AFORISMA DEL GIORNO

29 giugno, 2013

E' morta la grande astrofisica italiana Margherita Hack

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E' morta questa mattina a Trieste l'astrofisica Margherita Hack. Dopo la morte nello scorso anno di Rita Levi Montalcini, ancora una volta ci lascia una delle figure scientifiche italiane più prestigiose del panorama mondiale. Animalista convinta e vegetariana sin da bambina, Margherita Hack è stata anche direttore del Dipartimento di Astronomia dell'Università di Trieste dal 1985 al 1991 e dal 1994 al 1997. È un membro dell'Accademia Nazionale dei Lincei. Ha lavorato presso numerosi osservatori americani ed europei ed è stata per lungo tempo membro dei gruppi di lavoro dell'ESA e della NASA. In Italia, con un'intensa opera di promozione ha ottenuto che la comunità astronomica italiana espandesse la sua attività nell'utilizzo di vari satelliti giungendo ad un livello di rinomanza internazionale.

Ha pubblicato numerosi lavori originali su riviste internazionali e numerosi libri sia divulgativi sia a livello universitario. Nel 1994 ha ricevuto la Targa Giuseppe Piazzi per la ricerca scientifica. Nel 1995 ha ricevuto il Premio Internazionale Cortina Ulisse per la divulgazione scientifica.

In segno di apprezzamento per il suo importante contributo, le è stato anche intitolato l'asteroide 8558 Hack.

Margherita Hack è molto nota anche per le sue attività non strettamente scientifiche e in campo sociale e politico. E' stata una esponente di spicco dell'Ateismo in Italia, non ha creduto in nessuna religione o forma di soprannaturalismo, sostenendo con forza che l'etica non deriva dalla religione ma da "principi di coscienza" che permettono a chiunque di avere una visione laica della vita, ovvero rispettosa del prossimo, della sua individualità e della sua libertà.

Sul tema della questione energetica Margherita Hack si è espressa contro la costruzione di centrali nucleari in Italia, ma a favore della ricerca sul nucleare, spiegando che l'Italia attualmente non è in grado di mantenere delle centrali e che l'Italia è un paese poco affidabile. La Hack sostiene che esiste «una paura irrazionale, anche scientifica, per l'energia nucleare», che però «inquinerebbe molto meno dell'energia a petrolio, a metano e a carbone, a cui dovremmo comunque ricorrere». Ha anche sottolineato l'importanza della ricerca in questo campo e la necessità di "sviluppare al massimo le energie rinnovabili" che contribuiscono a soddisfare parte del fabbisogno energetico.
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28 giugno, 2013

Diabete, imposto alla Regione Sicilia l'aumento del numero di strisce per l'autocontrollo della glicemia

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La Sicilia, sebbene abbia recentemente recepito il primo Piano Nazionale del Diabete, rimane fanalino di coda per autocontrollo della glicemia: la Regione concede ogni mese solo 25 strisce reattive per il diabete di tipo 1 e 12 strisce per il diabete di tipo 2 insulino-trattato, per il controllo della glicemia. In base alle recenti raccomandazioni delle Societa' Scientifiche della diabetologia (SID-AMD-SIEDP), sarebbero necessarie 150 strisce al mese per il diabete di tipo 1 e 100 strisce per il diabete di tipo 2 insulino-trattato. Sono i dati emersi durante il seminario "Il diabete in Sicilia: facciamo un passo avanti" svoltosi oggi al Palazzo dei Normanni di Palermo con il supporto organizzativo di Roche Diabetes Care.

"Siamo molto lieti che la Regione Sicilia abbia recepito il Piano Nazionale del Diabete ma adesso dobbiamo passare dalla teoria alla pratica? - spiega Gianna Miceli, Presidente dell'Associazione dei Pazienti AIAD di Ragusa. La mancata concessione di un numero adeguato di strisce e' particolarmente grave e se le associazioni dei pazienti avessero invece visto riconosciuto prima il proprio ruolo di coordinamento non avremmo accumulato questo ritardo. Siamo contenti che il Piano Nazionale Diabete finalmente ci attribuisca un ruolo non piu' meramente consultivo perche' cosi' potremo dare una maggiore collaborazione alle Istituzioni".

"Per i giovani diabetici l'autocontrollo e' uno strumento di liberta' e di consapevolezza che li stimola ad adottare un corretto regime alimentare e uno di stile di vita attivo e non solo a vedere quanto hanno di glicemia- commenta Alfonso La Loggia, Responsabile della Unita' Operativa Dipartimentale di Diabetologia dell'eta' evolutiva della ASP di Caltanissetta e Delegato per l'area Diabete in Sicilia della SIEDP - Societa' Italiana Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica. La normativa sulle strisce e' vecchia e deve essere adeguata, per dare la possibilita' al diabetologo di "cucire su misura" la migliore cura per il singolo paziente".

FONTE: Agi Salute
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27 giugno, 2013

Si è spento Stefano Borgonovo, campione simbolo della lotta alla SLA

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Si è spento oggi pomeriggio Stefano Borgonovo. L'ex attaccante di Como, Milan, Fiorentina, Pescara, Udinese e Brescia, è morto a 49 anni, dopo una lunga battaglia contro la sclerosi laterale amiotrofica. Borgonovo lascia la moglie Chantal e quatto figli Andrea, Alessandria, Benedetta e Gaia. Nel 2008 ha dato vita alla Fondazione Stefano Borgonovo Onlus, per sostenere la ricerca contro la Sla, che lui chiamava scherzosamente «la stronza».

