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AFORISMA DEL GIORNO

08 aprile, 2014

Test di Ingresso 2014: 65 mila candidati per 10 mila posti a Medicina, fra novità e flash mob

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«Che cosa è necessario per riformare un articolo della Costituzione italiana?». Era una delle quattro domande di cultura generale, che un inviato di Skuola.net ha anticipato al Corriere. E poi Noam Chomsky; il «secolo breve»; cinque abbinamenti scienziato-campo scientifico (Levi Montalcini-Neurologia; Camillo Golgi-Istologia; Enrico Fermi-Fisica nucleare; Riccardo Giacconi-Astronomia; Mario Capecchi-Chimica).

Chimica? Difficilissime. Biologia? «Un po’ strane», dicono alcuni. «Impossibili», secondo altri. Escono dalle aule i primi studenti e si sfogano con i compagni, i giornalisti, i parenti in attesa. Raccontano delle domande, dell’ansia, e delle difficoltà della prova. Fra i quesiti che hanno colpito i ragazzi, uno sull’ossidazione delle cellule e un altro sui tempi della chemioterapia. Ma anche uno sulla velocità con cui girano le pale eoliche. A conti fatti, comunque, il test è stato giudicato fattibile «a patto di aver studiato».

Per 10 mila posti messi a bando dal Ministero, gli aspiranti dottori erano 65mila. Alla Statale di Milano, 3.468 candidati per 370 posti (670 alla loro «seconda volta», 144 alla terza e 22 addirittura al quarto tentativo); 2.830 candidati per 400 ingressi all’Università di Palermo. A Tor Vergata 1.937 aspiranti matricole - su 2.104 iscritti - per 220 posti. Alla Sapienza di Roma, candidati dai 16 ai 70 anni. Per tutti, il fischio d’inizio era alle 11: a partire da quel momento, avevano a disposizione al massimo 100 minuti per rispondere alle 60 domande della prova.

Prima dell’apertura delle porte degli atenei, le associazioni degli universitari hanno inscenato flash mob e proteste contro il numero chiuso in tutte le università. Unione degli Universitari e Rete degli studenti medi hanno distribuito consigli e volantini per controllare l’andamento dei test nelle aule. Nella notte, anche gli studenti e le studentesse di Link-Coordinamento universitario hanno organizzato un blitz al ministero dell’Istruzione. Gli studenti hanno esposto uno striscione con scritto «Nessun escluso, libero accesso per tutti», e posto alcune sagome di potenziali iscritti a facoltà per il cui accesso oggi è previsto il superamento del test d’ingresso e un numero di posti inferiore a quello di coloro che ne fanno richiesta. La Rete della conoscenza annuncia azioni su tutto il territorio nazionale.

Quest’anno la ripartizione del numero di domande è stata modificata in favore del numero dei quesiti delle materie disciplinari:passano da 14 a 15 le domande di Biologia e da 8 a 10 quelle di Chimica (ferme ad 8 quelle di Matematica), mentre le domande di cultura generale scendono a 4 (da 5). La parte del leone (una domanda su tre) spetta sempre alla Logica che pure subisce una piccola limatura (da 25 quesiti a 23). Ogni risposta esatta equivale a un punto e mezzo, i quesiti lasciati in bianco valgono zero, le risposte sbagliate -0.4 punti. Secondo gli esperti, visto il punteggio negativo in caso di errore, conviene rispondere solo alle domande per le quali si è in grado di escludere almeno un paio delle cinque risposte possibili, mentre se proprio si brancola nel buio meglio non sbilanciarsi per non incorrere in una «penalità».

I risultati dei test saranno pubblicati sul sito http://accessoprogrammato.miur.it il 22 aprile per Medicina, il 23 aprile per Veterinaria e il 24 aprile per Architettura. Le graduatorie di merito nazionali saranno pubblicate il 12 maggio e si chiuderanno il primo ottobre.

AUTRICE: Antonella De Gregorio
FONTE: Corriere.it
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Test di Ingresso 2014, tutto ok a Messina, 1056 i candidati, il 22 aprile i risultati

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Alle 11 di stamane, il presidente di commissione professor Francesco Squadrito ha dato il via ai test di ammissione ai Corsi di Laurea in Medicina e Chirurgia e Odontoiatria e Protesi Dentaria, svoltisi presso il Polo Papardo. I 1056 candidati sono stati divisi in 12 aule, quantificabili in una ventina gli assenti. 64.000 gli aspiranti in tutta Italia, a fronte di 10.000 posti disponibili. Le prove si sono svolte in contemporaneità su tutto il territorio nazionale. Impeccabile la macchina organizzativa predisposta dall’Ateneo messinese: alle 10 gli studenti avevano già terminato le operazioni di riconoscimento, potendo accedere alle aule con un anticipo di un’ora. I candidati hanno dovuto risolvere 60 quesiti in ambito logico, culturale e scientifico in un tempo massimo di 100 minuti. Clima di assoluta serenità, grazie anche ai controlli predisposti dall’Università, assicurati dalla presenza di alcuni funzionari del Ministero dello Sviluppo economico, preposti alla sorveglianza dello spettro radio-elettrico. La correzione avverrà a Bologna, sede scelta per tutto il territorio nazionale. Il prossimo 22 aprile saranno comunicati i risultati dei test mentre il 13 maggio si conosceranno le graduatorie. Domani alle 8, si terranno le prove di ammissione al corso di laurea in Medicina Veterinaria presso il Dipartimento di Scienze Veterinarie del Polo Annunziata.

FONTE: Gazzetta del Sud
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01 aprile, 2014

Google “Leuco”: la descrizione della nostra immunità… a portata di click!

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“Sarà probabilmente il passo tecnologico più importante di questo secolo!”. Con questa dichiarazione trionfalistica su facebook, il Main Manager di Google William Seafood presenta il nuovo sistema “Leuco Scanner”, che promette di rivoluzionare la Sanità a livello mondiale. Tramite un sensore chiamato “Hook”, da collegare via USB al proprio smartphone, sarà possibile analizzare con una semplice goccia di sangue tutti i tipi di anticorpi che i nostri linfociti sono in grado di evocare nei confronti di ogni tipo di antigene incontrato in passato. Tramite questo sistema sarà quindi possibile conoscere, ad esempio, il proprio stato di vaccinazione oppure le eventuali allergie espresse nei confronti di pollini, polvere e alimenti. Tutte le informazioni potranno poi essere trasmesse su di un portale “ad hoc”, con un profilo personalizzato e accessibile da ogni Servizio Sanitario tramite propria tessera sanitaria. Il sistema sarà probabilmente disponibile in contemporanea al lancio del nuovo smartphone targato Google, il Nexus 8, progetto che presenta una data di vendita orientativa intorno al 1 Aprile 2015.

P.S.: la notizia, ovviamente, NON E' VERA. Buon PESCE D'APRILE! =)
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12 marzo, 2014

Unime taglia 15% dei corsi, spariscono Ingegneria Elettronica, Informatica e Dietistica.

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L’Università di Messina ha la sua offerta formativa per l’anno accademico 2014/15. Il via libera è arrivato dal Senato Accademico, riunitosi nel pomeriggio

 Saranno attivati 74 Corsi di Studio, tra triennali, magistrali ed a ciclo unico. Confermata, quindi, una riduzione del 15% rispetto all’anno precedente, quando i corsi erano 87. Complessivamente, sono stati attivati 10 nuovi Corsi (uno dei quali su due sedi) e ne sono stati disattivati 23.

«Le disattivazioni, che hanno riguardato molteplici aree disciplinari – si legge in un comunicato stampa dell’Ateneo peloritano -  hanno tenuto conto di un indice di attrattività dei corsi stessi e, inoltre, della compatibilità dell’attività didattica potenzialmente erogabile con le risorse umane dell’Ateneo».

«Una riforma inedita rispetto al passato. Sono stati riproposti, infatti – continua il documento -  soltanto il 48% dei corsi attivi nello scorso anno accademico (45 su 87) e sono state apportate modifiche sostanziali a quasi il 40% dei corsi che saranno attivati nel prossimo A.A. (29 su 74)».

Tra le novità, anche due corsi in lingua inglese, uno in ambito informatico e l’altro in ambito economico.

«L’opera di razionalizzazione – conclude il comunicato -  rappresenta il punto di arrivo di un confronto serrato che ha visto protagonisti tutti i Dipartimenti dell’Ateneo, il Nucleo di Valutazione e il Presidio di Qualità».

 Ecco i corsi inseriti nell’offerta formativa e quelli esclusi

Offerta Formativa A.A. 2014/2015



DIPARTIMENTO DI CIVILTA’ ANTICHE E MODERNE

- Filosofia (classe L-5)

- Lettere (classe L-10)

- Lingue, Letterature straniere e Tecniche della Mediazione Linguistica (classe L-11 &

L-12)

- Scienze dell'informazione: comunicazione pubblica e tecniche giornalistiche. (classe L-

20 & L-16)

- Civiltà letteraria dell'Italia medievale e moderna (classe LM-14)

- Filosofia contemporanea (classe LM-78)

- Lingue moderne: letterature e traduzione (classe LM-37)

- Metodi e linguaggi del giornalismo (classe LM-19)

- Scienze storiche: Società, culture e istituzioni d'Europa (classe LM-84)

- Tradizione classica e Archeologia del Mediterraneo (classe LM-2 & LM-15)



DIPARTIMENTO DI FISICA E SCIENZE DELLA TERRA

- Analisi e Gestione dei Rischi Naturali e Antropici (classe L-34)

- Fisica (classe L-30)

- Fisica (classe LM-17)



DIPARTIMENTO DI GIURISPRUDENZA

- Consulente del lavoro e Scienze dei Servizi giuridici (classe L-14)

- Giurisprudenza (classe LMG/01)



DIPARTIMENTO DI INGEGNERIA CIVILE, INFORMATICA, EDILE,

AMBIENTALE E MATEMATICA APPLICATA

- Ingegneria civile e dei sistemi edilizi (classe L-7 & L-23)

- Ingegneria Civile (classe LM-23)

- Ingegneria edile per il recupero (classe LM-24)

- Ingegneria e Scienze Informatiche (classe LM-32 & LM-18)



DIPARTIMENTO DI INGEGNERIA ELETTRONICA, CHIMICA E INGEGNERIA

INDUSTRIALE

- Ingegneria Elettronica e Informatica (classe L-8)

- Ingegneria Industriale (classe L-9)

- Ingegneria Meccanica (classe LM-33)



DIPARTIMENTO DI MATEMATICA E INFORMATICA

- Informatica (classe L-31) - Matematica (classe L-35)

