Al San Raffaele di Milano si sta attuando da pochi giorni una nuova tecnica operatoria al fine di risolvere il problema, sempre più diffuso, del reflusso gastroesofageo. L'intervento sperimentato dall'equipe di Pier Alberto Testoni consiste di arrivare tramite una sonda simile a quella della gastroscopia alla bocca dello stomaco del paziente, dove creano una nuova valvola piu' robusta sul canale che lo separa dall'esofago. Tale applicazione permette di attuare una operazione sicura in tempi eccezionalmente rapidi, tanto da poter lasciare che il paziente possa far ritorno a casa dopo appena un giorno dall'intervento, e senza che siano lasciate fastidiose cicatrici esterne. Il protocollo è attualmente in applicazione sperimentale anche in altri paesi, fra cui il Belgio.
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AFORISMA DEL GIORNO
26 giugno, 2009
[Off Topic] - E' morto il celebre cantante Micheal Jackson per arresto cardiaco
Il celebre cantante pop Micheal Jackson è morto questa sera ore italiane (nella tarda mattinata in america) nella sua casa di Holmby Hills a causa di un malore. Aveva 50 anni e si vociferava da tempo di gravi problemi di salute. I paramedici hanno riferito di un attacco cardiaco e nonostante il veloce ricovero è stato impossibile rianimare. Se ne va un personaggio estremamente eccentrico, vittima dei fantasmi della sua terribile infanzia. Ma era stato anche uno dei più importanti musicisti a livello internazionale, icona della musica pop degli anni '80 e autore di indimenticabili successi come, fra i tanti, "Billie Jean". Uno con un carattere pessimo e una vita fatta di alti e di bassissimi, fra i ripetuti interventi chirurgici e i numerosi guai giudiziari, ma che di musica sapeva fare, produrre, cantare e interpretare. Recentemente era stato programmato un ultimo tour di addio ma le date erano slittate.
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24 giugno, 2009
Blog: banner verso il sito, oltre 20000 visite, nuovi aggiornamenti e condivisione su facebook
Innanzitutto una notizia veloce per tutti coloro che stanno facendo un link dal loro sito a questo blog utilizzando i banner animati: "imageshack" ha provveduto come solito a cancellare i file con più di un mese di tempo per cui attualmente i file relativi ai banner pubblicitari di "Sentieri della Medicina" sono localizzati su photobucket, precisamente qui: l'indirizzo corretto è => http://i669.photobucket.com/albums/vv53/Alexcold83/smlogo.gif per il file immagine piccolino da 150x40, oppure http://i669.photobucket.com/albums/vv53/Alexcold83/bannersm.gif per il file immagine grande da 468x60. Quindi se nel vostro sito, laddove dovrebbe esserci il banner dedicato a questo blog, appare una crocetta rossa, sostituite l'indirizzo di riferimento vecchio (verso imageshack) con questo nuovo indirizzo di riferimento (verso photobucket).
Il sito ha superato la soglia delle 20000 visite attestandosi in questo momento a quota 21.729, con 42.794 pagine viste. Stazionarie su Facebook il numero delle adesioni al gruppo dedicato: 269, ma cresce il numero di "amici" alla pagina fan, ben 557. Il gruppo è raggiungibile al seguente indirizzo => http://www.facebook.com/group.php?gid=58753811238
Causa poco tempo il numero di aggiornamenti è abbastanza ridotto ma grazie a Orazio "Tenebrae" di http://creareblog.blogspot.com ho avuto la possibilità di integrare alcune piccole correzioni al sito, fra cui l'importante funzione di segnalazione di un post di questo blog sui maggior social network italiani, fra cui Facebook. E' sufficiente cliccare uno dei quadratini in basso ed essere loggati al sito verso cui si vuole fare la eventuale condivisione.
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Il sito ha superato la soglia delle 20000 visite attestandosi in questo momento a quota 21.729, con 42.794 pagine viste. Stazionarie su Facebook il numero delle adesioni al gruppo dedicato: 269, ma cresce il numero di "amici" alla pagina fan, ben 557. Il gruppo è raggiungibile al seguente indirizzo => http://www.facebook.com/group.php?gid=58753811238
Causa poco tempo il numero di aggiornamenti è abbastanza ridotto ma grazie a Orazio "Tenebrae" di http://creareblog.blogspot.com ho avuto la possibilità di integrare alcune piccole correzioni al sito, fra cui l'importante funzione di segnalazione di un post di questo blog sui maggior social network italiani, fra cui Facebook. E' sufficiente cliccare uno dei quadratini in basso ed essere loggati al sito verso cui si vuole fare la eventuale condivisione.
22 giugno, 2009
Messina, già online i bollettini per il pagamento del conguaglio 2008/09
Notizia per gli studenti messinesi che di solito non riporto ma che mi sembra degna di nota, almeno come promemoria: sono già disponibili presso il sito della segreteria, raggiungibile a questo indirizzo https://student.unime.it/iscrizioni2009/ , i bollettini freccia per il pagamento del conguaglio delle tasse relative all'anno accademico 2008/2009. E' possibile pagare il bollettino di conguaglio in 2 rate (rispettivamente entro il 10 e il 31 luglio) oppure in unica soluzione entro il 31 luglio.
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17 giugno, 2009
Speciale "Test di Ingresso" (2° Puntata) - Siti utili
Con colpevole ritardo ecco a voi la seconda puntata di questa serie che spero possa aiutare tutti coloro che preparano i test di ingresso alle facoltà a numero chiuso. In questa puntata parleremo di internet. "Sapere è potere": questa celebre frase trova il suo naturale valore non solo in caso di preparazione ma anche e soprattutto per quanto riguarda la rapida ricerca di informazioni che possano essere correlate al proprio obiettivo. Recentemente Google ha dimostrato come il numero di ricerche compiute su internet con chiavi di ricerca del tipo "Test di Ingresso Medicina" sale vertiginosamente per trovare il massimo valore intorno ai primi giorni di Settembre, quando tutti si gettano su internet alla ricerca delle prime anticipazioni riguardanti appunto i risultati o anche solo conforto e dialogo. Ma quali sono i siti che possono effettivamente essere utili, oltre al nostro ovviamente? Inizieremo innanzitutto con una breve descrizione di alcuni siti "classici", le cui posizioni nelle varie ricerche con "keywords" di google sono particolarmente elevate. Per chi vuole visitare questi siti, basta cliccare sopra al nome.
1) Sito Miur.it - Il sito di elezione per coloro che vogliono ottenere informazioni relative al test di ingresso. Il sito è statale ed è gestito da Cineca. Ovviamente la qualità delle informazioni riscontrate in questo sito supera quella reperibile in siti non statali che servono soprattutto per completare quanto viene detto da cineca.
2) Ammissione.it - Uno dei siti maggiormente cliccati grazie alla parolina magica corrispondente al nome di dominio, è strutturalmente uno dei migliori con informazioni date in modo chiaro e diretto, con link ben evidenti. Il sito è provvisto di un forum un po’ meno organizzato ma dove è possibile condividere e trovare ulteriori informazioni. L’unico difetto è il fatto che non viene aggiornato troppo spesso e le informazioni sono abbastanza statiche, del tipo “queste sono”. Per il resto i contenuti sono ottimi e sufficienti per chi vuole porre numerose domande e fare una prima esplorazione nel campo delle scuole a numero chiuso.
3) Futurimedici.com - Uno dei siti probabilmente più famosi e frequentati, è un forum che in tempo reale fornisce tutte le ultime notizie sia da utenti direttamente coinvolti che da persone esperte nel settore. In particolar modo si ha l’occasione di poter parlare con numerosi studenti che hanno già avuto modo di superare il test e quindi ottenere consigli utili e capire quel che ci aspetta nelle facoltà. Da segnalare l’elevata completezza del forum, con una sezione dedicata a ogni specifico aspetto dell’essere studente e una sezione dedicata a ogni facoltà medica d’Italia, e la chat online che permette di chattare direttamente con le persone site in quel momento sul forum.
4) Quizonline.it – Sito web particolare, rappresenta innanzitutto più un portale che riassume gran parte delle informazioni riscontrabili in rete. Oltre che dei canali specifici dedicati all’argomento dei test di ingresso, vi sono link dedicati a notizie più recenti in campo universitario. Un pregio consiste nell’elevata frequenza di aggiornamento. Uno dei difetti è l’elevata confusione che vige nell’organizzazione delle informazioni date e il fatto che miscela diverse aree e diverse facoltà. Ma complessivamente il giudizio è positivo.
5) Studenti.it - Storico sito web dedicato agli studenti di tutti i tipi, dal liceo all’università ovviamente. Il sito consente rapidamente di poter avere accesso alle informazioni relative ai compiti forniti negli anni passati nelle varie facoltà, quindi non solo medicina, e inoltre è corredato di un forum dove poter chattare e richiedere quindi, previa registrazione, informazioni in modo abbastanza rapido. L’area del forum dedicata ai test di ingresso è ben organizzata ma non molto aggiornata.
6) Testmedicina.it - Sito web che riporta informazioni per le prove di ammissione alla facoltà di medicina e chirurgie ed al corso di laurea in professioni sanitarie. Citando direttamente la introduzione scritta per il loro sito “offriamo gratuitamente un aiuto ai giovani studenti che devono effettuare i test di ammissione per iscriversi ad una facoltà o corso di laurea a numero chiuso. test universitario: il sito contiene argomenti da studiare, suggerimenti e test da sviluppare per poter affrontare al meglio la prova di selezione”. Tutto abbastanza chiaro, e anche il sito sembra bene aggiornato nonostante la grafica un po’ spartana ma almeno molto semplice.
7) Testmedicina.net - Non cambia il nome ma cambia l’estensione e i contenuti del sito, uno dei più completi. In questo caso si osserva una certa metodicità nel presentare le informazioni, con un elenco completo dei test degli anni passati e numerosi consigli utili su come affrontarli. Il sito è gestito da Idea Web.
8) Alphatest.it - Se state già preparando da un po’ i test probabilmente questo sito non ha bisogno di presentazioni. Da anni gli AlphaTest sono un po’ una parola d’ordine per gli studenti che vogliono preparare i programmi per entrare. Sul sito troverete tutte le informazioni su questi testi che vengono normalmente e comunemente consigliati. Il sito si completa con un’ampia panoramica su tutti i corsi disponibili in merito all’insegnamento per la preparazione ai test.
9) Yahoo.it – Da qualche anno Yahoo ha lanciato un particolare servizio “chiedi e rispondi” in cui è possibile formulare delle domande, ottenere una o più risposte e votare quale risposta è risultata la più corretta. Incredibile ma vero, anche questa risorsa (come Fb, vedi sotto) è molto sfruttata da studenti che in tal modo possono chiedere informazioni relative ai test e ottenere una o più risposte. Il pregio è che la domanda posta sfrutta la visibilità di Google e Yahoo insieme, e quindi viene vista da moltissime persone. Il difetto è ovviamente la qualità e l’impossibilità di confermare lì per lì la risposta ottenuta. Può tuttavia essere interessante se usata come una sorta di “Chat”.
