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AFORISMA DEL GIORNO

18 ottobre, 2009

Un classico esempio di falsità: un'appello per una trasfusione urgente per Riccardo...

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Mattinata piovosa in quel di Messina. Stamane decido di staccare dalle studio e di scendere in quella che da qualche mese è la mia nuova chiesa. A fine messa il parroco ha lanciato un appello pubblico in merito a un caso urgente, portando all'attenzione la necessità di una trasfusione urgente per un bimbo di 17 mesi affetto da leucemia fulminante, appellandosi quindi a tutti coloro che erano dotati di sangue del gruppo B Rh+. "Riccardo" di nome, "capriccioli" o "capricciosi" di cognome, leggermente storpiato in un tipico siciliano. E al seguito un numero di telefono wind. Il curare una leucemia mediante una trasfusione e il richiedere urgentemente sangue di un gruppo abbastanza comune (ad esempio il B è anche il mio) mi destava qualche dubbio. Anche il nome mi ricordava già qualcosa, una vaga memoria. Torno a casa e per puro caso da una rapida ricerca su internet trovo scritto sul sito ladysilvia.it l'articolo che andrete a leggere subito sotto. In pratica, l'appello è un falso che si storpia dal 2007 cambiando quel numero, sempre agganciato a una segreteria telefonica. Un'urgenza che fortunatamente non c'è, ma che va a coprire le urgenze più serie, intasando centralini (con buona pace delle compagnie telefoniche) e causando un'allarme infondato. Il che mi riporta alla conferma che viviamo in un mondo con troppi balordi, dove si può arrivare a scherzare su di una patologia terrificante come la leucemia per il solo piacere di creare allarme di massa e vedere una propria email falsa diffondersi a formare la tipica catena di "Sant'Antonio".

Di seguito l'articolo tratto dal sito news.ladysilvia.it


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Trento: Si ripropone nuovamente il caso del Bimbo di 17 mesi con il messaggio che girava nel Settembre 2007 «Fallo girare per favore, bimbo di 17 mesi necessita sangue B+ per forma di leucemia fulminante tel. 035-556625 Riccardo Capriccioli. Grazie.» Tale messaggio ha origine nel Marzo 2007 dove veniva smentita la notizia.. ma nulla è servito.. e la psicosi continua..

Oggi riceviamo l'ennesimo SMS.. che si ripropone con un'altra variante Gennaio 2008 «Fallo girare per favore, bimbo di 17 mesi necessita sangue B+ per forma di leucemia fulminante tel. 328 2694447 Riccardo Capriccioli. Grazie.»

Cambia solo il telefono... che risulta essere connesso ad una segreteria telefonica di un utente WIND..

Sta diventando un caso studio abbiamo verificato che il passa parola subisce alterazioni, si evolve in un caso deformato nel contenuto e poi nel numero telefonico. Il messaggio originale era il caso riproposto già da noi nell'Aprile 2007, Tale caso aveva intasato interi centralini, producendo veri problemi di smistamento e soccorso mancato a chi veramente aveva bisogno di cure immediate. Ricordate sicuramente tutti il caso Meyer «Bambino leucemico, scorte di sangue al Meyer».. Noi di LSNN abbiamo telefonato in ospedale e siamo stati rimproverati di intasare linee di soccorso per un caso di cui esistevano solo messaggi illusori di personaggi presi dal panico per un fatto inesistente.

Il nostro Test di verifica ci ha lasciati perplessi.. nessuno ricorda il caso.. Meyer (vedere foto articolo e troverete la frase del bambino di 17 mesi), tutti vedono questo caso come un caso nuovo..

Noi di LSNN avevamo già parlato nel mese di Aprile 2007, a questo link : Meyer: non c’è emergenza sangue di tipo B+ per Bimbo Leucemico Pubblicata - 24 Aprile 2007 - h 23:25:03..

Pensate che su LSNN la notizia del bambino, è stata letta quasi 800 volte, da aprile a oggi. Se pensassimo a quanti messaggi SMS sono stati inviati attraverso il passa parola, solo di persone attorno a noi, hanno ricevuto almeno 10 SMS.. una media di 1 messaggio a telefonino

In media gli italiani hanno due numeri di cellulare e, facendo un breve calcolo arriviamo a ipotizzare un moltiplicatore che ci fa pensare ad un business di 15 Cent. di Euro.. per SMS che ha generato un vero business per le compagnie telefoniche che supera abbondantemente i 2.5 milioni di euro e, un danno alle strutture sanitarie del Meyer e di altre strutture prese d'assalto, producendo ansia nelle persone, come se non bastassero tutti i problemi che ci assillano nel quotidiano tra tasse e ingiustizie di ogni genere.
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11 ottobre, 2009

Ricevo e pubblico: lettera dal Sims relativa alla previdenza per Specializzandi

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Caro collega…Ciao! Spero tu stia e bene e ti ricordi di me, sono Francesco Macrì Gerasoli, responsabile del Segretariato Italiano dei Medici e Specializzandi di Roma. L’anno scorso abbiamo tribolato per difenderci dal ratto dell’INPS sui nostri stipendi e per fortuna grazie al fatto che siamo riusciti ad essere fastidiosi tra giornali, lettere, fax e manifestazione siamo riusciti a difenderci con successo.
Ti riscrivo oggi per ricordarti che avevamo concluso accordandoci con i politici su un totale passaggio in ENPAM come Medici in formazione specialistica, abbandonando completamente l’INPS. Ad oggi questo passaggio non è ancora avvenuto e noi del SIMS stiamo pressando, tra mille difficoltà, affinchè questo avvenga. Infatti se ciò accadesse, pur versando all’ENPAM (circa il 12 %) meno di quanto versiamo attualmente all’INPS (il 17 %) per 5 anni di media, avremmo una pensione di gran lunga remunerativa e soddisfacente rispetto a quella dell’INPS nel futuro.
Mi rendo conto che sei sfiduciato visto come vanno le cose in Italia, né ti chiedo di fare una sommossa snervante e pesante come l’anno scorso per i tuoi diritti, ma l’unica cosa che desidereremmo noi del SIMS (ormai Segretariato Italiano dei Giovani Medici-SIGM) è che tu prenda contezza dei tuoi (nostri) problemi reali che ci si presenteranno nel futuro, per non parlare delle tematiche a riguardo delle nostre colleghe gravide (questo contratto sembra avere infatti un enorme “vuoto” in materia di maternità). Le alternative sono varie per tentare di ovviare a questo ennesimo sopore/sopruso della nostra classe politica nei confronti di noi futuri dirigenti della sanità italiana: 1) riuscire a contribuire davvero totalmente in Enpam; 2) cominciare a versare sin da subito in un fondo di previdenza complementare privato, secondo alcune modalità. Per queste tematiche e per altre che noi del SIGM-SIMS abbiamo organizzato una conferenza programmatica nazionale a Roma il pomeriggio di venerdì 30 ottobre ed il sabato mattina del 31. Mi farebbe piacere che tu partecipassi e ci dessi il tuo sostegno. La conferenza non ha alcun costo di iscrizione ed è anche una scusa se non sei di roma per farti un bel week-end nella capitale, sfruttando le iniziative che abbiamo da proporti.
Trovi tutte le informazioni necessarie sulla Home di questo sito: www.sims.ms
Ti mando un grande abbraccio e spero quindi di conoscerti al più presto.

Francesco Macrì Gerasoli
Responsabile Nazionale Previdenza SIGM.
Ulteriori informazioni su: www.giovanimedici.com e www.sims.ms
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10 ottobre, 2009

Spagna: in espansione l'uso del palloncino intragastrico per combattere l'obesità grave

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Nella penisola iberica sta riscuotendo negli ultimi mesi un discreto successo l’utilizzo di una tecnica chiamata in spagnolo Balón intragástrico, un trattamento non chirurgico ma certamente invasivo tanto da determinare la comparsa di una serie di forum online in cui si sostengono numerosi dibattiti in merito all’efficacia dell’uso di tale procedura.

La tecnica del palloncino intragastrico è un trattamento solitamente indicato per persone gravemente obese e che vogliono ricorrere a un’alternativa rispetto al trattamento chirurgico dell'obesità sia per evitare i rischi chirurgici associati a un eccesso di massa grassa e sia per avere un’alternativa che consenta di attuare un dimagrimento anche in presenza di condizioni individuali particolarmente problematiche.

Si tratta di un palloncino espandibile, in silicone, che viene inserito attraverso il cavo orale per mezzo di una tecnica endoscopica e viene quindi posizionato nello stomaco. Una volta collocato il palloncino viene riempito con soluzione fisiologica sterile tra 400 e 700 cc, in relazione all’eccesso di peso e al volume della camera gastrica del paziente. L'obiettivo è quello di creare una sensazione di pienezza continua perché andando ad occupare gran parte dello stomaco mantiene la parete espansa e fornisce la tipica sensazione di pienezza gastrica come si fosse già consumato un pasto.

Questo trattamento è applicato previa sedazione e dopo aver effettuato dei test pre-operatori, in particolar modo per verificare la tolleranza ai materiali con cui il palloncino è prodotto. È una procedura rapida e l'ospedalizzazione non è necessaria, può essere infatti eseguito in pochi minuti. La tecnica del palloncino intragastrico non è tuttavia da sola sufficiente: è infatti accompagnata da una dieta personalizzata ipocalorica presentata da un endocrinologo, il quale stabilisce il nuovo regime alimentare in base a numerosi parametri e mantenendo una condizione quanto più possibile tollerabile, al fine di garantire una corretta alimentazione senza che la sensazione di pienezza possa interferire con il necessario apporto di cibo. Oltre ad aiutare la perdita di peso, la dieta ha insegnato a sviluppare buone abitudini alimentari che rimangono anche dopo la fine del trattamento.

Il palloncino intragastrico può rimanere nello stomaco fino a 6 mesi e può essere rimosso in qualsiasi momento lo si desidera, anche qualche settimana dopo l’inizio del trattamento al raggiungimento dei risultati voluti riguardanti la perdita di chili. Se clinicamente necessario è anche possibile effettuare, con la medesima operazione, una sostituzione con un altro palloncino e quindi continuare con la dieta.