Il 5 settembre 2008 Borgonovo ha annunciato di essere malato di sclerosi laterale amiotrofica. La notizia raggiunge anche il ritiro della Nazionale, che era impegnata nella preparazione a due incontri di qualificazione ai Mondiali di Calcio del 2010. Da allora ha creato una Fondazione che ha raccolto fondi per la ricerca. Lui stesso in carrozzina è sceso più volte in campo insieme alla sua inseparabile compagna Chantal. Il mondo del calcio è in lutto per il calciatore che insieme all'amico Roberto Baggio a Firenze con la maglia viola ha formato per anni la coppia «B2» tanto amata dai tifosi della Fiorentina. 

La Ferdercalcio italiana, dopo aver ricevuto la notizia, ha chiesto formalmente alla Fifa di scendere in campo con il lutto al braccio nella semifinale della Confederations Cup contro la Spagna, e di far osservare 1' di silenzio prima dell'inizio della partita.
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Crisi nel settore medico, il paradosso di un lavoro che "c'è" ma non viene "coperto" da sufficienti specializzati

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Da Ippocrate in poi i medici sono sempre stati personaggi cardine di qualsiasi struttura sociale. Per ruolo e funzione pubblica. In Italia da qualche tempo qualcosa è cambiato. E non in meglio. La categoria si dibatte fra crisi strutturali e nefaste prospettive future. Giovani e anziani medici vedono a rischio il loro futuro professionale. Le fonti della crisi sono almeno tre.

Il primo fronte dell'emergenza riguarda i giovani: i medici e gli odontoiatri approdano alla libera professione in media a 37 anni d'età e con un reddito inferiore a 17mila euro all'anno (più precisamente 16.786 euro). I dati sono stati ricavati dall'Enpam, l'ente previdenziale di medici e odontoiatri, analizzando le nuove iscrizioni al proprio fondo della libera professione. Si tratta di numeri che evidenziano due aspetti. Da un lato quello dell'ingresso tardivo nel mondo del lavoro; dall'altro il problema dell'adeguatezza delle pensioni future (se guadagno poco e per giunta in tarda età, l'assegno che mi attende sarà probabilmente non adeguato ad affrontare la vecchiaia).

Il secondo allarme riguarda la staffetta generazionale. L'Osservatorio sul lavoro dell'Enpam - che diffonderà domani tutti i dati analitici del mondo della sanità - evidenzia che dal 2016 quasi un milione di italiani rimarrà senza medico di famiglia. Fra tre anni infatti ci saranno 600 medici di medicina generale in meno. Considerando che ogni medico di famiglia può avere fino a 1.500 pazienti, questo significa che circa 900mila italiani potrebbero rimanere senza medico curante. Un numero destinato a crescere ulteriormente per via dei pensionamenti futuri. Dal 2016, un'intera generazione di medici di famiglia andrà in pensione alterando gli equilibri della categoria. Fra tre anni infatti 1.499 iscritti al fondo di previdenza della medicina generale compiranno l'età del pensionamento (68 anni).

Nello stesso anno, dalle scuole di formazione in medicina generale è prevista l'uscita di meno di 900 nuovi medici di famiglia. «Nei prossimi anni potremmo essere costretti a chiamare specialisti e medici di famiglia dall'estero - dichiara il presidente della Fondazione Enpam, Alberto Oliveti -. Allo stesso tempo in Italia migliaia di laureati in medicina rischiano di non avere accesso ai percorsi di post laurea perché, a causa dei tagli alle borse di studio, non viene messo a bando un numero sufficiente di posti nelle scuole di specializzazione e formazione». Ma l'Enpam avverte che il numero dei camici bianchi impegnati nella medicina di famiglia che andranno in pensione ogni anno continuerà a crescere anche dopo il 2016 e raggiungerà il picco nel 2022 (quando saranno quasi 4.900 gli iscritti al fondo della medicina generale a compiere l'età di 68 anni). Ci sono dunque tutti gli ingredienti per un gigantesco paradosso: mentre medici di famiglia e specialisti diminuiscono si nega a molti laureati in medicina di proseguire il loro percorso di formazione post laurea. Basta fare due conti: alla conclusione dei corsi di laurea che stanno per cominciare usciranno circa 9 mila medici mentre a oggi i posti nei percorsi di specializzazione sono 4.500 e quelli nelle scuole di formazione in medicina generale poco più di 900. Se i posti non verranno aumentati, migliaia di laureati rimarranno senza prospettive mentre gli italiani rimarranno senza medico.

Con la riforma delle professioni ratificata da pochi mesi è entrato in vigore l'obbligo di assicurazione per tutti i professionisti. Entro il 13 agosto chi non sarà coperto da polizza non potrà esercitare. Il punto è che le assicurazioni non sono obbligate a coprire i professionisti e i medici (categoria ad alto rischio di cause di risarcimento) spesso restano senza polizze. Tre le categorie più a rischio: ortopedici, ginecologi e chirurghi. Secondo i dati più recenti pubblicati dall'Ania, l'associazione delle imprese assicuratrici, nel 2010 il numero di sinistri denunciati alle assicurazioni è triplicato rispetto a quanto accadeva 15 anni prima. Questo induce le compagnie a rifiutare di garantire i medici che hanno probabilità quasi certe di subire sinistri con richieste di risarcimenti miliardari. E dal 13 agosto chi rimane senza assicurazione rischia di non poter più nemmeno esercitare. Ippocrate certo non crederebbe ai suoi occhi.

FONTE: Corriere.it
AUTORE: Isidoro Trovaro
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26 giugno, 2013

Diabete di tipo 1, in arrivo nuova insulina Decludec, a rilascio "lento" (fino a 42 ore) per la gestione basale della glicemia

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Controllo delle ipoglicemie, interventi più mirati sugli stili di vita e nuovi test per arrivare alla diagnosi del diabete di tipo 1 il prima possibile. Sono alcune delle novità presentate al 73° congresso dell'American Diabetes Association in corso a Chicago. L'attenzione dei ricercatori è sempre più focalizzata sul controllo delle ipoglicemie che sono una delle principali conseguenze del paziente in terapia con le insuline. Uno spiacevole effetto collaterale che può indurre il paziente a somministrarsi una dose inferiore del farmaco o addirittura a non prenderlo per scongiurare questo rischio. L'ipoglicemia può causare perdita dei sensi, coma, cadute e quindi fratture e nei casi più gravi persino la morte, specie se si tratta di episodi notturni.