10) Gruppo Facebook dedicato ai Test di Ammissione Medicina e Chirurgia a Messina 2009 – Poteva mancare facebook nel festival dei consigli sui siti utili per l’ammissione? Negli ultimi mesi questa popolare chat pubblica ha subito un boost con gruppi dedicati a ogni luogo comune possibile, e per fortuna si sta iniziando a utilizzare anche per cose utili, quali appunto i numerosi gruppi dedicati allo scambio di informazioni ed esperienze relativo a questa particolare area. In questo caso Facebook viene particolarmente utile per potersi porre in contatto con tutte quelle persone che si suppone concorreranno per i test nel vostro stesso periodo. A titolo di esempio riporto il link di uno dei gruppi dedicati a Messina, ma esistono gruppi dedicati a ogni facoltà d’Italia e creati da studenti, sia liceali che universitari, per cui basta immettere le parole chiave in alto a destra della finestra di facebook (dopo essersi registrati al sito, ovvio) e si otterranno tutti i gruppi, i contatti e le pagine web dedicate. Se invece cercate qualcosa di più "nazionale", posso segnalarvi quest'altro gruppo che al momento conta il maggior numero di iscritti.
Se conoscete altri siti che possono venire utili, oltre questi 10 già segnalati, ditemi pure nella sezione "Commenti" e di volta in volta provvederò ad aggiungerli relativi di url e completi di descrizione. Tornate a visitare questa pagina di tanto in tanto, potrebbe aiutarvi molto più che districarvi nei meandri di google.
L'alcol causa effetti sul cervello in appena 6 minuti...
I risultati di uno studio tedesco dell'University Hospital di Heidelberg, pubblicato sulla rivista “Cerebral Flow and Metabolism”, ha dimostrato come l'alcol impiega circa 360 secondi (cioè appena 6 minuti) a causare effetti a livello cerebrale che vanno da alterazioni fino a potenziali danni neuronali permanenti. Per partecipare all'esperimento, sono state reclutate 15 persone di entrambi i sessi e a cui è stata monitorata l'attività cerebrale mentre bevevano con una cannuccia l'equivalente di due pinte di birra o di due bicchieri di vino. In pochi minuti, i ricercatori hanno osservato che il cervello iniziava a metabolizzare gli zuccheri dell'alcol. Al diminuire dei livelli di alcol ingeriti, gli studiosi hanno registrato l'aumento della concentrazione dei composti che proteggono le cellule del cervello, come se dovessero ripararle. Le scansioni effettuate il giorno successivo all'esperimento hanno dimostrato che i cambiamenti avvenuti a livello cellulare avevano avuto una durata molto breve. "Il chek-up che abbiamo eseguito il giorno dopo l'assunzione di alcol - ha spiegato il dottor Armin Biller, dell'University Hospital di Heidelberg - ha dimostrato che i cambiamenti nel cervello di persone sane, dopo un moderato consumo di alcol, sono del tutto reversibili e non preoccupanti". "Tuttavia - ha proseguito Biller - il nostro studio potrebbe aiutare a capire i danni che si producono nel cervello in presenza di alcolismo, perchè il cervello ha la capacità di recuperare solo se l'assunzione di alcolici diminuisce o viene eliminata". Studi precedenti hanno dimostrato che bere può portare alla perdita di materia cerebrale causata da un rapido decesso delle cellule: un bevitore abituale ha l'1,6% di cellule cerebrali in meno di un astemio. Un dato preoccupante se pensiamo che durante il normale processo di invecchiamento il cervello perde solo lo 0,19% delle sue cellule.
FONTE: Agi.it
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FONTE: Agi.it
Roma: asportate cisti ovariche con innovativa tecnica chirurgica che non lascia cicatrici
Grazie a un innovativo strumento, sperimentato per la prima volta in Italia al Gemelli su pazienti ginecologiche, si studia un nuovo approccio mini-invasivo per operare senza lasciare brutti segni addosso. Un articolo, in uscita per la rivista internazionale "Fertility and Sterility", descrive il successo dei primi tre casi. Oggi l’approccio dei chirurghi è sempre più attento anche all’aspetto estetico e alla qualità della vita del paziente. Le tecniche endoscopiche, quelle che consentono di operare senza usare il bisturi attraverso piccole aperture praticate sulla cute, hanno preso sempre più piede, con conseguente miglioramento del controllo anche del dolore post operatorio. L’ultima frontiera di questo approccio si chiama tecnica mini-laparoscopica, che prende il suggestivo nome di Less (che in inglese significa “meno, ma è anche l’acronimo di Laparo - endoscopic single-site surgery, chirurgia laparoendoscopica attraverso un solo accesso). Meno tagli, e meno dolore, come spiega Giovanni Scambia, direttore del Dipartimento per la Tutela della salute della donna e della vita nascente del Policlinico “Agostino Gemelli” di Roma: “Utilizziamo uno strumento speciale, che attraverso un’unica apertura di circa un centimetro di diametro, riesce a inserire nel corpo della paziente sia una parte ottica - una minitelecamera che ci serve per vedere cosa stiamo facendo - sia gli strumenti necessari all’operazionè. L’aspetto di questo strumento è quello di un tubo trasparente di plastica morbida all’interno del quale è contenuto tutto il necessario perchè i chirurghi possano portare a termine l’operazione di volta in volta necessaria. Anna Fagotti, ginecologa dello stesso Dipartimento, è la prima firmataria di un articolo che sta per uscire sulla rivista internazionale Fertility and Sterility che descrive come la tecnica sia stata utilizzata in tre casi di donne sottoposte ad interventi per asportare cisti ovariche. “Dallo scorso gennaio che nel nostro Dipartimento abbiamo iniziato a sperimentare questa tecnica. Finora, oltre ai tre casi descritti nell’articolo, abbiamo operato altre patologie tubo-ovariche benigne, per un totale di circa una ventina di casi. Questa è la prima volta nel mondo che si usa questa tecnica in ambito ginecologico e finora la cosa che ci fa più piacere è che tutte le pazienti si sono dette molto soddisfatte dei risultati”, spiega Fagotti. Rispetto alle tecniche endoscopiche tradizionali, per le quali erano necessari tre o quattro “buchi”, grazie a questo nuovo strumento è possibile utilizzare un unico accesso, che di solito viene praticato attraverso l’ombelico: una cicatrice naturale che dunque garantisce un risultato estetico senza precedenti, oltre che un controllo eccezionale del dolore post operatorio. “Manca ancora una valutazione obiettiva e scientificamente solida di questo parametrò, spiegano ancora Scambia e Fagotti, “e noi ci stiamo lavorando. Ma dai dati che abbiamo raccolto sinora con le nostre pazienti, il dolore sembra decisamente meno e il recupero migliore. Appare ragionevole pensare, infatti, che la causa del dolore sia associata al numero di incisioni a livello peritoneale: visto che noi ne facciamo una sola, è senz’altro probabile che il dolore sia effettivamente inferiore che nelle pazienti operate con tecniche endoscopiche tradizionali e il recupero più rapido”.
FONTE: Agi.it Salute
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FONTE: Agi.it Salute
14 giugno, 2009
Parte a Milano la "Diabetes Junior Cup"!
E' la malattia cronica piu' diffusa tra i bambini: in Italia su piu' di 200mila pazienti, sono 14mila quelli tra 0 e 18 anni e una "co-terapia" è l'attività sportiva, anzi la Coppa Italia della Diabetes Junior Cup che partita il 7 giugno da Roma farà tappa domani a Milano e il 5 luglio a Coverciano per la finale. Si tratta del diabete di tipo 1 che e' in costante aumento con un allarmante tasso di crescita annuale del 5% nei bambini di eta' pre-scolare, del 3% in quelli di eta' scolare e negli adolescenti. Ora la Coppa Italia della Diabetes Junior vede ragazzi tra 6 e 18 anni giocare al calcio e per farlo impiegano le terapie piu' recenti e tecnologicamente all'avanguardia come il microinfusore di insulina ed i sistemi integrati di infusione e monitoraggio continuo della glicemia. Il torneo è ad eliminazione diretta dei giovanissimi diabetici per la selezione di due squadre di "piccoli azzurri" di 6-12 e di 13-18 anni che rappresenteranno l'Italia, sfidando in agosto i coetanei europei a Ginevra. Domani al Centro Sportivo Vismara di Milano si giocheranno tutte le partite di 20 minuti l'una e poi la premiazione. Il sogno dei giovani partecipanti e' far parte dei circa 200 ragazzi da tutta Europa che si sfideranno per il Terzo Campionato Europeo di Calcio "Diabetes Junior Cup" il 21 e il 23 agosto allo Stadio Bout-du-monde di Ginevra. Una ottima occasione per fare attività fisica e contribuire alla condivisione delle notizie e della prevenzione per questa terribile malattia. In bocca al lupo a tutti i ragazzi impegnati.
FONTE: Agi.it
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FONTE: Agi.it
Nasce Dottnet, il primo social network medico-scientifico
Condividere esperienze, informazioni e conoscenze scientifiche: questo l'obiettivo di "Dottnet", il primo social network medico-scientifico. Il nuovo sito web riservato ai professionisti del settore sanitario quali medici, farmacisti e infermieri è già attivo all'indirizzo http://www.dottnet.it. Il sito consente all'utente di navigare in maniera veloce, inviando notizie e commentando articoli, ma non appare riservato anche a studenti e semplici appassionati, a garanzia di professionalità la registrazione richiede infatti anche il numero di iscrizione all'albo. Una volta eseguita la registrazione il sito appare simile a una sorta di "facebook col camice bianco" ma, al contrario di facebook, molto più serio e professionale sia nella grafica che ovviamente nei contenuti. Il numero di persone iscritte appare attualmente abbastanza ridotto, anche a causa della relativa giovinezza del sito stesso, nato da pochissimo. Il progetto, che conta sulla consulenza di un vasto numero di professionisti, è certificato e l'accesso è ristretto ma gratuito.
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Influenza suina: primo decesso in Europa,
Il virus H1N1 miete la prima vittima europea. E' morto oggi in un ospedale scozzese un uomo di 41 anni che era stato ricoverato qualche giorno fa per complicazioni respiratorie severe, stando a quanto riferito dalle autorità sanitarie locali citate dalla BBC e dall'agenzia Press Association. Prima dell'annuncio odierno, il morbo aveva ucciso 145 persone, 108 delle quali in Messico. Gli altri decessi si sono avuti in Canada, Cile, Colombia, Cosa Rica, Guatemala, Repubblica dominicana e Stati Uniti. Intanto ieri le autorità sanitarie canadesi hanno riferito di 540 nuovi casi accertati di nuova influenza. Il totale nazionale del paese della foglia d'acero supera i 3.500 casi. L'agenzia della sanità ha pubblicato il suo ultimo bilancio dei casi confermati in laboratorio che ammontano ormai a 3.515, tra i quali si contano quattro morti e 182 ricoveri in ospedale.
