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AFORISMA DEL GIORNO

28 agosto, 2011

Test di Ingresso 2011: su Facebook un "gioco" per esercitarsi puntando alla "medaglia d'oro"...

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Su universita.it, il quotidiano online di informazione universitaria, è attiva una nuova applicazione Facebook per permettere ai neo-diplomati di esercitarsi gratuitamente, dal proprio profilo, per i test di ingresso. Cinque sono le aree in cui lo studente può esercitarsi: medicina odontoiatria veterinari, architettura, lauree triennali professioni sanitarie, orientativi area umanistica, orientativi area scientifica.

Scelta l’area, si inizia la simulazione; in base al tempo e alle risposte giuste lo studente, alla fine della prova, potrà ricevere la denominazione di: genio-medaglia d’oro; fenomeno-medaglia d’argento; diligente-medaglia di bronzo; spensierato-medaglia di legno; sbadato-medaglia di carbone. Dopodichè all’interno della pagina Facebook di universita.it-test d’ammissione, il giocatore potrà condividere l’applicazione con i propri amici e sfidarli alle simulazione di esami. «Insomma studiare non è mai stato così divertente!!!!» commenta in una nota lo stesso quotidiano online.

«Questo programma - prosegue la nota - permette di far conoscere agli studenti le basi necessarie per iscriversi ad un determinato corso di laurea, di esercitarsi gratuitamente e per tempo in modo da stimolare le proprie capacità di ragionamento logico e anche di valutare il proprio livello di preparazione. Requisiti fondamentali e indispensabili per superare le prove di accesso all’Università, e grazie a questa nuova applicazione si ha l’opportunità di prepararsi al meglio allenandosi in modo originale, concreto ma soprattutto stimolante, con la possibilità di mettere in gioco se stessi e anche i propri amici».

All’interno dell’applicazione è possibile trovare anche il link diretto alla pagina del sito internet di universita.it, sezione «Esercitati con le simulazioni dei test d’ammissione» dove è possibile fare la versione approfondita dei test e dove sono visibili anche altre materie su cui potersi preparare, quali Ingegneria, Eco-Giuridica, Comunicazione e Formazione e Psicologia.

La stesura delle prove simulate che si trovano sia sul portale che sul social network di Universita.it sono state create in collaborazione con la società caposcuola del settore quale Alphatest, da anni leader di spicchio nell’area dell’orientamento e della formazione. Una collaborazione questa che permette di offrire agli studenti, soprattutto a quelli che ogni anno si ritrovano sui banchi universitari (circa 250 mila) per superare gli esami d’ammissione, un servizio utile, reale, gratuito, facile da usare, ma soprattutto da oggi anche divertente.

FONTE: La stampa.it
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Test di Ingresso 2011: corsi e tasse, la "stangata" dei costi per i test...

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Archiviata la pausa estiva, è tempo di test di ingresso negli atenei capitolini. Ad aprire la caccia ai nuovi immatricolati sarà martedì la Cattolica. Ed è già boom di iscrizioni. "Esplode" Medicina e chirurgia a cui si sono iscritti 7333 studenti, con una netta maggioranza "in rosa" (4766 donne contro 3139 uomini): 2mila più dello scorso anno. In calo invece Odontoiatria con 567 pretendenti rispetto ai 1025 del 2010. Lazio a parte, i candidati arrivano in prevalenza da Campania, Puglia, Sicilia, Calabria e Lombardia. Il primo esame preliminare si terrà il 30 agosto: un test scritto psicoattitudinale, scientifico e di inglese diviso quest'anno su tre sedi: oltre a Roma, Milano e Bari. Il 7 settembre ci sarà poi l'orale a cui accederanno i primi 600 candidati della graduatoria per i 282 posti a concorso di Medicina, e i primi 75 per i 25 posti di Odontoiatria. Alla Sapienza, che aprirà le sue aule agli aspiranti camici bianchi il 5 settembre, si conferma, stando ai dati provvisori, il trend dello scorso anno: 7mila iscritti alla nuova megafacoltà di Medicina e Chirurgia e Odontoiatria per 908 posti, divisi tra Umberto I, Sant'Andrea e Latina. Quattro giorni dopo toccherà a chi vuole iscriversi all'ultima novità dell'ateneo di piazzale Aldo Moro: la facoltà di Medicina in inglese appena istituita dal ministero dell'Istruzione. A numero chiuso anche Architettura e Ingegneria, entrambe il 7 settembre. A Tor Vergata i posti per Medicina sono invece 232 (41 per Odontoiatria) e la prova si svolgerà il 5 settembre.

Diversi anche i costi: se nel primo ateneo ogni studente deve versare 35 euro, a Tor Vergata il quiz costa 70 euro, fino ai 120 della Cattolica. Nelle casse degli atenei, grazie alle prove di accesso, finiscono quindi tra i 245mila euro e gli 880mila euro. E i ragazzi di Link, coordinamento universitario, lanciano la proposta: "Ribadiamo la nostra contrarietà al numero chiuso. Ma vogliamo almeno che questi soldi vengano investiti in progetti per gli studenti".

Ma è polemica soprattutto sui costi dei corsi di preparazione ai quiz. Se la Sapienza infatti organizza seminari gratuiti di "recupero", tantissimi ragazzi si rivolgono a società private che attingono pesantemente nelle tasche delle famiglie. Alpha test, azienda tra le più quotate ed editrice di libri di ripasso ed esercitazione, propone minicorsi da 18 ore a 590 euro, mentre per un intero ciclo di 150 ore si tocca quota 4400 euro. Per le iscrizioni alla Cattolica o alla Luiss c'è una sovrattassa: 170 euro in più. Al Cepu ci sono esercitazioni di base, tutoraggio e full immersion collettive da un minimo di 2700 euro fino ad un massimo di 9mila euro. "Saldi" da Unidformazione che offre corsi scontati di 280 euro per 100 ore. Ma solo online.

FONTE: Repubblica.it
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Test di Ingresso 2011: il 5 settembre in Fiera si presenteranno 2221 aspiranti candidati per Medicina

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Si avvicinano le prove di ammissione ai corsi di laurea 2011-2012 della facoltà di Medicina e chirurgia. Reso noto il calendario delle prove che si terranno nei locali della Fiera campionaria di Messina: il 5 settembre Medicina e chirurgia e Odontoiatria, l'8 settembre Professioni sanitarie. I test di ammissione a Veterinaria, invece, sono stati fissati il 6 settembre nei locali della facoltà. In aumento il numero dei candidati, dal momento che il trend registrato per l'anno accademico ormai alle porte riguardante Medicina e chirurgia vede 2221 domande rispetto alle 2067 del 2010-2011. Saranno 703 quanti puntano all'ammissione a Veterinaria (109 in più) e 3753 i candidati per le professioni sanitarie. (NOTA: cliccare su "Test di ingresso" in alto nel menù sotto il logo per accedere alle notizie precedenti del sito riguardanti appunto i test)

Nel frattempo, i test 2010 parrebbero risultare "in salvo" nonostante le irregolarità denunciate nei mesi scorsi: il Tar di Catania ha disposto «l'iscrizione per tutti i ricorrenti che, ormai dal secondo trimestre, erano già iscritti con riserva grazie a una sospensiva». Il riferimento è al test di ammissione relativo all'anno accademico 2010-2011, sul quale molti candidati avevano denunciato anomalie. Quanto alla garanzia dell'anonimato e all'anomala gestione della prova di concorso da parte dell'Ateneo peloritano, sulle quali avevano puntato l'indice l'Udu (Unione degli studenti universitari) e gli avvocati Michele Bonetti e Santi Delia (in rappresentanza di alcuni aspiranti), il Tribunale amministrativo ha rilevato come «non risulti logica e coerente con il regolare svolgimento» del concorso «la documentata circostanza che la consegna dei moduli non è stata casuale, ma eseguita in modo progressivo nei confronti dei candidati effettivamente partecipanti alla selezione».

Quindi, i test sarebbero stati forniti secondo lo stretto ordine già assegnato secondo l'elenco predisposto, omettendo la consegna di quelli che sarebbero stati assegnati ai candidati assenti. Secondo il collegio composto dai giudici Biagio Campanella, salvatore Schillaci e Agnese Anna Barone, «tale anomala modalità di distribuzione dei plichi, non giustificata da alcuna valida ragione coerente con le finalità di trasparenza delle procedure concorsuali è sintomatica di un non corretto svolgimento», anche se, in assenza di alcun accertamento dei fatti in sede penale, «non è possibile stabilire "se" ed eventualmente "in quale misura" il modus operandi abbia falsato» il concorso. Ragion per cui il Tar di Catania ha trasmesso gli atti alla Procura di Messina, chiamata, a questo punto, alla valutazione della sussistenza di eventuali ipotesi di reato.
In ogni caso, il test svoltosi nel settembre 2010 non è annullato, soprattutto in mancanza «di una prova "regina" grazie alla quale vi sarebbe la certezza che un soggetto sarebbe stato avvantaggiato a scapito di altri» e per evitare «una generalizzata e più grave ingiustizia nei confronti di coloro che hanno regolarmente svolto le prove» e si sono piazzati in una posizione «utile per l'immatricolazione al primo anno del corso di laurea». Toccherà, adesso, all'autorità giudiziaria peloritana accendere i riflettori sui presunti casi di redistribuzione dei posti inizialmente riservati agli extracomunitari o lasciati comunque liberi da studenti comunitari per rinunce, trasferimenti o passaggi ad anni di corso successivi. Da chiarire, inoltre, la sussistenza delle presunte violazioni alla tutela dell'anonimato.


