AFORISMA DEL GIORNO

21 febbraio, 2014

Firmato il decreto per il concorso nazionale di accesso alle specializzazioni 2014: ecco le novità

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Arriva al fotofinish da parte del Ministro On. Prof.ssa Maria Chiara Carrozza l'attesa firma del Decreto Ministeriale per il concorso di accesso alle specializzazioni di area sanitaria a.a. 2013/2014, il primo su base nazionale. Giornata storica e grande soddisfazione da parte dell'Associazione Italiana Giovani Medici (SIGM) da sempre impegnata per migliorare nel senso della trasparenza, dell'oggettività e del merito la formazione pre-post laurea di area sanitaria.

Ecco cosa cambierà:

Il nuovo concorso a graduatoria nazionale avrà applicazione nel corrente anno accademico (ipotesi svolgimento prova a luglio o settembre).

Per quanto riguarda la valutazione del curriculum degli studi verranno conteggiati

1) la media aritmetica dei voti degli esami sostenuti durante il corso di laurea

2) il voto di laurea (avrà peso molto limitato, ma non sarà standardizzato in percentili)

3) esami fondamentali del corso di laurea e specifici della tipologia (fino a 5)

4) tesi (se sperimentale e ricadente in un SSD affine alla tipologia di scuola)

5) il titolo di dottorato nei SSD della tipologia della Scuola (laddove posseduto dal candidato)

(NB: i parametri di cui ai punti 4 e 5 NON saranno computati ai già specialisti o a chi ha usufruito già di un anno di contratto di specializzazione)

I 120 quiz, 90 generali uguali per tutte le scuole e 30 differenziati per tipologia, saranno prodotti da Esperti (con tutta probabilità esterni ed indipendenti come quelli chiamati in causa per l'accesso a medicina) e verranno corretti centralmente in modo automatico. La selezione sarà supervisionata da una Commissione Nazionale (composta da docenti sorteggiati, tranne il Presidente che sarà di nomina del Ministro), che si occuperà di validare i risultati. Essa, inoltre, si articolerà in sottocommissioni ed in prima riunione (ovvero prima delle prove) individuerà l'elenco delle materie di cui al punto 3. La prova, suddivisa in due parti, verrà somministrata in più sedi (non per forza corrispondenti alle sedi universitarie delle scuole di specializzazione) e le due parti potrebbero essere somministrate in due tempi (sembrerebbe anche in sedi differenti tra loro rispetto alla parte generale).

Il peso della prova a quiz sarà determinante ai fini del risultato. Nessun margine di discrezionalità verrà dato alla Commissione ai fini della valutazione ma, in ogni caso, sarà opportuno avere contezza delle modalità organizzative, per esprimere un giudizio compiuto.

Si potrà concorrere per due tipologie di scuola per ciascuna delle tre aree (medica, chirurgica, dei servizi). Ci saranno tante graduatorie nazionali quanto le tipologie di scuole. All'atto dell'iscrizione il candidato dovrà indicare l'ordine di preferenza delle sedi per cui concorrere (come avviene per l'accesso a medicina).

Il SIGM ringrazia il Ministro On. Prof.ssa Maria Chiara Carrozza per aver combattuto, sin dall'inizio, al fianco dei giovani medici una battaglia nel segno della meritocrazia e della trasparenza.

I migliori auguri al nuovo Ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca, On. Prof.ssa Stefania Giannini, nell'auspicio di poter lavorare sin da subito insieme per risolvere le urgenti problematiche ancora esistenti, numero di contratti in primis, e per continuare a migliorare la formazione di area sanitaria post laurea.






FONTE: Giovanemedico.it
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14 febbraio, 2014

Prove tecniche per l'energia del futuro: passo in avanti nella ricerca sulla fusione nucleare

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Un passo avanti molto importante nella ricerca sull'energia nucleare è stato fatto lo scorso autunno al Livermore National Laboratory in California, laboratorio di ricerca del dipartimento dell'energia degli Stati Uniti. Per la prima volta gli scienziati sono riusciti a ottenere più energia da una fusione atomica rispetto a quella bruciata per innescarla, creando una sorta di piccola stella artificiale. Lo rivela un articolo pubblicato sulla rivista scientifica Nature.

