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AFORISMA DEL GIORNO

04 agosto, 2008

TEST DI INGRESSO: i test degli anni passati

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I test degli anni passati disponibili sul sito Ammissione.it (scaricabili previa registrazione):

Test di Medicina
Test di Odontoiatria
Test di Veterinaria
Test per Professioni Sanitarie

I file scaricabili sono hostati sul loro sito e a loro esclusiva responsabilità.
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Ricerca italiana sulla relazione fra allergie e smog

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Due allergologi italiani, Gennaro D'Amato dell'ospedale Cardarelli di Napoli e Lorenzo Cecchi del Centro interdipartimentale di bioclimatologia dell'università di Firenze, hanno effettuato una importante ricerca sugli effetti che il cambiamento climatico sta causando sulla diffusione delle allergie. I risultati sono attualmente in corso di stampa sulla rivista Clinical and experimental allergy.
Cosi come spiegato dall'autore Cecchi nella rivista, "L'aumento delle allergie cui stiamo assistendo in questi anni è ormai assodato". Una delle possibili spiegazioni è stata attribuita alla "teoria igienica": spiega infatti il ricercatore che "lavandoci di più, negli ultimi decenni abbiamo ridotto il contatto con molti batteri. Il sistema immunitario, poco stimolato soprattutto durante l'infanzia, reagirebbe attivandosi contro nemici inesistenti."
"Ma il riscaldamento del clima - continua Cecchi - non ha solamente un effetto diretto sulle allergie. Contribuisce anche a peggiorare gli effetti dell'inquinamento. Ed è per questo che nel prossimo futuro nelle aree urbane ci aspettiamo una crescita della concentrazione dell'ozono, un gas che aumenta quanto più la temperatura dell'aria è alta, ma anche una maggiore presenza del particolato.
L'aria stagnante e la diminuzione delle piogge (che hanno l'effetto di "lavare" l'aria) peggioreranno senz'altro i fastidi dell'inquinamento cittadino". E se i danni sull'apparato respiratorio sono provati, si sta cercando di capire se anche la pelle soffra per la presenza delle polveri sottili nell'aria, dovuti a un graduale incremento del tasso di smog nelle città. "Uno studio nordeuropeo ha fatto il confronto fra un gruppo di bambini locali e un altro gruppo mandato a trascorrere un periodo a Tenerife. I secondi sembravano in effetti soffrire meno di allergie. Anche se accertare il legame fra inquinamento e pelle dovrà essere uno degli obiettivi dei prossimi studi".
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Ankara: in ospedale morti 27 neonati per cause sconosciute

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Tragedia in Turchia dove 27 neonati sono morti negli ultimi quindici giorni in un ospedale pubblico di Ankara. Dal punto di vista medico vi sono numerosi dubbi e misteri: le autopsie eseguite stanno rapidamente escludendo la possibilità che sia insorta una infezione di massa, e i medici attribuiscono le morti a cause differenti e non correlate, tuttavia permangono numerosi dubbi, sollevati anche dalle famiglie delle vittime che hanno denunciato le precarie condizioni d'igiene del nosocomio. Il sindacato sostiene che le morti sarebbero avvenute non nell'arco di 15 giorni ma in pochi giorni a causa di una possibile epidemia. Il governo turco sta valutando l'adozione di provvedimenti e il ministro locale ha annunciato una giornata di lutto nazionale.
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02 agosto, 2008

Siracusa: ricette a defunti, 107 medici denunciati

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Prescrizioni farmaceutiche per pazienti deceduti da tempo venviano rilasciate da 107 medici con l’Ausl 8 di Siracusa che sono stati ora denunciati dalla Guardia di Finanza per truffa aggravata e continuata ai danni del servizio sanitario nazionale. Sono 281 le ricette irregolari, intestate a 162 persone defunte ma emesse in data successive alla loro morte. Il danno erariale stimato dalla Guardia di Finanza e’ di 2,2 milioni di euro e ne e’ stata informata la Procura della Corte dei Conti. L’indagine ha riguardato gli anni dal 2002 al 2007 e in una prima fase aveva portato alla scoperta di prestazioni sanitarie erogate a 5.735 assistiti gia’ morti. I finanzieri hanno creato un apposito database per effettuare, in collaborazione con l’Ausl 8 e con i 21 Comuni della provincia di Siracusa, riscontri incrociati sui nomi delle 24.287 persone decedute in quei territori dal primo gennaio 2002 al 31 luglio 2007. E’ cosi’ emerso che 5.735 defunti erano ancora iscritti nelle liste della Ausl 8 e che cio’ ha causato un danno erariale d 2.171.627 euro per i compensi versati ai medici di base che avevano i morti tra i loro assistiti. Elaborando ulteriormente i dati, e riscontrando oltre un milione e 400 mila prescrizioni farmaceutiche, le “fiamme gialle” hanno ora scoperto le 281 ricette farmaceutiche intestate 162 deceduti e individuato i 107 medici che le avrebbero firmate. Per i farmaci erogati il danno erariale non e’ ingente. Si tratta di 5.366 euro e 58 centesimi.

