, muore bimba di 11 anni, seconda vittima senza complicazioni

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Sono finora 11 i casi accertati di decessi legati al virus A/H1N1, la nuova influenza "suina" che sta conoscendo in Italia una rapida espansione portando il paese ai primi posti in Europa in quanto a numero di ammalati. La rapidità di diffusione, dovuta all'elevata capacità di contagio, e l'andamento a rilento della distribuzione dei vaccini sta destando preoccupazione nei cittadini, sebbene gli esperti insistano nel dichiarare l'influenza A come "meno virulenta" rispetto alla normale influenza stagionale e insistendo sulla possibilità di avere "una normale guarigione" da parte degli organismi sani e privi di complicanze.

E' di ieri intanto la tragica morte di una bambina di 11 anni. Dal mese di settembre è la sesta vittima a Napoli, la dodicesima in Italia ed è la prima vittima fra i bambini. La bambina è deceduta dopo 40 minuti dal ricovero nella terapia intensiva dell' ospedale Santobono Pausillipon di Napoli. Le sue condizioni si sono aggravate nel giro di poche ore con estrema rapidità, la piccola ha avvertito febbre e spossatezza mercoledì scorso: i genitori hanno chiamato il pediatra, che ha prescritto una cura tradizionale, ma l'acuirsi dei sintomi tipici quali astenia, vomito e febbre alta, hanno portato al ricovero nell'ospedale di Scafati all'alba di giovedì. Venerdì la bambina è stata trasferita al Santobono, in condizioni già critiche: durante il viaggio da Scafati a Napoli il medico di servizio in ambulanza ha dovuto effettuare manovre rianimatorie. Ovviamente sconvolti i genitori, che assicurano "Era una bimba sana, le è venuta la febbre ed è morta in due giorni".

Fonte: Varie testate nazionali

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09 ottobre, 2009

Un testimonial per prevenire la diffusione del virus H1N1? Topo Gigio!

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Curiosa iniziativa da parte del Ministero del Welfare che ha deciso di attribuire un importante ruolo al personaggio "Topo Gigio", incaricato di fare da testimonial alla campagna creata a sostegno delle "5 regole d'oro" per la prevenzione della diffusione del virus influenzale. Il topo italiano più famoso della tv ha sgambettato allegro durante la conferenza di presentazione, cantando in spalla al ministro vestito da medico con tanto di stetoscopio. E' ovviamente evidente l'intezione di imbastire una campagna rivolta in particolar modo alla fascia più giovane della popolazione, usando un personaggio particolarmente amato dai bambini per educare fin da giovani a regole basilari quali il lavarsi spesso le mani, il tossire o starnutire con un fazzolettino davanti o, quinta e ultima regola, il curarsi a dovere qualora le prime 4 regole non fossero riuscire a prevenire il contagio. Topo Gigio è un pupazzo animato creato in Italia per la televisione nel 1959 da Maria Perego, la sua creatrice in un'intervista attribuì il suo enorme successo al fatto che esso fosse "il ritratto del candore, della fiducia in un mondo flagellato dai pericoli e dalle paure". Altri contribuirono fattivamente alla sua ideazione ed al suo successo, in particolare Federico Caldura, Guido Stagnaro e Peppino Mazzullo, sua voce storica. Le sue prime apparizioni televisive sono del 1959, a Canzonissima, condotta da Delia Scala e Nino Manfredi e l'11 febbraio nella trasmissione per ragazzi Saltamartino.

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20 settembre, 2009

H1N1: nessuna complicanza per la donna morta a Messina?

