Sentieri della Medicina - LOGO

AFORISMA DEL GIORNO

Visualizzazione post con etichetta medicina generale. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta medicina generale. Mostra tutti i post

12 luglio, 2018

Specializzazione: uno studio dell'associazione ALS-F2A calcola ben 510 borse di studio "sprecate" per rinuncia (e i fondi per finanziarle non sono più reimpiegati)

0 commenti
Secondo lo studio dell’Associazione Liberi Specializzandi - fattore 2a, nel prossimo concorso di specializzazione una buona parte dei medici che hanno vinto una borsa di studio lo scorso anno ritenterà il concorso per una nuova specialità (la propria prima scelta)  e chi riuscirà, chi si iscriverà alla nuova specializzazione abbandonerà la prima, di fatto sprecando una borsa. Con questo meccanismo si verifica una "fuga"  di 350 borse del concorso di specializzazione del 2016. Le altre 160 sono state sprecate per l'asincronia dei due concorsi tra Scuole di specialità e corsi per la Medicina generale.

Tra il 2016 e il 2017 sono state perse, per rinuncia, 510 borse di specializzazioni. Nel prossimo concorso di specializzazione una buona parte dei medici che hanno vinto una borsa di studio lo scorso anno ritenterà il concorso per una nuova specialità (la propria prima scelta)  e chi riuscirà, chi si iscriverà alla nuova specializzazione abbandonerà la prima, di fatto sprecando una borsa.

Con questo meccanismo, incrociando i dati delle graduatorie si sottolinea una "fuga"  di 350 borse del concorso di specializzazione del 2016. Le altre 160 invece sono state sprecate semplicemente per l'asincronia dei due concorsi tra Scuole di specialità e corsi per la Medicina generale.

Il dato è illustrato in uno studio realizzato dai giovani medici di una nuova associazione, l’”Associazione Liberi Specializzandi - fattore 2a”, che conta al momento più di 1200 iscritti e ha come obiettivo dichiarato quello di sensibilizzare gli organi competenti a monitorare queste “emorragie” di borse per poterle recuperare.

Secondo lo studio, il saldo totale fra i medici che si abilitano ogni anno dal 2013 e il numero di borse erogate (SSM, le specializzazioni mediche classiche + MMG, i corsi in medicina generale) dal 2013 registra un saldo negativo di 930 unità, per una media di 233 all’anno. Significa, spiegano gli autori, che dal 2013 ogni anno vengono erogate 233 borse in meno del fabbisogno di medici abilitati, che quindi ritentano il concorso gli anni successivi aumentando progressivamente il numero di candidati e di esclusi alla formazione. Un numero che, commenta lo studio, non rende chiarezza dell’aumento progressivo di medici candidati ai concorsi SSM che crescono di 756 unità all’anno.

Se in media, ogni anno, i candidati alle specializzazioni in medicina crescono di 756 unità a fronte delle sole 233 borse non erogate dal MIUR e dalle Regioni, chi sono quei 520 medici che – ogni anno – si accumulano ai concorsi? Secondo l’associazione lo spreco di risorse pubbliche che annualmente vede “bruciare” più di 500 posti circa tra SSM e MMG si può quantificare specializzazione per specializzazione e sede per sede. Lo studio ricorda che questi 500 posti sono “soldi” messi a bilancio dallo Stato e che vengono in una qualche misura non recuperati e rimessi a bando, andando quindi a definanziare la formazione di 500 futuri specialistici all’anno.

I meccanismi per cui si “sprecano” queste 500 borse di studio finora individuati sono stati principalmente due. Il primo è banale, sottolinea l’associazione: un medico che ha partecipato e vinto una borsa di studio al concorso SSM o MMG nell’anno 2016, entrando magari in una sua seconda o terza scelta, ritenta e vince il concorso l’anno successivo e “spreca” una borsa di studio, bruciando un anno di finanziamento (25.000 euro circa), ma soprattutto non essendoci un meccanismo di recupero “brucia” un futuro specialista in quella branca. Il secondo meccanismo è più sottile. Nel concorso appena passato (SSM ed MMG 2017), le due graduatorie si sono accavallate per un periodo in quanto i due concorsi sono stati molto ravvicinati. I concorrenti SSM 2017, appena sbloccato il proprio scaglione di 1000 posti, avevano 26h circa per poter decidere quale specializzazione e in quale sede andarsi a formare. Molti, soprattutto negli ultimi scaglioni, si sono dovuti accontentare dei posti liberi rimasti e nella paura di non poter avere un posto libero hanno scelto una specializzazione parallelamente aspettando lo scorrimento della graduatoria MMG (che si era accavallata). Nel momento in cui la Regione dove aveva fatto il concorso MMG andava a chiamare il concorrente per assegnare la borsa di studio MMG è capitato che molti accettassero quest’ultima di fatto “sprecando” una borsa SSM senza aver messo mai piede neanche un giorno in reparto. Questo meccanismo è stato possibile in quanto come già detto le due graduatorie si sono accavallate ma anche perché la borsa SSM, da regolamento MIUR non veniva rimessa subito a disposizione.