FONTE: AGI Agenzia Italia
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Radicali liberi e fame: una relazione stretta

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Un recente studio medico ha permesso di determinare come alcune aree de lcervello deputate alla regolazione dello stimolo alla fame e alla sazietà possano dipendere dalla presenze di molecole facenti parte della famiglia molecolare classificata come "Radicali Liberi", a cui normalmente si attribuisce la responsabilità del processo di invecchiamento (e, in alcuni casi, di insorgenza di neoplasie).

Lo studio, pubblicato su di una autorevole rivista americana, si basa sulla connessione fra somministrazione di antiossidanti e riattivazione dello stimolo della fame. L'approfondimetno di tale relazione potrebbe essere un nuovo spunto per il trattamento dell'obesità.
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Genova: degente coperto di formiche

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Macabra scoperta a Genova dove un paziente dell'ospedale San Carlo del capoluogo ligure sarebbe stato trovato ricoperto di formiche. Dopo la segnalazione sono giunti sul posto i carabinieri del Nas di Genova, che hanno trovato alcune formiche ancora sul corpo dell'uomo. Nella stanza c'erano anche altri 3 pazienti che pare non siano stati toccati dagli insetti. Tuttavia la stanza è stata sgombrata dal servizio di igiene per consentire le operazioni di sanificazione. Al momento non sono stati presi provvedimenti d'urgenza nei confronti della struttura ospedaliera.
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Diabete: la Regione Lazio rescinde il contratto con Federfarma

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La Regione Lazio ha rescisso unilateralmente l'accordo per la distribuzione dei presidi per diabetici tramite le farmacie aperte al pubblico. L'intesa, sottoscritta tra Regione Lazio, Federfarma Lazio, Confservizi Lazio (Farmacie Comunali) e raggiunto per espressa volonta' della stessa Regione, aveva lo scopo di evitare intralci burocratici e le difficolta' di approvvigionamento per i cittadini, garantendo al contempo cospicui risparmi(circa 24 milioni di euro). Da domani i pazienti diabetici saranno costretti a recarsi nuovamente presso i pochi centri delle ASL non potendo cosi' fruire del servizio capillare 24 ore su 24 delle 1450 farmacie del Lazio. "La Regione Lazio ha fatto pressione per 6 mesi affinche' si giungesse ad un accordo - dice il segretario di Federfarma Franco Caprino - e ora, dopo un mese durante il quale i pazienti erano felici, non capiamo l'atteggiamento assunto. Questa e' una necessita' e un problema sentito dai malati di diabete. I diabetici - prosegue Caprino - sono nel Lazio oltre 250.000, e c'e' un milione di persone che devono fare una trafila burocratica per i reagenti. Il diabete - afferma il segretario di Federfarma - e' la sesta causa di mortalita' in Italia".

FONTE: AGI SALUTE => http://salute.agi.it/primapagina/notizie/200808011446-hpg-rsa0025-art.html
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Creata una mappa genetica del virus dell'Epatite B

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Mediante il metodo della vaporizzazione messo a punto da Albert Heck dell'università di Utrecht è stata individuata la prima "mappa genetica" del virus dell'epatite B. Come dichiarato dallo stesso scienziato alla rivista Pnas "abbiamo trovato che il rivestimento si può presentare in due diverse strutture e con questa tecnica si può studiare la composizione del virus e il modo di assemblarsi, interferire con l'assemblaggio e quindi ideare nuove cure". L'epatite virale B o SH è una delle forme di epatite virale acuta determinata dal virus HBV. Si stima che nel mondo ci siano almeno 400 milioni di persone infettate dal virus dell'epatite B. La maggioranza dei soggetti infetti nei paesi dell'Europa Occidentale presentano una infezione di lunga durata, attualmente sostenuta dal ceppo "mutante sull'"e"" o "e-minus", sebbene l'introduzione capillare della vaccinazione ha notevolmente ridotto i nuovi casi di infezione. Tuttavia nei paesi dell'Europa dell'Est ed in Asia ed Africa, dove invece la frequenza di nuove infezioni è ancora alta, la maggioranza dei soggetti è infetta dal ceppo selvaggio o wild-type. La creazione della mappa genetica del virus può rappresentare un ottimo strumento per creare vaccini sempre più efficaci, in grado di colpire differenti tipi di questo virus.
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01 agosto, 2008

