AFORISMA DEL GIORNO

19 giugno, 2010

Forti proteste bipartisan sulle recenti decisioni del governo in merito agli assegni di invalidità

Sembrerebbe una barzelletta di cattivo gusto, ed invece si tratta dell’ennesima trovata di questo Governo. Stiamo parlando del decreto legge n. 78 del 2010, meglio conosciuto come “manovra finanziaria”, che nel comma 1 dell’articolo 10, cancella l’assegno di invalidità per le persone affette dalla sindrome di Down, oltre che per altre numerose categorie di malati ed invalidi. Questo comma, infatti, innalza la percentuale d’invalidità necessaria all’ottenimento del sussidio – per la cronaca 256 euro al mese – da 74% a 85% escludendo di fatto tutti i down che, secondo le tabelle del Ministero della Sanità, hanno un’invalidità pari al 75%. Incredibile ma vero! Tutte le persone affette dalla sindrome di Down e le loro famiglie, che sino ad oggi hanno contato su questo, pur irrisorio, contributo statale dovranno rinunciarvi, a meno di non essere costretti a farsi riconoscere un’invalidità del 100% (individuata solo a chi, oltre alla sindrome di Down, presenta anche gravi disturbi mentali). Tutto questo però avrà il solo risultato di azzerare tutte le battaglie finora condotte dalle associazioni a tutela dei Down. Con il 100% d’invalidità nessun Down potrà più trovare un posto di lavoro. Non ci sono altre considerazioni da fare. Si tratta di un provvedimento scellerato e crudele, come purtroppo se ne individuano moltissimi in questo testo, mosso da ragioni altrettanto scellerate. Sì, è evidente la necessità di tagliare dei costi per lo Stato, ma partire discriminando le categorie più deboli sembra veramente un controsenso. Ci si sarebbe aspettati un provvedimento finanziario che combattesse in maniera concreta l’evasione fiscale, gli alti costi della politica, i molti falsi invalidi e invece ci ritroviamo con un testo di legge che penalizza chi già è in difficoltà. Lo fa bloccando per tre anni gli stipendi agli statali, non riconoscendo gli indennizzi per chi è stato danneggiato dallo Stato (e stiamo parlando di tutte quelle persone che si sono ammalate a seguito di una trasfusione sbagliata) e da ultimo negando la possibilità di un sussidio mensile ai malati di sindrome di Down. Alcuni rappresentanti del partito IDV hanno già presentato una mozione affinchè tale decisione da parte del governo sia al più presto annullata.


Con una lettera al presidente del Consiglio e ai ministri Fazio e Sacconi, sette parlamentari del Pdl, gli onorevoli Scandroglio, Beccalossi, Vignali, Gottardo, Bocciardo, Abelli e Cassinelli, hanno chiesto al Governo di intervenire per evitare l'esclusione dei portatori della sindrome di down dalla fascia di protezione sociale. "Una esclusione - commenta il primo firmatario Scandroglio - che nascerebbe dal combinato disposto del primo comma dell'art. 10 dell'A.S. 2228 e della circolare 30 del 26 marzo 1997. Infatti, con l'innalzamento da 74 a 85 punti quale tasso minimo di riduzione della capacità lavorativa ai fini dell'assegno di invalidità (256,67 euro nel 2010), i portatori di sindrome Down vengono esclusi, così come altre patologie non soggette ad interpretazione". Nella missiva a Berlusconi, i parlamentari Pdl aggiungono: "Appare evidente l'iniquità della suddetta situazione. La richiesta della società civile, delle comunità della solidarietà e di larga parte dei parlamentari, richiede una revisione o della circolare ministeriale o di un intervento in sede legislativa, tesa a ripristinare la protezione sociale dei portatori di trisomia del 21".

1 commento:

  1. Togliere gli assegni di invalidità alle famiglie dei malati di sindrome di Down è una vergogna già davano una miseria 200 euro ora si sono rimessi in tasca magari questi!

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