Lo studio ha poi analizzato la graduatoria degli ammessi e iscritti al concorso SSM 2016 con la graduatoria unica SSM 2017 e gli iscritti al primo anno di corso in medicina generale del triennio 2017/2020. Dei 6738 iscritti alle specializzazioni 2016, hanno ritentato il concorso verso una nuova specializzazione medica (SSM 17), 822 pari al 12.2% del totale. Di questi, 321 hanno ottenuto una borsa SSM 2017, di fatto sprecando 321 borse 2016, pari a quasi il 5% delle borse totali. Un’altra “fuga” dalle specializzazioni 2016 (SSM16) è avvenuta verso la medicina generale 2017 (MMG 17), ovvero gli iscritti alle scuole di specializzazione 2016 hanno ritentato il concorso MMG 2017. In questo caso hanno ritentato il concorso verso la medicina generale in 290 e si sono iscritti in 30, pari allo 0.45% del totale borse SSM 2016. Nelle tabelle che seguono si evidenzia l’elenco delle fughe da SSM 2016 a SSM 17 e MMG 17.

Per le specializzazioni che verranno  - i nuovi concorsi SSM 2018 ed MMG 2018 - quello che succederà sarà una ingente perdita di borse SSM 2017 per i due meccanismi fin qui descritti, ovvero:

1) alcuni specializzandi che hanno partecipato e vinto una borsa SSM 2017, magari non soddisfatti della scelta o dell’offerta formativa della scuola di specializzazione, ritenteranno il concorso di specializzazione 2018 e se accetteranno una nuova borsa si instaurerà il “meccanismo fuga” per passaggio da SSM 17 a SSM 2018;

2) altri che faranno sia il concorso SSM18 che MMG18, sceglieranno prima una specializzazione medica e poi, se vincitori, saranno chiamati a scegliere dalle regioni se accettare o meno una borsa MMG 2018.

Si instaurerà così il meccanismo “borse perse” per passaggio nello stesso anno, a distanza di pochi mesi, da una specializzazione a una medicina generale.

L’emorragia di 500 borse l’anno ha ripercussioni a più livelli:

1) sociale: per mancanza di specialisti formati nei prossimi anni a ridosso del ricambio generazionale;

2) imbuto formativo: aggravarsi dell’imbuto formativo per un giovane medico e aumento progressivo dei concorrenti;

3) università: riduzione di specializzandi impiegati nel Ssn e riduzione delle entrate universitarie per le tasse;

4) ministero: spreco e sperpero di risorse.

“Nei prossimi mesi con i nuovi concorsi 2018 – conclude lo studio - la nostra associazione monitorerà i contratti del 2017 che verranno persi per passaggio degli specializzandi da una specializzazione presa nel 2017 a una del 2018. Al termine delle graduatorie del concorso MMG 2018, individuati gli iscritti ai corsi di formazione, sarà possibile quantificare anche le borse perse del 2017 per passaggio da una specializzazione 2017 al corso MMG 2018, e le borse perse 2018 per iscrizione, lo stesso anno, ad una specialità medica e conseguentemente a un corso regionale in medicina generale”. Secondo l’associazione poi la nuova “laurea abilitante” creerà ulteriori disagi vedendo diminuire gli abilitati ogni anno per una nuova tipologia, più selettiva, del test di abilitazione. “Questo inasprimento ingiustificato – conclude l’associazione – creerà un ulteriore collo di bottiglia o imbuto formativo a monte che ridurrà ulteriormente il contingente di specializzandi in un momento storico, a ridosso del ricambio generazionale, dove quello di cui più il nostro Ssn ha bisogno è di medici formati e specializzati pronti a subentrare e garantire la continuità di cure e di eccellenza negli ospedali già pesantemente sotto organico in molte realtà”.