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11 giugno, 2009
Influenza suina: riunione urgente dell'OMS a causa dei nuovi decessi avvenuti in Australia
L'OMS ha convocato a Ginevra per stamane un incontro d'emergenza per discutere della nuova influenza, o influenza suina, per rispondere alle voci che vorrebbero un'imminente dichiarazione di pandemia da parte dell'Organizzazione mondiale della sanità, preoccupata dopo i nuovi casi ricoverati in rianimazione e piuttosto seri segnalati ieri in Australia. Lo riporta il sito della BBC. Anche a Hong Kong la situazione appare critica: chiuse scuole e asili per due settimane. L'ultima pandemia risale al 1968, e partì proprio da Hong Kong, e uccise un milione di persone in tutto il mondo. Attualmente, il mondo si trova alla fase di allerta pandemica cinque, penultimo scalino della scala. Secondo gli ultimi dati, i casi segnalati sono saliti a 27.727 (di cui 141 mortali) in 74 Paesi.
FONTE: varie testate online nazionali
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FONTE: varie testate online nazionali
10 giugno, 2009
Varie: smettere di fumare prima è meglio, in Usa traumi da pc, insonnia da cervello iperattivo, aree cerebrali della madre specifiche per il pianto
Ecco per voi un pò di notizie (quest'oggi particolarmente curiose) trovate dalla rete:
[1] Novità importante per i fumatori e per chi vuole faticosamente provare a smettere tramite i rimedi comuni come gomme e cerotti. Secondo uno studio pubblicato dagli Archives of Internal Medicine si è appurato come il cominciare a masticare una gomma alla nicotina, dimezzando al contempo il numero di sigarette che si fumano nelle 4 settimane prima del giorno fissato come data target in cui si smetterà di fumare, non è un sistema più efficace rispetto a iniziare a usare i sostituti della nicotina direttamente dal giorno in cui si chiude con le sigarette. Tradotto: prima è meglio. I dati sono stati confermati da uno studio statistico condotto dal Dr. Jean-Francois Etter, della Università di Ginevra, in Svizzera, su un campione di 314 adulti che fumavano almeno 15 sigarette al giorno (e in media 23,7).
[2] Una causa dell'insonnia potrebbe essere il cervello troppo attivo, per disfunzione neurochimica. Lo rivela uno studio in cui è dimostrato statisticamente come negli individui che soffrono di insonnia notturna il principale neurotrasmettitore inibitore dei neuroni, l'acido gamma-aminobutirrico, è ridotto di quasi il 30%. Condotto da John Winkelman del Brigham and Women's Hospital, presso la Harvard Medical School di Boston, lo studio potrebbe svelare una causa dell'insonnia primaria, quella non riconducibile a nessuna chiara causa.
[3] Ogni mamma ha una particolare sensibilità per il pianto del suo bebè e lo riconosce al primo gemito. Uno studio su topi mostra che questo potere dipende dalla maggiore capacità del cervello materno di captare il pianto del cucciolo rispetto a quello di femmine non mamme. Nella corteccia uditiva delle mamme i neuroni reagiscono diversamente rispetto a quelli del cervello di femmine vergini, forse per cambiamenti che insorgono in gravidanza.
[4] Strana America, anche nell'utilizzo del pc. Un rapporto sull'American Journal of Preventive Medicine mostra come negli Stati Uniti il numero di lesioni acute riportate da un utilizzo scorretto del computer è cresciuto del 732% in 13 anni, cioè tra il 1994 e il 2006. Gli incidenti più comuni e particolarmente curiosi riguardano l'inciampare ai fili del pc e la caduta addosso del monitor, gettonati anche la classica scossa elettrica da pc scoperto e ovviamente i danni riportati da postura scorretta (es. scogliosi e tunnel carpali). Particolarmente significativo il dato statistico di come i bambini siano fra i soggetti più esposti a causa delle lunghe ore passate al pc senza alcun controllo da parte dei genitori, e il fatto che gli infortuni spesso sono correlati con traumi riportati alla testa e al collo.
FONTE: vari siti internet
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[1] Novità importante per i fumatori e per chi vuole faticosamente provare a smettere tramite i rimedi comuni come gomme e cerotti. Secondo uno studio pubblicato dagli Archives of Internal Medicine si è appurato come il cominciare a masticare una gomma alla nicotina, dimezzando al contempo il numero di sigarette che si fumano nelle 4 settimane prima del giorno fissato come data target in cui si smetterà di fumare, non è un sistema più efficace rispetto a iniziare a usare i sostituti della nicotina direttamente dal giorno in cui si chiude con le sigarette. Tradotto: prima è meglio. I dati sono stati confermati da uno studio statistico condotto dal Dr. Jean-Francois Etter, della Università di Ginevra, in Svizzera, su un campione di 314 adulti che fumavano almeno 15 sigarette al giorno (e in media 23,7).
[2] Una causa dell'insonnia potrebbe essere il cervello troppo attivo, per disfunzione neurochimica. Lo rivela uno studio in cui è dimostrato statisticamente come negli individui che soffrono di insonnia notturna il principale neurotrasmettitore inibitore dei neuroni, l'acido gamma-aminobutirrico, è ridotto di quasi il 30%. Condotto da John Winkelman del Brigham and Women's Hospital, presso la Harvard Medical School di Boston, lo studio potrebbe svelare una causa dell'insonnia primaria, quella non riconducibile a nessuna chiara causa.
[3] Ogni mamma ha una particolare sensibilità per il pianto del suo bebè e lo riconosce al primo gemito. Uno studio su topi mostra che questo potere dipende dalla maggiore capacità del cervello materno di captare il pianto del cucciolo rispetto a quello di femmine non mamme. Nella corteccia uditiva delle mamme i neuroni reagiscono diversamente rispetto a quelli del cervello di femmine vergini, forse per cambiamenti che insorgono in gravidanza.
[4] Strana America, anche nell'utilizzo del pc. Un rapporto sull'American Journal of Preventive Medicine mostra come negli Stati Uniti il numero di lesioni acute riportate da un utilizzo scorretto del computer è cresciuto del 732% in 13 anni, cioè tra il 1994 e il 2006. Gli incidenti più comuni e particolarmente curiosi riguardano l'inciampare ai fili del pc e la caduta addosso del monitor, gettonati anche la classica scossa elettrica da pc scoperto e ovviamente i danni riportati da postura scorretta (es. scogliosi e tunnel carpali). Particolarmente significativo il dato statistico di come i bambini siano fra i soggetti più esposti a causa delle lunghe ore passate al pc senza alcun controllo da parte dei genitori, e il fatto che gli infortuni spesso sono correlati con traumi riportati alla testa e al collo.
FONTE: vari siti internet
Ricerca inglese scopre geni su cromosoma 6 e cromosoma 9 correlati allo sviluppo dei caratteri sessuali secondari in pubertà
Secondo uno studio inglese pubblicato su "Nature Genetics", condotto dal team di studiosi della Peninsula Medical School la pubertà femminile sarebbe regolata nei suoi ritmi da due geni specifici posizionati nei cromosomi 6 e 9. Questi sarebbero i responsabili diretti della comparsa del menarca e potrebbero consentire un passo in avanti nella determinazione dell'età dello sviluppo di ragazzi e ragazze, aiutando a prevenire anche le malattie cui siamo più a rischio in età fertile, anche se, come ricordano i ricercatori stessi, la propensione alle malattie dipende poi anche da altri fattori che sovrastano gli effetti di un singolo gene, come l'esercizio fisico, la corretta alimentazione, ma anche la provenienza geografica.
È stato anche considerato il rapporto tra l'età dell'arrivo della prima mestruazione e l'indice di massa corporea nonché il peso delle ragazze in periodo di pubertà, confermando che, come era già noto, le ragazze più basse e soprappeso tendono a svilupparsi prima rispetto alle longilinee. Inoltre chi ha uno sviluppo precoce tende poi a mantenere un indice di massa corporea più alto della media nella vita.
Infine il gene pare correlato anche con lo sviluppo precoce del seno per le femmine e l'arrivo della prima peluria e dei cambiamenti di voce per i maschi
FONTE: Molecularlab.it
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È stato anche considerato il rapporto tra l'età dell'arrivo della prima mestruazione e l'indice di massa corporea nonché il peso delle ragazze in periodo di pubertà, confermando che, come era già noto, le ragazze più basse e soprappeso tendono a svilupparsi prima rispetto alle longilinee. Inoltre chi ha uno sviluppo precoce tende poi a mantenere un indice di massa corporea più alto della media nella vita.
Infine il gene pare correlato anche con lo sviluppo precoce del seno per le femmine e l'arrivo della prima peluria e dei cambiamenti di voce per i maschi
FONTE: Molecularlab.it
Cambridge: ricercatori svelano il ruolo del microRNA nelle patologie retiniche
I ricercatori del Trinity College di Dublino e del Sanger Institute di Cambridge (Regno Unito) guidati da Arpad Palfi e Jane Farrar hanno pubblicato sulla rivista "Genome Biology" i risultati della ricerca con la quale svelano il ruolo del microRNA nelle patologie retiniche, e che potrebbe aprire la strada a nuove terapie.
I ricercatori hanno utilizzato topi ingegnerizzati in modo da sviluppare una forma di retinite pigmentosa (RP) simile a quella umana e grazie a questo modello si è potuto verificare l'ipotesi della presenza di deficit di espressione del microRNA nello sviluppo della patologia. In particolare si sono evidenziate differenze nell'espressione di nove microRNA nelle retine del topo mutante rispetto a quelle del topo di tipo naturale. Questi microRNA sono in grado di regolare i geni implicati nelle patologie della retina e i geni che codificano per componenti coinvolte nella morte cellulare e nei processi intracellulari. Jane Farrar del Trinity College di Dublino spiega "I risultati dello studio suggeriscono che l'espressione del miRNA è perturbata durante la degenerazione della retina.
La modulazione dell'espressione del microRNA retinico rappresenta una possibile via terapeutica futura per le retinopatie come la retinite pigmentosa"
Colpendo più di un milione di persone in tutto un mondo la retinite pigmentosa è la forma ereditaria più comune di degenerazione della retina, causata dalla progressiva morte cellulare del fotorecettori, sino alla cecità.
