AFORISMA DEL GIORNO

20 luglio, 2015

[SPECIALE ESTATE] - Allarme zanzare, la Aedes Albopictus sempre più diffusa, come difendersi

La Aedes albopictus, conosciuta come Zanzara Tigre
gli esperti prevedono una diffusione massima a partire
dalla prima settimana di Agosto.
L'inverno appena trascorso ci ha dato l'assaggio di come il clima stia cambiando. Certo, non si possono prendere i dati un solo anno per fare statistiche corrette, però anche annate così possono aiutarci a capire alcuni fenomeni importanti. Il processo, sebbene sia molto lento, si ripercuote anche sul numero e sul comportamento degli insetti. Negli ultimi 50 anni, complice l'accumulo di gas serra, la temperatura è aumentata in media di un grado. E più recentemente si è assistito a quello che i meteorologi definiscono "tropicalizzazione del clima", un fenomeno che ha portato piogge di particolare intensità, concentrate in pochi periodi dell'anno e alternate a mesi di siccità. Gli esperti confermano questa tendenza ed entro il 2100 prevedono un aumento di 4-5 gradi della temperatura del pianeta e un progressivo inaridimento dell'area mediterranea .

Sebbene le oltre 3.500 specie di zanzare presenti sul nostro Pianeta siano distribuite un po' dappertutto, al di fuori dell'Antartide, la loro massima concentrazione è ancora oggi rilevabile nei luoghi più caldo-umidi dell'Africa e dell'Asia. A causa delle modifiche del clima, però, nei prossimi anni l'habitat potrebbe divenire ancora più favorevole alle zanzare anche alle nostre latitudini con un loro incremento numerico e la loro presenza per periodi più lunghi. Nei momenti di pioggia intensa si formeranno ristagni d'acqua e questo favorirà la riproduzione delle zanzare. Inoltre, l'aumento della temperatura renderà l'inverno meno rigido, facilitando la loro sopravvivenza. Nel prossimo futuro saremo costretti a una scomoda convivenza con popolazioni di zanzare di nuova introduzione anche nel nostro Paese, attive anche nella stagione invernale. Introdurre nuove specie è sempre più a rischio, lo dimostra la Aedes albopictus, nota come Zanzara Tigre e la new entry Aedes koreikus o zanzara coreana, al momento presente nel Veneto anche sopra i 1000 m slm.

I cambiamenti climatici potrebbero divenire un problema reale dal punto di vista sanitario a causa della diffusione di alcune malattie infettive, in particolare quelle veicolate dalle zanzare. Un esempio è la malaria che colpisce soprattutto le popolazioni più povere del pianeta, debilitate dalla malnutrizione e dalle malattie. Anche se oggi rispetto a qualche anno fa il numero di morti per Malaria è diminuito di un quarto, secondo le previsioni pubblicate su un'autorevole rivista scientifica (The Lancet), la malaria è destinata ad aumentare del 16-28% entro la fine del secolo. Il paese in assoluto più a rischio è l'Africa, dove si prevede non solo un aumento della sua diffusione, ma anche un cambiamento delle modalità di propagazione. Si osserva anche una migrazione delle zanzare malariche verso gli altipiani dell'Africa orientale e un vistoso aumento delle zanzare a seguito della deforestazione e della modificazione delle coltivazioni che, a causa delle irrigazioni fornirebbero l'acqua necessaria al loro sviluppo. La comunità scientifica è molto attenta a questo problema e si spera che la ricerca possa portare presto nuovi farmaci e soluzioni. L'introduzione di nuove specie aumenta anche i rischi di diffusione di malattie fino a qualche anno fa assenti in Europa, come per esempio la Chikungunya e il Dengue trasmessi da Zanzara Tigre e da una sua stretta cugina Aedes aegypti (più famosa perché vettore di febbre gialla nei Paesi a clima Tropicale).

