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AFORISMA DEL GIORNO

28 luglio, 2011

Medicina: novità dal governo, specializzazioni più corte e nuove regole per i dottorati

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Percorso di studi più corto per gli aspiranti medici: la specializzazione durerà un anno in meno, ci sarà la possibilità di svolgere il dottorato contemporaneamente alla specializzazione e il tirocinio di tre mesi che oggi si svolge dopo la laurea sarà incorporato nella stessa. Sono le principali novità della riforma del percorso di studi di medicina illustrate stamani, a Palazzo Chigi, dai ministri dell’Istruzione, Mariastella Gelmini e della Salute, Ferruccio Fazio.

«E’ una riforma strutturale - ha spiegato Fazio - che consente l’ingresso dei giovani nel lavoro con grandissimo anticipo immettendoli nel Servizio Sanitario Nazionale, anche se con contratti a termine e ciò ci mette in linea con gli altri paesi industrializzati». Il ministro Gelmini ha sottolineato come questa misura sia volta «non al risparmio economico ma di tempi». «Riusciremo a coniugare - ha detto - due esigenze: il rafforzamento della qualità e il risparmio di tempo da parte degli studenti».

La durata dei corsi di specializzazione viene avvicinata a quella europea: le specialità chirurgiche passano da 6 a 5 anni, quelle mediche da 5 a 4 anni o 3 per alcune aree particolari. Continua, inoltre, un lavoro di selezione per garantire che soltanto le sedi più qualificate dal punto di vista scientifico possano ospitare le scuole di specializzazione (in 3 anni si è passati da 1.800 a 1.100 scuole).

D’intesa con il Cun (Consiglio universitario nazionale) saranno definiti ordinamenti delle scuole che prevedano una maggiore partecipazione degli specializzandi all’attività professionale, con un modello 2+2 o 3+2 e cioè con una prima metà di formazione più teorica, seguita da una seconda metà dedicata all’attività diretta dello specializzando. In sostanza, dopo due o tre anni di specializzazione, lo studente potrà cominciare a lavorare all’interno dell’ospedale. «Si crea - ha spiegato Fazio - la figura del medico resident, quella che vediamo in tutte le serie televisive».

Altra novità della riforma è la possibilità di svolgere durante l’ultimo anno di specializzazione anche il dottorato. In questo modo si consente allo specializzando di accorciare ulteriormente il percorso di studi e di entrare nel mondo del lavoro ancora più rapidamente, come accade all’estero.

Per quanto riguarda la laurea, l’intenzione dell’Italia è quella di confermare la durata di 6 anni del percorso, mentre il tirocinio valutativo di tre mesi, che oggi si svolge dopo la laurea, dovrebbe essere incorporato nella stessa. L’esame di laurea, quindi, inglobando anche l’esame di Stato, permetterebbe di conseguire una laurea abilitante. «Questa scelta, però - ha precisato Gelmini - dovrà avvenire previo confronto in sede europea, dove è già in atto il dibattito, in modo da garantire l’uniformità delle scelte del nostro ordinamento con quelle dell’Europa». Quando otterrà il via libera comporterà un consistente risparmio di tempo: oggi, infatti, lo studente che si laurea a febbraio del sesto anno, quindi in corso, non può concorrere alle prove di ammissione per le scuole di specializzazione che si svolgono a marzo poichè deve ancora svolgere il periodo di tirocinio. Di fatto, dunque, lo studente perde un intero anno prima di poter partecipare al concorso di specializzazione.
Sul risparmio di tempo conseguente al pacchetto di novità, il ministro Fazio ha fatto un esempio concreto: «Attualmente uno studente che si immatricola a 19 anni, si laurea a 25. Deve effettuare l’esame di Stato dopo sei mesi, quindi a 25-26 anni. Poi si iscrive alla specializzazione, dalla quale uscirà a 31-32 anni. Con le nuove regole, a 27 anni è già nel mondo del lavoro e a 29-30 si è specializzato». Si recuperano dunque circa tre anni rispetto alla situazione attuale.

Per l’accesso alle facoltà di medicina resterà il numero chiuso. Lo ha sottolineato il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, durante la presentazione delle novità contenute nella riforma del percorso di studi di Medicina. «Siamo in pletora di medici. Attualmente - ha spiegato il ministro - ne abbiamo 4 ogni 1.000 abitanti a fronte di una media Ocse di 3,3. Con le nuove regole la nostra media scenderà a 3,5 rimanendo dunque ancora superiore a quella Ocse. Il numero di medici che escono dalle facoltà a numero chiuso copre le necessità del Paese e non riteniamo - ha concluso Fazio - di aver bisogno di nuovi medici».

Anaao: ora migliorare la qualità. «Bene la riduzione del percorso formativo in medicina, ora miglioriamo la qualità». È il commento del sindacato dei medici dirigenti Anaao-Assomed. L’Anaao afferma di valutare «positivamente» l’annuncio dei Ministri Ferruccio Fazio e Mariastella Gelmini di voler intervenire sul percorso formativo dei futuri medici, prevedendo: la riduzione della durata dei corsi di specializzazione, adeguandola alla normativa europea; la laurea abilitante salvaguardando, però, le prerogative dell’ordine professionale, ed infine l’anticipazione di due anni dell’incontro tra mondo assistenziale e mondo formativo. «Se però la soluzione prospettata per quest’ultima problematica rimanesse ancora tutta interna al mondo universitario, riducendosi a mera questione ordinamentale - afferma il sindacato medico - ci troveremmo di fronte ad una soluzione gattopardesca che non potremmo non denunciare». Secondo l’Anaao, «le buone intenzioni da sole non garantiscono i risultati: occorre aprire la discussione con tutti gli attori interessati ai singoli aspetti per segnare veramente - conclude il sindacato - un cambio di passo nei rapporti tra Ssn e Università».

Cgil: no allo sfruttamento degli specializzandi. Sì alla riduzione dei tempi, no allo sfruttamento degli specializzandi negli ospedali. È questa, in sintesi, la posizione della Cgil. «La riduzione dei tempi complessivi di studio per diventare medici specialisti, oggi tra gli 11 e i 13 anni, annunciata oggi dai Ministri Gelmini e Fazio, è condivisibile - dichiarano Mimmo Pantaleo, segretario generale della Flc-Cgil, e Massimo Cozza segretario nazionale Fp-Cgil Medici - fermo restando il riconoscimento europeo dei diplomi di laurea e di specializzazione. Bene anche la contestualità dell’esame di stato con la laurea e lo svolgimento dei tre mesi di tirocinio già nel corso degli studi pre-laurea. La proposta per gli specializzandi di contratti a termine nei servizi sanitari regionali negli ultimi due anni di corso non deve però - avvertono i due sindacalisti - trasformare la formazione sul campo in sfruttamento. Ciò che serve è una formazione di qualità anche negli ospedali e nei servizi territoriali che non diventi una istituzionalizzazione di circa diecimila medici specializzandi-precari a basso costo per coprire i vuoti di organico dei servizi regionali, colpiti da un irresponsabile blocco del turn-over. Non vorremmo che gli specializzandi pronti a imparare nel servizio pubblico con il tutoraggio dei medici ospedalieri e del territorio si ritrovino da soli - concludono Pantaleo e Cozza - a svolgere i turni di guardia e di ambulatorio».


FONTE: Il messaggero
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Sclerosi Multipla: il ministero continua ad "ignorare" il metodo Zamboni, nessun finanziamento alla ricerca

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Un medico ferrarese scopre un nuovo metodo per combattere la sclerosi multipla che dà risultati e viene adottato come protocollo in mezzo mondo sanitario, ma il ministero della Salute temporeggia e non concede i fondi di finanziamento. Medici e pazienti costretti ad emigrare all'estero per la cura "Brave Dreams"

“I condizionamenti e le difficoltà poste dal Ministero della Salute rischiano, ancora una volta, di far scomparire una ricerca tutta italiana”. È l’allarme lanciato da Gisella Pandolfo, presidente della Ccsvi nella Sclerosi multipla, l’associazione onlus che supporta la sperimentazione del metodo del ricercatore ferrarese Paolo Zamboni per curare la sclerosi multipla. Pandolfo, dopo un raffronto tra l’incoraggiamento e il sostegno che il metodo Zamboni riceve all’estero rispetto a quanto suscita in Italia, si augura “di non dover essere tutti costretti a emigrare, malati in cerca di cura e ricercatori onesti in cerca del giusto riconoscimento”.

E questo mentre, ad Albany (New York, Usa), “uno studio preliminare su 125 pazienti – spiega la presidente -, appena reso noto, conferma l’efficacia dell’angioplastica alle vene colpite da insufficienza venosa cronica cerebrospinale (Ccsvi) come trattamento della sclerosi multipla (Sm)”.

A Stanford (California, Usa), i ricercatori “danno per scontato che la Ccsvi esiste e che si associa alla Sm, e indagano mettendo a confronto due diverse tecniche diagnostiche, che risultano in parte sovrapponibili e quindi ulteriormente confirmatorie della correlazione tra le due patologie”.

In Canada, si stanziano fondi pubblici per il finanziamento di trial clinici su queste patologie e relativo trattamento (Canada).

Invece, in Italia, “si mette ancora in dubbio l’esistenza stessa della Ccsvi, si discute pretestuosamente della sua correlazione con la Sm, si perde tempo, pavidamente facendosi condizionare da falsamente motivate e restrittive posizioni ministeriali. Tutto questo, mentre i malati sono costretti a mobilitarsi per finanziare Brave Dreams”, la sperimentazione guidata dal prof. Zamboni.

Stiamo parlando della correlazione, individuata da Paolo Zamboni, responsabile del Centro Malattie Vascolari dell’Università di Ferrara, tra una patologia venosa da lui stesso scoperta, la Ccsvi, e la Sclerosi Multipla. “E del fatto – aggiunge Gisella Pandolfo – che, curando la prima con l’angioplastica, i malati di SM ottengono indubbi benefici: la Sm si ferma, la qualità di vita dei pazienti migliora”.

E’ di questi giorni poi la presentazione al Vascular Annal Meeting di Chicago, da parte del dott. Manish Mehta, dei dati preliminari di preparazione allo studio americano Liberation (Albany, New York), che ha lo scopo di valutare il trattamento della Ccsvi mediante angioplastica nei malati di SM.

I dati presentati riguardano i primi 125 pazienti con Sm con stenosi alle giugulari interne e nelle azygos, con diverse età e con diversi livelli di malattia e disabilità, secondo quanto indicato da Zamboni. Questi dati, afferma Mehta, “suggeriscono che il trattamento è sicuro e ha offerto miglioramenti su sintomi specifici della malattia e sulla qualità di vita”.  “ I miglioramenti – è stato precisato – sono arrivati in tutte le forme di SM eccetto che per la primaria progressiva”.

“Naturalmente – premette la presidente dell’associazione, che vede Nicoletta Mantovani Pavarotti come presidente onorario – tali risultati avranno bisogno di essere convalidati da Liberation, il futuro trial controllato, randomizzato, in doppio cieco, che riguarderà 600 pazienti: uno studio analogo al Brave Dreams di Zamboni, per metodo e numero di pazienti”.