Un esempio di una delle tante società spagnole che si sta occupando dell'uso di quel che viene chiamato Balón intragástico è dato dal sito obesitymedicalcenter.com, la quale offre un'ampia descrizione su tale tecnica e sugli effetti, fornendo ovviamente una descrizione quasi esclusivamente positiva perchè di parte in quanto lo stesso sito offre una consulenza per gli spagnoli che siano interessati a praticarla.

L’effetto del Balón intragástrico è paragonabile a quello degli interventi di restrizione gastrica in quanto il pallone intragastrico (BIB) induce un precoce senso di sazietà durante i pasti. Anche se la mortalità è inferiore allo 0,1%, l’intervento non è privo di complicanze, infatti le complicazioni a cui possono andare incontro i pazienti operati con il palloncino intragastrico (BIB) sono:

Nausea e vomito, che in molti casi possono persistere per molto tempo; senso di pesantezza addominale, dovuto ovviamente alla collocazione de palloncino; dolori addominali o dorsali, sia permanenti che ciclici; reflusso gastroesofageo; ostruzione intestinale nei casi in cui il palloncino non è sufficientemente riempito oppure se ha una diminuzione del suo volume; ostruzione esofagea con frequente reflusso gastroesofageo e danni all’epitelio dell’esofago; asma da reflusso.
Ulteriori informazioni relative a questa tecnica possono essere ottenute seguendo questi link:

Società italiana chirurgia dell'obesità e delle malattie metaboliche
Associazione italiana obesità
Società americana chirurgia dell'obesità e delle malattie metaboliche
Una delle società spagnole specializzate nell'uso del Palloncino Intragastrico

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09 ottobre, 2009

Un testimonial per prevenire la diffusione del virus H1N1? Topo Gigio!

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Curiosa iniziativa da parte del Ministero del Welfare che ha deciso di attribuire un importante ruolo al personaggio "Topo Gigio", incaricato di fare da testimonial alla campagna creata a sostegno delle "5 regole d'oro" per la prevenzione della diffusione del virus influenzale. Il topo italiano più famoso della tv ha sgambettato allegro durante la conferenza di presentazione, cantando in spalla al ministro vestito da medico con tanto di stetoscopio. E' ovviamente evidente l'intezione di imbastire una campagna rivolta in particolar modo alla fascia più giovane della popolazione, usando un personaggio particolarmente amato dai bambini per educare fin da giovani a regole basilari quali il lavarsi spesso le mani, il tossire o starnutire con un fazzolettino davanti o, quinta e ultima regola, il curarsi a dovere qualora le prime 4 regole non fossero riuscire a prevenire il contagio. Topo Gigio è un pupazzo animato creato in Italia per la televisione nel 1959 da Maria Perego, la sua creatrice in un'intervista attribuì il suo enorme successo al fatto che esso fosse "il ritratto del candore, della fiducia in un mondo flagellato dai pericoli e dalle paure". Altri contribuirono fattivamente alla sua ideazione ed al suo successo, in particolare Federico Caldura, Guido Stagnaro e Peppino Mazzullo, sua voce storica. Le sue prime apparizioni televisive sono del 1959, a Canzonissima, condotta da Delia Scala e Nino Manfredi e l'11 febbraio nella trasmissione per ragazzi Saltamartino.

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Domani 10 Ottobre il "Obesity Day": da consigli sulla dieta al fitness, nel segno della prevenzione...

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Domani 10 ottobre è il giorno dell’Obesity Day: ai apriranno le porte delle Unità Operative di Dietetica e Nutrizione Clinica e delle Unità di Nutrizione ospedaliere e territoriali di tutta Italia per fornire informazioni gratuite in particolar modo sul come migliorare il proprio peso e rimettersi velocemente in forma tramite diete "sostenibili" (cioè non esagerate e che non mettono a rischio la salute delle persone come spesso capita con le rischiose diete "fai-da-te") e tanta attività fisica. In Italia, secondo gli ultimi dati ci sarebbero cinque milioni e mezzo di obesi, di cui mezzo milione di obesi gravi e un aumento del 25% degli obesi dal 1994 a oggi.

L' obesità è un fattore di rischio per la salute, tipica, anche se non esclusiva, delle società dette "del benessere". Si definisce obeso un individuo la cui massa di tessuto adiposo sia eccessiva, con indice di massa corporea maggiore di 30, e sia in grado di essere causa o aggravante di malattie. Tra queste sono le disfunzioni cardiocircolatorie, il diabete, problemi alle articolazioni, ictus e la sindrome da apnea notturna. Dieta ipocalorica e attività fisica possono aiutare nei casi meno gravi, ma per quelli più problematici si interviene anche con terapie farmacologiche o chirurgiche.

Fonte: vari siti
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Bologna, medico cura bambino affetto da fibrosi con medicina ayurvedica: indagato per omicidio volontario

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Un’accusa di omicidio volontario per un medico professionista di 52 anni che avrebbe deciso di cambiare la terapia farmacologica tradizionale a cui era sottoposto un bambino di sei anni affetto da fibrosi cistica per curarlo con la medicina “ayurvedica”: il piccolo dopo alcuni mesi morì. L’incredibile fatto è accaduto a Bologna dove la Procura ha deciso di tramutare l’accusa durante le indagini: non più omicidio colposo ma omicidio volontario, ed è tra i primi casi in cui per la morte di un paziente un medico viene accusato con tale formula perché il suddetto, sospendendo la terapia tradizionale, ha accettato il rischio che si potesse verificare un peggioramento che avrebbe portato inesorabilmente al decesso.

La medicina ayurvedica è composta da una serie di nozioni e principi “popolari” utilizzati in India fin dal IV millennio a.C. e diffusi ancora oggi nel sub-continente più della medicina occidentale. Ayurveda è una parola derivante da “ayu”, traducibile come “scienza della vita”. Viene citata per la prima volta nel Charaka Samhita, un trattato di 500 principi medicinali compilato intorno al 1000 a.C.. I principi medicinali utilizzati sono, in genere, minerali, metalli purificati e combinati con acidi fulvici ed erbe, in forma di polveri, pastiglie, infusi, etc. La maggior parte è di natura fitoterapica e ogni medicinale ha una specifica “modalità di utilizzo”, perché agisca alla sua massima efficacia. È attualmente annoverata dall'Unione Europea e dalla maggior parte degli Stati membri tra le medicine non convenzionali la cui erogazione è consentita da parte di medici qualificati.

La fibrosi cistica è una grave malattia genetica caratterizzata da infezioni polmonari ricorrenti, insufficienza pancreatica, stati di malnutrizione, cirrosi epatica, ostruzione intestinale e infertilità maschile. Una consulenza fatta fare dalla Procura di Teramo, che aveva avviato l'inchiesta dopo una denuncia della zia del bambino, deceduto nel giugno 2006, e che poi ha passato per competenza il fascicolo alla Procura di Bologna, ha indicato in 30 anni la prospettiva di vita di un caso patologico come quello del bambino. I genitori dello stesso, prima indagati ma poi prosciolti, erano venuti a conoscenza della medicina alternativa praticata dal medico bolognese tramite una farmacista. Così decisero per un consulto, che avvenne nel settembre 2005. Il medico prescrisse erbe e polveri minerali, confezionati legittimamente dalla moglie che ha una erboristeria. Il medico avrebbe detto di sospendere la terapia basata sulla medicina tradizionale (a base di cortisone con frequenti ricoveri in ospedale), lasciando solo la somministrazione di enzimi pancreatici. Nel rivalutare il capo di imputazione sono state rilette le testimonianze di altri pazienti con patologie meno gravi e a cui lo stesso medico imputato avrebbe sospeso le terapie tradizionali ottenendo allo stesso tempo soltanto peggioramenti.
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06 ottobre, 2009

Premio Nobel della Medicina 2009 assegnato agli scopritori dell'enzima Telomerasi

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Il premio Nobel della medicina 2009 è stato assegnato a Elizabeth Blackburn, Carol Greider e Jack Szostak, tre scienziati che hanno risolto uno dei principali misteri della biologia cioè come i cromosomi possono essere copiati in modo completo durante la divisione cellulare e come vengono protetti dalla degradazione.

Elizabeth Blackburn e Jack Szostak hanno scoperto che un'unica sequenza di Dna nei telomeri protegge i cromosomi dalla degradazione mentre Carol Greider e ancora Elizabeth Blackburn hanno identificato l’enzima “telomerasi” che agisce ricostruendo i telomeri e proteggendo in tal modo le estremità degli stessi cromosomi i quali si accorciano molto gradualmente nel tempo determinando un invecchiamento della cellula. Se l'attività della telomerasi è elevata i telomeri mantengono la loro lunghezza e la senescenza cellulare viene ritardata. Questo accade soprattutto nelle cellule tumorali laddove l’attivazione dell’enzima telomerasi consente di rendere queste cellule come virtualmente immortali. Le cellule cancerose possono infatti dividersi all'infinito senza che i telomeri si accorcino, grazie all'iperattività della telomerasi. L'assegnazione del Nobel 2009 ai tre scienziati e al loro lavoro riconosce e premia la scoperta di un meccanismo fondamentale nella cellula e che ha favorito lo sviluppo di nuove strategie terapeutiche. Il cancro potrebbe essere trattato spegnendo la telomerasi: diversi studi sono in corso, inclusi test clinici su vaccini che hanno come bersaglio le cellule con un'elevata attività della telomerasi. Ma l'enzima ha un ruolo chiave anche in alcune malattie congenite. Alcune malattie ereditarie, invece, sono caratterizzate da una scarsa attività dell'enzima, che si traduce in danni cellulari.