AUTORE: Riccardo D'Andrea
FONTE: Gazzetta del sud
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Nuovi studi tracciano nuove terapie per la cura del mesotelioma

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I ricercatori del laboratorio di Antonio Giordano, MD, Ph.D., fondatore e direttore dell'Istituto Sbarro per la Ricerca sul Cancro e Medicina Molecolare, hanno identificato nuovi potenziali agenti anti-tumorali che potrebbero essere efficaci nel trattamento del mesotelioma, uno dei tumori più letali, causato dalla esposizione all'amianto. Gli scienziati hanno testato nuove molecole del tipo pirazolo[3,4-d] pirimidina che inibiscono la chinasi SRC, un consolidato bersaglio molecolare nella terapia del cancro. I ricercatori hanno dimostrato che questi inibitori di SRC inducono in maniera efficace la morte cellulare, mediante apoptosi, specificamente in linee cellulari di mesotelioma mentre non mostrano effetti tossici su linee cellulari di mesotelio normale, sostenendo così un possibile uso di questi agenti per un trattamento sicuro del mesotelioma. Questi risultati sono stati pubblicati sulla rivista Oncogene del Nature Publishing Group.
I ricercatori hanno anche scoperto che gli inibitori di SRC inducono un aumento della stabilità nucleare dell'inibitore delle chinasi ciclina-dipendente p27.
Questo è "particolarmente interessante se si considera che la perdita di espressione di p27 nucleare è un noto fattore prognostico negativo nel mesotelioma e la localizzazione nucleare di p27 è di fondamentale importanza per la sua funzione di oncosoppressore", ha detto il primo autore dello studio, la Dott.ssa Paola Indovina dell'Università degli Studi di Siena e assistant Professor presso l'Istituto Sbarro.
"Pensiamo che questi dati rappresentino un contributo tempestivo e suggeriscano che lo status di p27 dovrebbe essere attentamente analizzato nel valutare l'uso di inibitori della chinasi SRC negli studi clinici per i pazienti affetti da mesotelioma", ha detto il responsabile dello studio la Dott.ssa Francesca Pentimalli, dell'Istituto Nazionale dei Tumori "Fondazione Pascale" - CROM-Cancer Research Center di Mercogliano e assistant Professor presso l'Istituto Sbarro.
"I risultati confermano SRC come bersaglio terapeutico fondamentale nel mesotelioma e rivelano un nuovo meccanismo, dipendente dalla stabilizzazione nucleare di p27, mediante il quale l'inibizione di SRC può indurre apoptosi nelle linee cellulari di mesotelioma, fornendo un nuovo razionale per l'uso degli inibitori di SRC nella terapia di questa neoplasia" dice il Prof. Antonio Giordano. Questo dimostra anche che in questo contesto, p27 è necessario per indurre l'apoptosi nelle linee cellulari di mesotelioma e, anche se questo meccanismo deve essere ancora definito con precisione, identifica un ruolo attivo di p27 nel mediare l'apoptosi". Lo studio è stato svolto in collaborazione con il Prof. Maurizio Botta, ordinario di Chimica Farmaceutica e Preside della Facoltà di Farmacia, Università di Siena ed anche Professore aggiunto presso l'Istituto Sbarro, che ha sviluppato questi inibitori di SRC insieme alla Prof.ssa Silvia Schenone dell'Università di Genova, Italia.

AUTORE: Pierpaolo Basso
FONTE: Molecularlab.it
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Nuovi studi sulla correlazione fra insulina e centri cerebrali che regolano il senso della fame

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Negli anni passati sono stati condotti alcuni studi che monitoravano l'effetto dell'insulina sull'ipotalamo, zona del cervello che sorveglia con un riflesso "stop and go" il comportamento alimentare. Jens Brüning, del "Max-Planck-Institut" ha guidato uno studio sperimentale sui murini (topi) da laboratorio al fine di valutare gli effetti che ha l'insulina su determinati circuiti cerebrali che regolano il meccanismo di "ricompensa". Secondo Brüning la "supernutrizione" dipende principalmente dalla neuropsicologia e in minor parte dalla effettiva sensazione di fame: infatti, mangiamo in base al nostro umore, continuando a mangiare anche dopo essere sazi e in base alla compagnia che si frequenta. L'inattivazione del segnale dell'insulina in quei neuroni responsabili del rilascio della dopamina, neurotrasmettitore coinvolto nella sensazione di sazietà, causa l'obesità murina. La ricercatrice Brüning ha spiegato: "Dopo che si è instaurato un bilancio energetico positivo o l'obesità, si può creare un circolo vizioso causato dall'insulino-resistenza. Questo sembra essere un fattore importante per l'insorgenza dell'obesità, anche se non è ancora certo che sia il primo passo verso questa condizione.
"Il nostro studio dimostra che l'azione dell'insulina su neuroni catecolaminergici è fondamentale nel controllo a lungo termine dell'alimentazione. Il punto di partenza per potenziali trattamenti dell'obesità nell'uomo sarà l'identificazione dei precisi meccanismi molecolari implicati in questo processo" ha concluso la ricercatrice.
Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Cell Metabolism.

FONTE: Molecularlab.it
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Ricerca americana conferma validità vaccini attuali

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La paura legata ai vaccini, secondo quanto riportano gli studiosi, spesso induce molti genitori a saltare le vaccinazioni nonostante le rassicurazioni delle autorita' sanitarie. Una ricerca statistica compiuta su oltre mille casi da parte di un panel federale statunitense costituito da scienziati dell'Institute of Medicine, parte della National Academies of Sciences, conferma invece come "I vaccini sono ampiamente sicuri, possono causare pochissimi effetti collaterali e non ci sono prove che siano responsabili di casi patologici". Si tratta del primo rapporto globale sugli effetti collaterali dei vaccini a partire dal 1994. "Abbiamo esaminato oltre mille articoli scientifici valutando le prove epidemiologiche e biologiche circa gli effetti collaterali dei vaccini - ha spiegato Ellen Wright Clayton, del Center for Biomedical Ethics and Society alla Vanderbilt University di Nashville, che ha coordinato il gruppo di ricerca - e solo in pochissimi casi i vaccini hanno causato reazioni avverse, e quasi sempre molto limitate negli effetti e nel tempo". Il rapporto e' stato commissionato dallo U.S  Department of Health and Human Services. Gli scienziati hanno analizzato otto tipi di comuni vaccini: la combinazione morbillo-parotite-rosolia (MMR), la difterite-tetano-pertosse acellulare (DTaP), il vaccino per la varicella, influenza, l'epatite B, meningite, il tetano e il papillomavirus umano (Hpv). In particolare, gli studiosi tengono a sottolineare che il vaccino MMR e quello DTaP non hanno mostrato di causare autismo o diabete di tipo I, e che il vaccino contro l'influenza non ha causato temporanea paralisi facciale e non ha peggiorato i sintomi dell'asma. "Ci sono prove sufficientemente forti che i vaccini non causano questi effetti collaterali", ha continuato Wright Clayton. Fra gli effetti collaterali mostrati, la maggior parte aveva brevissima durata e si trattava, per esempio, di convulsioni in quei soggetti che dopo il vaccino MMR avevano sviluppato febbre alta. Ma comunque erano episodi passeggeri. "Non causavano in nessun modo effetti a lungo termine e nemmeno epilessia", ha precisato Wright Clayton. La combinazione MMR, in qualche persona con gravi deficit immunitari, ha causato una rara forma di infiammazione cerebrale. Sempre in persone con sistema immunitario compromesso, il vaccino contro la varicella ha causato polmonite, epatite, meningite. Sei vaccini - MPR, varicella, influenza, epatite B, meningite, tetano - sono stati in grado di scatenare shock anafilattici, reazioni allergiche che compaiono subito dopo l'iniezione. "Una situazione che si puo' benissimo affrontare raccomandando ai pazienti di restare in sala d'attesa per 15 minuti dopo l'iniezione, per assicurarsi che non si manifesti una reazione allergica", ha concluso Wright Clayton.

FONTE: Agi.it Salute
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Muore tragicamente Rachel Beckwith, un simbolo americano nella lotta al cancro

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In nove anni di vita Rachel Beckwith ha fatto in tempo a regalare i suoi riccioli per ben tre volte. La prima volta a 5 anni: in classe aveva saputo di un'organizzazione (Locks of Love) che raccoglieva capelli per farne parrucche da dare ai bambini malati di cancro. Rachel non ci ha pensato due volte. Si è fatta rapare da sua madre, Samantha, poi ha aspettato che i capelli ricrescessero. E l'ha fatto di nuovo. La terza volta è stata il 23 luglio, il giorno della sua morte in seguito a un incidente sull'autostrada. I genitori hanno donato gli organi di Rachel e la sua ultima chioma. Nove anni appena compiuti, il 12 giugno. Era stato un compleanno speciale, anzi molto normale per una bambina come Rachel Beckwith da Seattle, Stati Uniti. A familiari e amici aveva detto: «Anziché farmi un regalo, donate 9 dollari alle persone che costruiscono pozzi per chi non ha l'acqua potabile». In chiesa un giorno Rachel aveva sentito parlare dell'emergenza idrica nel mondo e di un gruppo che si chiama «Charity: water», una delle tante organizzazioni non governative che raccolgono fondi per progetti umanitari legati all'acqua. E senza pensarci troppo aveva deciso di fare qualcosa. Mettersi in mezzo. Con la mamma aveva contattato l'ong. Dalle trecce ai rubinetti, con la stessa filosofia molto infantile (molto pragmatica). Sul sito c'è ancora la sua pagina: «Per piacere aiutatemi. Ai donatori manderemo le foto dei pozzi e le coordinate geografiche tratte da Google Earth. Il mio obiettivo è raccogliere 300 dollari». Rachel era una bambina del suo tempo, computer e Google Earth. Si era presa pure una cotta per il cantante Justin Bieber, l'idolo dei giovanissimi, anche se sua madre dice che non lei osava ammetterlo. Probabilmente avrebbe barattato un ballo con Justin (un altro sponsor di « Charity: water») pur di raccogliere ancora un pugnetto di dollari per la raccolta fondi di compleanno, che si era fermata poco sotto la soglia prefissata: 280 dollari. Nei tre giorni in cui Rachel è rimasta incosciente in un letto di ospedale - racconta Nicholas Kristof sul New York Times - gli amici le hanno sussurrato all'orecchio che poteva essere soddisfatta: le donazioni in suo nome avevano superato di gran lunga i 50 mila dollari regalati dalla star Bieber. E il 25 luglio, dopo i funerali, mamma Samantha ha scritto un post per ringraziare tutti dell'affetto e della generosità: «I know Rachel is smiling!».

