17 febbraio, 2011
In arrivo test antidroga obbligatori per medici e infermieri
Test antidroga per medici, infermieri, ostetriche e forse anche insegnanti. Arriva finalmente in cantiere il giusto provvedimento promosso dal Dipartimento politiche antidroga mediante un'intesa con i rappresentanti di categoria, ma che ora verrà portato all'esame della Conferenza Stato-Regioni per la sua promozione definitiva. Giusto in quanto rappresenta un meccanismo di protezione sia per gli studenti che per gli stessi operanti, costretti cosi a porsi nelle condizioni operative migliori per esercitare il proprio mestiere. Purtroppo il provvedimento non riguarderà tutta la categoria: gli amministrativi, i dirigenti, i medici legali e il personale sanitario non a contatto con i pazienti verranno infatti esclusi dall'obbligo. Non è ancora conosciuta la modalità con la quale tali controlli verranno effettuati: tempi e modi, controllo sangue o urine o semplici capelli. In tutti i casi è prevista l'obbligatorietà, ed è un provvedimento auspicato da tempo dagli stessi operatori del settore.
«Stiamo progressivamente estendendo questi controlli, che sono partiti per camionisti, autisti e piloti, anche ad altre categorie a rischio come i medici, che saranno i prossimi» commenta il sottosegretario Carlo Giovanardi. «In questa azione - dice Giovanardi - che è una delle tante che mettiamo in campo, come il nuovo codice della strada che prevede controllo antidroga per chi prende la patente, ci conforta il fatto che mentre cresce questa rete di controlli preventivi, cala il consumo di sostanze stupefacenti nostro Paese. Il che significa che le politiche di educazione, di informazione nelle scuole e nelle famiglie, le politiche di deterrenza, come ad esempio i controlli stradali, e queste misure stanno dando risultati positivi: e questo vuol dire vite umane salvate, impedire eventi tragici e fatali determinati da chi opera sotto l'effetto di sostanze». «Il problema - spiega il responsabile delle politiche antidroga - è di intervenire prima che la mamma disperata faccia appello per televisione perchè la figlia è morta di ecstasy o il figlio è stato travolto da un'auto guidata da un conducente ubriaco o fatto di droga o entrambi. O, ancora, prima che un paziente sia curato da un medico che perde il controllo perchè fatto di cocaina», come probabilmente accaduto a Napoli secondo quanto emerso ieri da un'operazione di polizia.
«Insomma - conclude Giovanardi - sono tutte misure prese per salvaguardare la sicurezza e la salute dei cittadini. Chi fa professioni che mettono a rischio la sicurezza e vuole assumere sostanze cambia mestiere». Vi aspettate proteste dai medici? «Penso di no, come non protestano militari, tranvieri, piloti, non vedo perchè dovrebbero protestare i medici».
«Ci sarà probabilmente - spiega il capo del Dipartimento, Giovanni Serpelloni - una differenziazione tra alcune categorie, considerate maggiormente a rischio, i cui lavoratori dovranno essere sottoposti tutti, periodicamente, a controlli antidroga e altre dove invece si sceglierà di intervenire con i test solo per una parte, tipo un 50% di lavoratori. Questo anche per motivi di copertura finanziaria». Gli insegnanti potrebbero rientrare in quest'ultima tipologia di controlli.
«Stiamo progressivamente estendendo questi controlli, che sono partiti per camionisti, autisti e piloti, anche ad altre categorie a rischio come i medici, che saranno i prossimi» commenta il sottosegretario Carlo Giovanardi. «In questa azione - dice Giovanardi - che è una delle tante che mettiamo in campo, come il nuovo codice della strada che prevede controllo antidroga per chi prende la patente, ci conforta il fatto che mentre cresce questa rete di controlli preventivi, cala il consumo di sostanze stupefacenti nostro Paese. Il che significa che le politiche di educazione, di informazione nelle scuole e nelle famiglie, le politiche di deterrenza, come ad esempio i controlli stradali, e queste misure stanno dando risultati positivi: e questo vuol dire vite umane salvate, impedire eventi tragici e fatali determinati da chi opera sotto l'effetto di sostanze». «Il problema - spiega il responsabile delle politiche antidroga - è di intervenire prima che la mamma disperata faccia appello per televisione perchè la figlia è morta di ecstasy o il figlio è stato travolto da un'auto guidata da un conducente ubriaco o fatto di droga o entrambi. O, ancora, prima che un paziente sia curato da un medico che perde il controllo perchè fatto di cocaina», come probabilmente accaduto a Napoli secondo quanto emerso ieri da un'operazione di polizia.
«Insomma - conclude Giovanardi - sono tutte misure prese per salvaguardare la sicurezza e la salute dei cittadini. Chi fa professioni che mettono a rischio la sicurezza e vuole assumere sostanze cambia mestiere». Vi aspettate proteste dai medici? «Penso di no, come non protestano militari, tranvieri, piloti, non vedo perchè dovrebbero protestare i medici».
«Ci sarà probabilmente - spiega il capo del Dipartimento, Giovanni Serpelloni - una differenziazione tra alcune categorie, considerate maggiormente a rischio, i cui lavoratori dovranno essere sottoposti tutti, periodicamente, a controlli antidroga e altre dove invece si sceglierà di intervenire con i test solo per una parte, tipo un 50% di lavoratori. Questo anche per motivi di copertura finanziaria». Gli insegnanti potrebbero rientrare in quest'ultima tipologia di controlli.
2 commenti:
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per i parlamentari no?!!!!!!!!!!!
RispondiEliminaper dare un buon esempio,avrebbero dovuto farlo prima i nostri parlamentari !!!!non penso che siano migliori dei medici o degli infermieri
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