AFORISMA DEL GIORNO

14 gennaio, 2010

Haiti, terremoto provoca una catastrofe: oltre 50mila morti

Uno dei terremoti più violenti della storia si è abbattuto ieri sull'isoletta caraibica che comprende Haiti (parte ovest) e la Repubblica Domenicana (parte est), uno dei primi paesi a essersi reso indipendente dal colonialismo occidentale ma anche uno dei più poveri dell'emisfero occidentale a causa di una lunga dittatura che aveva visto per molti anni il dominio del famigerato comandante "Papa Doc" Bouvalier. Dalla cacciata del figlio che aveva ereditato il potere, evento avvenuto nel 2005, si era stabilita una forza di pace guidata dall'Onu. Haiti occupa la 153esima posizione su 177 paesi classificati in base all'Indice di sviluppo umano. Circa l'80% della popolazione vive in una condizione di povertà degradante, il 54% vive con meno di un dollaro al giorno, posizionando così il paese al penultimo posto nel mondo nella relativa classifica.

Il 12 gennaio 2010 alle ore 21:53:09 ora italiana una prima scossa di 7.3° della Scala Richter ed altre di minore intensità ma sempre di grande potenza (attorno al 5,5) hanno colpito la capitale Port-au-Prince, devastando la città. Tutti i più importanti edifici della città, compresi tre dei quattro ospedali, la cattedrale, il Palazzo presidenziale, quello del parlamento, diversi ministeri e alberghi, sono andati distrutti o gravemente danneggiati. Il bilancio provvisorio delle vittime è di 50000 persone ma se ne prevedono più del triplo.

Tra le vittime sicure c'è il capo della missione Onu ad Haiti, Minustah Hedi Annabi, nonchè numerosi "Caschi blu" cioè militari di pace inviati in missione nel paese proprio a causa della liberazione dell'isola avvenuta nel 2005, si ha notizia poi della morte dell'arcivescovo di Port-au-Prince, monsignor Serge Miot. Il nunzio apostolico ad Haiti, Bernardito Auza, ha dichiarato all'agenzia Fides che la cattedrale, l'arcivescovado, tutte le grandi chiese e tutti i seminari sono ridotti a macerie (l'isola ha una forte tradizione cattolica oltre che turistica), stessa sorte per i ministeri, il Palazzo presidenziale è letteralmente collassato, numerosi membri del governo sono morti tuttavia il loro presidente è rimasto illeso.


Per quanto riguarda i possibili feriti o morti italiani, i residenti di origine italiana nell'isola sono circa 100, la Farnesina sta monitorando la situazione, si teme per la vita di due turisti che occupavano l'albergo principale della capitale. Ovviamente i mezzi della Protezione Civile si sono subito attivati per attuare una spedizione di aiuto nel paese, utilizzando l'aereoporto che pur danneggiato è rimasto ancora operativo.


Le prime testimonianze parlano di una piena emergenza sanitaria. L'ospedale "non crollato" è gravemente danneggiato e non accetta più feriti perchè soprassaturo. La scarsezza di risorse, l'estrema povertà e l'estensione dell'area colpita sta rendendo praticamente impossibile i soccorsi dei feriti. Come sempre accade di fronte a disastri di questo genere, il pericolo maggiore per chi resiste ancora è la possibile contaminazione delle risorse di sussistenza quali acqua e cibo. Alla luce del numero elevatissimo di morti e distruzione e delle forti difficoltà per soccorrere i feriti, il rischio di possibili epidemie è elevatissimo.


FONTE: vari media nazionali

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