Magari sta sorridendo di come ragionano gli adulti e dei meccanismi della celebrità online post mortem e del bambino Simon che ha mandato 5 dollari «anche se volevo dare di più ma ho solo 8 anni e questa è la mia paghetta settimanale». O del nostro cinismo. Qualcuno dirà che è stato l'autotreno. Se Rachel non fosse morta un sabato di fine luglio sull'autostrada, schiacciata da un camion che ha travolto la macchina su cui viaggiava con la famiglia ferendo mortalmente soltanto lei, forse nessuno si sarebbe accorto della strana festa di compleanno di una bambina della periferia di Seattle. La sua raccolta fondi per scavare pozzi in Congo o in Bangladesh sarebbe rimasta a quota 280 e non avrebbe sorpassato il milione di dollari. Probabilmente Kristof non avrebbe scritto quel pezzo così ispirato in cui fa di Rachel un simbolo positivo delle generazioni più giovani, quelle che noi «crediamo imbesuite da Facebook» e che invece ci danno una lezione di altruismo, «in questi tempi grami di paralisi politica in cui tutti sono assorbiti solo dai propri interessi». Scott Harrison, il 35enne ex manager di night-club che nel 2006 ha avuto l'illuminazione di «Charity: water», ha scritto che Rachel ha insegnato qualcosa agli adulti, che si sono un po' vergognati «di fronte alla generosità dimostrata da una ragazzina». Se non ci fosse stato quell'autotreno, Rachel non avrebbe perso tempo a dispiacersi per il mancato raggiungimento di quota 300 dollari. E avrebbe cominciato un altro progetto, pronta a tagliarsi i capelli ancora e ancora. 


FONTE: Repubblica.it
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09 agosto, 2011

La rete "tossica" del ministro Fazio

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C'è da restare attoniti ad ascoltare il sottosegretario alla Salute Ferruccio Fazio che nei giorni scorsi, rispondendo alla interrogazione di un senatore del PDL, ha detto che il governo sta pensando ad un intervento straordinario, compreso nel piano sanitario 2011-2013, per arginare la sovraesposizione da Internet. Una forma che, in casi di abuso - afferma Fazio - porta a "sentimenti compulsivi isolamento sociale, dipendenza patologica, perdita di contatti reali e sentimenti di onnipotenza".

E mentre resto basito di fronte alle parole del Ministro della Salute mi vengono in mente, contemporaneamente, due cose: la prima è la frase che mi disse una sera a cena il consulente Internet di un passato Ministro delle Comunicazioni il quale, di fronte ai miei rimbrotti sulla scarsa incisività del Ministro sulle cose della Rete, mi raccontò di come gran parte del suo tempo al Ministero andava speso nel disinnescare le idee assurde e pericolose sulla Rete che i parlamentari italiani quotidianamente partorivano; la seconda è che questa associazione fra abuso di Internet e la parola "onnipotenza" non è la prima volta che la sento. È infatti contenuta (pg.29) nel libro "Quando Internet diventa una droga" di Federico Tonioni, psichiatra responsabile dell'Ambulatorio del Policlinico Gemelli sulle dipendenze da Internet.

Il libro di Tonioni, del resto, lo cito con grande difficoltà e qualche imbarazzo. Si tratta di un testo divulgativo confuso e pieno di inesattezze (tra le tante Tonioni attribuisce a Nicholas Negroponte l'idea di un Premio Nobel per Internet), pubblicato quest'anno da Einaudi, il cui scopo dichiarato sarebbe quello di fornire indicazioni utili ai genitori alle prese con l'abuso di Internet da parte dei propri figli; un saggio dagli accenni fortemente moralistici, che Tonioni ha scritto dopo le prime esperienze del suo ambulatorio romano sulla Internet Addiction e la cui sintesi grossolana potrebbe essere che Internet ha due facce ugualmente ampie, una utilitaristica e modicamente positiva, l'altra oscura e pericolosa dalla quale occorre guardarsi con attenzione. La stessa definizione di Internet contenuta nel testo è per me sufficiente per descrivere la mia personale distanza dall'autore (pg.54):
"Internet non è stato pensato per essere uno strumento pericoloso e il suo uso risponde a molteplici funzioni positive, permettendo di soddisfare la dimensione ludica dell'esistenza (il bisogno di giocare e divertirsi), la dimensione partecipativa (il bisogno di appartenere a gruppi e di partecipare a iniziative politiche culturali e sociali) la dimensione utilitaristica (il bisogno di vere informazioni, di consultare esperti e di fare acquisti) e non ultima, la dimensione intima (il bisogno di scambiare "carezze" con le persone importanti e significative della propria vita"
Come si vede molte delle grandi rivoluzioni che Internet ha portato nella società secondo Tonioni vanno archiviate in una cosiddetta "dimensione utilitaristica", definizione che per conto mio esprime con grande chiarezza la considerazione dell'autore nei confronti della Rete. Scrive poi Tonioni in una frase molto evocativa che oggi, risfogliando il testo, mi accorgo di aver sconsolatamente sottolineato (pg.62):
"I giovani Internet-dipendenti sono caratterizzati da pallore del volto, occhi cerchiati e sguardo poco espressivo"
e davvero simili frasi rimandano più ad una manualistica tardo medioevale che ad un testo di divulgazione medica contemporanea.

Ma poi, in fondo, di che cosa stiamo parlando? Quali sono i termini dimensionali di questa nuova dipendenza che il Ministro Fazio descrive come una droga senza sostanze? Nessuno lo sa, Tonioni nel suo testo non lo spiega, mentre gli articoli di stampa che accompagnarono a suo tempo l'apertura del primo presidio italiano contro la dipendenza da Internet, nel 2009, accennavano a numeri francamente fantasiosi e vaghi: secondo quelle cronache circa il 10 per cento degli utilizzatori di Facebook erano a rischio di intossicazione da Internet (se fosse vero oggi in Italia ci sarebbero circa 2 milioni di malati di Facebook bisognosi di cure), mentre l'inquadramento nosologico della patologia da dipendenza da Internet più che dall'esperienza sul campo è stata compilato, nel testo di Tonioni, semplicemente traducendo dall'inglese il tentativo di inquadramento della IAD di Kimberly Young, dottoranda in psicologia che per prima ipotizzò la patologia nel lontano 1998 (e che in USA scatenò a suo tempo grandi polemiche negli ambienti accademici). E non c'è dubbio che la Internet di Tonioni e quella della Young, a tredici anni di distanza, sono due entità di studio totalmente differenti.

Poco importa a questo punto iscriversi al club di quanti credono - come Tonioni - che la dipendenza da Internet sia un nuova malattia, piuttosto che avvalorare la tesi da molti sostenuta secondo la quale tali eccessi, quando presenti, vadano indirizzati nell'alveo delle patologie psichiatriche già note; molto più importante è rendersi conto che tali previsioni di ampio, possibile contagio e una simile saggistica millenaristica, sono in grado di far danni fino ai più alti livelli e di trovare riscontri perfino nelle parole del Ministro della Salute di un Paese che non ha un soldo per garantire le cure primarie ai suoi cittadini, ma che poi si permette il lusso di usare a fini di marketing politico la demonizzazione della Rete nelle sue varie forme, che è in Italia sport variamente praticato a tutti i livelli da oltre un decennio. Tranne poi legalizzare il gioco d'azzardo online senza provare per questo il minimo sentimento di straniamento.

AUTORE: Massimo Mantellini
FONTE: Punto-informatico.it
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28 luglio, 2011

Medicina: novità dal governo, specializzazioni più corte e nuove regole per i dottorati

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Percorso di studi più corto per gli aspiranti medici: la specializzazione durerà un anno in meno, ci sarà la possibilità di svolgere il dottorato contemporaneamente alla specializzazione e il tirocinio di tre mesi che oggi si svolge dopo la laurea sarà incorporato nella stessa. Sono le principali novità della riforma del percorso di studi di medicina illustrate stamani, a Palazzo Chigi, dai ministri dell’Istruzione, Mariastella Gelmini e della Salute, Ferruccio Fazio.

«E’ una riforma strutturale - ha spiegato Fazio - che consente l’ingresso dei giovani nel lavoro con grandissimo anticipo immettendoli nel Servizio Sanitario Nazionale, anche se con contratti a termine e ciò ci mette in linea con gli altri paesi industrializzati». Il ministro Gelmini ha sottolineato come questa misura sia volta «non al risparmio economico ma di tempi». «Riusciremo a coniugare - ha detto - due esigenze: il rafforzamento della qualità e il risparmio di tempo da parte degli studenti».

La durata dei corsi di specializzazione viene avvicinata a quella europea: le specialità chirurgiche passano da 6 a 5 anni, quelle mediche da 5 a 4 anni o 3 per alcune aree particolari. Continua, inoltre, un lavoro di selezione per garantire che soltanto le sedi più qualificate dal punto di vista scientifico possano ospitare le scuole di specializzazione (in 3 anni si è passati da 1.800 a 1.100 scuole).

D’intesa con il Cun (Consiglio universitario nazionale) saranno definiti ordinamenti delle scuole che prevedano una maggiore partecipazione degli specializzandi all’attività professionale, con un modello 2+2 o 3+2 e cioè con una prima metà di formazione più teorica, seguita da una seconda metà dedicata all’attività diretta dello specializzando. In sostanza, dopo due o tre anni di specializzazione, lo studente potrà cominciare a lavorare all’interno dell’ospedale. «Si crea - ha spiegato Fazio - la figura del medico resident, quella che vediamo in tutte le serie televisive».

Altra novità della riforma è la possibilità di svolgere durante l’ultimo anno di specializzazione anche il dottorato. In questo modo si consente allo specializzando di accorciare ulteriormente il percorso di studi e di entrare nel mondo del lavoro ancora più rapidamente, come accade all’estero.

Per quanto riguarda la laurea, l’intenzione dell’Italia è quella di confermare la durata di 6 anni del percorso, mentre il tirocinio valutativo di tre mesi, che oggi si svolge dopo la laurea, dovrebbe essere incorporato nella stessa. L’esame di laurea, quindi, inglobando anche l’esame di Stato, permetterebbe di conseguire una laurea abilitante. «Questa scelta, però - ha precisato Gelmini - dovrà avvenire previo confronto in sede europea, dove è già in atto il dibattito, in modo da garantire l’uniformità delle scelte del nostro ordinamento con quelle dell’Europa». Quando otterrà il via libera comporterà un consistente risparmio di tempo: oggi, infatti, lo studente che si laurea a febbraio del sesto anno, quindi in corso, non può concorrere alle prove di ammissione per le scuole di specializzazione che si svolgono a marzo poichè deve ancora svolgere il periodo di tirocinio. Di fatto, dunque, lo studente perde un intero anno prima di poter partecipare al concorso di specializzazione.
Sul risparmio di tempo conseguente al pacchetto di novità, il ministro Fazio ha fatto un esempio concreto: «Attualmente uno studente che si immatricola a 19 anni, si laurea a 25. Deve effettuare l’esame di Stato dopo sei mesi, quindi a 25-26 anni. Poi si iscrive alla specializzazione, dalla quale uscirà a 31-32 anni. Con le nuove regole, a 27 anni è già nel mondo del lavoro e a 29-30 si è specializzato». Si recuperano dunque circa tre anni rispetto alla situazione attuale.

