AFORISMA DEL GIORNO

07 dicembre, 2017

Quali prospettive lavorative per un medico neolaureato?



Questo articolo vuole riassumere il panorama lavorativo attuale per un medico neolaureato e neo abilitato. L’ABILITAZIONE è infatti una condizione fondamentale per poter accedere al mercato del lavoro. Attualmente, il percorso di abilitazione è composto da tre mesi di tirocinio ripartiti in 1 mese in uno studio di un medico di medicina generale, 1 mese in un reparto ospedaliero appartenente all’area di medicina interna e 1 mese in un reparto appartenente all’area della medicina chirurgica. Ogni medico di riferimento esprime un giudizio finale in 30/30, per un totale di 90 punti. Al termine di questi tre mesi, vi è la prova scritta con un duplice test per un totale di 180 domande a risposta multipla, sull’area delle materie della preclinica e della clinica. L’esame viene svolto in due sessioni distinte ogni anno, in caso di fallimento della prova scritta è possibile ritentare l’esame scritto, mantenendo intatto il voto del periodo del tirocinio, nella sessione successiva. Una volta superata la difficile fase dell’abilitazione, avviene l’iscrizione all’Ordine dei Medici, dove è necessario adempiere annualmente ad una serie di costi (Iscrizione annuale all’Ordine, Quota fissa A Enpam variabile in base all’età di laurea e quota B variabile in base al reddito). La quota A va pagata indipendentemente dalla possibilità o meno di generare reddito. Non è possibile alcuna gestione previdenziale separata, pena l’esclusione dall’Ordine.

Al di là dei due concorsi nazionali (Specializzazione e Medicina Generale), le opportunità di lavoro sono poche e molto precarie. Proviamo comunque a riassumere il panorama che si trova di fronte un medico neo laureato, nella speranza che questo articolo possa rappresentare una guida per riordinare le idee. 

CONCORSO DI SPECIALIZZAZIONE: bandito una sola volta ogni anno, negli scorsi anni a Luglio mentre da quest’anno in poi si terrà a fine Novembre. Le regole del bando cambiano di anno in anno, spesso sulla base dell’influenza esercitata sia da vari “sindacati improvvisati” (cioè concorsisti che si auto-eleggono sui social come rappresentanti di tutti i restanti neolaureati concorsisti e che, come accaduto quest’anno, “manipolano” i social più conosciuti per poter trarre “consenso popolare” al fine di proporre al Miur/Ministero i cosiddetti "dossier", cioè una raccolta di modifiche per influenzare il concorso), sia dalle scuole private di preparazione (che spesso dialogano con i membri di questi “sindacati"). Attualmente, stando al bando di quest'anno, la graduatoria è nazionale e totalmente integrale. Il test è sostenuto in un unico giorno (e non più su tre giorni), al pomeriggio (e non più al mattino), con un totale di 140 domande su tutte le materie dei sei anni di medicina. Il Ministero ha imposto che non debba esistere alcuna bibliografia ufficiale su cui preparare il concorso: eventuali domande "sbagliate", cioè con risposte palesemente errate ma date come giuste dal Miur, possono essere segnalate nei giorni successivi al concorso, ma questo giusto per finalità statistiche, poichè la graduatoria non varia. Da quest’anno il test è strutturato su “casi clinici concatenati”, sullo stile del concorso spagnolo (casualmente le due più importanti scuole private italiane nascono proprio come ramo delle analoghe società spagnole). Il test si svolge da quest'anno col sistema delle “micromacrosedi”: non più sedi locali, ma 11 sedi in capoluoghi di provincia su 20 regioni. Molte regioni del centro e del sud Italia non hanno avuto alcuna sede, costringendo molti medici concorsisti al disagio di spostarsi fuori regione (es. colleghi calabresi in Campania, colleghi umbri in Toscana). Inoltre, in ogni città i concorsisti vengono ripartiti con criteri di assegnazione (apparentemente anagrafici) in un centinaio di piccole aule. La selezione delle città e del corso da frequentare da quest’anno avviene in modo “Integrale” e “a scaglioni”: ha priorità chi fa un punteggio maggiore e viene prima in graduatoria, chi appartiene ai successivi scaglioni "prende ciò che rimane". Si "vince" se si arriva entro i primi 6 mila posti di graduatoria (quest'anno, 2017, circa 15 mila partecipanti). I "vincitori" iscritti alle scuole private "pagano", con il primo stipendio, il costo finale del corso sostenuto. Durante gli anni di specializzazione è inibita la libera professione, mentre sono consentite le seguenti attività: sostituzioni di medico di medicina generale, medico di continuità assistenziale (ex guardia medica), guardia turistica, libera professione intramuraria, borse di studio per formazione all’estero. E’ inibita anche l’iscrizione contestuale a master ed altri corsi universitari; l’ultimo anno di specializzazione è consentita l’iscrizione al dottorato di ricerca. Il titolo di specialista è necessario per lavorare a tempo determinato o indeterminato all’interno degli ospedali del SSN oppure per svolgere specialistica ambulatoriale. 

