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AFORISMA DEL GIORNO

20 settembre, 2009

Sorpresa: l'Helicobacter può "guarire" le ulcere

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Con viva sorpresa un pool di ricercatori italiani ha scoperto che l'helicobacter, il temibile batterio causa silenziosa di gastriti e ulcere gastriche, è in grado di guarire i danni arrecati alla mucosa riparando le lesioni. La scoperta, tutta italiana, è stata pubblicata oggi sulla rivista internazionale "Journal of Immunology". I ricercatori dell'università di Napoli Federico II hanno scoperto che fra le proteine prodotte e che, agendo come tossine, ledono le cellule provocando l'ulcera vi è anche una proteina "buona" prodotta dallo stesso batterio e chiamata "Hp2-20" la quale è in grado di favorire l'incremento dei processi cellulari che consentono la riparazione dei danni arrecati. Cosi come dichiarato al sito Ansa dal ricercatore Gianni Marone "Questa proteina sembra essere efficace non soltanto nel curare le ulcere dello stomaco, ma anche quelle di cornea e pelle. Grazie a queste sue proprietà la proteina potrebbe diventare in futuro un farmaco biologico". Tanto che su tale idea sarebbe già stato posto un brevetto da parte del "Centro Interdisciplinare per le Scienze immunologiche di base e cliniche" dell'università Federico II.

Helicobacter pylori è un batterio gram negativo flagellato acidofilo, il cui habitat ideale è il muco gastrico situato nello stomaco umano. Tale resistenza ad un pH di 1 o 2 gli è conferita dalla produzione dell'enzima "ureasi" il quale crea intorno al batterio un microambiente compatibile con la sua esistenza.

La presenza di questo enzima ha reso possibile la messa a punto del test del respiro, o UBT, secondo la dizione inglese. Al paziente viene somministrata urea marcata con l'isotopo 13C. Se è presente il batterio avviene una reazione, catalizzata dall'enzima ureasi, che porta alla scissione dell'urea-13C con la formazione di ammonio e 13CO2, ovvero anidride carbonica formata da ossigeno e l'isotopo 13C del carbonio. Se l'analisi del respiro del paziente rivela la presenza di 13CO2 il test è positivo.

La maggior parte delle persone ne è portatore ma un buon equilibrio fra potere patogeno del microrganismo e difese immunitarie del soggetto normalmente garantisce un'adeguata protezione, proprio per questo motivo i soggetti con una marcata immunodeficienza sono particolarmente esposti a tale agente.

La particolarità di questo batterio è quella che vive soltanto in ambiente acido protetto da uno strato di muco, per questo motivo si trova soltanto nello stomaco. Produce un enzima chiamato ureasi, che gli permette di neutralizzare l'acidità gastrica e di sopravvivere. Una volta insediato nello stomaco, non fa altro che sottoporre la mucosa ai metaboliti tossici da esso prodotti. Il batterio può produrre sostanze che causano danni alle cellule e con il tempo possono sopraggiungere gastrite ed ulcera.

Fonte: Ansa.it e Wikipedia.it


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H1N1: nessuna complicanza per la donna morta a Messina?

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Secondo quanto riferito dal telegiornale del canale messinese locale RTP delle ore 14 i familiari della 41enne morta ieri alle 4 e 20 per crisi respiratoria avrebbero dichiarato (ma il condizionale è decisamente d'obbligo) che la donna non avrebbe avuto alcun tipo di complicanza broncopolmonare pregressa ma pochi giorni prima del contagio si sarebbe trovava in buone condizioni di salute. Sarebbe stata quindi esclusivamente l'infezione del virus H1N1 a causare il decesso, con un decorso che ha previsto dapprima un lento miglioramento (come dichiarato al tg dal direttore dell'ospedale Papardo cioè della struttura in cui la donna era stata ricoverata) seguito da una improvvisa crisi respiratoria e arresto cardiocircolatorio. Come riferito dai dirigenti ospedalieri la donna era stata trattata adeguatamente con i protocolli raccomandati dal Ministero e non è stata sottoposta a nessun protocollo sperimentale particolare. I dirigenti hanno inoltre evitato di commentare ogni possibile informazione clinica riservandosi al diritto di privacy della famiglia. Nella giornata di domani il sindaco di Messina Buzzanca dovrebbe riunire l'unità di crisi per valutare il caso e le adeguate contromisure e durante l'intervista sempre alla tv locale avrebbe dichiarato che "non bisogna creare allarmismi" ma "il numero di vaccini per l'estensione di una provincia come Messina potrebbe non bastare".

FONTE: RTP
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Tumori al fegato, nuova scoperta riguardante cellule staminali "maligne"

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Per la prima volta sono state isolate le cellule staminali del fegato di tipo maligno prima della formazione di un tumore. La nuova scoperta dei ricercatori del Penn State College of Medicine (Stati Uniti), pubblicata sulla rivista "Stem Cells", rivela il ruolo che le cellule staminali hanno nell'insorgenza del cancro al fegato. "Grazie a degli esperimenti compiuti sui topi di laboratorio, siamo riusciti a indurre delle malattie croniche nel fegato per osservare lo sviluppo dei tumori", ha detto Bart Rountree, ricercatore che ha condotto lo studio. "Il nostro obiettivo principale era vedere cosa spinge le cellule staminali durante la proliferazione incontrollata se il fegato è ammalato. Quello che abbiamo invece scoperto è che nelle cellule staminali del fegato ce ne erano alcune già maligne, anche se nel topo non c'era nessun tumore". I ricercatori sono riusciti a isolare le cellule prima ancora che esse potessero dare origine al cancro. "Il fegato è l'unico organo del corpo che si può rigenerare e ciò avviene grazie proprio alle sue cellule staminali", ha spiegato Rountree. "Tuttavia tra di esse se ne può annidare qualcuna che è già "maligna" e che si attiva quando il fegato si ammala cronicamente: un'attivazione che porta alla formazione di tumori. Aver isolato le staminali maligne prima ancora che esse agiscano puo essere utile per l'elaborazione di strategie cliniche mirate", ha concluso Rountree.

E' opportuno ricordare come i tumori primari del fegato (cioè quelli nati nell'organo e non provocati da cellule staccatesi da altri tumori e migrate fino al fegato perchè in quest'ultimo caso si parla delle cosiddette "metastasi") hanno per lo più inizio dalle cellule interne dell'organo chiamate "epatociti". In questo caso si parla di "carcinoma epatocellulare" o, più raramente, di "epatoma"; questi tumori tendono a diffondersi alle ossa e ai polmoni. Più spesso, tuttavia, le neoplasie che colpiscono il fegato sono secondarie, cioè derivano da tumori che nascono altrove (per esempio nel colon, nella mammella o nel polmone). I tumori del fegato possono svilupparsi anche nei bambini: in questi casi si parla di "epatoblastoma".

Il tumore del fegato è stato anche chiamato tumore silenzioso perché soprattutto nelle fasi iniziali non dà alcun segno di sè. Via via che la malattia si diffonde, però, iniziano a comparire i sintomi specifici, tra i quali il dolore alla parte superiore dell'addome, che si può irradiare anche alla schiena e alle spalle, l'ingrossamento del ventre, la perdita di peso e di appetito, la nausea, il vomito, la sensazione di sazietà, la stanchezza, l'ittero (ovvero il colore giallo della pelle), la colorazione scura delle urine e la febbre.

Si tratta di sintomi poco specifici, che possono presentarsi anche in malattie del tutto diverse. In ogni caso vanno riferiti al medico, che valuterà la situazione. Non è purtroppo possibile prevenire il cancro del fegato, se non evitando i più comuni fattori di rischio che sono il consumo eccessivo di alcol e l'esposizione ai virus dell'epatite. Esistono diversi modi per verificare la presenza di un tumore del fegato e, in generale, la salute dell'organo. Ecco quali:

esame obiettivo: il medico tasta l'addome per verificare le dimensioni del fegato, della milza e degli organi vicini, per controllarne le dimensioni e l'eventuale presenza di masse sospette. Inoltre verifica la presenza di ascite, cioè di liquido in quantità abnorme nel ventre, e osserva il colore della pelle e del bianco degli occhi, per vedere se c'è ittero.

esami del sangue: ci sono diversi parametri che suggeriscono una malattia del fegato quali, per esempio, i dosaggi delle transaminasi e della bilirubina. In caso di tumore, tuttavia, il più significativo è l'alfa-fetoproteina, i cui valori, se non c'è una neoplasia, si alzano solo in presenza di una gravidanza.