FONTE: Molecularlab.it
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I ricercatori hanno utilizzato topi ingegnerizzati in modo da sviluppare una forma di retinite pigmentosa (RP) simile a quella umana e grazie a questo modello si è potuto verificare l'ipotesi della presenza di deficit di espressione del microRNA nello sviluppo della patologia. In particolare si sono evidenziate differenze nell'espressione di nove microRNA nelle retine del topo mutante rispetto a quelle del topo di tipo naturale. Questi microRNA sono in grado di regolare i geni implicati nelle patologie della retina e i geni che codificano per componenti coinvolte nella morte cellulare e nei processi intracellulari. Jane Farrar del Trinity College di Dublino spiega "I risultati dello studio suggeriscono che l'espressione del miRNA è perturbata durante la degenerazione della retina.
La modulazione dell'espressione del microRNA retinico rappresenta una possibile via terapeutica futura per le retinopatie come la retinite pigmentosa"
Colpendo più di un milione di persone in tutto un mondo la retinite pigmentosa è la forma ereditaria più comune di degenerazione della retina, causata dalla progressiva morte cellulare del fotorecettori, sino alla cecità.
FONTE: Molecularlab.it
Ricercatore italiano scopre "l'origine del sangue": tutto nasce dal "shear stress" del primo battito del cuore...
È stato un giovane ricercatore italiano a far compiere un passo in più verso la produzione di sangue artificiale e la cura di leucemie, linfomi e talassemie. È grazie allo studio compito da Luigi Adamo, pubblicato su Nature e rilanciato in Italia da "Le Scienze web news" se sappiamo che è il primo battito del cuore a originare la formazione del sangue. Proprio il battito nell'embrione il movimento di fluido all'interno dei vasi sanguigni genera uno stimolo meccanico che induce la formazione dei primi precursori del sangue. Il ricercatore italiano in forza alla Harvard Medical School grazie al sostegno della Fondazione Armenise-Harvard ha ricevuto il premio del dipartimento di Patologia del "Brigham and Women Hospital" di Boston per la migliore ricerca dell'anno. Adamo e i suoi collaboratori hanno condotto lo studio utilizzando cellule staminali embrionali di topo dimostrando che lo "shear stress" cioè la frizione generata sulla parete dei vasi sanguigni dal movimento di fluido al loro interno, stimola la maturazione del sangue, mentre in mancanza del battito cardiaco e quindi del flusso intravascolare l'embrione non riesce a sviluppare il sangue in maniera appropriata. Ecco perchè il cuore dell'embrione comincia a battere prima che i tessuti abbiano bisogno di essere irrorati dal sangue. Questo lavoro apre le porte alla produzione in laboratorio di sangue artificiale senza necessità di utilizzo di embrioni umani. Le cellule staminali totipotenti si possono infatti ottenere dall'embrione o riprogrammando le cellule adulte. Tutte le cellule del sangue - globuli rossi, globuli bianchi e piastrine - si originano da un'unica cellula: la cellula staminale emopoietica. Questa cellula viene prodotta nelle prime fasi dello sviluppo di un nuovo organismo e garantisce la produzione di sangue per tutta la vita dell'individuo. Considerata questa enorme potenzialità, molti gruppi di ricerca hanno cercato di capire i meccanismi che guidano la nascita di questo tipo particolare di cellula col fine di produrla in laboratorio ed usarla per curare malattie del sangue. Adesso la realizzazione in laboratorio della cellula staminale ematopoeitica e di nuove terapie per la cura di leucemie, linfomi e talassemie è ancora più vicina.
FONTE: Agi.it Salute
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Spagna: primo trapianto al mondo di rene eseguito in laparoscopia
In Spagna è stato eseguito per la prima volta al mondo un trapianto di rene con la laparoscopia. Una donna con insufficienza renale cronica è stata operata nel centro di urologia della Fondazione Puigvert, a Barcellona, con questa tecnica chirurgica che consente di operare attraverso incisioni addominali molto più ridotte: in questo caso, sette centimetri, rispetto ai 20 della chirurgia tradizionale. La paziente ha lasciato l'ospedale a 14 giorni dall'intervento con "una funzione renale regolare", hanno annunciato i medici. L'operazione è durata circa quattro ore, ha spiegato il coordinatore dell'equipe, Antonio Rosales.
La laparoscopia è quella tecnica chirurgica che prevede l'esecuzione di un intervento chirurgico addominale senza apertura della parete. Pionieri nel campo furono i ginecologi tedeschi, in particolare Kurt Semm il quale, oltre ai consueti interventi ginecologici, eseguì, per primo al mondo, un'appendicectomia. Il 12 settembre 1985 Erich Mühe eseguì la prima colecistectomia laparoscopica su una giovane donna.
FONTE: Agi.it Salute
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La laparoscopia è quella tecnica chirurgica che prevede l'esecuzione di un intervento chirurgico addominale senza apertura della parete. Pionieri nel campo furono i ginecologi tedeschi, in particolare Kurt Semm il quale, oltre ai consueti interventi ginecologici, eseguì, per primo al mondo, un'appendicectomia. Il 12 settembre 1985 Erich Mühe eseguì la prima colecistectomia laparoscopica su una giovane donna.
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Nuova tecnica chirurgica per rimozione organi tramite piccola incisura transombelicale.
Asportato per la prima volta al mondo il colon dall'ombelico di due pazienti con una incisione di soli due centimetri. L'intervento è stato eseguito dall'equipe di Chirurgia Generale dei Trapianti nell'Uremico e nel Diabetico di cui è direttore il professor Ugo Boggi, dell'Aoup-Azienda Ospedaliero-Universitaria di Pisa. Un intervento di questa portata, nel senso delle dimensioni della parte d'organo asportata, partendo da una microincisione, finora non era mai stato eseguito al mondo, pur essendo praticata - sia negli Usa che in qualche ospedale italiano - la tecnica chirurgica mininvasiva denominata "single incision laparoscopic surgery" (o "transumbelical single port laparoscopic surgery") per interventi meno complessi su un'area anatomica limitata (es. asportazione della colecisti, del surrene). L'intervento apre quindi nuove frontiere per l'utilizzo di questa metodica anche per patologie complesse e non confinate in uno specifico distretto anatomico ed è stato effettuato nelle scorse settimane su due pazienti, entrambe dimesse dopo 4-5 giorni in buone condizioni di salute. Le due pazienti operate avevano sofferto di ripetuti episodi di diverticolite colica. Al momento attuale, a livello mondiale, sono stati pubblicati solo due casi in cui è stato asportato il sigma, un segmento di colon lungo circa 30 centimetri, con metodica laparoscopica attraverso una singola, piccola, incisione trans ombelicale. Ma i due casi operati a Pisa rappresentano una nuova frontiera chirurgica perchè la parte da asportare era assai più estesa (la compromissione interessava infatti tutto il colon discendente e il sigma). Questi due primi casi mondiali dimostrano che la chirurgia laparoscopica, attraverso una sola incisione, può essere applicata - in casi selezionati - anche al trattamento di patologie "non localizzate" e che anzi coinvolgono più quadranti dell'addome.
FONTE: Agi.it Salute
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Oxford: scoperta proteina “integrina” che blocca la diffusione di metastasi verso i tessuti cerebrali
Una nuova tecnica capace di bloccare la diffusione delle cellule cancerogene nel cervello è stata scoperta da scienziati dell'Università di Oxford, Inghilterra. La tecnica, esposta in uno studio pubblicato su PLoS ONE, è in grado di impedire alle cellule tumorali di diffondersi all'interno dei tessuti cerebrali, bloccando loro il nutrimento. "La chiave" spiega il direttore della ricerca, il dottor Shawn Carbonell "è una proteina chiamata integrina, che si trova sulla superficie delle cellule tumorali. Questa proteina permette alle cellule di attaccarsi ai vasi sanguini e ricevere le sostanze nutritive necessarie per la sopravvivenza. Bloccando l'integrina tramite farmaci specifici, possiamo evitare che queste cellule si nutrano e si diffondano all'interno del cervello". Le metastasi cerebrali sono molto comuni nei pazienti affetti da tumore. Nella maggior parte dei casi, una volta che il tumore si diffonde al cervello non c'è più speranza: anche con un trattamento tempestivo, la sopravvivenza media non supera i 9 mesi. "Abbiamo scoperto - spiega Carbonell - che le cellule metastatiche cerebrali nel 95 per cento dei casi cominciano a crescere attorno alle pareti dei vasi sanguinei del cervello, e non attorno alle cellule nervose. Successivamente ci siamo resi conto che rimuovendo la proteina integrina, le cellule tumorali smettevano di attaccarsi ai vasi sanguinei, e quindi di crescere. In pratica, non possono stabilirsi nel cervello e fare danni. Questa scoperta ci offre maggiore comprensione delle dinamiche con le quali i tumori si sviluppano, e nuove opportunità per elaborare terapie e trattamenti mirati per rallentarne la crescita".
FONTE: Agi.it Salute
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08 giugno, 2009
Briciole di Medicina (6° Puntata) – Le IDS o "Immunodeficienze Secondarie"
- da infezioni virali
- da farmaci
- neonatale
- da senescenze
- da sindrome di down
- da dismetabolismo come diabete uremia, disendocrinopatie
- da malnutrizione
- da patologie protido-disperdenti (enteriche e renali)
- da stress chirurgico
- da ustioni e traumi
- da emolinfopatie e tumori solidi
- da splenectomia
In generale il quadro clinico è meno grave rispetto al quadro osservato nelle immunodeficienze primitive e correla al grado di gravità della entità secondaria che pregiudica il funzionamento del sistema immunitario. Una caratteristica che differenzia le IDS dalle IDP consiste nella potenziale reversibilità che si osserva nei casi in cui è possibile rimuovere l’evento patologico che ha causato la immunodeficienza.
I criteri per la diagnosi di IDS sono in gran parte clinici sebbene in alcuni casi è possibile effettuare delle indagini specifiche di laboratorio per individuare la presenza di alcune forme specifiche di IDS. In generale i criteri clinici indicativi si basano su caratteristiche frequentemente presenti quali infezioni croniche e ricorrenti, una eziologia inusuale delle stesse infezioni (dovute per esempio ad agenti patogeni), una incapacità di avere una completa guarigione duratura nel tempo, la presenza di una incompleta risposta a un trattamento antibiotico di solito efficace. Vi sono poi delle evidenze cliniche che sono molto meno sospette e la cui comparsa è assolutamente variabile, quali: rush cutaneo, eczema, candidiosi, ascessi, diarrea, ritardo nella crescita, epatosplenomegalia, segni di autoimmunità, osteomielite, anomala reattività o inadeguata efficacia delle vaccinazioni, ect.