Caso Englaro, Senato approva conflitto d'attribuzione

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Stamane il Senato ha approvato la mozione sul "conflitto d'attribuzione" portato davanti alla Corte costituzionale, sollevata dopo la sentenza della Corte d'Appello civile di Milano sul destino di Eluana Englaro. Hanno votato a favore Pdl, Lega e Mpa, invece non ha partecipato al voto il Partito Democratico. Ha votato contro l'Italia dei Valori. La stessa mozione è stata approvata ieri dalla Camera dei deputati, senza il voto del Pd che è mancato anche oggi. I giudici milanesi avevano dato l'ok all'interruzione dell'alimentazione e dell'idratazione forzata richiesta dal padre della ragazza, che da 16 anni è in stato vegetativo permanente. La sentenza si basa su un analogo pronunciamento della Corte di Cassazione ora finito nel mirino di buona parte del Parlamento che ha chiesto alla Consulta di dirimere la questione su un presunto conflitto tra potere legislativo e giudiziario.
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Crotone: bimba ingerisce metadone dello zio.

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Grave fatto di cronaca a Crotone dove una bambina padovana di 9 anni è stata ricoverata in prognosi riservata nel reparto rianimazione dell'ospedale civile di Crotone dopo aver accidentalmente ingerito del metadone. La bimba, in vacanza in Calabria con la famiglia, ha assunto la sostanza contenuta in un flacone da 10 milligrammi che apparteneva allo zio, un 40enne salernitano con problemi di tossicodipendenza. Da quanto si è appreso, la bambina, dopo aver assunto per errore la sostanza ha accusato subito un malore ed è stata trasportata all'ospedale di Crotone, dove si trova tuttora in gravi condizioni. Le indagini del caso sono condotte dai Carabinieri. L'uomo è stato denunciato per lesioni colpose gravi.
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Aterosclerosi, uno studio svedese mostra l'importanza dei Anti-PC

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Secondo un recente articolo della rivista Atherosclerosis sono stati prodotti in laboratorio degli anticorpi che avrebbero un ruolo importante se impiegati per il controllo dei livelli ematici di colesterolo. La molecola chiamata "anti-PC" risulterebbe presentarsi in bassissima quantità nel sangue dei pazienti colpiti da ictus e infarto. Da qui si è supposta una teoria basata su l'utilizzo di molecole "esogene" che dovrebbero tuttavia mimare l'attività degli anti-PC e in tal modo ridurre i livelli ematici di colesterolo nel sangue, diventando così una efficace arma di prevenzione.
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Giappone: ricerca pone in correlazione Helicobacter e Tumori allo stomaco

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Uno studio giapponese pubblicato recentemente sulla rivista "The Lancet" e condotto su oltre un cinquecento persone sta dimostrando come l'uccisione del batterio Helicobacter pylori, responsabile dell'insorgenza di ulcere e in larga diffusione a causa della sempre crescente alimentazione veloce, può ridurre di due terzi il rischio di insorgenza di una recidività del tumore allo stomaco. Almeno la metà dei pazienti che è stata trattata nel tempo con un mix di antibiotici dimostra come a tre anni di distanza presenti una riduzione di almeno il 60% delle recedivie rispetto al gruppo di controllo. Attualmente l'istituto giapponese sta raccogliendo fondi al fine di attuare uno studio su di un campione più ampio.
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Cancro alla prostata, trovata nuova cura più efficace

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In Australia è stato sperimentato con successo un nuovo trattamento per il cancro alla prostata avanzato che risulta essere, dai primi risultati, più efficace e dotato di meno effetti collaterali. Scienziati dell'universita' di Adelaide hanno infatti attuato un esperimento di cura a base di "bicalutamide" in un complesso molecolare che aiuterebbe a far pervenire il farmaco al tessuto in maniera più veloce e sicura. In laboratorio è stata constatata una migliore attività terapeutica di almeno una decina di volte rispetto alle cure tradizionali e una riduzione degli effetti collaterali tipici quali perdita dela libido, indebolimento muscolare. Attualmente il farmaco sta completando la fase di transizione negli esperimenti su campioni di pazienti più elevati ma gli ottimi risultati fanno ben sperare in una sua applicazione futura.
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30 luglio, 2008

Malasanità a Modena: nel 2001 tolto utero probabilmente sano

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Si è fatta operare dal suo medico di fiducia, che l’ha sottoposta a una laparoisterectomia togliendole di fatto l’utero. Ma poi ha scoperto che l’organo era sano. O almeno non ci sarebbe stato bisogno dell’asportazione. Per questo una donna di 33 anni residente nella Bassa che per tutelare la privacy di medico e paziente chiameremo Chiara, ha deciso di raccontare il suo calvario e di chiedere un maxi risarcimento danni al ginecologo, residente nel Modenese ma che lavora in una clinica fuori provincia. Il medico, da parte sua, si difende dicendo di aver agito correttamente per salvaguardare la vita della paziente. La donna, all’epoca dell’operazione, aveva 26 anni: "Per fortuna ho un figlio — racconta — Ma questo non basta per assolvere il medico. Quando mi è stata suggerita l’operazione non mi è stata prospettata un’altra possibilità e non ho potuto che scegliere per l’isterectomia. Ma poi ho scoperto che l’operazione poteva essere evitata, e ora avrei potuto avere altri figli e una vita normale".