Per l’accesso alle facoltà di medicina resterà il numero chiuso. Lo ha sottolineato il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, durante la presentazione delle novità contenute nella riforma del percorso di studi di Medicina. «Siamo in pletora di medici. Attualmente - ha spiegato il ministro - ne abbiamo 4 ogni 1.000 abitanti a fronte di una media Ocse di 3,3. Con le nuove regole la nostra media scenderà a 3,5 rimanendo dunque ancora superiore a quella Ocse. Il numero di medici che escono dalle facoltà a numero chiuso copre le necessità del Paese e non riteniamo - ha concluso Fazio - di aver bisogno di nuovi medici».

Anaao: ora migliorare la qualità. «Bene la riduzione del percorso formativo in medicina, ora miglioriamo la qualità». È il commento del sindacato dei medici dirigenti Anaao-Assomed. L’Anaao afferma di valutare «positivamente» l’annuncio dei Ministri Ferruccio Fazio e Mariastella Gelmini di voler intervenire sul percorso formativo dei futuri medici, prevedendo: la riduzione della durata dei corsi di specializzazione, adeguandola alla normativa europea; la laurea abilitante salvaguardando, però, le prerogative dell’ordine professionale, ed infine l’anticipazione di due anni dell’incontro tra mondo assistenziale e mondo formativo. «Se però la soluzione prospettata per quest’ultima problematica rimanesse ancora tutta interna al mondo universitario, riducendosi a mera questione ordinamentale - afferma il sindacato medico - ci troveremmo di fronte ad una soluzione gattopardesca che non potremmo non denunciare». Secondo l’Anaao, «le buone intenzioni da sole non garantiscono i risultati: occorre aprire la discussione con tutti gli attori interessati ai singoli aspetti per segnare veramente - conclude il sindacato - un cambio di passo nei rapporti tra Ssn e Università».

Cgil: no allo sfruttamento degli specializzandi. Sì alla riduzione dei tempi, no allo sfruttamento degli specializzandi negli ospedali. È questa, in sintesi, la posizione della Cgil. «La riduzione dei tempi complessivi di studio per diventare medici specialisti, oggi tra gli 11 e i 13 anni, annunciata oggi dai Ministri Gelmini e Fazio, è condivisibile - dichiarano Mimmo Pantaleo, segretario generale della Flc-Cgil, e Massimo Cozza segretario nazionale Fp-Cgil Medici - fermo restando il riconoscimento europeo dei diplomi di laurea e di specializzazione. Bene anche la contestualità dell’esame di stato con la laurea e lo svolgimento dei tre mesi di tirocinio già nel corso degli studi pre-laurea. La proposta per gli specializzandi di contratti a termine nei servizi sanitari regionali negli ultimi due anni di corso non deve però - avvertono i due sindacalisti - trasformare la formazione sul campo in sfruttamento. Ciò che serve è una formazione di qualità anche negli ospedali e nei servizi territoriali che non diventi una istituzionalizzazione di circa diecimila medici specializzandi-precari a basso costo per coprire i vuoti di organico dei servizi regionali, colpiti da un irresponsabile blocco del turn-over. Non vorremmo che gli specializzandi pronti a imparare nel servizio pubblico con il tutoraggio dei medici ospedalieri e del territorio si ritrovino da soli - concludono Pantaleo e Cozza - a svolgere i turni di guardia e di ambulatorio».


FONTE: Il messaggero
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Sclerosi Multipla: il ministero continua ad "ignorare" il metodo Zamboni, nessun finanziamento alla ricerca

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Un medico ferrarese scopre un nuovo metodo per combattere la sclerosi multipla che dà risultati e viene adottato come protocollo in mezzo mondo sanitario, ma il ministero della Salute temporeggia e non concede i fondi di finanziamento. Medici e pazienti costretti ad emigrare all'estero per la cura "Brave Dreams"

“I condizionamenti e le difficoltà poste dal Ministero della Salute rischiano, ancora una volta, di far scomparire una ricerca tutta italiana”. È l’allarme lanciato da Gisella Pandolfo, presidente della Ccsvi nella Sclerosi multipla, l’associazione onlus che supporta la sperimentazione del metodo del ricercatore ferrarese Paolo Zamboni per curare la sclerosi multipla. Pandolfo, dopo un raffronto tra l’incoraggiamento e il sostegno che il metodo Zamboni riceve all’estero rispetto a quanto suscita in Italia, si augura “di non dover essere tutti costretti a emigrare, malati in cerca di cura e ricercatori onesti in cerca del giusto riconoscimento”.

E questo mentre, ad Albany (New York, Usa), “uno studio preliminare su 125 pazienti – spiega la presidente -, appena reso noto, conferma l’efficacia dell’angioplastica alle vene colpite da insufficienza venosa cronica cerebrospinale (Ccsvi) come trattamento della sclerosi multipla (Sm)”.

A Stanford (California, Usa), i ricercatori “danno per scontato che la Ccsvi esiste e che si associa alla Sm, e indagano mettendo a confronto due diverse tecniche diagnostiche, che risultano in parte sovrapponibili e quindi ulteriormente confirmatorie della correlazione tra le due patologie”.

In Canada, si stanziano fondi pubblici per il finanziamento di trial clinici su queste patologie e relativo trattamento (Canada).

Invece, in Italia, “si mette ancora in dubbio l’esistenza stessa della Ccsvi, si discute pretestuosamente della sua correlazione con la Sm, si perde tempo, pavidamente facendosi condizionare da falsamente motivate e restrittive posizioni ministeriali. Tutto questo, mentre i malati sono costretti a mobilitarsi per finanziare Brave Dreams”, la sperimentazione guidata dal prof. Zamboni.

Stiamo parlando della correlazione, individuata da Paolo Zamboni, responsabile del Centro Malattie Vascolari dell’Università di Ferrara, tra una patologia venosa da lui stesso scoperta, la Ccsvi, e la Sclerosi Multipla. “E del fatto – aggiunge Gisella Pandolfo – che, curando la prima con l’angioplastica, i malati di SM ottengono indubbi benefici: la Sm si ferma, la qualità di vita dei pazienti migliora”.

E’ di questi giorni poi la presentazione al Vascular Annal Meeting di Chicago, da parte del dott. Manish Mehta, dei dati preliminari di preparazione allo studio americano Liberation (Albany, New York), che ha lo scopo di valutare il trattamento della Ccsvi mediante angioplastica nei malati di SM.

I dati presentati riguardano i primi 125 pazienti con Sm con stenosi alle giugulari interne e nelle azygos, con diverse età e con diversi livelli di malattia e disabilità, secondo quanto indicato da Zamboni. Questi dati, afferma Mehta, “suggeriscono che il trattamento è sicuro e ha offerto miglioramenti su sintomi specifici della malattia e sulla qualità di vita”.  “ I miglioramenti – è stato precisato – sono arrivati in tutte le forme di SM eccetto che per la primaria progressiva”.

“Naturalmente – premette la presidente dell’associazione, che vede Nicoletta Mantovani Pavarotti come presidente onorario – tali risultati avranno bisogno di essere convalidati da Liberation, il futuro trial controllato, randomizzato, in doppio cieco, che riguarderà 600 pazienti: uno studio analogo al Brave Dreams di Zamboni, per metodo e numero di pazienti”.

Sempre in questi giorni, la Stanford University della California ha pubblicato sull’American Journal of Neuroradiologyuno studio atto a misurare la capacità diagnostica della risonanza magnetica (MRV) per le stenosi della Ccsvi.

L’indagine, eseguita su 39 pazienti, era volta a testare la bontà della tecnica Mrv comparandola con il gold standard della flebografia con catetere. Gli studiosi hanno potuto verificare che, considerando il solo caso di stenosi della parete venosa (e quindi tralasciando le altre malformazioni che possono determinare la Ccsvi quali setti o valvole malformate) la tecnica Mrv da loro proposta dà risultati diagnostici equivalenti a quelli dell’indagine flebografica.

“Una cosa ottima, perché in questi casi si può evitare l’invasività della flebografia, e l’operatore-dipendenza dell’Ecocolordoppler”, precisa Pandolfo, che sottolinea come “tutto questo, e altro ancora, dimostra che mentre l’Italia sta a guardare, il resto del mondo procede nell’accettazione e conferma di quanto proposto da Paolo Zamboni. Dando speranze concrete ai malati di sclerosi multipla e di Ccsvi”.

FONTE: Estense.com
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L'OMS lancia un allarme Epatite in Europa, e coinvolge anche l'Italia

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Quasi un milione mezzo di nuovi casi ogni anno per l'epatite A, due miliardi di persone che hanno contratto l'epatite B, circa 130 milioni quelle che hanno un'infezione cronica da epatite C. Sono cifre che nel 2010 hanno convinto l'assemblea dell'Oms a proclamare ufficialmente la Giornata mondiale dell'epatite che si celebrerà ogni anno il 28 di luglio. La stessa data in cui dal 2008 viene celebrata dalla World hepatitis alliance.

L'obiettivo della Giornata, spiega l'Oms, è di focalizzare l'attenzione su azioni specifiche come il rafforzamento della prevenzione, lo screening e il controllo dell'infezione e delle malattie connesse, aumentare la copertura vaccinale per l'epatite B e la sua integrazione nei programmi di immunizzazione nazionale e coordinare una risposta globale all'infezione.

L’epatite virale è un’infiammazione del fegato, generalmente causata da un’infezione provocata da virus. Se ne conoscono diversi tipi, ma i principali sono cinque, indicati con le prime lettere dell'alfabeto: A, B, C, D ed E, In particolare, i tipi B e C sono la causa principale di cirrosi e tumori del fegato.

La cirrosi è un processo di accumulo di tessuto fibroso nel fegato che può evolvere per decenni senza dare sintomi. Ma in un terzo circa dei casi, la cirrosi si trasforma in tumore del fegato. Tuttavia, l’eradicazione del virus dal fegato blocca l’evoluzione della malattia e in molti casi guarisce il paziente in modo definitivo.