Come ogni scoperta in medicina, lo studio dell’enzima telomerasi parte da esperimenti e confronti di risultati appena accennati o solo intuiti ma di grande potenziale. All'inizio della sua carriera di ricercatrice Blackburn ha mappato alcune sequenza di DNA nei cromosomi di un organismo unicellulare ciliato, la “Tetrahymena”, e trovando una sequenza di DNA “CCCAA” dislocata alla fine dei cromosomi e ripetuta numerose voltei. In una conferenza nel 1980 Blackburn presenta i risultati dei suoi studi, che catturano l'interesse di Jack Szostak, il quale aggancia tale sequenza ai minicromosomi cioè ad un progetto su cui stava lavorando in quel periodo. I risultati, pubblicati nel 1982, dimostrano come la sequenza di DNA scoperta da Blackburn ha la capacità di proteggere i minicromosomi di Szostak, che altrimenti si sarebbero degradati una volta introdotti nelle cellule del lievito. Questo processo, in cui il DNA telomerico di un organismo ha protetto i cromosomi di un altro completamente differente, dimostra per la prima volta l'esistenza di un meccanismo fino a quel momento sconosciuto.

Carol Greider, neolaureata e avente proprio Blackburn come supervisore, verificano se la formazione dei telomeri fosse dovuta ad un enzima fin lì sconosciuto. E il giorno di Natale del 1984 Greider scopre i segni di attività enzimatica in un estratto cellulare. Le due scienziate battezzano l'enzima “telomerasi”, lo purificano e mostrano che è costituito da RNA e peptidi, ciascuno con la sua precisa funzione nella costruzione dei telomeri. Così, ogni volta che la cellula si duplica la telomerasi sintetizza sempre nuove sequenze telomeriche, evitando che la cellula muoia.

Carol Greider, docente all'University School of Medicine a Baltimora (Usa), ha commentato a una radio svedese: "E’ stata una ricerca mossa soprattutto dalla nostra curiosità di intuire cosa ci fosse alla base di quel processo”. La ricercatrice ha poi curiosamente commentato “Sono emozionata per il premio, è stata una cosa improvvisa, ho ricevuto la telefonata dal Karolinska Institutet mentre stavo facendo il bucato”. La scienziata Elizabeth Blackburn ha invece confessato alla radio svedese di aver ricevuto la chiamata da Stoccolma alle 3 del mattino, e che stava "ancora sognando" quando ha appreso la notizia. Al momento della scoperta dei telomeri e dell'enzima telomerasi (insieme alla Greider) la Blackburn ha ricordato di aver sentito "che si trattava di un risultato importante", concludendo con un "Ricevere un premio di tale portata è davvero un bel modo di svegliarsi. Anche Szostack, il terzo scienziato premiato, ha dichiarato che al momento della vittoria era a letto a dormire. Al momento Szostack sta lavorando sulla costruzione di cellule artificiali, in un progetto che "punta a indagare l'origine della vita. Un campo che - spiega - vede impegnati pochi laboratori nel mondo, anche perché si tratta di studi di ricerca di base", in cui il neo-Nobel ha dichiarato di sentirsi come a casa sua, ma "che hanno il problema dei finanziamenti a lungo termine, senza che siano chiare le possibili implicazioni". Insomma, si tratta di un campo in cui le potenzialità sono enormi, i costi possono essere pesanti e l'incertezza sui risultati regna sovrana. "Ecco perché è dura per i giovani avvicinarsi a questi studi", conclude il nuovo premio Nobel.

FONTE: Varie testate nazionali
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03 ottobre, 2009

Messina, sale bilancio della tragedia: 18 morti, 76 feriti, oltre 600 sfollati. Qualche considerazione personale su quanto accaduto...

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Ogni tanto torniamo alla ribalta. Non piu' solo per il famoso ponte, o per il primo decesso da H1N1. Ora siamo sulla bocca della nazione per qualche giorno a causa della immane tragedia: 18 morti, 76 feriti, oltre 600 sfollati. Un bilancio e un dolore che però non sono abbastanza per interrompere le risate di qualche trasmissione comica serale. Che non sono abbastanza per portare qui il "presidentissimo" a manifestare il suo eterno ottimismo/menefreghismo. Ma almeno si parla di Messina. Si parla di una terra dimenticata da Dio. E che in Dio si rifugia spesso per riuscire a scappare dalla realtà. Si parla di una terra fatta di paesi, paesini, frazioni e interfrazioni. Si parla di una terra dove ci sono le solite facce politiche da almeno quindici anni. E che aspetta le sue opere fondamentali da almeno trent'anni. Si parla di una terra fatta di continue contraddizioni, di fughe volute e aspirate, di una orizzontalità civica e mentale che è quasi impressionante nella sua semplicità. E di paesi. Tanti paesi. Una speculazione edilizia compiuta per decenni senza alcuna cura per le possibili conseguenze. A cui si associa un'aggressione sistematica compiuta ai danni della vegetazione, con incendi devastanti per la semplicità con cui vengono appiccati vicinissimo alle zone abitate. A cui si associa la cronica incuria per tutto ciò che rappresentano le strutture "naturali", dai torrenti usati come discariche alle spiagge erose dalle maree, dalle strade che si sbriciolano come un grissino ai costoni delle montagne che si sbriciolano e basta, con o senza pioggia, con o senza reti.

Il punto è che Messina è una città strana. Un caldo primaverile o estivo da "spaccare le pietre", con temperature che nelle ore di punta superano abbondantemente i 40 gradi. Ma anche con piogge invernali improvvise e intense e quasi tropicali, a spazzare via tutto per qualche ora. Piogge che allagano sistematicamente le strade principali, rendendo il caotico traffico messinese (media di 1 ora per passare dalla zona nord alla zona sud) ancora più caotico. Piogge che allagano sistematicamente le "Ciumare", il termine messinese che descrive lo stato dei torrenti che privi di ogni adeguato mantenimento e usate come discariche abusive finiscono con l'ingrossarsi alle prime piogge intense. La spiegazione dell'incuria in cui versa questa città da anni è sempre la solita: "non ci sono soldi" o "i tempi sono troppo lunghi". O anche la gettonatissima "ci sono troppi problemi burocratici". Non ci vuole un genio per capire che è una cronica assenza di risorse che ha ridotto questa città allo stremo, economico, sociale e infine "infrastrutturale", con quel che è accaduto a dimostrare chiaramente che un più intenso intervento dell'uomo sul territorio, una pianificazione più razionale, una minore speculazione e un maggior rafforzamento dei costoni, un maggior controllo per impedire i cronici incendi criminali estivi, o magari anche solo la progettazione di un "piano di fuga" come mezzo per mettere in preallarme tutta la zona interessata in caso di disastri del genere, ecco, probabilmente tutte queste precauzioni avrebbero potuto evitare questa tragedia. Si, è stata una tragedia annunciata e si sarebbe potuto evitare. Con un preludio non cruento nel 2007, e tanti preludi in ogni inverno. Preludi che rendono ancora più colpevoli tutti coloro che non sono intervenuti a impedire il disastro.

E ora? E ora nulla. Accadrà quel che accade di solito a messina. Si parlerà della tragedia ancora per qualche giorno, fra la disperazione dei parenti e dei coinvolti dalla tragedia e la "faccia triste" dei tanti politici che si rimpalleranno le responsabilità affinchè le colpe siano di tutti cosicchè non siano più di nessuno. Poi dalla prossima settimana si volterà pagina, pensando e parlando di altro e lasciando tutto com'è. Considerando i tempi delle "opere" messinesi, sarà un miracolo se si ricostruiranno i binari e la statale nei punti in cui è smottato tutto.

Ma "Giampilieri", la piccola frazione salita agli onori delle cronache, non è la sola frazione che può subire un destino simile. E, solo per rimanere nella zona messinese, senza cioè andare in provincia dove gli esempi sarebbero infiniti, in città gli abitanti di San Michele, che hanno un residence dove la montagna smotta praticamente ogni settimana? Gli abitanti dell'Annunziata alta e dei Colli Sarrizzo, dove ci sono palazzi "arroccati" che non si vedono neanche in Valle D'Aosta? Tutti gli abitanti che nel 2009 vivono ancora in zone che possono essere descritte solo con il termine "baraccopoli"? Sapete quante "ciumare" esistono a Messina e vedono costruiti residence, palazzi e paesini tutti attorno e ai dorsi delle montagne? Oltre una decina. Quattordici, per essere precisi. E tutti potenzialmente straripabili.

Non è più una questione di fondi o di speculazione edilizia. E' una città intera che aspetta da anni qualcuno che venga a salvarla da tutti i problemi che l'hanno portata a essere una delle ultime in Italia in termini di qualità della vita. E' una città intera che aspetta da anni di essere "ricordata" e "riconosciuta" da chi promette da anni progetti vacui. Promettono il Ponte con i fondi privati ma non sono stati completati neanche il 20% degli svincoli che servirebbero ad usare il ponte (cercasi "Svincoli Giostra e Annunziata" per avere un'idea della tragicommedia politica che si nasconde dietro questi due nomi). Promettono grandi opere ma non esiste alcuna struttura industriale e le poche imprese stanno chiudendo a raffica. E' una città che non riesce più neppure a vivere di terziario. Dulcis in fundo (si fa per dire), Messina è una delle città a più alto rischio sismico: un terremoto della metà della forza di quello famoso del 1908 ridurrebbe la città in briciole, e di questo i messinesi ne sono perfettamente consapevoli, tanto da aver inciso persino sullo stile di vita, "fatalista" e "egocentrica" fino all'esasperazione.

Il sipario su Messina fra qualche giorno cadrà. Dopo questa giornata luttuosa e queste vite umane tragicamente perdute, le istituzioni affronteranno il futuro di questa città con la maggiore serietà di chi è responsabile, o l'unica cosa di serio a cui il messinese potrà appellarsi sarà la solita madonnina della Vara trascinata stancamente a ferragosto per le vie del centro? Dopo quanto accaduto, le risorse arriveranno e resteranno in cassa fino a essere concretamente usate o non se ne saprà più nulla? Se conosco bene questa città come la conosco da anni e anni in cui ci abito, questi sono interrogativi che non avranno alcuna risposta. Anzi, avranno una sola risposta: la peggiore.