Tra le novità in corso di sperimentazione presentate all'Ada, c'è un dispositivo intelligente in grado di intervenire quando i livelli di glicemia nel sangue scendono troppo, riducendo così la durata e l'incidenza delle ipoglicemie notturne. "Questa nuova tecnologia che l'FDA sta valutando rappresenta una svolta strategica nello sviluppo di un pancreas artificiale", ha dichiarato al congresso Rich Bergenstal, direttore esecutivo dell'International Diabetes Center e principale autore dello studio ASPIRE (Automation to Stimulate Pancreatic Insulin Response) pubblicato sul New England Journal of Medicine.

Mirano alla riduzione delle ipoglicemie anche i nuovi farmaci in arrivo tra cui degludec, un'insulina basale a lento rilascio che ha dimostrato di ridurre del 43% il rischio di ipoglicemie notturne. "Il meccanismo d'azione del degludec è davvero innovativo perché assicura il rilascio di insulina in modo costante nell'arco di 24 ore con una durata superiore alle 42 ore", spiega Francesco Giorgino, ordinario di Endocrinologia all'università di Bari.  "Questo significa che se il paziente dimentica di assumere l'insulina alla solita ora, non corre il rischio di andare in ipoglicemia perché degludec permette una flessibilità nell'orario di somministrazione con un intervallo minimo di otto ore".

Proprio all'Ada sono stati presentati i dati su degludec dello studio Once Long condotto nell'arco di due anni su 4330 pazienti con la compilazione di un questionario internazionale utilizzato per misurare la qualità di vita dei pazienti. I dati hanno evidenziato un miglior punteggio relativo allo svolgimento delle comuni attività quotidiane, come camminare e vestirsi. Inoltre, il gruppo trattato con degludec ha totalizzato un punteggio più favorevole in relazione al malessere fisico, in grado di condizionare le attività giornaliere. La 'nuova insulina' ha già ricevuto l'approvazione dell'Agenzia europea del farmaco e dovrebbe essere disponibile a breve anche in Italia.

Fare attività fisica e seguire una dieta equilibrata purtroppo non basta a far diminuire il rischio di eventi cardiovascolari nei pazienti obesi affetti da diabete di tipo 2. È quanto emerge dallo studio Look Ahead (Action for Health in Diabetes) condotto su oltre 5000 adulti obesi o sovrappeso tra i 45 e i 76 anni diagnosticati con diabete di tipo 2 e seguiti per oltre 11 anni. I partecipanti sono stati suddivisi in due gruppi: uno ha seguito una dieta e un programma di attività fisica e l'altro, invece, ha frequentato delle sessioni di counselling su nutrizione, attività fisica e in generale stili di vita.

Al termine si è visto che anche se nel primo gruppo c'è stata una riduzione del peso dell'8,6%, il rischio di complicanze cardiovascolari non si è ridotto in confronto al gruppo di pazienti che avevano ricevuto solo un supporto informativo senza seguire alcuna dieta o programma sportivo. Dunque, quanto contano gli stili di vita? "I risultati di questo studio non devono indurci a pensare che l'attività fisica non svolga un ruolo fondamentale per la prevenzione e la cura del diabete", chiarisce Stefano Del Prato, presidente della Società italiana di Diabetologia. "Numerose ricerche hanno dimostrato che muoversi serve sia perché permette la perdita di grasso addominale sia perché migliora la captazione del glucosio. Per cui il paziente va sempre incoraggiato a svolgere un'attività fisica".

Fondamentale naturalmente anche l'alimentazione. "Non esiste una dieta per il diabetico, ma ci sono delle regole alimentari che dovremmo seguire tutti a partire dai nostri figli". Prima regola, quella di imparare a contare quanti carboidrati portiamo in tavola sia quelli a tutti noti (pane, patate, pizza) sia quelli nascosti per esempio nelle banane, nei mirtilli o nelle carote disidratate.

Infine, individuare il prima possibile i soggetti a rischio di diabete di tipo 1. È questo l'obiettivo dei ricercatori dell'American Diabetes Association che insieme alla Juvenile Diabetes Research Foundation stanno elaborando un test del rischio che include parametri come l'Indice di Massa Corporea, i livelli di C-peptide a digiuno e quelli di glucosio.

FONTE: Repubblica.it
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Diabete giovanile, Science: “Funziona vaccino che spegne risposta immunitaria”

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Importante conferma per il mondo della scienza che studia nuovi armi di terapia e prevenzione contro le varie forme di diabete: secondo quanto pubblicato dalla rivista "Science Translational Medicine", sarebbe attualmente possibile impiegare con successo un vaccino avente una azione "preventiva". Si tratta di un tipo di vaccino agente con un meccanismo "inverso" rispetto a quanto accade per i comuni vaccini, cioè attua uno "spegnimento" delle linee linfocitarie responsabili del processo autoimmune che porta all'inderogabile distruzione delle cellule Beta del pancreas (le cellule producenti insulina). Il vaccino, messo a punto dalla Stanford University School of Medicine, è stato testato su 80 pazienti dal gruppo di Lawrence Steinman che, in un’intervista all’Ansa, ha detto: “Al momento stiamo organizzando un trial clinico più grande su un maggior numero di pazienti dopo aver visto gli ottimi risultati sui primi 80”. “L’abbiamo testato su pazienti cui era stata fatta la diagnosi di diabete 1-3 anni prima – precisa – e visto che i soggetti vaccinati producono più insulina. Inoltre nel sangue dei pazienti sono ridotte le cellule immunitarie "nocive", che provocano lo sviluppo del danno”.