- Matematica (classe LM-40)



DIPARTIMENTO DI MEDICINA CLINICA E SPERIMENTALE

- Medicina e chirurgia (classe LM-41)



DIPARTIMENTO DI NEUROSCIENZE

- Fisioterapia (classe L/SNT2

- Tecniche di neurofisiopatologia (classe L/SNT3)



DIPARTIMENTO DI PATOLOGIA UMANA

- Infermieristica (classe L/SNT1)



DIPARTIMENTO DI SCIENZE BIOLOGICHE E AMBIENTALI

- Scienze biologiche (classe L-13)

- Scienze dell'Ambiente e della Natura (classe L-32)

- Biologia (classe LM-6)

- Biologia ed Ecologia dell'Ambiente Marino Costiero (classe LM-6)



DIPARTIMENTO DI SCIENZE BIOMEDICHE E DELLE IMMAGINI

MORFOLOGICHE E FUNZIONALI

- Biotecnologie (classe L-2)

- Scienze motorie, sport e salute (classe L-22)

- Tecniche di radiologia medica, per immagini e radioterapia (classe L/SNT3)

- Biotecnologie per la salute (classe LM-9)

- Scienze e tecniche delle attività motorie preventive e adattate (classe LM-67)



DIPARTIMENTO DI SCIENZE CHIMICHE

- Chimica (classe L-27)

- Chimica (classe LM-54)



DIPARTIMENTO DI SCIENZE COGNITIVE DELLA FORMAZIONE E DEGLI

STUDI CULTURALI

- Scienze della formazione e della comunicazione (classe L-19 & L-20)

- Turismo culturale e Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo (classe L-15

& L-3)

- Scienze cognitive e teorie della comunicazione (classe LM-55 & LM-92)

- Scienze pedagogiche (classe LM-85)

- Turismo e spettacolo (classe LM-49 & LM-65)



DIPARTIMENTO DI SCIENZE DEL FARMACO E PRODOTTI PER LA SALUTE - Chimica e tecnologia farmaceutiche (classe LM-13)

- Farmacia (classe LM-13)



DIPARTIMENTO DI SCIENZE DELL'AMBIENTE, DELLA SICUREZZA, DEL

TERRITORIO, DEGLI ALIMENTI E DELLA SALUTE

- Scienze gastronomiche (classe L-26)

- Tecniche di laboratorio biomedico (classe L/SNT3)

- Tecniche della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro (classe L/SNT4)

- Scienze delle Professioni sanitarie tecniche diagnostiche (classe LM/SNT3)



DIPARTIMENTO DI SCIENZE ECONOMICHE, AZIENDALI, AMBIENTALI E

METODOLOGIE QUANTITATIVE (MESSINA)

- Economia Aziendale (classe L-18)

- Economia, Banca e Finanza (classe L-33)

- Management d’Impresa (classe L-18)

- Consulenza e Professione (classe LM-77)

- Management del Turismo e dell’Ambiente (classe LM-77)

- Scienze Economiche e Finanziarie (classe LM-56)



DIPARTIMENTO DI SCIENZE GIURIDICHE E STORIA DELLE ISTITUZIONI

- Scienze Politiche, Amministrazione e Servizi (classe L-16 & L-36)

- Scienze della politica e Management pubblico (classe LM-62 & LM-63)



DIPARTIMENTO DI SCIENZE PEDIATRICHE, GINECOLOGICHE,

MICROBIOLOGICHE E BIOMEDICHE

- Infermieristica pediatrica (classe L/SNT1)

- Ostetricia (classe L/SNT1)

- Terapia della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva (classe L/SNT2)



DIPARTIMENTO DI SCIENZE SPERIMENTALI MEDICO-CHIRURGICHE,

SPECIALISTICHE ED ODONTOSTOMATOLOGICHE

- Logopedia (classe L/SNT2)

- Ortottica ed assistenza oftalmologica (classe L/SNT2)

- Tecniche audioprotesiche (classe L/SNT3)

- Odontoiatria e Protesi dentaria (classe LM-46)

- Scienze Riabilitative delle professioni sanitarie (classe LM/SNT2)



DIPARTIMENTO DI SCIENZE UMANE E SOCIALI

- Scienze del servizio sociale (classe L-39)

- Scienze e tecniche psicologiche (classe L-24)

- Scienze politiche e delle relazioni internazionali (classe L-36) - Psicologia (classe LM-51)

- Relazioni internazionali e cooperazione allo sviluppo (classe LM-52 & LM-81)

- Servizio sociale, politiche sociali e studi sociologici e ricerca sociale (classe LM-87 &

LM-88)



DIPARTIMENTO DI SCIENZE VETERINARIE

- Medicina Veterinaria (classe LM-42)

L – Laurea (percorso formativo di durata triennale)

LM- Laurea Magistrale o a ciclo unico (percorso formativo di durata biennale o

quinquennale o sessenale)







Elenco Corsi di Studio non attivati nel 2014/2015.



DIPARTIMENTO DI CIVILTA’ ANTICHE E MODERNE

LM-2 Archeologia del Mediterraneo

LM-15 Tradizione classica



DIPARTIMENTO DI FISICA E SCIENZE DELLA TERRA

LM-75 Gestione dei rischi territoriali



DIPARTIMENTO DI GIURISPRUDENZA

L-14 Giurista delle amministrazioni pubbliche e di impresa



DIPARTIMENTO DI INGEGNERIA ELETTRONICA, CHIMICA E INGEGNERIA

INDUSTRIALE

LM-29 Ingegneria Elettronica

LM-53 Ingegneria dei Materiali

LM-71 Chimica Industriale



DIPARTIMENTO DI MATEMATICA E INFORMATICA

LM-18 Informatica



DIPARTIMENTO DI MEDICINA CLINICA E SPERIMENTALE

L/SNT3 Dietistica (abilitante alla professione sanitaria di Dietista)



DIPARTIMENTO DI SCIENZE BIOLOGICHE E AMBIENTALI

L-13 Biologia ed Ecologia Marina

LM-60 Tutela e Gestione dell'Ambiente



DIPARTIMENTO DI SCIENZE CHIMICHE

L-27 Chimica Industriale



DIPARTIMENTO DI SCIENZE COGNITIVE DELLA FORMAZIONE E DEGLI

STUDI CULTURALI



L-19 Scienze dell'educazione e della formazione

L-20 Scienze della comunicazione



DIPARTIMENTO DI SCIENZE ECONOMICHE, AZIENDALI, AMBIENTALI E

METODOLOGIE QUANTITATIVE (MESSINA)

 L-41 Statistica

LM-56 Economia

LM-83 Scienze statistiche attuariali e finanziarie



DIPARTIMENTO DI SCIENZE GIURIDICHE E STORIA DELLE ISTITUZIONI

L-16 Scienze dell'amministrazione e dell’organizzazione

LM-63 Scienze delle pubbliche amministrazioni



DIPARTIMENTO DI SCIENZE SPERIMENTALI MEDICO-CHIRURGICHE,

SPECIALISTICHE ED ODONTOSTOMATOLOGICHE

L/SNT3 Igiene dentale (abilitante alla professione sanitaria di Igienista dentale)



DIPARTIMENTO DI SCIENZE UMANE E SOCIALI

Scienze Sociali per la mediazione, la cooperazione e lo sviluppo (classe L-39 & L-37)

Relazioni internazionali e studi europei (classe LM-52 & LM-90)

Studi politici (classe LM-62)



FONTE: Tempostretto.it
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Aumentati di circa 2000 i posti disponibili per l'accesso a Medicina, preoccupazione del SIGM: "Manca programmazione seria"

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Con l’innalzamento a 9.983 unità del contingente di accessi a medicina MIUR e Ministero Salute per il prossimo anno accademico, dai 7983 inizialmente assegnati da un precedente DM del 05 02 2014 per controbilanciare gli accessi in sovrannumero a medicina conseguenti alla vicenda “bonus maturità” ed ai ricorsi (si stima che gli accessi in surplus siano già superiori ai 3 mila), si supera ampiamente il contingente previsto dalla programmazione del biennio 2013/2015. Per di più, la previsione di soltanto circa 3500 contratti di formazione specialistica per il corrente a.a. 2013/2014, in assenza di interventi straordinari, rischia di creare un imbuto che potrà essere smaltito soltanto in una prospettiva di anni.

L’Associazione Italiana Giovani Medici (SIGM) è pronta a lanciare uno stato di agitazione permanete a tutela della categoria dei giovani camici bianchi: non si può più assistere a queste continue oscillazioni nella programmazione ed è venuto il momento di fare chiarezza; così continuando, si profila una prospettive di precariato e di pletora medica.

I Giovani Medici (SIGM) esprimono grande preoccupazione nell’apprendere della pubblicazione in data odierna del DM n.220 del 10 Marzo 2014, che ha riportato a circa 10.000 (9.983) i posti per le immatricolazioni ai corsi di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia destinati agli studenti comunitari e non comunitari residenti in Italia.

Tale iniziativa del MIUR e del Ministero della Salute si pone in contrasto col contingentamento effettuato attraverso il precedente DM n.140 del 21 febbraio 2014  su “Modalità e contenuti delle prove di ammissione ai corsi di laurea e laurea magistrale a ciclo unico ad accesso programmato a livello nazionale a.a. 2014-15”, che aveva ridotto il numero di posti da mettere a concorso per accedere a medicina dalle 10.173 unità del bando del precedente anno accademico (a cui si sono aggiunte in itinere circa 3.000 unità in sovrannumero, in attesa degli ulteriori sviluppi dei contenziosi presso la giustizia amministrativa) alla previsione di circa 7.918 del corrente anno accademico.

<<Non riusciamo a comprendere la logica di questa iniziativa assunta dai Ministeri competenti che determinerà un eccesso di ingressi ai corsi di laurea in medicina, anche a causa degli effetti dei recenti pronunciamenti dei TAR e della sanatoria sul “bonus maturità" adottata per il corrente anno accademico dal Parlamento>> - afferma l’Associazione Italiana Giovani Medici (SIGM), che, pur rispettando le sentenze dei tribunali amministrativi e le iniziative assunte dal Legislatore, era intervenuta con forza nel dibattito per affermare che <<è inaccettabile continuare ad aumentare il numero di accessi a medicina a fronte di un’emergenza formativa nel post laurea per la carenza del contingente di contratti di formazione specialistica e quindi di continuità nella progressione di carriera>>.