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Secondo quanto riferito dal telegiornale del canale messinese locale RTP delle ore 14 i familiari della 41enne morta ieri alle 4 e 20 per crisi respiratoria avrebbero dichiarato (ma il condizionale è decisamente d'obbligo) che la donna non avrebbe avuto alcun tipo di complicanza broncopolmonare pregressa ma pochi giorni prima del contagio si sarebbe trovava in buone condizioni di salute. Sarebbe stata quindi esclusivamente l'infezione del virus H1N1 a causare il decesso, con un decorso che ha previsto dapprima un lento miglioramento (come dichiarato al tg dal direttore dell'ospedale Papardo cioè della struttura in cui la donna era stata ricoverata) seguito da una improvvisa crisi respiratoria e arresto cardiocircolatorio. Come riferito dai dirigenti ospedalieri la donna era stata trattata adeguatamente con i protocolli raccomandati dal Ministero e non è stata sottoposta a nessun protocollo sperimentale particolare. I dirigenti hanno inoltre evitato di commentare ogni possibile informazione clinica riservandosi al diritto di privacy della famiglia. Nella giornata di domani il sindaco di Messina Buzzanca dovrebbe riunire l'unità di crisi per valutare il caso e le adeguate contromisure e durante l'intervista sempre alla tv locale avrebbe dichiarato che "non bisogna creare allarmismi" ma "il numero di vaccini per l'estensione di una provincia come Messina potrebbe non bastare".

FONTE: RTP
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H1N1: morta una donna a Messina, attesi fino a 12 milioni di casi ma il resveratrolo potrebbe aiutare...

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E' morta la donna di Messina che era stata ricoverata per un'infezione da virus H1N1. Secondo le fonti mediche dopo un lento miglioramento c'è stata negli ultimi giorni u improvviso aggravio che ha poi portato al decesso. La donna soffriva anche di concomitanti problemi broncopolmonari cronici che hanno sicuramente influito sull'esito. La donna era stata ricoverata il 30 agosto al ritorno dalle proprie vacanze ed è la seconda vittima italiana del virus. Il 4 settembre era deceduto a Napoli un uomo di 51 anni già affetto da cardiopatia dilatativa e diabete grave. Gli esperti rassicurano: il virus ha la normale influenza di un ceppo virale stagionale e i decessi sono sempre collegati a stati patogeni pregressi soprattutto cronici e fortemente debilitanti, per cui la vaccinazione dei soggetti "a rischio" è assolutamente necessaria. Il vaccino sarà pronto per la metà di ottobre per tutti gli addetti ai lavori e le categorie di lavoratori a rischio mentre per novembre dovrebbero arrivare le dosi per tutti con la massima precedenza appunto per anziani, bambini e malati. L'Oms conferma che una sola dose dovrebbe bastare all'immunizzazione ma ha posto un allarme in merito al numero di dosi, largamente inferiore alla stima di "5 miliardi di dosi" che dovrebbero essere sufficienti per tutta la popolazione mondiale. Intanto secondo le ultime stime dei virologi in Italia "sono attesi circa 12 milioni di casi di influenza A e questi potrebbero causare circa 12 mila morti e se il virus dovesse mutare si potrebbe arrivare a cifre molto più allarmanti, fino a 100 mila possibili decessi". Precisamente queste sono le previsioni del professor Fabrizio Pregliasco, virologo del Laboratorio "Influenza e Infezioni Respiratorie Acute" dell'Istituto di Virologia dell'Università di Milano, che da Praga, in un media tutorial sulla nuova influenza, traccia all'Agi e all'Ansa le stime epidemiologiche sulla diffusione del virus. Sempre durante il congresso è emerso che la molecola resveratrolo, presente nell'uva rossa e nel vino, avrebbe importanti proprietà antibatteriche e antivirali che potrebbero aiutare a rafforzare l'organismo in vista dell'influenza. Fra l'altro la reperibilità è molto ampia: questa è stata un'ottima annata per i vigneti.