Sempre in questi giorni, la Stanford University della California ha pubblicato sull’American Journal of Neuroradiologyuno studio atto a misurare la capacità diagnostica della risonanza magnetica (MRV) per le stenosi della Ccsvi.

L’indagine, eseguita su 39 pazienti, era volta a testare la bontà della tecnica Mrv comparandola con il gold standard della flebografia con catetere. Gli studiosi hanno potuto verificare che, considerando il solo caso di stenosi della parete venosa (e quindi tralasciando le altre malformazioni che possono determinare la Ccsvi quali setti o valvole malformate) la tecnica Mrv da loro proposta dà risultati diagnostici equivalenti a quelli dell’indagine flebografica.

“Una cosa ottima, perché in questi casi si può evitare l’invasività della flebografia, e l’operatore-dipendenza dell’Ecocolordoppler”, precisa Pandolfo, che sottolinea come “tutto questo, e altro ancora, dimostra che mentre l’Italia sta a guardare, il resto del mondo procede nell’accettazione e conferma di quanto proposto da Paolo Zamboni. Dando speranze concrete ai malati di sclerosi multipla e di Ccsvi”.

FONTE: Estense.com
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L'OMS lancia un allarme Epatite in Europa, e coinvolge anche l'Italia

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Quasi un milione mezzo di nuovi casi ogni anno per l'epatite A, due miliardi di persone che hanno contratto l'epatite B, circa 130 milioni quelle che hanno un'infezione cronica da epatite C. Sono cifre che nel 2010 hanno convinto l'assemblea dell'Oms a proclamare ufficialmente la Giornata mondiale dell'epatite che si celebrerà ogni anno il 28 di luglio. La stessa data in cui dal 2008 viene celebrata dalla World hepatitis alliance.

L'obiettivo della Giornata, spiega l'Oms, è di focalizzare l'attenzione su azioni specifiche come il rafforzamento della prevenzione, lo screening e il controllo dell'infezione e delle malattie connesse, aumentare la copertura vaccinale per l'epatite B e la sua integrazione nei programmi di immunizzazione nazionale e coordinare una risposta globale all'infezione.

L’epatite virale è un’infiammazione del fegato, generalmente causata da un’infezione provocata da virus. Se ne conoscono diversi tipi, ma i principali sono cinque, indicati con le prime lettere dell'alfabeto: A, B, C, D ed E, In particolare, i tipi B e C sono la causa principale di cirrosi e tumori del fegato.

La cirrosi è un processo di accumulo di tessuto fibroso nel fegato che può evolvere per decenni senza dare sintomi. Ma in un terzo circa dei casi, la cirrosi si trasforma in tumore del fegato. Tuttavia, l’eradicazione del virus dal fegato blocca l’evoluzione della malattia e in molti casi guarisce il paziente in modo definitivo.

Purtroppo il nostro Paese detiene il poco invidiabile primato europeo per la prevalenza delle malattie del fegato provocate da virus, con una preoccupante incidenza sulla mortalità e numeri allarmanti: epatiti, cirrosi, tumori al fegato, infatti, sono la causa di circa 20 mila decessi l’anno e si stima che oltre un milione di italiani siano affetti da epatite C e circa 500mila i malati di epatite B cronica.

FONTE: Focus Salute.it
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Nasce a Roma il "Tribunale dei Diritti del Medico"

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L'Ordine provinciale dei Medici-Chirurghi e degli Odontoiatri di Roma ha avviato la costituzione del ''Tribunale dei Diritti del Medico'': come primo passo verra' definita la Commissione propedeutica alla sua formalizzazione. Cio' in ottemperanza a quanto deliberato dal Consiglio straordinario dell'Ordine riunito il 12 luglio scorso per affrontare la situazione di profondo disagio lavorativo dei suoi iscritti. All'iniziativa hanno gia' dato la loro adesione anche professionisti esterni, quali ex magistrati, avvocati, docenti universitari e giornalisti.

''Dopo anni di denunce delle gravi inefficienze del Servizio Sanitario pubblico che costringono i medici a lavorare in condizioni critiche e a subire sempre piu' frequentemente le proteste e le violenze di cittadini esasperati, ora diciamo basta a recriminazioni ipocrite e a promesse elettorali non mantenute'', dichiara il Presidente dell'Ordine, Mario Falconi.

''Siamo arrivati vicini al punto di non ritorno visto che si viene aggrediti anche quando si e' fatto appieno il proprio dovere e si e' operato con tenacia, oltre ogni ragionevole limite, per riportare in vita una sfortunata bambina giunta al Pronto Soccorso in arresto cardio-respiratorio'', sottolinea Falconi con riferimento al decesso della bimba di 11 anni avvenuto al San Filippo Neri.

''Occorre, peraltro, ricordare nuovamente come tutto il personale sanitario in quella drammatica circostanza abbia operato con un altissimo livello di professionalita'. A tale proposito incontreremo nei prossimi giorni il collega aggredito al quale daremo piena assistenza legale e lo affiancheremo costituendoci parte civile''.

L'Ordine dei camici bianchi romani individua, ancora una volta, le cause prevalenti di disservizi, errori, violenze verbali e fisiche nel contesto esasperato e inidoneo in cui ormai i medici sono costretti a operare e che investe quasi tutte le strutture sanitarie. Contesto caratterizzato sempre piu' da blocchi contrattuali e del turn-over, dal dilagare del precariato, da turni di lavoro stressanti e in ambienti spesso strutturalmente inadatti.

Il costituendo Tribunale dei Diritti del Medico si attivera' in tutti quei casi in cui dovesse ravvisare una responsabilita' nella gestione della struttura sanitaria ove si verificano disservizi, errori e/o violenze.

Conseguentemente l'Ordine di Roma denuncera' coloro che, ai vari livelli, non hanno operato perche' fossero rispettate le norme di legge e/o i contratti di lavoro finalizzati alla vera tutela della salute dei cittadini.

FONTE: Asca.it
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23 luglio, 2011

[Off Topic] - Muore la cantante Amy Winehouse

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Il mondo della musica pop inglese viene sconvolta dalla notizia della morte della celebre cantante Amy Winehouse. Notizia anticipata in Italia da Skytg24 e confermata dal portale TMZ, che riporta il comunicato stampa diramato dalla polizia inglese. Secondo gli agenti, Amy si trovava riversa sul pavimento del loft di Camden Square a Londra. Nonostante i tentativi di rianimare la cantante, alle ore 16, 05 la Winehouse, è stata dichiarata morta. Non si menziona mai, però, il nome dell'artista nel comunicato ufficiale. "Gli agenti, dopo aver trovato la donna riversa sul pavimento, hanno chiamato il London Ambulance Service. Nonostante i tentativi di rianimazione, alle 0re 16.05 la donna è stata dichiarata morta. Non sono ancora chiare le cause del decesso", scrive l'ufficio stampa della polizia londinese.

Nick Buckley, responsabile delle notizie presso il Sunday Mirror di Londra, ha confermato la morte di Amy Winehouse: "Le autorità hanno confermato che Amy Winehouse sia stata trovata cadavere nel suo appartamento a nord di Londra, alle 15.45. Le cause della morte sono da ricercarsi in una presunta overdose di alcool e droga". Amy Jade Winehouse è nata il 14 settembre 1983 da una famiglia di origine ebreo-russa a Southgate, quartiere settentrionale di Londra. A sedici anni viene notata dall’astuto ideatore di “Pop Idol”, Simon Fuller, che la mette sotto contratto con la sua agenzia di management, 19 Entertainment, procurandole un contratto discografico con la Island Records. Il primo album, "Frank", esce nel 2003 riscuotendo subito un ottimo successo di critica e di pubblico (disco di platino, oltre 300.000 copie vendute) grazie alle sofisticate sonorità vintage e jazzate ma soprattutto alla sorprendente voce della cantante, “nera” e molto più matura di quanto la sua giovane età possa far supporre. Il singolo “Stronger than me”, composto dalla Winehouse col produttore Salaam Remi, le frutta anche un Ivor Novello Award, prestigioso premio inglese riservato ad autori e compositori musicali. L’inquieta Amy è tuttavia insoddisfatta dei risultati, a suo modo di vedere troppo manipolati in studio e poco in linea con le sue vere aspirazioni musicali: decide dunque di prendersi un lungo periodo sabbatico durante il quale resta sulle pagine dei giornali gossip e delle testate musicali soprattutto in virtù di una serie di gaffe, incidenti e intemperanze che hanno a che fare con la sua passione per la cannabis e l’alcol (di questo parla esplicitamente il successivo singolo “Rehab”) ma anche, pare, con ricorrenti crisi depressive. Perso drasticamente peso, si ripresenta a fine 2006 con un nuovo disco, "Back to Black", ispirato alla musica dei gruppi vocali femminili anni ’50 e ’60, a Phil Spector e alla Motown: coprodotto ancora da Remi a fianco di Mark Ronson (Robbie Williams, Christina Aguilera, Lily Allen) e lanciato dal succitato “Rehab” (top ten in Gran Bretagna), il cd scala le classifiche inglesi raggiungendo il numero uno nel gennaio del 2007. Intanto piovono altri riconoscimenti (un Brit Award come migliore artista britannica di sesso femminile) e gratificazioni anche da parte di colleghi blasonati come Paul Weller, che condivide il palco con lei in un paio di occasioni.

Il 2007 è costellato da due cose: la crescita inarrestabile della sua fama e del suo successo, e il susseguirsi di gossip e notizie sulla sua disastrata vita, tra liti con il marito, uscite pubbliche imbarazzanti e problemi di dipendenze. Il culmine arriva nel 2008, quando le viene inizialmente rifiutato il visto di ingresso negli Stati Uniti, dove sarebbe dovuta recarsi per partecipare alla cerimonia dei Grammys. Si esibisce comunque in collegamento dall'Inghilterra, e risulta la trionfatrice della serata, con ben cinque premi. Gli anni successivi sono molto, molto tormentati: Amy fa notizia soprattutto per i suoi problemi di dipendenza, le continue liti con il compagno/marito Blake Fielder-Civil (da cui divorzia definitivamente nel 2009), e l'incapacità di dare un seguito alla sua carriera discografica. Le ultime recenti notizie di gossip la accusavano di stalking a carico del marito. Riesce a tenere qualche concerto sparso qua e là, ma la prima vera tournée, organizzata in Europa per l'estate del 2011, naufraga dopo la prima data a Belgrado, in cui la cantante si presenta visibilmente alterata e incapace di cantare. Un talento purtroppo sprecato a causa degli abusi di alcol e droga.

FONTE: Rockol.it
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10 luglio, 2011

Presunto attacco hacker, Unime rassicura "Nessuna violazione"

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""Le password di docenti, studenti e personale tecnico-amministrativo dell’Università di Messina non sono state violate dagli hacker che affermano di aver colpito numerosi atenei italiani. L’Università di Messina ed in particolare il Centro di Calcolo (CECUM) protegge le identità informatiche a termini di legge e con avanzati sistemi di crittografia. I tecnici del CECUM hanno registrato, quasi in tempo reale, un solo accesso riuscito ad un vecchio sito dipartimentale autogestito. Le informazioni “rubate” e divulgate su Internet sono solo spazzatura informatica. Il CECUM, comunque, continua a vigilare sul web per evitare accessi indebiti, anche perché la tecnologia usata dai pirati informatici è estremamente sofisticata e in continua evoluzione.""