La fusione è il processo che alimenta il Sole e le altre stelle e comporta plasmare i nuclei degli atomi per rilasciare energia al posto di scinderli, come nel caso della fissione, principio alla base della bomba atomica. Il sogno di produrre energia pulita grazie al primo processo viene rincorso dagli scienziati da anni e oggi sembra un po' più vicino. I ricercatori hanno sparato 192 raggi laser su una minuscola sfera, generando una reazione di fusione che ha scatenato un'enorme quantità di energia per una piccola frazione di secondo. Anche se in versione ridotta, hanno creato in questo modo condizioni simili a quello che accade di continuo alle stelle. "Per la prima volta in assoluto abbiamo ottenuto più energia dalla combustione rispetto a quanto è stato impiegato per la combustione" da quando si usa questa tecnica, ha detto Omar Hurricane, principale autore dello studio.

Anche se secondo il team di scienziati, tra cui c'è anche l'italiano Riccardo Tommasini, il risultato è ancora "modesto" è tuttavia superiore alle stime e più vicino rispetto a "qualunque altro risultato ottenuto prima" per la realizzazione di energia da fusione, ha concluso Hurricane. La resa dell'esperimento è stata infatti 10 volte maggiore di quanto era stato ottenuto in precedenza.

La ricerca è però ancora lontana dal raggiungimento di quella fase che viene chiamata tecnicamente "accensione", dove si genera più energia di quanta se ne consumi nel contesto generale dell'esperimento: cosa che accadrebbe solo con reazioni a catena autosufficienti, senza le quali l'energia prodotta dalla fusione non sarebbe conveniente. L'esperimento segna però un decisivo passo avanti, dopo anni di risultati modesti, sulla strada per una fonte di energia a basso costo e potenzialmente illimitata da usare sulla Terra.

FONTE: Repubblica.it
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11 febbraio, 2014

Test di Ingresso 2014: attiva da domani la procedura di iscrizione, 45 posti in meno per gli aspiranti medici

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Si apre domani la procedura di iscrizione ai test per i corsi a numero programmato a livello nazionale in Medicina e Chirurgia, Odontoiatria e Medicina Veterinaria. I test, per la prima volta, si svolgeranno prima degli esami di maturità: l’8 aprile si svolgeranno quelli relativi ai corsi a numero programmato in Medicina e Chirurgia e Odontoiatria, mentre il 9 toccherà agli aspiranti studenti di Veterinaria. Entrambi i test si svolgeranno alle 11 di mattina ed avranno una durata di 100 minuti. I bandi sono disponibili sul sito dell’Università di Messina.

Per partecipare ai test di ammissione ciascun candidato deve presentare la richiesta di partecipazione al test selettivo esclusivamente in modalità online attraverso il portale Universitaly. L’iscrizione online sarà attiva da domani, 12 febbraio,  e si chiuderà inderogabilmente alle ore 15.00 dell’11 marzo. Il perfezionamento dell’iscrizione avviene a seguito del pagamento, improrogabilmente entro le ore 15.00 del 18 marzo, del contributo di 90 € per la partecipazione al test. Il pagamento non accompagnato dalla ricevuta dell’iscrizione on line non dà diritto alla partecipazione alla prova.
Il numero dei posti provvisoriamente attribuiti dal MIUR, per l’anno accademico 2014/2015, è per il Corso di laurea in  Medicina e Chirurgia di 172 posti per gli studenti comunitari e non comunitari residenti in Italia + 8 posti per gli studenti extracomunitari residenti all’estero (ben 45 posti totali in meno rispetto all’anno scorso, quando i posti disponibili erano in tutto 225); per il Corso di laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria di 20 posti per gli studenti comunitari e non comunitari residenti in Italia + 4 posti per gli studenti extracomunitari residenti all’estero (contro i 25 + 5 dell’anno scorso).
Per quanto riguarda Veterinaria, il Miur non ha ancora deciso quanti saranno i posti disponibili. L’anno scorso il limite era stato fissato a 46 unità.

AUTORE: Simone Intelisano
FONTE: Messinaora.it
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10 febbraio, 2014

Lettera aperta su come il governo Letta stia "strozzando" la formazione specialistica

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Lettera aperta pubblicata dal sito "Sole 24 Ore" - Gent.ma redazione, vi scrivo, in qualità di neo-medico, per portare alla vostra attenzione le condizioni devastanti alle quali la mia "categoria", cioè quella dei medici neo-abilitati in attesa di entrare in specializzazione, versa attualmente.
Come più volte ribadito e anche da voi segnalato, è in atto una riforma del sistema di accesso alle scuole di specializzazione che entrerà in vigore già da quest'anno secondo le direttive del Dl Carrozza. La situazione che vi vado brevemente a descrivere vuole semplicemente attirare la vostra importante attenzione non solo sul tema della formazione post-laurea, ma anche su quello della efficienza del Ssn.