L’operazione risale al 2001, ma la causa in sede civile per il risarcimento danni deve ancora cominciare e la prima udienza è stata fissata per il 2010. Chiara si è rivolta al suo ginecologo perché accusava dei dolori e il medico l’ha subito sottoposta a un’ecografia nel suo ambulatorio modenese. L’esame ha evidenziato la presenza, nell’utero, di una sacca di liquido pericolosa, da qui la necessità di fare una laparoscopia nella clinica in cui esercita il medico. A ottobre viene eseguita la laparoscopia: la diagnosi parla di "fibrosi retrouterina, varici pelviche e sindrome di Masters Allen". Il ginecologo avrebbe suggerito l’asportazione dell’utero, senza alternative, anche perché la donna sarebbe stata a rischio di una grave emorragia. Di fronte alla diagnosi e dopo comprensibili perplessità il 7 aprile del 2002 la ragazza si è sottoposta all’intervento chirurgico: "Non sono andata da altri medici — confessa Chiara — mi fidavo di lui. Mi trattava come una figlia. Non avrei mai pensato quello che poi è accaduto".

Ma una volta eseguito l’esame istologico, secondo i legali della donna, non ci sarebbe stata traccia della fibrosi uterina diagnosticata, uno dei motivi fondamentali per cui era stato deciso l’intervento. "Dopo l’operazione — racconta la donna — è stato un calvario. Ho dovuto subire altri interventi per dolori che non mi lasciavano mai. Così mi sono rivolta all’ospedale Estense di Modena dove un altro ginecologo ha riscontrato problemi relativi alla cicatrice. In questi anni, oltre a essere rioperata per sistemare i danni alle terminazioni nervose causate dal primo intervento, ho scoperto che l’asportazione dell’utero non era necessaria. Il medico che mi ha presa in cura è rimasto stupito del fatto che mi fosse stato tolto l’apparato così giovane. Poi ho chiesto la cartella clinica e mi sono accorta che l’utero non era malato come mi aveva fatto credere il ginecologo".

Dopo un terzo intervento, le condizioni di Chiara sono migliorate. "Però continuo ad avere dolori che scarico con lo sport — conclude — e a livello psicologico sono distrutta. Sono in cura da uno psicologo. Se davvero non avessi avuto alternative avrei rinunciato alla possibilità di avere altri figli, ma non è giusto che mi sia stato tolto un diritto simile per niente. Mi sento ferita nel profondo e spero almeno di ottenere giustizia per una vicenda che pregiudicherà il resto della mia vita".

AUTORE: Valentina Beltrame
FONTE: Ilrestodelcarlino.it => http://ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com/modena/2008/07/30/
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LA ADA pubblica le linee guida 2008 sul diabete: la novità? Nessuna novità.

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L'American Diabetes Association ha pubblicato le sue linee guida sulla gestione del diabete per il 2008. Per la verità non sembra ci siano novità eclatanti rispetto a quelle precedenti. In sintesi le principali raccomandazioni:

1) La glicemia a digiuno rimane il modo preferito per diagnosticare la malattia sia negli adulti non gravidi che nei bambini

2) Usare i livelli di glicoemoglobina a scopo diagnostico non è raccomandato

3) Lo screening del diabete e del prediabete deve essere preso in considerazione se vi è sovrappeso od obesità con almeno un altro fattore di rischio associato; altrimenti lo screening dovrebbe iniziare a 45 anni e se il test è normale essere ripetuto ogni 3 anni

4) Sia la glicemia a digiuno che l'OGTT (carico di 75 grammi) sono esami appropriati per diagnosticare diabete e prediabete; l'OGTT può essere richiesto per meglio definire il rischio di diabete in chi ha valori di glicemia a digiuno alterati ma non diagnostici per diabete (IFG = Impared Fasting Glucose)

5) Se si riscontra un IFG oppure un IGT (Impared Glucose Tollerance, vale a dire un OGTT alterato ma non diagnostico per diabete), vanno valutati i fattori di rischio cardiovascolare e trattati se necessario; in questi soggetti è utile il calo di peso di almeno il 5-10% se in sovrappeso e un'attività fisica di almeno 150 minuti alla settimana (per esempio camminare a passo spedito).

6) Nei pazienti con elevato rischio di evoluzione verso il diabete (per esempio IFG o IGT e altri fattori associati) si può considerare l'uso della metformina, così come per i soggetti obesi con meno di 60 anni.