TAC (tomografia computerizzata): è un esame radiologico effettuato da una macchina che rileva immagini da diverse sezioni dell'organo; i dati acquisiti vengono poi elaborati da un computer che ricostruisce un'immagine dettagliata del fegato, degli organi vicini e dei vasi sanguigni. Talvolta il potere dello strumento è amplificato con specifici liquidi di contrasto. La TAC consente di vedere un eventuale tumore nel fegato e in tutti gli organi addominali.

ecografia: grazie all'eco degli ultrasuoni si ottiene, in modo del tutto innocuo, un'immagine del fegato e degli organi circostanti. Le masse tumorali danno un'eco diversa dai tessuti sani e possono essere identificate con facilità.

risonanza magnetica: un altro tipo di immagini è quello che si forma grazie ai campi magnetici generati da un magnete collegato a un computer. Ancora una volta, le zone colpite da un tumore danno immagini che possono essere distinte da quelle dei tessuti sani.

angiogramma: è un esame radiologico che richiede il ricovero e l'anestesia perchè si avvale dell'amplificazione dell'immagine data da un mezzo di contrasto iniettato nell'arteria epatica; consente di visualizzare i vasi che irrorano il fegato ed eventuali tumori che vi si annidano. È un esame radiologico che richiede il ricovero e l'anestesia perchè si avvale dell'amplificazione dell'immagine data da un mezzo di contrasto iniettato nell'arteria epatica; consente di visualizzare i vasi che irrorano il fegato ed eventuali tumori che vi si annidano.

biopsia: è l'esame istologico del tessuto epatico. Per lo più viene effettuato in anestesia locale ma richiede comunque un breve ricovero. Il medico inserisce un ago molto sottile nell'addome e preleva un campione di tessuto con la guida dell'immagine della TAC o dell'ecografia, oppure effettua il prelievo con un ago più grande. In alternativa, il prelievo si può effettuare con una sonda che è la stessa che fornisce l'immagine dell'organo (laparoscopia) o attraverso una piccola incisione nell'addome o, ancora, durante un vero e proprio intervento chirurgico.


FONTE: Agi.it Salute e Airc.it

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Rovigo: tre casi di virus del Nilo Occidentale

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Un uomo di 82 anni colpito dal virus "West Nile", il virus trasmesso dalla zanzara del genere Culex, è morto all'ospedale di Rovigo. L'uomo era in gravi condizioni ed era anche debilitato da altre patologie. Sempre a Rovigo è stato segnalato un altro caso di un uomo che attualmente è ricoverato nel reparto di malattie infettive. Sono invece stazionarie le condizioni di un terzo anziano, un 70enne risultato positivo al virus West Nile e ricoverato da una decina di giorni nel nosocomio rodigino.

Il virus del Nilo occidentale (noto anche con la denominazione inglese West Nile Virus) è un flaviviridae del genere Flavivirus (di cui fanno parte anche il virus della febbre gialla, il virus dell'encefalite di Saint-Louis e il virus dell'encefalite giapponese). Il suo nome viene dal distretto di West Nile in Uganda, dove è stato isolato per la prima volta nel 1937 in una donna che soffriva di una febbre particolarmente alta. In seguito è stato trovato negli uomini, negli uccelli e nei moscerini in Egitto negli anni cinquanta, diffondendosi infine anche in altri Paesi. La malattia ha un andamento endemico-epidemico ed è diffusa soprattutto in Africa (specie in Egitto), Medio Oriente, India, Europa e, più recentemente, negli Stati Uniti, dove la prima epidemia è stata dichiarata a New York nel 1999. Le zanzare, ed in particolare il genere "Culex", sono i principali vettori e tutti i fattori che favoriscono la proliferazione delle zanzare come le piogge abbondanti, irrigazioni o temperature alte fanno quindi aumentare il numero dei casi di contagio. Gli uccelli giocano un ruolo cruciale nella disseminazione del virus: gli uccelli migratori permettono lo spostamento del virus dall'Africa alle zone temperate; le zanzare che pungono gli uccelli migratori asportano così sangue infetto, infettando sé stesse e ogni altro animale, uomo compreso, di cui assumono il sangue successivamente.

I sintomi dell'infezione moderata da virus del Nilo occidentale sono rappresentati da febbre moderata dopo pochi giorni di incubazione, che dura da tre a sei giorni, accompagnata da malessere generalizzato, anoressia, nausea, mal di testa, dolore oculare, mal di schiena, mialgie (dolori muscolari), tosse, eruzioni cutanee, diarrea, linfadenopatia e difficoltà a respirare. In meno del 15% dei casi, negli anziani e nei soggetti più deboli, possono aggiungersi gravi complicazioni neurologiche quali meningite o encefalite. I sintomi più comunemente riportati da pazienti ospedalizzati con la forma più severa dell'infezione erano: febbre elevata, forte mal di testa, debolezza e paralisi flaccida, sintomi gastrointestinali, modificazione dello stato mentale con disorientamento, tremori, convulsioni e coma. Più rari casi di eruzione maculopapulare o morbilliforme sul tronco, collo, braccia o gambe; atassia, segni extrapiramidali come anormalità dei nevi cranici, mielite, neurite ottica, poliraciculite, attacchi epilettiformi.
Generalmente il malato si rimette spontaneamente in 3-5 giorni, ma la malattia può essere anche mortale in individui anziani e immunodepressi.

FONTE: Ansa.it e Wikipedia


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H1N1: morta una donna a Messina, attesi fino a 12 milioni di casi ma il resveratrolo potrebbe aiutare...

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E' morta la donna di Messina che era stata ricoverata per un'infezione da virus H1N1. Secondo le fonti mediche dopo un lento miglioramento c'è stata negli ultimi giorni u improvviso aggravio che ha poi portato al decesso. La donna soffriva anche di concomitanti problemi broncopolmonari cronici che hanno sicuramente influito sull'esito. La donna era stata ricoverata il 30 agosto al ritorno dalle proprie vacanze ed è la seconda vittima italiana del virus. Il 4 settembre era deceduto a Napoli un uomo di 51 anni già affetto da cardiopatia dilatativa e diabete grave. Gli esperti rassicurano: il virus ha la normale influenza di un ceppo virale stagionale e i decessi sono sempre collegati a stati patogeni pregressi soprattutto cronici e fortemente debilitanti, per cui la vaccinazione dei soggetti "a rischio" è assolutamente necessaria. Il vaccino sarà pronto per la metà di ottobre per tutti gli addetti ai lavori e le categorie di lavoratori a rischio mentre per novembre dovrebbero arrivare le dosi per tutti con la massima precedenza appunto per anziani, bambini e malati. L'Oms conferma che una sola dose dovrebbe bastare all'immunizzazione ma ha posto un allarme in merito al numero di dosi, largamente inferiore alla stima di "5 miliardi di dosi" che dovrebbero essere sufficienti per tutta la popolazione mondiale. Intanto secondo le ultime stime dei virologi in Italia "sono attesi circa 12 milioni di casi di influenza A e questi potrebbero causare circa 12 mila morti e se il virus dovesse mutare si potrebbe arrivare a cifre molto più allarmanti, fino a 100 mila possibili decessi". Precisamente queste sono le previsioni del professor Fabrizio Pregliasco, virologo del Laboratorio "Influenza e Infezioni Respiratorie Acute" dell'Istituto di Virologia dell'Università di Milano, che da Praga, in un media tutorial sulla nuova influenza, traccia all'Agi e all'Ansa le stime epidemiologiche sulla diffusione del virus. Sempre durante il congresso è emerso che la molecola resveratrolo, presente nell'uva rossa e nel vino, avrebbe importanti proprietà antibatteriche e antivirali che potrebbero aiutare a rafforzare l'organismo in vista dell'influenza. Fra l'altro la reperibilità è molto ampia: questa è stata un'ottima annata per i vigneti.


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11 settembre, 2009

Test di Ingresso: la domanda 54 al centro delle polemiche

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I test di ingresso a medicina del 2009 potrebbero essere a rischio. E' infatti scoppiata la polemica in merito al quesito numero 54 dei test di ingresso. Sul web se ne parla già dalla sera del 3 settembre, giorno in cui si sono svolti i test in tutta italia, e la questione si è in breve tempo propagata alle prime pagine delle testate nazionali. Una vicenda che a poche ore dalla pubblicazione dei risultati per le facoltà universitarie a numero chiuso non ha ancora una soluzione ufficiale.