Le Regioni esprimono un fabbisogno di circa 8.000 medici, tra specialisti e Mmg, all'anno. Per formare queste professionalità, servono medici che frequentino scuole di specializzazione o corso di medicina generale. Fino al 2005, per 10mila medici laureati circa esistevano più di 8.000 contratti complessivi per accedere a questa formazione post-laurea. Con il passare degli anni questa quota è scesa, fino alle drammatiche condizioni attuali. Il concorso al quale noi parteciperemo vedrà disponibili solo 3.100 contratti per 10mila medici.

La realtà, però, è ben peggiore, e si distende violenta sul presente e sui prossimi tre anni. Prima di tutto, non siamo 10mila, noi concorrenti. Ai 10mila medici neolaureati bisogna aggiungere infatti gli esclusi del concorso dello scorso anno, che prevedeva 4.500 posti per 9.500 medici. Dei 5.000 rimasti fuori parteciperà, secondo sondaggio, circa il 50%. Saremo perciò 12.500 concorrenti per 3.100 contratti.

Neanche questo è vero. Perché con i ritardi burocratici che il Dm sta accumulando, il test di accesso alle specializzazioni sarà effettuato dopo luglio, cioè dopo la prima sessione di abilitazione alla professione. In questa sessione si abiliteranno i "fuori-corso", che normalmente non potrebbero partecipare al concorso ma che in virtù di questa lentezza, andranno ad accrescere il contingente degli "aspiranti" specializzandi. Aggiungendo perciò anche questi ultimi si arriva a circa 15.500 concorrenti per 3.100 posti.

Ma non è il peggio. Fermarsi qua vorrebbe dire guardare molto da vicino. Proviamo ad avere un più ampio respiro, una prospettiva. Per l'anno prossimo (2015), sono previsti 4.500 contratti. E per quello dopo ancora 5.700. Sempre di più, insomma, si potrebbe dire, rispetto ai 3.100 di questo anno.

La realtà è che, conti alla mano, a luglio di quest'anno, dopo il test, più di 10mila medici saranno disoccupati. Questi ovviamente proveranno l'accesso l'anno venturo, sommandosi agli 11.845 medici neo-laureati: 21.845 medici per 4.500 contratti. La proporzione peggiora persino rispetto al 2014. E continua a peggiorare per il 2016: Infatti 16.345 si aggiungeranno agli 11mila neo-laureati, per una escalation che arriverebbe a 27.345 concorrenti per 5.700 posti. Una condizione indecente, che diventa più irrisoria di anno in anno. Sì perché, in fondo, una volta formato il "gap", una volta lasciati disoccupati 10mila medici quest'anno, non ci sarà alcun modo di riassorbirli.

Questi non potranno lavorare nel Ssn, e nessun privato sarà incline ad accettarli in quanto non esperti in un particolare settore. Dovranno emigrare, non per scelta, ma giocoforza: sono stati formati a spese dello Stato, ed emigrano esportando la loro chance di produrre ricchezza altrove. Questa situazione, peraltro, non è di dominio pubblico (questo anche per una non insistente presenza delle associazioni di rappresentanza, che dopo le manifestazioni di Roma (Giovani medici Day) hanno mollato la presa sul numero dei contratti, accontentandosi della riforma dell'accesso alle specializzazioni.

Tranne la vostra rispettabile testata e altre due, pochi altri hanno dato risalto alla condizione, che non è solo una questione personale, ma diventa presto una questione sanitaria reale. Basti pensare a cosa succederà tra 4 anni quando inizieranno a mancare specialisti: liste d'attesa lunghe, richiamo di specialisti da altri Stati, flussi di pazienti che preferiranno curarsi all'estero, salute meno difendibile e meno attuabile per tutti.

Vi chiedo dunque di riportare la situazione attuale, peggiorata rispetto a quella da voi stessi riportata in data 7 novembre 2013. Non avendo altri modi per far sentire la nostra voce, dare visibilità tramite voi a una condizione così profondamente devastante per il Ssn e per la formazione medica post-laurea richiamerebbe l'attenzione di chi può (e deve) fare qualcosa.

AUTORE: Michele Romoli
FONTE: Sole 24 Ore
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