Fonte: Unime.it
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07 luglio, 2011

Attacco hacker ai server universitari italiani, anche Messina coinvolta, rilasciati in rete numerosi dati personali degli studenti...

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L'appena creato account Twitter @LulzStorm ha divulgato i link BitTorrent a un archivio contenente dati personali di studenti e professori di diverse università italiane.

Nei documenti contenuti in un unico file pubblicizzato con tre tweet diversi informazioni ed elenchi di studenti e docenti che variano a seconda della singola università: nelle cartelle relative ad alcune università compaio anche numeri di cellulari di alcuni studenti, per altre si tratta di email corredate dalle relative password, in alcuni casi i danni sono limitati a informazioni di non particolare rilevanza, mentre nei casi peggiori vi è tutto tutto: nome, cognome, email, numero di telefono, indirizzo, password e codice fiscale degli studenti.

"Italiani - si legge nel comunicato di LulzStorm - come potete affidare i vostri dati a tali idioti? È uno scherzo? I loro siti sono pieni di debolezze. Cambiate password ragazzi; cambiate concetto di sicurezza, università. Avremmo potuto rilasciare molto di più, avremmo potuto distruggere db e reti intere. Siete pronte per tutto questo?"

Pronti o no, il consiglio è che gli studenti delle università coinvolte (Università degli Studi di Bologna, quella di Siena, di Salerno, del Salento, di Cagliari, Bari, Pavia, Foggia, Messina, Urbino, Torino e quella di Modena e Reggio Emilia, La Sapienza di Roma, la Pontifica Università Antonianum, la Seconda Università degli Studi di Napoli, la Bocconi, la Bicocca e il Politecnico di Milano) verifichino di non essere nella lista divulgata e in ogni caso provvedano a cambiare le proprie password.

FONTE: Punto-informatico.it
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02 luglio, 2011

Specializzandi in Medicina chiedono correzione nella Finanziaria per salvare le proprie pensioni

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Eccessivi tempi medi per l’accesso alla professione rispetto al contesto EU, impossibilità del raggiungimento del massimo pensionistico, proibitivo e tardivo accesso all’oneroso istituto del riscatto degli anni di laurea: sono queste le criticità che inducono il Segretariato Italiano Giovani Medici (S.I.G.M.) a chiedere al Governo ed al Legislatore di intervenire con urgenza al fine di migliorare la condizione previdenziale delle giovani generazioni di medici. La Manovra Finanziaria che sta per essere sottoposta dal Governo all’approvazione del Parlamento potrebbe essere la sede più opportuna per risolvere l’annoso problema dell’attuale duplice ed iniquo inquadramento previdenziale dei medici specializzandi in ENPAM ed in INPS. Lo sostengono i Giovani Medici (SIGM) a seguito dell’incontro intercorso in data odierna al Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale con il Consigliere Giuridico del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Francesco Verbaro, ed il Direttore Generale delle Politiche Previdenziali del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Dott. Edoardo Gambacciani.

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Trattasi di intervento a costo zero; peraltro, la corrente Manovra Finanziaria prevede già che il controllo dei patrimoni degli Enti Previdenziali Privatizzati venga attribuito alla COVIP (Commissione di Vigilanza Fondi Pensione).

I Giovani Medici (SIGM) chiedono il sostegno della FNOMCeO e di tutte le sigle sindacali di categoria alla presente proposta, che giunge in continuità rispetto alle Proposte del SIGM per migliorare la condizione Previdenziale dei Giovani Medici, presentate in occasione del Convegno Nazionale “Un giorno per il futuro – Problemi ed opportunità per le giovani generazioni di professionisti di costruirsi una pensione”, tenutosi il 25 maggio u.s. nell’ambito della Giornata Nazionale di sensibilizzazione dei Giovani alla Previdenza, promossa dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, in presenza dei vertici dell’ENPAM, del Presidente dell’INPS, Antonio Mastrapasqua, e del Consigliere Giuridico del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Francesco Verbaro.

Infine, i Giovani Medici (S.I.G.M.) esprimono apprezzamento per la proposta avanzata da alcuni sindacati (SNAMI) in merito all’ipotesi di riforma che porti al governo dell'ENPAM gli eletti direttamente dagli azionisti, ovvero tutti i contribuenti alla Cassa Previdenziale. L’elezione diretta dei vertici dell’ENPAM (CdA ed Organismi consultivi dei Fondi), o di una parte di essi da parte della base aprirebbe alla possibilità, ad oggi nei fatti disattesa, di favorire la presenza dei giovani negli organi di governo dell’Ente Previdenziale, in un momento cruciale per il futuro previdenziale delle giovani generazioni>>

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 SIGM Nazionale
Antonio Carnì
Presidente Sede SIGM Messina e rappresentante presso l'ONFMS
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28 giugno, 2011

Manovra economica: torna il Ticket, la CRI viene privatizzata...

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Affiorano nuove informazioni sulla bozza di Finanziaria che il governo italiano si appresta a varare al fine di rientrare nel bilancio statale di almeno 40 miliardi di euro nell'arco di pochi anni ed allontanare cosi lo spettro del fallimento economico, orlo di un baratro speculativo che ha già avvolto la Grecia (n.b. dove da qualche mese sono sull'orlo di una rivolta civile) e che sta per travolgere anche la Spagna, il Portogallo e l'Irlanda (da cui la famosa sigla di economia "PIGS", stranamente ideale per sottolineare la fine che questi paesi, e probabilmente anche il nostro, faranno dal punto di vista economico da qui a pochi anni). Emergono quindi novità anche in campo sanitario, il più tartassato come da tradizione in quanto una delle maggiori spese per lo Stato e uno dei "pallini fissi" dei politici italiani come sempre affascinati dal modello americano del "sanità efficiente solo se la gente paga" (modello che, stranamente, favorisce gli interessi dei privati, portando poi verso casi già conosciuti agli onori delle cronache qualche anno fa e, stranamente, subito dimenticati). Quindi, accanto a norme di interesse generale e che, stranamente, colpiscono marginalmente i ceti più ricchi, come l'aumento dell'Iva e o delle accise sulla benzina, si affiancano, stranamente, nuovi tagli e nuove tasse sul fronte sanitario. Quindi, dal 1 gennaio 2012 verrà introdotto (o sarebbe meglio dire "stranamente ripristinato") il ticket sanitario da 10 euro per le visite specialistiche ambulatoriali e di 25 euro per i codici bianchi al pronto soccorso. La manovra conferma le disposizioni previste dalla Finanziaria 2007, cioè l'introduzione dei ticket su specialistica ambulatoriale e prestazioni di pronto soccorso non seguite da ricovero. Per il 2011, come già previsto dall'accordo Stato-Regioni sul Patto della salute per il 2010-2012, il finanziamento al SSN è teoricamente incrementato di 486,5 milioni di euro.

La bozza inoltre prevede un taglio del tetto previsto per la spesa territoriale per i medicinali dal 13,3% al 12,5% e dal 2014 misure di compartecipazione da parte del cittadino: verranno quindi, stranamente, ridimensionati in modo quasi netto sia il numero di farmaci classificati attualmente come gratuiti (quelli su cui si paga solo il costo della ricetta) sia il numero di presidi concessi per patologie croniche, il tutto per andare progressivamente a scaricare il peso economico della crisi sulle spalle dei malati.

Altrettanto stranamente, mentre si confermano i finanziamenti per le missioni militari all'estero (anzi, si rafforzano con 700 nuovi milioni di euro in più), la "Croce Rossa Italiana" diviene una società privata, con le classiche conseguenze strane di quando una cosa statale diviene privata: mobilità e licenziamenti in vista. "A decorrere dal primo gennaio 2012" viene privatizzata la Croce Rossa Italiana e il personale non militare rischia di essere posto in mobilità. Verranno invece risolti entro l'anno tutti i contratti a termine. Da tale giorno l'ente "ha propria personalità giuridica di diritto privato e piena capacità giuridica e patrimoniale per il raggiungimento dei suoi fini" e "si configura come ausiliaria e collaboratrice delle P.A. nelle attività umanitarie e sociali messe in atto da quest'ultime". La 'vecchia' Cri verrà messa in liquidazione e "il personale civile con rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato", se "non assunto, su chiamata e con il proprio consenso, è posto in mobilità".


Infine, una chicca: "Le restrizioni in materia di accesso e esercizio delle professioni, diverse da quelle di architetto, ingegnere, avvocato, notaio, farmacista, autotrasportatore, sono abrogate quattro mesi dopo l'entrata in vigore dal presente decreto". Nella lista manca, stranamente, una professione importante: scoprite il perchè.

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Governo, Sanità pubblica come sempre nel mirino: previsto blocco contrattuale e retribuitivo fino al 2014

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Medici del Servizio Sanitario Nazionale sul piede di guerra contro quella che definiscono "l’ennesima ondata di tagli alla sanità", in un sistema "sempre più al collasso". Le anticipazioni della manovra economica - soprattutto per la paventata riduzione degli stipendi e il blocco dei contratti - hanno spinto l’Anaoo Assomed, principale sindacato della dirigenza del Servizio sanitario nazionale, a minacciare uno sciopero.

"E’ necessario respingere l'ennesima minaccia alla sopravvivenza del Servizio sanitario nazionale ed al lavoro dei suoi dirigenti che garantisce il diritto alla salute dei cittadini”, spiega il segretario nazionale di Anaoo Assomed 1, Costantino Troise. "Con cronometrica puntualità, il governo torna a prendere di mira la categoria - afferma l'associazione in una nota - non soddisfatto di avere, solo un anno fa, congelato le retribuzioni, bloccato il contratto per un triennio, prosciugato i fondi contrattuali, peggiorato i requisiti previdenziali, procurando complessivamente un crollo del potere di acquisto delle retribuzioni di circa il 20%, intenderebbe prolungare il blocco contrattuale e retributivo fino al 2014 e tagliare le retribuzioni superiori a 50.000 euro, mentre l'eternizzato blocco del turn over costringerà a riposi sempre più corti, a più straordinari e meno ferie, rubando ogni speranza a 8mila medici precari di lungo corso".

Pronto allo sciopero anche un altro sindacato di categoria. La Fp-Cgil Medici 2  boccia l’ipotesi allo studio nella prossima manovra di estendere i tagli anche agli stipendi del pubblico impiego superiori a 50.000 euro. "Si tratta di una scelta iniqua e inaccettabile, che se si dovesse concretizzare porterà ad una forte protesta della categoria", commenta Massimo Cozza, segretario Fp-Cgil Medici. Secondo Cozza una manovra di questo tipo rappresenterebbe "una ulteriore penalizzazione dei medici del Ssn i quali, come per tutto il pubblico impiego, hanno già gli stipendi congelati fino al 31 dicembre 2013, il blocco del contratto fino al 31 dicembre 2012, la rateizzazione della liquidazione in tre anni, la decurtazione economica in caso di malattia. Questo in un quadro sempre più drammatico di tagli alla sanità, 1,5 mld nel 2011 e 6 mld ventilati per il prossimo triennio, e di irresponsabile blocco del turn over con medici costretti a riposi sempre minori”.