Analizzando i dati di una recente indagine epidemiologica si evidenzia che sono poco più di 290 mila i siciliani che hanno ricevuto una diagnosi di diabete. Di questi, intorno al 10% è affetto da diabete di tipo 1, il cosiddetto diabete giovanile o insulino-dipendente. E i casi attesi sono quasi 4 mila nella fascia di età 0-17 anni, in buona percentuale con diabete di tipo 1. Ben 190 mila diabetici sono in età 18-69 anni, il resto sono over 70. Ed è noto che la prevalenza del diabete aumenta con l’età, fino a raggiungere il 20,3 per cento nelle persone con età uguale o superiore ai 75 anni. E si stima che per ogni due-tre persone con diabete ce ne sia una che ancora non lo sa. Nell’Isola, ci sarebbe dal 30 al 50% di diabetici non diagnosticati, percentuale che porterebbe i siciliani portatori della malattia ad oltre 400 mila.
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25 giugno, 2013

Google Glass, chirurgo mostra le grandi potenzialità dell'uso di questo strumento in sala operatoria

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I Google Glass saranno in vendita non prima del 2014, ma dei possibili utilizzi di questo strumento di "realtà aumentata" si parla ormai da mesi (da maggio sono in vendita a 1.500 dollari per gli sviluppatori di applicazioni). E dagli Stati Uniti arriva la proposta di un altro settore dove potrebbero rivelarsi utili: un medico, Rafael Grossmann dell'Eastern Maine Medical Center, li ha indossati in sala operatoria per un intervento di chirurgia allo stomaco e ha documentato il tutto in tempo reale sul suo blog.

«Ho preso ogni precauzione per assicurare che la privacy del paziente, da cui ho ottenuto un consenso informato, fosse tutelata - spiega Grossman sul blog, specificando di non avere mai mostrato dati identificativi né il volto della persona operata -. Volevo dimostrare che questo è uno strumento intuitivo con grandi potenzialità per la salute, in modo particolare per la chirurgia. Potrebbe migliorare le consultazioni all'interno di una equipe, favorire il parere di esperti dall'esterno, ma anche rivelarsi un utile strumento didattico». Grossmann ha indossato i Glass per tutta la durata dell'intervento e le immagini che i suoi occhiali carpivano erano proiettate sul display di un iPad. Oltre che sul blog, il medico ha documentato l'operazione in tempo reale grazie a un "hangout" su Google, ovvero una conversazione di gruppo. «Credo sia la prima volta che i Glass entrano in una sala operatoria - conclude Grossmann -. Siamo riusciti a mostrare la tecnica endoscopica in modo veloce, economico e mantenendo anonima l'identità del paziente».

FONTE: Corriere.it
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24 giugno, 2013

Speranze per la Sla, positivi i primi test con trapianto di staminali cerebrali umane

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Sono considerati positivi (senza effetti avversi) i primi test di trapianto di cellule staminali cerebrali su sei pazienti affetti da Sclerosi laterale amiotrofica (n.d.a. era scritto amniotica ma era un refuso!). Lo ha annunciato il professor Angelo Vescovi, coordinatore degli studi, in un convegno a Roma. La ricerca è stata autorizzata dall'Istituto Superiore di Sanità e concepita dall'associazione Neurothon. La prima parte della sperimentazione, iniziata il 25 giugno dello scorso anno con il primo trapianto al mondo di cellule staminali cerebrali umane, scevre da qualunque problematica etica e morale, è terminata con successo a fine marzo di quest'anno. Non sono stati rilevati eventi avversi legati alle procedure mediche con risultati migliori della sperimentazione parallela in corso in Usa.

«Siamo soddisfatti ed orgogliosi di aver mantenuto la promessa fatta ai nostri sostenitori, ai malati e alle loro famiglie, di avviare una sperimentazione di terapia cellulare sulla Sla» ha detto il professore Angelo Vescovi. «Il nostro è uno studio sperimentale condotto secondo i più rigorosi criteri scientifici ed etici, per una malattia neurologica mortale». La sperimentazione, ha precisato il biologo, viene svolta secondo la normativa internazionale in accordo alle regole dell'European Medicine Agency e con le cellule prodotte in stretto regime di norme di buona fabbricazione, vale a dire riconosciute dalle commissioni sanitarie nazionali come idonee all'utilizzo di studi clinici, con certificazione dell'Aifa, confermando l'Italia fra i paesi che fanno test di avanguardia nell'ambito delle staminali.

Alla luce dei dati preliminari dei primi test, l'Istituto superiore e l'Aifa hanno autorizzato l'avvio della seconda parte della sperimentazione che prevede il trapianto in zone più alte del midollo spinale, cioè nella regione cervicale. «La nostra ricerca - ha sottolineato Vescovi - è sostenuta da un'associazione no profit e il nostro metodo, in opera dal 1999, non è stato brevettato. Grazie al nostro metodo con pochissimi campioni di cellule fetali neuronali prelevate da aborti spontanei è possibile produrre una quantità illimitata di cellule staminali».

FONTE: Ansa.it
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16 giugno, 2013

USA, il genoma umano non è brevettabile

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Con una decisione all'unanimità, i giudici della Corte Suprema degli Stati Uniti hanno stabilito la non brevettabilità dei singoli geni appartenenti al patrimonio genetico degli esseri umani, aprendo altresì la strada alle proprietà intellettuali biologiche nel caso del DNA di sintesi realizzato in laboratorio.

La decisione pone fine alla lunga contesa legale che in questi anni ha coinvolto Myriad Genetics, società biotecnologica nota per aver ideato un test sui rischi di cancro ai seni o alle ovaie tramite l'isolamento dei geni BRCA 1 e BRCA 2, e quindi l'identificazione delle mutazioni dei predetti geni.