Ma al di là dei numeri, i Giovani Medici (SIGM) puntano il dito contro il metodo di lavoro col quale si procede ai fini della programmazione del fabbisogno di medici: <<quali sono le motivazioni che giustificano nel biennio 2013/2015 l’accesso a medicina di un numero di gran lunga superiore alle circa 20.000 unità previste?>> Infatti, i circa 10.000 posti messi a concorso per il prossimo anno accademico vanno sommati ai più di 13.000 accessi (dato provvisorio ed in crescita continua in ragione delle azioni avviate dagli esclusi innanzi alla Giustizia Amministrativa) documentabili per il precedente anno accademico, con un eccesso di accessi stimabile sino a 5.000 unità!

<<Abbiamo più volte ricordato che è necessario adottare un approccio di sistema per effettuare un’adeguata programmazione del fabbisogno di professionalità mediche, che non va limitato agli aspetti quantitativi, ma che necessita almeno pari attenzione per quelli qualitativi. Occorrono criteri, strumenti e metodologie di programmazione adeguati>>.

Ciò non può non andare di pari passo con l’attuale situazione in cui versa il finanziamento dei contratti di formazione specialistica, che, come più volte denunciato dall’Associazione Italiana Giovani Medici, renderebbe possibile ad oggi lo stanziamento di fondi per coprire circa 3.900 contratti a fronte di almeno 8.500 concorrenti (dato variabile in funzione dei tempi di pubblicazione del bando di concorso, che dovrebbero ammettere anche gli abilitandi della sessione di luglio 2014). Ricordiamo come, fino all’approvazione di uno stanziamento aggiuntivo di risorse in sede di approvazione del DDL di Stabilità (anche grazie alle numerose di sensibilizzazione patrocinate dal SIGM), i fondi destinati alla formazione specialistica erano sufficienti a coprire circa 2.300 contratti per l’anno accademico 2013/2014. <<Per superare tale stato di impasse, rinnoviamo la richiesta di ricorrere all’utilizzo dei finanziamenti Fondi di Sviluppo ed Investimento Europei al fine di provvedere alla copertura di ulteriori contratti di formazione medico-specialistica, come già effettuato, su richiesta dei Giovani Medici (SIGM), dalla Regione Campania, che ha stanziato sino a 10 milioni di euro da destinare alla formazione post laurea di area sanitaria per il corrente a.a. 2013/2014 a gravare sul Fondo Sociale Europeo. Entro il mese di aprile 2012 dovrà, infatti, essere definito l’accordo di partenariato per la destinazione delle risorse della Programmazione 2014/2020, ma non tutte le Regioni si stanno attrezzando al fine di investire nella formazione post laurea di area sanitaria>>. Utile sarebbe l’istituzione di una cabina di regia presso il di Dipartimento Sviluppo e Coesione (che presto trasferirà le proprie competenze all’Agenzia per la Coesione Territoriale) della Presidenza del Consiglio dei Ministri, per assistere le Regioni nella definizione della programmazione dei Fondi Europei con tali finalità innovative.

Sarebbe un atto sconsiderato perdere questa opportunità unica per qualificare la spesa dei Fondi Europei, tanto per la programmazione relativa al prossimo settennato, quanto per evitare di incorrere nella decertificazione di somme disponibili nella programmazione 2007/2013, ancora non impegnate da diverse Regioni. Chiediamo un incontro urgente con i Ministri competenti e, finché non avremo garanzia di un cambiamento di rotta, a tutela del futuro dei giovani medici italiani, proclameremo uno stato di agitazione permanente, al quale invitiamo ad aderire anche gli studenti in medicina, che potrà esitare in un’ulteriore ed imponente mobilitazione nazionale in continuità col GiovaniMediciDay) concludono i Giovani Medici (SIGM).

FONTE: Giovanemedico.it
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Comunicato del SIGM smentisce indiscrezioni su modifiche al nuovo Decreto sull'accesso alle scuole di Specializzazione

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Di seguito il comunicato del SIGM: care colleghe, cari colleghi, in merito alle indiscrezioni circolanti sui social network relative ad ipotesi di modifiche al Decreto Ministeriale (DM) di adozione del Regolamento concernente le nuove modalità di accesso alle scuole di specializzazione di area sanitaria, a seguito di verifica incrociata (MIUR e fonti Parlamentari), comunichiamo che in atto non ci sono riscontri a supporto di alcun ripensamento da parte del MIUR rispetto al prosieguo dell’iter di Riforma avviato ed ormai prossimo alla conclusione. Il predetto Decreto Ministeriale, infatti, è stato regolarmente inviato alla Corte dei Conti per la registrazione del provvedimento che è già a tutti gli effetti norma di legge. Non appena il testo definito del DM sarà registrato, sarà premura del SIGM comunicarne i contenuti in maniera dettagliata.

Per inciso, una qualsiasi modifica del testo del Regolamento dovrebbe prevedere il ripetersi dell’iter già percorso col rischio di alimentare ulteriori ritardi nell’espletamento delle procedure concorsuali e, pertanto, si ritiene che in linea di massima il MIUR non dovrebbe incorrere in tale errore di valutazione. Altro discorso sarebbe qualora il MIUR volesse prendere tempo per incrementare le possibilità di reperimento di fondi per incrementare il contingente di contratti da mettere a concorso.

In relazione alle tempistiche di svolgimento del prossimo concorso, in conclusione, confermiamo che la previsione in atto è quella che il concorso possa avere luogo tra luglio e agosto, ovvero nel mese di settembre (ipotesi più accreditata). La tempistica non potrà che essere funzione delle necessità organizzative e delle risorse umane in carico ai competenti uffici del MIUR.

FONTE: Giovanemedico.it
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Università, il Fondo per il merito e l'ennesimo flop dell'ex ministro Gelmini

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Non ci sono più dubbi: il Fondo per il merito creato nel 2010 dall’ex ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini è l’ennesima cattedrale nel deserto. A danno degli studenti universitari. E a spese di tutti i cittadini, tanto per cambiare. Ecco perché. Mentre il finanziamento pubblico per gli atenei si prosciuga di 300 milioni di euro tra il 2012 e il 2013, e di altri 200 nel 2014, l’ultimo Governo Berlusconi stanzia un gruzzoletto di 20 milioni di euro per alimentare un nuovo Fondo, istituito con l’articolo 4 della legge 240/2010, che serve a premiare gli studenti più meritevoli. Un anno più tardi, nel decreto legge 70 (articolo 9, comma 3) viene messa nero su bianco una Fondazione ad hoc, promossa dalla collaborazione del Miur con il ministero dell’Economia, incaricata di gestire il Fondo, di operare in sinergia con altri Paesi esteri, e aperta prevalentemente agli investimenti privati. Ma nessuna anima pia si fa avanti.

Non solo: la Fondazione non eroga un centesimo della somma messa a sua disposizione. Intanto però assorbe dal Fondo tre milioni di euro come contributo di funzionamento. E a distanza di tre anni nessuno dai piani alti ha ancora avuto il coraggio di eliminarla. Se n’é accorta la Corte dei Conti, che il 28 gennaio ha bocciato il Miur e il ministero dell’Economia per non aver reso operativo il Fondo per il merito e aver lasciato in sospeso la Fondazione che avrebbe dovuto occuparsene. Ora al successore di Maria Chiara Carrozza, la deputata di Scelta civica Stefania Giannini, toccherà prendere una posizione, e al più presto. I sindacati fin da subito si sono opposti alla trovata della Gelmini. “Per favorire il diritto allo studio non c’è bisogno di creare sovrastrutture inutili – fanno sapere dalla Cisl Università -: le risorse devono essere distribuite senza altre mediazioni”. Dura anche la Cgil: “Come sindacato abbiamo più volte chiesto di cancellare quella legge, soprattutto perché non tiene in considerazione il reddito di partenza del beneficiario”.

I 17 milioni di euro che avanzano comunque non sono rimasti inutilizzati. Allora dove sono finiti? La risposta si legge nel decreto del Fare, approvato ad agosto 2013: cinque milioni di euro dirottati nelle borse di mobilità per gli studenti fuori sede per il 2013, altri cinque per il 2014, e il resto per l’anno prossimo. “E’ solo un intervento spot, tanto vale spostare quei soldi nel Fondo di finanziamento ordinario, che ogni anno si impoverisce – reagisce Gianluca Scuccimarra, coordinatore nazionale dell’Unione degli universitari – Oggi non ricevono la borsa di studio circa 40 mila studenti idonei, cioè il 28 per cento. La legge Gelmini vuole creare un sistema parallelo a carico dello Stato quando lo Stato non riesce neanche a tutelare il diritto di studio per tutti previsto dalla Costituzione”. Anche la Crui è sul piede di guerra. Il Miur, interpellato, tace.

FONTE: Il Fatto Quotidiano
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09 marzo, 2014

Ecco come sarà la nuova Riforma del Concorso per le Specializzazioni mediche

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Articolo tratto dal blog "Comitato Pro Riforma".In base ad informazioni non ufficiali ma trapelate in più sedi sul Web, siamo adesso in grado di elaborare delle FAQ che possano illustrarvi più o meno nei dettagli il nuovo Concorso. Sono informazioni da prendere con le pinze, in quanto non ufficiali e non provenienti dal Ministero, ma probabilmente dotate di una certa veridicità.


1) Quanto conta il Curriculum? Quali parametri sono considerati?

Il Curriculum conterà 15 punti, TUTTI attribuiti secondo criteri non discrezionali e finalmente OGGETTIVI. La distribuzione è la seguente:

- 5 pt. per la media ARITMETICA dei voti degli esami del Corso di Laurea

- 5 pt. per i voti ottenuti in esami fondamentali del Corso di Laurea o in esami attinenti alla Scuola di Specializzazione prescelta

- 2 pt. per il voto di laurea

- 2 pt. per un eventuale Dottorato di Ricerca completato in un settore scientifico disciplinare attinente alla Scuola di Specializzazione scelta

- 1 pt. per l'attinenza della tesi di laurea alla Scuola di Specializzazione scelta

I punteggi per il Dottorato di Ricerca e l'attinenza della tesi non saranno attribuiti a chi già ha fruito di almeno un anno di borsa di specializzazione, o a chi già possiede il titolo di specialista.


2) Come è calcolato il punteggio attribuito al voto di laurea?

        Voto 110 e lode = 2 punti;
        Voto 110 = 1,5 punti;
        Voto da 108 a 109 = 1 punto;
        Voto da 105 a 107 = 0,5 punti


3) Come viene valutata la media degli esami?


Si creano cinque fasce. Ai fini della determinazione della media, il 30 e lode dovrebbe essere semplicemente considerato alla stregua di un 30.