Agli aspiranti medici era stato richiesto di completare la definizione di anemia falciforme. Sui risultati del test, pubblicati dal MIUR il 7 settembre, la risposta che viene indicata come corretta è la seguente: "malattia genetica causata da una mutazione puntiforme autosomica che determina la sostituzione della valina con l'acido glutammico in una catena beta dell'emoglobina". Falso. La risposta corretta è un'altra, indicata come errata dal ministero. Ovvero: "malattia genetica causata da una mutazione puntiforme autosomica che determina la sostituzione dell'acido glutammico con la valina". Una classica e forse inaspettata inversione di termini, tipica negli studenti di medicina dei primi anni e che spesso manda i professori patologi su tutte le furie. E una inversione che potrebbe anche causare la fine di un sogno per molti aspiranti medici, dato l'elevato livello di competizione nei punteggi e il numero esiguo di posti.

L'errore del test viene subito notato e sono subito partite le polemiche e i primi inevitabili inviti ad annullare la domanda o addirittura l'intero test. Molti studenti raccontano di di aver chiamato il Cineca - il Consorzio Interuniversitario a cui il ministero affida l'elaborazione dati - che ha confermato di aver ricevuto parecchie segnalazioni: e cosi il ministero si è riunito per deliberare una decisione.

Repubblica.it riporta la lettera di una dottoressa, C.L., la quale ha avvisato i giornali: "Sono un medico, madre di una partecipante al quiz d'ammissione. A differenza di quanto affermato alla fine dell'articolo sulle rassicurazioni date da sedicenti esperti, almeno una delle risposte del quiz è indiscutibilmente sbagliata". La domanda è la numero 54. La dottoressa C.L. fornisce anche la definizione tratta dal Trattato di patologia medica di Robbins e Cotran. Poi le preoccupazioni. "Tenete presente che per l'alto numero di partecipanti e la difficoltà dei test, anche una sola domanda considerata errata fa perdere la possibilità di essere ammessi. Ci sono migliaia di ragazzi che forse non entreranno a medicina per l'incompetenza e la superficialità di chi ha compilato questi test".

Lo stesso sito Repubblica conferma poi con una veloce descrizione il come la facoltà di medicina sia una delle più richieste dagli studenti. A Palermo i candidati sono stati seimila per trecento posti. Lo stesso numero di candidati a Napoli per 600 posti disponibili. Tremila cinquecento gli aspiranti medici alla Statale di Milano.
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10 settembre, 2009

H1N1: il ministero assicura "Influenza A è leggera", dilagano le misure preventive

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Il viceministro della Salute, Ferruccio Fazio, ha rassicurato in una recente conferenza stampa sul come il virus A/H1N1 non debba destare più preoccupazioni rispetto a una comune influenza: "La malattia legata al virus dell'influenza A è più leggera del previsto e non desta reali motivi di preoccupazione". Al termine dell'incontro dell'unità di crisi è stato dichiarato che: "Noi tutti (n.d. addetti ai lavori) abbiamo la reale impressione che si sta facendo un pò troppo rumore e che non ci sono motivi di allarme". I casi ad oggi sono circa settemila, dato "non ancora esponenziale e non tale da creare particolari allarmi" aggiunge.

"Siamo realmente attrezzati anche per affrontare le complicanze come le polmoniti che si manifestano in un numero limitato di casi. Secondo le previsioni degli esperti, non saranno più di un paio di centinaia i casi gravi in Italia alla fine della pandemia". Il decesso che si è verificato a Napoli, spiega il viceministro, "è avvenuto per una malattia virale intercorrente in un paziente in condizioni compromesse".

Nel frattempo si moltiplicano i tentativi di attuare una "prevenzione" al possibile contagio. Cosi in una scuola di Roma è stata emanata una circolare che proibisce ai giovani liceali "effusioni pubbliche" al fine di ridurre il più possibile lo scambio di gocce di saliva che possono risultare vettrici del virus. Sempre in una scuola romana e in altre scuole si sta pensando di annullare le gite e le uscite "pubbliche" per spostamenti di gruppo. Sempre dal Ministero arriva però l'ordine tassativo: non vi sarà alcun annullamento delle lezioni previste. Dopo la morte del paziente di 51 anni in Campania si sta rafforzando la rete di prevenzione. Ad esempio quest'anno niente baci alla teca di San Gennaro: è un ordine tassativo della Curia a fine preventivo in vista della festa del santo celebrata il 19 settembre.
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La sfida di Obama: una sanità americana finalmente "per tutti"

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E' la grande sfida delle sue elezioni presidenziali. Estendere il diritto di sanità a tutte le classi della popolazione, comprese le più deboli, eliminando i "buchi" relativi alla mancata assistenza in caso di assenza o impossibilità a provvedere autonomamente alla propria assicurazione sanitaria. E garantendo una maggiore sicurezza a favore di chi invece risulta già coperto. Torna a chiederlo a gran voce il presidente americano Barack Obama, presentando il suo piano di riforma sanitaria, al Congresso, imponendo di agire immediatamente per garantire passaggi politici rapidi verso il completamento della riforma. 

In un discorso di 45 minuti Obama ha lanciato un ultimatum al Congresso ricordando ai Repubblicani, che si oppongono fermamente al passaggio della riforma, che il loro ostruzionismo può costare vite umane e dunque bisogna ridurre al minimo le settimane che precederanno l'approvazione. Ma anche molti democratici dello stesso partito di Obama sono dubbiosi e non lo nascondono e lo stesso Obama si è rassegnato ad attuare delle "concessioni".

La via del "compromesso" risulta infatti al momento l'unica via politica percorribile. ''Non sono il primo presidente che si batte per questa causa, ma sono determinato ad essere l'ultimo'', ha dichiarato Obama davanti alle camere congiunte del Congresso nel corso di una seduta straordinaria in quella che rappresenta la battaglia piu' dura da quando si e' insediato alla Casa Bianca. Un conflitto con l'opposizione che ha portato già a una parziale perdita di consensi: nei sondaggi ben il 52% della popolazione ha bocciato il suo piano e numerose sono state le proteste pubbliche con manifesti "ad effetto" quali un Obama versione "clown".

A molti americani non piace la intromissione dello stato in uno degli aspetti più importanti della vita pubblica delle persone, e tacciono la politica di Obama come "di bieco stampo socialista", il Presidente ha però ribadito con forza che ''il tempo delle polemiche è finito, il nostro fallimento collettivo nel far a questa sfida, anno dopo anno e decennio dopo decennio, ci ha portato ad un punto di rottura'', ha ammesso Obama precisando che, nonostante l'aumento degli investimenti, la riforma della sanità pubblica ''costerà meno di quanto abbiamo speso per le guerre in Iraq e in Afghanistan o agli sgravi fiscali per i ricchi decisi da chi mi ha preceduto", ha detto il presidente.

Particolarmente ad effetto una delle frasi conclusive: ''Nessuno dovrebbe finire in bancarotta solo perchè sta male''. Il presidente ritrova la determinazione dei toni ispirati della campagna elettorale, denuncia lo scandalo di un sistema di assistenza medica che "esclude perfino molti appartenenti al ceto medio" e critica il suo Paese con rara asprezza: "L'America è l'unica democrazia avanzata, è l'unica nazione ricca, che si trova in condizioni così penose. Dove le assicurazioni ti possono revocare ogni assistenza col pretesto di una malattia pre-esistente o perché hai perso il lavoro". Racconta storie tragiche, come quella di una donna abbandonata dall'assicurazione nel bel mezzo della chemioterapia per il tumore al seno. "Dobbiamo offrire un'assistenza sanitaria alla portata dei 46 milioni di americani che non ce l'hanno. Nessuno dovrebbe finire in bancarotta solo perché si è ammalato. Siamo a un punto di rottura, il tempo dei giochi politici è finito".
Come riassunto dal sito Repubblica.it, la partita politica sanitaria di Obama si basa su 3 cardini fondamentali.
Il primo rassicura i moderati: "Non un centesimo di deficit pubblico in più". Questa riforma da 900 miliardi di dollari "deve autofinanziarsi", attraverso risparmi, tasse sulle assicurazioni private e i contribuenti ricchi. Ma ricorda che il costo di questa riforma è molto inferiore a quello delle guerre in Iraq e in Afghanistan, o agli sgravi fiscali per i ricchi varati da George Bush.