Myriad pretendeva di brevettare BRCA 1 e BRCA 2 per il semplice fatto di averli scoperti nei suoi laboratori, ma la Corte Suprema ha deciso altrimenti: i due tratti genetici rappresentano un prodotto della natura, quindi qualsiasi pretesa di brevettabilità è nulla e non può basarsi sulla sola identificazione.La sentenza USA pone un limite importante - e per certi versi storico - alla proliferazione del biotech protetto dai diritti d'autore e di invenzione, aprendo altresì la strada a metodi di test clinici alternativi - e magari concorrenziali dal punto di vista economico - che partano dalle stesse basi genetiche.

A Myriad non è andata come previsto, nondimeno le azioni della società sono salite in seguito alla sentenza della Corte Suprema. Il perché è presto detto: accanto alla non brevettabilità dei geni naturali, la Corte ha stabilito che i segmenti di DNA complementare sintetizzati in laboratorio a partire dagli elementi genetici originari possono essere sottoposti all'Ufficio Brevetti statunitensi per la concessione di un eventuale brevetto biotecnologico.

FONTE: Punto-Informatico.it
AUTORE: Alfonso Maruccia
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15 giugno, 2013

Sigaretta elettronica, denuncia del Salvagente: “Metalli pesanti nei liquidi”

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Piombo, cadmio, cromo e arsenico. Sono queste le sostanze tossiche, forse cancerogene, presenti nel liquido delle sigarette elettroniche. E’ questo il risultato dell’inchiesta del settimanale Il Salvagente, che ha fatto analizzare il liquido da un team del dipartimento di Farmacia dell’Università Federico II di Napoli. Dopo i test, il procuratore di Torino Raffaele Guariniello ha aperto un nuovo fascicolo nell’ambito dell’inchiesta sulle sigarette elettroniche.

I valori – ha spiegato Guariniello al settimanale – sembrerebbero molto elevati, in special modo in un campione, nel quale la concentrazione di arsenico sarebbe più elevata di quella ammessa per l’acqua potabile. Valuteremo attentamente”.

Ma la preoccupazione non si ferma alla concentrazione di liquido rilevata. Il settimanale avverte che “in assenza di una normativa di riferimento, che stabilisca le sostanze ammesse e i relativi limiti, nelle ricariche può finire di tutto”. Una situazione definita “fuori controllo dove, oltre a una regolamentazione di settore, mancano anche i controlli”. A preoccupare è principalmente l’assenza di una “valutazione del rischio”, in mancanza della quale “nessuno può stabilire gli effetti di una, seppur minima, quantità di arsenico o piombo assorbita dal corpo umano per inalazione”. I produttori contattati dal Salvagente, non sottovalutano il problema e hanno dichiarato di “monitorare la presenza dei metalli pesanti e chiedono “urgentemente una regolamentazione” che disciplini direttamente la produzione dei liquidi per le sigarette elettroniche.

Il Codacons corre ai ripari: “Avviare subito analisi a tappeto sui liquidi per e-cigarettes venduti in tutti i negozi d’Italia, ed il ministero della Salute, sulla base del principio di precauzione, disponga il sequestro dei prodotti pericolosi per la salute“.

FONTE: Il Fatto Quotidiano
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13 giugno, 2013

Test di Ingresso: il ministro Carrozza salva i "Bonus Maturità", previsti cambiamenti per il prossimo anno

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Il bonus maturità si salva, ma viene modificato in extremis. Così quest’anno debutterà finalmente il punteggio extra da assegnare ai test di ingresso delle facoltà a numero chiuso, in virtù del voto ottenuto dagli studenti all’esame di maturità. Una novità che era stata introdotta dal governo Prodi nel 2008, ma poi era stata rinviata anno dopo anno, finché l’ex ministro dell’Istruzione Francesco Profumo, a fine aprile, aveva dato il via libera. Ma le sue regole avevano creato polemiche per il rischio che proprio gli studenti più meritevoli venissero danneggiati. E così ieri Maria Chiara Carrozza, che ha preso il posto di Profumo in viale Trastevere, ha firmato un altro decreto ministeriale, con criteri del tutto nuovi.

Il voto di maturità non verrà più pesato in base ai risultati ottenuti nella stessa scuola nell’anno precedente, considerando la distribuzione nei cosiddetti ‘percentili’. Al punteggio dei test di Medicina, Odontoiatria, Veterinaria, Architettura e Professioni sanitarie verrà aggiunto un bonus compreso tra 1 e 10 punti, anziché 4 e 10. Lo otterranno tutti gli studenti con voto di maturità superiore a 80/100 e “non inferiore – si legge nel decreto – all’80esimo percentile della distribuzione dei voti della propria commissione d’esame nell’anno scolastico 2012/2013”. Ovvero, per aspirare al bonus, bisognerà essere nel 20 per cento più bravo degli studenti valutati dalla stessa commissione. Una volta rispettati questi due criteri, il punteggio extra verrà assegnato secondo la seguente tabella:

voto compreso tra 80 e 82 – 1 punto
voto compreso tra 83 e 85 – 2 punti
voto compreso tra 86 e 88 – 3 punti
voto compreso tra 89 e 90 – 4 punti
voto compreso tra 91 e 92 – 5 punti
voto compreso tra 93 e 94 – 6 punti
voto compreso tra 95 e 96 – 7 punti
voto compreso tra 97 e 98 – 8 punti
voto compreso tra 99 e 100 – 9 punti
voto pari a 100 e lode – 10 punti

Forse le nuove regole smorzeranno le polemiche, ma solo per quest’anno, visto che sono già state messe in discussione. “Il nuovo decreto ministeriale – fa sapere infatti il Miur – punta a mitigare quelle che sono state ritenute delle criticità”, ma non può intervenire in radice a causa dei vincoli imposti dal decreto legislativo del 2008, su cui non si può intervenire per decreto ministeriale. Per questo, Carrozza ha già insediato una commissione che dal prossimo anno apporterà nuove modifiche al bonus maturità, “al fine di garantire un sistema di accesso ai corsi a numero programmato equilibrato e che sia in grado di valorizzare le potenzialità dei candidati”.