        Media dei voti > 29,5 = 5 punti;
        Media dei voti > 29 = 4 punti;
        Media dei voti > 28,5 = 3 punti;
        Media dei voti > 28 = 2 punti;
        Media dei voti > 27,5 = 1 punto.


4) Come avverrà la valutazione degli esami attinenti? Chi sceglierà quali esami valutare?

Saranno selezionati massimo 5 esami ritenuti fondamentali per il Corso di Laurea o attinenti alla Scuola di Specializzazione scelta. Per ognuno di questi saranno attribuiti:

        1 punto per ogni 30 o 30 e lode;
        0,7 punti per ogni 29;
        0,5 punti per ogni 28;
        0,2 punti per ogni 27.

La Commissione nazionale nominata dal Ministero deciderà, in occasione della prima riunione, quali siano gli esami da considerare ai fini di questa valutazione. Naturalmente, gli esami in ciascuna università possono avere denominazioni diverse (p.es. "Cardiologia", "Malattie dell'app. cardiovascolare", "Patologia Sistematica 1", "Specialità medico-chirurgiche 1" etc.), ma il lavoro della commissione consisterà appunto nell'individuare quali esami nelle singole facoltà dovranno essere considerati, verosimilmente attraverso il sistema dei SSD (Settori Scientifico Disciplinari, p.es. MED11).


5) Come si considererà l'attinenza della tesi? Verranno valutate solo le tesi sperimentali?

Si attribuirà 1 punto alle sole tesi sperimentali che siano attinenti alla Scuola di Specializzazione prescelta, valutando il SSD (Settore Scientifico Disciplinare) indicato sulla tesi stessa. La valutazione dell'attinenza della tesi, quindi, è svolta in maniera del tutto automatizzata e senza alcuna possibile discrezionalità.

A tesi compilative o non sperimentali non sarà, invece, attribuito alcun punto.

Questo punteggio, inoltre, non viene applicato a chi già possiede un titolo di Specialista o a chi abbia fruito di almeno un anno di borsa di specializzazione.


6) Come è calcolato il punteggio attribuito al dottorato?

Si attribuiscono 2 punti ai candidati che abbiano gia conseguito un Dottorato attinente alla Scuola di Specializzazione prescelta, sempre servendosi degli SSD (Settori Scientifico Disciplinari) come guida per valutare questa attinenza.

Anche questo punteggio non viene applicato a chi già possiede un titolo di Specialista o a chi abbia fruito di almeno un anno di borsa di specializzazione.


7) Com'è struturato il test? Quanti punti vengono attribuiti a ciascuna risposta?

Il test si compone di 90 quesiti su argomenti di medicina generale e di 30 quesiti specialistici relativi alla Scuola di Specializzazione prescelta. Ogni domanda presenterà 4 possibili risposte, di cui solo una corretta. Per ciascuna domanda, si attribuirà 1 punto per la risposta corretta, mentre si sottrarranno 0,30 punti per la risposta errata. Non rispondere non attribuirà alcun punteggio. Di conseguenza, il punteggio massimo ottenibile con il quiz sarà di 120 punti, che sommati ai 15 di curriculum fanno un massimo di 135 punti.

La parte generale sarà amministrata in diverse sedi nello stesso momento; le parti specialistiche, invece, potranno essere scaglionate in più giorni ed orari e svolgersi anche in sedi differenti da quelle del primo quiz.


8) Chi elaborerà i quesiti?

I quesiti saranno predisposti da soggetti con esperienza in materia, verosimilmente esterni all'ambito universitario, così come avviene per altri test a risposta multipla (test d'ingresso, Progress Test).


9) Avremo una bibliografia? O un programma di studio?

Un programma sarà divulgato con il bando. Appare improbabile, invece, che vengano consigliati alcuni testi a scapito di altri.

Consigliamo, quindi, a tutti gli aspiranti specializzandi di iniziare la loro preparazione concentrandosi sugli argomenti e sulle patologie principali sia della parte generale, sia della parte specialistica ed utilizzando i testi che ritengono più chiari e completi secondo la propria opinione.


10) A quante scuole potrò tentare l'accesso?

Si potranno tentare ALMENO due concorsi per ciascuna area (clinica, chirurgica, servizi). Naturalmente il candidato potrà scegliere anche di partecipare ad un solo concorso; allo stesso modo, se gli orari glielo consentiranno, potrà partecipare anche a più di due concorsi per ciascuna area, senza un numero massimo (al contrario di quanto riportavano alcune informazioni inesatte circolate negli ultimi giorni).


11) Per quante sedi posso concorrere?

Si potrà concorrere per tutte le sedi italiane. In breve, nei giorni precedenti la prova, all'atto dell'iscrizione al concorso, gli studenti saranno chiamati telematicamente a redigere una propria Graduatoria delle Preferenze in cui ordinare le SEDI preferite per la scuola per la quale si è concorso. Ogni studente avrà la possibilità di costituire una graduatoria che comprenda TUTTE le scuole di specializzazione o una graduatoria che ne comprenda solamente una parte, costituita nell'ordine dalle sedi da lui preferite.

Al momento della pubblicazione della graduatoria il Ministero assegnerà per singola scuola le borse a seconda della posizione di ciascuno in graduatoria, assegnando ogni studente al PRIMO posto libero nelle scuole da esso prescelte rispettando nell'ordine la sua graduatoria di preferenze.

Tale evento mette lo studente di fronte a due possibilità: accettare o rifiutare la borsa. Qualora lo studente venga assegnato alla sua prima scelta, provvederà successivamente all'immatricolazione; qualora invece lo studente non sia assegnato alla sua prima scelta l'accettazione prevede anche che, QUALORA SI LIBERASSE UN POSTO IN UNA SEDE DA

LUI PREFERITA RISPETTO A QUELLA A CUI E’ STATO ASSEGNATO, IL MINISTERO LO ASSEGNERA’ AUTOMATICAMENTE A QUELLA SEDE.

In questo modo il candidato non solo potrà concorrere per la sede da lui preferita ma, qualora non dovesse rientrare nei posti utili, potrà comunque aspirare a conseguire il titolo di specialista in altra sede, a DIFFERENZA di quanto accadeva nel precedente concorso.


12) Dove si svolgeranno le prove? Chi dovrà sorvegliare il corretto svolgimento?

Le sedi saranno determinate dal Bando. Quello che per ora è certo è che la sede della seconda prova potrà essere anche differente dalla sede della prima.

In ciascuna sede sarà presente una delegazione della Commissione nazionale giudicatrice (composta da un direttore di Scuola designato dal Ministro e da un Professore di 1^ fascia per ciascun Settore Scientifico disciplinare, scelto per estrazione) e del personale di vigilanza, al fine di garantire la regolarità della prova.


13) Ma il nuovo concorso è valido da subito?

Naturalmente sì! In realtà, checché ne dicesse chi disinformava per ignoranza o per proprio tornaconto, il nostro Concorso è su base nazionale già dalla data di conversione del DL "L'Istruzione riparte". Il DM che illustriamo adesso non fa altro che completare quella rivoluzione meritocratica e renderla pienamente operativa.
Il precedente regolamento è stato abrogato nel momento in cui il nuovo DM è entrato in vigore. Quindi, se ci riuscite , dimenticatelo!


14) Ma non è il mio concorso ideale...per esempio non è giusto questo...e anche quello non mi convince...

Un concorso ideale, per definizione, non esiste; ci pare però assolutamente chiaro che, fatti salvi i gusti personali su questo o quel parametro, nel complesso si sia compiuto un enorme passo avanti. Non scordiamoci che, fino all'anno scorso, gli specializzandi erano selezionati attraverso parametri assolutamente discrezionali, che avevano un peso schiacciante sul risultato. Oggi, finalmente, si parla di numeri, di SSD, di risposte univocamente giuste o sbagliate. Se non è una rivoluzione questa...

Stiamo comunque lavorando a dei documenti che permetteranno di evidenziare ancora meglio quale sia la portata delle modifiche; nei prossimi giorni, quindi, aspettatevi qualche novità.


15) Quando si svolgerà il concorso? Quando uscirà il bando?

La data non è, naturalmente, prevista nel DM appena emanato. Tuttavia, lo stesso DM pone delle scadenze per fissare queste date; precisamente, esse dovranno essere fissate entro il 28/02 di ciascun anno. Per quest'anno, invece, eccezionalmente la comunicazione della data delle prove slitta al 31/07.

Inoltre, è previsto che il concorso si tenga almeno 60 giorni dopo l'emanazione del bando; per quest'anno, in regime transitorio, l'intervallo tra bando e concorso è ridotto a 30 giorni.


16) Potranno partecipare quest'anno anche gli abilitandi di luglio 2014?

La partecipazione degli abilitandi di luglio, per esempio, è strettamente subordinata alla data della presa di servizio dei futuri specializzandi, che deve essere successiva alla data di abilitazione; in virtù di questo "incastro", nessuno può dirci ad oggi se chi supererà l'esame di Stato a luglio sarà o meno autorizzato a partecipare.


17) Non conosco le altre università da mettere tra le preferenze: come faccio a fare una graduatoria?

Con l'ufficiale introduzione del Concorso Nazionale, riteniamo opportuno fornire a tutti voi un sistema per orientarsi nella scelta delle sedi per cui concorrere. Con estremo piacere, quindi, vi presentiamo MedAdvisor! Potete cliccare il seguente link.
https://docs.google.com/forms/d/1RyZ5qH5ZO89DLw6nZ5rrKXstV-8bDd0_qpRpqL3XW_E/viewform
Non appena avremo raccolto un numero statisticamente congruo di dati, forniremo una rassegna delle varie sedi universitarie, con i loro pro e contro.



FONTE: blog "Comitato Pro Riforma"

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08 marzo, 2014

Caso "Avastin", ipotesi di disastro doloso: quale confine fra "lucro" e "furto"?

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Disastro doloso e associazione a delinquere. Sono questi, secondo quanto si apprende, i reati ipotizzati dalla Procura di Torino nell’ambito dell’inchiesta che ruota attorno al medicinale salvavista Avastin, per il quale l’antitrust ha sanzionato due grandi case farmaceutiche.

C’era un «piano» ben determinato e concertato tra Roche e Novartis per gettare un allarme ingiustificato sul farmaco meno costoso e far sì che gli oculisti non avessero, com’è a tutt’oggi, il permesso dall’Aifa (l’agenzia del farmaco) per utilizzarlo. Malgrado studi internazionali avessero riconosciuto che i rischi e gli effetti nella cura di maculopatie di Avastin (di Roche, all’epoca 80 euro, ora circa 10) e Lucentis (di Novartis, all’uscita 2.019 euro, ora circa 700) fossero equivalenti.