Il secondo principio: "Migliorare l'assistenza per chi l'ha già; offrirla a quelli che finora non possono permettersela". E' un dosaggio di giustizia sociale per affrontare una delle piaghe più gravi dell'America e di stabilità. Guai a spaventare gli americani che lavorano nelle grandi aziende, hanno polizze assicurative soddisfacenti, e perciò temono "la mutua di Stato". Su questo punto controverso - il varo di un'assicurazione pubblica - Obama resta prudente e non pone pregiudiziali. Non è vera riforma, dice, senza "un'autentica possibilità di scegliere, una concorrenza che offra agli americani diverse opzioni". 
Il terzo cardine è basato sul sottrarre il controllo della salute delle persone alle forze di mercato, recentemente turbate dalla crisi economica che proprio dagli Stati Uniti ha trovato il suo punto di partenza determinando un impoverimento generale dall'est all'ovest. "Oggi la sanità lasciata alle forze di mercato non funziona" ricorda il presidente. Il costo delle polizze attualmente è alle stelle, è proibitivo per piccole aziende, autonomi, disoccupati. La folle "inflazione medica" costringe gli Usa a spendere il 16% del Pil per la sanità, molto più degli altri Paesi sviluppati e con risultati inferiori. Offrire un'assicurazione pubblica in concorrenza con le private, secondo Obama "aiuterebbe a migliorare la qualità delle cure e a ridurre i costi".  Le compagnie assicurative si riservano di negare le polizze ai soggetti a rischio, e perfino di cancellarle per chi viene colpito da malattie gravi. Questo "sarà vietato per legge".
 
Il presidente fa un gesto gradito alla sinistra del suo partito, che vuole l'opzione pubblica come garanzia di equità. Sul fronte opposto c'è la furiosa resistenza dei repubblicani e delle lobby del capitalismo sanitario. Obama non si spinge fino alle estreme conseguenze. Non minaccia il veto presidenziale se la riforma non conterrà l'opzione pubblica. Può accettare una fase transitoria in cui si sperimenta la creazione di cooperative per far concorrenza alle assicurazioni private.

Preannuncia una "Borsa delle polizze" in cui cittadini e datori di lavoro possano selezionare le offerte più competitive. "Sono aperto a idee nuove, non ho rigidità ideologiche", insiste il presidente. Condanna tuttavia la campagna di "calunnie" organizzata dalla destra repubblicana con il potente appoggio della lobby assicurativa durante l'estate: la riforma sanitaria è stata accusata perfino di imporre l'eutanasìa obbligatoria, negando le cure agli anziani per ridurre le spese. Smentisce anche l'accusa di voler estendere gratis l'assistenza agli immigrati clandestini. "La Casa Bianca ha cercato di mantenere un tono civile. Gli avversari hanno usato tattiche del terrore. Spero che il partito repubblicano riscopra la voce della ragione.
Troveranno un partner disponibile". Riserva strali acuminati alle compagnie assicurative, che "guardano solo ai profitti da esibire a Wall Street, e strapagano i loro top manager".

"Sull'80% delle misure c'è ormai un accordo", dice, ma nonostante l'ottimismo Obama non ha fatto breccia nell'opposizione. Il partito repubblicano è convinto che sulla sanità potrà affondare questo presidente, come fece con Bill Clinton nel 1993. Questa legge è uno snodo decisivo: se Obama non la porta a casa entro l'anno, tutta l'agenda delle riforme è a rischio. Ma se sui repubblicani non ci sono più illusioni, le aperture al dialogo di Obama in realtà hanno altri obiettivi. Vuole ricompattare il suo partito democratico, divaricato tra l'ala progressista che vuole una riforma audace, e i moderati che temono un'ulteriore esplosione di spesa pubblica. Soprattutto Obama si rivolge alla nazione, per spazzare via miti e leggende sul "socialismo sanitario" che hanno seminato l'ansia. Quattro dei cinque disegni di legge in esame al Congresso soddisfano i suoi "principi essenziali": assicurazione obbligatoria per tutti, sussidi pubblici per chi non può permettersela, controlli sulle tariffe assicurative, e divieto di escludere i pazienti.

Il presidente tira fuori, nel finale a sorpresa, una lettera che Ted Kennedy gli scrisse prima di morire. E' il momento più alto del suo discorso. "Siamo di fronte a una sfida morale, che riguarda i principi fondamentali di giustizia sociale. E' in gioco il carattere stesso della nostra nazione. Non possiamo accettare rinvii, non possiamo fallire questo appuntamento con la storia".
Fonte: vari giornali nazionali e repubblica.it
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04 settembre, 2009

H1N1: primo morto in Italia, migliorano gli altri pazienti ricoverati

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E' morto nella notte il paziente napoletano di 51 anni colpito dal virus A/H1N1 e fortemente debilitato da altri problemi di salute quali cardiomiopatia, oligonefria e diabete. Nel frattempo si registrano netti miglioramenti negli altri due casi di giovani colpiti dal virus, di cui uno a Como prossimo alla dimissione dal reparto in cui era stato ricoverato. Nel frattempo in questi giorni il governo cinese ha approvato l'immissione sul mercato di un nuovo vaccino contro il virus H1N1. Il vaccino è prodotto dal laboratorio cinese "Sinovac" (che ha probabilmente battuto tutti in quanto a rapidità nella creazione dell'antivirale) ed è stato ufficialmente approvato come "sicuro" dalle autorità asiatiche. Lentamente si completa il quadro di intervento che vedrà nei prossimi mesi attuare un piano di vaccinazione per contrastare la virulenza: sono stati ordinati oltre 40 milioni di vaccini, ad Ottobre si registrerà la prima ondata che riguarderà principalmente coloro che lavorano nel settore medico, ospedaliero e statale (cioè i soggetti più a rischio) mentre per metà gennaio è prevista una seconda ondata di vaccinazioni per tutti i giovani fino ai 27 anni di età. I medici di famiglia sollevano dubbi relativi alle modalità di vaccinazione: il vaccino è monodose ma ogni "compart" è infatti costituito da 10 dosi che devono essere somministrate in fretta con il rispetto di tempi che rendono il tutto abbastanza complesso se attuato in un normale studio medico (es. l'assenza di persone disponibili in quel ristretto orario e che può portare alla perdita di alcune dosi del compart).
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Messina, boom di candidati per l'ammissione a Medicina e Veterinaria: quasi 2000 in più...

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E’ in netto aumento a Messina il numero dei candidati ai test di accesso a Medicina e Chirurgia, Veterinaria e alle Professioni sanitarie. Il trend registrato per l’anno accademico 2009/10, vede 6492 domande rispetto alle 4.743 dello scorso anno.

E’ soprattutto il corso di laurea di Medicina ad avere il maggior numero di concorrenti con 1563 domande a fronte delle 1116 dello scorso anno, ma anche tra le Professioni sanitarie il trend è positivo con Infermieristica che vede 1864 candidati quest’anno e i 1272 dell’anno precedente e Fisioterapia con 1022 domande contro le735 dello scorso anno, la Facoltà di Medicina Veterinaria vanta inoltre ben 466 aspiranti veterinari rispetto ai 398 dell’anno precedente.

Fonte: 98cento.it
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02 settembre, 2009

Diabete: TGR5 e l'ormone GLP-1 sono le chiavi per la cura del tipo 2? Se ne parla a Perugia...

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Nuova importante notizia dall'Università di Perugia dove il ricercatore R. Pellicciari avrebbe messo a punto un nuovo farmaco per combattere il diabete di tipo 2. Si tratta di una molecola che potrebbe offrire nuove prospettive di cura per un male che colpisce 180 milioni di diabetici nel mondo, la maggioranza dei quali ha problemi di sovrappeso. La molecola e' stata scoperta in collaborazione con l'azienda Intercept Pharmaceuticals di New York.

Il diabete di tipo 2, la forma più comune di diabete, è in aumento in modo allarmante, con oltre 180 milioni di persone colpite in tutto il mondo. Con la crescente incidenza di obesità, un importante fattore di rischio per l'insorgenza del diabete di tipo 2, questo disordine metabolico rappresenta un grave problema di salute. Un gruppo dalla "Ecole Polytechnique Fédérale" di Losanna mostra ora che potrebbe esistere nuovi modi per combattere questi disturbi.

Lo studio, pubblicato oggi dalla rivista scientifica "Cell Metabolism", dimostra che l'attivazione della proteina TGR5 può trattare il diabete di tipo 2 e ridurre l'aumento di peso. In collaborazione con il Prof. Roberto Pellicciari e il suo team presso l'Università di Perugia (Italia), e Intercept Pharmaceuticals di New York, il gruppo presso l'EPFL, condotto dal dott Schoonjans Kristina e il Prof. Johan Auwerx, hanno caratterizzato le proprietà metaboliche di un attivatore selettivo TGR5 (INT-777), un farmaco con un futuro promettente per il trattamento del diabete e obesità.