Nota a margine: i fondi derivanti dalle borse "perdute" non vengono più reimpiegati per l'anno successivo, essendo stati bloccati dal Ministero ad autotutela verso i numerosi ricorsi di coloro che hanno partecipato e vinto al concorso pur non essendo abilitati (entrando quindi in graduatoria ma non ottenendo il posto). Un altro "errore di procedura" che corrode ulteriormente i pochi fondi erogati per il sistema di formazione medica post laurea.





FONTE: Quotidiano Sanità
Leggi tutto...

26 marzo, 2018

Medicina generale, in arrivo nuovo accordo ACN, molte novità per i pazienti

0 commenti
Diagnostica di primo livello per evitare accessi impropri al Pronto soccorso, indicatori di performance e di risultato su obiettivi di salute, valorizzazione del ruolo del medico di famiglia nella gestione del paziente cronico. Ma non solo, previsto anche un ruolo attivo nelle vaccinazioni e nella gestione delle liste d’attesa. Oltre agli arretrati per i medici di assistenza primaria, medici di continuità assistenziale e medici di emergenza sanitaria territoriale.

Queste sono solo alcune delle novità della nuova convenzione della medicina generale che molto probabilmente sarà firmata il prossimo 29 marzo, data in cui la Sisac ha convocato i sindacati per siglare un rinnovo contrattuale atteso ormai da quasi un decennio. Il cammino, com’è noto è stato lungo e incerto ma ormai l’agognata firma è vicina e le novità non sono poche, vediamole.

Viene prevista nell’ambito degli Accordi regionali la definizione di indicatori di performance e di risultato su obiettivi di salute dei cittadini che dovranno tenere conto anche degli obiettivi prioritari di politica sanitaria nazionale:
- PIANO NAZIONALE DELLA CRONICITÀ
- PIANO NAZIONALE PREVENZIONE VACCINALE 2017-2019
- ACCESSO IMPROPRIO AL PRONTO SOCCORSO
- GOVERNO DELLE LISTE D'ATTESA E APPROPRIATEZZA

Nell’ambito dell’attuazione a livello regionale del Piano e per migliorare la gestione della cronicità, viene valorizzato il ruolo del medico di medicina generale prevedendo una partecipazione attiva nella valutazione dei casi e nell’individuazione della terapia ritenuta più idonea. In particolare, per rendere più efficaci ed efficienti i servizi sanitari e per assicurare maggiore uniformità ed equità di accesso ai cittadini, particolare rilievo sarà attribuito al loro ruolo dei medici nell’ambito del coordinamento clinico.

Riconoscimento e implementazione del ruolo del medico di medicina generale nell’attuazione del P.N.P.V. prevedono una attiva partecipazione nelle vaccinazioni e nelle relative attività collegate: viene ribadita la necessità di promuovere un cambiamento culturale nell’approccio ai bisogni di salute e allo stesso tempo viene sottolineata la necessità di giungere ad una integrazione delle reti territoriali della medicina generale e delle loro forme organizzative con strutture, servizi e altre figure del territorio nonché il coinvolgimento dei medici nella diagnostica di primo livello. Viene riconosciuto ai medici di assistenza primaria un ruolo effettivo nei percorsi regionali di prescrizione, prenotazione, erogazione e monitoraggio delle prestazioni e per le forme organizzative dei medici di medicina generale previsto il coinvolgimento nei processi di budgeting aziendali. Ma oltre al riconoscimento del ruolo e delle competenze nell’ambito dei questi obiettivi di salute pubblica la nuova convenzione prevede anche altre novità tra cui un più veloce iter per l’accesso alla professione dei giovani medici, una sburocratizzazione per l’assegnazione degli incarichi, maggiore tutela della gravidanza, una nuova regolamentazione del diritto di sciopero e nuovi interventi per la sicurezza delle sedi di Continuità Assistenziale.

Velocizzazione alla professione dei giovani medici formati accesso per la medicina generale: Tra le novità è previsto che possano presentare domanda di inserimento in graduatoria anche i medici che nell’anno acquisiranno il titolo di formazione. Il titolo deve essere posseduto ed autocertificato entro il 15 settembre ai fini dell’inserimento nella graduatoria provvisoria.