7) L'emoglobina glicata dovrebbe essere ridotta a valori medi inferiori al 7%, in casi selezionati può essere indicato arrivare a valori vicini al 6% se questo non comporta un eccessivo pericolo di ipoglicemie; per i bambini, per i pazienti con storia di ipoglicemie, se l'aspettativa di vita è limitata, se vi sono gravi comorbidità e per i pazienti con diabete di lunga durata o complicanze microvascolari stabili l'obiettivo della glicoemoglobina può essere meno rigido.

8) La dieta dovrebbe limitare l'introito di grassi animali, dei carboidrati raffinati ed aumentare l'introito di fibre e cereali. Il calcolo dell'indice glicemico degli alimenti e del carico glicemico può aiutare a controllare l'equilibrio metabolico. L'attività fisica dovrebbe prevedere almeno 150 minuti alla settimana di esercizio aerobico, suddiviso in almeno 3 volte alla settimana.

9) Si dovrebbe istruire il paziente al self-management della malattia

10) Altri punti toccati dalle linee guida sono: la cessazione del fumo, l'uso di antiaggreganti, lo screening ed il trattamento dell'ipertensione, dell'ipercolesterolemia, della cardiopatia ischemica, della nefropatia, della retinopatia, della neuropatia e la cura del piede.
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Nuovo piano per la Sanità italiana: priorità per cuore, denti e tumori

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Un piano di sconti per le cure odontoiatriche alle fasce di popolazione più deboli come ad esempio gli anziani. L'iniziativa, in fase di definizione, è stata annunciata oggi dal sottosegretario alla Salute Ferruccio Fazio. «In questi giorni stiamo firmando una convenzione con la maggioranza delle associazioni odontoiatriche per definire un progetto che dovrebbe portare a un piano di sconti molto significativo per le cure alle fasce più deboli - ha detto Fazio durante un incontro al ministero della Salute -. Il piano sarà definito a breve».

«Per abbattere concretamente le liste di attesa occorrerebbero maggiori finanziamenti, ma in assenza di questi abbiamo ritenuto di stabilire dei livelli di priorità», ha poi spiegato Fazio, sottolineando che le priorità individuate riguardano innanzi tutto le malattie cardiovascolari e quelle oncologiche. L'abbattimento dei tempi di attesa per le prestazioni sanitarie, ha detto Fazio, «è uno degli obiettivi prioritari di questo governo».

Proprio per ridurre le liste d'attesa, ha ricordato, è stata costituita una commissione con il compito di individuare le modalità per l'abbattimento delle liste negli ambiti delle patologie cardiovascolari e oncologiche, che rappresentano rispettivamente la prima e la seconda causa di morte in Italia. Per le malattie cardiovascolari vengono individuati quattro gradi di priorità: prestazioni urgenti (per le quali l'alternativa è il ricorso al pronto soccorso, da erogare entro le 72 ore per la possibile gravità del decorso clinico); prestazioni da erogare entro 10 giorni; prestazioni entro 30 giorni;
interventi da programmarsi in un maggiore arco di tempo.

Per quanto riguarda la malattie oncologiche, con esclusione delle emergenze, si identificano quattro gruppi di pazienti: priorità diagnostiche urgenti entro 72 ore (pazienti con patologia in rapida evoluzione o complicanze gravi correlate ai trattamenti); priorità diagnostiche entro 10 giorni (pazienti con diagnosi accertata o sospetta di patologia tumorale o recidiva; rivalutazione di trattamento antitumorale); follow-up di pazienti già trattati per patologia neoplastica; screening mirati.

Il sottosegretario alla Salute ha poi annunciato che saranno eliminate prestazioni ritenute "obsolete" come le cure per l'ipertermia.

Il Pd: su livelli di assistenza i conti non tornano. Sui Livelli essenziali di assistenza (Lea) «i conti non tornano, sarà bene scoprire le carte». Ne è convinta Livia Turco, capogruppo Pd in commissione Sanità, che commenta così le dichiarazioni del sottosegretario Fazio. Turco si chiede infatti come possa «il Governo annunciare di aver ritirato il precedente decreto sui Livelli essenziali di assistenza (Lea) perché privo di copertura finanziaria e poi dire di riproporre i medesimi Lea due giorni dopo l'approvazione della Manovra che contiene un taglio di 7 miliardi di euro al fondo sanitario nazionale per i prossimi tre anni? I casi sono due: o aumentano le risorse o tagliano i Lea». Per questo «in conti non tornano».