Lavori precedenti dello stesso gruppo ha dimostrato che gli acidi biliari (molecole endogeno coinvolto nella digestione), attraverso l'attivazione di TGR5 nei muscoli e tessuto adiposo bruno, sono in grado di aumentare il dispendio energetico e per prevenire o invertire la "diet-induced obesity" nei topi.

Nel presente studio, il gruppo del dottor Schoonjans Kristina e il Prof. Johan Auwerx è andato oltre e ha studiato il ruolo della TGR5 nell'intestino dove TGR5 è espresso in cellule specializzate nella produzione di ormoni enteroendocrini. TGR5 controlla la secrezione di glucagone-like peptide 1 (GLP-1), che svolge un ruolo critico nel controllo della funzione del pancreas e la regolazione dei livelli di zucchero nel sangue. Il gruppo al Politecnico di Losanna ha dimostrato che in condizioni di laboratorio questo composto può risultare efficace nel trattamento del diabete e ridurre la massa grassa. Gli autori hanno inoltre dimostrato che tali effetti sono stati collegati con l'aumento della secrezione di GLP-1 e del dispendio energetico.

Questo lavoro è di grande interesse, dal momento che potrebbe preannunciare un nuovo approccio per il trattamento del diabete di tipo 2 e obesità.

"Recentemente ben due classi di farmaci che sfruttano le proprietà di ormone GLP-1 sono stati commercializzati per il trattamento del diabete di tipo 2. La prima strategia mira ad aumentare i livelli di GLP-1, limitando la sua degradazione del corpo. La seconda è quello di imitare gli effetti di GLP-1 con farmaci attivando il recettore GLP-1 (GLP-1R) ", spiega Charles Thomas, primo autore dello studio.

In questo studio, gli autori propongono una terza opzione terapeutica basata sull'aumento della secrezione di GLP-1 tramite la somministrazione della terapia con agonisti TGR5. I risultati ottenuti dagli autori sono ancora più spettacolare in quanto, oltre a stimolare la secrezione di GLP-1, INT-777 induce l'attivazione di TGR5 in altri tessuti portando ad un aumento della spesa energetica responsabile di una riduzione della massa grassa e l'obesità.
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H1N1: napoletano di 51 anni in gravi condizioni, in Egitto italiano affetto da H1N1 e Aviaria

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Il nuovo virus dell'influenza continua a fare paura. Dopo le polemiche dei giorni scorsi relative all'utilità della chiusura degli asili per il periodo corrispondente al massimo punto di diffusione (periodo di chiusura consigliato dai pediatri e nettamente smentito dai ministri del governo), in mattinata era stata pubblicata dall'agenzia ADNKronos e da altre fonti di informazione la notizie relativa alla morte di un paziente di 51 anni colpito dalla nuova influenza H1N1. L'ospedale Cotugno di Napoli e l'assessorato regionale alla sanità hanno però smentito poche ore dopo la notizia, affermando che il paziente rimane in condizioni gravi ma stabili. L'uomo soffriva già di gravi problemi renali, diabete e cardiomiopatia dilatativa, e le sue condizioni gravi sarebbero da correlare soprattutto alle conseguenze del suo fisico già debilitato, ma non è affetto al momento da complicanze indotte direttamente dall'H1N1. Sono in ripresa invece le condizioni di un ragazzo a Como, colpito anch'esso dalla H1N1 e ricoverato nella giornata di ieri con tosse e febbre molto alta.

Intanto in Egitto si registrano tre casi sospetti di "co-infezione" di H1N1 e virus Aviario e che riguardano un turista italiano di 35 anni, ricoverato a Hurghada, un uomo di 30 anni, rientrato da un pellegrinaggio e un altro giovane di 28 anni arrivato in Egitto dall'Arabia Saudita dove aveva partecipato a un pellegrinaggio.

Oggi tavolo tecnico con le Regioni al ministero della Salute, alla riunione prenderanno parte il viceministro alla Salute, Ferrucio Fazio, i rappresentanti delle Regioni e le associazioni dei pediatri, medici di base e dei Pronto soccorso. Secondo quanto affermato dal Ministero entro la fine di ottobre dovrebbero essere a disposizione dell'autorità sanitarie 48 milioni di dosi di vaccino che dopo l'ok dell'Agenzia europea per il farmaco (Emea), saranno progressivamente rese disponibili.

FONTI: varie testate nazionali
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28 agosto, 2009

Protect your eyes from the autumn sun...

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Autumn is coming and the days slowly get longer: bursts of rain interspersed with blinding sun can make your eyes tired. With the arrival of cold sunny weather it’s absolutely important to protect own eyes with a pair of disposable contact lens: often simple graduated glasses may be uncomfortable and it is quite obvious discomfort to use sunglasses for those suffering from eye diseases such as nearsightedness or farsightedness that don’t allow easy use of lens.

In this situation there are various brands of disposable contact lenses that may be used in place of normal glasses and with the same efficiency in terms of recovery of lost dioptres. However, often a purchase of a pair of new disposable contact lens is made without adequate knowledge of the brands available, preparing in this way to the development of typical discomfort related to the selection of a lens uncomfortable, unsuitable or wrong. Obviously in a store is almost never possible to “have a try” for long periods, but how much important it might be to do a test of daily contact lenses that will be used for long periods? From "Bausch & Lomb" here it comes this opportunity, thanks to their website and the opportunity to request a "free trial" of their new contact lenses daily "Softlen".

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As a relationship with customers, the site www.soflens.com is of excellent quality. For example, in addition to "trial form" there is also a demo in which they explained in detail some of the quality of their contact lenses Soflens, and there is also an application "Doctor locator" that allows tracking in the United States or the optical or “eyes doctor” closer and more professional about a long directory. Soflens ensure both comfort and high definition technology at the right price. The Soflens were built on an innovative, slow-release moisture formula that uses your natural tears to create a cushion of wetness that lasts all day long, avoiding the annoying problem of dryness of the eye cornea and conjunctiva. In addition, thin lens design provides a remarkably natural feel on the eye even if they do not require the daily hassle of cleaning or storage. Soflens lenses have been rated higher by patients for end-of-day comfort and they are certified to reduce conjunctival irritation and eye fatigue.

Without doubt, disposable lenses Soflens require evidence to present to your eye the best visual quality possible while maintaining an optimal health of their eyes and they deserve a try. Thumbs up to me.
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26 agosto, 2009

Test di Ingresso: simulazioni online in questi giorni su Ammissione.it

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Il sito Ammissione.it ha comunicato di aver reso disponibile una simulazione di test di ammissione da poter svolgere online. Tramite la registrazione al loro sito e cliccando in alto su "Accedi" sarà possibile avviare un test che permette di porre alla prova la propria preparazione all'esame che avverrà fra pochi giorni. Il sito conta sulla possibilità che migliaia di ragazzi in tutta italia si mettano alla prova contemporaneamente e alla fine della giornata sarà possibile visualizzare il proprio risultato sia da un punto di vista personale che in comparativa con gli altri voti (creando in tal modo una sorta di parziale simulazione di graduatoria). La possibilità di poter svolgere una simulazione "online" e "real time" rappresenta un notevole passo in avanti rispetto al passato, quale metodo migliore infatti per pronosticare anche se in modo empirico e molto generico, la buona riuscita dell'esame? Il test ovviamente non garantisce un giudizio certo e preciso in merito alla vostra preparazione ma può essere da stimolo a completare le ultime cose in vista del "fatidico" giorno.

Queste sono le date relative ai giorni in cui sarà possibile effettuare una simulazione di prova sul sito:

27/08/2009
31/08/2009
02/09/2009

Per ulteriori informazioni cliccare qui: => http://www.ammissione.it/forum/viewtopic-nc-t-222352.html
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25 agosto, 2009

Ricevo e pubblico: breve vademecum contro le irregolarità nei test di ingresso

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Ti riporto un abstract dal sito udufirenze.it molto interessante per evitare irregolarità nel test di ingresso. Ciao.