Sono sorprendenti le carte che hanno dato origine alla maximulta dell’Antitrust per i due colossi del farmaco, ora finite nei fascicoli anche della Procura di Torino, che da due anni lavora a 360 gradi sulla vicenda e ha già iscritto alcuni indagati ipotizzando un’associazione a delinquere per reati di vario genere, incluso l’aver fatto mancare le cure ai malati indigenti, e si avvia a chiudere il cerchio al più presto. E quella di Roma che due giorni fa ha aperto un fascicolo sul «patto» ipotizzando pure l’aggiotaggio e la truffa.

Sorprendono alla luce degli allarmi inascoltati degli oculisti all’Aifa e al ministero lanciati già dal 2009. Un carteggio tra il presidente della Soi (Società oculisti italiani) e l’Aifa, dimostra che i medici avevano messo nero su bianco l’equivalenza clinica dei due farmaci e avevano lanciato l’allarme sui pazienti per mesi lasciati senza cure perché Lucentis era troppo costoso per essere rimborsabile e non poteva essere somministrato in ospedale, ma l’Avastin non aveva il via libera dall’Aifa. Così, mentre Novartis fa sapere di non aver ricevuto nessuna comunicazione dalla Procura di Roma, come ovvio giacché il fascicolo è ancora contro ignoti, e di aver sempre rispettato «il quadro regolatorio nazionale ed europeo», il presidente della Soi Matteo Piovella chiede: «E ora cosa farà il ministro della Salute Beatrice Lorenzin? Ci permetterà finalmente di usare il farmaco meno costoso? E interverrà sull’Aifa che non ci ha dato ascolto lasciando per mesi nelle strutture pubbliche malati senza cura?». E la signora Tina, pensionata di 94 anni, indignata, segnala al Corriere: «Chi mi ridarà i 1.700 euro che ho dovuto tirar fuori dalla mia pensione per il farmaco che la clinica convenzionata non mi passava?».

Partono dal febbraio 2009 gli allarmi inviati dal presidente Soi Piovella al presidente dell’Aifa Pani e al suo predecessore Guido Rasi. Il massimo interlocutore scientifico dell’oftalmologia italiana scrive che «nel perseguire l’obiettivo primario di tutela della salute oculare dei cittadini ritiene necessario non escludere dalla legge il farmaco Avastin». Aggiunge che «non ci sono evidenze di effetti avversi» e che tutte le «comparazioni non hanno riscontrato nessuna differenza» tra Avastin e Lucentis. Niente. Il 18 giugno Piovella avverte del «grave e ingiustificato vuoto di trattamento rimborsabile». Specifica che «l’autosufficienza di migliaia di pazienti è una responsabilità a cui non è possibile sottrarsi». Nulla. Scrive ancora, e ancora. Il 13 luglio 2011 torna a segnalare il «cavillo giuridico» che impedisce l’uso del «farmaco gemello» e segnala «l’enorme spreco» di denaro e il mancato «trattamento dei malati svantaggiati». Il 29 febbraio 2012 segnala a Pani lo studio indipendente Usa che testimonia l’«equivalenza» dei farmaci e sottolinea «con il costo del trattamento con Lucentis di un solo paziente se ne potrebbero curare 60 con Avastin». Nulla. Il 2 febbraio 2012 segnala al ministero della Salute il rischio «di danni irreversibili alla vista per 2 milioni di pazienti». Un carteggio che prosegue tra i «sospetti effetti avversi» sostenuti ancora ieri dall’Aifa. Intanto nel novembre 2011 gli avvocati Giorgio e Giancarlo Muccio dell’Aiudapds (associazione di medici di day surgery) presentano il primo esposto che finirà all’Antitrust.

Contemporaneamente si svolgeva l’«attività» di Roche e Novartis per «creare ad arte inesistenti differenze di pericolosità», scrive l’Antitrust, basato su una «comunicazione efficace, convegni, finanziamento di pubblicazioni di revisioni degli studi comparativi, articoli». Ci sono le mail tra l’amministratore delegato della Roche che chiede al responsabile farmacovigilanza dell’azienda dell’«eventuale esistenza e consistenza di eventi avversi». E l’altro replica: «Ho guardato nel database di Aifa, ci sono tredici segnalazioni delle quali quattro sono casi di letteratura inseriti da noi. Le altre nove provengono dal Nord dove storicamente si segnala di più». Praticamente zero. In una mail di inizio 2013 nell’«intento di difendere le vendite di Lucentis in Francia e Italia» raccomanda metodi spicci: «generando e comunicando preoccupazioni per la sicurezza di Avastin».

FONTE: Corriere.it
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21 febbraio, 2014

Firmato il decreto per il concorso nazionale di accesso alle specializzazioni 2014: ecco le novità

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Arriva al fotofinish da parte del Ministro On. Prof.ssa Maria Chiara Carrozza l'attesa firma del Decreto Ministeriale per il concorso di accesso alle specializzazioni di area sanitaria a.a. 2013/2014, il primo su base nazionale. Giornata storica e grande soddisfazione da parte dell'Associazione Italiana Giovani Medici (SIGM) da sempre impegnata per migliorare nel senso della trasparenza, dell'oggettività e del merito la formazione pre-post laurea di area sanitaria.

Ecco cosa cambierà:

Il nuovo concorso a graduatoria nazionale avrà applicazione nel corrente anno accademico (ipotesi svolgimento prova a luglio o settembre).

Per quanto riguarda la valutazione del curriculum degli studi verranno conteggiati

1) la media aritmetica dei voti degli esami sostenuti durante il corso di laurea

2) il voto di laurea (avrà peso molto limitato, ma non sarà standardizzato in percentili)

3) esami fondamentali del corso di laurea e specifici della tipologia (fino a 5)

4) tesi (se sperimentale e ricadente in un SSD affine alla tipologia di scuola)

5) il titolo di dottorato nei SSD della tipologia della Scuola (laddove posseduto dal candidato)

(NB: i parametri di cui ai punti 4 e 5 NON saranno computati ai già specialisti o a chi ha usufruito già di un anno di contratto di specializzazione)

I 120 quiz, 90 generali uguali per tutte le scuole e 30 differenziati per tipologia, saranno prodotti da Esperti (con tutta probabilità esterni ed indipendenti come quelli chiamati in causa per l'accesso a medicina) e verranno corretti centralmente in modo automatico. La selezione sarà supervisionata da una Commissione Nazionale (composta da docenti sorteggiati, tranne il Presidente che sarà di nomina del Ministro), che si occuperà di validare i risultati. Essa, inoltre, si articolerà in sottocommissioni ed in prima riunione (ovvero prima delle prove) individuerà l'elenco delle materie di cui al punto 3. La prova, suddivisa in due parti, verrà somministrata in più sedi (non per forza corrispondenti alle sedi universitarie delle scuole di specializzazione) e le due parti potrebbero essere somministrate in due tempi (sembrerebbe anche in sedi differenti tra loro rispetto alla parte generale).

Il peso della prova a quiz sarà determinante ai fini del risultato. Nessun margine di discrezionalità verrà dato alla Commissione ai fini della valutazione ma, in ogni caso, sarà opportuno avere contezza delle modalità organizzative, per esprimere un giudizio compiuto.

Si potrà concorrere per due tipologie di scuola per ciascuna delle tre aree (medica, chirurgica, dei servizi). Ci saranno tante graduatorie nazionali quanto le tipologie di scuole. All'atto dell'iscrizione il candidato dovrà indicare l'ordine di preferenza delle sedi per cui concorrere (come avviene per l'accesso a medicina).

Il SIGM ringrazia il Ministro On. Prof.ssa Maria Chiara Carrozza per aver combattuto, sin dall'inizio, al fianco dei giovani medici una battaglia nel segno della meritocrazia e della trasparenza.

I migliori auguri al nuovo Ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca, On. Prof.ssa Stefania Giannini, nell'auspicio di poter lavorare sin da subito insieme per risolvere le urgenti problematiche ancora esistenti, numero di contratti in primis, e per continuare a migliorare la formazione di area sanitaria post laurea.






FONTE: Giovanemedico.it
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14 febbraio, 2014

Prove tecniche per l'energia del futuro: passo in avanti nella ricerca sulla fusione nucleare

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Un passo avanti molto importante nella ricerca sull'energia nucleare è stato fatto lo scorso autunno al Livermore National Laboratory in California, laboratorio di ricerca del dipartimento dell'energia degli Stati Uniti. Per la prima volta gli scienziati sono riusciti a ottenere più energia da una fusione atomica rispetto a quella bruciata per innescarla, creando una sorta di piccola stella artificiale. Lo rivela un articolo pubblicato sulla rivista scientifica Nature.

La fusione è il processo che alimenta il Sole e le altre stelle e comporta plasmare i nuclei degli atomi per rilasciare energia al posto di scinderli, come nel caso della fissione, principio alla base della bomba atomica. Il sogno di produrre energia pulita grazie al primo processo viene rincorso dagli scienziati da anni e oggi sembra un po' più vicino. I ricercatori hanno sparato 192 raggi laser su una minuscola sfera, generando una reazione di fusione che ha scatenato un'enorme quantità di energia per una piccola frazione di secondo. Anche se in versione ridotta, hanno creato in questo modo condizioni simili a quello che accade di continuo alle stelle. "Per la prima volta in assoluto abbiamo ottenuto più energia dalla combustione rispetto a quanto è stato impiegato per la combustione" da quando si usa questa tecnica, ha detto Omar Hurricane, principale autore dello studio.

Anche se secondo il team di scienziati, tra cui c'è anche l'italiano Riccardo Tommasini, il risultato è ancora "modesto" è tuttavia superiore alle stime e più vicino rispetto a "qualunque altro risultato ottenuto prima" per la realizzazione di energia da fusione, ha concluso Hurricane. La resa dell'esperimento è stata infatti 10 volte maggiore di quanto era stato ottenuto in precedenza.

La ricerca è però ancora lontana dal raggiungimento di quella fase che viene chiamata tecnicamente "accensione", dove si genera più energia di quanta se ne consumi nel contesto generale dell'esperimento: cosa che accadrebbe solo con reazioni a catena autosufficienti, senza le quali l'energia prodotta dalla fusione non sarebbe conveniente. L'esperimento segna però un decisivo passo avanti, dopo anni di risultati modesti, sulla strada per una fonte di energia a basso costo e potenzialmente illimitata da usare sulla Terra.