Purtroppo il nostro Paese detiene il poco invidiabile primato europeo per la prevalenza delle malattie del fegato provocate da virus, con una preoccupante incidenza sulla mortalità e numeri allarmanti: epatiti, cirrosi, tumori al fegato, infatti, sono la causa di circa 20 mila decessi l’anno e si stima che oltre un milione di italiani siano affetti da epatite C e circa 500mila i malati di epatite B cronica.

FONTE: Focus Salute.it
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Nasce a Roma il "Tribunale dei Diritti del Medico"

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L'Ordine provinciale dei Medici-Chirurghi e degli Odontoiatri di Roma ha avviato la costituzione del ''Tribunale dei Diritti del Medico'': come primo passo verra' definita la Commissione propedeutica alla sua formalizzazione. Cio' in ottemperanza a quanto deliberato dal Consiglio straordinario dell'Ordine riunito il 12 luglio scorso per affrontare la situazione di profondo disagio lavorativo dei suoi iscritti. All'iniziativa hanno gia' dato la loro adesione anche professionisti esterni, quali ex magistrati, avvocati, docenti universitari e giornalisti.

''Dopo anni di denunce delle gravi inefficienze del Servizio Sanitario pubblico che costringono i medici a lavorare in condizioni critiche e a subire sempre piu' frequentemente le proteste e le violenze di cittadini esasperati, ora diciamo basta a recriminazioni ipocrite e a promesse elettorali non mantenute'', dichiara il Presidente dell'Ordine, Mario Falconi.

''Siamo arrivati vicini al punto di non ritorno visto che si viene aggrediti anche quando si e' fatto appieno il proprio dovere e si e' operato con tenacia, oltre ogni ragionevole limite, per riportare in vita una sfortunata bambina giunta al Pronto Soccorso in arresto cardio-respiratorio'', sottolinea Falconi con riferimento al decesso della bimba di 11 anni avvenuto al San Filippo Neri.

''Occorre, peraltro, ricordare nuovamente come tutto il personale sanitario in quella drammatica circostanza abbia operato con un altissimo livello di professionalita'. A tale proposito incontreremo nei prossimi giorni il collega aggredito al quale daremo piena assistenza legale e lo affiancheremo costituendoci parte civile''.

L'Ordine dei camici bianchi romani individua, ancora una volta, le cause prevalenti di disservizi, errori, violenze verbali e fisiche nel contesto esasperato e inidoneo in cui ormai i medici sono costretti a operare e che investe quasi tutte le strutture sanitarie. Contesto caratterizzato sempre piu' da blocchi contrattuali e del turn-over, dal dilagare del precariato, da turni di lavoro stressanti e in ambienti spesso strutturalmente inadatti.

Il costituendo Tribunale dei Diritti del Medico si attivera' in tutti quei casi in cui dovesse ravvisare una responsabilita' nella gestione della struttura sanitaria ove si verificano disservizi, errori e/o violenze.

Conseguentemente l'Ordine di Roma denuncera' coloro che, ai vari livelli, non hanno operato perche' fossero rispettate le norme di legge e/o i contratti di lavoro finalizzati alla vera tutela della salute dei cittadini.

FONTE: Asca.it
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23 luglio, 2011

[Off Topic] - Muore la cantante Amy Winehouse

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Il mondo della musica pop inglese viene sconvolta dalla notizia della morte della celebre cantante Amy Winehouse. Notizia anticipata in Italia da Skytg24 e confermata dal portale TMZ, che riporta il comunicato stampa diramato dalla polizia inglese. Secondo gli agenti, Amy si trovava riversa sul pavimento del loft di Camden Square a Londra. Nonostante i tentativi di rianimare la cantante, alle ore 16, 05 la Winehouse, è stata dichiarata morta. Non si menziona mai, però, il nome dell'artista nel comunicato ufficiale. "Gli agenti, dopo aver trovato la donna riversa sul pavimento, hanno chiamato il London Ambulance Service. Nonostante i tentativi di rianimazione, alle 0re 16.05 la donna è stata dichiarata morta. Non sono ancora chiare le cause del decesso", scrive l'ufficio stampa della polizia londinese.

Nick Buckley, responsabile delle notizie presso il Sunday Mirror di Londra, ha confermato la morte di Amy Winehouse: "Le autorità hanno confermato che Amy Winehouse sia stata trovata cadavere nel suo appartamento a nord di Londra, alle 15.45. Le cause della morte sono da ricercarsi in una presunta overdose di alcool e droga". Amy Jade Winehouse è nata il 14 settembre 1983 da una famiglia di origine ebreo-russa a Southgate, quartiere settentrionale di Londra. A sedici anni viene notata dall’astuto ideatore di “Pop Idol”, Simon Fuller, che la mette sotto contratto con la sua agenzia di management, 19 Entertainment, procurandole un contratto discografico con la Island Records. Il primo album, "Frank", esce nel 2003 riscuotendo subito un ottimo successo di critica e di pubblico (disco di platino, oltre 300.000 copie vendute) grazie alle sofisticate sonorità vintage e jazzate ma soprattutto alla sorprendente voce della cantante, “nera” e molto più matura di quanto la sua giovane età possa far supporre. Il singolo “Stronger than me”, composto dalla Winehouse col produttore Salaam Remi, le frutta anche un Ivor Novello Award, prestigioso premio inglese riservato ad autori e compositori musicali. L’inquieta Amy è tuttavia insoddisfatta dei risultati, a suo modo di vedere troppo manipolati in studio e poco in linea con le sue vere aspirazioni musicali: decide dunque di prendersi un lungo periodo sabbatico durante il quale resta sulle pagine dei giornali gossip e delle testate musicali soprattutto in virtù di una serie di gaffe, incidenti e intemperanze che hanno a che fare con la sua passione per la cannabis e l’alcol (di questo parla esplicitamente il successivo singolo “Rehab”) ma anche, pare, con ricorrenti crisi depressive. Perso drasticamente peso, si ripresenta a fine 2006 con un nuovo disco, "Back to Black", ispirato alla musica dei gruppi vocali femminili anni ’50 e ’60, a Phil Spector e alla Motown: coprodotto ancora da Remi a fianco di Mark Ronson (Robbie Williams, Christina Aguilera, Lily Allen) e lanciato dal succitato “Rehab” (top ten in Gran Bretagna), il cd scala le classifiche inglesi raggiungendo il numero uno nel gennaio del 2007. Intanto piovono altri riconoscimenti (un Brit Award come migliore artista britannica di sesso femminile) e gratificazioni anche da parte di colleghi blasonati come Paul Weller, che condivide il palco con lei in un paio di occasioni.

Il 2007 è costellato da due cose: la crescita inarrestabile della sua fama e del suo successo, e il susseguirsi di gossip e notizie sulla sua disastrata vita, tra liti con il marito, uscite pubbliche imbarazzanti e problemi di dipendenze. Il culmine arriva nel 2008, quando le viene inizialmente rifiutato il visto di ingresso negli Stati Uniti, dove sarebbe dovuta recarsi per partecipare alla cerimonia dei Grammys. Si esibisce comunque in collegamento dall'Inghilterra, e risulta la trionfatrice della serata, con ben cinque premi. Gli anni successivi sono molto, molto tormentati: Amy fa notizia soprattutto per i suoi problemi di dipendenza, le continue liti con il compagno/marito Blake Fielder-Civil (da cui divorzia definitivamente nel 2009), e l'incapacità di dare un seguito alla sua carriera discografica. Le ultime recenti notizie di gossip la accusavano di stalking a carico del marito. Riesce a tenere qualche concerto sparso qua e là, ma la prima vera tournée, organizzata in Europa per l'estate del 2011, naufraga dopo la prima data a Belgrado, in cui la cantante si presenta visibilmente alterata e incapace di cantare. Un talento purtroppo sprecato a causa degli abusi di alcol e droga.

FONTE: Rockol.it
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10 luglio, 2011

Presunto attacco hacker, Unime rassicura "Nessuna violazione"

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""Le password di docenti, studenti e personale tecnico-amministrativo dell’Università di Messina non sono state violate dagli hacker che affermano di aver colpito numerosi atenei italiani. L’Università di Messina ed in particolare il Centro di Calcolo (CECUM) protegge le identità informatiche a termini di legge e con avanzati sistemi di crittografia. I tecnici del CECUM hanno registrato, quasi in tempo reale, un solo accesso riuscito ad un vecchio sito dipartimentale autogestito. Le informazioni “rubate” e divulgate su Internet sono solo spazzatura informatica. Il CECUM, comunque, continua a vigilare sul web per evitare accessi indebiti, anche perché la tecnologia usata dai pirati informatici è estremamente sofisticata e in continua evoluzione.""

Fonte: Unime.it
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07 luglio, 2011

Attacco hacker ai server universitari italiani, anche Messina coinvolta, rilasciati in rete numerosi dati personali degli studenti...

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L'appena creato account Twitter @LulzStorm ha divulgato i link BitTorrent a un archivio contenente dati personali di studenti e professori di diverse università italiane.

Nei documenti contenuti in un unico file pubblicizzato con tre tweet diversi informazioni ed elenchi di studenti e docenti che variano a seconda della singola università: nelle cartelle relative ad alcune università compaio anche numeri di cellulari di alcuni studenti, per altre si tratta di email corredate dalle relative password, in alcuni casi i danni sono limitati a informazioni di non particolare rilevanza, mentre nei casi peggiori vi è tutto tutto: nome, cognome, email, numero di telefono, indirizzo, password e codice fiscale degli studenti.

"Italiani - si legge nel comunicato di LulzStorm - come potete affidare i vostri dati a tali idioti? È uno scherzo? I loro siti sono pieni di debolezze. Cambiate password ragazzi; cambiate concetto di sicurezza, università. Avremmo potuto rilasciare molto di più, avremmo potuto distruggere db e reti intere. Siete pronte per tutto questo?"

Pronti o no, il consiglio è che gli studenti delle università coinvolte (Università degli Studi di Bologna, quella di Siena, di Salerno, del Salento, di Cagliari, Bari, Pavia, Foggia, Messina, Urbino, Torino e quella di Modena e Reggio Emilia, La Sapienza di Roma, la Pontifica Università Antonianum, la Seconda Università degli Studi di Napoli, la Bocconi, la Bicocca e il Politecnico di Milano) verifichino di non essere nella lista divulgata e in ogni caso provvedano a cambiare le proprie password.

