Una recente ricerca americana condotta dallo staff del dottor David Knopman della "Mayo Clinic" di Rochester, in Minnesota, ha sottolineato come il diabete mal controllato può determinare, nei soggetti di mezza età, un peggioramento delle proprie facoltà mentali e una minore flessibilità di ideazione. Il dottor Knopman ha sottolineato come l'eccesso cronico di glucosio e le possibili complicanze microvascolari potrebbero scaricare il loro effetto ledendo quelle facoltà non ancora pienamente in uso, rappresentando le cosiddette "riserve cerebrali". Una recente ricerca olandese, però, ha per fortuna confermato com questi effetti possono essere scongiurati tenendo quanto più possibile sotto controllo il livello degli zuccheri nel sangue. Questo studio fa da eco ad un ulteriore recente studio aveva sostenuto che il diabete è un importante fattore di rischio per la “sindrome cognitiva amnesica (MCI)”, un problema della memoria a medio termine. Mentre l’occasionale dimenticanza di nomi o collocazione di oggetti è segno di normale sbadataggine, la dimenticanza continua può essere segno della sindrome cognitiva amnesica, una condizione molto più grave. Si ritiene che questa sindrome rappresenti una fase transitoria tra la normale memoria e capacità di pensiero ed il suo deterioramento osservato nel morbo d’Alzheimer, afferma il Dr. Luchsinger, della Columbia University di New York. Il diabete, presente nel 24% dei soggetti arruolati nello studio è stato associato ad un aumento del rischio di sviluppare una MCI amnesica pari a 1.5 volte. Questi risultati forniscono ulteriore supporto al ruolo potenzialmente importante del diabete nello sviluppo del morbo d’Alzheimer.
Fonti. Agi.it e Progettodiabete.org
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