Blocco dei contratti e precariato rendono sempre più difficile il lavoro negli ospedali, dove spesso si è costretti a turni sempre più estenuanti. In 10 anni i medici precari passati dalle 3.700 alle 6 mila unità. Sono quasi il 50 per cento in più. Un problema che colpisce soprattutto le donne: nel 2001 erano 1.700 e alla fine del 2009 se ne contano già 3.400. La Assomed ricorda infine che in Italia la spesa sanitaria è inferiore alla media Ocse e accusa il governo di  utilizzare "la crisi economica per minare alle fondamenta la sanità riducendo lo spazio del pubblico a favore del privato". "Un effetto tsunami colpirà la sfera delle tutele, con la facile previsione che se oggi solo otto Regioni sono in grado di assicurare i Livelli essenziali di assistenza, domani più nessuna sarà in grado di erogare le prestazioni sanitarie necessarie a garantire il diritto alla salute dei cittadini."

FONTE: Repubblica.it
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Tragedia a Rho, cardiologo muore di infarto poco dopo aver operato

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Nonostante stesse male non ha voluto rinunciare al suo dovere di cardiologo, e salvare un'altra vita in ospedale. Ma è stato il suo cuore, questa volta, a non reggere allo sforzo: così Vincenzo Capacchione, del Servizio di Emodinamica all'ospedale di Rho (Milano), è morto sabato scorso a soli 49 anni, poco dopo aver concluso un intervento chirurgico. Il medico, come racconta lo stesso ospedale e come si legge su "Il Giorno", «si trovava a casa in stato febbrile, seppure in reperibilità, per non lasciare scoperta un'eventuale urgenza. Fatto che si è verificato. Dopo essersi recato in ospedale, il dottor Capacchione ha effettuato un intervento di angioplastica su un paziente salvandone la vita. Finita l'operazione il cardiologo si è accasciato a terra privo di sensi». Un malore che lo stesso medico aveva segnalato come «uno strano dolore al petto», presumibilmente un infarto. «Quando arrivano sul tuo tavolo notizie di questo genere - commenta Ermenegildo Maltagliati, direttore generale dell'Azienda Ospedaliera Salvini di Garbagnate Milanese, cui afferisce il presidio di Rho - è sempre difficile trovare le parole giuste. Lo è ancora di più quando l'età del collega che ci lascia è così giovane e quando a casa lascia tre figli piccoli e una moglie. Se poi a questo si aggiunge il fatto che Vincenzo Capacchione facesse parte di un team di tre medici emodinamisti che ogni giorno, tra mille difficoltà, ha il compito di salvare la vita alle persone, davvero non si trovano le parole». «Posso però affermare - continua Maltagliati - che uomini come Capacchione, per il loro quotidiano impegno, per il loro altruismo e per la loro dedizione, danno lustro alle istituzioni per cui lavorano. E di questo, io in primo luogo, e tutti noi colleghi, gliene saremo sempre grati».

FONTE: www.metropolisweb.it
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27 giugno, 2011

Silenzio in sala, specie se operatoria...

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Le sale operatorie rumorose hanno effetti negativi sui pazienti nella fase post-operatoria: è quanto dimostra una nuova ricerca condotta in Svizzera. Presentato sul British Journal of Surgery, lo studio ha scoperto che le infezioni della ferita chirurgica (surgical site infections o SSI) si verificano nei pazienti che subiscono operazioni in sale con un livello di rumore significativamente più alto e questo li costringe a rimanere in ospedale per una media di 7-13 giorni in più e a pagare tre volte in più per la degenza.

I ricercatori, delle università di Neuchâtel e Berna in Svizzera, hanno esaminato 35 pazienti che si sono sottoposti a importanti operazioni programmate all'addome. Hanno preso in considerazione la durata dell'intervento, i parametri demografici e i livelli di suono nelle sale operatorie. Secondo il team, il 17% ha sviluppato SSI e l'unica variabile era il livello di rumore nella sala operatoria, che era significativamente più alto nel caso di pazienti che hanno sviluppato un'infezione.

"A causa della SSI i pazienti passano fino a 13 giorni in più in ospedale, il che fa si che la loro degenza costi fino a 3 volte in più," spiega il dott. Guido Beldi, uno degli autori anziani dello studio del Dipartimento di chirurgia viscerale e medicina dell'Ospedale universitario di Berna. "Avendo trovato una significativa correlazione tra la SSI entro 30 giorni dall'intervento e più alti livelli di rumore nella sala operatoria, non possiamo fare a meno di concludere che il rumore sia collegato a un ambiente stressante o a una mancanza di concentrazione che si riflettono sui risultati dell'operazione.

"I dati mostrano che i livelli medi durante l'intervento erano molto più alti per i pazienti che hanno in seguito sviluppato una SSI: 43,5 decibel (dB), rispetto a pazienti che non hanno sviluppato SSI, 25 dB. I ricercatori hanno trovato picchi di almeno 4 dB al di sopra della media nel 23% delle operazioni dei pazienti affetti da SSI, contro l'11% trovato in altri interventi.

Secondo il team, i livelli di rumore sembrano aumentare in entrambi i gruppi un'ora dopo la prima incisione. Tale aumento potrebbe, secondo loro, essere dovuto alla complessità dell'intervento, ma le conversazioni su argomenti che non riguardavano il paziente sono risultate legate a un livello di rumore molto più alto, il che è probabilmente dovuto a una mancanza di concentrazione del team di chirurghi. I ricercatori sottolineano però che tale interpretazione è congetturale perché la durata delle conversazioni non riguardanti il paziente non è stata registrata.

"I risultati del nostro studio suggeriscono che i livelli di rumore più alti nelle sale operatorie potrebbero indicare situazioni di difficoltà dell'intervento, un ambiente stressante, scarsa disciplina o concentrazione," dice il dott. Beldi. "Ognuno di questi fattori potrebbe far aumentare il rischio di SSI e di altre complicazioni e sono necessari ulteriori studi sulla fonte del rumore nelle sale operatorie e delle specifiche conseguenze che ha sul comportamento e sul rendimento dei chirurghi."

Commentando il fatto che gli ambienti chirurgici rumorosi probabilmente influenzano la concentrazione del chirurgo sul compito che sta svolgendo, il professor Ara Darzi del Dipartimento di chirurgia dell'Imperial College di Londra scrive in un editoriale all'articolo: "Gli autori devono ricercare parametri clinicamente importanti riguardo la qualità e la sicurezza rispetto ai quali misurare i risultati. È anche importante notare che questa ricerca deriva da un semplice interrogativo di ricerca e non ha comportato uno studio multicentro, ha comunque prodotto risultati interessanti e rilevanti per la comunità scientifica. Non sempre la ricerca ha bisogno di essere fatta su larga scala, i chirurghi dovrebbero essere incoraggiati a esaminare i problemi quotidiani con cui si confrontano e a cercare metodi innovativi per studiarli.





FONTE: www.molecularlab.it e www.cordis.europa.eu.int
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Uso nel Ramipril per ostacolare l'insorgenza dell'insufficienza renale cronica: -86% di rischio nei soggetti obesi

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Importante notizia nel campo della Nefrologia. Uno studio condotto dall'Istituto di biomedicina e immunologia molecolare del CNR in collaborazione con l'Istituto Mario Negri di Bergamo ha analizzato il ruolo di un inibitore enzimatico che regola la sintesi dell'angiotensina II, il Ramipril, nel ridurre la percentuale di casi di insorgenza di insufficienza renale cronica (IRC) nei pazienti obesi a rischio.

Il responsabile dell'Ibim-CNR, Dr. Zoccali, ha spiegato: "Grazie all'impiego in terapia del Ramipril, si è riusciti ad abbassare la progressione della malattia in tutte le tre categorie ponderali, fino ad arrivare a una riduzione del rischio pari all'86% nei soggetti obesi rispetto al 47% normopeso. Nel gruppo trattato con il placebo, gli obesi erano la categoria più a rischio di far progredire l'insufficienza renale al suo ultimo stadio, per questo i risultati ottenuti sono molto importanti. Gli Ace inibitori sono in grado di ridurre la pressione arteriosa e di tenere sotto controllo l'aumento della pressione di filtrazione a livello glomerulare, causata da alti livelli di angiotensina II. Ora non resta che dimostrare che gli Ace inibitori, come il Ramipril, siano in grado di dare gli stessi risultati anche nei pazienti con proteinuria bassa o assente" ha concluso Zoccali. La ricerca ha analizzato i dati raccolti durante un precedente studio che aveva analizzato gli effetti del principio attivo Ramipril su 337 pazienti di sesso sia maschile che femminile affetti da malattie renali proteinuriche. I dati raccolti sono stati pubblicati sul Journal of American Society of Nephrology.

FONTE: www.molecularlab.it
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In arrivo la carta "MyCare", anamnesi inglese di una vita a portata di click...

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E' in fase avanzata di test il progetto inglese "MyCare", una carta che permette di riassumere in un microchip tutte le informazioni concernenti la nostra salute. Idea non originale ma sostenuta con forza dal governo locale, la carta è il frutto di un lungo e costoso percorso scientifico compiuto nell'università londinese: il progetto è finanziato dalla "Engineering and Physical Sciences Research Council 3  (EPSRC)" con uno stanziamento triennale di circa 260 mila sterline per tre anni, e recentemente la card ha concluso con successo i primi test. A questo punto i ricercatori hanno intenzione di avviare un progetto-pilota su larga scala che, se completato con successo, potrebbe rendere disponibile MyCare entro tre o quattro anni.

L'idea di fondo è abbastanza semplice: riassumere l'intera anamnesi di una vita a portata di click. Uno dei responsabili del progetto, il prof. Panicos Kyriacou, spiega: "Quando si ha a che fare con un'emergenza medica, i pazienti potrebbero essere privi di sensi o incapaci di comunicare per qualche altra ragione: il nostro dispositivo rende facilmente accessibili i dati che potenzialmente possono salvare la vita". Ad esempio, durante il primo soccorso dopo un incidente, il personale paramedico potrebbe usare la carta MyCare per scoprire se le vittime hanno qualche allergia, ad esempio ai guanti di lattice usati dai soccorritori. MyCare è infatti dotata di una presa USB estraibile e può essere collegata facilmente ad un computer. Lo stesso personale di soccorso potrebbe poi trasmettere in anticipo all'ospedale i dati medici dei pazienti, fornendo così ai medici più tempo per organizzarsi. MyCare potrà essere utile anche in situazioni meno estreme, come ricoveri o interventi in ospedale. In quel caso il paziente dovrà consegnare la sua carta al personale medico, che con un apposito software potrà aggiornare la sua storia clinica dopo il ricovero. MyCare potrà anche essere utilizzata in farmacia per costruire una cronologia delle prescrizioni dei farmaci. Solo il personale medico autorizzato avrà il permesso di aggiornare i dati medici sulla carta, ma il paziente potrà comunque visualizzare la sua storia clinica ed eventualmente aggiornare i propri dati personali, come numeri di telefono e recapiti.