FONTE: Ilmessaggero.it

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Alzheimer: un nuovo farmaco scozzese riporterebbe in vita le parti più colpite

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Nuova possibile terapia per l'Alzheimer: un farmaco sperimentato all'università scozzese di Aberdeen fa sorgere forti speranze, infatti è stata pubblicata una notizia secondo la quale un gruppo di ricercatori medici con a capo il professor Claude Wischik ha sperimentato con successo su 315 malati un nuovo farmaco che nei casi di progressiva demenza senile appare in grado di riportare funzionalmente in vita le parti piu' colpite del cervello.Il farmaco si chiama "Rember" ed è risultato almeno "due volte più efficace dei medicinali attuali".
Il morbo di Alzheimer è una demenza progressiva invalidante più frequente nel soggetto anziano ma che può manifestarsi anche prima dei cinquant'anni. Prende il nome dal suo scopritore, Alois Alzheimer. La malattia è oggi definita come quel "processo degenerativo che distrugge progressivamente le cellule cerebrali, rendendo a poco a poco l'individuo che ne è affetto incapace di una vita normale". In Italia ne soffrono circa 800 mila persone, nel mondo 26,6 milioni secondo uno studio della Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health di Baltimora, Usa, con una netta prevalenza di donne.


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Dalla California una nuova cura per l'artrite: l'incenso.

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Sorprendenti i risultati delle ultime ricerche mediche americane che affermano come l’incenso possa essere impiegato per la cura dell’artrite ma soltanto se somministrato sotto forma di pillola. Per il “Daily Mail” che ha pubblicato info relative alle ricerche dell’università di California le pillole a base di “resina aromatica” usata nelle celebrazioni liturgiche hanno dato risultati “sorprendentì su una settantina di uomini e donne: dopo 3 mesi di somministrazione aveva alleviato di due terzi le contrazioni e i dolori muscolari legati all’artrite ossea. Incenso è il nome genericamente attribuito alle oleoresine secrete da diverse piante arbustive che crescono nelle regioni meridionali della Penisola Arabica e delle antistanti coste dell'Africa orientale, la più importante delle quali è la Boswellia sacra. Tali resine, una volta raccolte e cristallizzate, sono in grado di liberare nell'aria un forte e penetrante profumo al momento della loro combustione.
L'Artrite è un infiammazione articolare di cui esistono oltre 100 tipologie. Fra i vari sintomi che caratterizzano l’artrite ritroviamo i più comuni quali calore, tumefazione, rigidità, dolore, arrossamento.
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La dipendenza da droghe resta memorizzata nel cervello

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Scoperta la “memoria della dipendenza” dalle droghe: risulterebbe esistente nel cervello di individui tossicodipendenti e persisterebbe per anni e ciò spiegherebbe il perché l’individuo disintossicato resta comunque suscettibile a ricadute anche a disintossicazione avvenuta. Resa nota sulla rivista Neuron, , è una notizia importante per appurare il meccanismo alla base della sensazione di astinenza e della facilità alle ricadute. Il merito della ricerca è attribuibile a Antonello Bonci dell’Università della California a San Francisco, di cui è possibile reperire il blog al seguente indirizzo http://it.wordpress.com/tag/antonello-bonci/
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Mappati i geni che causano la schizofrenia

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Quattro ricerche distinte e portate avanti su malati e sani hanno permesso la scoperta delle alterazioni cromosomiche e genetiche legate alla malattia. La “International Schizophrenia Consortio”, secondo tre articoli sulla rivista Nature, ha messo in evidenza delle alterazioni cromosomiche legate a un rischio di insorgenza di schizofrenia da 3 a 15 volte maggiore: sui cromosomi 1, 15 e 22 dei “soggetti affetti” si ritrovano delle parti mancanti (cosiddette delezioni) mentre su altri punti del Dna sono state individuate molte mutazioni. La schizofrenia è una forma di malattia psichiatrica caratterizzata, secondo le convenzioni scientifiche, da un decorso superiore ai sei mesi (tendenzialmente cronica o recidivante), dalla persistenza di sintomi di alterazione del pensiero, del comportamento e dell'emozione, con una gravità tale da limitare le normali attività della persona. Il termine, coniato dallo psichiatra svizzero Eugen Bleuler nel 1908, deriva dal greco σχίζω (schizo, scissione) e φρενός (phrenos, cervello), 'mente divisa'. Il termine proposto da Bleuler sostituì quello ottocentesco di Dementia Praecox, proposto da Emil Kraepelin. È da tenere presente che schizofrenia è un termine piuttosto generico che indica non una entità nosografica unitaria, ma una classe di disturbi, tutti caratterizzati da una certa gravità e dalla compromissione del cosiddetto "esame di realtà" da parte del soggetto. A questa classe appartengono quadri sintomatici e tipi di personalità anche molto diversi fra loro, estremamente variabili per gravità e decorso.
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Tumori: sempre più utenti consultano il sito Airc

