AFORISMA DEL GIORNO

24 marzo, 2010

Diabete e insulina da "inalare": con Afrezza e la Technosphere Technology forse presto non sarà più una leggenda...

Tutti conoscono quanto possa pesare in un diabetico la necessità di terapia insulinica con multiple iniezioni giornaliere. Tuttavia la leggendaria "insulina assorbibile per via polmonare" sembra stia diventando un qualcosa di più di una fantasia. E' l'ultimo meeting dell'American Chemical Society a dare la conferma: una nuova versione dell'insulina chiamata "AFREZZA" e che può essere inalata anzichè iniettata sarebbe stata ufficialmente presentata nel corso dell'ultimo congresso e sarebbe in attesa di approvazione da parte della Food and Drugs Administration. La tecnologia su cui si basa la nuova forma di insulina è stata sviluppata dall'azienda privata "Usa MannKind" Corporation, e "si basa su particelle che si formano a partire da una piccola molecola - hanno spiegato i ricercatori - il farmaco può essere cosi caricato sulle particelle e quando il paziente inala un piccolo quantitativo della polvere, questa si dissolve istantaneamente e viene subito assorbita nel flusso sanguigno. L'assorbimento è ultrarapido, e in alcuni casi terapici è maggiormente vantaggioso rispetto all'iniezione''. Secondo i ricercatori, la medicina possiede come vantaggi il poter abbassare il rischio di entrare in ipoglicemia (un eccessivo abbassamento dei livelli di zucchero nel sangue) in seguito all’assunzione di insulina dopo i pasti, il ridurre l’aumento di peso causato dalla terapia e il presentare una modalità di assunzione facile, veloce e discreta. Il farmaco è stato studiato per essere inalato prima dei pasti, per controllare l'aumento rapido del tasso di glucosio nel sangue ma non esisterebbe ancora una versione "lenta" da utilizzare nei periodi lontani dai pasti. In attesa del via libera dalla Food and Drug Administration per la commercializzazione del nuovo medicinale, la MannKind Corporation sta sperimentando altri utilizzi della sua Technosphere®technology. Allo studio ci sono medicine in polvere per combattere l’obesità, l’osteoporosi e il dolore. Si tratta di medicine che, se somministrate per via orale, verrebbero distrutte nello stomaco, senza sortire alcuna efficacia, ma che questa tecnologia potrebbe "liberare" da tale vincolo, agevolando enormemente l'efficacia terapeutica.

FONTE: American Chemical Society

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