FONTE: Repubblica.it
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11 febbraio, 2014

Test di Ingresso 2014: attiva da domani la procedura di iscrizione, 45 posti in meno per gli aspiranti medici

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Si apre domani la procedura di iscrizione ai test per i corsi a numero programmato a livello nazionale in Medicina e Chirurgia, Odontoiatria e Medicina Veterinaria. I test, per la prima volta, si svolgeranno prima degli esami di maturità: l’8 aprile si svolgeranno quelli relativi ai corsi a numero programmato in Medicina e Chirurgia e Odontoiatria, mentre il 9 toccherà agli aspiranti studenti di Veterinaria. Entrambi i test si svolgeranno alle 11 di mattina ed avranno una durata di 100 minuti. I bandi sono disponibili sul sito dell’Università di Messina.

Per partecipare ai test di ammissione ciascun candidato deve presentare la richiesta di partecipazione al test selettivo esclusivamente in modalità online attraverso il portale Universitaly. L’iscrizione online sarà attiva da domani, 12 febbraio,  e si chiuderà inderogabilmente alle ore 15.00 dell’11 marzo. Il perfezionamento dell’iscrizione avviene a seguito del pagamento, improrogabilmente entro le ore 15.00 del 18 marzo, del contributo di 90 € per la partecipazione al test. Il pagamento non accompagnato dalla ricevuta dell’iscrizione on line non dà diritto alla partecipazione alla prova.
Il numero dei posti provvisoriamente attribuiti dal MIUR, per l’anno accademico 2014/2015, è per il Corso di laurea in  Medicina e Chirurgia di 172 posti per gli studenti comunitari e non comunitari residenti in Italia + 8 posti per gli studenti extracomunitari residenti all’estero (ben 45 posti totali in meno rispetto all’anno scorso, quando i posti disponibili erano in tutto 225); per il Corso di laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria di 20 posti per gli studenti comunitari e non comunitari residenti in Italia + 4 posti per gli studenti extracomunitari residenti all’estero (contro i 25 + 5 dell’anno scorso).
Per quanto riguarda Veterinaria, il Miur non ha ancora deciso quanti saranno i posti disponibili. L’anno scorso il limite era stato fissato a 46 unità.

AUTORE: Simone Intelisano
FONTE: Messinaora.it
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10 febbraio, 2014

Lettera aperta su come il governo Letta stia "strozzando" la formazione specialistica

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Lettera aperta pubblicata dal sito "Sole 24 Ore" - Gent.ma redazione, vi scrivo, in qualità di neo-medico, per portare alla vostra attenzione le condizioni devastanti alle quali la mia "categoria", cioè quella dei medici neo-abilitati in attesa di entrare in specializzazione, versa attualmente.
Come più volte ribadito e anche da voi segnalato, è in atto una riforma del sistema di accesso alle scuole di specializzazione che entrerà in vigore già da quest'anno secondo le direttive del Dl Carrozza. La situazione che vi vado brevemente a descrivere vuole semplicemente attirare la vostra importante attenzione non solo sul tema della formazione post-laurea, ma anche su quello della efficienza del Ssn.

Le Regioni esprimono un fabbisogno di circa 8.000 medici, tra specialisti e Mmg, all'anno. Per formare queste professionalità, servono medici che frequentino scuole di specializzazione o corso di medicina generale. Fino al 2005, per 10mila medici laureati circa esistevano più di 8.000 contratti complessivi per accedere a questa formazione post-laurea. Con il passare degli anni questa quota è scesa, fino alle drammatiche condizioni attuali. Il concorso al quale noi parteciperemo vedrà disponibili solo 3.100 contratti per 10mila medici.

La realtà, però, è ben peggiore, e si distende violenta sul presente e sui prossimi tre anni. Prima di tutto, non siamo 10mila, noi concorrenti. Ai 10mila medici neolaureati bisogna aggiungere infatti gli esclusi del concorso dello scorso anno, che prevedeva 4.500 posti per 9.500 medici. Dei 5.000 rimasti fuori parteciperà, secondo sondaggio, circa il 50%. Saremo perciò 12.500 concorrenti per 3.100 contratti.

Neanche questo è vero. Perché con i ritardi burocratici che il Dm sta accumulando, il test di accesso alle specializzazioni sarà effettuato dopo luglio, cioè dopo la prima sessione di abilitazione alla professione. In questa sessione si abiliteranno i "fuori-corso", che normalmente non potrebbero partecipare al concorso ma che in virtù di questa lentezza, andranno ad accrescere il contingente degli "aspiranti" specializzandi. Aggiungendo perciò anche questi ultimi si arriva a circa 15.500 concorrenti per 3.100 posti.

Ma non è il peggio. Fermarsi qua vorrebbe dire guardare molto da vicino. Proviamo ad avere un più ampio respiro, una prospettiva. Per l'anno prossimo (2015), sono previsti 4.500 contratti. E per quello dopo ancora 5.700. Sempre di più, insomma, si potrebbe dire, rispetto ai 3.100 di questo anno.

La realtà è che, conti alla mano, a luglio di quest'anno, dopo il test, più di 10mila medici saranno disoccupati. Questi ovviamente proveranno l'accesso l'anno venturo, sommandosi agli 11.845 medici neo-laureati: 21.845 medici per 4.500 contratti. La proporzione peggiora persino rispetto al 2014. E continua a peggiorare per il 2016: Infatti 16.345 si aggiungeranno agli 11mila neo-laureati, per una escalation che arriverebbe a 27.345 concorrenti per 5.700 posti. Una condizione indecente, che diventa più irrisoria di anno in anno. Sì perché, in fondo, una volta formato il "gap", una volta lasciati disoccupati 10mila medici quest'anno, non ci sarà alcun modo di riassorbirli.

Questi non potranno lavorare nel Ssn, e nessun privato sarà incline ad accettarli in quanto non esperti in un particolare settore. Dovranno emigrare, non per scelta, ma giocoforza: sono stati formati a spese dello Stato, ed emigrano esportando la loro chance di produrre ricchezza altrove. Questa situazione, peraltro, non è di dominio pubblico (questo anche per una non insistente presenza delle associazioni di rappresentanza, che dopo le manifestazioni di Roma (Giovani medici Day) hanno mollato la presa sul numero dei contratti, accontentandosi della riforma dell'accesso alle specializzazioni.

Tranne la vostra rispettabile testata e altre due, pochi altri hanno dato risalto alla condizione, che non è solo una questione personale, ma diventa presto una questione sanitaria reale. Basti pensare a cosa succederà tra 4 anni quando inizieranno a mancare specialisti: liste d'attesa lunghe, richiamo di specialisti da altri Stati, flussi di pazienti che preferiranno curarsi all'estero, salute meno difendibile e meno attuabile per tutti.

Vi chiedo dunque di riportare la situazione attuale, peggiorata rispetto a quella da voi stessi riportata in data 7 novembre 2013. Non avendo altri modi per far sentire la nostra voce, dare visibilità tramite voi a una condizione così profondamente devastante per il Ssn e per la formazione medica post-laurea richiamerebbe l'attenzione di chi può (e deve) fare qualcosa.

AUTORE: Michele Romoli
FONTE: Sole 24 Ore
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28 gennaio, 2014

Sicilia, Tribunale contro Regione: pagare gli stipendi arretrati ai medici specializzandi

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Non erano stati loro corrisposti gli stipendi relativi all’intera annualità dal luglio 2012, data di sottoscrizione dei contratti, al giugno del 2013, a causa del mancato stanziamento delle somme spettanti da parte della Regione.

Ora il Tribunale di Messina ha ordinato alla Regione e all'Ateneo di provvedere al versamento di tutte le somme dovute agli specializzandi titolari di contratto regionale iscritti all’Università di Messina, pari a 25mila euro lorde, oltre agli interessi ed alla rivalutazione monetaria.

Gli specializzandi sono stati assistiti a titolo gratuito dall'avvocato Santi Delia, incaricato dalla sede Sigm (Segretariato italiano giovani medici) di Messina di avviare il contenzioso a tutela dei loro iscritti. Infatti, nonostante i continui solleciti da parte dei medici parte lesa e del Sigm, si era assistito ad un continuo ed infruttuoso rimpallo di responsabilità tra l'Ateneo e la Regione.

In questi giorni gli specializzandi hanno ottenuto l'accredito in conto corrente di tutte le somme arretrate con interessi e rivalutazione.

Parallelamente, i ricorrenti hanno diffidato la Regione a provvedere a liquidare anche gli specializzandi che non hanno ancora ottenuto dal Tribunale i provvedimenti e nel mese di febbraio dovrebbero essere liberate a tal fine le somme pari al 40% del debito (circa 8mila euro netti). La Sede Sigm di Messina esprime soddisfazione per il positivo esito di tale vicenda “che ha vessato decine di giovani medici che hanno prestato la propria opera con dedizione nonostante per un intero anno non abbiano percepito alcun emolumento”.


FONTE: Tempostretto.it
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17 gennaio, 2014

La nuova sfida tecnologica di Google: le "Google Lens" per monitorare la glicemia

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Google ha presentato una nuova tecnologia che sembra pronta a portare sul mercato con il partner giusto: lenti a contatto con chip integrati, per il momento sviluppate come supporto per diabetici. Tecnicamente si tratta di un sistema di rilevamento che Google è riuscito a rimpicciolire fino a poterlo montare su una lamina d'oro circolare con funzione d'antenna che può essere installata su un materiale flessibile simile alla plastica. Una soluzione che può essere alla fine appoggiata senza disturbo sull'occhio umano.

La prima applicazione che Mountain view ne ha fatto in sede di sviluppo è quella di lenti a contatto intelligenti progettate per misurare ogni pochi secondi il livello di glucosio nel liquido lacrimale di chi le indossa.

Questo significa che le persone che soffrono di diabete (ad oggi, secondo la International Diabetes Federation, 380 milioni nel mondo) con l'ausilio di queste lenti a contatto non dovranno ricorrere alla misurazione del livello di glucosio attraverso più invasive operazioni di monitoraggio del sangue, come piccole punture o dispositivi che sono costretti a portare legati al fianco. Per il momento, tuttavia, Google ha detto che non ha intenzione di produrre e vendere da sé questo supporto medicale, ma che l'annuncio è stato fatto per pubblicizzare l'invenzione e trovare possibili partner più esperti in questo tipo di mercato.Nel frattempo ha iniziato comunque il percorso necessario per qualsiasi medicina e prodotto medicale: si è rivolta alla Food and Drug Administration e ha iniziato i primi test clinici richiesti.

Oltre all'impiego in medicina, peraltro, la possibilità di inserire un chip su una lente a contatto apre a tutta una serie di utilizzi legati alla cosiddetta tecnologia indossabile. Anche se non si tratta di una novità assoluta, almeno dal 2011 si parla di lenti a contatto smart e dal 2006 di chip per misurare il diabete, Google sembra molto vicina a portare questa tecnologia effettivamente sul mercato.