Post Scriptum: onore a tutte le persone non abitanti a messina o provincia e che hanno espresso la loro solidarietà morale e concreta per quanto accaduto, in particolare reggini catanesi palermitani siracusani, con cui i messinesi hanno sempre avuto una forte avversione. Personalmente ho sempre pensato che le rivalità intercittadine portate in ambiti extrasportivi sia quanto di più idiota si possa pensare. E messina, con le sue tragedie e la sua condizione pietosa, obiettivamente non può più permettersi di inneggiare ad alcuna rivalità intercittadina, e non può più permettersi di rimanere una città solitaria e priva di aiuto.
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02 ottobre, 2009

Messina, sale a 14 il bilancio dei morti, link per aggiornamenti in tempo reale

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Ore drammatiche per la zona ionica di Messina, colpita duramente dalla pioggia (300 mm in poche ore) che ha provocato frane e smottamenti con la devastazione di alcuni paesi della fascia, in particolare Giampilieri, Briga Superiore e Altoia. Il bilancio accertato dei decessi è salito a 14 vittime e alcune zone rimangono inaccessibili con mezzi di soccorso. Numerose persone sono state estratte con le sole forze umane dalle macerie e da palazzi invasi dal fango. Alcune signore sono state soccorso tramite l'uso di serrande come barelle. Il sindaco Buzzanca ha diramato una richiesta a tutti i medici, infermieri e paramedici della Regione affinchè chiamino le proprie associazioni di volontariato e intervengano per aiutare i feriti. Immediata stamane la conferenza stampa di Bertolaso, con la Protezione Civile che sta coordinando i soccorsi. Numerose strutture di Tremestieri e Giardini Naxos sono state organizzate come luogo di ricevimento per gli sfollati (circa 600 persone), mentre il Policlinico "Gaetano Martino" è in fibrillazione per ricevere i numerosi feriti, numerosi medici sono stati temporaneamente reindirizzati verso la struttura del Pronto Soccorso. Con un'ordinanza per la giornata di domani il comune ha chiuso le scuole. L'invito è sempre di non mettersi in viaggio verso Catania, in quanto la strada statale e la ferrovia sono chiuse per smottamento in più punti mentre l'autostrada, anch'essa gravemente danneggiata dall'alluvione di ieri sera, è aperta al splo transito dei mezzi di soccorso e con una sola corsia.

Il presidente dell’ordine dei Geologi della Sicilia, Gian Vito Graziano, ha parlato di "tragedia annunciata, anzi che si preannunciava ogni anno. E questa volta purtroppo è accaduto". La situazione idrogeologica del territorio del Messinese Jonico, tra Alì Terme, Scaletta Zanclea, Santo Stefano Briga, Giampilieri, Pezzolo, Santa Margherita e Tremestieri è instabile e critica da anni. La tremenda alluvione lampo del 25 ottobre 2007 aveva colpito, meno di due anni fa, le stesse identiche zone, in modo simile. Non a caso sta montando la rabbia dei messinesi, in molti accusano le istituzioni di non aver fatto alcun intervento utile dal 2007 a ora. con una manifestazione di protesta convocata per le 19 davanti alla Prefettura della città dello stretto.

Attivissimi i numerosi forum e siti web messinesi nel fornire informazioni in tempo reale. Per informazioni e richieste segnalo il link di uno dei siti più frequentati, Biancoscudati.it (per scrivere messaggi è richiesta registrazione). Ulteriori informazioni possono inoltre essere ottenute da siti giornalistici del territorio quali Tempostretto.it, Normanno.com e il sito reggino Strill.it
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La tecnica REIMS e la sua applicazione in campo chirurgico per la rimozione del solo tessuto tumorale

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Il notiziario "Cordis" riporta una importante novità in campo dell'oncologia: sarebbe stata messa a punto una tecnica che permette ai chirurghi di distinguere "in tempo reale" durante l'operazione quale sia la parte esatta di tessuto canceroso da eliminare al fine di ridurre al minimo le lesioni apportate al tessuto ancora sano. Questa tecnica potrebbe risparmiare ulteriori interventi chirurgici postoperatori necessari per rimuovere del tessuto tumorale che non è stato asportato nel corso della prima operazione e inoltre potrebbe aiutare ad accelerare i processi di guarigione, riducendo al minimo le recidive.

L'Unione europea ha sostenuto il lavoro attraverso il progetto "DESI-JEDI-IMAGING" ('Development of mass spectrometric techniques for three-dimensional imaging and in-vivo analysis of biological tissues'), che ha ricevuto una sovvenzione di 1,75 milioni di euro dal Consiglio europeo della ricerca (CER).

Alla base della nuova tecnica c'è la "elettrochirurgia", la quale prevede la sostituzione del bisturi tradizionale con l'elettrobisturi che impiega la corrente elettrica ad alta frequenza per realizzare il taglio e rimuovere il tessuto. Un vantaggio dell'elettrochirurgia è rappresentato dal fatto che durante il taglio si ostruiscono i vasi sanguigni ("Cauterizzazione") arrestandone l'emorragia. Mentre viene eseguito l'intervento il tessuto interessato si surriscalda e viene in parte vaporizzato. Inoltre, la corrente elettrica provoca la produzione di molecole caricate elettricamente. Tessuti diversi presentano profili molecolari diversi e il profilo molecolare del tessuto canceroso ha un aspetto molto diverso da quello del tessuto sano.

In questo studi i ricercatori hanno inserito sull'elettrobisturi tradizionale una pompa speciale che aspira le molecole vaporizzate e le invia ad uno spettrometro di massa, quest'ultimo è uno strumento che analizza il profilo molecolare del tessuto tagliato e fornisce i risultati dell'analisi al chirurgo in tempo reale. I ricercatori hanno battezzato la nuova tecnica "REIMS" ("rapid evaporation ionisation mass spectrometry").

Cosi come dichiarato da Zoltan Takats dell'Università "Justus Liebig" in Germania, "Con la tecnica REIMS l'analisi del tessuto, compresa l'analisi dei dati, richiede meno di un secondo e durante l'intervento il chirurgo riceve in tempo reale tutte le informazioni sulla natura del tessuto che sta tagliando". Il sistema è stato anche capace di informare sul fatto che si trattasse di un tumore allo stadio iniziale o avanzato.

Il sistema non è stato ancora provato sull'uomo ma i ricercatori fanno notare che tutti gli esperimenti sono stati eseguiti rispettando le condizioni richieste per eseguire interventi chirurgici sull'uomo. Sono pertanto fiduciosi che presto la nuova tecnica arriverà e troverà applicazione in pochi anni in tutte le sale operatorie.

FONTE: Cordis
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Messina, pioggia tragica: crolli e frane nel sud della città, sei morti accertati

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E' un bilancio gravissimo di sei morti certi (ma potrebbero essere oltre una decina) e numerosi dispersi quel che paga la zona sud della città di Messina dopo il nubifragio che ha colpito ieri sera. La furia della pioggia associato all'abbandono cronico in cui versa la città ha determinato frane e crolli, una distruzione che non ha colto di sorpresa la popolazione già abituata a pagare dazio dopo ogni evento naturale (dai crolli agli incendi alle piccole scosse) ma che ieri sera ha purtroppo causato vittime a causa della forza della pioggia e dei torrenti straripati e a causa delle frane che hanno interrotto la strada statale, l'autostrada e la ferrovia. La città è completamente isolata sul fronte "sud" e qualsiasi viaggio da e verso Catania al momento è impossibile con qualsiasi mezzo motore. I soccorsi sono scattati prontamente in serata ma sono rallentati dal fango, dalle macchine spazzate via e ridotte a relitti in strada, nonchè dall'inadeguatezza delle vie di accesso ai paesi della fascia ionica: Giampiliari Superiore, Scaletta, paesini al momento completamente bloccati. Sul posto in serata è intervenuto il sindaco, e in mattinata la Protezione Civile ha svolto un sopralluogo. Nelle zone di Santa Margherita, nei pressi di Giampilieri e Scaletta Zanclea sono caduti più di 300mm di pioggia.

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24 settembre, 2009

Tak-1 e tumore al pancreas: da un ricercatore italiano una nuova speranza...

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Si accende la speranza per la cura del tumore al pancreas, il più letale, per il quale finora non esiste praticamente cura e che uccide il 95 per cento dei malati entro cinque anni dalla diagnosi. E si deve a un ricercatore italiano, Davide Melisi, un significativo passo avanti in tal senso. Melisi, 33 anni, ha presentato la ricerca al Congresso Europeo dell'Oncologia "Ecco-Esmo" di Berlino, dimostrando per la prima volta che un meccanismo che consente la inibizione della proteina TAK-1 rende possibile un aumento di 70 volte dell'efficacia della chemioterapia verso il tumore, aprendo la via allo studio di nuovi farmaci associati ai chemioterapici.

Dopo anni di studio, il gruppo dell'Anderson Center di Houston guidato da Jim Abbruzzese ha scoperto che è proprio la TAK-1 a rendere "inaccessibile" il tumore al pancreas, una corazza naturale che Melisi con l'aiuto della casa farmaceutica "Ely Lilly" è per la prima volta riuscito a incrinare grazie a una molecola che la inibisce e la indebolisce. I test, al momento condotti soltanto sui topi, sono incoraggianti: dopo aver iniettato le cellule tumorali direttamente nel pancreas (e non sottocute come si fa di solito) alle cavie è stata somministrata una dose di farmaco chemioterapico più bassa del normale, riuscendo tuttavia a ottenere una riduzione del 78 per cento del volume del tumore, con un raddoppio della sopravvivenza.

"Con questo inibitore della TAK-1 - spiega Melisi - siamo riusciti a far calare di 70 volte la resistenza del tumore: in pratica somministrando una dose 70 volte più bassa di chemioterapico si ottiene la stessa riduzione della massa tumorale. E nei topi la sopravvivenza è passata da 66 a 122 giorni. Ora dovremo passare alla fase 1 sugli esseri umani, speriamo di farlo a Napoli".