Pur essendo il primo progetto simile nel Regno Unito, carte analoghe a MyCare sono state già proposte in altri Paesi. Tuttavia questa carta ha alcune caratteristiche uniche, sviluppate dagli autori grazie a progetti precedenti condotti alla fine degli anni Ottanta. Progetti di successo ma che necessitavano di una tecnologia più avanzata che oggi è finalmente disponibile. Un ruolo chiave è sicuramente giocato dal software di lettura della carta, che è stato scritto in Python, un linguaggio di programmazione in forte diffusione negli ultimi anni. Questo linguaggio infatti permette di scrivere facilmente programmi capaci di funzionare su vari computer e vari sistemi operativi, da Windows ai sistemi basati su Linux. La modularità del software di MyCare rende inoltre molto semplice l'aggiornamento e l'aggiunta di nuove funzioni. Infine, gli autori hanno deciso di sviluppare il software di MyCare in maniera completamente open source, offrendo così a tutti la possibilità di scaricarlo 4, valutarlo e contribuire al suo sviluppo.

Semplice e sicura. Avere la nostra storia clinica nel portafoglio ha sicuramente grandi vantaggi, ma ci espone a possibili rischi legati alla privacy. Per questo motivo i ricercatori inglesi hanno sviluppato un sistema di accesso alla carta protetto da sistemi simili a quelli usati nei sistemi di online banking. Grande attenzione è stata posta anche alla semplicità di utilizzo. "La carta MyCare è stata specificatamente progettata per essere semplice da usare indipendentemente dal proprio grado di conoscenze informatiche", continua Kyriacou. Il passo successivo sarà offrire la nuova versione della carta ad un ulteriore campione di pazienti e di personale medico, per determinare i punti deboli e sviluppare nuove utili funzionalità. Forse così fra qualche anno, oltre a bancomat e carte di credito, potremmo portare in tasca anche la nostra salute.

 FONTE: Repubblica.it
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Google abbandona "Google Health": scarso utilizzo e problemi di privacy...

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Non tutte le idee sembrano funzionare a Mountain View. E se i nuovi servizi non ottengono il successo sperato, meglio ritirarli dalla piazza. È quanto sta per succedere a Google Health e Google PowerMeter, lanciati rispettivamente nel 2008 e nel 2009 e ora prossimi al congedo. "Ora - si legge sul blog ufficiale di Google - dopo alcuni anni di esperienza, abbiamo osservato che Google Health non sta avendo il largo impatto che speravamo avesse". Il servizio che permette la condivisione e l'aggiornamento delle propria cartella clinica online sembra sia stato utilizzato solamente da gruppi ristretti di utenti, tra cui i pazienti sensibili alle innovazioni tecnologiche e, più di recente, dai patiti di fitness e wellness. Un servizio che, ribadiscono da Mountain View, non è riuscito a superare il limite dell'uso ristretto e allargarsi alla routine quotidiana di milioni di persone.

Stesso destino toccherà a PowerMeter, applicazione nata con lo scopo di misurare in tempo reale i consumi di tutti gli elettrodomestici presenti in casa. Il motivo della cancellazione, anche in questo caso, risponde alla scarsa diffusione registrata dal lancio del prodotto. "I nostri sforzi non hanno ottenuto la portata che speravamo, quindi abbiamo deciso di ritirare il servizio", spiegano Aaron Brown e Bill Weihl, responsabili di Google Health e del settore Green Energy.

La logica sottesa ai due servizi intendeva dimostrare che, con la possibilità di disporre di informazioni frequenti e migliori, l'utente sarebbe stato in grado di compiere scelte più consapevoli sia in materia di salute personale sia in relazione al risparmio economico ed energetico in casa. La mancata riposta su larga scala - sostengono Brown e Weihl - sottolinea la difficoltà di diffondere informazione in aree tradizionalmente resistenti all'innovazione.

Al momento del lancio, tuttavia, Google Health aveva sollevato qualche perplessità in materia di privacy. In particolare, ci si è chiesto se la possibilità di controllare dati e informazioni sensibili sulla salute degli utenti potesse essere sfruttata a scopi commerciali da parte di Google. A destare preoccupazione, inoltre, era anche la modalità di archiviazione dei dati: il sistema di Google non sarebbe stato coperto dalle garanzie sulla privacy offerte dall'Health Insurance Portability and Accountability Act (HIPAA).

Secondo le informazioni a disposizione, Google Health resterà in funzione fino all'inizio di gennaio 2012, mentre PowerMeter sarà disattivato il 16 settembre 2011.


Autrice: Cristina Sciannamblo
FONTE: www.punto-informatico.it
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23 giugno, 2011

E. Coli killer: si ferma l'emergenza, accertato il meccanismo d'azione, ma non la fonte...

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I ricercatori dell'Università di Munster, nel Nord della Germania, avrebbero individuato il meccanismo di base che ha determinato la morte di almeno 34 persone e l'intossicazione di almeno 3000 pazienti nelle ultime settimane nei paesi nordeuropei. Il ceppo O104:H4 sarebbe mutato, sviluppando la capacità di produrre la tossina Shiga, tipica tossina prodotta dal batterio Shigella Dysenteriae tipo 1 e agente come inibitore della sintesi proteica cellulare e dunque in grado di provocare la morte cellulare per degenerazione. La ricerca, sotto la guida del patologo Helge Karch che con il suo staff ha esaminato ben 80 campioni differenti prelevati da pazienti ricoverati tra il 23 maggio e il 2 giugno, ha permesso l'individuazione del ceppo HUSEC041, già noto a causa di un paziente che nel 2001 aveva presentato sintomi piuttosto simili. L'infezione si diffonderebbe in modo molto veloce grazie ad un meccanismo citotossico particolarmente aggressivo, basato su una delle Verotossine più potenti prodotte dai batteri, e grazie all'uso di adesine che rafforzerebbero l'ancoraggio di questi batteri alla parete intestinale. Come spiegato sulla rivista Lancet Infectious Diseases, che ha pubblicato lo studio, sarebbe proprio tale aderenza favorirebbe la diffusione della tossina Shiga, la quale "indirizzerebbe" in molti casi l'infezione verso la sindrome emolitico-uremica. La tossina Shiga, come tutte le Verotossine, presenta una struttura molecolare costituita da due subunità: A e B5 (un pentamero).Attraverso l'oligomero B si lega ad un globoside (Gb3) di membrana e viene introdotta nel citoplasma della cellula infettata (per endocitosi mediata dal recettore), dopodiché il frammento A1 della subunità A, grazie alla sua attività catalitica N-glicosidasica, rimuove un residuo di adenina dal rRNA 28S (della subunità ribosomica maggiore) impedendo in tal modo il legame dell'aminoacil-tRNA al sito A del ribosoma e provocando un blocco della sintesi proteica. A fianco della pericolosità della fusione dei due ceppi, a peggiorare la situazione c'è anche la questione della resistenza agli antibiotici. Spesso infatti l'E.coli nella sua versione di clone, sviluppa la capacità di combattere le sostanze antibiotiche, attenuandone significativamente gli effetti. La resistenza all'uso dei comuni farmaci antibatterici rappresenta, come è stato detto più volte in questi giorni, una delle future sfide della medicina clinica, in quanto l'uso (spesso smodato) di antibiotici ha determinato per selezione naturale la progressiva emersione di ceppi patogeni altamente pericolosi e più resistenti, in grado di seminare il panico come accaduto nei giorni scorsi in mezza Europa.

Intanto, le autorità tedesche sono ancora dubbiose in merito alla possibile fonte di contagio del batterio. Dopo numerose ipotesi, spesso clamorosamente smentite, ma che hanno arrecato grave e temporaneo danno economico (ad esempio, l'ipotesi di contagio da una partita infetta di cetrioli, di pomodori, di lattughe e di soia), le autorità avrebbero individuato il batterio in alcune partite di acqua contaminate. "I primi risultati negativi dei test sulla soia sembrano avvalorare la tesi di una fonte di contaminazione che non va cercata in singoli alimenti, ma che ha le sue radici in problemi igienici più generali", ha spiegato il ministro della Salute italiano Fazio, ricordando che questo tipo di batterio si muove tipicamente con "contaminanti di origine fecale", contaminazione che spesso avviene nell'acqua. Quanto all'ipotesi dell'origine bioterroristica di questa variante tossica dell'E. Coli, Fazio la respinge con fermezza, invitando piuttosto a considerare la possibilità che sia incidentalmente "scappato qualcosa da qualche laboratorio".

FONTI: www.newnotizie.it e www.wikipedia.it
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Torna la Notte Bianca della LILT

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Torna la Notte Bianca della Prevenzione. Per il secondo anno consecutivo la LILT (Lega Italiana Lotta contro i Tumori) ha puntato su una serata particolare per sensibilizzare i cittadini ad uno stile di vita sano, la prima arma contro i  tumori. Il 23 Giugno dal tramonto e fino a notte fonda (è la notte più lunga dell’anno) in tutta Italia gli ambulatori  della Lilt saranno aperti al pubblico, oltre il solito orario convenzionale, affinché anche chi lavora fino a tardi possa avvicinarsi all’informazione e a visite mediche specialistiche gratuite. Ma il tutto sarà accompagnato da eventi culturali e di divertimento (musei aperti, spettacoli ad hoc, concerti, ecc), per invogliare anche i più pigroni ad uscire di casa e dedicarsi un pochino di tempo. La manifestazione si svolge sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica. Sul sito della Lilt, il programma dettagliato città per città e l’indirizzo di 395 ambulatori (elenco reperibile cliccando sul link).

La Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (LILT) è un Ente Pubblico su base associativa che opera sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, sotto la vigilanza del Ministero della Sanità e si articola in Comitati Regionali di Coordinamento. Opera senza fini di lucro e ha come compito istituzionale primario la prevenzione oncologica. L’impegno della LILT nella lotta contro i tumori si dispiega principalmente su tre fronti: la prevenzione primaria (stili e abitudini di vita), quella secondaria (promozione di una cultura della diagnosi precoce) e l’attenzione verso il malato, la sua famiglia, la riabilitazione e il reinserimento sociale.
In questo senso i punti di forza della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori sono rappresentati dai 395 ambulatori dislocati su tutto il territorio nazionale e dai numerosi volontari al servizio della comunità. Attraverso le 106 Sezioni Provinciali la LILT persegue le proprie finalità sul territorio nazionale. Le Sezioni sono organismi associativi autonomi (in molti casi riconosciute come ONLUS) che operano nel quadro delle direttive e sotto il coordinamento della Sede Centrale di Roma e dei rispettivi Comitati Regionali di Coordinamento.


FONTE: Lilt.it
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Confermata l'efficacia del vaccino contro il Papilloma Virus

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Uno studio epidemiologico condotto in Australia, fra i primi paesi al mondo ad introdurre il programma di vaccinazione per le donne fra i 12 e i 26 anni, e pubblicato sulla prestigiosa rivista Lancet registra una evidente diminuzione dei casi di lesioni displastiche cervicali di grado elevato proprio grazie all'uso del vaccino contro il HPV (Human Papilloma Virus). L'Australia, ricorda il Guardian, ha introdotto il vaccino contro l'HPV nel 2007. I dati raccolti indicano che la percentuale delle ragazze sotto i 17 anni con lesioni cervicali è scesa dello 0,38%, con un dimezzamento dei casi da 0,80% al 0,42%. Non è stata registrata invece un'analoga diminuzione dei casi nelle donne sopra i 17 anni. Questo non sorprende, poiché il vaccino è più efficace se somministrato prima del primo rapporto sessuale. I risultati, affermano gli autori dello studio "confermano la giustezza della tesi che punta a un target di preadolescenti per la somministrazione del vaccino".