FONTE: Punto-informatico.it
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02 luglio, 2011

Specializzandi in Medicina chiedono correzione nella Finanziaria per salvare le proprie pensioni

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Eccessivi tempi medi per l’accesso alla professione rispetto al contesto EU, impossibilità del raggiungimento del massimo pensionistico, proibitivo e tardivo accesso all’oneroso istituto del riscatto degli anni di laurea: sono queste le criticità che inducono il Segretariato Italiano Giovani Medici (S.I.G.M.) a chiedere al Governo ed al Legislatore di intervenire con urgenza al fine di migliorare la condizione previdenziale delle giovani generazioni di medici. La Manovra Finanziaria che sta per essere sottoposta dal Governo all’approvazione del Parlamento potrebbe essere la sede più opportuna per risolvere l’annoso problema dell’attuale duplice ed iniquo inquadramento previdenziale dei medici specializzandi in ENPAM ed in INPS. Lo sostengono i Giovani Medici (SIGM) a seguito dell’incontro intercorso in data odierna al Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale con il Consigliere Giuridico del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Francesco Verbaro, ed il Direttore Generale delle Politiche Previdenziali del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Dott. Edoardo Gambacciani.

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Trattasi di intervento a costo zero; peraltro, la corrente Manovra Finanziaria prevede già che il controllo dei patrimoni degli Enti Previdenziali Privatizzati venga attribuito alla COVIP (Commissione di Vigilanza Fondi Pensione).

I Giovani Medici (SIGM) chiedono il sostegno della FNOMCeO e di tutte le sigle sindacali di categoria alla presente proposta, che giunge in continuità rispetto alle Proposte del SIGM per migliorare la condizione Previdenziale dei Giovani Medici, presentate in occasione del Convegno Nazionale “Un giorno per il futuro – Problemi ed opportunità per le giovani generazioni di professionisti di costruirsi una pensione”, tenutosi il 25 maggio u.s. nell’ambito della Giornata Nazionale di sensibilizzazione dei Giovani alla Previdenza, promossa dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, in presenza dei vertici dell’ENPAM, del Presidente dell’INPS, Antonio Mastrapasqua, e del Consigliere Giuridico del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Francesco Verbaro.

Infine, i Giovani Medici (S.I.G.M.) esprimono apprezzamento per la proposta avanzata da alcuni sindacati (SNAMI) in merito all’ipotesi di riforma che porti al governo dell'ENPAM gli eletti direttamente dagli azionisti, ovvero tutti i contribuenti alla Cassa Previdenziale. L’elezione diretta dei vertici dell’ENPAM (CdA ed Organismi consultivi dei Fondi), o di una parte di essi da parte della base aprirebbe alla possibilità, ad oggi nei fatti disattesa, di favorire la presenza dei giovani negli organi di governo dell’Ente Previdenziale, in un momento cruciale per il futuro previdenziale delle giovani generazioni>>

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 SIGM Nazionale
Antonio Carnì
Presidente Sede SIGM Messina e rappresentante presso l'ONFMS
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28 giugno, 2011

Manovra economica: torna il Ticket, la CRI viene privatizzata...

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Affiorano nuove informazioni sulla bozza di Finanziaria che il governo italiano si appresta a varare al fine di rientrare nel bilancio statale di almeno 40 miliardi di euro nell'arco di pochi anni ed allontanare cosi lo spettro del fallimento economico, orlo di un baratro speculativo che ha già avvolto la Grecia (n.b. dove da qualche mese sono sull'orlo di una rivolta civile) e che sta per travolgere anche la Spagna, il Portogallo e l'Irlanda (da cui la famosa sigla di economia "PIGS", stranamente ideale per sottolineare la fine che questi paesi, e probabilmente anche il nostro, faranno dal punto di vista economico da qui a pochi anni). Emergono quindi novità anche in campo sanitario, il più tartassato come da tradizione in quanto una delle maggiori spese per lo Stato e uno dei "pallini fissi" dei politici italiani come sempre affascinati dal modello americano del "sanità efficiente solo se la gente paga" (modello che, stranamente, favorisce gli interessi dei privati, portando poi verso casi già conosciuti agli onori delle cronache qualche anno fa e, stranamente, subito dimenticati). Quindi, accanto a norme di interesse generale e che, stranamente, colpiscono marginalmente i ceti più ricchi, come l'aumento dell'Iva e o delle accise sulla benzina, si affiancano, stranamente, nuovi tagli e nuove tasse sul fronte sanitario. Quindi, dal 1 gennaio 2012 verrà introdotto (o sarebbe meglio dire "stranamente ripristinato") il ticket sanitario da 10 euro per le visite specialistiche ambulatoriali e di 25 euro per i codici bianchi al pronto soccorso. La manovra conferma le disposizioni previste dalla Finanziaria 2007, cioè l'introduzione dei ticket su specialistica ambulatoriale e prestazioni di pronto soccorso non seguite da ricovero. Per il 2011, come già previsto dall'accordo Stato-Regioni sul Patto della salute per il 2010-2012, il finanziamento al SSN è teoricamente incrementato di 486,5 milioni di euro.

La bozza inoltre prevede un taglio del tetto previsto per la spesa territoriale per i medicinali dal 13,3% al 12,5% e dal 2014 misure di compartecipazione da parte del cittadino: verranno quindi, stranamente, ridimensionati in modo quasi netto sia il numero di farmaci classificati attualmente come gratuiti (quelli su cui si paga solo il costo della ricetta) sia il numero di presidi concessi per patologie croniche, il tutto per andare progressivamente a scaricare il peso economico della crisi sulle spalle dei malati.

Altrettanto stranamente, mentre si confermano i finanziamenti per le missioni militari all'estero (anzi, si rafforzano con 700 nuovi milioni di euro in più), la "Croce Rossa Italiana" diviene una società privata, con le classiche conseguenze strane di quando una cosa statale diviene privata: mobilità e licenziamenti in vista. "A decorrere dal primo gennaio 2012" viene privatizzata la Croce Rossa Italiana e il personale non militare rischia di essere posto in mobilità. Verranno invece risolti entro l'anno tutti i contratti a termine. Da tale giorno l'ente "ha propria personalità giuridica di diritto privato e piena capacità giuridica e patrimoniale per il raggiungimento dei suoi fini" e "si configura come ausiliaria e collaboratrice delle P.A. nelle attività umanitarie e sociali messe in atto da quest'ultime". La 'vecchia' Cri verrà messa in liquidazione e "il personale civile con rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato", se "non assunto, su chiamata e con il proprio consenso, è posto in mobilità".


Infine, una chicca: "Le restrizioni in materia di accesso e esercizio delle professioni, diverse da quelle di architetto, ingegnere, avvocato, notaio, farmacista, autotrasportatore, sono abrogate quattro mesi dopo l'entrata in vigore dal presente decreto". Nella lista manca, stranamente, una professione importante: scoprite il perchè.

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Governo, Sanità pubblica come sempre nel mirino: previsto blocco contrattuale e retribuitivo fino al 2014

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Medici del Servizio Sanitario Nazionale sul piede di guerra contro quella che definiscono "l’ennesima ondata di tagli alla sanità", in un sistema "sempre più al collasso". Le anticipazioni della manovra economica - soprattutto per la paventata riduzione degli stipendi e il blocco dei contratti - hanno spinto l’Anaoo Assomed, principale sindacato della dirigenza del Servizio sanitario nazionale, a minacciare uno sciopero.

"E’ necessario respingere l'ennesima minaccia alla sopravvivenza del Servizio sanitario nazionale ed al lavoro dei suoi dirigenti che garantisce il diritto alla salute dei cittadini”, spiega il segretario nazionale di Anaoo Assomed 1, Costantino Troise. "Con cronometrica puntualità, il governo torna a prendere di mira la categoria - afferma l'associazione in una nota - non soddisfatto di avere, solo un anno fa, congelato le retribuzioni, bloccato il contratto per un triennio, prosciugato i fondi contrattuali, peggiorato i requisiti previdenziali, procurando complessivamente un crollo del potere di acquisto delle retribuzioni di circa il 20%, intenderebbe prolungare il blocco contrattuale e retributivo fino al 2014 e tagliare le retribuzioni superiori a 50.000 euro, mentre l'eternizzato blocco del turn over costringerà a riposi sempre più corti, a più straordinari e meno ferie, rubando ogni speranza a 8mila medici precari di lungo corso".

Pronto allo sciopero anche un altro sindacato di categoria. La Fp-Cgil Medici 2  boccia l’ipotesi allo studio nella prossima manovra di estendere i tagli anche agli stipendi del pubblico impiego superiori a 50.000 euro. "Si tratta di una scelta iniqua e inaccettabile, che se si dovesse concretizzare porterà ad una forte protesta della categoria", commenta Massimo Cozza, segretario Fp-Cgil Medici. Secondo Cozza una manovra di questo tipo rappresenterebbe "una ulteriore penalizzazione dei medici del Ssn i quali, come per tutto il pubblico impiego, hanno già gli stipendi congelati fino al 31 dicembre 2013, il blocco del contratto fino al 31 dicembre 2012, la rateizzazione della liquidazione in tre anni, la decurtazione economica in caso di malattia. Questo in un quadro sempre più drammatico di tagli alla sanità, 1,5 mld nel 2011 e 6 mld ventilati per il prossimo triennio, e di irresponsabile blocco del turn over con medici costretti a riposi sempre minori”.

Blocco dei contratti e precariato rendono sempre più difficile il lavoro negli ospedali, dove spesso si è costretti a turni sempre più estenuanti. In 10 anni i medici precari passati dalle 3.700 alle 6 mila unità. Sono quasi il 50 per cento in più. Un problema che colpisce soprattutto le donne: nel 2001 erano 1.700 e alla fine del 2009 se ne contano già 3.400. La Assomed ricorda infine che in Italia la spesa sanitaria è inferiore alla media Ocse e accusa il governo di  utilizzare "la crisi economica per minare alle fondamenta la sanità riducendo lo spazio del pubblico a favore del privato". "Un effetto tsunami colpirà la sfera delle tutele, con la facile previsione che se oggi solo otto Regioni sono in grado di assicurare i Livelli essenziali di assistenza, domani più nessuna sarà in grado di erogare le prestazioni sanitarie necessarie a garantire il diritto alla salute dei cittadini."