Dopo 4 anni di ricerca a Houston (negli Stati Uniti) il ricercatore tornerà all'Istituto dei Tumori "Fondazione Pascale" di Napoli per continuare il proprio progetto. "All'istituto Pascale di Napoli c'e' molto fermento - conferma alla stampa il ricercatore - e nel 2010 contiamo di partire con la fase 1. Ci vorranno anni per rendere disponibile il farmaco, ma il vantaggio, se così si può dire, del cancro al pancreas, che colpisce solo in Italia 6.000 persone ogni anno, è che purtroppo questa forma di cancro è talmente letale dal rendere disponibili poche soluzioni terapeutiche (il più grande successo finora è un farmaco che allunga la vita di 14 giorni) e ogni piccolo risultato è un enorme risultato".



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Dalla Thailandia e dall'esercito americano una speranza nella ricerca ad un vaccino anti-hiv efficace...

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Arriva dalla Thailandia l'ultima arma per la lotta contro il virus Hiv: per la prima volta in un quarto di secolo sarebbe stato messo a punto un vaccino che ha ridotto del 32%, cioè di quasi un terzo, il rischio di contagio da HIV. Questo vaccino garantirebbe quindi una protezione anticontagio in almeno un caso su tre.

La ricerca, descritta come la più ampia mai realizzata per un vaccino contro l'Aids è stata realizzata dal ministero della Salute thailandese con la collaborazinone dell'esercito statunitense e l'Istituto statunitense per le Allergie e Malattie contagiose "NIAID", insieme alle due aziende che hanno il brevetto del prodotto (battezzato per il momento "RV 144"), la Sanofi-Aventis e la Global Solutions for Infectious Diseases. Il vaccino, sperimentato dal 2003 su 16.000 volontari in due province thailandesi, è ricavato da due vecchi vaccini fra loro diversi ed entrambi rivelatisi inefficaci ma che insieme rappresentano due armi importanti contro il virus.

"E' la prima dimostrazione che un vaccino contro l'HIV puo' proteggere contro l'infezione", ha dichiarato nel corso della conferenza stampa di presentazione il colonnello Jerome Kim. Sebbene la garanzia di un solo caso su tre sia abbastanza bassa "questa ricerca ha permesso di compiere dei passi in avanti davvero importanti e che ci danno fiducia e speranza sul poter un giorno riuscire a realizzare un vaccino davvero efficace nel futuro".
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20 settembre, 2009

Sorpresa: l'Helicobacter può "guarire" le ulcere

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Con viva sorpresa un pool di ricercatori italiani ha scoperto che l'helicobacter, il temibile batterio causa silenziosa di gastriti e ulcere gastriche, è in grado di guarire i danni arrecati alla mucosa riparando le lesioni. La scoperta, tutta italiana, è stata pubblicata oggi sulla rivista internazionale "Journal of Immunology". I ricercatori dell'università di Napoli Federico II hanno scoperto che fra le proteine prodotte e che, agendo come tossine, ledono le cellule provocando l'ulcera vi è anche una proteina "buona" prodotta dallo stesso batterio e chiamata "Hp2-20" la quale è in grado di favorire l'incremento dei processi cellulari che consentono la riparazione dei danni arrecati. Cosi come dichiarato al sito Ansa dal ricercatore Gianni Marone "Questa proteina sembra essere efficace non soltanto nel curare le ulcere dello stomaco, ma anche quelle di cornea e pelle. Grazie a queste sue proprietà la proteina potrebbe diventare in futuro un farmaco biologico". Tanto che su tale idea sarebbe già stato posto un brevetto da parte del "Centro Interdisciplinare per le Scienze immunologiche di base e cliniche" dell'università Federico II.

Helicobacter pylori è un batterio gram negativo flagellato acidofilo, il cui habitat ideale è il muco gastrico situato nello stomaco umano. Tale resistenza ad un pH di 1 o 2 gli è conferita dalla produzione dell'enzima "ureasi" il quale crea intorno al batterio un microambiente compatibile con la sua esistenza.

La presenza di questo enzima ha reso possibile la messa a punto del test del respiro, o UBT, secondo la dizione inglese. Al paziente viene somministrata urea marcata con l'isotopo 13C. Se è presente il batterio avviene una reazione, catalizzata dall'enzima ureasi, che porta alla scissione dell'urea-13C con la formazione di ammonio e 13CO2, ovvero anidride carbonica formata da ossigeno e l'isotopo 13C del carbonio. Se l'analisi del respiro del paziente rivela la presenza di 13CO2 il test è positivo.

La maggior parte delle persone ne è portatore ma un buon equilibrio fra potere patogeno del microrganismo e difese immunitarie del soggetto normalmente garantisce un'adeguata protezione, proprio per questo motivo i soggetti con una marcata immunodeficienza sono particolarmente esposti a tale agente.

La particolarità di questo batterio è quella che vive soltanto in ambiente acido protetto da uno strato di muco, per questo motivo si trova soltanto nello stomaco. Produce un enzima chiamato ureasi, che gli permette di neutralizzare l'acidità gastrica e di sopravvivere. Una volta insediato nello stomaco, non fa altro che sottoporre la mucosa ai metaboliti tossici da esso prodotti. Il batterio può produrre sostanze che causano danni alle cellule e con il tempo possono sopraggiungere gastrite ed ulcera.

Fonte: Ansa.it e Wikipedia.it


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H1N1: nessuna complicanza per la donna morta a Messina?

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Secondo quanto riferito dal telegiornale del canale messinese locale RTP delle ore 14 i familiari della 41enne morta ieri alle 4 e 20 per crisi respiratoria avrebbero dichiarato (ma il condizionale è decisamente d'obbligo) che la donna non avrebbe avuto alcun tipo di complicanza broncopolmonare pregressa ma pochi giorni prima del contagio si sarebbe trovava in buone condizioni di salute. Sarebbe stata quindi esclusivamente l'infezione del virus H1N1 a causare il decesso, con un decorso che ha previsto dapprima un lento miglioramento (come dichiarato al tg dal direttore dell'ospedale Papardo cioè della struttura in cui la donna era stata ricoverata) seguito da una improvvisa crisi respiratoria e arresto cardiocircolatorio. Come riferito dai dirigenti ospedalieri la donna era stata trattata adeguatamente con i protocolli raccomandati dal Ministero e non è stata sottoposta a nessun protocollo sperimentale particolare. I dirigenti hanno inoltre evitato di commentare ogni possibile informazione clinica riservandosi al diritto di privacy della famiglia. Nella giornata di domani il sindaco di Messina Buzzanca dovrebbe riunire l'unità di crisi per valutare il caso e le adeguate contromisure e durante l'intervista sempre alla tv locale avrebbe dichiarato che "non bisogna creare allarmismi" ma "il numero di vaccini per l'estensione di una provincia come Messina potrebbe non bastare".

FONTE: RTP
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Tumori al fegato, nuova scoperta riguardante cellule staminali "maligne"

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Per la prima volta sono state isolate le cellule staminali del fegato di tipo maligno prima della formazione di un tumore. La nuova scoperta dei ricercatori del Penn State College of Medicine (Stati Uniti), pubblicata sulla rivista "Stem Cells", rivela il ruolo che le cellule staminali hanno nell'insorgenza del cancro al fegato. "Grazie a degli esperimenti compiuti sui topi di laboratorio, siamo riusciti a indurre delle malattie croniche nel fegato per osservare lo sviluppo dei tumori", ha detto Bart Rountree, ricercatore che ha condotto lo studio. "Il nostro obiettivo principale era vedere cosa spinge le cellule staminali durante la proliferazione incontrollata se il fegato è ammalato. Quello che abbiamo invece scoperto è che nelle cellule staminali del fegato ce ne erano alcune già maligne, anche se nel topo non c'era nessun tumore". I ricercatori sono riusciti a isolare le cellule prima ancora che esse potessero dare origine al cancro. "Il fegato è l'unico organo del corpo che si può rigenerare e ciò avviene grazie proprio alle sue cellule staminali", ha spiegato Rountree. "Tuttavia tra di esse se ne può annidare qualcuna che è già "maligna" e che si attiva quando il fegato si ammala cronicamente: un'attivazione che porta alla formazione di tumori. Aver isolato le staminali maligne prima ancora che esse agiscano puo essere utile per l'elaborazione di strategie cliniche mirate", ha concluso Rountree.

E' opportuno ricordare come i tumori primari del fegato (cioè quelli nati nell'organo e non provocati da cellule staccatesi da altri tumori e migrate fino al fegato perchè in quest'ultimo caso si parla delle cosiddette "metastasi") hanno per lo più inizio dalle cellule interne dell'organo chiamate "epatociti". In questo caso si parla di "carcinoma epatocellulare" o, più raramente, di "epatoma"; questi tumori tendono a diffondersi alle ossa e ai polmoni. Più spesso, tuttavia, le neoplasie che colpiscono il fegato sono secondarie, cioè derivano da tumori che nascono altrove (per esempio nel colon, nella mammella o nel polmone). I tumori del fegato possono svilupparsi anche nei bambini: in questi casi si parla di "epatoblastoma".

Il tumore del fegato è stato anche chiamato tumore silenzioso perché soprattutto nelle fasi iniziali non dà alcun segno di sè. Via via che la malattia si diffonde, però, iniziano a comparire i sintomi specifici, tra i quali il dolore alla parte superiore dell'addome, che si può irradiare anche alla schiena e alle spalle, l'ingrossamento del ventre, la perdita di peso e di appetito, la nausea, il vomito, la sensazione di sazietà, la stanchezza, l'ittero (ovvero il colore giallo della pelle), la colorazione scura delle urine e la febbre.

Si tratta di sintomi poco specifici, che possono presentarsi anche in malattie del tutto diverse. In ogni caso vanno riferiti al medico, che valuterà la situazione. Non è purtroppo possibile prevenire il cancro del fegato, se non evitando i più comuni fattori di rischio che sono il consumo eccessivo di alcol e l'esposizione ai virus dell'epatite. Esistono diversi modi per verificare la presenza di un tumore del fegato e, in generale, la salute dell'organo. Ecco quali:

esame obiettivo: il medico tasta l'addome per verificare le dimensioni del fegato, della milza e degli organi vicini, per controllarne le dimensioni e l'eventuale presenza di masse sospette. Inoltre verifica la presenza di ascite, cioè di liquido in quantità abnorme nel ventre, e osserva il colore della pelle e del bianco degli occhi, per vedere se c'è ittero.

esami del sangue: ci sono diversi parametri che suggeriscono una malattia del fegato quali, per esempio, i dosaggi delle transaminasi e della bilirubina. In caso di tumore, tuttavia, il più significativo è l'alfa-fetoproteina, i cui valori, se non c'è una neoplasia, si alzano solo in presenza di una gravidanza.