FONTE: Il Fatto Quotidiano
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10 giugno, 2013

Lavoro e qualità di vita, Usa e Australia in testa. Ma l’Oriente avanza

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Stati Uniti, universo di opportunità in tutti i settori. Regno Unito, nuovo laboratorio mondiale dell’internet technology. Australia, polo in espansione per attività estrattive e ricerca, in grado di garantire un’ottima qualità della vita. Ma anche Hong Kong, Singapore ed Emirati Arabi. Occidente, ma non solo: gli orizzonti dei cervelli in fuga si fanno ogni giorno più ampi, la bussola sta già puntando verso l’Oriente e il Sud del mondo, che oggi paiono lontani ma che stanno scalando le classifiche dell’economia globale. Lo dicono i più recenti studi di Onu e Ocse, e lo dicono gli stessi expat, che la condizione di highly skilled migrants (migranti altamente qualificati, ndr) la vivono sulla propria pelle. E che forniscono un quadro chiaro sulle destinazioni più ambite in questo momento: al primo posto c’è l’America (24%), seguita da Gran Bretagna (13%) e Australia (13%).

La ricerca, pubblicata da Escp Europe, École supérieure de commerce de Paris, e dalla società di reclutamento globale Hydrogen e condotta su un campione di 2mila highly skilled workers residenti in 90 paesi (dagli imprenditori, ai senior manager di grandi aziende, ai lavoratori autonomi), analizza le dinamiche alla base delle migrazioni. Nonostante la crisi, gli Usa restano la terra promessa. Prima economia mondiale, sono un polo di attrazione gravitazionale per i professionisti in tutti i settori analizzati: scientifico, tecnologico, finanziario, minerario e legale. Un gradino più giù c’è l’Inghilterra, oggi il secondo technology hub mondiale dopo gli Usa. “Lì c’è la Silicon Valley – spiega Dan Fox, managing director of technology practice di Hydrogen – a Londra abbiamo la Silicon Roundabout a Old Street, dove nascono migliaia di start up hi-tech che richiamano giovani da tutta Europa”.

Il terzo posto dell’Australia si spiega con la possibilità di lavorare in settori ad altissima specializzazione (è seconda nel settore minerario, terza per finanza e ricerca, quarta nei comparti legale e hi-tech) sommata all’alta qualità della vita. Ma le nuove realtà hanno gli occhi a mandorla: infatti al quarto posto c’è Singapore, fucina di aziende che presto segneranno la strada in tema di ricerca scientifica e biotech e al quinto Hong Kong. E nelle nuove mete si parla anche arabo: negli Emirati, al nono posto davanti alla Germania, gli expat non pagano tasse e scelgono di rimanere sempre più a lungo grazie alla alta qualità della vita. Perché sulla scelta di una nuova patria non influiscono solo i fattori economici.

In base allo Human Development Index indicatore di sviluppo dal 1993 adottato dall’Onu accanto al Pil per misurare lo sviluppo umano nei paesi membri, nel 2013 Australia e Usa sono al secondo e al terzo posto al mondo dietro la Norvegia (mentre il Regno Unito crolla in 26esima posizione). Risultati sostanzialmente confermati da un altro indice, il Better Life Index elaborato dall’Ocse, tentativo di misurare “la felicità del cittadino”, secondo cui tra i paesi dalla qualità della vita più alta figura al primo posto l’onnipresente Australia, seguita da Svezia, Canada, Norvegia, Svizzera e Usa.

La prima discriminante nella scelta è il permesso di lavoro. Gli Usa sono la meta migliore, ma restare a lavorare è difficile: i visti H1B (per dipendenti) vengono assegnati una volta l’anno e i posti sono 65 mila. Per l’anno 2013-2014 le candidature si sono aperte il primo aprile: 4 giorni dopo ne erano arrivate 124 mila e si è proceduto per lotteria. I non estratti? Dovranno aspettare il primo aprile 2014 per presentare una nuova richiesta. Il procedimento è a carico del datore di lavoro e costa tra i 5 e i 15 mila dollari, indipendentemente dal fatto che la richiesta venga accettata o no. L’Australia è vivibile ma non facile da raggiungere: i professionisti in cerca di visto devono inserire i propri dati online nel programma governativo Skill Select e se la loro qualifica non è tra quelle richieste è inutile fare domanda.

Opposta la situazione nei paesi emergenti. Nel Golfo Persico ottenere il visto è facile: in Kuwait, dove su 1,2 milioni persone impiegate nel settore privato i locali sono solo 60mila, l’expat firma il contratto e dopo qualche settimana riceve il visto di residenza, lavoro e assistenza sanitaria. In Qatar si occupa di tutto l’azienda, e lo stesso avviene a Dubai. I paesi in crescita sono già più facili da approcciare, dunque, e rientrano nell’orizzonte di interesse di un numero sempre più elevato di highly skilled migrants. Entro il 2020 – si legge nel Rapporto sullo sviluppo umano dell’Onu – la produzione economica combinata di Brasile, India e Cina supererà le produzione aggregata di Canada, Francia, Germania, Italia, Regno Unito e Usa. Non è un caso quindi se, secondo Hydrogen e Escp Europe, la Cina è undicesima tra i paesi più desiderati, appena dietro la Germania locomotiva d’Europa. E neanche che dopo di lei ci sia il Brasile.