FONTE: Repubblica.it
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Tragedia a Rho, cardiologo muore di infarto poco dopo aver operato

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Nonostante stesse male non ha voluto rinunciare al suo dovere di cardiologo, e salvare un'altra vita in ospedale. Ma è stato il suo cuore, questa volta, a non reggere allo sforzo: così Vincenzo Capacchione, del Servizio di Emodinamica all'ospedale di Rho (Milano), è morto sabato scorso a soli 49 anni, poco dopo aver concluso un intervento chirurgico. Il medico, come racconta lo stesso ospedale e come si legge su "Il Giorno", «si trovava a casa in stato febbrile, seppure in reperibilità, per non lasciare scoperta un'eventuale urgenza. Fatto che si è verificato. Dopo essersi recato in ospedale, il dottor Capacchione ha effettuato un intervento di angioplastica su un paziente salvandone la vita. Finita l'operazione il cardiologo si è accasciato a terra privo di sensi». Un malore che lo stesso medico aveva segnalato come «uno strano dolore al petto», presumibilmente un infarto. «Quando arrivano sul tuo tavolo notizie di questo genere - commenta Ermenegildo Maltagliati, direttore generale dell'Azienda Ospedaliera Salvini di Garbagnate Milanese, cui afferisce il presidio di Rho - è sempre difficile trovare le parole giuste. Lo è ancora di più quando l'età del collega che ci lascia è così giovane e quando a casa lascia tre figli piccoli e una moglie. Se poi a questo si aggiunge il fatto che Vincenzo Capacchione facesse parte di un team di tre medici emodinamisti che ogni giorno, tra mille difficoltà, ha il compito di salvare la vita alle persone, davvero non si trovano le parole». «Posso però affermare - continua Maltagliati - che uomini come Capacchione, per il loro quotidiano impegno, per il loro altruismo e per la loro dedizione, danno lustro alle istituzioni per cui lavorano. E di questo, io in primo luogo, e tutti noi colleghi, gliene saremo sempre grati».

FONTE: www.metropolisweb.it
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27 giugno, 2011

Silenzio in sala, specie se operatoria...

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Le sale operatorie rumorose hanno effetti negativi sui pazienti nella fase post-operatoria: è quanto dimostra una nuova ricerca condotta in Svizzera. Presentato sul British Journal of Surgery, lo studio ha scoperto che le infezioni della ferita chirurgica (surgical site infections o SSI) si verificano nei pazienti che subiscono operazioni in sale con un livello di rumore significativamente più alto e questo li costringe a rimanere in ospedale per una media di 7-13 giorni in più e a pagare tre volte in più per la degenza.

I ricercatori, delle università di Neuchâtel e Berna in Svizzera, hanno esaminato 35 pazienti che si sono sottoposti a importanti operazioni programmate all'addome. Hanno preso in considerazione la durata dell'intervento, i parametri demografici e i livelli di suono nelle sale operatorie. Secondo il team, il 17% ha sviluppato SSI e l'unica variabile era il livello di rumore nella sala operatoria, che era significativamente più alto nel caso di pazienti che hanno sviluppato un'infezione.

"A causa della SSI i pazienti passano fino a 13 giorni in più in ospedale, il che fa si che la loro degenza costi fino a 3 volte in più," spiega il dott. Guido Beldi, uno degli autori anziani dello studio del Dipartimento di chirurgia viscerale e medicina dell'Ospedale universitario di Berna. "Avendo trovato una significativa correlazione tra la SSI entro 30 giorni dall'intervento e più alti livelli di rumore nella sala operatoria, non possiamo fare a meno di concludere che il rumore sia collegato a un ambiente stressante o a una mancanza di concentrazione che si riflettono sui risultati dell'operazione.

"I dati mostrano che i livelli medi durante l'intervento erano molto più alti per i pazienti che hanno in seguito sviluppato una SSI: 43,5 decibel (dB), rispetto a pazienti che non hanno sviluppato SSI, 25 dB. I ricercatori hanno trovato picchi di almeno 4 dB al di sopra della media nel 23% delle operazioni dei pazienti affetti da SSI, contro l'11% trovato in altri interventi.

Secondo il team, i livelli di rumore sembrano aumentare in entrambi i gruppi un'ora dopo la prima incisione. Tale aumento potrebbe, secondo loro, essere dovuto alla complessità dell'intervento, ma le conversazioni su argomenti che non riguardavano il paziente sono risultate legate a un livello di rumore molto più alto, il che è probabilmente dovuto a una mancanza di concentrazione del team di chirurghi. I ricercatori sottolineano però che tale interpretazione è congetturale perché la durata delle conversazioni non riguardanti il paziente non è stata registrata.

"I risultati del nostro studio suggeriscono che i livelli di rumore più alti nelle sale operatorie potrebbero indicare situazioni di difficoltà dell'intervento, un ambiente stressante, scarsa disciplina o concentrazione," dice il dott. Beldi. "Ognuno di questi fattori potrebbe far aumentare il rischio di SSI e di altre complicazioni e sono necessari ulteriori studi sulla fonte del rumore nelle sale operatorie e delle specifiche conseguenze che ha sul comportamento e sul rendimento dei chirurghi."

Commentando il fatto che gli ambienti chirurgici rumorosi probabilmente influenzano la concentrazione del chirurgo sul compito che sta svolgendo, il professor Ara Darzi del Dipartimento di chirurgia dell'Imperial College di Londra scrive in un editoriale all'articolo: "Gli autori devono ricercare parametri clinicamente importanti riguardo la qualità e la sicurezza rispetto ai quali misurare i risultati. È anche importante notare che questa ricerca deriva da un semplice interrogativo di ricerca e non ha comportato uno studio multicentro, ha comunque prodotto risultati interessanti e rilevanti per la comunità scientifica. Non sempre la ricerca ha bisogno di essere fatta su larga scala, i chirurghi dovrebbero essere incoraggiati a esaminare i problemi quotidiani con cui si confrontano e a cercare metodi innovativi per studiarli.





FONTE: www.molecularlab.it e www.cordis.europa.eu.int
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Uso nel Ramipril per ostacolare l'insorgenza dell'insufficienza renale cronica: -86% di rischio nei soggetti obesi

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Importante notizia nel campo della Nefrologia. Uno studio condotto dall'Istituto di biomedicina e immunologia molecolare del CNR in collaborazione con l'Istituto Mario Negri di Bergamo ha analizzato il ruolo di un inibitore enzimatico che regola la sintesi dell'angiotensina II, il Ramipril, nel ridurre la percentuale di casi di insorgenza di insufficienza renale cronica (IRC) nei pazienti obesi a rischio.

Il responsabile dell'Ibim-CNR, Dr. Zoccali, ha spiegato: "Grazie all'impiego in terapia del Ramipril, si è riusciti ad abbassare la progressione della malattia in tutte le tre categorie ponderali, fino ad arrivare a una riduzione del rischio pari all'86% nei soggetti obesi rispetto al 47% normopeso. Nel gruppo trattato con il placebo, gli obesi erano la categoria più a rischio di far progredire l'insufficienza renale al suo ultimo stadio, per questo i risultati ottenuti sono molto importanti. Gli Ace inibitori sono in grado di ridurre la pressione arteriosa e di tenere sotto controllo l'aumento della pressione di filtrazione a livello glomerulare, causata da alti livelli di angiotensina II. Ora non resta che dimostrare che gli Ace inibitori, come il Ramipril, siano in grado di dare gli stessi risultati anche nei pazienti con proteinuria bassa o assente" ha concluso Zoccali. La ricerca ha analizzato i dati raccolti durante un precedente studio che aveva analizzato gli effetti del principio attivo Ramipril su 337 pazienti di sesso sia maschile che femminile affetti da malattie renali proteinuriche. I dati raccolti sono stati pubblicati sul Journal of American Society of Nephrology.

FONTE: www.molecularlab.it
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In arrivo la carta "MyCare", anamnesi inglese di una vita a portata di click...

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E' in fase avanzata di test il progetto inglese "MyCare", una carta che permette di riassumere in un microchip tutte le informazioni concernenti la nostra salute. Idea non originale ma sostenuta con forza dal governo locale, la carta è il frutto di un lungo e costoso percorso scientifico compiuto nell'università londinese: il progetto è finanziato dalla "Engineering and Physical Sciences Research Council 3  (EPSRC)" con uno stanziamento triennale di circa 260 mila sterline per tre anni, e recentemente la card ha concluso con successo i primi test. A questo punto i ricercatori hanno intenzione di avviare un progetto-pilota su larga scala che, se completato con successo, potrebbe rendere disponibile MyCare entro tre o quattro anni.

L'idea di fondo è abbastanza semplice: riassumere l'intera anamnesi di una vita a portata di click. Uno dei responsabili del progetto, il prof. Panicos Kyriacou, spiega: "Quando si ha a che fare con un'emergenza medica, i pazienti potrebbero essere privi di sensi o incapaci di comunicare per qualche altra ragione: il nostro dispositivo rende facilmente accessibili i dati che potenzialmente possono salvare la vita". Ad esempio, durante il primo soccorso dopo un incidente, il personale paramedico potrebbe usare la carta MyCare per scoprire se le vittime hanno qualche allergia, ad esempio ai guanti di lattice usati dai soccorritori. MyCare è infatti dotata di una presa USB estraibile e può essere collegata facilmente ad un computer. Lo stesso personale di soccorso potrebbe poi trasmettere in anticipo all'ospedale i dati medici dei pazienti, fornendo così ai medici più tempo per organizzarsi. MyCare potrà essere utile anche in situazioni meno estreme, come ricoveri o interventi in ospedale. In quel caso il paziente dovrà consegnare la sua carta al personale medico, che con un apposito software potrà aggiornare la sua storia clinica dopo il ricovero. MyCare potrà anche essere utilizzata in farmacia per costruire una cronologia delle prescrizioni dei farmaci. Solo il personale medico autorizzato avrà il permesso di aggiornare i dati medici sulla carta, ma il paziente potrà comunque visualizzare la sua storia clinica ed eventualmente aggiornare i propri dati personali, come numeri di telefono e recapiti.