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Sempre più italiani scelgono il sito internet dell’Associazione italiana per la ricerca sul cancro per cercare di capirne di più sui tumori. L’associazione riferisce che nei primi 6 mesi del 2008 il sito “ha registrato un aumento dei visitatori del 64% rispetto allo stesso periodo del 2007”. Secondo l’Airc, questa informazione porterebbe a una previsione per fine anno di almeno due milioni di potenziali utenti. Su www.airc.it è possibile trovare notizie su scoperte in campo oncologico e articoli scientifici. L'Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (AIRC) è un ente privato senza fini di lucro nato nel 1965 grazie all'iniziativa di alcuni ricercatori dell'Istituto dei Tumori di Milano, fra cui il Prof. Umberto Veronesi e il Prof. Giuseppe Della Porta, e al prezioso sostegno di noti imprenditori milanesi. Oggi conta 17 Comitati Regionali e quasi 2.000.000 di Soci, tante persone che sostengono l'Associazione, consentendole di esistere e di andare avanti. L'AIRC raccoglie e distribuisce fondi a favore del progresso della ricerca oncologica e diffonde al pubblico una corretta informazione in materia. I fondi vengono annualmente distribuiti a favore di progetti di ricerca e di borse di studio considerati validi a fini scientifici dal Comitato Tecnico-Scientifico AIRC. Il Comitato Tecnico-Scientifico è composto da scienziati oncologi provenienti da tutta Italia, affiancati nella valutazione e selezione da piu' di 350 ricercatori europei e americani.
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29 luglio, 2008

Allarme in Usa: nel 2030 solo 1 americano su 10 sarà "non obeso"

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Emergono previsioni sconcertanti sullo stato di salute degli americani in relazione alla loro dieta. Secondo recenti studi statistici si osserva come entro il 2030 quasi 9 americani su 10 saranno obesi o in soprappeso. Tale stima è stata pubblicata da ricercatori della “Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health” insieme con la “University of Pennsylvania School of Medicine”. Secondo la rivista “Obesità” tale previsione, se si avvera, provocherà una spesa enorme legata a problemi di salute relativi a sovrappeso pari a oltre 1000 miliardi, arrivando a costituire almeno per il 17% della spesa totale. L' obesità è un fattore di rischio per la salute, tipica, anche se non esclusiva, delle società dette "del benessere". Si definisce obeso un individuo la cui massa di tessuto adiposo sia eccessiva e sia in grado di essere causa o aggravante di malattie. Tra queste sono le disfunzioni cardiocircolatorie, il diabete, problemi alle articolazioni e la sindrome da apnea notturna. Dieta ipocalorica e movimento fisico possono aiutare nei casi meno gravi, ma per quelli più problematici si interviene anche con terapie farmacologiche o chirurgiche. L'obesità è legata: a condizioni genetiche, a disfunzioni ormonali e alla psiche del paziente, dove spesso risiede la causa di questi disordini alimentari. È quindi basilare un supporto psicologico o psichiatrico per curare questo fattore rischio, in eccesso invalidante.
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In Germania il primo trapianto di due braccia

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Sempre più efficaci le tecniche di trapianto nell’uomo. Come riporta oggi il quotidiano tedesco “Tageszeitung”, il primo trapianto al mondo di due braccia complete è stato effettuato con successo lo scorso fine settimana in un ospedale di Monaco di Baviera.. Il paziente di 54 anni, che sei anni fa aveva perso entrambi gli arti superiori in un incidente stradale, è rimasto in una sala operatoria del “Klinikum rechts der Isar” venerdì e sabato della scorsa settimana. Secondo quanto riferiscono i medici si trova ora in buone condizioni. Al complicato trapianto hanno partecipato una trentina di specialisti guidati dal chirurgo plastico Edgar Biemer e dal collega Christoph Hoehnke. La clinica tedesca presenterà nei prossimi giorni tutti i particolari dell’operazione di trapianto nei prossimi giorni.
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HIV: nuovo farmaco australiano permette riduzione della presenza del virus