FONTE: Il Fatto Quotidiano
AUTORE: Marco Quarantelli
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07 giugno, 2013

Università, Test d'ingresso 2013 rinviati a Settembre, ecco le nuove date

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Fonti ministeriali fanno sapere che saranno posticipati a settembre i test d’ammissione per le facoltà a numero chiuso. Mercoledì sarà varato un decreto che stabilisce lo slittamento.

Il nuovo decreto ministeriale sulle modalità delle prove di ammissione ai corsi di laurea ad accesso programmato nazionale per l’anno accademico 2013-14,  sostituirà quello emanato il 24 aprile scorso e prevede la ridefinizione dei criteri di valorizzazione del percorso scolastico e il posticipo delle date delle prove a settembre. Così ripartite: il 3 settembre per i Corsi di Laurea e di Laurea Magistrale a ciclo unico, direttamente finalizzati alla formazione di Architetto, il 4 settembre per i Corsi di Laurea delle professioni sanitarie, il 9 settembre per i corsi di laurea magistrale in Medicina e Chirurgia e Odontoiatria e Protesi Dentaria, il 10 settembre per il corso di laurea magistrale in Medicina Veterinaria.

Il provvedimento, che mantiene la graduatoria nazionale, prevede dunque l’emanazione da parte delle Università di nuovi bandi entro il 25 giugno e, lo stesso giorno, la riapertura delle iscrizioni sul portale Universitaly con possibilità di aggiornare le informazioni, incluse le preferenze. La nuova scadenza per le iscrizioni on line sarà fissata al 18 luglio, mentre per il pagamento dei contributi di iscrizione presso le Università la scadenza sarà il 25 luglio.

Intanto il ministro per l’Istruzione Maria Chiara Carrozza, dai microfoni di Radio1 ha ribadito che “è fondamentale recuperare i 300 milioni di investimento del fondo di finanziamento ordinario per le Università statali, a partire da quest’anno. Questi soldi servono, eravamo al limite, ora siamo sotto al limite. Dobbiamo far laureare il 40 per cento della popolazione giovanile, perché l’Italia – ha spiegato – deve diventare il paese della conoscenza, della manifattura, tutte cose che diventano il motore dell’economia. Non dobbiamo vedere l’università come un luogo per elites, ma per intraprendere un percorso di crescita e far capire che il titolo di studio non è un pezzo di carta, ma strumento di sviluppo, di crescita”.

FONTE: Il Fatto Quotidiano
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Briciole di Medicina (18° Puntata) - Il Saturnismo

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Il piombo è un minerale, simbolo Pb, numero atomico 82. È un metallo tenero, denso, duttile e  malleabile, ha una bassa conducibilità, è molto resistente alla corrosione e parzialmente resistente agli acidi (resiste all'acido solforico, si scioglie con l'acido nitrico). Di colore bianco azzurrognolo, esposto all'aria si colora di grigio scuro. Si presume che tutto il piombo esistente sia derivato dal decadimento dell'uranio(U) 238 che si trasforma in piombo (Pb) con un tempo di dimezzamento di circa 4.51 miliardi di anni. 

Il piombo allo stato nativo esiste, ma è piuttosto raro. In genere viene trovato associato allo zinco, all'argento e principalmente al rame, viene quindi estratto insieme a questi metalli. Può inoltre ritrovarsi associato a zolfo o a carbonio, il minerale più comune è la galena (solfuro di piombo, PbS), che ne contiene l'86,6%. Altri minerali comuni sono la cerussite (carbonato di piombo, PbCO3) e l'anglesite (solfato di piombo, PbSO4). Gran parte del piombo in uso oggigiorno proviene però da fonti riciclate.

Il piombo è un metallo velenoso, può provocare intossicazioni sia di tipo sociale (extraprofessionale) sia di tipo professionale.

Modalità di intossicazione extraprofessionale:

·         Scarichi industriali (fonderie, industrie ceramiche, ecc.)
o    Via respiratoria
o    Catena alimentare
·         Pericolose modalità di conservazione e preparazione di cibi e bevande
o    Contenitori smaltati o chiusi con saldature con leghe al Pb contenenti cibi o bevande acidule
o    Bevande alcoliche preparate con serpentine con saldature al Pb
o    Tubature  contenenti  Pb  usate  per  la  distribuzione  di  acqua  potabile  che  oggi  non esistono quasi più
·         Picacismo  (frammenti  di vernice  muraria):  è un disturbo del comportamento alimentare che porta  a ingerire  frammenti  di vernice in bambini o in adulti. Può essere correlato a disturbo psichico oppure associato a disturbi pediatrici quali anemia infantile o celiachia infantile o parassitosi intestinale.
  
Modalità di intossicazione professionale:
 
-       Estrazione mineraria, raffinazione e manipolazione di piombo, rame, zinco, argento
-       Fabbricazione di derivati del piombo come arseniato di piombo o ossidi di piombo
-       Industria delle vernici, smalti e mastici
-       Industria e manutenzione degli accumulatori
-       Fabbricazione di tubature
-       Fabbricazione di proiettili e armi da fuoco
-       Industria delle ceramiche e delle stoviglie
-       Industria del cristallo e Vetrificazione delle terraglie
-       Industria della plastica e della gomma
-       Industria della stampa con uso di piombo (linotype, monotype, ect) e Cromolitografia
-       Sale per l’addestramento all’uso delle armi da fuoco
-       Operazioni di tempera dell’acciaio con bagni di piombo
-       Zincatura delle lamiere o stagnatura delle lamiere
-       Lavori di demolizione in ambito urbano o industriale
-       Riciclaggio dei metalli

Il Decreto legislativo 81 del 2008 ha indicato: 

-       il valore limite di esposizione ambientale in un turno lavorativo di 8 ore pari a 0,15 mg/m3

-       il valore limite biologico tollerato pari a 60 microgrammi/dl per gli uomini e 40 microgrammi/dl per le donne.