Assegnazione di incarichi di assistenza primaria: viene ridotta la pubblicazione degli ambiti vacanti da una a due volte l’anno. Entro la fine di marzo di ogni anno ciascuna Regione pubblicherà l’elenco degli ambiti territoriali vacanti di medico di assistenza primaria e di quelli che si renderanno disponibili nel corso dell'anno. Precedentemente venivano pubblicate le carenze relative ai sei mesi precedenti senza pubblicazioni di carenze che nel corso delle procedure di assegnazione si sarebbero rese disponibili. L’attuale misura permetterà la pubblicazione delle carenze che nell’arco dell’anno successivo alla pubblicazione si rendessero disponibili per l’andata in quiescenza dei medici per limiti di età (70 anni).

Tutela della gravidanza: L’astensione obbligatoria per la gravidanza non determinerà riduzione del punteggio per la formazione della graduatoria per i conseguenti periodi di sospensione dall’attività convenzionale.

Regolamentazione del diritto di sciopero: Vengono individuate le prestazioni considerate indispensabili e rientranti nell’area di valutazione della Commissione di garanzia dell´attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali.

Sicurezza delle sedi di Continuità Assistenziale: Viene concordato che al fine di garantire adeguati livelli di sicurezza per i medici di continuità assistenziale, l’attività ambulatoriale, sentito il Comitato aziendale, venga svolta solo presso sedi idonee e che nell’ambito degli Accordi regionali, in coerenza con la programmazione regionale, vengano definite le modalità organizzative per regolamentare il libero accesso dei pazienti in orari diurni e serali prestabiliti e divulgati ai cittadini.

FONTE: Quotidiano Sanità
Leggi tutto...

13 gennaio, 2018

Statali, pugno di ferro sulle visite fiscali: varati incentivi economici per i medici compienti visite domiciliari

0 commenti
Da oggi le visite fiscali per gli statali in malattia potranno essere anche ripetute più volte ed eseguite in prossimità dei giorni festivi e di riposo settimanali. In pratica, visite fiscali con controlli ripetuti più volte in un giorno, soprattutto a ridosso del fine settimana o in prossimità delle feste. E' una delle novità della riforma Madia che riguarda circa 3 milioni di dipendenti: previsti anche incentivi economici ai medici per spingerli a effettuare più accertamenti nelle zone d'Italia meno battute.

Salta invece l’armonizzazione tra il settore pubblico e quello privato che avrebbe parificato le fasce di reperibilità. La riforma Madia non si è adeguata alle osservazioni del Consiglio di Stato e ha lasciato invariate le vecchie fasce orarie peri i controlli per l’accertamento delle assenze dal lavoro per malattia.

Il decreto numero 206/2017 firmato dal ministro della Pubblica amministrazione di concerto con il ministro del lavoro Poletti, pubblicato in Gazzetta ufficiale il 29 dicembre, è entrato in vigore oggi. L'obiettivo è quello di ridurre il più possibile l'assenteismo "strategico" dei dipendenti, specie a ridosso di festività o week end: una stretta iniziata dopo il famigerato capodanno dei vigili di Roma a cavallo tra il 2014 e il 2015 con l'85% del personale a casa per malattia. Dunque, tra le novità spicca la possibilità dei controlli reiterati. Il medico durante una malattia potrà recarsi anche più volte al giorno a casa del lavoratore, anche a distanza di poche ore. E, per incentivare i controlli fiscali, sono previsti dei premi economici ai medici proprio in base al numero delle visite effettuate.

Rimangono invariate, almeno per ora, le fasce orarie di reperibilità. Sette ore per i dipendenti pubblici(contro le 4 dei privati), e cioè dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18. L'obbligo di reperibilità sussiste anche nei giorni non lavorativi e festivi. Il dipendente inoltre è tenuto a comunicare preventivamente al datore, che a sua volta informerà l'Inps, l'eventuale variazione di indirizzo durante il periodo di prognosi. Sono esclusi dall’obbligo di rispettare le fasce di reperibilità i dipendenti con “patologie gravi che richiedono terapie salvavita; causa di servizio riconosciuta” con riferimento alle prime tre categorie della Tabella A allegata al decreto del presidente della Repubblica 30 dicembre 1981 n. 834 o a patologie della Tabella E dello stesso decreto; “stati patologici sottesi o connessi alla situazione di invalidità riconosciuta, pari o superiore al 67%”.