TAC (tomografia computerizzata): è un esame radiologico effettuato da una macchina che rileva immagini da diverse sezioni dell'organo; i dati acquisiti vengono poi elaborati da un computer che ricostruisce un'immagine dettagliata del fegato, degli organi vicini e dei vasi sanguigni. Talvolta il potere dello strumento è amplificato con specifici liquidi di contrasto. La TAC consente di vedere un eventuale tumore nel fegato e in tutti gli organi addominali.

ecografia: grazie all'eco degli ultrasuoni si ottiene, in modo del tutto innocuo, un'immagine del fegato e degli organi circostanti. Le masse tumorali danno un'eco diversa dai tessuti sani e possono essere identificate con facilità.

risonanza magnetica: un altro tipo di immagini è quello che si forma grazie ai campi magnetici generati da un magnete collegato a un computer. Ancora una volta, le zone colpite da un tumore danno immagini che possono essere distinte da quelle dei tessuti sani.

angiogramma: è un esame radiologico che richiede il ricovero e l'anestesia perchè si avvale dell'amplificazione dell'immagine data da un mezzo di contrasto iniettato nell'arteria epatica; consente di visualizzare i vasi che irrorano il fegato ed eventuali tumori che vi si annidano. È un esame radiologico che richiede il ricovero e l'anestesia perchè si avvale dell'amplificazione dell'immagine data da un mezzo di contrasto iniettato nell'arteria epatica; consente di visualizzare i vasi che irrorano il fegato ed eventuali tumori che vi si annidano.

biopsia: è l'esame istologico del tessuto epatico. Per lo più viene effettuato in anestesia locale ma richiede comunque un breve ricovero. Il medico inserisce un ago molto sottile nell'addome e preleva un campione di tessuto con la guida dell'immagine della TAC o dell'ecografia, oppure effettua il prelievo con un ago più grande. In alternativa, il prelievo si può effettuare con una sonda che è la stessa che fornisce l'immagine dell'organo (laparoscopia) o attraverso una piccola incisione nell'addome o, ancora, durante un vero e proprio intervento chirurgico.


FONTE: Agi.it Salute e Airc.it

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Rovigo: tre casi di virus del Nilo Occidentale

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Un uomo di 82 anni colpito dal virus "West Nile", il virus trasmesso dalla zanzara del genere Culex, è morto all'ospedale di Rovigo. L'uomo era in gravi condizioni ed era anche debilitato da altre patologie. Sempre a Rovigo è stato segnalato un altro caso di un uomo che attualmente è ricoverato nel reparto di malattie infettive. Sono invece stazionarie le condizioni di un terzo anziano, un 70enne risultato positivo al virus West Nile e ricoverato da una decina di giorni nel nosocomio rodigino.

Il virus del Nilo occidentale (noto anche con la denominazione inglese West Nile Virus) è un flaviviridae del genere Flavivirus (di cui fanno parte anche il virus della febbre gialla, il virus dell'encefalite di Saint-Louis e il virus dell'encefalite giapponese). Il suo nome viene dal distretto di West Nile in Uganda, dove è stato isolato per la prima volta nel 1937 in una donna che soffriva di una febbre particolarmente alta. In seguito è stato trovato negli uomini, negli uccelli e nei moscerini in Egitto negli anni cinquanta, diffondendosi infine anche in altri Paesi. La malattia ha un andamento endemico-epidemico ed è diffusa soprattutto in Africa (specie in Egitto), Medio Oriente, India, Europa e, più recentemente, negli Stati Uniti, dove la prima epidemia è stata dichiarata a New York nel 1999. Le zanzare, ed in particolare il genere "Culex", sono i principali vettori e tutti i fattori che favoriscono la proliferazione delle zanzare come le piogge abbondanti, irrigazioni o temperature alte fanno quindi aumentare il numero dei casi di contagio. Gli uccelli giocano un ruolo cruciale nella disseminazione del virus: gli uccelli migratori permettono lo spostamento del virus dall'Africa alle zone temperate; le zanzare che pungono gli uccelli migratori asportano così sangue infetto, infettando sé stesse e ogni altro animale, uomo compreso, di cui assumono il sangue successivamente.

I sintomi dell'infezione moderata da virus del Nilo occidentale sono rappresentati da febbre moderata dopo pochi giorni di incubazione, che dura da tre a sei giorni, accompagnata da malessere generalizzato, anoressia, nausea, mal di testa, dolore oculare, mal di schiena, mialgie (dolori muscolari), tosse, eruzioni cutanee, diarrea, linfadenopatia e difficoltà a respirare. In meno del 15% dei casi, negli anziani e nei soggetti più deboli, possono aggiungersi gravi complicazioni neurologiche quali meningite o encefalite. I sintomi più comunemente riportati da pazienti ospedalizzati con la forma più severa dell'infezione erano: febbre elevata, forte mal di testa, debolezza e paralisi flaccida, sintomi gastrointestinali, modificazione dello stato mentale con disorientamento, tremori, convulsioni e coma. Più rari casi di eruzione maculopapulare o morbilliforme sul tronco, collo, braccia o gambe; atassia, segni extrapiramidali come anormalità dei nevi cranici, mielite, neurite ottica, poliraciculite, attacchi epilettiformi.
Generalmente il malato si rimette spontaneamente in 3-5 giorni, ma la malattia può essere anche mortale in individui anziani e immunodepressi.

FONTE: Ansa.it e Wikipedia


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H1N1: morta una donna a Messina, attesi fino a 12 milioni di casi ma il resveratrolo potrebbe aiutare...

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E' morta la donna di Messina che era stata ricoverata per un'infezione da virus H1N1. Secondo le fonti mediche dopo un lento miglioramento c'è stata negli ultimi giorni u improvviso aggravio che ha poi portato al decesso. La donna soffriva anche di concomitanti problemi broncopolmonari cronici che hanno sicuramente influito sull'esito. La donna era stata ricoverata il 30 agosto al ritorno dalle proprie vacanze ed è la seconda vittima italiana del virus. Il 4 settembre era deceduto a Napoli un uomo di 51 anni già affetto da cardiopatia dilatativa e diabete grave. Gli esperti rassicurano: il virus ha la normale influenza di un ceppo virale stagionale e i decessi sono sempre collegati a stati patogeni pregressi soprattutto cronici e fortemente debilitanti, per cui la vaccinazione dei soggetti "a rischio" è assolutamente necessaria. Il vaccino sarà pronto per la metà di ottobre per tutti gli addetti ai lavori e le categorie di lavoratori a rischio mentre per novembre dovrebbero arrivare le dosi per tutti con la massima precedenza appunto per anziani, bambini e malati. L'Oms conferma che una sola dose dovrebbe bastare all'immunizzazione ma ha posto un allarme in merito al numero di dosi, largamente inferiore alla stima di "5 miliardi di dosi" che dovrebbero essere sufficienti per tutta la popolazione mondiale. Intanto secondo le ultime stime dei virologi in Italia "sono attesi circa 12 milioni di casi di influenza A e questi potrebbero causare circa 12 mila morti e se il virus dovesse mutare si potrebbe arrivare a cifre molto più allarmanti, fino a 100 mila possibili decessi". Precisamente queste sono le previsioni del professor Fabrizio Pregliasco, virologo del Laboratorio "Influenza e Infezioni Respiratorie Acute" dell'Istituto di Virologia dell'Università di Milano, che da Praga, in un media tutorial sulla nuova influenza, traccia all'Agi e all'Ansa le stime epidemiologiche sulla diffusione del virus. Sempre durante il congresso è emerso che la molecola resveratrolo, presente nell'uva rossa e nel vino, avrebbe importanti proprietà antibatteriche e antivirali che potrebbero aiutare a rafforzare l'organismo in vista dell'influenza. Fra l'altro la reperibilità è molto ampia: questa è stata un'ottima annata per i vigneti.


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11 settembre, 2009

Test di Ingresso: la domanda 54 al centro delle polemiche

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I test di ingresso a medicina del 2009 potrebbero essere a rischio. E' infatti scoppiata la polemica in merito al quesito numero 54 dei test di ingresso. Sul web se ne parla già dalla sera del 3 settembre, giorno in cui si sono svolti i test in tutta italia, e la questione si è in breve tempo propagata alle prime pagine delle testate nazionali. Una vicenda che a poche ore dalla pubblicazione dei risultati per le facoltà universitarie a numero chiuso non ha ancora una soluzione ufficiale.

Agli aspiranti medici era stato richiesto di completare la definizione di anemia falciforme. Sui risultati del test, pubblicati dal MIUR il 7 settembre, la risposta che viene indicata come corretta è la seguente: "malattia genetica causata da una mutazione puntiforme autosomica che determina la sostituzione della valina con l'acido glutammico in una catena beta dell'emoglobina". Falso. La risposta corretta è un'altra, indicata come errata dal ministero. Ovvero: "malattia genetica causata da una mutazione puntiforme autosomica che determina la sostituzione dell'acido glutammico con la valina". Una classica e forse inaspettata inversione di termini, tipica negli studenti di medicina dei primi anni e che spesso manda i professori patologi su tutte le furie. E una inversione che potrebbe anche causare la fine di un sogno per molti aspiranti medici, dato l'elevato livello di competizione nei punteggi e il numero esiguo di posti.

L'errore del test viene subito notato e sono subito partite le polemiche e i primi inevitabili inviti ad annullare la domanda o addirittura l'intero test. Molti studenti raccontano di di aver chiamato il Cineca - il Consorzio Interuniversitario a cui il ministero affida l'elaborazione dati - che ha confermato di aver ricevuto parecchie segnalazioni: e cosi il ministero si è riunito per deliberare una decisione.