Pur essendo il primo progetto simile nel Regno Unito, carte analoghe a MyCare sono state già proposte in altri Paesi. Tuttavia questa carta ha alcune caratteristiche uniche, sviluppate dagli autori grazie a progetti precedenti condotti alla fine degli anni Ottanta. Progetti di successo ma che necessitavano di una tecnologia più avanzata che oggi è finalmente disponibile. Un ruolo chiave è sicuramente giocato dal software di lettura della carta, che è stato scritto in Python, un linguaggio di programmazione in forte diffusione negli ultimi anni. Questo linguaggio infatti permette di scrivere facilmente programmi capaci di funzionare su vari computer e vari sistemi operativi, da Windows ai sistemi basati su Linux. La modularità del software di MyCare rende inoltre molto semplice l'aggiornamento e l'aggiunta di nuove funzioni. Infine, gli autori hanno deciso di sviluppare il software di MyCare in maniera completamente open source, offrendo così a tutti la possibilità di scaricarlo 4, valutarlo e contribuire al suo sviluppo.

Semplice e sicura. Avere la nostra storia clinica nel portafoglio ha sicuramente grandi vantaggi, ma ci espone a possibili rischi legati alla privacy. Per questo motivo i ricercatori inglesi hanno sviluppato un sistema di accesso alla carta protetto da sistemi simili a quelli usati nei sistemi di online banking. Grande attenzione è stata posta anche alla semplicità di utilizzo. "La carta MyCare è stata specificatamente progettata per essere semplice da usare indipendentemente dal proprio grado di conoscenze informatiche", continua Kyriacou. Il passo successivo sarà offrire la nuova versione della carta ad un ulteriore campione di pazienti e di personale medico, per determinare i punti deboli e sviluppare nuove utili funzionalità. Forse così fra qualche anno, oltre a bancomat e carte di credito, potremmo portare in tasca anche la nostra salute.

 FONTE: Repubblica.it
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Google abbandona "Google Health": scarso utilizzo e problemi di privacy...

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Non tutte le idee sembrano funzionare a Mountain View. E se i nuovi servizi non ottengono il successo sperato, meglio ritirarli dalla piazza. È quanto sta per succedere a Google Health e Google PowerMeter, lanciati rispettivamente nel 2008 e nel 2009 e ora prossimi al congedo. "Ora - si legge sul blog ufficiale di Google - dopo alcuni anni di esperienza, abbiamo osservato che Google Health non sta avendo il largo impatto che speravamo avesse". Il servizio che permette la condivisione e l'aggiornamento delle propria cartella clinica online sembra sia stato utilizzato solamente da gruppi ristretti di utenti, tra cui i pazienti sensibili alle innovazioni tecnologiche e, più di recente, dai patiti di fitness e wellness. Un servizio che, ribadiscono da Mountain View, non è riuscito a superare il limite dell'uso ristretto e allargarsi alla routine quotidiana di milioni di persone.

Stesso destino toccherà a PowerMeter, applicazione nata con lo scopo di misurare in tempo reale i consumi di tutti gli elettrodomestici presenti in casa. Il motivo della cancellazione, anche in questo caso, risponde alla scarsa diffusione registrata dal lancio del prodotto. "I nostri sforzi non hanno ottenuto la portata che speravamo, quindi abbiamo deciso di ritirare il servizio", spiegano Aaron Brown e Bill Weihl, responsabili di Google Health e del settore Green Energy.

La logica sottesa ai due servizi intendeva dimostrare che, con la possibilità di disporre di informazioni frequenti e migliori, l'utente sarebbe stato in grado di compiere scelte più consapevoli sia in materia di salute personale sia in relazione al risparmio economico ed energetico in casa. La mancata riposta su larga scala - sostengono Brown e Weihl - sottolinea la difficoltà di diffondere informazione in aree tradizionalmente resistenti all'innovazione.

Al momento del lancio, tuttavia, Google Health aveva sollevato qualche perplessità in materia di privacy. In particolare, ci si è chiesto se la possibilità di controllare dati e informazioni sensibili sulla salute degli utenti potesse essere sfruttata a scopi commerciali da parte di Google. A destare preoccupazione, inoltre, era anche la modalità di archiviazione dei dati: il sistema di Google non sarebbe stato coperto dalle garanzie sulla privacy offerte dall'Health Insurance Portability and Accountability Act (HIPAA).

Secondo le informazioni a disposizione, Google Health resterà in funzione fino all'inizio di gennaio 2012, mentre PowerMeter sarà disattivato il 16 settembre 2011.


Autrice: Cristina Sciannamblo
FONTE: www.punto-informatico.it
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23 giugno, 2011

E. Coli killer: si ferma l'emergenza, accertato il meccanismo d'azione, ma non la fonte...

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I ricercatori dell'Università di Munster, nel Nord della Germania, avrebbero individuato il meccanismo di base che ha determinato la morte di almeno 34 persone e l'intossicazione di almeno 3000 pazienti nelle ultime settimane nei paesi nordeuropei. Il ceppo O104:H4 sarebbe mutato, sviluppando la capacità di produrre la tossina Shiga, tipica tossina prodotta dal batterio Shigella Dysenteriae tipo 1 e agente come inibitore della sintesi proteica cellulare e dunque in grado di provocare la morte cellulare per degenerazione. La ricerca, sotto la guida del patologo Helge Karch che con il suo staff ha esaminato ben 80 campioni differenti prelevati da pazienti ricoverati tra il 23 maggio e il 2 giugno, ha permesso l'individuazione del ceppo HUSEC041, già noto a causa di un paziente che nel 2001 aveva presentato sintomi piuttosto simili. L'infezione si diffonderebbe in modo molto veloce grazie ad un meccanismo citotossico particolarmente aggressivo, basato su una delle Verotossine più potenti prodotte dai batteri, e grazie all'uso di adesine che rafforzerebbero l'ancoraggio di questi batteri alla parete intestinale. Come spiegato sulla rivista Lancet Infectious Diseases, che ha pubblicato lo studio, sarebbe proprio tale aderenza favorirebbe la diffusione della tossina Shiga, la quale "indirizzerebbe" in molti casi l'infezione verso la sindrome emolitico-uremica. La tossina Shiga, come tutte le Verotossine, presenta una struttura molecolare costituita da due subunità: A e B5 (un pentamero).Attraverso l'oligomero B si lega ad un globoside (Gb3) di membrana e viene introdotta nel citoplasma della cellula infettata (per endocitosi mediata dal recettore), dopodiché il frammento A1 della subunità A, grazie alla sua attività catalitica N-glicosidasica, rimuove un residuo di adenina dal rRNA 28S (della subunità ribosomica maggiore) impedendo in tal modo il legame dell'aminoacil-tRNA al sito A del ribosoma e provocando un blocco della sintesi proteica. A fianco della pericolosità della fusione dei due ceppi, a peggiorare la situazione c'è anche la questione della resistenza agli antibiotici. Spesso infatti l'E.coli nella sua versione di clone, sviluppa la capacità di combattere le sostanze antibiotiche, attenuandone significativamente gli effetti. La resistenza all'uso dei comuni farmaci antibatterici rappresenta, come è stato detto più volte in questi giorni, una delle future sfide della medicina clinica, in quanto l'uso (spesso smodato) di antibiotici ha determinato per selezione naturale la progressiva emersione di ceppi patogeni altamente pericolosi e più resistenti, in grado di seminare il panico come accaduto nei giorni scorsi in mezza Europa.

Intanto, le autorità tedesche sono ancora dubbiose in merito alla possibile fonte di contagio del batterio. Dopo numerose ipotesi, spesso clamorosamente smentite, ma che hanno arrecato grave e temporaneo danno economico (ad esempio, l'ipotesi di contagio da una partita infetta di cetrioli, di pomodori, di lattughe e di soia), le autorità avrebbero individuato il batterio in alcune partite di acqua contaminate. "I primi risultati negativi dei test sulla soia sembrano avvalorare la tesi di una fonte di contaminazione che non va cercata in singoli alimenti, ma che ha le sue radici in problemi igienici più generali", ha spiegato il ministro della Salute italiano Fazio, ricordando che questo tipo di batterio si muove tipicamente con "contaminanti di origine fecale", contaminazione che spesso avviene nell'acqua. Quanto all'ipotesi dell'origine bioterroristica di questa variante tossica dell'E. Coli, Fazio la respinge con fermezza, invitando piuttosto a considerare la possibilità che sia incidentalmente "scappato qualcosa da qualche laboratorio".

FONTI: www.newnotizie.it e www.wikipedia.it
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Torna la Notte Bianca della LILT

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Torna la Notte Bianca della Prevenzione. Per il secondo anno consecutivo la LILT (Lega Italiana Lotta contro i Tumori) ha puntato su una serata particolare per sensibilizzare i cittadini ad uno stile di vita sano, la prima arma contro i  tumori. Il 23 Giugno dal tramonto e fino a notte fonda (è la notte più lunga dell’anno) in tutta Italia gli ambulatori  della Lilt saranno aperti al pubblico, oltre il solito orario convenzionale, affinché anche chi lavora fino a tardi possa avvicinarsi all’informazione e a visite mediche specialistiche gratuite. Ma il tutto sarà accompagnato da eventi culturali e di divertimento (musei aperti, spettacoli ad hoc, concerti, ecc), per invogliare anche i più pigroni ad uscire di casa e dedicarsi un pochino di tempo. La manifestazione si svolge sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica. Sul sito della Lilt, il programma dettagliato città per città e l’indirizzo di 395 ambulatori (elenco reperibile cliccando sul link).

La Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (LILT) è un Ente Pubblico su base associativa che opera sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, sotto la vigilanza del Ministero della Sanità e si articola in Comitati Regionali di Coordinamento. Opera senza fini di lucro e ha come compito istituzionale primario la prevenzione oncologica. L’impegno della LILT nella lotta contro i tumori si dispiega principalmente su tre fronti: la prevenzione primaria (stili e abitudini di vita), quella secondaria (promozione di una cultura della diagnosi precoce) e l’attenzione verso il malato, la sua famiglia, la riabilitazione e il reinserimento sociale.
In questo senso i punti di forza della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori sono rappresentati dai 395 ambulatori dislocati su tutto il territorio nazionale e dai numerosi volontari al servizio della comunità. Attraverso le 106 Sezioni Provinciali la LILT persegue le proprie finalità sul territorio nazionale. Le Sezioni sono organismi associativi autonomi (in molti casi riconosciute come ONLUS) che operano nel quadro delle direttive e sotto il coordinamento della Sede Centrale di Roma e dei rispettivi Comitati Regionali di Coordinamento.


FONTE: Lilt.it
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SENTIERI DELLA MEDICINA

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