All’articolo 1 viene stabilito che la visita fiscale può essere richiesta, dal datore di lavoro pubblico, fin dal primo giorno di assenza dal servizio per malattia del dipendente pubblico mediante utilizzo del canale telematico messo a disposizione dall’INPS. All’articolo 2, invece, viene scritto che le visite fiscali possono essere effettuate con cadenza sistematica e ripetitiva, anche in prossimità delle giornate festive e di riposo settimanale. All’articolo 3, invece, si parla di fasce orarie di reperibilità: dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18. L’obbligo di reperibilità sussiste anche nei giorni non lavorativi e festivi. Nell’articolo 4, invece, spazio alle esclusioni dall’obbligo di reperibilità. Con l’articolo 5, il medico è tenuto a redigere, nelle modalità telematiche indicate dall’INPS, il verbale contenente la valutazione medico legale relativa alla capacità o incapacità al lavoro riscontrata. L’articolo 6, invece, parla di variazione dell’indirizzo di reperibilità: deve essere comunicato dal dipendente all’amministrazione presso cui presta servizio. L’articolo 7 si parla della mancata effettuazione della visita per assenza del lavoratore all’indirizzo indicato: il medico fiscale rilascia apposito invito a visita ambulatoriale per il primo giorno utile presso l’Ufficio medico legale dell’INPS competente per territorio. Nell’articolo 8, invece, si afferma che, qualora il dipendente non accetti l’esito della visita fiscale, il medico è tenuto ad informarlo del fatto che deve eccepire il dissenso seduta stante e questo deve essere sottoscritto dal dipendente. L’ultimo articolo, il numero 9, infine, parla di rientro anticipato al lavoro: il dipendente deve richiedere un certificato sostitutivo che viene rilasciato dallo stesso medico che ha redatto la certificazione di malattia ancora in corso di prognosi o da altro medico in sostituzione.




FONTE: Web
Leggi tutto...

11 dicembre, 2017

Martedi 11 dicembre sciopero nazionale medici: "Problemi gravi nel settore sanitario, governo tratta SSN come bancomat"

0 commenti
I medici denunciano: la sanità pubblica è al collasso eppure continua ad esser usata come bancomat dal governo che anno dopo anno sottrae finanziamenti al settore. Per questo i camici bianchi incroceranno le braccia per 24 ore martedì 12 dicembre. Come sempre saranno garantite le urgenze ma i disagi saranno tantissimi, a cominciare dall'annullamento di migliaia di interventi programmati che salteranno in conseguenza dell'adesione allo sciopero anche degli anestesisti rianimatori, in prima fila sulle barricate della protesta. Un vero e proprio black out di 24 ore al quale hanno aderito tutte le principali organizzazioni di categoria (Anaao Assomed, Cimo, Aaroi-Emac, Fvm, Fassid, Cisl medici, Fesmed, Anpo-Ascoti-Fials medici, Uil Fpl) che insieme presidieranno con un sit-in il ministero dell'Economia.

Nei prossimi 5 anni 35.000 medici dipendenti del ssn verranno pensionati. Con il turn over a singhiozzo si prevede una carenza di circa mille medici all'anno nelle varie specializzazioni. Ma la carenza di personale non è l'unico problema come spiega Antonio Vergallo, presidente degli Anestesisti «Non si tratta solo di un problema di assunzioni ma della mancanza di specialisti a disposizione a causa di una annosa e miserrima pianificazione dei fabbisogni. - denuncia Vergallo- Eppure abbiamo assistito pochi mesi fa all' annuncio trionfante dell'inserimento della partoanalgesia nei Lea: pura utopia, come avevamo preannunciato. Come si possono aggiungere servizi quando per coprire quelli già esistenti ed essenziali siamo costretti a centinaia di ore di lavoro a fondo perduto?»
Gli anestesisti denunciano la mancata assunzione di personale specializzato e l'abuso da parte delle strutture sanitarie pubbliche della pratica degli appalti dei servizi «a cooperative che utilizzano medici low cost». Prassi, assicurano ormai diffusa in diverse aziende ospedaliere. Inoltre, denuncia ancora Vergallo: «questo sciopero è l'occasione per mettere a nudo la sostituzione dei medici specialisti con medici in formazione, gli specializzandi». Un fenomeno che viene tacitamente accettato e che si configura, insiste Vergallo, come «una vera e propria truffa ai danni di tutti, professionisti e cittadini».

Nel mirino del sindacato della dirigenza medica, Anaao Assomed, la legge di Bilancio. Inconcepibile che «in una manovra da 20 miliardi, di cui 12 sono rappresentati da bonus di ogni tipo» il governo non riesca a trovare le risorse da destinare al personale del settore sempre più scarso e anziano.

FONTE: Il Giornale
Leggi tutto...