I test di screening del sistema immunitario più normalmente usati per individuare una IDS si basano sui seguenti test:
Test di immunità umorale
Determinazione dei livelli serici di IgG, IgA e IgM,
Titolo isoemoagglutinine anti-A e anti-B
Test di Shick cioè valutazione della risposta specifica IgG al tossoide tetanico
Test di immunità cellulomediata
Conta assoluta dei globuli bianchi con formula leucocitaria
Reattività cutanea ritardata ad antigeni ubiquitari
Test sui fagociti
NBT e chemiluminescenza (misurazione del metabolismo dei neutrofili)
Vi sono poi test più specifici che vengono però usualmente fatti solo nel caso in cui si voglia studiare in modo più approfondito le caratteristiche della IDS riscontrata.
Nel corso delle IDS si riscontra un’aumentata incidenza di episodi infettivi e di neoplasie. E’ opportuno ricordare che agenti patogeni fra loro differenti possono attivare diversi compartimenti del sistema immunitario e pertanto in base al tipo di agente patogeno riscontrato è possibile ipotizzare l’esistenza di un difetto a carico di un particolare compartimento. Per esempio l’esistenza di infezioni ricorrenti o croniche sostenute da batteri extracellulari suggerisce che l’immunodeficienza sia dovuta a un deficit a carico dell’immunità umorale e delle cellule fagocitarie, mentre infezioni ricorrenti e croniche sostenute da batteri endocellulari o da virus sono da riferire a un difetto prevalente dell’immunità cellulo-mediata e della produzione di interferoni.
Precisamente è possibile riassumere il tutto cosi:
Infezione da batteri extracellulari => Meccanismi di difesa quali anticorpi, fagocitosi neutrofila e complemento => ID possibili sono deficit dell’immunità umorale, difetti dei fagociti o neutropenie, deficit del complemento.
Infezioni da batteri endocellulari, protozoi e funghi => Meccanismi di difesa quali anticorpi, fagocitosi neutrofili e macrofagica, linfociti T CD8 e linfociti NK => ID possibili sono dovuti a deficit di macrofagi, difetti dei neutrofili o neutropenie, deficit dell’immunità cellulo-mediata, ipogammaglobulinemie
Infezioni da virus => Meccanismi di difesa quali anticorpi, linfociti T CD8 e linfociti NK, produzione di interferone => ID possibili sono dovuti a deficit dell’immunità cellulo-mediata, ipogammaglobulinemie, deficit della produzione di interferone
IDS E VIRUS
Numerosi virus possono rappresentare il punto di partenza di una IDS perché si instaura un circolo vizioso per cui un maggiore deficit immunitario provoca una intensificazione della infezione virale la quale a sua volta aggrava il quadro di deficit immunitario. Il ruolo preminente nella eradicazione dell’infezione virale è svolto dai linfociti T citotossici e dai linfociti NK sia per azione diretta e sia per azione indiretta come produttori di citochine quali soprattutto interferone alfa e beta che hanno un’azione antivirale diretta e non specifica per virus, in quanto inibiscono la replicazione virale nelle cellule infettate, e l’interferone gamma che ha una azione antivirale indiretta in quanto potenzia l’azione dei linfociti NK e dei macrofagi.
L’immunità umorale svolge un ruolo soprattutto di tipo protettivo grazie alle IgA che proteggono gli epiteli e grazie alle IgG che neutralizzano il virus, e grazie al complemento che ne favorisce la rimozione mediante opsonizzazione. Alcuni virus sono in grado di instaurare dei IDS grazie a particolari forme di attacco aggressivo diretto verso le cellule immunitarie, quindi la IDS che si instaura in tali casi non è secondaria alle infezioni quanto a una vera azione diretta del virus.
Sono essenzialmente 5 i virus descrivibili:
Virus del morbillo: => è un virus a RNA che blocca in G1 il ciclo cellulare
Citomegalovirus (CMV) => è un virus a DNA che agisce riducendo la sintesi di IL-1 e IL-2 e causando un deficit funzionale di monociti, macrofagi, cellule NK e linfociti T citotossici e linfociti B. Inoltre riduce l’espressione di molecole HLA di classe 1 con diminuito riconoscimento delle cellule infettate.
Virus Epstein-Barr (EBV) => è un virus a DNA che infetta i linfociti B e causa una loro attivazione policlonale, causa un deficit funzionale dei linfociti T e dei linfociti B, riduce l’espressione delle molecole di adesione sulla superficie di tali cellule causando una forte linfocitosi.
Virus Adenovirus => è un virus a DNA che infetta le cellule causando una ridotta espressione di molecole HLA di classe I.
Virus HIV => è un retrovirus ma causa una IDS particolare trattata a parte.
IDS E FARMACI
Numerosi tipi differenti di farmaci possono indurre immunodepressione iatrogena.
I farmaci alchilanti (ciclofosfamide, clorambucil, melphalan) impediscono la replicazione del Dna e sono efficaci nella soppressione della proliferazione linfocitaria. L’azione degli alchilanti si traduce in una ridotta risposta proliferativa in vitro dei T linfociti se esposti ad antigeni e mitogeni e inoltre si traduce in una ridotta reattività cutanea in vivo ai test di ipersensibilità ritardata. Terapia prolungate possono determinare una riduzione dei livelli sierici di immunoglobuline.
Il metotrexate, gli alcaloidi vegetali come la vincristina e la vimblastina nonché la L-asparaginasi interferiscono con le cellule che si trovano in una determinata fase del ciclo cellulare determinando un blocco della riutilizzazione dei folati (metotrexate) e della sintesi di DNA. Gli antagonisti delle purine come azatioprina e la –mercaptopurina sono anch’essi dei farmaci inibitori della sintesi di DNA.
I corticosteroidi inducono linfopenia e monocitopenia con leucocitosi per effetto della ridistribuzione del pool circolante di leucociti e dell’aumento della proliferazione di neutrofili. La somministrazione cronica di corticosteroidi ha un effetto antinfiammatorio che causa anche una marcata riduzione della resistenza a infezioni. In particolare pazienti sottoposti a prolungata terapia antinfiammatoria rischiano maggiormente di contrarre Herpes Zooster. E’ opportuno sottolineare che l’uso di tali farmaci “a giorni alterni” riduce il grado di compromissione del sistema immunitario.
La ciclosporina A (CsA) è un polipeptide ciclico con effetti immunosoppressori, è utilizzato nella prevenzione e nel trattamento del rigetto di trapianti d’organo e nel trattamento di molteplici malattie autoimmuni e infiammatorie. La somministrazione di questo farmaco causa una inibizione della sintesi di citochine dai T linfociti e la liberazione di mediatori della flogosi. Analogo effetto è attuato dal farmaco conosciuto con la sigla FK-506.
Molti farmaci non immunosoppressori possono provocare una alterazione su alcuni parametri immunitari. Ad esempio l’aspirina, i farmaci FANS e la rifampicina, alcune tetracicline, la clorochina, il cloramfenicolo, il fenilbutazone, alcuni contraccettivi orali e alcuni antiepilettici possono interferire con alcuni aspetti dell’immunità umorale causando una variazione significativa della quantità di immunoglobuline prodotte per ciascuna classe anticorpale.
IDS E NEONATI O PREMATURI
Nel neonato prematuro esiste una fisiologica condizione di immunodeficienza di tipo multifattoriale: il prematuro si può considerare un immunodepresso e l’ID sarà tanto più accentuata quanto più bassa è l’età gestazionale. Anche nel neonato a termine è documentabile un’immaturità del sistema immunitario che si associa talvolta a un’aumentata incidenza di infezioni batteriche e limitazione all’isotipo IgM della risposta immunitaria agli antigeni proteici. In particolare il neonato ha una diminuita resistenza agli streptococchi del gruppo B, all’haemophilus influenzae e all’herpes simplex di tipo 2. L’aumentata suscettibilità alle infezione è attribuibile alla fisiologica mancanza di esperienza antigenica e all’immaturità cellulo-mediata e umorale. Le IgG del neonato sono per la maggior parte di origine materna: passano la placenta a partire dalla sedicesima settimana e sono trasferite poi per la maggior parte con un meccanismo di trasporto attivo durante le ultime quattro settimane di gestazione. Pertanto i nati pre-termine hanno una concentrazione di IgG sieriche tanto più bassa quanto minore è l’età gestazionale. Alla nascita le secrezioni sono virtualmente prive di IgA secretorie che cominciano a comparire intorno al terzo mese di vita aumentando lentamente fino a raggiungere i valori dell’adulto tra il quinto e il sesto anno di vita. Nel lattante l’assenza di IgA secretorie a livello della mucosa gastrointestinale viene compensata dall’apporto di IgA con il colostro e il latte materno. Il colostro contiene circa 1 g/dl di IgA mentre il latte materno ne contiene circa 0,1 g/dl. Le IgA sono presenti anche nel latte vaccino ma vengono denaturate da procedimenti di sterilizzazione del latte. Molti altri fattori immunitari e non immunitari presenti nel latte materno hanno una funzione protettive poiché statisticamente i neonati allattati al seno hanno una minore probabilità di contrarre infezioni soprattutto gastroenteriche. Globalmente quindi la risposta immunitaria e infiammatoria del neonato è depressa, in corso di infezioni la risposta febbrile è debole, manca la leucocitosi, non vi è aumento della velocità di eritrosedimentazione mentre è presente un incremento dei valori di proteina C reattiva. Nel neonato i test cutanei di ipersensibilità ritardata sono molto depressi. Tutte le anomalie fin qui descritte si accentuano nel prematuro.
IDS E ANZIANI
Statisticamente si è appurato che a partire dai 70 anni in poi i soggetti anziani presentano un aumentata suscettibilità alle infezioni (in particolar modo agli epiteli dell’apparato urinario e respiratorio) e a neoplasie (la senescenza immunitaria è uno dei fattori influenti ma non l’unico). Tale fenomeno è attribuibile in parte alle alterazioni a cui il sistema immunitario va incontro durante l’invecchiamento. Questi fenomeni sono riassumibili in tal modo:
Immunità cellulo-mediata
Diminuita capacità di risposta a neoantigeni
Diminuita attività dei linfociti T
Diminuita risposta proliferativa linfocitaria
Diminuita produzione citochinica e in particolare di IL-2
Riduzione dei precursori midollari
Immunità umorale
Aumento della attivazione policlonare di linfociti B
Aumento della frequenza di sviluppo di patologie autoimmunitario
Aumento della frequenza di sviluppo di gammapatie monoclonali
Aumento della frequenza di comparsa di autoanticorpi (funzione Scavenger)
Diminuita risposta anticorpale ai vaccini
Diminuita secrezione di IgA sulle mucose
Diminuita densità di recettori di superficie dei Linfociti B
Aumento dei linfociti B con marker CD5+, coinvolti nei fenomeni autoimmunitari
Immunità tramite fagociti e monociti-macrofagi
Diminuita chemiotassi e fagocitosi
Diminuita produzione di IL-1 e di fattori come GM-CSF
IDS E SINDROMI GENETICHE COME LA S. DI DOWN
Nella sindrome di Down (trisomia del 21) si verifica un invecchiamento precoce del sistema immunitario con elevata suscettibilità a processi infettivi, autoimmuni e a neoplasie. Il difetto immunitario interessa soprattutto l’immunità cellulo-mediata. In questi pazienti vi è un difetto nella reattività cutanea di tipo ritardato ad antigeni ubiquitari e una ridotta proliferazione dei linfociti indotta in vitro da mitogeni. Tali alterazioni possono essere di grado variabile e sono in gran parte dovute a una precoce involuzione del timo.