Non è impensabile immaginare una futura generazione dei Google Glass trasformati in lenti a contatto, anche se per il momento il leader del progetto Brian Otis riferisce che le due cose sono slegate.

Autore: Claudio Tamburrino
FONTE: Punto Informatico.it
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Nepotismo negli Atenei: secondo recente ricerca statistica (parziale) Messina è ottava

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L’Accademia delle parentele. Sono sotto il naso di tutti, ma ogni tanto ci viene rinfrescata la memoria dalle inchieste, o dalle classifiche su una qualità dell’offerta o della ricerca che disegnano Atenei non all’altezza. Adesso c’è anche chi  sul nepotismo ha provato a fare statistiche e studi, come Stefano Allesina, dell’Università di Chicago (uno dei tanti cervelli con il cognome sbagliato, in fuga dall’Italia) che  ha creato un programma per correlare in modo scientifico due dati: le docenze e i cognomi uguali nello stesso ateneo. Una ricerca finanziata dalla National Science Foundation ed è stata pubblicata sulla rivista scientifica PLoS ONE con il titolo Measuring Nepotism through Shared Last Names: The Case of Italian Academia. Per misurare la diffusione reale del nepotismo tra le università italiane il ricercatore ha utilizzato un database del Ministero dell’Istruzione contenente nomi e cognomi di oltre 61.000 professori e ricercatori occupati in 84 sedi universitarie, verificando poi la “frequenza” di alcuni cognomi rispetto ad altri. Più di 27.000 cognomi distinti ricorrono più spesso di altri nello stesso settore. Su questa base il professor Allesina ha creato un programma che esegue un milione di estrazioni casuali per scoprire la probabilità di ottenere la stessa frequenza riscontrata nel data base. La ricerca si è soffermata sia sulle singole università che sui diversi settori disciplinari e ad esempio la più alta percentuale di nepotismo è stata registrata in Legge, Medicina, Geografica, Pedagogia, Ingegneria industriale. assunzione nepotistiche. Lo studio è andato oltre, perché ha verificato anche il tasso di nepotismo tra Nord e Sud, con una percentuale più alta man mano che si va verso il Meridione.

Per chi avesse dubbi e non fossero bastate le inchieste giornalistiche, i servizi delle Jene e le indagini giudiziarie, l’Università di Messina è ottava per nepotismo su 84 Atenei.

La “palma d’oro” spetta alla Libera Università Mediterranea Jean Monnet Casamassima di Bari, seguita da quelle di Sassari, Cagliari e dalla Suor Orsola Benincasa di Napoli. Gli Atenei siciliani si piazzano subito dopo il podio, con Catania quinta e l’Uke di Enna sesta, segue l’università della Calabria e poi Messina.

Per trovare un ateneo del centro-nord dobbiamo arrivare al 15esimo posto di Modena e Reggio Emilia, mentre San Raffaele di Milano è al 25esimo.

In realtà questa ricerca ha un piccolo “neo”: si basa sulla frequenza dello stesso cognome, non potendo, per ovvi motivi, individuare la parentela in senso più ampio, perché ad esempio madre e figlio non hanno lo stesso cognome e neanche zio e nipote quando il nipote è figlio della sorella del docente. E per la verità non può naturalmente indicare nessuna forma di “parentela allargata” nella variopinta geografia del cuore e dell’amore umano. Ma già individuare un tasso di nepotismo basando sul criterio più evidente è un elemento che fa riflettere.

E’ chiaro che nessuno può mettere in dubbio “il genio” che si tramanda di padre in figlio, ma quando le forme di baronato avvengono nella stessa Università e attraverso canali di selezione pubblica in barba ad ogni meritocrazia e democrazia, si sconfina nell’intollerabile. La conseguenza peraltro la paga l’Università stessa, abbassando l’asticella della qualità verso il basso e soprattutto diventando poco appetibile per chi non ha il cognome giusto ma solo il cervello e il talento.

Non stupisce il fatto che questa classifica va di pari passo con un’altra: gli studenti del Sud scelgono le Università del Nord.

Nei feudi dei baroni andare a studiare in un ateneo dove la docenza viene scelta con altri criteri e dove il merito ha diritto di cittadinanza e la qualità dell’offerta è maggiore, diventa una strada obbligata.

La riforma Gelmini, per quanti aspetti negativi avesse, mirava ad incidere anche sui baronati.

L’ottavo posto dell’Università di Messina in questa classifica non ci fa onore, ma non è una sorpresa.


AUTRICE: Rosaria Brancato
FONTE: Tempostretto.it
 
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16 gennaio, 2014

Sanità, i voti del Ministero alle regioni: decima la Sicilia, bocciate Puglia, Calabria e Campania

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Estensione delle vaccinazioni, prevenzione degli incidenti sul lavoro, posti letto nelle residenze per anziani, percentuali di cesarei. I dati del ministero mettono in riga la sanità delle Regioni italiane in base a 21 indicatori che si riferiscono all'attività del 2012. Il documento definitivo è pronto per essere licenziato ed analizzandolo si ricava una classifica delle tante sanità italiane che ancora una volta rivela i problemi del Sud e le eccellenze del Centro-Nord.

I punteggi assegnati si basano sul rispetto o meno dei Lea, cioè i livelli essenziali di assistenza, le prestazioni che tutte le Regioni sono obbligate ad assicurare ai propri cittadini come stabilito a livello nazionale. Tra l'altro la lista dei migliori e dei peggiori ricavata grazie alla cosiddetta "griglia Lea" serve anche a calcolare come viene suddivisa una parte del fondo sanitario nazionale, quindi ha a che fare con quanto c'è di più importante per i sistemi sanitari, i finanziamenti.

Nel 2012 l'Emilia Romagna si conferma la Regione più in forma d'Italia. Al secondo posto ci sono a pari merito Toscana e Veneto, seguite dalla Lombardia, che fa un salto indietro di due posizioni. Viene sopravanzata cioè da un'altra regione governata dalla Lega, quel Veneto il cui sistema sanitario si conferma tra i migliori e in crescita. Stesso discorso vale per la Toscana, che anche a causa di problemi nel calcolo del 2011 fa un grande scatto in avanti e arriva sul podio. Il Piemonte è stabile mentre l'Umbria arretra un po'. Si tratta comunque di Regioni considerate sane, per trovare i problemi bisogna spostarsi verso sud. Alle ultime tre posizioni si piazzano Puglia, Campania e Calabria. Nel documento sui Lea viene presa in considerazione solo una delle Regioni a statuto speciale, la Sicilia.

L'intenzione del ministero, che ha raccolto i dati e inviati alle Regioni, non è certo quella di creare la classifica, piuttosto di chiarire quali sono i problemi e le eccellenze dei vari sistemi sanitari, per apportare correttivi e distribuire al meglio i finanziamenti. I 21 indicatori si basano su vari aspetti dell'attività sanitaria. Si prende appunto in considerazione la copertura dei vaccini, quelli per i bambini e quello dell'influenza, ma anche degli screening oncologici. Poi ci sono indicatori dedicati all'assistenza ai malati cronici, agli anziani e ai disabili, oppure alla diffusione di esami come la risonanza magnetica. Si prendono in considerazione anche il tasso di ospedalizzazione e la rapidità con cui avvengono gli interventi in media di emergenza delle ambulanze. Ad ogni indicatore è dato un punteggio in numeri e alla fine si forma la graduatoria.

Ma ministero e Regioni stanno facendo anche un lavoro più ampio, la cui revisione avviene in questi giorni, contemporaneamente a quella della cosiddetta "griglia Lea". Si prendono in considerazione molti più fattori e si verifica quali realtà locali li rispettano. Sono solo tre quelle che quest'anno hanno raggiunto l'obiettivo di essere "in regola" in tutti i campi. Si tratta di Toscana, Lombardia e Veneto. Ad andar peggio, ancora una volta le realtà del sud. La Campania, ad esempio, è inadempiente, tra l'altro, nei settori assistenza ospedaliera, liste di attesa, prevenzione, sperimentazione ed innovazioni gestionali, assistenza protesica, sanità penitenziaria, attività trasfusionale, percorso nascita, emergenza-urgenza. Il Lazio in assistenza ospedaliera, liste di attesa, assistenza domiciliare e residenziale, riorganizzazione rete dei laboratori, cure palliative, sistema Cup, percorso nascita, riabilitazione.

FONTE: Repubblica.it
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Federfarma: irreperibili farmaci importanti in Italia come antitumorali, eparine, antipsicotici e broncodilatatori

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Il mercato parallelo dei farmaci in Paesi europei più redditizi provoca a Roma, e in tutta Italia, "una vera e propria emergenza", al punto che risultano irreperibili farmaci come antitumorali, eparine, antipsicotici e broncodilatatori. Lo denuncia Federfarma Roma, che dopo l'esposto in Procura a luglio, ieri ha scritto all'Agenzia Italiana del Farmaco.

Federfarma Roma chiede "immediati provvedimenti" per evitare ulteriori contingentamenti di medicinali che metterebbero a rischio la salute e la vita stessa dei cittadini. "A distanza di sei mesi nulla è cambiato, anzi la situazione è peggiorata", si legge nella lettera del presidente dell'associazione, Franco Caprino, che evidenzia come siano oramai "tantissime le farmacie a Roma che si lamentano per l'assenza di molti di questi farmaci".

Il vantaggio per chi opera nel mercato parallelo, che siano aziende produttrici, grossisti o farmacie con autorizzazione all'ingrosso, è meramente economico: l'esportazione viene infatti effettuata solo per quei farmaci che in Italia hanno un prezzo al pubblico/farmacia inferiore rispetto a quello degli altri Paesi europei, guadagnando così sulla plusvalenza che si matura nel vendere il farmaco sul territorio estero.

"Per questo - aggiunge Caprino - chiediamo un intervento deciso per arginare il fenomeno dell'export parallelo, ipotizzando addirittura il blocco temporaneo delle esportazioni parallele, così da poter garantire la continuità terapeutica a migliaia di cittadini oramai costretti ad affannose ricerche per i farmaci che quasi sempre sono poi introvabili".

