AFORISMA DEL GIORNO

31 luglio, 2017

Sanità, 12 milioni italiani rinunciano a prestazioni sanitarie per ragioni economiche

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Ben 12,2 milioni di italiani nell'ultimo anno hanno rinunciato o rinviato almeno una prestazione sanitaria per ragioni economiche: 1,2 milioni in più rispetto all'anno precedente. Lo rileva il settimo Rapporto Rbm-Censis sulla sanità pubblica, privata e intermediata. Inoltre, continua a crescere la spesa sanitaria privata che nel 2016 è arrivata a 37,3 miliardi di euro ed è sostenuta in grandissima parte direttamente dalle famiglie.

L'Italia continua ad avere una spesa sanitaria pubblica in rapporto al Pil inferiore a quella di altri grandi Paesi europei. Nel nostro Paese è pari al 6,8% del Pil, in Francia all'8,6%, in Germania al 9%. In questi anni il recupero di sostenibilità dei servizi sanitari regionali non è stato indolore e ha impattato sulla copertura per i cittadini.

Aumentate le difficoltà di accesso al sistema pubblico - Le liste d'attesa sono sempre più lunghe. I dati del Rapporto RBM-Censis indicano che per una mammografia si attendono in media 122 giorni (60 in più rispetto al 2014) e nel Mezzogiorno l'attesa arriva in media a 142 giorni. Per una colonscopia l'attesa media è di 93 giorni (6 giorni in più rispetto al 2014), ma al Centro di giorni ce ne vogliono mediamente 109. Per una risonanza magnetica si attendono in media 80 giorni (6 giorni in più rispetto al 2014), ma al Sud sono necessari 111 giorni. Per una visita cardiologica l'attesa media è di 67 giorni (8 giorni in più rispetto al 2014), ma l'attesa sale a 79 giorni al Centro. Per una visita ginecologica si attendono in media 47 giorni (8 giorni in più rispetto al 2014), ma ne servono 72 al Centro. Per una visita ortopedica 66 giorni (18 giorni in più rispetto al 2014), con un picco di 77 giorni al Sud.

FONTE: TgCom.it
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04 luglio, 2017

Gran Bretagna, problemi per Google, app di monitoraggio pone a rischio la privacy di milioni di pazienti

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Di health care e salute non se ne interesserà solo Apple. Anche Google si butta a capofitto sul tema sfruttando l'acquisita DeepMind che sta testando in UK l'applicazione Streams. I primi test, seppur funzionali dal punto di vista medico, sono viziati da un'eccessiva leggerezza nel trattamento dei dati dei pazienti, sollevando non poche polemiche sul delicato tema della privacy. La ICO (Information Commisioner's Office) nel corso di un'indagine sull'operato della Royal Free NHS Foundation Trust di Londra (in partnership con DeepMind) ha rilevato forti lacune sul corretto trattamento dei dati di 1,6 milioni di pazienti inseriti in un gruppo test che ha fruito del di sistema di allerta, diagnosi e rilevazione per lesioni renali acute (Streams per l'appunto) dal 2015.

Elizabeth Denham, Commissario dell'ICO, ha affermato: "non c'è dubbio del grande potenziale che l'uso dei dati potrebbe avere sulla cura dei pazienti e sui miglioramenti clinici, ma il prezzo dell'innovazione non deve essere l'erosione dei diritti fondamentali della privacy. La nostra indagine ha trovato una serie di carenze nel modo in cui i dati registrati del paziente sono stati condivisi. I pazienti non si sarebbero ragionevolmente aspettati che le loro informazioni fossero usate in questo modo". Insomma una carenza di trasparenza che potrebbe ledere il paziente finale.

A questo punto l'Information Commisioner's Office ha chiesto alla Royal Free NHS Foundation Trust di "impegnarsi per apportare modifiche che risolveranno le carenze, e la loro cooperazione è benvenuta. La legge sulla protezione dei dati non è una barriera all'innovazione, ma deve essere considerata ovunque vengano utilizzati i dati delle persone".Nel dettaglio viene chiesto che venga rispettato il perimetro giuridico entro il quale DeepMind svolge i suoi progetti; stabilire come "Trust" ottempererà agli obblighi nei confronti dei pazienti; completare una valutazione dell'impatto sulla privacy, compresi specifici provvedimenti per garantire la trasparenza oltre che provvedere ad effettuare una revisione del processo condividendo con il Commissario i risultati.

Streams è un sistema regolarmente registrato presso la Medicines and Healthcare products Regulatory Agency (MHRA) che integra differenti tipi di dati e risultati provenienti da una gamma di sistemi IT usati negli ospedali in grado di inviare un'allerta urgente verso uno smartphone gestito da personale medico. In questo modo è possibile attivare un aiuto clinico immediato, agevolato da una rapida diagnosi proveniente dai parametri recuperati dai macchinari in comunicazione. Il sistema è in test in alcune aziende ospedaliere del Regno Unito su pazienti con problemi renali, ma può essere facilmente adattato anche per pazienti con sepsi e complicanze del diabete.

La divisione Health di DeepMind è attiva da tempo nel sensibilizzare i pazienti sui vantaggi che possono trarre dalla tecnologia attraverso forum e sessioni didattiche e condivide l'importanza nel rispettare la privacy dei pazienti. Stessa collaborazione è giunta anche dall'ospedale Royal Free che fa sapere di essere più che disponibile nell'ascoltare e recepire le raccomandazioni delle istituzioni. Da qui in avanti è imprescindibile che legislazione e aziende tecnologiche siano allineate per evitare gravi rischi per l'utente, che visto il suo stato di degenza risulta in una posizione di particolare debolezza.

FONTE: Punto Informatico
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