Repubblica.it riporta la lettera di una dottoressa, C.L., la quale ha avvisato i giornali: "Sono un medico, madre di una partecipante al quiz d'ammissione. A differenza di quanto affermato alla fine dell'articolo sulle rassicurazioni date da sedicenti esperti, almeno una delle risposte del quiz è indiscutibilmente sbagliata". La domanda è la numero 54. La dottoressa C.L. fornisce anche la definizione tratta dal Trattato di patologia medica di Robbins e Cotran. Poi le preoccupazioni. "Tenete presente che per l'alto numero di partecipanti e la difficoltà dei test, anche una sola domanda considerata errata fa perdere la possibilità di essere ammessi. Ci sono migliaia di ragazzi che forse non entreranno a medicina per l'incompetenza e la superficialità di chi ha compilato questi test".

Lo stesso sito Repubblica conferma poi con una veloce descrizione il come la facoltà di medicina sia una delle più richieste dagli studenti. A Palermo i candidati sono stati seimila per trecento posti. Lo stesso numero di candidati a Napoli per 600 posti disponibili. Tremila cinquecento gli aspiranti medici alla Statale di Milano.
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10 settembre, 2009

H1N1: il ministero assicura "Influenza A è leggera", dilagano le misure preventive

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Il viceministro della Salute, Ferruccio Fazio, ha rassicurato in una recente conferenza stampa sul come il virus A/H1N1 non debba destare più preoccupazioni rispetto a una comune influenza: "La malattia legata al virus dell'influenza A è più leggera del previsto e non desta reali motivi di preoccupazione". Al termine dell'incontro dell'unità di crisi è stato dichiarato che: "Noi tutti (n.d. addetti ai lavori) abbiamo la reale impressione che si sta facendo un pò troppo rumore e che non ci sono motivi di allarme". I casi ad oggi sono circa settemila, dato "non ancora esponenziale e non tale da creare particolari allarmi" aggiunge.

"Siamo realmente attrezzati anche per affrontare le complicanze come le polmoniti che si manifestano in un numero limitato di casi. Secondo le previsioni degli esperti, non saranno più di un paio di centinaia i casi gravi in Italia alla fine della pandemia". Il decesso che si è verificato a Napoli, spiega il viceministro, "è avvenuto per una malattia virale intercorrente in un paziente in condizioni compromesse".

Nel frattempo si moltiplicano i tentativi di attuare una "prevenzione" al possibile contagio. Cosi in una scuola di Roma è stata emanata una circolare che proibisce ai giovani liceali "effusioni pubbliche" al fine di ridurre il più possibile lo scambio di gocce di saliva che possono risultare vettrici del virus. Sempre in una scuola romana e in altre scuole si sta pensando di annullare le gite e le uscite "pubbliche" per spostamenti di gruppo. Sempre dal Ministero arriva però l'ordine tassativo: non vi sarà alcun annullamento delle lezioni previste. Dopo la morte del paziente di 51 anni in Campania si sta rafforzando la rete di prevenzione. Ad esempio quest'anno niente baci alla teca di San Gennaro: è un ordine tassativo della Curia a fine preventivo in vista della festa del santo celebrata il 19 settembre.
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La sfida di Obama: una sanità americana finalmente "per tutti"

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E' la grande sfida delle sue elezioni presidenziali. Estendere il diritto di sanità a tutte le classi della popolazione, comprese le più deboli, eliminando i "buchi" relativi alla mancata assistenza in caso di assenza o impossibilità a provvedere autonomamente alla propria assicurazione sanitaria. E garantendo una maggiore sicurezza a favore di chi invece risulta già coperto. Torna a chiederlo a gran voce il presidente americano Barack Obama, presentando il suo piano di riforma sanitaria, al Congresso, imponendo di agire immediatamente per garantire passaggi politici rapidi verso il completamento della riforma. 

In un discorso di 45 minuti Obama ha lanciato un ultimatum al Congresso ricordando ai Repubblicani, che si oppongono fermamente al passaggio della riforma, che il loro ostruzionismo può costare vite umane e dunque bisogna ridurre al minimo le settimane che precederanno l'approvazione. Ma anche molti democratici dello stesso partito di Obama sono dubbiosi e non lo nascondono e lo stesso Obama si è rassegnato ad attuare delle "concessioni".

La via del "compromesso" risulta infatti al momento l'unica via politica percorribile. ''Non sono il primo presidente che si batte per questa causa, ma sono determinato ad essere l'ultimo'', ha dichiarato Obama davanti alle camere congiunte del Congresso nel corso di una seduta straordinaria in quella che rappresenta la battaglia piu' dura da quando si e' insediato alla Casa Bianca. Un conflitto con l'opposizione che ha portato già a una parziale perdita di consensi: nei sondaggi ben il 52% della popolazione ha bocciato il suo piano e numerose sono state le proteste pubbliche con manifesti "ad effetto" quali un Obama versione "clown".

A molti americani non piace la intromissione dello stato in uno degli aspetti più importanti della vita pubblica delle persone, e tacciono la politica di Obama come "di bieco stampo socialista", il Presidente ha però ribadito con forza che ''il tempo delle polemiche è finito, il nostro fallimento collettivo nel far a questa sfida, anno dopo anno e decennio dopo decennio, ci ha portato ad un punto di rottura'', ha ammesso Obama precisando che, nonostante l'aumento degli investimenti, la riforma della sanità pubblica ''costerà meno di quanto abbiamo speso per le guerre in Iraq e in Afghanistan o agli sgravi fiscali per i ricchi decisi da chi mi ha preceduto", ha detto il presidente.

Particolarmente ad effetto una delle frasi conclusive: ''Nessuno dovrebbe finire in bancarotta solo perchè sta male''. Il presidente ritrova la determinazione dei toni ispirati della campagna elettorale, denuncia lo scandalo di un sistema di assistenza medica che "esclude perfino molti appartenenti al ceto medio" e critica il suo Paese con rara asprezza: "L'America è l'unica democrazia avanzata, è l'unica nazione ricca, che si trova in condizioni così penose. Dove le assicurazioni ti possono revocare ogni assistenza col pretesto di una malattia pre-esistente o perché hai perso il lavoro". Racconta storie tragiche, come quella di una donna abbandonata dall'assicurazione nel bel mezzo della chemioterapia per il tumore al seno. "Dobbiamo offrire un'assistenza sanitaria alla portata dei 46 milioni di americani che non ce l'hanno. Nessuno dovrebbe finire in bancarotta solo perché si è ammalato. Siamo a un punto di rottura, il tempo dei giochi politici è finito".
Come riassunto dal sito Repubblica.it, la partita politica sanitaria di Obama si basa su 3 cardini fondamentali.
Il primo rassicura i moderati: "Non un centesimo di deficit pubblico in più". Questa riforma da 900 miliardi di dollari "deve autofinanziarsi", attraverso risparmi, tasse sulle assicurazioni private e i contribuenti ricchi. Ma ricorda che il costo di questa riforma è molto inferiore a quello delle guerre in Iraq e in Afghanistan, o agli sgravi fiscali per i ricchi varati da George Bush.

Il secondo principio: "Migliorare l'assistenza per chi l'ha già; offrirla a quelli che finora non possono permettersela". E' un dosaggio di giustizia sociale per affrontare una delle piaghe più gravi dell'America e di stabilità. Guai a spaventare gli americani che lavorano nelle grandi aziende, hanno polizze assicurative soddisfacenti, e perciò temono "la mutua di Stato". Su questo punto controverso - il varo di un'assicurazione pubblica - Obama resta prudente e non pone pregiudiziali. Non è vera riforma, dice, senza "un'autentica possibilità di scegliere, una concorrenza che offra agli americani diverse opzioni". 
Il terzo cardine è basato sul sottrarre il controllo della salute delle persone alle forze di mercato, recentemente turbate dalla crisi economica che proprio dagli Stati Uniti ha trovato il suo punto di partenza determinando un impoverimento generale dall'est all'ovest. "Oggi la sanità lasciata alle forze di mercato non funziona" ricorda il presidente. Il costo delle polizze attualmente è alle stelle, è proibitivo per piccole aziende, autonomi, disoccupati. La folle "inflazione medica" costringe gli Usa a spendere il 16% del Pil per la sanità, molto più degli altri Paesi sviluppati e con risultati inferiori. Offrire un'assicurazione pubblica in concorrenza con le private, secondo Obama "aiuterebbe a migliorare la qualità delle cure e a ridurre i costi".  Le compagnie assicurative si riservano di negare le polizze ai soggetti a rischio, e perfino di cancellarle per chi viene colpito da malattie gravi. Questo "sarà vietato per legge".
 
Il presidente fa un gesto gradito alla sinistra del suo partito, che vuole l'opzione pubblica come garanzia di equità. Sul fronte opposto c'è la furiosa resistenza dei repubblicani e delle lobby del capitalismo sanitario. Obama non si spinge fino alle estreme conseguenze. Non minaccia il veto presidenziale se la riforma non conterrà l'opzione pubblica. Può accettare una fase transitoria in cui si sperimenta la creazione di cooperative per far concorrenza alle assicurazioni private.

Preannuncia una "Borsa delle polizze" in cui cittadini e datori di lavoro possano selezionare le offerte più competitive. "Sono aperto a idee nuove, non ho rigidità ideologiche", insiste il presidente. Condanna tuttavia la campagna di "calunnie" organizzata dalla destra repubblicana con il potente appoggio della lobby assicurativa durante l'estate: la riforma sanitaria è stata accusata perfino di imporre l'eutanasìa obbligatoria, negando le cure agli anziani per ridurre le spese. Smentisce anche l'accusa di voler estendere gratis l'assistenza agli immigrati clandestini. "La Casa Bianca ha cercato di mantenere un tono civile. Gli avversari hanno usato tattiche del terrore. Spero che il partito repubblicano riscopra la voce della ragione.
Troveranno un partner disponibile". Riserva strali acuminati alle compagnie assicurative, che "guardano solo ai profitti da esibire a Wall Street, e strapagano i loro top manager".