FONTE: Repubblica.it
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14 dicembre, 2013

Lettera aperta di tre giovani medici al Governo Letta: "Siamo alle soglie di un disastro occupazionale senza precedenti"

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Onorevole Presidente Letta, Onorevole Ministro Carrozza,
negli ultimi mesi è emersa in maniera sempre più drammatica la verità sulla situazione dei finanziamenti relativa ai contratti di formazione sanitaria specialistica nel nostro Paese. Se le cose non cambiano, il prossimo anno 6mila laureati in medicina dovranno cambiare mestiere, riciclarsi nel terziario o nelle aziende, dopo 6 anni di dura formazione per diventare medici. Recentemente è stato confermato, infatti, che sono stati stanziati fondi solo per 2mila borse di studio, a fronte di 8mila laureati e di un fabbisogno definito dalle Regioni di circa 8.600 unità. L'anno scorso ne erano state attivate 4.500, l'anno 2011/2012 circa 5mila. Il calo ha assunto dimensioni grottesche: le borse sono del tutto insufficienti a garantire la formazione post-laurea dei dottori in medicina. Il titolo specialistico, come Lei sa, è indispensabile per sfuggire a una vita di eterno precariato, dopo anni di studio e di frequenza nei reparti. Inoltre, non ci si può non preoccupare del pericoloso indebolimento che il sistema sanitario nazionale subirebbe se venisse privato del lavoro degli specializzandi in seguito a tale riduzione del turn-over, che metterebbe a rischio il diritto della popolazione italiana a un'assistenza medico-sanitaria. Di fronte a questa situazione cresce di giorno in giorno l'angoscia di chi tra di noi si troverà ad affrontare fra pochi mesi l'esame di specialità e anche di tutti gli studenti che dal primo anno si trovano circondati da un clima di sfiducia. Presidente Letta e On. Ministro Carrozza, è possibile per noi, studenti universitari di medicina, continuare a guardare al futuro con speranza? Abbiamo davanti a noi tanti ammirevoli esempi di neolaureati che, con prospettive ridotte quasi a zero, invece di rassegnarsi o lasciarsi andare alla recriminazione, hanno deciso di sfruttare appieno il tempo che li separa dal test di accesso alle Scuole di Specialità per poter ulteriormente perfezionare la loro formazione, impegnandosi con tale passione da suscitare lo stupore dei medici ospedalieri a loro assegnati. Nella stragrande maggioranza, gli studenti di medicina dimostrano di aver a cuore l'università e la propria formazione. Affrontando le problematiche didattiche non di rado scelgono di spendere il proprio tempo libero per preparare esercitazioni gratuite in collaborazione con i propri professori, contribuendo non solo all'innalzamento della qualità formativa, ma alla costruzione di un clima universitario collaborativo e creativo. Ci domandiamo: non conviene scommettere – per il bene di tutti – sui giovani e sulla positiva scintilla che li muove? Perché non guardare un metro più in là, invece che ritrovarsi domani senza medici a sufficienza per far fronte alle esigenze del nostro Paese? Vi chiediamo, in queste settimane in cui si prenderanno i provvedimenti decisivi per il nostro futuro, di non ignorare la nostra voce.

Lettera aperta scritta da:
Gabriele Buongarzone,
Melisa Polo Friz,
Pietro Calcagno
Rappresentanti degli studenti negli organi accademici delle Facoltà di Medicina e Chirurgia delle Università degli Studi di Milano e di Milano-Bicocca 

FONTE:  Il sussidiario.net


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29 novembre, 2013

Specializzandi, il ministro Carrozza: “Situazione catastrofica, niente soldi per nuovi posti"

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“Stiamo lavorando perché nella legge di stabilità alla Camera vengano recuperati i 41 milioni per gli atenei”. Questo l’annuncio fatto in una intervista al Sole 24 Ore dal ministro Maria Chiara Carrozza che ha aggiunto come la “sfida più alta” per il suo ministero sarà poi quella di “riformare il sistema di finanziamento dell'università e soprattutto eliminare questo sistema cervellotico di distribuzione dei fondi a vantaggio di uno trasparente e semplice”.

Carrozza ha poi sottolineato la necessità di intervenire sulla “situazione drammatica che ho trovato in termini di risorse per università e ricerca”. Ad esempio, afferma il ministro, “parliamo di fondi strutturali. Noi ora dobbiamo definire i nostri Pon e non è pensabile che nei piani operativi nazionali non investiamo almeno 3 miliardi in ricerca”, ma “è molto importante che Stato e regioni convergano”.

L'Italia, aggiunge, ha trascurato per troppi anni la ricerca ma “intanto è una questione culturale e quindi da oggi intendo utilizzare tutti i possibili strumenti di comunicazione, come la televisione, per far capire a tutti gli italiani l'importanza dell'investimento in ricerca”. E per il 2014 il Ministro ha indicato la rotta: “Dovremo fare due cose molto importanti. La prima è che sarà l'anno dell'empowerment dei ricercatori e quindi bisognerà concentrare tutte le risorse perché i ricercatori diventino indipendenti e in grado anche di partecipare ai progetti europei in modo più strutturato. Occorre aumentare il numero dei ricercatori e aumentare la dotazione di programmi di ricerca libera in Italia. La seconda cosa importante è parlare di accesso all'università, soprattutto a medicina, formazione dei medici e specializzazione”.

C'è poi il tema specializzazioni in medicina: “Ho trovato - sottolinea - una situazione catastrofica sia sui test di ammissione, che nel 2014 saranno ad aprile, sia sulla formazione e la specializzazione” visto che si fanno “test di accesso per 10mila studenti di medicina e borse di studio per 2.500 specializzandi. Sto provando a trovare risorse nel campo del Fondo sociale europeo per sostenere la spesa”.

FONTE: Quotidiano Sanità
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24 ottobre, 2013

Slitta a dicembre la direttiva UE sulle cure "transfrontaliere", per l'Italia aumenta il rischio "fuga di pazienti"

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Il 35% dei cittadini italiani che va all'estero per curarsi, lo fa per sottoporsi a interventi chirurgici di alta specializzazione, il 29% per accedere a terapie innovative, il 18% per avere diagnosi certa, il 13% per effettuare visite specialistiche, il 5% per sottoporsi ad un trapianto.

Cercare il migliore specialista per un'operazione chirurgica a Berlino o a Stoccolma. Puntare su una terapia all'avanguardia a Barcellona o ad Amsterdam. Scelte che in Europa dovrebbero diventare più semplici nei prossimi mesi. La direttiva 24/2011 sulle cure transfrontaliere, doveva essere recepita il 25 ottobre, ma il decreto per renderla operativa in Italia è slittato al 4 dicembre. Si tratta di una rivoluzione per 600 milioni di cittadini, 2 milioni di medici e 20 milioni di infermieri. Cittadinazattiva-Tribunale del malato segnala però i punti deboli di questo cambiamento. Lo fa nell'ambito del convegno 'Cure senza frontiere: da oggi si può?', che si è tenuto oggi a Roma.

Due gli elementi che potrebbero creare difficoltà al Servizio sanitario nazionale in questo 'Schengen della salute'. "Veniamo da un sistema di rimborso che dà assistenza diretta a tutti quelli che scelgono di andare all’estero. In alcune Regioni copre tutte le spese. Con la direttiva si rischia un rimborso solo dopo aver sostenuto la prestazione all’estero. Potrebbe essere parziale, senza spese di soggiorno e con eventuali differenze tra il costo della cura in Italia e nell’altro stato", spiega Tonino Aceti del Tribunale del malato-Cittadinanzattiva. Spero - aggiunge "che il decreto legislativo di attuazione garantisca l'assistenza diretta ai cittadini per evitare che la Direttiva diventi una opportunità solo per ricchi".

C’è inoltre preoccupazione per un aumento di ricoveri inappropriati e per l'aumento di contenzioso dovuti all’applicazione dell’assistenza indiretta. "Soprattutto i pazienti con malattie croniche e rare potrebbero scegliere i paesi all’avanguardia nella prescrizione di farmaci innovativi - aggiunge Aceti - . Ciò provocherebbe ricoveri inappropriati negli Stati “virtuosi” e la perdita di risorse negli Stati meno all’avanguardia o più lenti nella messa a disposizione dei medicinali innovativi. In entrambi i casi, l’Italia è un paese a rischio". Il cambiamento potrebbe essere l’occasione per attrarre pazienti dall’estero. Il Servizio sanitario italiano, nonostante i conti in difficoltà, cercherà di promuovere le sue strutture migliori.
 

Gli Stati membri stanno cercando di recepire la direttiva ponendo alcuni limiti per evitare un afflusso eccessivo di pazienti con conseguenze sulle liste d’attesa. Fino ad oggi le cure all'estero venivano rimborsate solo dopo aver ricevuto il consenso dalla propria regione. In genere, per quanto riguarda le attività programmate, la cosa avviene in caso di prestazioni di alta specialità che non sono presenti in Italia.
 

Un sistema che già in passato era caratterizzato da punti deboli: eccesso di burocrazia, carenza delle informazioni sulle procedure da seguire e problemi con i rimborsi delle. Nel 2012 al Tribunale per i diritti del malato sono arrivate 269 segnalazioni. Oltre un terzo dei pazienti (36%) ha lamentato la mancata o ritardata autorizzazione da parte dell'Asl di provenienza, mentre il 27% ha segnalato l'eccessiva burocrazia o la carenza di informazioni sulle procedure da seguire.
 

In vista delle nuove norme, il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, ha detto di "sperare di poter attrarre i cittadini europei a curarsi nel nostro paese: abbiamo tutto il potenziale per farlo - ha aggiunto - perchè le nostre strutture forniscono livelli di assoluta eccellenza, farmaci innovativi, trattamenti e linee di ricerca fra le più avanzate nel mondo", sottolineando però l'esigenza di "cominciare a fare marketing per l'Italia".

Quando la direttiva 24/2011 entrerà in vigore in Italia l'iter burocratico dovrebbe essere più semplice. Ma per il recepimento della norma in Italia c'è ancora da attendere.  Secondo il Tribunale per i diritti del malato "per il decreto legislativo è stato attivato il Punto di contatto nazionale al ministero della Salute, che però nei fatti non è ancora attivo. Accade la stessa cosa per i punti di contatto regionali, che sembrerebbero previsti in Veneto, Liguria, Trento e Valle d'Aosta. Inoltre le associazioni di pazienti e cittadini non sono state, al momento, coinvolte e non sono stati individuati i centri di eccellenza del nostro Paese". Dalla rilevazione effettuata tramite le associazioni europee aderenti alla rete europea di Cittadinanzattiva, Acn (Active citizenship network), risulta che le leggi di recepimento della direttiva sono in discussione in Austria, Croazia, Estonia, Francia, Malta, Norvegia. La Germania ha fatto sapere che non farà una legge 'ad hoc', perchè molte delle previsioni della Direttiva sono già contenute in altre leggi o atti vigenti.
 



AUTRICE: Valeria Pini
FONTE: Corriere.it
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