CORSO DI FORMAZIONE DI MEDICINA GENERALE: corso bandito e organizzato a livello regionale, dura 3 anni e si accede per concorso. Il numero di posti varia da regione a regione, ma quasi sempre si viaggia con un rapporto posto/concorsisti di 1 a 10 (uno entra, nove stanno a casa). Durante il corso sono consentite le sostituzioni dei medici di medicina generale, la medicina di continuità assistenziale, la guardia turistica, la guardia presso strutture penitenziarie. E’ inibita la libera professione con il SSN, enti pubblici e privati e il corso di 118. L’acquisizione del diploma di formazione specifica in Medicina Generale consente l’inserimento nella graduatoria regionale di assistenza primaria di medicina generale, continuità assistenziale, emergenza sanitaria territoriale e attività programmata per i servizi territoriali. Il titolo di medico di medicina generale conferisce priorità nelle graduatorie delle ASL per le sostituzioni di continuità assistenziale (ex guardia medica) e per gli incarichi di guardia turistica, rispetto ai medici neo laureati e agli specialisti ospedalieri. Secondo l’ACN l’attestato conferisce 7,20 punti nella graduatoria regionale.

MEDICO DEL 118 A TEMPO DETERMINATO: si presta servizio sull’ambulanza e si gestiscono le emergenze direttamente sul territorio. Per diventare medico del 118 a tempo determinato bisogna accedere al corso semestrale indetto dalla ASL, con un costo medio di 1500 euro e con accesso mediante graduatoria (punteggio di medicina generale). Il corso di formazione è incompatibile con l’iscrizione a corso di medicina generale e specializzazioni ospedaliere.

MEDICO DI BORDO (per le imbarcazioni): necessaria abilitazione previo concorso. Si può sostituire il medico di bordo in qualità di medico di bordo ‘supplente’ (senza abilitazione di medico di bordo) in attesa del concorso ufficiale.

MEDICO DELL’ESERCITO: concorso del ministero della difesa. Per partecipare bisogna avere massimo 32 anni e la laurea in medicina. In caso di vittoria, si diventa tenenti dopo 6 mesi.

MEDICO DEI SERVIZI INPS: Domande di Invalidità Civile/SS3 , commissione invalidi, medicina fiscale (il lavoro consiste nell’effettuare controlli domiciliari ai lavoratori dipendenti, pubblici e privati, in stato di malattia).

MEDICO DEI SERVIZI INAIL: gestione pratiche di infortunio.

ESERCIZIO NELLA PROFESSIONE IN CONVENZIONE ASL. E’ potenzialmente (sulla carta) possibile effettuare, in convenzione, le seguenti attività:
  • MEDICINA DI CONTINUITÀ ASSISTENZIALE (EX GUARDIA MEDICA) E GUARDIA MEDICA TURISTICA: In assenza di Attestato di formazione specifica in medicina generale, il neo laureato è coinvolto soltanto in caso di carenza.
  • SOSTITUZIONI DEL MEDICO DI MEDICINA GENERALE: si può esser chiamati a sostituire il Medico generale per contatto diretto di quest’ultimo oppure mediante iscrizione ad una graduatoria.
  • MEDICO PENITENZIARIO: assistenza nelle carceri.

ESERCIZIO DELLA LIBERA PROFESSIONE

E’ potenzialmente (sulla carta) possibile effettuare, in attività privata e con regime a partita IVA, le attività di seguito elencate. Quasi sempre i pochi incarichi vengono ottenuti con offerte su siti specifici (es. Doctorworks) o con annunci su Facebook. Guadagno ed equipaggiamento richiesto sono molto variabili.
  • ATTIVITÀ DI CONSULENZA CON ENTI PUBBLICI E PRIVATI: case di cura private, istituti termali, centri benessere, aziende farmaceutiche, tribunali (CTU)
  • MEDICO ADDETTO AI PRELIEVI presso laboratori privati e associazioni.
  • ASSISTENZA SANITARIA DURANTE EVENTI SPORTIVI
  • MEDICO ACCOMPAGNATORE DURANTE VACANZE STUDIO di gruppi di studenti.
  • INSEGNANTE PRESSO ISTITUTI DI FORMAZIONE: ecco alcuni esempi: Corsi per OSS, scuole per estetiste ed acconciatori, corso di ottica ed optometria, scuola di osteopatia, corsi di pronto soccorso-emergenze per le scuole, le aziende e gli addetti ai lavori.

OFFERTE DI LAVORO ALL’ESTERO. A causa della controversa organizzazione dei concorsi (pochissimi posti per migliaia di candidati) e conoscendo bene una lingua straniera, l’opzione di emigrare all’estero è diventata una delle prospettive più concrete per i neolaureati italiani al fine di poter riuscire a “formarsi”. Esistono agenzie che organizzano programmi per importare in altri paesi professionisti laureati, spesso è affidata a loro la cura degli aspetti organizzativi di base. Successivamente al riconoscimento/omologazione del titolo con eventuale esame di stato è possibile cercare lavoro e specializzarsi negli altri stati dell’Unione Europea e non. Tuttavia a causa della Brexit e dell’irrigidimento delle regole in altre nazioni (es. Germania), rispetto agli scorsi anni è diventato molto più complicato riuscire ad emigrare, con molti medici costretti a “tornare indietro” per l’assenza dei sufficienti criteri/punteggi per restare oppure e più semplicemente per l’insormontabile barriera linguistica.


Foto Articolo copyright Dr. V. Lucisano

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