""Hai studiato tutta l’estate per superare lo sbarramento del numero chiuso… ma sei sicuro che il test d’ingresso non sia truccato? In questi anni centinaia di studenti si sono rivolti all’UdU per segnalare gravi irregolarità nello svolgimento della prova. Irregolarità che fanno parte di un diffuso sistema di illegalità, ben documentato lo scorso anno dagli scandali che hanno travolto l’Università italiana. Contro questo sistema ci siamo battuti e ci batteremo, sempre dalla parte degli student i veramente onesti. Vogliamo evitare che a n c h e q u e s t ’ a n n o l’impegno degli studenti sia vanificato da un test f a l s a t o. Pe r q u e s t o r ipor t i amo un br eve vademecum, sintesi delle numerose ir regolarità segnalate negli anni dagli studenti. Non pensare che ciò che stai per leggere sono solo esagerazioni dei soliti estremisti; sono tutte precauzioni rispetto a ir regolarità realmente avvenute! Affinché non si ripetano, tieni gli occhi aperti: Chiedi che venga messa a verbale ogni sospetta irregolarità! Solo così, in caso di brogli, sarà possibile far intervenire la magistratura. 1. Tempi. Non ci devono essere ritardi o anticipi nell’inizio della prova. A nessuno deve essere concesso più tempo per terminarla, per nessun motivo. 2. Assegnazione dei posti. I posti devono essere attribuiti in modo casuale. Ogni variazione di posti, cambiamento di aula ecc. deve essere messo a verbale. Occhio ai cambiamenti di posto ingiustificati, al fine di affiancare alcuni studenti ad altri più “maturi”. 3. Inizio della prova. Il Presidente della Commissione d’esame, o il responsabile dell’aula, deve sor teg giare due studenti tra i candidati per verificare l’integrità delle scatole contenenti i plichi. Dopo aver distribuito i plichi, la suddetta persona redige una dichiarazione sull’integrità delle scatole, sul n° dei plichi distribuiti e sul n° di plichi non utilizzati, dichiarazione che viene sottoscritta dai d u e s t u d e n t i p r e c e d e n t e m e n t e sorteggiati. 4. Buste. La busta deve essere aperta in aula d ov e t u t t i p o s s o n o assistere. Se arriva in aula una busta già aperta fallo mettere a verbale, è un’irregolarità grave! Controlla anche che le buste siano integre, è importante che nessuno le abbia aperte prima tanto quanto che nessuno le possa aprire senza lasciare tracce dopo. 5. Comunicazione. Dialoghi tra studenti sono rigorosamente vietati, come lo scambio di materiale cartaceo, fogli di test, penne, indumenti e quant’altro. Qualora ci fossero cellulari anche spenti nell’aula del test (come anche penne nelle tasche che permettano di continuare a scrivere d o p o l o s t o p d e i commissari, o oggetti che violino la parità dei c o n c o r r e n t i ) q u e s t i devono essere segnalati a l l a c o m m i s s i o n e chiedendo che venga messo a verbale. Non ci stancheremo mai di ripeterlo: nessuno dovrebbe vergognarsi di segnalare illeciti a chi deve vigilare. Ogni imbroglione che pa s s a sot to s i l enz i o potrebbe essere colui che passa avanti in classifica facendola franca. 6. Fogli. Qualora si r e n d a n e c e s s a r i a l a sostituzione anche solo di un foglio del plico, la C ommi s s i o n e d e v e sostituirvi l’intero plico. 7. Penne e strumenti. E’ consentito il solo utilizzo di penne nere per la compilazione del test. Sono vietati in aula c e l l u l a r i , p a lma r i e strumentazioni simili. 8. Cor rezioni. E’ offerta la possibilità di cor r eg g e r e una sol a risposta solo se viene a n n e r i t a l a c a s e l l a precedentemente segnata; qualora non si ritenga evidente la volontà di segnare una risposta alternativa la risposta viene considerata non d a t a , v e n g o n o c o s ì assegnati 0 punti. O n d e e v i t a r e successive cor rezioni svantaggiose, oltre che i l l e g a l i , è pos s ibi l e, qualora non si voglia rispondere ad un quesito (o a più quesiti), barrare una casella apposita. 9. Consegna test. E’ obbligatorio inserire il solo modulo di risposte, non piegato, nella busta con la finestra trasparente e chiudere quest’ultima. E ’ c o n s e n t i t o abbandonare l’aula solo 30 minuti prima del termine della prova. La busta in cui viene inserito il modulo risposte non può essere contrassegnata o firmata da persona alcuna, né studente né t a n t o m e n o u n c o m p o n e n t e d e l l a Commissione. 10. Consegna buste. Le buste consegnate devono essere inserite in un contenitore che deve essere chiuso e sigillato alla presenza di due s t u d e n t i s o r t e g g i a t i (possono essere gli stessi s t u d e n t i s o r t e g g i a t i all’inizio se entrambi sono ancora presenti) i quali devono apporre firme sul contenitore e sui sigilli. Le b u s t e d e vo n o essere consegnate chiuse, altrimenti chi impedisce che qualcuno aggiunga sulla griglia risposte esatte al posto di righe vuote? Se i commissari chiedono di lasciarle aperte sono in cattiva fede; chiedete che venga messo a verbale che vi stanno chiedendo di lasciarle aperte invece di sincerarsi che siano s i g i l l a t e . E s e n o n mettono nulla a verbale rivolgetevi alle forze dell’ordine che sono lì presenti. “ “ S i n i s t r a Universitaria insieme a l l ʼUn i o n e d e g l i Universitari esprime forte contrarietà a l l ' i s t i t u t o d e l numero chiuso e dei test dʼingresso e porta avanti battaglia per il superamento della 264 e per il libero accesso ai saperi”. IL SAPERE NON SI ARRESTA! info: www.sinistrauniversitaria. org  Ciao da Francesco! ""
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24 agosto, 2009

H1N1: 43mila colpiti in Europa con 93 morti. Estate mite ma si temono i mesi autunnali...

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Fino a metà degli abitanti degli Stati Uniti potrebbero essere colpiti nei prossimi mesi dall'influenza A e i morti potrebbero addirittura raggiungere la spaventosa cifra di 90mila colpiti. Il virus della "nuova influenza" pone una "grave minaccia per la salute" in America: lo afferma in un rapporto il Consiglio Scientifico e Tecnologico della Casa Bianca, chiedendo che venga accelerato il programma di vaccinazione in modo che sia operativo un mese prima del previsto, cioé a metà settembre. Il rapporto Usa afferma che "l'attuale ceppo pone una grave minaccia alla nazione. Non è più letale di altri ceppi influenzali ma probabilmente infetterà più persone del solito perché è un ceppo nuovo contro cui la gente non ha costruito resistenze immunitarie", spiega la Casa Bianca. Intanto, sono almeno 1.048 i nuovi casi di influenza A accertati in Europa nelle ultime 24 ore. Lo rendono noto i Centri europei per il controllo delle malattie (Ecdc), confermando che attualmente i Paesi con il maggior numero di contagi sono Germania e Gran Bretagna. Il bilancio per l'Italia resta fermo a 1.517 casi.
In Europa il virus A/H1N1 ha colpito complessivamente oltre 43 mila persone, causando almeno 93 morti. In Europa il virus A/H1N1 ha colpito complessivamente oltre 43 mila persone, causando almeno 93 morti. Sul fronte della vaccinazione, il Consiglio nazionale della Sanità in Svezia ha pubblicato le indicazioni relative ai gruppi...

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FONTE: Ansa.it
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Passi avanti per una terapia genica per la mucopolisaccaridosi di tipo 2

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Si aprono le porte della terapia genica per la mucopolisaccaridosi di tipo II, grave malattia ereditaria del metabolismo: in uno studio pubblicato sulla rivista "American Journal of Human Genetics", Maria Pia Cosma e Vinicia Polito dell'Istituto Telethon di genetica e medicina (Tigem) di Napoli hanno dimostrato come un particolare approccio di terapia genica sia in grado di curare nel modello animale i principali sintomi della malattia, compresi quelli cerebrali.

Nota anche come "Malattia di Hunter", la mucopolisaccaridosi di tipo II è dovuta alla mancanza di un enzima contenuto nei lisosomi (organuli cellulari deputati a ripulire le cellule dagli scarti del loro metabolismo) e al conseguente accumulo di sostanze tossiche in tutti i tessuti dell'organismo. In genere si manifesta fin dall'infanzia, con sintomi molto vari (anche nella loro gravità): sordità, disturbi della vista, problemi scheletrici, cardiaci e respiratori, ritardo mentale nelle forme più gravi. Attualmente si può intervenire soltanto somministrando periodicamente l'enzima mancante, prodotto con tecniche di ingegneria genetica, ma con il rischio di andare incontro a effetti collaterali anche piuttosto pesanti, come per esempio lo sviluppo di una risposta immunitaria contro l'enzima iniettato. Ecco perchè la terapia genica potrebbe rappresentare un'alternativa molto valida: da diversi anni i ricercatori del Tigem sono infatti al lavoro per individuare la modalità migliore per trasportare il gene corretto nell'organismo dei malati.