08 giugno, 2017

Concorso Medicina Generale 2017, Ministero sblocca il problema "abilitazione", aumentano candidati al Concorso

0 commenti
Novità sul fronte del concorso per MMG. Il Ministro della salute Beatrice Lorenzin ha firmato un decreto che modifica le modalità di accesso al concorso per l'ammissione ai corsi di formazione specifica in medicina generale. Il nuovo decreto, spiega il ministero in una nota, prevede che i laureati in medicina e chirurgia possano partecipare al concorso per l'ammissione ai corsi di formazione specifica in medicina generale, anche nel caso in cui non siano in possesso dell'abilitazione all'esercizio della professione e non siano ancora iscritti al relativo albo professionale. Sino ad oggi l'abilitazione all'esercizio della professione e l'iscrizione all'albo professionale costituivano requisiti necessari per la presentazione della domanda di partecipazione al concorso. Di conseguenza, i giovani neo-laureati in medicina e chirurgia non potevano accedere al concorso anche se tali requisiti venivano conseguiti successivamente alla presentazione della domanda di partecipazione ma prima dell'inizio del corso di formazione.

Tale decreto consente, quindi, a tutti i giovani medici di presentare la domanda di partecipazione al richiamato concorso, con la "riserva" di iscrizione all'albo entro la data di inizio dei corsi di formazione. Il nuovo decreto uniforma, quindi, i requisiti di accesso ai corsi per la formazione specifica in medicina generale con quelli di accesso alle scuole di specializzazione universitaria in medicina e chirurgia. Il Ministro Lorenzin ha accolto le richieste di modifica dei requisiti di ammissione al concorso, avanzate dalla FNOMCEO (Federazione Nazionale dei Medici Chirurghi e Odontoiatri) e dalla FIMMG (Federazione Italiana Medici di Famiglia), nonchè dalle associazioni rappresentative dei giovani medici. La modifica dei requisiti di ammissione al concorso, sottolinea il Ministero, costituisce il primo importante risultato del Tavolo sulle problematiche della medicina generale costituito dal Ministero della salute e al quale partecipano il MIUR, le Regioni e la FNOMCEO.

FONTE: Agi.it
Leggi tutto...

23 maggio, 2017

TAR del Lazio sblocca concorso MMG 2017 per i laureati non ancora abilitati

0 commenti
Porte aperte al concorso di ammissione al corso di Medicina Generale anche per i laureati che non hanno conseguito l'abilitazione porfessionale. Lo ha deciso il Tar del Lazio che con la sua sentenza (numero 5594 del 19 maggio 2017) annulla decreto del Ministero della Salute del 7 marzo 2006.

Il Tar ha definito "irragionevole - e comunque eccedente il criterio di stretta proporzionalità allo scopo - l’esclusione dal concorso dei soggetti che appaiano in grado di garantire il possesso del titolo alla data di inizio dell’attività".

«L’annullamento del Tar Lazio del decreto del Ministero della Salute del 7 marzo 2006, nella parte in cui preclude la partecipazione al concorso per l’ammissione al corso di Medicina Generale ai laureati in Medicina non ancora abilitati, è la prima vittoria di merito degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti, al fianco della Fp Cgil Medici, che mette un punto fermo sulla questione: tutti i laureati non ancora abilitati potranno partecipare alla prova». A farlo sapere è la Funzione Pubblica Cgil Medici.

Per il segretario nazionale della Fp Cgil Medici, Massimo Cozza, «è una buona notizia che rafforza la nostra richiesta, portata avanti con Cisl e Uil, di arrivare subito alla laurea abilitante per consentire a tutti i medici di poter accedere prima alla formazione e al mondo del lavoro». “Secondo la sentenza del Tar Lazio numero 5594 del 19 maggio 2017,” riferisce Fp Cgil “in piena aderenza alle tesi degli avvocati, è irragionevole – e comunque eccedente il criterio di stretta proporzionalità allo scopo – l’esclusione dal concorso dei soggetti che appaiano in grado di garantire il possesso del titolo alla data di inizio dell’attività’.

«Una disposizione – conclude Cozza – che oltre tutto discriminava tra medici italiani che dovevano essere in possesso dell’abilitazione alla data di presentazione della domanda e medici comunitari che invece possono registrare l’abilitazione entro la data di inizio del corso di formazione».
 
Leggi tutto...

SENTIERI DELLA MEDICINA

In questo blog ci sono post e commenti

Commenti recenti

Post più popolari