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10 settembre, 2009

H1N1: il ministero assicura "Influenza A è leggera", dilagano le misure preventive

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Il viceministro della Salute, Ferruccio Fazio, ha rassicurato in una recente conferenza stampa sul come il virus A/H1N1 non debba destare più preoccupazioni rispetto a una comune influenza: "La malattia legata al virus dell'influenza A è più leggera del previsto e non desta reali motivi di preoccupazione". Al termine dell'incontro dell'unità di crisi è stato dichiarato che: "Noi tutti (n.d. addetti ai lavori) abbiamo la reale impressione che si sta facendo un pò troppo rumore e che non ci sono motivi di allarme". I casi ad oggi sono circa settemila, dato "non ancora esponenziale e non tale da creare particolari allarmi" aggiunge.

"Siamo realmente attrezzati anche per affrontare le complicanze come le polmoniti che si manifestano in un numero limitato di casi. Secondo le previsioni degli esperti, non saranno più di un paio di centinaia i casi gravi in Italia alla fine della pandemia". Il decesso che si è verificato a Napoli, spiega il viceministro, "è avvenuto per una malattia virale intercorrente in un paziente in condizioni compromesse".

Nel frattempo si moltiplicano i tentativi di attuare una "prevenzione" al possibile contagio. Cosi in una scuola di Roma è stata emanata una circolare che proibisce ai giovani liceali "effusioni pubbliche" al fine di ridurre il più possibile lo scambio di gocce di saliva che possono risultare vettrici del virus. Sempre in una scuola romana e in altre scuole si sta pensando di annullare le gite e le uscite "pubbliche" per spostamenti di gruppo. Sempre dal Ministero arriva però l'ordine tassativo: non vi sarà alcun annullamento delle lezioni previste. Dopo la morte del paziente di 51 anni in Campania si sta rafforzando la rete di prevenzione. Ad esempio quest'anno niente baci alla teca di San Gennaro: è un ordine tassativo della Curia a fine preventivo in vista della festa del santo celebrata il 19 settembre.
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02 settembre, 2009

H1N1: napoletano di 51 anni in gravi condizioni, in Egitto italiano affetto da H1N1 e Aviaria

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Il nuovo virus dell'influenza continua a fare paura. Dopo le polemiche dei giorni scorsi relative all'utilità della chiusura degli asili per il periodo corrispondente al massimo punto di diffusione (periodo di chiusura consigliato dai pediatri e nettamente smentito dai ministri del governo), in mattinata era stata pubblicata dall'agenzia ADNKronos e da altre fonti di informazione la notizie relativa alla morte di un paziente di 51 anni colpito dalla nuova influenza H1N1. L'ospedale Cotugno di Napoli e l'assessorato regionale alla sanità hanno però smentito poche ore dopo la notizia, affermando che il paziente rimane in condizioni gravi ma stabili. L'uomo soffriva già di gravi problemi renali, diabete e cardiomiopatia dilatativa, e le sue condizioni gravi sarebbero da correlare soprattutto alle conseguenze del suo fisico già debilitato, ma non è affetto al momento da complicanze indotte direttamente dall'H1N1. Sono in ripresa invece le condizioni di un ragazzo a Como, colpito anch'esso dalla H1N1 e ricoverato nella giornata di ieri con tosse e febbre molto alta.

Intanto in Egitto si registrano tre casi sospetti di "co-infezione" di H1N1 e virus Aviario e che riguardano un turista italiano di 35 anni, ricoverato a Hurghada, un uomo di 30 anni, rientrato da un pellegrinaggio e un altro giovane di 28 anni arrivato in Egitto dall'Arabia Saudita dove aveva partecipato a un pellegrinaggio.

Oggi tavolo tecnico con le Regioni al ministero della Salute, alla riunione prenderanno parte il viceministro alla Salute, Ferrucio Fazio, i rappresentanti delle Regioni e le associazioni dei pediatri, medici di base e dei Pronto soccorso. Secondo quanto affermato dal Ministero entro la fine di ottobre dovrebbero essere a disposizione dell'autorità sanitarie 48 milioni di dosi di vaccino che dopo l'ok dell'Agenzia europea per il farmaco (Emea), saranno progressivamente rese disponibili.

FONTI: varie testate nazionali
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SENTIERI DELLA MEDICINA

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