La Zanzara Tigre è di colore scuro, con fasce bianche sulle zampe e una linea bianca sul dorso. Così battezzata per la sua aggressività più che per le striature (il suo vero nome è Aedes albopticus), si è diffusa in Italia negli ultimi anni e ha colonizzato le città favorita dai cambiamenti climatici (l'ambiente caldo umido rappresenta la condizione ideale). È arrivata dall'estremo Oriente, trasportata con il commercio di pneumatici usati, dove sotto forma di uova dormienti riesce a superare lunghi periodi di siccità. Una volta che i copertoni saranno accatastati in un piazzale, però, basta una semplice pioggia perché l'acqua stagnante permetta alle uova di schiudersi dando origine alle larve che in pochi giorni sfarfalleranno come giovani e affamate zanzare.

Nei primi anni della sua presenza in Italia, la Zanzara Tigre era ritenuta un "potenziale" vettore di diffusione delle malattie di origine tropicale. L'epidemia di Chikungunya che nel 2007 ha interessato un'ampia area della Romagna, ha costretto le autorità a modificare questa definizione e oggi la Zanzara Tigre è annoverata tra le specie con "confermata" capacità di trasmettere Virus. Questo suo nuovo ruolo la rende "sorvegliata speciale" sia sul piano ambientale sia sanitario. Il controllo delle popolazioni di questa zanzara è comunque indispensabile anche per la qualità della vita di chi vive in aree infestate: le sue punture procurano spiacevoli irritazioni e gonfiori sulla pelle.

Quante zanzare ci sono? Migliaia? Milioni? Non è facile rispondere a questa domanda, ma se si pensa che in una notte una trappola disposta vicino a una risaia può catturare oltre 200.000 zanzare non è sbagliato ipotizzare cifre impronunciabili: le zanzare sono miliardi di miliardi. Le specie note sono circa 3.200, di cui 70 sono quelle identificate in Italia. Tra queste ultime solo 10 sono in grado di pungere l'uomo. Sono le femmine a pungere, i maschi invece si nutrono di liquidi zuccherini che trovano nelle corolle dei fiori, trasportando il polline di fiore in fiore proprio come le api. Le femmine hanno bisogno di nutrirsi di sangue per consentire la maturazione delle uova che ogni specie depone in quantità variabili da 200 a un migliaio. Le uova vengono deposte in agglomerati galleggianti (Culex), oppure singolarmente sul pelo dell'acqua (Anopheles) e in luoghi asciutti (Aedes).

La natura ha dotato le zanzare di un apparato boccale munito di uno stiletto, che in certi casi è lungo quasi quanto il corpo dell'insetto ed è in grado di "perforare" gli indumenti, soprattutto se attillati. Un dato curioso è che la femmina punge fino alla sazietà, che raggiunge dopo aver succhiato una quantità di sangue variabile da 2,8 a 4 mg (pari a 1,5 volte il proprio peso).
A loro volta le zanzare sono preda di uccelli insettivori, rane, libellule, rettili, per i quali costituiscono un alimento altamente nutritivo. Il loro contenuto proteico, infatti, può superare il 40%, oltre il doppio di quello di una normale bistecca.
Identikit della zanzara

Famiglia di appartenenza: Culicidi
Distribuzione: in tutto il pianeta, poli inclusi
Lunghezza massima: 1,5 mm
Peso: 2-2,5 mg
Velocità di spostamento in volo: 1,5-2,5 Km/h
Durata della vita: fino a 4 settimane all'aperto, qualche mese in stanze chiuse.
Quali rischi si corrono?

Tra le specie di maggior interesse vi sono:

-    Culex, la zanzara comune che punge di notte, attirata dall'emissione di anidride carbonica (respirazione), dalla sudorazione e dalla classica lampada accesa;
-    Anopheles, che nelle regioni tropicali può trasmettere la malaria;
-    Aedes caspius, la zanzara delle paludi e delle risaie;
-    Aedes albopictus (Zanzara Tigre), che è particolarmente aggressiva e punge in pieno giorno.