IDS E DISENDOCRINOPATIE
I pazienti affetti da diabete mellito hanno una aumentata incidenza degli episodi infettivi a carico della cute e dell’apparato urinario con una diminuizione della risposta anticorpale alle vaccinazioni. Nel corso della malattia, se non adeguatamente controllata, si possono presentare infezioni dovute a: ficomiceti (polmoniti, enteriti, ascessi epatici e meningoencefaliti), enterobatteri (meningiti), enterococchi (meningiti), stafilococco (follicoliti, celluliti necrotizzanti), streptococco (celluliti necrotizzanti, erisipela che sarebbe un’infezione acuta del derma), candida (onicomicosi che sarebbe in pratica un’infezione della lamina delle unghie), pseudomonas (otiti), clostridi (colangiti e colecistiti necrotizzanti), altri germi vari di tipo gram negativo o di tipo gram positivo. Tutte queste infezioni possono verificarsi perché nel corso di diabete non controllato si ha una riduzione dell’efficacia del complemento, un deficit dei fagociti, un deficit dell’attività delle cellule NK e dei fagociti, un deficit dell’attività dei linfociti T (sia CD4 che CD8) e una ridotta produzione di IL-2.
I pazienti con insufficienza renale cronica manifestano una diminuita resistenza alle infezioni e una ipoergia o anergia cutanea ai test di ipersensibilità ritardata. Le alterazioni dell’immunità in corso di uremia sono soprattutto a carico dell’immunità cellulomediata e sono dovute a un’atrofia timica con linfopenia, deficit sia quantitativo che funzionale dei linfociti T, cellule NK e deficit funzionale dei linfociti B. Si ha inoltre un deficit di chemiotassi, fagocitosi e killing di monociti, macrofagi e granulociti neutrofili.
Nella malattia di Cushing si descrive un deficit dell’immunità dovuto all’eccessiva produzione di ormoni corticosteroidi e che coinvolge principalmente l’immunità cellulare. Tale deficit si può presentare talvolta anche nei soggetti affetti da tireopatie autoimmuni.
IDS E MALNUTRIZIONE
I disturbi nutrizionali arrecano sempre dei danni temporanei al sistema immunitario. Un tipico esempio si osserva nei paesi sottosviluppati dove certe malattie, come il morbillo, presentano ancora un’alta mortalità che viene garantita dallo stato di malnutrizione in cui versano i bambini colpiti in quelle aree. Nei paesi industrializzati possono verificarsi condizioni di grave malnutrizione secondarie a anoressia e a malattie gastroenteriche, cardiopatie, emato-oncologiche, eccetera. In linea di massima si può osservare come una carenza di:
Proteine => si ha ipogammaglobulinemia con ridotta sintesi di IgA secretorie e ridotta attività complementare, una ridotta chemiotassi, fagocitosi e killing dei granulociti neutrofili, una ridotta proliferazione linfocitaria visibile dalla ridotta risposta proliferativa ad antigeni e mitogeni.
Vitamina B6 => si ha una ridotta produzione di ormoni timici e quindi un deficit dell’immunità cellulo-mediata.
Vitamina A => Si ha un difetto della sintesi di glicoproteine dei linfociti con un danno all’immunità cellulo-mediata, inoltre si ha un danno agli epiteli con contemporaneo deficit di IgA secretorie
Zinco => Si ha una degenerazione del timo con una riduzione della sintesi di ormoni timici, si ha un deficit dell’immunità cellulo-mediata.
Ferro => Si ha una degenerazione del timo con un deficit dell’immunità cellulo-mediata, si ha una riduzione dei livelli sierici di Immunoglobuline e un deficit dell’attività dei linfociti NK e un deficit della fagocitosi.
Rame => si ha un deficit dell’immunità cellulo-mediata e dei livelli sierici di Ig, con carenza di IgA secretorie
Acidi Grassi => si ha una ridotta efficacia dell’attività umorale
IDS E ORMONI E NEUROPEPTIDI
In linea di massima, si possono osservare questi dati:
Aumento della produzione di anticorpi => TSH e Sostanza P
Riduzione della produzione di anticorpi => ACTH, Endorfina, VIP
Aumento dell’attività dei Linf. T => Sostanza P
Diminuizione dell’attività dei Linf. T => Vip, Somatostatina, Ormone Somatrotopo, Prolattina
Aumento dell’attività dei Linf. B => Ormone ACTH Adrenocorticotropo
Aumento attività Linfociti NK e Neutrofili => Sostanza P
Riduzione attività Linfociti NK e Neutrofili => VIP
IDS E STRESS CHIRURGICO
Una delle più temibili complicanze degli interventi chirurgici consiste dalle infezioni batteriche postoperatorie. La principale causa è da ricercare nelle soluzioni di continuo attuate alla cute. Tuttavia, si ha anche una immunodeficienza secondaria di grado variabile e caratterizzata dalla transitorietà: insorge dopo poche ore dall’intervento e si attenua dopo circa 2 settimane dalla risoluzione dello stesso. E’ probabile che ciò si spieghi con un’alterazione dell’equilibrio citochinica dell’organismo (laddove aumentano IL-6 e TNF mentre si riduce la produzione delle altre citochine), da un’aumentata attività dei linfociti T suppressor e da una ridotta funzionalità dei neutrofili. Tale alterazione dell’equilibrio immunitario si spiega con una serie numerosa di fattori: alterazioni dell’omeostasi neuro-endocrini, attivazione dell’endotelio vasale, attivazione della cascata complementare e della coagulazione, aumentata produzione di prostaglandine e leucotrieni, produzione di peptidi sierici ad attività soppressoria, utilizzo di farmaci e anestetici, eccetera.
Si deve inoltre osservare come i pazienti con estese ustioni possiedono una brusca riduzione delle immunoglobuline sieriche e dei linfociti circolanti con anergia cutanea ai test di ipersensibilità ritardata.
IDS E TUMORI
Le infezioni in corso di tumore rappresentano la principale causa di mortalità nei pazienti neoplastici con un’incidenza che nei pazienti portatori di tumori solidi e linfomi supera il 50% e nei pazienti affetti da leucemia supera il 75%. L’immunodepressione che si associa alle neoplasie maligne e alle malattie linfoproliferative è in gran parte da attribuire a un processo neoplastico e in parte alla chemioterapia in atto. Nelle neoplasie si verrebbe a creare un circolo vizioso in cui la neoplasia è causa di immunofecienza e possibile conseguenza.
IDS E SPLENECTOMIA
Nei pazienti sottoposti a splenectomia (rimozione chirurgica della milza) si osserva un deficit a carico dell’immunità umorale con normali livelli sierici di Ig ma ridotta risposta anticorpale. In particolare la sintesi di IgM è ridotta. In questi pazienti il rischio postoperatorio più importante consiste nelle possibili infezioni da agenti batterici extracellulari, come lo Streptococco.
04 giugno, 2009
Ricevo e pubblico: Murex software e medical live
Sono capitato sul vostro blog durante una ricerca. Volevo segnalarvi se vi interessa un sito una nuova cartella clinica dedicata ai medici dimedicina generale. Si chiama Medical Live ed e' totalmente online, si utilizza cioe' con il browser e il collegamento ad internet .. Vi lascio un articolo che ho scritto per loro, e' sicuramente una cosa unica nel suo genere Saluti da Cristiano, www.bonolo.net
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MUREX SOFTWARE e MEDICAL LIVE L’informatica è ormai da tempo entrata a far parte della quotidianità in ogni studio medico e, bene o male, ogni medico è dotato di una postazione computerizzata con la quale effettua le prescrizioni per i propri pazienti. A questo va aggiunto il fatto che lo sviluppo di servizi web based sempre nuovi procede in modo tumultuoso tanto che il web stesso, che all’origine era essenzialmente solo un grande insieme di informazioni organizzato come un unico ipertesto, poi gradualmente arricchito da contenuti attivi, si va ormai trasformando in una piattaforma dove delocalizzare servizi e operazioni amministrative. E' con questo concetto in testa che Lucia, medico, e Sergio, laureato in informatica, conoscendosi hanno deciso di dare vita alla Murex Software s.p.a iniziando una collaborazione professionale che va avanti da diversi anni con ottimi risultati. Esigenza primaria di Lucia era, infatti, quella di avere nel suo studio un computer con una cartella clinica che non necessitasse di alcuna installazione e che fosse disponibile ovunque oltre che in studio anche in ospedale, all’estero o a casa, ma in particolare che potesse essere condivisa tra i medici associati nella medicina di rete. Nasce cosi' Medical Live un'applicazione web che funziona interamente attraverso il browser del computer, di facile gestione e sempre aggiornata, non richiede interventi di manutenzione da parte del medico e non necessita' di particolari configurazioni per funzionare. Il cuore del software opera su un server remoto e l'accesso e' gestito da sistemi di protezione basati su tre livelli di password; inoltre il crypting dei dati con chiave a 1024 bits, l'utilizzo del protocollo SSL con certificato a 128 bits e sistemi di firewall garantiscono la massima sicurezza sulla gestione, l’archiviazione e la comunicazione dei dati sensibili dei pazienti. La delocalizzazione di un'applicazione come Medical Live e l'architettura dello stesso software permettono la condivisione degli aggiornamenti e delle informazioni in tempo reale: i dati che vengono salvati e organizzati sul server sono immediatamente accessibili e consentono di creare e offrire nuove esperienze virtuali da utilizzare in modo remoto, costituendo una combinazione di potenzialità straordinarie che possono essere sfruttate in maniera proficua. Questa cartella clinica ha, quindi, delle caratteristiche che la rendono unica nel panorama del software utilizzato in ambito sanitario. Dal febbraio 2008, inoltre, esso è stato integrato con il Sistema Informativo Socio Sanitario della Regione Lombardia e questa cartella clinica, utilizzabile completamente tramite internet, è stata la prima ad aver ottenuto tale abilitazione. La crescita di Medical Live ha di fatto aperto un mondo nuovo che gira attorno ad essa e ha dato vita ad ulteriori applicazioni web a supporto del medico di medicina generale. Una di queste e' TAOLive, una web application utile per la gestione dei pazienti in terapia anticoagulante che, oltre a fornire le informazioni di base sulla Terapia Anticoagulante, permette il calcolo del dosaggio settimanale della TAO in funzione del INR con controllo automatico dell’algoritmo di follow-up (n° di volte consecutivo in cui l’INR rimane nel range stabilito), la stampa del referto e la registrazione di tutte le informazioni nello storico dati del paziente. Con Internet, inoltre, si e' sviluppata una nuova opportunità per applicare personalizzate strategie di marketing interattivo. Attraverso Medical Live e TAOLive ad esempio le aziende farmaceutiche hanno la possibilita' di cogliere le opportunità e i benefici offerti dai canali web valorizzando le attività di marketing già presenti in ambito aziendale.Da un’unica postazione remota connessa ad internet, sempre attraverso accesso riservato da password, è possibile aggiornare e cambiare i contenuti delle campagne informative, personalizzare le informazioni visualizzate per ogni singolo medico o gruppo di medici. Con semplici e veloci operazioni e’ possibile gestire le comunicazioni e indirizzare le informazioni in qualunque momento ed in tempo reale, attraverso spazi pubblicitari o pagine informative con video, immagini ecc Se prima gli informatori del farmaco andavano dai medici a proporre i loro prodotti, ora i medici che utilizzano le web application di Murex hanno la possibilita' di ricevere lo stesso messaggio attraverso banner o video messi online in maniera mirata dalla casa farmaceutica che puo’ coordinare ed aggiornare in tempo reale, attraverso un'interfaccia web, la comunicazione e/o promozione di un prodotto o gruppi di prodotti ad un pubblico target dedicato su tutto il territorio nazionale. Maggiori informazioni su di essa si potranno avere visitando il sito www.murex.it
