Un caso shock da Legnano. Una donna di 47 anni muore per un devastante cancro al rene dopo un calvario di 4 anni, iniziato nel 2005 con una probabile diagnosi errata di "colica renale". Il marito decide di filmare gli ultimi giorni di vita di sua moglie e poi manda il video ai medici che avevano sbagliato la diagnosi chiedendo di avere "il coraggio di guardarlo". L'odissea di questa agghiacciante tragedia inizia nell'aprile del 2005. La moglie di Daniele, l'uomo che ha preparato il filmato, sta male con dolore al fianco e anuria, e viene ricoverata nel reparto di urologia dell'ospedale del quadrilatero. Dopo gli esami una rapida diagnosi di colica renale, viene curata e dimessa dopo una settimana di degenza. Tutto sembra essersi risolto ma venti mesi dopo, il giorno dopo del natale 2006, Piera (il nome della donna) cade per la frattura improvvisa del femore destro. "Una cosa strana per una donna di soli 43 anni, a quell'età l'osteoporosi non c'entra - racconta il marito - così ho portato mia moglie al pronto soccorso dell'ospedale di Legnano e lì, dopo la Tac, hanno capito che la situazione era grave e ci hanno consigliato di rivolgerci al centro ortopedico del Pini di Milano". Ed è proprio in questo ospedale che viene appurato il quadro clinico reale. "Con una ecografia all'addome, fatta il 9 gennaio 2007, si scopre che mia moglie non solo ha un grosso tumore al rene destro ma una metastasi ha intaccato il femore distruggendolo" ricorda Daniele che, nonostante lo shock per la tremenda diagnosi, cerca di capire perché i medici di Legnano non s'erano accorti di nulla e richiede la cartella clinica del primo ricovero, che contiene una copia dell'urografia effettuata nei giorni di degenza.
"Ho fatto analizzare quell'urografia a due periti - spiega il marito - il primo ha detto che il tumore poteva già essere individuato e il secondo ha evidenziato che il cancro, dal 2005 al 2007, si era sviluppato a tal punto da ridurre la possibilità di sopravvivenza di mia moglie da un 70-80 per cento a un 8-10 per cento. Lei, poi ha subito due grossi interventi: uno, al Pini, per l'impianto della protesi di femore, e un altro all'Istituto dei tumori, per l'asportazione del rene malato". Sulla base delle perizie effettuale dai tecnici il marito ha poi avviato, insieme al suo avvocato, una prima causa per la messa in mora dell'ospedale e poi, nel giugno di quest'anno, ha fatto anche una causa civile all'ospedale.
"Ho fatto tutto quello che dovevo fare per rendere giustizia a mia moglie - spiega - ma nelle ultime settimane della sua vita, quando lei stava malissimo, ho deciso di filmarla, per documentare una tragedia che forse si poteva evitare". Una tragedia che ora è finita su un video recapitato ai medici. Spiega la dott. Dotti, il direttore generale dell'ospedale: "Lasciamo che la giustizia faccia il suo corso, sarà il tribunale a dire se hanno sbagliato, mi sono interessata a questo caso molto doloroso, ho incontrato la signora e suo marito, gli siamo stati vicini. Purtroppo certe malattie sono subdole".
Fonte: Repubblica.it => link
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