Il fastidio delle puntura è causato dall'iniezione di un liquido irritante che mantiene il sangue fluido (svolge un'azione anticoagulante). Soprattutto nei paesi subtropicali le zanzare possono trasportare microrganismi patogeni: dai plasmodi della malaria (Anopheles), al virus amarilico, responsabile della febbre gialla (Aedes aegypti), al virus della Dengue e della Chikungunya (Aedes aegypti e Aedes albopticus). In Italia il rischio di contrarre malattie trasmesse dalle zanzare è assai ridotto rispetto ai paesi tropicali, ma alcune malattie possono rappresentare un problema reale e quindi non va mai abbassata la guardia. È il caso della Filaria, della West Nile disease, della Chikungunya. Alcune di queste malattie interessano anche gli animali domestici. Oltre ai rischi per la salute, le zanzare possono causare danni al turismo e all'industria alimentare. Ad esempio le loro punture sono un problema per gli allevamenti di maiali (in particolare in Piemonte e Lomellina), perché compromettono la qualità dei prosciutti.

E se la prevenzione non basta? Purtroppo, benché utile e fondamentale, un'attenta attività di prevenzione non è sufficiente a proteggere completamente dalle zanzare. Poche larve sopravvissute possono dare vita a una nuova generazione di zanzare adulte che a loro volta si riproducono generando migliaia di zanzare. Per una protezione totale bisogna integrare diversi sistemi di lotta, completando l'attività di prevenzione con l'utilizzo di insetticidi e repellenti per eliminare e allontanare le zanzare adulte. La prevenzione, infatti, comprende un insieme di misure cautelative che possono ridurre al minimo la presenza delle zanzare, ma è sufficiente un'anomalia climatica imprevista (per esempio un periodo di pioggia più intenso o più lungo) per creare le condizioni favorevoli alla loro moltiplicazione e vanificare gli interventi di prevenzione.

La soluzione ideale per assicurare la massima protezione è di rafforzare le misure di prevenzione con l'uso combinato di prodotti larvicidi e adulticidi. I primi interrompono il ciclo riproduttivo, disinfestando i ristagni d'acqua, i secondi debellano le zanzare adulte volanti e ne limitano la propagazione.

Per vincere le zanzare bisogna utilizzare in modo congiunto diversi sistemi di lotta:

    evitare il contatto con l'insetto, facendo ricorso a metodi sia fisici (zanzariere, indumenti...) sia chimici o naturali (repellenti cutanei);
    agire sull'ambiente domestico per debellare le zanzare e tenerle lontane, utilizzando i prodotti appositamente studiati per la casa, oppure per il giardino e il balcone;
    curare tempestivamente la puntura per calmare il disagio (prurito) ed evitare ogni possibile complicazione (infezioni cutanee provocate dallo sfregamento)

La zanzara Tigre è più piccola delle altre zanzare e predilige le raccolte di acqua stagnante (sottovasi, tombini, recipienti di ogni tipo in cui si raccoglie l'acqua piovana), dove si riproduce con grande rapidità. Dopo ogni puntura la Zanzara Tigre può deporre fino a 100 uova (in asciutta) che, una volta sommerse dall'acqua (piovana o artificiale), si schiudono con un ciclo brevissimo.

Le larve diventano adulte (nel periodo estivo circa in una settimana) e ogni esemplare in una stagione può generare migliaia di figli, nipoti e pronipoti aumentando rapidamente la popolazione di insetti circolanti. In Italia le uova deposte in autunno possono sopravvivere alla stagione invernale e schiudersi in primavera, quando vengono coperte d'acqua per via delle piogge.

La Zanzara Tigre punge di giorno all'aperto, soprattutto nelle ore più fresche della giornata, preferendo gambe, caviglie e viso. Può penetrare anche negli edifici e raggiungere i piani più alti, mentre di notte riposa tra la vegetazione più bassa.

In Italia nel 2007 (in Emilia-Romagna) si sono verificati casi di trasmissione di una malattia tropicale trasmessa dalla Zanzara Tigre all'uomo (Chikungunya) ma al di là del rischio sanitario, questa zanzara è importante perché la sua puntura provoca gonfiori che danno prurito e sono spesso molto fastidiosi.

FONTE: 3BMETEO

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