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Una nuova speranza per i malati di HIV resistenti all’AZT. Un nuovo potente farmaco contro l’HIV, sperimentato su pazienti australiani, si è dimostrato come “altamente efficace” per la riduzione del tasso ematico del virus. Lo studio condotto dal “National Centre in Hiv Epidemiology and Clinical Research” dell’università del New Wales, e appena pubblicato sulla rivista “The Lancet” ha permesso di informare come il farmaco denominato “Raltegravir” oppure “Isentress”, sia ritenuto ”efficace” su più di metà del campione di pazienti di lungo periodo, Hiv resistenti agli altri farmaci. Il virus dell'immunodeficienza umana (HIV, acronimo dall'inglese Human Immunodeficiency Virus) è il virus reponsabile della sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS). È un retrovirus del genere lentivirus. In base alle conoscenze attuali, HIV è suddiviso in due ceppi: HIV-1 ed HIV-2. Il primo dei due è prevalentemente localizzato in Europa, America ed Africa centrale. HIV-2, invece, si trova per lo più in Africa occidentale ed Asia e determina una sindrome clinicamente più moderata rispetto al ceppo precedente. Tra le varie fasi del ciclo vitale del virus quelle più facilmente aggredibili da farmaci sono la retrotrascrizione e le modifiche post-traduzionali a cui vanno incontro le proteine virali neoformate. I farmaci tutt'ora disponibili sono quindi inibitori della trascrittasi inversa (NRTI,NNRTI) e inibitori della proteasi (IP). Tali prodotti vengono adoperati in terapia in combinazione tra loro per evitare di produrre virus resistenti ai farmaci, per la stessa necessità e d'obbligo un'aderenza fedele da parte paziente al trattamento. Obiettivo della terapia farmacologica è quello di impedire la replicazione virale nell'organismo (e non l'eradicazione completa dell'infezione che rimane cronica) così da ridurre i danni provocati al sistema immunitario e consentire una sopravvivenza ed una qualità di vita certamente maggiore. Attualmente è disponibile anche un farmaco appartenente alla classe degli inibitori della fusione che, agendo sulla gp41 di HIV impedisce la fusione del pericapside virale e la membrana esterna della cellula impedendo l'entrata del virus. Inoltre, due nuove classi di farmaci, gli antagonisti del co-recettore CCR-5 e gli inibitori dell'integrasi, sono state da poco approvate per l'uso clinico. Tutti i vaccini in fase di sperimentazione non sembrano dare risultati confortanti. Gli scienziati concordano nel dire che occorre dare nuova linfa a questo settore della ricerca. È chiaro che tuttora non esiste una terapia che eradica completamente l'infezione, di conseguenza è di fondamentale importanza la prevenzione. Si deve anche ricordare che, subito dopo una possibile esposizione al virus, allo scopo di ridurre la probabilità di contagio è possibile sottoporsi ad un trattamento farmacologico noto come ”profilassi post-esposizione” ad HIV.
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Tumori: a Seattle si testa una diagnosi basata su microRna

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Il futuro dell’oncologia potrebbe riservare la sorpresa di fare diagnosi di tumore in fase precoce attraverso un semplice esame del sangue. Secondo i ricercatori del “Fred Hutchinson Cancer Research Center” di Seattle (Stati Uniti) vi sono dei microRNA del cancro che potrebbero divenire dei biomarcatori precoci della malattia. La scoperta che le cellule del cancro rilasciano nel circolo sanguigno molecole di “microRNA” potrebbe aprire nuovi scenari sullo studio delle molecole che regolerebbero l’attività dei geni responsabili della trasformazione in cancro della cellula. I microRNAs sono piccole molecole di RNA, scoperto dal Genome Institute di Singapore, a singolo filamento di 20-22 nucleotidi che svolgono diverse funzioni, la più nota attualmente è una regolazione post-trascrizionale. Dalla trascrizione di alcuni geni ad opera del RNA polimerasi II vengono generati trascritti definiti pri-microRNA. I pri-microRNA sono molecole grandi anche migliaia di nucleotidi che subiscono poliadenilazione, capping e presumibilmente splicing degli introni, poi vengono processati da apposite RNAsi di tipo III chiamate Drosha e Pasha ed in questo modo si generano molecole lunghe 70-80 nucleotidi con struttura a forcina, definite pre-microRNA. I pre-microRNA vengono esportati nel citoplasma grazie alla “esportina 5” (proteina localizzata sulla membrana nucleare). Nel citoplasma i pre-microRNA subiscono un processamento ulteriore ad opera di “Dicer” (endonucleasi RNasi III) che crea molecole a singolo filamento lunghe circa 21 nucleotidi, ovvero i microRNAs. Ciascun microRNA si lega al complesso proteico RISC e lo guida verso l'mRNA target. Nelle piante, si è visto che il complesso costituito da RISC e microRNA si associa per complementarietà perfetta alla CDS degli mRNA target causando il taglio dell'mRNA. Negli animali invece, si è visto che il complesso costituito da RISC e microRNA si associa per complementarietà imperfetta alla 3'UTR dell'mRNA target, causando in questo modo il blocco della traduzione di quell'mRNA. Si è visto che un mRNA può essere riconosciuto e legato da diversi complessi microRNA-RISC, inoltre ciascun tipo di complesso microRNA-RISC può legarsi ad mRNA target diversi. Studi attuali stanno dimostrando che in alcuni tipi di cancro i livelli di alcuni microRNAs sono bassi, questo potrebbe evidenziare che i microRNA hanno in quei casi, essenzialmente, una funzione di difesa dal cancro.
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