«È la prima volta che si dimostra l’efficacia delle campagne vaccinali sperimentalmente - spiegano gli autori - anche se bisogna ricordare alle donne che il vaccino non rende completamente immuni dal tumore, ed è sempre necessario fare i controlli». Anche in Italia la campagna vaccinale contro l’Hpv è stata iniziata nel 2007, e secondo un primo bilancio fatto dall’Istituto Superiore di Sanità nel 2010 si è raggiunta una copertura del 59% delle adolescenti nate nel 1997, una percentuale che nei piani dovrebbe salire al 95% nel 2013.

FONTE: La Stampa.it
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02 giugno, 2011

Esterichia Coli: sale il numero di morti, a colpire è un ceppo mai visto prima

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Cresce l'allarme per il batterio dell'Escherichia coli. Sale a 18 il numero delle vittime, 17 in Germania e una in Svezia. L'ultimo caso riguarda una donna di Amburgo, la città epicentro dell'epidemia. Aumentano anche i ricoveri da dissenteria emorragica. Il focolaio resta in Germania, dove i "contaminati" sono stimati in più di 2.000. A questi casi se ne devono aggiungere quasi 500 tra Svezia, Gran Bretagna, Olanda, Danimarca e Spagna. Nelle ultime ore ne è stato accertato uno nella Repubblica Ceca e si stanno facendo accertamenti su altri nove pazienti sospetti. Tutti i contagiati erano rientrati da viaggi in Germania. Va comunque sottolineato che è molto difficile fare stime precise sul numero dei contagiati.

Le cifre e soprattutto l'indeterminatezza della fonte dell'infezione preoccupano le autorità dell'Unione. Sulla causa dell'epidemia, infatti, non si sa ancora nulla. "Caduta l'ipotesi del cetriolo contaminato - dice Gianni Rezza, epidemiologo dell'Istituto superiore sanità - resta da chiarire quale sia il veicolo di trasmissione. L'unica certezza in questo momento è che le autorità sanitarie stanno indagando. E che bisogna capire se si tratti di un'epidemia a trasmissione interumana, con il contagio da persona a persona, o da sorgente unica, come l'intossicazione alimentare". L'Iss è anche uno dei laboratori europeri di riferimento per l'analisi dei campione sospetti.

Le scoperte, invece, sono arrivate sul batterio. L'Organizzazione mondiale della Sanità intanto spiega che la variante di E. coli trovata nei pazienti tedeschi contagiati "non è stata mai vista prima in un focolaio di infezione". E il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) ha comunicato ufficialmente che, sebbene gli studi sull'origine del batterio siano da terminare, è stato identificato il ceppo che spaventa l'Europa: si chiama Stec 0104:H4.

"I risultati di laboratorio - scrivono gli esperti in una nota - hanno individuato il sierogruppo Stec 0104:H4 (Stx2-positivo, eae-negativo, hly-negativo, ESBL, aat, aggR, aap) come l'agente responsabile". Il ceppo, dice il responsabile dell'istituto di genetica di Pechino che ha sequenziato il Dna del batterio in collaborazione con i ricercatori dell'University Medical Center Hamburg-Eppendorf di Amburgo, è simile uno isolato in passato nell'Africa centrale. Analisi comparative hanno rivelato una similarità di sequenza pari al 93% con il sierotipo EAEC 55989 noto per essere causa di una grave forma di diarrea. "Questa variante - dicono - è altamente infettiva e tossica. E possiede geni di resistenza a diversi tipi di antibiotici. Anche a quelli più comuni: amminoglicosidi, macrolidi e beta-lattamici".

Mentre le autorità sanitarie tedesche e quelle europee provano a capire l'origine del contagio, la Russia decide di vietare l'importazione di verdure e ortaggi freschi da tutti i paesi dell'Ue. La notizia arriva dal capo dell'agenzia di difesa dei consumatori, Gennady Onishchenko, che dice: "Il divieto di verdure ed ortaggi freschi, che riguarda tutti i paesi dell'Unione europea, ha effetto da questa mattina (giovedì). Le verdure e gli ortaggi già importati dall'Ue saranno sequestrati in tutta la Russia". L'Unione europea, in una lettera ufficiale, ha definito "sproporzionato" il bando imposto dalla Russia e ha invitato Mosca "a ritirare immediatamente" il provvedimento.

Ma anche tra partner europei il contagio alimenta le polemiche. Continua ad essere alta la tensione politica tra Germania e Spagna. Il premier Josè Luis Rodriguez Zapatero, annuncia che si chiederà un risarcimento "alle autorità europee competenti" per le accuse infondate. L'Istituto di Igiene di Amburgo, infatti, inizialmente aveva rintracciato il batterio in una partita di cetrioli provenienti da due aziende di agricoltura biologica di Almeria e Malaga. L'allarme però è stato revocato lo scorso mercoledì dall'eurocommissario alla Salute e alla tutela dei consumatori.

"Grazie alle analisi effettuate dalla nostra Agenzia per la sicurezza alimentare - dice Zapatero - è divenuto chiaro che non esiste la benché minima indicazione in base alla quale l'origine di questa grave epidemia risiederebbe in un qualsivoglia prodotto agricolo spagnolo". Ma le critiche del premier spagnolo non si femrano qui. Zapatero punta il dito contro la ''lentezza'' con cui la Commissione ha reagito all'emergenza e ha fatto sapere che chiederà "spiegazioni molto approfondite e risarcimenti adeguati" per i danni d'immagine ed economici subiti dall'agricoltura spagnola.

E dall'Italia arriva la reazione di Coldiretti. "Gli ortaggi e i legumi che il nostro Paese esporta in Russia - dice l'associazione dei consumatori - hanno un mercato di 4,4 milioni di euro l'anno. Il blocco della Russia è una misura unilaterale e generalizzata del tutto inopportuna destinata a generare allarmismo e a far salire i danni subiti dagli incolpevoli produttori nazionali. Basti pensare che questa psicosi in tutta Europa ha già colpito le esportazioni nazionali di ortofrutta, con perdite di 20 milioni in una settimana".

FONTE: Repubblica.it
AUTRICE: Adele Sarno
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29 maggio, 2011

L'Esterichia Coli enteroemorragico mette in ginocchio il mercato europeo di cetrioli: 10 vittime e 270 casi accertati in Germania...

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Defragra dalla Germania il caso europeo dei cetrioli killer, in quanto potenzialmente contaminati da un batterio in grado di causare una grave forma di emorragia enterica. Secondo le più recenti stime, ad oggi le vittime tedesche, causate dalla vendita al dettaglio di una partita contaminata, sarebbero salite a dieci, con circa 300 casi accertati. Il domenicale svizzero "Der Sonntag" cita oggi due nuovi casi nella Confederazione elvetica, mentre il Centro europeo per la prevenzione e il controllo (Ecdc) ha riferito di altri 25 casi sospetti in Svezia, sette in Danimarca, tre in Gran Bretagna, due in Austria e uno in Olanda.

Non è ancora chiara l'origine dell'infezione, dato che fino adesso il batterio tendeva a colonizzare gli ortaggi senza però arrivare ad una carica batterica e ad una virulenza tali da causare problemi nel consumo a crudo di tali cibi; per sicurezza, le autorità sanitarie tedesche sconsigliano per ora anche il consumo di pomodori e insalata crudi, soprattutto se prodotti in Germania settentrionale. I primi sospetti in verità si erano puntati sulla Spagna dopo il ritrovamento del batterio in cetrioli prodotti in Andalusia. La contaminazione però sarebbe potuta avvenire durante il percorso di distribuzione. Questi cetrioli sono distribuiti anche in Danimarca ad esempio, ma la Commissione Europea fa sapere che sono analizzati in queste ore anche cetrioli olandesi e danesi. "I tedeschi hanno fatto sapere che i cetrioli sono stati distribuiti anche in Ungheria, Austria e Lussemburgo", ha detto il portavoce dell'autorità sanitaria ceca, Michal Spacil.

Le autorità tedesche hanno avvertito oggi che "fino a quando gli esperti in Germania e in Spagna non saranno capaci di identificare con certezza l'origine dell'agente patogeno, l'allarme generale resterà in vigore", ha dichiarato il ministro tedesco per l'Alimentazione, l'Agricoltura e la tutela dei consumatori, Ilse Aiger, in un'intervista al quotidiano domenicale Bild am Sonntag. "Le autorità competenti stanno facendo tutto quanto è in loro potere per chiarire questa vicenda, sul piano nazionale e internazionale", ha aggiunto.

Il Codacons italiano ha intanto chiesto alle autorità sanitaria italiane "misure urgenti" per bloccare le importazioni di cetrioli da tutta l'Europa, a tutela della salute in relazione all'infezione causata dal batterio.

"Il ministero della Salute e gli altri organi competenti devono bloccare immediatamente le importazioni di cetrioli e cetriolini provenienti da tutta Europa", afferma in una nota il presidente Codacons, Carlo Rienzi. È anche indispensabile, prosegue la nota, "effettuare controlli stringenti su tutta l'ortofrutta diretta in Italia e proveniente dalla Spagna e dall'Olanda. Queste misure - secondo Rienzi - sono necessarie per evitare il diffondersi del pericoloso batterio anche nel nostro Paese". L'associazione invita infine "i cittadini a verificare con attenzione la provenienza degli alimenti, obbligatoria su tutte le etichette di frutta e verdura".

Escherichia coli (abbreviato solitamente con E. coli) è la specie più nota del genere Escherichia: al suo interno si distinguono almeno 171 sierotipi caratterizzati da diverse combinazioni degli antigeni O,H,K,F. È una delle specie principali di batteri che vivono nella parte inferiore dell'intestino  di animali a sangue caldo (uccelli e mammiferi, incluso l'uomo), sono necessari per la digestione corretta del cibo. Nelle acque destinate al consumo umano, nelle acque di piscina, nelle acque adibite alla balneazione, ma anche in altri tipi di prodotti come alimenti e cosmetici, è prescritta l’assenza obbligatoria di Escherichia coli in relazione al suo ruolo di indicatore primario di contaminazione fecale. La mancata rispondenza al valore parametrico stabilito costituisce una non conformità del prodotto. I ceppi di E. coli enteroemorragico sono i principali responsabili di malattia nei paesi industrializzati. Si calcola che questi batteri causino circa 73.000 infezione e quasi 600 morti ogni anno negli USA. Circa 50 sierotipi causano malattia; tuttavia il sierogruppo principalmente responsabile è O157:H7. L'ingestione di meno di 100 bacilli può causare la malattia; questa è stata associata al consumo di carne di manzo non ben cotta, di latte non pastorizzato, di succhi di frutta contaminati e di verdura cruda.