Già nel 2006 Pia Cosma aveva dimostrato che utilizzando un certo tipo di adenovirus (AAV 2/8) si potevano curare i sintomi a carico degli organi interni. Oggi con questo lavoro la ricerca fa un significativo passo avanti: cambiando vettore virale (AAV 2/5) e inserendo una particolare sequenza di un altro virus in grado di far produrre l'enzima in modo molto efficiente, i ricercatori del Tigem sono riusciti a curare completamente la malattia nei topi malati. è bastata una sola somministrazione in topi neonati nel sangue per ripristinare valori sufficienti di enzima tali da impedire la comparsa dei sintomi per tutta la vita degli animali. In particolare, a livello cerebrale l'enzima così prodotto si è dimostrato in grado di superare la barriera ematoencefalica, una sorta di "filtro" molto severo che normalmente controlla il passaggio di sostanze verso il sistema nervoso. In altre parole, il vettore virale rimane nel sangue, ma l'enzima riesce a raggiungere le cellule cerebrali e a fare il suo dovere di "spazzino". I ricercatori sono già al lavoro per capire meglio come l'enzima attraversi la barriera ematoencefalica, ma soprattutto per verificare se la terapia sia efficace anche nei topi adulti, che abbiano cioè già sviluppato la malattia: un passaggio essenziale per proseguire verso un'eventuale terapia sull'uomo.


FONTE: Agi.it Salute (a cui si rimanda per approfondimenti riguardo la notizia)
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Lo strano caso del "Bacteroides Fragilis": favorisce o riduce l'infiammazione gastroenterica?

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Uno studio della Johns Hopkins University di Baltimore e pubblicato oggi sulla rivista "Nature Medicine" sostiene come il batterio "Bacteroides fragilis", comune causa della diarrea, potrebbe essere anche la causa  di infiammazioni cronicizzate che possono favorire a lungo termine la comparsa di cancro al colon. "Bacteroides fragilis è un batterio molto comune che si può trovare nel 35% dei soggetti esaminati, sia adulti che bambini", ha spiegato Cynthia Sears, specialista in malattie infettive dell'istituto Jonhs Hopkins. "La sua infezione causa delle infiammazioni nel colon persistenti nel tempo che poi degenerano in iperplasie e quindi in tumori". Per i ricercatori, questa scoperta è paragonabile a quella dell'Helicobacter pylori, batterio responsabile delle ulcere dello stomaco. "Non sappiamo ancora se il batterio reagisce ai normali antibiotici", ha detto Sears. "Tuttavia, siamo fiduciosi che la nostra scoperta potra' aiutare a sviluppare un vaccino per combattere questa diffusa forma di cancro".

Bisogna sottolineare una curiosità: il batterio Bacteroides Fragilis rappresenta uno dei più diffusi fra i microrganismi che partecipano alla formazione della "flora" microbica delle mucose del tratto gastroenterico. Nel maggio del 2008 era stata pubblicata una notizia relativa alla scoperta compiuta da alcuni ricercatori americani della Harvard Medical School in merito a una molecola, chiamata "Psa", prodotta da questo batterio e che inibisce la produzione di sostanze chimiche delle cellule immunitarie intestinali causanti l'instaurarsi dello stato infiammatorio delle mucose in risposta a infezioni provocate da batteri. In questo modo il batterio Bacteroides Fragilis riesce a contrastare alcuni processi infiammatori come la colite. La scoperta era stata compiuta su esperimenti condotti su cavie ma sembra che lo stesso meccanismo sia presente anche nell'uomo.


FONTI: Agi.it Salute e Molecularlab.it
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21 agosto, 2009

Un "mare" di amianto a Catania, interviene la Gdf

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Un'oasi naturale "coperta" di polveri di amianto. Ignari bagnati che visitano giornalmente uno stabilimento alle cui spalle vi era un deposito di asbesto, la micidiale sostanza le cui polveri provocano asbestosi e tumori della pleura come il mesotelioma pleurico e il carcinoma polmonare. L'incredibile scoperta è stata fatta dai militari della guardia di finanza di Riposto, in provincia di Catania, i quali hanno scoperto circa 100 tonnellate di amianto nell'area della ex Keyes Italia Spa, a Fiumefreddo di Sicilia. L'area, estesa per 50 mila metri quadrati nelle vicinanze della riserva naturalistica "Oasi di Fiumefreddo", è stata posta sotto sequestro e due persone sono state denunciate. Il sito era stato in parte adibito a parcheggio, con servizi igienici e docce che, secondo quanto accertato, non avevano i requisiti igienico-sanitari prescritti, ed era spesso frequentato da numerosi catanesi della zona che utilizzavano la struttura come luogo di vacanza. Ovvio stupore per i bagnanti, ignari del pericolo giornalmente corso in zona, e che una volta appresa la notizia dagli stessi militari sono fuggiti. Qualche mese prima la Procura aveva disposto la bonifica della zona. L'impiego dell'amianto è fuori legge in Italia dal 1992. La legge n. 257 del 1992, oltre a stabilire termini e procedure per la dismissione delle attività inerenti l'estrazione e la lavorazione dell'asbesto, è stata la prima ad occuparsi anche dei lavoratori esposti all'amianto. L'asbestosi è stata la prima malattia professionale amianto-correlata riconosciuta dall'INAIL; dal 1994 sono altresì tabellate come tali anche il mesotelioma (pleurico, pericardico e peritoneale) ed il carcinoma polmonare. Le zone con mortalità da amianto più elevata sono la provincia di Gorizia (Monfalcone) e Trieste nel nord est, gran parte della Liguria, Genova e soprattutto La Spezia e la provincia di Alessandria nel nord ovest, Massa Carrara, Livorno e Pistoia al centro, Taranto a sud, in Sicilia a Siracusa con lo stabilimento Eternit. Sono quasi tutte zone costiere con cantieri navali e porti. L'unica provincia non costiera è quella di Alessandria, dove è situato Casale Monferrato, sede per circa 80 anni di una grande fabbrica di cemento-amianto.
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20 agosto, 2009

Stati Uniti: due ricercatori italiani scoprono gene, "ma costretti a fuggire dall'Italia"

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Nel 2000 hanno lasciato l'Italia per gli Stati Uniti in polemica con il sistema nepotista dell'università che non permetteva loro di sviluppare adeguatamente le loro ricerche sui tumori al cervello dei bambini. Negli Stati Uniti hanno trovato i mezzi, lo spazio, il sostegno di due prestigiose università, prima la Albert Einstein e dopo la Columbia. E adesso Antonio Iavarone e Anna Lasorella annunciano la scoperta del gene che svolge un ruolo chiave nello sviluppo delle cellule staminali e che è coinvolto anche nel più aggressivo fra i tumori del cervello. Sono gli stessi ricercatori a parlare della loro scoperta in un articolo pubblicato dalla prestigiosa rivista Developmental Cell.

"Adesso - spiega Iavarone - abbiamo trovato una proteina capace di distruggere alcune delle proteine-chiave utilizzate per ottenere le Ips e di far ripartire quindi la trasformazione delle cellule staminali in cellule adulte". La proteina si chiama Huwe1 e la sua scoperta potrebbe in futuro portare anche a nuove terapie contro i tumori cerebrali.

"La molecola - spiegano i ricercatori - si è rivelata indispensabile per la corretta programmazione delle cellule staminali del cervello perché grazie ad essa si formano i neuroni durante lo sviluppo dell'embrione di topo. Ma abbiamo anche scoperto che la stessa proteina viene eliminata durante lo sviluppo del più maligno tumore del cervello che colpisce bambini e adulti, il glioblastoma multiforme".

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FONTE: Repubblica.it



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06 agosto, 2009

Tutti in viaggio: cosa portare?

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E' un periodo di vacanze e viaggi per milioni di persone. Una serie di consigli utili per chi si sta imbarcando in questi giorni:

I farmaci a rapida deperibilità dovrebbero essere portati all'interno di una apposita "tasca termica" da conservare ovviamente in contenitori o valigie che non siano esposti a sbalzi ambientali.

E' necessario portare con sè una serie di certificati che attestino l'effettiva necessità dell'utilizzo di farmaci salvavita o di farmaci a uso "cronico". E' opportuno che tali certificati siano tradotti sia in italiano che in inglese.