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MUREX SOFTWARE e MEDICAL LIVE L’informatica è ormai da tempo entrata a far parte della quotidianità in ogni studio medico e, bene o male, ogni medico è dotato di una postazione computerizzata con la quale effettua le prescrizioni per i propri pazienti. A questo va aggiunto il fatto che lo sviluppo di servizi web based sempre nuovi procede in modo tumultuoso tanto che il web stesso, che all’origine era essenzialmente solo un grande insieme di informazioni organizzato come un unico ipertesto, poi gradualmente arricchito da contenuti attivi, si va ormai trasformando in una piattaforma dove delocalizzare servizi e operazioni amministrative. E' con questo concetto in testa che Lucia, medico, e Sergio, laureato in informatica, conoscendosi hanno deciso di dare vita alla Murex Software s.p.a iniziando una collaborazione professionale che va avanti da diversi anni con ottimi risultati. Esigenza primaria di Lucia era, infatti, quella di avere nel suo studio un computer con una cartella clinica che non necessitasse di alcuna installazione e che fosse disponibile ovunque oltre che in studio anche in ospedale, all’estero o a casa, ma in particolare che potesse essere condivisa tra i medici associati nella medicina di rete. Nasce cosi' Medical Live un'applicazione web che funziona interamente attraverso il browser del computer, di facile gestione e sempre aggiornata, non richiede interventi di manutenzione da parte del medico e non necessita' di particolari configurazioni per funzionare. Il cuore del software opera su un server remoto e l'accesso e' gestito da sistemi di protezione basati su tre livelli di password; inoltre il crypting dei dati con chiave a 1024 bits, l'utilizzo del protocollo SSL con certificato a 128 bits e sistemi di firewall garantiscono la massima sicurezza sulla gestione, l’archiviazione e la comunicazione dei dati sensibili dei pazienti. La delocalizzazione di un'applicazione come Medical Live e l'architettura dello stesso software permettono la condivisione degli aggiornamenti e delle informazioni in tempo reale: i dati che vengono salvati e organizzati sul server sono immediatamente accessibili e consentono di creare e offrire nuove esperienze virtuali da utilizzare in modo remoto, costituendo una combinazione di potenzialità straordinarie che possono essere sfruttate in maniera proficua. Questa cartella clinica ha, quindi, delle caratteristiche che la rendono unica nel panorama del software utilizzato in ambito sanitario. Dal febbraio 2008, inoltre, esso è stato integrato con il Sistema Informativo Socio Sanitario della Regione Lombardia e questa cartella clinica, utilizzabile completamente tramite internet, è stata la prima ad aver ottenuto tale abilitazione. La crescita di Medical Live ha di fatto aperto un mondo nuovo che gira attorno ad essa e ha dato vita ad ulteriori applicazioni web a supporto del medico di medicina generale. Una di queste e' TAOLive, una web application utile per la gestione dei pazienti in terapia anticoagulante che, oltre a fornire le informazioni di base sulla Terapia Anticoagulante, permette il calcolo del dosaggio settimanale della TAO in funzione del INR con controllo automatico dell’algoritmo di follow-up (n° di volte consecutivo in cui l’INR rimane nel range stabilito), la stampa del referto e la registrazione di tutte le informazioni nello storico dati del paziente. Con Internet, inoltre, si e' sviluppata una nuova opportunità per applicare personalizzate strategie di marketing interattivo. Attraverso Medical Live e TAOLive ad esempio le aziende farmaceutiche hanno la possibilita' di cogliere le opportunità e i benefici offerti dai canali web valorizzando le attività di marketing già presenti in ambito aziendale.Da un’unica postazione remota connessa ad internet, sempre attraverso accesso riservato da password, è possibile aggiornare e cambiare i contenuti delle campagne informative, personalizzare le informazioni visualizzate per ogni singolo medico o gruppo di medici. Con semplici e veloci operazioni e’ possibile gestire le comunicazioni e indirizzare le informazioni in qualunque momento ed in tempo reale, attraverso spazi pubblicitari o pagine informative con video, immagini ecc Se prima gli informatori del farmaco andavano dai medici a proporre i loro prodotti, ora i medici che utilizzano le web application di Murex hanno la possibilita' di ricevere lo stesso messaggio attraverso banner o video messi online in maniera mirata dalla casa farmaceutica che puo’ coordinare ed aggiornare in tempo reale, attraverso un'interfaccia web, la comunicazione e/o promozione di un prodotto o gruppi di prodotti ad un pubblico target dedicato su tutto il territorio nazionale. Maggiori informazioni su di essa si potranno avere visitando il sito www.murex.it
03 giugno, 2009
Varie: primo farmaco antitumorale per cani, scoperto il gomito del cellularista, confermato la tv fa male al linguaggio…
Ecco un po’ di notizie per voi:
[1] La Food and drug administration (Fda) approva il primo farmaco per il trattamento di un diffuso tumore della pelle che colpisce i cani. Prodotto dalla Pfizer Animal Health, il farmaco si chiama Palladia, ed e' il primo a venire realizzato direttamente ed esclusivamente per i cani. Sinora i tumori canini sono stato trattati con medicine per esseri umani. Il tipo di cancro a cui il nuovo prodotto e' diretto rappresenta 1 su 5 casi di tumore della pelle che colpiscono i cani.
[2] Alcuni ortopedici americani hanno scoperto che l’uso scorretto di cellulare e apparecchi telefonici può favorire l’insorgenza di un ulteriore “tunnel” che colpirebbe l’area del gomito. I disturbi causati dalla sindrome del tunnel cubitale sono debolezza alle mani con la conseguente difficolta' ad attuare una presa rapida o fare atti di forza come aprire barattoli o atti di precisione come suonare strumenti musicali, formicolio all’anulare e al mignolo. Sarebbe quindi necessario moderare l’utilizzo del nostro cellulare “a portata di orecchio” e affidarsi maggiormente all’uso dei classici “auricolari”, posando il prezioso elettrodomestico nelle tasche.
[3] La tv diminuisce le interazioni verbali genitori-neonato: i primi distratti dal piccolo schermo parlano poco al bimbo e lui "risponde" meno. Lo rilevano due recenti ricerche secondo le quali l'impatto della tv nell'età in cui si impara a parlare può essere tale da rallentare lo sviluppo cerebrale del neonato e quindi del linguaggio. E infatti emerso che se la tv e' accesa, per ogni ora di Tv il bambino sente in media 770 parole in meno proferite da mamma e papà, una riduzione del 7%.
FONTE: siti vari su internet
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[1] La Food and drug administration (Fda) approva il primo farmaco per il trattamento di un diffuso tumore della pelle che colpisce i cani. Prodotto dalla Pfizer Animal Health, il farmaco si chiama Palladia, ed e' il primo a venire realizzato direttamente ed esclusivamente per i cani. Sinora i tumori canini sono stato trattati con medicine per esseri umani. Il tipo di cancro a cui il nuovo prodotto e' diretto rappresenta 1 su 5 casi di tumore della pelle che colpiscono i cani.
[2] Alcuni ortopedici americani hanno scoperto che l’uso scorretto di cellulare e apparecchi telefonici può favorire l’insorgenza di un ulteriore “tunnel” che colpirebbe l’area del gomito. I disturbi causati dalla sindrome del tunnel cubitale sono debolezza alle mani con la conseguente difficolta' ad attuare una presa rapida o fare atti di forza come aprire barattoli o atti di precisione come suonare strumenti musicali, formicolio all’anulare e al mignolo. Sarebbe quindi necessario moderare l’utilizzo del nostro cellulare “a portata di orecchio” e affidarsi maggiormente all’uso dei classici “auricolari”, posando il prezioso elettrodomestico nelle tasche.
[3] La tv diminuisce le interazioni verbali genitori-neonato: i primi distratti dal piccolo schermo parlano poco al bimbo e lui "risponde" meno. Lo rilevano due recenti ricerche secondo le quali l'impatto della tv nell'età in cui si impara a parlare può essere tale da rallentare lo sviluppo cerebrale del neonato e quindi del linguaggio. E infatti emerso che se la tv e' accesa, per ogni ora di Tv il bambino sente in media 770 parole in meno proferite da mamma e papà, una riduzione del 7%.
FONTE: siti vari su internet
Spagna: anemia di Fanconi curata con cellule staminali IPS tratte dalla cute
Le cellule staminali della "terza via" avanzano di slancio verso l'applicazione medica. Sono le cellule iPS (induced pluripotent stem cells), che si ottengono riprogrammando semplici cellule della pelle o dei capelli, ma che sono versatili quanto quelle embrionali. Il gruppo di Juan Carlos Izpisua del Centro di Medicina Rigenerativa di Barcelona (CMRB) è riuscito a ottenere cellule iPS di un malato d'anemia di Fanconi -rara malattia ereditaria- e a correggerne il difetto genetico. Le cellule curano l'anemia in modelli animali, e sono geneticamente identiche al paziente. Su Nature, gli autori spiegano d'aver impiegato cellule della pelle del paziente d'anemia di Fanconi -che distrugge le cellule staminali ematopoietiche incaricate di rinnovare i globuli rossi e bianchi del sangue. "Il trattamento attuale per questi pazienti è il trapianto di cellule staminali ematopoietiche sane, provenienti dal midollo osseo o dal cordone ombelicale di un donatore compatibile, possibilmente un famigliare", spiega Izpisua. Da due anni l'equipe persegue la creazione di cellule iPS che in futuro possano sostituire le cellule malate del paziente. "Ciò implica correggere la malattia delle cellule, poichè tornare e inserirgli cellule malate non migliorerebbe la sua malattia". "Ora dimostriamo che è possibile ottenere cellule iPs del paziente, correggerle e utilizzarle per produrre cellule ematopoietiche sane e del tutto compatibili con lui". Il gruppo ha collaborato con i laboratori di Juan Bueren del CIEMAT di Madrid e con Jordi Surrallés dell'Università Autonoma di Barcelona -due gruppi di riferimento mondiale nel campo dell'anemia di Fanconi. Izpisua e il coautore Angel Raya insistono sul fatto che il risultato è il trattamento dell'anemia di Fanconi nel modello animale. Testimonia della validità della tecnica impiegata, ma "ancora c'è un lungo cammino da fare prima che questa strategia possa essere usata per trattare i pazienti in modo efficace e sicuro".