La malattia si manifesta a carico dell'intestino crasso dopo un periodo di incubazione di 3-4 giorni durante i quali inizia a comparire una diarrea non sanguinolenta. Circa al terzo giorno compaiono forti dolori addominali accompagnati da diarrea sanguinolenta. I ceppi EHEC sono in grado di promuovere un'istopatologia A/E (vedi EPEC) e di secernere la tossina Stx-1 (identica alla tossina di Shigella) insieme alla tossina Stx-2 (60% di analogia alla tossina di Shigella). Entrambe le tossine sono codificate da fagi lisogeni e hanno una subunità A e cinque subunità B, in grado di legarsi al globotriaosilceramide o Gb3. Il legame con questo recettore promuove l'internalizzazione della subunità A nell'enterocita; questa è in grado di legarsi al frammento di RNA ribosomiale 28s, bloccano la sintesi proteica. La distruzione degli enterociti, accompagnata da una diminuzione della capacità di assorbimento, comporta la presenza di una diarrea molto liquida e sanguinolenta.
La produzione di Stx-2 si associa spesso (nel 10% dei ragazzi con diarrea da EHEC) alla sindrome uremico-emolitica (HUS), caratterizzata da insufficienza renale acuta, trombocitopenia, anemia emolitica e microangiopatia. Infatti Stx-2 è in grado di legarsi con maggior affinità al Gb3 espresso dalle cellule renali, provocandone la distruzione. Inoltre le tossine Stx sono in grado di stimolare la produzione di TNF-α e interleuchina-6 che, oltre a sostenere il quadro infiammatorio, promuovono l'esposizione di Gb3. E. coli O157:H7, al contrario degli altri sierotipi, non fermenta il sorbitolo; questo permette l'identificazione nei terreni agar Mac Conkey contenenti sorbitolo (si valutano le colonie che mancano dell'attività fermentativa. Tuttavia l'esame colturale deve essere affiancato dall'identificazione delle tossine mediante test immunoenzimatici commerciali.

FONTI:
www.tmnews.it

www.wikipedia.org
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L'Unione Europea bandisce per motivi "preventivi" il WiFi dalle scuole...

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Mentre in Italia il ministro Brunetta promuove il WiFi nelle scuole, il Consiglio Europeo ha redatto un documento nel quale viene consigliato il ban delle connessioni wireless dagli edifici scolastici, non solo questo, ma anche il divieto di utilizzare telefonini ed ogni altra forma di connessione senza fili. Non ci sono prove scientifiche che mettano in relazione l'esposizione ai campi elettromagnetici con l'insorgere di malattie quali cancro, leucemie ed altri disturbi, ma esiste uno studio che parla della sindrome da intolleranza elettromagnetica, che viene riconosciuta come una malattia a tutti gli effetti in Svezia. Secondo lo studio, questa sindrome potrebbe essere collegata a malattie come cancro e Alzheimer, anche se al momento mancano prove evidenti.

Su queste considerazione, il Consiglio Europeo ha deciso di redigere il documento con lo scopo cautelativo di proteggere i ragazzi in fase di crescita, la categoria di persone più sensibili a fattori esterni come appunto le radiazioni.

Sebbene non ci siano conferme scientifiche, infatti, il Consiglio ritiene che sia meglio prevenire anzichè ripetere quanto accaduto in passato con sostanze come il tabacco, il cui collegamento con il cancro è stato accertato soltanto dopo costosi studi e, soprattutto, dopo che milioni di persone si sono ammalate dopo averne abusato.


FONTE: www.dreambox.it
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22 maggio, 2011

Novak "Nole" Djokovic, dalla celiachia al primo posto del ranking tennistico

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C’è un piccolo segreto nella carriera di Novak Djokovic, 23enne di Belgrado, numero uno in pectore del tennis mondiale. Prima di battere Rafa Nadal quattro volte di fila a Indian Wells, Miami, Madrid e Roma e prima d’incantare il mondo con un tennis d’intensità inaudita, ha vinto il match più importante della sua carriera a tavola. Contro l’intolleranza al glutine. Da qui è partita la scalata al trono della racchetta che potrebbe concretizzarsi proprio al Roland Garros di Parigi.

La nuova vita del campione serbo comincia nei quarti di finale degli Australian Open del 2010 dove gioca contro il francese Tsonga. Sopra due set a uno, è stroncato dai dolori di stomaco. Esce dal campo per andare a vomitare in bagno. Torna e le forze l’hanno ormai abbandonato. Perde malamente al quinto. Quel giorno Nole, come viene comunemente chiamato, capisce che c’è qualcosa da aggiustare nel proprio fisico. E’ numero tre del ranking: il braccio non si discute, figurarsi il talento. Serve però più potenza e resistenza per combattere ad armi pari con Federer e soprattutto Nadal. Individua il problema (celiachia) e chiama accanto a se un nutrizionista, Igor Cetojevic. Che cancella pane e pasta tradizionali e prepara una dieta tutta integrale dove soia e pollo al vapore sono elementi indispensabili (insieme ai carboidrati sostituitivi n.d.r.). Insieme al sushi. Pianificando la logistica di ogni torneo ancor oggi la maggiore preoccupazione del suo staff è proprio quella di trovare un hotel con la cucina attrezzata per pasti in linea con la sua dieta.

E’ stato così anche a Roma. L’alimentazione è il primo tassello dell’ascesa sul quale Djokovic mette poi una mole di lavoro impressionante che lo porta a costruire dal dicembre 2010 al maggio di quest’anno una striscia di trentanove successi consecutivi su tre superfici diverse. Oggi non ce n’è per nessuno, Nadal compreso. Più vince e più si rafforza la sua convinzione di essere il migliore. La sfida al vertice con lo spagnolo la sta dominando non solo agonisticamente ma con la testa. Rafa ha dimostrato di soffrirlo, i tifosi anche al Foro Italico hanno cominciato a passare dalla sua parte. Piace quella determinazione feroce accompagnata da un po’ di spavalderia. Sembra un condottiero invincibile che brandisce la parola magica del suo Paese, inat. Significato: una cosa si può fare in modo tradizionale, oppure in un altro. Nole, come i serbi, sceglie la seconda opzione per dare qualcosa in più.


AUTORE: Gianni Valenti
FONTE: http://www.gazzetta.it/Sport_Vari/Tennis/17-05-2011/vero-segreto-novak-801231928844.shtml
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06 maggio, 2011

Effetto Gelmini: niente posti regionali aggiuntivi in Sicilia per gli specializzandi in Medicina...

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Cinque milioni di euro in meno rispetto allo scorso anno per finanziare i posti regionali dedicati agli specializzandi in sicilia. E' questo in sintesi l'effetto principale che la politica regionale ha messo in atto in risposta alle norme della Riforma Gelmini. Risultato: la gran parte dei soldi verranno investiti per garantire il pagamento degli stipendi dei specializzandi già assunti, tagliando nettamente il finanziamento per i posti regionali aggiuntivi per chi invece vorrebbe entrare quest'anno, con il risultato che verranno garantiti solo i posti minimi per settore con ovviamente una competizione tale da poter creare alterazioni ben immaginabili. A nulla sono valsi i tentativi attuati dai comitati esistenti di proteggere il proprio futuro: niente soldi, niente posti, niente lavoro, per quest'anno e fino a quando non verranno pagati i debiti pubblici (quindi da qui all'eternità). Di seguito il comunicato SISM in cui si descrive brevemente la situazione:

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Cari colleghi, purtroppo le notizie che ci sono giunte nelle ultime ore sono a dir poco sconfortanti. Apprendiamo, infatti, che oltre alla mancata approvazione in sede di Legge Finanziaria dell'auspicato "Piano di rientro", in sede di Bilancio, non sarebbe stato implementato il Capitolo di spesa relativo ai posti aggiuntivi regionali con i 3 milioni di euro approvati tanto in Commissione Sanità quanto in Commissione Bilancio. La dotazione attuale, pertanto, per il corrente anno accademico risulterebbe pari a circa 18.4 milioni di euro a fronte dei circa 23 stanziati nello scorso anno. Ricordiamo per inciso che i fondi in questione servono per la maggior parte a coprire gli stipendi dei colleghi iscritti tra il 2 ed il 6 anno di corso, mentre la  parte residua sarebbe disponibile in linea teorica a finanziare i contratti aggiuntivi per il corrente anno accademico 2010/2011. Ci ritroviamo quindi di fronte alla peggiore delle ipotesi avanzata. In data odierna, pertanto, le Università alla luce degli ulteriori tagli al capitolo del bilancio rispetto allo scorso anno, pari a circa 5 milioni di euro, si sono dichiarate indisponibili, come del resto ampiamente preannunciato, a mettere a concorso per il corrente anno accademico posti aggiuntivi regionali, chiedendo alla Regione, in mancanza di chiarimenti e provvedimenti formali, di utilizzare le esigue somme disponibili quale parziale anticipazione per ammortizzare parte del debito residuo pari a circa 20 milioni di euro (vedasi allegata nota della Conferenza dei Rettori Siciliani a firma del Prof Lagalla). In data odierna, a seguito di tale notizia sconfortante, abbiamo provveduto a contattare il Gabinetto dell'Assessore Regionale della Sanità per chiedere spiegazioni e ci è stato risposto che cercheranno di fare una mediazione politica coi Rettori per cercare quanto meno di convincerli a mettere a concorso parte dei posti finanziabili. Nel dichiararci profondamente delusi per la situazione spiacevole che si è venuta a creare, vi rimandiamo ad eventuali prossimi aggiornamenti in caso di ulteriori evoluzioni della vicenda. 

Fonte: Il Comitato aspiranti specializzandi Catania, Messina, Palermo. Le sedi SIGM Catania, Messina, Palermo e Reggio Calabria.
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03 maggio, 2011

Test di ingresso: si parte il 5 settembre, si prospettano novità sulle domande di logica e sui punteggi

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L'annuncio del ministero dell'Istruzione per le facoltà universitarie a numero programmato. Per modalità e contenuti si annuncia un decreto, mentre si ipotizzano modifiche in una parte delle domande del "quizzone"
Parte il 5 settembre la lotteria dei test di ammissione alle facoltà a numero programmato a livello nazionale. Il sito del Miur (il ministero dell'Istruzione, Università e della Ricerca) annuncia che "il decreto con cui saranno definiti le modalità ed i contenuti delle prove di ammissione ai corsi di laurea e di laurea magistrale programmati a livello nazionale per l'anno accademico 2011/2012 è in corso di perfezionamento", ma "al fine di offrire anticipata informativa agli studenti interessati e consentire agli Atenei di provvedere adeguatamente alla pianificazione degli aspetti organizzativi legati alle prove concorsuali sia livello nazionale che a livello locale, si anticipano le date di effettuazione delle prove".

Per accedere alle facoltà di Medicina e chirurgia, in lingua italiana, e Odontoiatria e protesi dentaria, gli studenti dovranno cimentarsi nel consueto test a risposta multipla lunedì 5 settembre 2011. Il giorno dopo, martedì 6 settembre, sarà la volta degli aspiranti veterinari e mercoledì 7 settembre toccherà a coloro che intendono iscriversi alla facoltà di Architettura. La batteria di test, si chiude giovedì 8 settembre con la selezione per accedere alle Professioni sanitarie: ostetrici, infermieri, logopedisti, solo per citarne alcune.