Ricordate che i farmaci salvavita possono essere trasportati nella valigia da "stiva" ma data la frequenza con cui le valigie vengono smarrite è opportuno averne una buona scorta anche nella valigia "a mano".

In aereoporto è opportuno che eventuali farmaci non passino il metal detector e non siano analizzati tramite raggi che potrebbero denaturare i principi contenuti. E' possibile porre nella valigia da viaggio i farmaci voluti.

Per il trasporto di farmaci nella valigia "a mano" esistono delle limitazioni relative soprattutto alla quantità di farmaci liquidi trasportabili, è necessario quindi presentare gli opportuni certificati in cui si dichiara la necessità di tali farmaci e di ottenere previamente informazioni presso l'aereoporto di imbarco relativo alle possibili modalità di trasporto degli stessi.

E' meglio evitare il trasporto dell'intero cassetto delle medicine concentrandosi sui farmaci che possono essere effettivamente utili una volta a destinazione. Un antibiotico generico, un antipiretico e un decongestionante nasale possono rivelarsi generalmente sufficienti. Oltre questi, una crema antiustioni e antiveleno di medusa per i luoghi da mare, una crema curativa per le punture di insetti per chi si reca in zone montane. I farmaci di tal tipo devono essere ovviamente concordati preventivamente con il proprio medico di famiglia alla luce anche delle proprie attuali e pregresse condizioni di salute.

In merito all'allarme H1N1: in caso di comparsa dei primi sintomi (simili a una influenza stagionale ma con maggiore accento a tosse e difficoltà respiratorie) è consigliabile evitare il "fai da te" e rivolgersi subito nelle strutture ospedaliere più vicine. E' utile l'utilizzo di una mascherina e di creme disinfettanti per le mani in particolare se ci si trova in aree molto affollate, sebbene entrambi non siano garanzia di protezione.


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Agrigento: ospedale chiuso, dottori e pazienti a casa. Il tipico caso di una struttura "del Sud".

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Un ospedale inaugurato nel 2004 e che è stato chiuso per gravi carenze strutturali, in quanto nei "pilastri portanti ci sarebbe più sabbia che cemento". E' l'insana storia accaduta nella città siciliana di Agrigento dove la Guardia di Finanza ha notificato un provvedimento di sequestro cautelativo dell'intero stabile "Ospedale San Giovanni di Dio", che dovrà essere sgomberato entro un mese.

Secondo il gip del tribunale di Agrigento, Alberto Davico, l'ospedale "è a gravissimo rischio sismico". Entro 30 giorni la struttura dovrà essere completamente sgomberata, un tempo necessario anche a garantire l'incolumità del personale sanitario, amministrativo e dei degenti. Il legale rappresentante dell'azienda è stato nominato custode del policlinico.

Come spiegano gli inquirenti "i gravi, precisi e concordanti indizi di colpevolezza hanno determinato la Procura della Repubblica di Agrigento a richiedere l'adozione del provvedimento cautelare reale sussistendo tutte le esigenze previste dal codice di rito, non potendo prorogarsi oltre il rischio concreto di eventi disastrosi".

E' probabile che con la chiusura si sia voluto impedire l'eventuale possibile crollo in caso di evento naturale, come è avvenuto ad esempio all'Aquila lo scorso aprile, cosi come si è voluto ottenere una serie approfondita di prove, senza gli ovvi disagi che questo avrebbe comportato a pazienti e lavoratori, relative a possibili responsabilità per la cattiva costruzione di una struttura "di sicurezza"

Intanto oggi oltre tremila persone hanno partecipato ad Agrigento ad una manifestazione organizzata dalla Cgil per chiedere che l'ospedale "San Giovanni di Dio" non chiuda. Molti negozi hanno abbassato le saracinesca al passaggio del corteo al quale hanno preso parte l'arcivescovo della città, Francesco Montenegro, ed il sindaco, Marco Zammuto.

Fonte: Vari giornali nazionali

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HIV: due notizie importanti, decodificato l'intero genoma e scoperto il "cavallo di troia Nef"

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E' stata decodificata per la prima volta nella storia l'intera sequenza genomica del virus HIV 1, responsabile della sindrome dell'Aids. La rivista "Nature" ha promesso per domani la pubblicazione di un articolo in cui verrà spiegato come un gruppo di ricerca americano dell'università del North Carolina, guidati dal ricercatore Kevin Weeks, sono stati capaci di "leggere" il cuore del retrovirus attraverso l'utilizzo di complesse tecniche di analisi genetica.

Da tempo si era codificato un numero elevato di geni che partecipano alla composizione e all'attività del virus ma la notizia del completamento della decodifica assume una grande importanza poichè le informazioni ottenute potrebbero accelerare lo sviluppo di farmaci antivirali e vaccini più efficaci.

Sempre questa settimana è emersa all'onore della cronaca la notizia della scoperta del ricercatore italiano Andrea Cerutti, pubblicata sulla rivista "Nature Immunology": "Abbiamo scoperto che l’Hiv riesce a trasferire ai linfociti B la proteina Nef dall’esterno — racconta lo stesso ricercatore alla rivista Corriere della Sera — attraverso un sofisticato sistema di nanotubi, microscopici tunnel (come un ponte esterno tra due cellule) in grado di mettere in comunicazione i linfociti B con i macrofagi infetti. Nef è il maggiore responsabile della formazione di questi tunnel intercellulari e li utilizza per trasferirsi dai macrofagi infetti alle cellule B in maniera silenziosa, cioè senza essere visto dal sistema immunitario". Killer furbo e silenzioso. Continua Cerutti: "La disattivazione dei linfociti B da parte di nanotubi contenenti Nef indebolisce, inoltre, la formazione di anticorpi anti- Hiv". Nei precedenti studi, Cerutti aveva scoperto che la proteina virale Nef ( Negative factor , proteina immunosoppressiva) inibisce la produzione di anticorpi da parte delle cellule B. Queste cellule, però, sono le uniche a non poter essere infettate dal virus dell’Aids. "Ma allora come fa?", si chiedevano Cerutti e i suoi colleghi. Ora la risposta c’è e si basa appunto sull'utilizzo di un gene che il ricercatore ha, richiamandosi alla mitologia, ribattezzato come "Il cavallo di Troia".
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Una nuova correlazione fra la carenza prolungata sperimentale di glucosio e la progressione di cloni neoplastici più aggressivi

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E' stata pubblicata in questi giorni sulla rivista "Science" un articolo in cui si afferma come un team di ricercatori ha condotto una ricerca che ha dimostrato come la carenza tissutale di glucosio (come ad esempio può verificarsi nelle ipoglicemie prolungate) può essere correlate a un aumento della progressione in corso di sviluppo di tumori nella stessa sede. La carenza di glucosio non danneggierebbe le cellule tumorali ma potrebbe indurle a sviluppare nuovi meccanismi per ricavare risorse dall'ambiente e selezionare cosi cloni ulteriormente resistenti e aggressivi. "Le cellule tumorali del cancro del colon retto vanno incontro a una mutazione che permette loro di acquisire il glucosio a ritmi molto piu' elevati", ha spiegato Jihye Yun dell'Howard Hughes Medical Institute di Baltimora. "La maggior parte delle cellule muore se in condizioni di scarso glucosio, ma alcune cellule tumorali possono acquisire la mutazione e riprendere la crescita del cancro". Per i ricercatori la scoperta rileva nuove conoscenze sulle vie metaboliche umane e come le cellule tumorali riescono a modificarle.

FONTE: Agi.it Salute
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La rinuncia a caffè, sigarette e alcol aumenta del 33% le chance di rimanere incinta

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Dalla Gran Bretagna una novità relativa all'aumento delle chance per ottenere l'inizio di una gravidanza: la rinuncia a sostanze stimolanti quali alcol, nicotina e caffè comporta un aumento delle probabilità del 33% di rimanere incinta. Emma Derbyshire, ricercatrice della Manchester Metropolitan University, ha spiegato come in una ricerca condotta su di un pool di un migliaio di giovani donne in periodo fertile si è osservato un aumento di quasi 1 su 3 della possibilità di ottenere l'inizio di una gravidanza attraverso l'adozione di uno stile di vita basato sull'abbandono o sulla progressiva riduzione delle quantità di sostanze che agiscono come "eccitanti". Per ottenere buoni risultati il consiglio generale è di abbandonare il fumo, l'alcol e di non superare l'assunzione di una sola tazza di caffè al giorno, sostanze che devono essere attentamente moderate anche e soprattutto nel periodo gravidico per non complicare lo stato fisiologico della donna in attesa.
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