FONTE: Aduc
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FONTE: Aduc
Australia: staminali su lenti a contatto per riparare cornee danneggiate? Forse si può...
Speranze dalla cellule staminali nella lotta alla cecità. Studiosi australiani sono riusciti a riparare cornee lesionate in tre pazienti rivestendo lenti a contatto con staminali ricavate dall'occhio sano di ciascuno. E la vista è migliorata sensibilmente nell'arco di poche settimane, assicurano i ricercatori della University of New South Wales, a Sidney, nello studio pubblicato sulla rivista "Transplant". L'intervento, in anestesia locale, e' durato appena due ore. Subito dopo i tre pazienti, due uomini e una donna, hanno potuto far ritorno a casa. Le staminali sono state prelevate dall'occhio sano e coltivate all'interno di lenti a contatto. Una volta pronte, le "lentine" rinforzate con le staminali sono state innestate sulle cornee danneggiate e lasciate per dieci giorni. Il tempo necessario, spiegano gli studiosi, per far sì che le staminali cambiassero forma e riparassero le cornee danneggiate. I risultati lasciano ben sperare. L'occhio che prima dell'intervento era appena in grado di contare le dita di una mano, ora e' capace di leggere. E a 18 mesi dall'operazione la superficie oculare dei tre pazienti e' rimasta sana. "La procedura e' semplicissima ed estremamente economica - spiega Nick Di Girolamo, dell'ateneo australiano - e a differenza di altre tecniche non ci sono suture, ne' interventi complessi. E' sufficiente prelevare una quantita' minuta, meno di un millimetro, dal tessuto della superficie oculare dell'occhio sano".
Fonte: Aduc
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Fonte: Aduc
USA: catturato l'assassino di George Tiller, medico pro-aborto ucciso domenica mattina durante una messa
Scott Roeder, arrestato per l'assassinio del medico degli aborti George Tiller a Wichita, in Kansas, è stato incriminato per omicidio. Roeder, 51 anni, è accusato di aver ucciso Tiller in chiesa domenica scorsa e di aver minacciato con una pistola due altri parrocchiani che cercavano di fermarlo. Era stato arrestato tre ore dopo il delitto nei pressi di Kansas City. George Tiller, 67 anni era uno dei pochi ginecologi americani a praticare l’aborto tardivo ed è stato assassinato in una chiesa mentre la messa domenicale era appena cominciata all’interno della Reformation Lutheran Church di Wichita (Kansas), dove aiutava come sagrestano.
Tiller era già finito nel mirino e rimasto vittima di un fallito attentato nel 1993, stesso anno in cui un attivista anti-abortista gli sparò alle braccia e 7 anni dopo che una bomba era stata fatta esplodere sul tetto del suo ambulatorio. Era quindi da tempo al centro delle polemiche sul diritto alla vita che infiammano gli Stati Uniti e aveva subito in passato attacchi verbali e minacce da parte degli antiabortisti più fanatici.
Il presidente americano Barack Obama si è dichiarato "sconvolto e offeso" per la morte del medico: "È stato ucciso mentre partecipava ad una funzione religiosa: per quanto profonde possano essere le nostre divergenze come americani su questioni difficili quali l’aborto non possono essere risolte con efferati atti di violenza".
A poche settimane dal discorso conciliante sull’interruzione di gravidanza, tenuto dal presidente all’università di Notre Dame, l’America si trova di fronte al dibattito su una pratica che il medico del Kansas svolgeva anche dopo la ventesima settimana di gravidanza e che aveva scatenato nel 2003 un’inchiesta della magistratura (l’accusa era di praticare aborti tardivi con una procedura illegale) e aveva alimentato le ire di molti pro-life.
In Kansas la legge autorizza gli aborti tardivi solo se due medici indipendenti certificano che la procedura serva a salvare la vita della donna o a prevenire "danni sostanziali e irreversibili" alla madre. Tiller era finito nella bufera con l’accusa di aver comprato i pareri dei colleghi ma era poi stato assolto.
Le associazioni pro-life hanno condannato il gesto. Il portavoce di Priests for Life ha condannato duramente l’assassinio: "Quale che siano stati i motivi, la violenza non deve essere mai ammessa". Gli ha fatto eco un’altra organizzazione anti abortista, il gruppo "Operation Rescue", che stigmatizza l'assassinio: "Siamo scioccati dalla notizia dell’uccisione del signor Tiller. Denunciamo l’atto codardo compiuto".
FONTE: vari siti internet
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Tiller era già finito nel mirino e rimasto vittima di un fallito attentato nel 1993, stesso anno in cui un attivista anti-abortista gli sparò alle braccia e 7 anni dopo che una bomba era stata fatta esplodere sul tetto del suo ambulatorio. Era quindi da tempo al centro delle polemiche sul diritto alla vita che infiammano gli Stati Uniti e aveva subito in passato attacchi verbali e minacce da parte degli antiabortisti più fanatici.
Il presidente americano Barack Obama si è dichiarato "sconvolto e offeso" per la morte del medico: "È stato ucciso mentre partecipava ad una funzione religiosa: per quanto profonde possano essere le nostre divergenze come americani su questioni difficili quali l’aborto non possono essere risolte con efferati atti di violenza".
A poche settimane dal discorso conciliante sull’interruzione di gravidanza, tenuto dal presidente all’università di Notre Dame, l’America si trova di fronte al dibattito su una pratica che il medico del Kansas svolgeva anche dopo la ventesima settimana di gravidanza e che aveva scatenato nel 2003 un’inchiesta della magistratura (l’accusa era di praticare aborti tardivi con una procedura illegale) e aveva alimentato le ire di molti pro-life.
In Kansas la legge autorizza gli aborti tardivi solo se due medici indipendenti certificano che la procedura serva a salvare la vita della donna o a prevenire "danni sostanziali e irreversibili" alla madre. Tiller era finito nella bufera con l’accusa di aver comprato i pareri dei colleghi ma era poi stato assolto.
Le associazioni pro-life hanno condannato il gesto. Il portavoce di Priests for Life ha condannato duramente l’assassinio: "Quale che siano stati i motivi, la violenza non deve essere mai ammessa". Gli ha fatto eco un’altra organizzazione anti abortista, il gruppo "Operation Rescue", che stigmatizza l'assassinio: "Siamo scioccati dalla notizia dell’uccisione del signor Tiller. Denunciamo l’atto codardo compiuto".
FONTE: vari siti internet
Gruppo di ricercatori scopre possibile correlazione fra C1q del Complemento e patologie neurodegenerative
Un gruppo di ricercatori diretto da Beth Stevens e Ben Barres riferisce, in un articolo sull'ultimo numero della rivista Cell, di aver scoperto che il sistema immunitario contribuisce attivamente allo sviluppo del cervello attraverso l'eliminazione dell'eccesso di connessioni sinaptiche che caratterizza le fasi iniziali dello sviluppo cerebrale. Ricordate la famosa proteina C1q, l’inizio di quella cascata di molecole (il Complemento) “croce e delizia” degli studenti che studiano per la prima volta immunologia o patologia? Bene, tale proteina C1q etichetta le sinapsi indesiderate candidandole all'eliminazione ed i ricercatori hanno trovato prove anche del fatto che questo processo può venire riattivato nel corso di patologie neuro-degenerative. Studiando ad esempio topi affetti da glaucoma gli scienziati hanno notato che la cascata del complemento entra in gioco nelle sinapsi delle cellule adulte della retina fin dall'inizio della malattia, determinandone una forte perdita.
Gli autori spiegano "I nostri risultati suggeriscono che un segnale prodotto da astrociti immaturi presenti nel cervello in sviluppo e nella retina agisca da interruttore che regola l'espressione temporale della proteina C1q del complemento, spalancando una finestra all'eliminazione della sinapsi dipendente dal complemento.
Ciò fa supporre anche che il normale meccanismo di eliminazione delle sinapsi mediato dal complemento possa essere riattivato in modo aberrante nel sistema nervoso centrale dopo una lesione o possa essere ritenuto una possibile causa di inizio di una malattia neurodegenerativa. In questo caso, i farmaci che bloccano la normale cascata del complemento potrebbero (ma il tutto è ancora solo a livello di ipotesi) contrastare la perdita di sinapsi, non solo nel glaucoma, ma anche in altre patologie neurodegenerative, come l'Alzheimer o la sclerosi multipla". Se confermata, questa notizia potrebbe però aprire moltissime nuove prospettive dal punto di vista terapeutico, dato che la cascata complementare presenta, nei suoi fattori iniziali, la qualità di poter essere piuttosto “versatile” ed eventuali terapie che possano bloccare la cascata classica potrebbe contemporaneamente bloccare anche quella alternativa.
FONTE: Molecularlab.it
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Gli autori spiegano "I nostri risultati suggeriscono che un segnale prodotto da astrociti immaturi presenti nel cervello in sviluppo e nella retina agisca da interruttore che regola l'espressione temporale della proteina C1q del complemento, spalancando una finestra all'eliminazione della sinapsi dipendente dal complemento.
Ciò fa supporre anche che il normale meccanismo di eliminazione delle sinapsi mediato dal complemento possa essere riattivato in modo aberrante nel sistema nervoso centrale dopo una lesione o possa essere ritenuto una possibile causa di inizio di una malattia neurodegenerativa. In questo caso, i farmaci che bloccano la normale cascata del complemento potrebbero (ma il tutto è ancora solo a livello di ipotesi) contrastare la perdita di sinapsi, non solo nel glaucoma, ma anche in altre patologie neurodegenerative, come l'Alzheimer o la sclerosi multipla". Se confermata, questa notizia potrebbe però aprire moltissime nuove prospettive dal punto di vista terapeutico, dato che la cascata complementare presenta, nei suoi fattori iniziali, la qualità di poter essere piuttosto “versatile” ed eventuali terapie che possano bloccare la cascata classica potrebbe contemporaneamente bloccare anche quella alternativa.
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