Per conoscere il numero dei posti che i 500 mila studenti dell'ultimo anno delle scuole superiori dovranno contendersi ateneo per ateneo occorrerà aspettare gli appositi decreti che il ministro, Mariastella Gelmini, emanerà nelle prossime settimane. Ma come avviene ormai da anni lo scoglio più difficile da superare sarà quello per diventare medico. L'anno scorso, i posti messi a disposizione furono 8.755. Anche la selezione per le professioni sanitarie è piuttosto rigida, ma i posti disponibili sono parecchi di più: l'anno scorso superarono i 28 mila.

Ma con quali regole gli studenti italiani si contenderanno a settembre i posti? Poco più di un mese fa, la Gelmini ha annunciato di volere, già da quest'anno, rivedere il meccanismo di accesso alle facoltà a numero chiuso. E per modificare in meglio la lotteria dei test ha avviato un tavolo tecnico che sta lavorando in tal senso. L'idea sarebbe quella di consentire agli studenti di concorrere per l'eccesso a più di un ateneo e/o di far valere lo stesso test di accesso per due facoltà: Odontoiatria e Medicina. E la stessa data  -  il 5 settembre 2011  -  fissata per entrambe le facoltà fa pensare che questa novità verrà introdotta già quest'anno.

E' allo studio anche la possibilità di sostituire nel quizzone parte delle domande di cultura generale con quesiti di natura logico-deduttiva che esaltino, spiega il ministro, le capacità di analisi e di ragionamento dei candidati. Quella dei test di ammissione si è rivelata una vera e propria lotteria perché, negli anni passati, uno studente escluso in un ateneo con un punteggio sarebbe stato idoneo in un altro ateneo. Ma per realizzare queste novità occorre fare in fretta. Intanto, il business dei corsi di preparazione alle selezioni universitarie è già partito. Per prepararsi con cura si possono spendere anche 5 mila euro

Fonte: Unime.eu
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02 maggio, 2011

Briciole di Medicina (16° Puntata) - Aterosclerosi e colesterolo, poche semplici regole per un controllo ottimale...

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Gli eventi iniziali nella formazione dell'aterosclerosi (aterogenesi) vanno identificati nel danno dell'endotelio e nell'accumulo e successiva aggregazione delle lipoproteine a bassa densità (LDL) nell'intima delle arterie, due eventi che si influenzano a vicenda. L'accumulo delle LDL è dovuto non solo all'aumento della permeabilità dell'endotelio funzionalmente o anatomicamente danneggiato, ma anche al loro legarsi ai costituenti della matrice extracellulare dell'intima; legame che aumenta il tempo di residenza in loco delle lipoproteine. I macrofagi  fagocitano le lipoproteine infiltrate ed ossidate nell'intima e si trasformano nelle cellule schiumose, che caratterizzano le strie lipidiche (fatty streaks). La secrezione di citochine e di fattori di crescita, principalmente di derivazione macrofagica, induce la migrazione delle cellule muscolari lisce dalla media nell'intima, dove proliferano, si differenziano nel fenotipo “sintetico” e sintetizzano matrice extracellulare, determinando la trasformazione delle fatty streak nelle lesioni avanzate. Alla crescita delle lesioni può contribuire l'adesione di piastrine all'intima denudata e il formarsi di trombi intramurali, conseguenti alla erosione/ulcerazione delle placche aterosclerotiche.

Il ruolo fondamentale nello sviluppo della reazione infiammatoria cronica dell'intima è svolto dalla ossidazione delle LDL, che restano intrappolate nella matrice extracellulare dello spazio subendoteliale. L'ossidazione delle LDL è dovuta ad enzimi e metaboliti ossidanti prodotti dalle cellule della parete arteriosa, soprattutto dai monociti-macrofagi reclutati nell'intima in conseguenza del danno endoteliale a varia eziologia. Inizialmente, si ha la perossidazione della componente lipidica delle LDL, che interferisce scarsamente sull'interazione delle LDL con il recettore ApoB-E (o LDL-R); tali MM-LDL (LDL minimamente ossidate) sono “cavalli di Troia” fisicamente simili alle LDL, ma con un carico di macromolecole bioattive, che viene introdotto nella cellula con la endocitosi delle MM-LDL.

Nelle fasi successive, si generano prodotti dei lipidi perossidati e prodotti aldeidici (malondialdeide, MDA; 4-idrossinonenale), che possono modificare covalentemente la componente proteica delle LDL; queste OX-LDL “sabotatori cellulari” non vengono più riconosciute da LDL-R, ma si legano agli "scavenger receptors" (SR: SR-A, CD36 e CD68). Poiché gli SR non sono soggetti a regolazione a feedback-negativo, le OX-LDL non solo introducono nelle cellule che le fagocitano macromolecole attive, ma in aggiunta causano l'accumulo intracellulare di esteri del colesterolo, responsabile della trasformazione in cellule schiumose o foam cells, caratteristiche del tessuto aterosclerotico.

L'interazione con i corrispondenti recettori LDL-R e SR (e la conseguente generazione di messaggeri intracellulari, in particolare i radicali liberi dell'ossigeno o ROS) e l'introduzione nella cellula di prodotti ossidati sono la base biochimica dell'azione patogena delle LDL. Le OX-LDL attivano nelle cellule (endotelio, macrofagi, cellule muscolari lisce), alcuni fattori di trascrizione (es. NF-κB), che inducono l'espressione di geni che codificano per molecole adesive, citochine e fattori di crescita e che danno l'avvio alla risposta infiammatoria.

Ad esempio, nell'endotelio, i geni per le molecole adesive ICAM-1, VCAM-1 e E selettina, per il fattore chemiotattico MCP-1 e per il Fattore Tessutale sono sotto il controllo del fattore di trascrizione redox-sensibile NF-κB. Kume N nel 1991 ha suggerito che le cellule endoteliali assorbono le OX-LDL attraverso una via recettoriale che non coinvolge gli scavenger receptors. Sawamura, T., N. Kume, e altri nel 1997 hanno identificato il primo recettore delle cellule endoteliali per le Ox-LDL, che è stato denominato LOX-1 (lectinlike Ox-LDL receptor-1).

Le manifestazioni cliniche dell'aterosclerosi compaiono in genere dopo i quaranta-cinquanta anni di età e sono dovute alla ischemia (riduzione del flusso ematico) nel letto vasale dipendente dall'arteria lesa. La riduzione del flusso dipende sia dal restringimento del lume arterioso in corrispondenza delle lesioni aterosclerotiche sia dalla presenza di meccanismi di compenso insufficienti. Il principale meccanismo di compenso è rappresentato dall'instaurarsi di circoli collaterali, che consentono al sangue di raggiungere i territori ipoirrorati attraverso i vasi adiacenti.

Le manifestazioni croniche sono conseguenti ad un restringimento stabile dell'arteria colpita, che rende il flusso ematico fisso, cioè incapace di aumentare quando le condizioni funzionali lo richiedono, come ad esempio durante gli sforzi fisici. Di conseguenza la sintomatologia, in particolare il dolore, tende ad essere assente a riposo e a presentarsi in occasione di esercizio fisico più o meno intenso, a seconda della gravità dell'ostruzione arteriosa e dell'efficienza dei circoli collaterali. Tipiche sindromi croniche sono: angina pectoris stabile, angina abdominis, claudicatio intermittens, nella quale il dolore insorge durante la deambulazione e scompare tipicamente dopo pochi minuti di riposo.

Obiettivi

Il colesterolo LDL deve essere considerato l’obiettivo primario della terapia e l’obiettivo terapeutico da raggiungere è rappresentato da valori inferiori a 100 mg/dl. (Livello della prova I, Forza della raccomandazione A) Nei diabetici con malattia cardiovascolare e fattori multipli di rischio cardiovascolare non correggibili, valori di colesterolo LDL inferiori a 70 mg/dl possono rappresentare un obiettivo terapeutico opzionale. (Livello della prova II, Forza della raccomandazione B) Ulteriore obiettivi della terapia sono il raggiungimento di valori di trigliceridi inferiori a 150 mg/dl e di colesterolo HDL inferiori a 40 mg/dl nell’uomo e inferiori a 50 mg/dl nella donna. (Livello della prova III, Forza della raccomandazione B)

Il colesterolo non HDL può essere utilizzato come obiettivo secondario (30 mg in più rispetto ai valori di colesterolo LDL) in particolare nei diabetici con trigliceridemia superiore a 200 mg/dl. (Livello della prova III, Forza della raccomandazione B)

Anche i valori di apoB (inferiori a 90 mg/dl o 80 mg/dl nei pazienti a rischio molto elevato) possono essere utilizzati come obiettivo secondario in particolare nei pazienti con trigliceridemia superiore a 200 mg/dl tenendo, però, presente che ci sono dei costi aggiuntivi e che le metodiche di dosaggio non sono ancora uniformemente standardizzate. (Livello della prova III, Forza della raccomandazione C). Il riso rosso fermentato è un validissimo aiuto, è un integratore, non un farmaco e vi riporto lo studio di: Francini-Pesenti Francesco, Brocadello Filippo. Unità Operativa di Nutrizione Clinica; Azienda Ospedaliera di Padova, che testimonia la sua validità, superiore alle statine farmacologiche. Il riso rosso fermentato è usato da secoli nella cucina tradizionale cinese per condimento dei cibi. La fermentazione del riso ad opera di un fungo, il Monascu purpureus, porta alla sintesi di pigmenti e di alcune statine (monacoline), la più rappresentata delle quali è la monacolina K o lovastatina.

I valori di colesterolo prescritti per i soggetti diabetici dall' ADA (the American Diabetes Association) sono:








si sta diffondendo però tra i medici la convinzione di ridurre i valori di controllo dell'LDL, almeno per i pazienti ad alto rischio di infarto, così Drs. Jan Breslow and Andy Plump, e molti altri medici, Dr. Nancy Bohannon and other diaTribe advisory board members including Dr. Satish Garg of the Barbara Davis Center for Childhood Diabetes in Denver e la US National Institutes of Health Adult Treatment Panel suggeriscono un valore di LDL inferiore a 70 mg/dL per le persone diabetiche.








come aumentare HDL

-non fumare
-perdere peso
-migliorare il controllo glicemico
-1 ora di attività fisica al giorno, almeno.
- alcol con moderazione, 1 o 2 bicchieri al giorno
-consumare alimenti ricchi in omega3 ( olio di pesce, noci, semi di lino)

come ridurre LDL

- impiego di statine (dietro ricetta medica)
- evitare cibi ricchi in grassi monoinsaturi ( pancetta, salsicce, cocco, tuorlo d'uovo, latte intero)
- evitare i grassi transgenici (e idrogenati) come margarina, ramen precotto ( per chi ama il giappone), cibi fritti, alcuni dolci.
- consumare alimenti ricchi di fibre solubili, legumi, frutta, cereali integrali, farina d'avena.

FONTI: www.wikipedia.it e www.farmaciamalcontenta.it e www.diatribe.us e www.diabetando.net

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SENTIERI DELLA MEDICINA

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