«Che cosa è necessario per riformare un articolo della Costituzione italiana?». Era una delle quattro domande di cultura generale, che un inviato di Skuola.net ha anticipato al Corriere. E poi Noam Chomsky; il «secolo breve»; cinque abbinamenti scienziato-campo scientifico (Levi Montalcini-Neurologia; Camillo Golgi-Istologia; Enrico Fermi-Fisica nucleare; Riccardo Giacconi-Astronomia; Mario Capecchi-Chimica).
Chimica? Difficilissime. Biologia? «Un po’ strane», dicono alcuni. «Impossibili», secondo altri. Escono dalle aule i primi studenti e si sfogano con i compagni, i giornalisti, i parenti in attesa. Raccontano delle domande, dell’ansia, e delle difficoltà della prova. Fra i quesiti che hanno colpito i ragazzi, uno sull’ossidazione delle cellule e un altro sui tempi della chemioterapia. Ma anche uno sulla velocità con cui girano le pale eoliche. A conti fatti, comunque, il test è stato giudicato fattibile «a patto di aver studiato».
Per 10 mila posti messi a bando dal Ministero, gli aspiranti dottori erano 65mila. Alla Statale di Milano, 3.468 candidati per 370 posti (670 alla loro «seconda volta», 144 alla terza e 22 addirittura al quarto tentativo); 2.830 candidati per 400 ingressi all’Università di Palermo. A Tor Vergata 1.937 aspiranti matricole - su 2.104 iscritti - per 220 posti. Alla Sapienza di Roma, candidati dai 16 ai 70 anni. Per tutti, il fischio d’inizio era alle 11: a partire da quel momento, avevano a disposizione al massimo 100 minuti per rispondere alle 60 domande della prova.
Prima dell’apertura delle porte degli atenei, le associazioni degli universitari hanno inscenato flash mob e proteste contro il numero chiuso in tutte le università. Unione degli Universitari e Rete degli studenti medi hanno distribuito consigli e volantini per controllare l’andamento dei test nelle aule. Nella notte, anche gli studenti e le studentesse di Link-Coordinamento universitario hanno organizzato un blitz al ministero dell’Istruzione. Gli studenti hanno esposto uno striscione con scritto «Nessun escluso, libero accesso per tutti», e posto alcune sagome di potenziali iscritti a facoltà per il cui accesso oggi è previsto il superamento del test d’ingresso e un numero di posti inferiore a quello di coloro che ne fanno richiesta. La Rete della conoscenza annuncia azioni su tutto il territorio nazionale.
Quest’anno la ripartizione del numero di domande è stata modificata in favore del numero dei quesiti delle materie disciplinari:passano da 14 a 15 le domande di Biologia e da 8 a 10 quelle di Chimica (ferme ad 8 quelle di Matematica), mentre le domande di cultura generale scendono a 4 (da 5). La parte del leone (una domanda su tre) spetta sempre alla Logica che pure subisce una piccola limatura (da 25 quesiti a 23). Ogni risposta esatta equivale a un punto e mezzo, i quesiti lasciati in bianco valgono zero, le risposte sbagliate -0.4 punti. Secondo gli esperti, visto il punteggio negativo in caso di errore, conviene rispondere solo alle domande per le quali si è in grado di escludere almeno un paio delle cinque risposte possibili, mentre se proprio si brancola nel buio meglio non sbilanciarsi per non incorrere in una «penalità».
I risultati dei test saranno pubblicati sul sito http://accessoprogrammato.miur.it il 22 aprile per Medicina, il 23 aprile per Veterinaria e il 24 aprile per Architettura. Le graduatorie di merito nazionali saranno pubblicate il 12 maggio e si chiuderanno il primo ottobre.
AUTRICE: Antonella De Gregorio
FONTE: Corriere.it
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