"Sull'80% delle misure c'è ormai un accordo", dice, ma nonostante l'ottimismo Obama non ha fatto breccia nell'opposizione. Il partito repubblicano è convinto che sulla sanità potrà affondare questo presidente, come fece con Bill Clinton nel 1993. Questa legge è uno snodo decisivo: se Obama non la porta a casa entro l'anno, tutta l'agenda delle riforme è a rischio. Ma se sui repubblicani non ci sono più illusioni, le aperture al dialogo di Obama in realtà hanno altri obiettivi. Vuole ricompattare il suo partito democratico, divaricato tra l'ala progressista che vuole una riforma audace, e i moderati che temono un'ulteriore esplosione di spesa pubblica. Soprattutto Obama si rivolge alla nazione, per spazzare via miti e leggende sul "socialismo sanitario" che hanno seminato l'ansia. Quattro dei cinque disegni di legge in esame al Congresso soddisfano i suoi "principi essenziali": assicurazione obbligatoria per tutti, sussidi pubblici per chi non può permettersela, controlli sulle tariffe assicurative, e divieto di escludere i pazienti.

Il presidente tira fuori, nel finale a sorpresa, una lettera che Ted Kennedy gli scrisse prima di morire. E' il momento più alto del suo discorso. "Siamo di fronte a una sfida morale, che riguarda i principi fondamentali di giustizia sociale. E' in gioco il carattere stesso della nostra nazione. Non possiamo accettare rinvii, non possiamo fallire questo appuntamento con la storia".
Fonte: vari giornali nazionali e repubblica.it
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04 settembre, 2009

H1N1: primo morto in Italia, migliorano gli altri pazienti ricoverati

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E' morto nella notte il paziente napoletano di 51 anni colpito dal virus A/H1N1 e fortemente debilitato da altri problemi di salute quali cardiomiopatia, oligonefria e diabete. Nel frattempo si registrano netti miglioramenti negli altri due casi di giovani colpiti dal virus, di cui uno a Como prossimo alla dimissione dal reparto in cui era stato ricoverato. Nel frattempo in questi giorni il governo cinese ha approvato l'immissione sul mercato di un nuovo vaccino contro il virus H1N1. Il vaccino è prodotto dal laboratorio cinese "Sinovac" (che ha probabilmente battuto tutti in quanto a rapidità nella creazione dell'antivirale) ed è stato ufficialmente approvato come "sicuro" dalle autorità asiatiche. Lentamente si completa il quadro di intervento che vedrà nei prossimi mesi attuare un piano di vaccinazione per contrastare la virulenza: sono stati ordinati oltre 40 milioni di vaccini, ad Ottobre si registrerà la prima ondata che riguarderà principalmente coloro che lavorano nel settore medico, ospedaliero e statale (cioè i soggetti più a rischio) mentre per metà gennaio è prevista una seconda ondata di vaccinazioni per tutti i giovani fino ai 27 anni di età. I medici di famiglia sollevano dubbi relativi alle modalità di vaccinazione: il vaccino è monodose ma ogni "compart" è infatti costituito da 10 dosi che devono essere somministrate in fretta con il rispetto di tempi che rendono il tutto abbastanza complesso se attuato in un normale studio medico (es. l'assenza di persone disponibili in quel ristretto orario e che può portare alla perdita di alcune dosi del compart).
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Messina, boom di candidati per l'ammissione a Medicina e Veterinaria: quasi 2000 in più...

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E’ in netto aumento a Messina il numero dei candidati ai test di accesso a Medicina e Chirurgia, Veterinaria e alle Professioni sanitarie. Il trend registrato per l’anno accademico 2009/10, vede 6492 domande rispetto alle 4.743 dello scorso anno.

E’ soprattutto il corso di laurea di Medicina ad avere il maggior numero di concorrenti con 1563 domande a fronte delle 1116 dello scorso anno, ma anche tra le Professioni sanitarie il trend è positivo con Infermieristica che vede 1864 candidati quest’anno e i 1272 dell’anno precedente e Fisioterapia con 1022 domande contro le735 dello scorso anno, la Facoltà di Medicina Veterinaria vanta inoltre ben 466 aspiranti veterinari rispetto ai 398 dell’anno precedente.

Fonte: 98cento.it
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02 settembre, 2009

Diabete: TGR5 e l'ormone GLP-1 sono le chiavi per la cura del tipo 2? Se ne parla a Perugia...

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Nuova importante notizia dall'Università di Perugia dove il ricercatore R. Pellicciari avrebbe messo a punto un nuovo farmaco per combattere il diabete di tipo 2. Si tratta di una molecola che potrebbe offrire nuove prospettive di cura per un male che colpisce 180 milioni di diabetici nel mondo, la maggioranza dei quali ha problemi di sovrappeso. La molecola e' stata scoperta in collaborazione con l'azienda Intercept Pharmaceuticals di New York.

Il diabete di tipo 2, la forma più comune di diabete, è in aumento in modo allarmante, con oltre 180 milioni di persone colpite in tutto il mondo. Con la crescente incidenza di obesità, un importante fattore di rischio per l'insorgenza del diabete di tipo 2, questo disordine metabolico rappresenta un grave problema di salute. Un gruppo dalla "Ecole Polytechnique Fédérale" di Losanna mostra ora che potrebbe esistere nuovi modi per combattere questi disturbi.

Lo studio, pubblicato oggi dalla rivista scientifica "Cell Metabolism", dimostra che l'attivazione della proteina TGR5 può trattare il diabete di tipo 2 e ridurre l'aumento di peso. In collaborazione con il Prof. Roberto Pellicciari e il suo team presso l'Università di Perugia (Italia), e Intercept Pharmaceuticals di New York, il gruppo presso l'EPFL, condotto dal dott Schoonjans Kristina e il Prof. Johan Auwerx, hanno caratterizzato le proprietà metaboliche di un attivatore selettivo TGR5 (INT-777), un farmaco con un futuro promettente per il trattamento del diabete e obesità.

Lavori precedenti dello stesso gruppo ha dimostrato che gli acidi biliari (molecole endogeno coinvolto nella digestione), attraverso l'attivazione di TGR5 nei muscoli e tessuto adiposo bruno, sono in grado di aumentare il dispendio energetico e per prevenire o invertire la "diet-induced obesity" nei topi.

Nel presente studio, il gruppo del dottor Schoonjans Kristina e il Prof. Johan Auwerx è andato oltre e ha studiato il ruolo della TGR5 nell'intestino dove TGR5 è espresso in cellule specializzate nella produzione di ormoni enteroendocrini. TGR5 controlla la secrezione di glucagone-like peptide 1 (GLP-1), che svolge un ruolo critico nel controllo della funzione del pancreas e la regolazione dei livelli di zucchero nel sangue. Il gruppo al Politecnico di Losanna ha dimostrato che in condizioni di laboratorio questo composto può risultare efficace nel trattamento del diabete e ridurre la massa grassa. Gli autori hanno inoltre dimostrato che tali effetti sono stati collegati con l'aumento della secrezione di GLP-1 e del dispendio energetico.

Questo lavoro è di grande interesse, dal momento che potrebbe preannunciare un nuovo approccio per il trattamento del diabete di tipo 2 e obesità.

"Recentemente ben due classi di farmaci che sfruttano le proprietà di ormone GLP-1 sono stati commercializzati per il trattamento del diabete di tipo 2. La prima strategia mira ad aumentare i livelli di GLP-1, limitando la sua degradazione del corpo. La seconda è quello di imitare gli effetti di GLP-1 con farmaci attivando il recettore GLP-1 (GLP-1R) ", spiega Charles Thomas, primo autore dello studio.

In questo studio, gli autori propongono una terza opzione terapeutica basata sull'aumento della secrezione di GLP-1 tramite la somministrazione della terapia con agonisti TGR5. I risultati ottenuti dagli autori sono ancora più spettacolare in quanto, oltre a stimolare la secrezione di GLP-1, INT-777 induce l'attivazione di TGR5 in altri tessuti portando ad un aumento della spesa energetica responsabile di una riduzione della massa grassa e l'obesità.
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H1N1: napoletano di 51 anni in gravi condizioni, in Egitto italiano affetto da H1N1 e Aviaria

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Il nuovo virus dell'influenza continua a fare paura. Dopo le polemiche dei giorni scorsi relative all'utilità della chiusura degli asili per il periodo corrispondente al massimo punto di diffusione (periodo di chiusura consigliato dai pediatri e nettamente smentito dai ministri del governo), in mattinata era stata pubblicata dall'agenzia ADNKronos e da altre fonti di informazione la notizie relativa alla morte di un paziente di 51 anni colpito dalla nuova influenza H1N1. L'ospedale Cotugno di Napoli e l'assessorato regionale alla sanità hanno però smentito poche ore dopo la notizia, affermando che il paziente rimane in condizioni gravi ma stabili. L'uomo soffriva già di gravi problemi renali, diabete e cardiomiopatia dilatativa, e le sue condizioni gravi sarebbero da correlare soprattutto alle conseguenze del suo fisico già debilitato, ma non è affetto al momento da complicanze indotte direttamente dall'H1N1. Sono in ripresa invece le condizioni di un ragazzo a Como, colpito anch'esso dalla H1N1 e ricoverato nella giornata di ieri con tosse e febbre molto alta.

Intanto in Egitto si registrano tre casi sospetti di "co-infezione" di H1N1 e virus Aviario e che riguardano un turista italiano di 35 anni, ricoverato a Hurghada, un uomo di 30 anni, rientrato da un pellegrinaggio e un altro giovane di 28 anni arrivato in Egitto dall'Arabia Saudita dove aveva partecipato a un pellegrinaggio.

Oggi tavolo tecnico con le Regioni al ministero della Salute, alla riunione prenderanno parte il viceministro alla Salute, Ferrucio Fazio, i rappresentanti delle Regioni e le associazioni dei pediatri, medici di base e dei Pronto soccorso. Secondo quanto affermato dal Ministero entro la fine di ottobre dovrebbero essere a disposizione dell'autorità sanitarie 48 milioni di dosi di vaccino che dopo l'ok dell'Agenzia europea per il farmaco (Emea), saranno progressivamente rese disponibili.

FONTI: varie testate nazionali
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SENTIERI DELLA MEDICINA

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