Modalità di assorbimento del piombo

·         Via alimentare (maggiormente in ambito extraprofessionale, tramite alimenti contaminati)

·         Via respiratoria (maggiormente in ambito professionale tramite vapori, fumi e polveri, soprattutto se le polveri hanno diametro inferiore a 10 micron)

·         Via cutanea (maggiormente Pb organico come Tetraetile, tetrametile, stearato, naftenato, ecc.)
Un esempio di assorbimento di piombo che si verificava tramite più modalità (inalato per vapori, per contatto cutaneo e per ingestione accidentale) è dato dalla vecchia “benzina piombata”, cioè benzina in cui veniva aggiunto tetraetile di piombo con effetto antidetonante. Attualmente tale molecola non viene più utilizzata a tale scopo, la benzina è stata arricchita di amine aromatiche le quali tuttavia sono più cancerogene, soprattutto se il veicolo non è dotato di marmitta catalitica. 

Modalità di distribuzione in circolo del piombo

Si distribuisce al sangue, laddove risiede maggiormente all’interno dei globuli rossi e in piccola parte (10% circa) nel plasma legato a proteine o come frazione libera. Si distribuisce poi ai tessuti di accumulo, in particolare il tessuto osseo, laddove si deposita nel tessuto trabecolare e nel tessuto corticale compatto. La emivita del piombo nel tessuto osseo è di 7 anni. E i tessuti di fegato e rene, laddove la emivita è di 2 mesi.

L’escrezione avviene:

·         Via fecale (bile, secreto pancreatico, secreto gh. Intestinali, perdita epitelio intestino)
·         Escrezione urinaria (filtrazione glomerulare, escrezione tubulare)
·         Latte
·         Sudore
·         Annessi cutanei (Capelli & Unghie)

Patologia e clinica

L’avvelenamento da piombo prende il nome di Saturnismo. L’intossicazione può essere acuta o cronica.
Gli effetti tossici si manifestano principalmente a carico di:
1)    Midollo osseo (interferenza con l’emopoiesi e con l’emoglobinogenesi)
2)    Sistema nervoso (encefalopatia saturnina, danni ai nervi periferici)
3)    Rene (nefropatia da tubulopatia, insufficienza renale acuta o cronica, rene grinzo saturnino)

ð  ALTERAZIONI NELLA SINTESI DELL’EMOGLOBINA

Il piombo provoca un arresto della sintesi dell’eme, e quindi dell’emoglobina, in quanto interferisce con tre enzimi della catena biochimica:
1-    Ala sintetasi (forme severe, croniche, mancata sintesi di acido delta-amino-levulinico)
2-   Ala deidratasi (forme acute, mancata sintesi del porfobilinogeno dalla ALA)
3-   Ferro chelatasi (forme acute, mancata associazione del ferro alla protoporfirina 9°)
Ciò determina nei soggetti avvelenati la comparsa di anemia, solitamente ipocromica. Nel sangue e nelle urine di un soggetto con avvelenamento da piombo troveremo:
1)    Aumento dell’acido delta-Amino-Levulinico (forme acute, nelle forme croniche diminuzione) nel plasma e nelle urine
2)    Aumento della copro-porfirina 3° nel plasma e nelle urine
3)   Diminuzione intraeritrocitaria dell’enzima Ala-deidratasi e dell’enzima ferro-chelatasi
4)   Aumento del contenuto di Protoporfirina 9° negli eritrociti
5)   Aumento del contenuto di Zinco-protoporfirina 9° nel plasma
6)   Aumento del contenuto di Ferro circolante e della Transferrina
A livello del midollo osseo troveremo:
1)   Deficit di maturazione degli eritroblasti
2)   Aumento del numero di reticolociti circolanti
3)    I reticolociti avranno una tipica punteggiatura basofila da precipitato proteico e una minore resistenza alle variazioni osmotiche
Inoltre si avrà una diminuzione della emivita eritrocitaria (< 120 giorni) e un  lieve aumento funzionale del volume splenico per incremento della emocateresi. 

ð  ALTERAZIONI A LIVELLO RENALE

I reni possono essere l'obbiettivo della tossicità da piombo sia acutamente che cronicamente; infatti l'effetto tossico diretto sull'epitelio tubulare e lo spasmo delle arteriole renali può essere responsabile di un'insufficienza renale acuta con proteinuria e cilindruria grave.
L'esposizione cronica provoca invece il cosiddetto rene grinzo saturnino, condizione di insufficienza renale cronica dovuta all'ischemia cronica per spasmo arteriolare.
La conseguente ipertensione arteriosa è responsabile dell'aumentato rischio cardiovascolare nei soggetti esposti a piombo.
La gotta saturnina è invece dovuta alla diminuita escrezione di acido urico  (iperuricemia per danno tubulare).

ð  ALTERAZIONI A LIVELLO DEL SISTEMA NERVOSO CENTRALE E PERIFERICO

Il piombo (grave esposizione acuta o subacuta) esplica effetti tossici diretti a livello del sistema nervoso centrale per spasmo delle arteriole e conseguente edema cerebrale diffuso. Per dosi intossicanti generalmente > 150 microgrammi/dl, si ha l’instaurarsi di una gravissima forma di intossicazione detta Encefalopatia saturnina acuta, con convulsioni e coma.
Il sistema nervoso periferico è invece interessato nelle forme croniche, con polineuropatia e paralisi periferica (tipica è la paralisi del nervo radiale, si avrà un rallentamento della velocità di conduzione del nervo per fenomeno di demielinizzazione (riscontrabile in diagnosi mediante ElettroMioGrafia, si ha paralisi dei muscoli del gruppo posteriore di braccio e avambraccio con difficoltà motorie a gomito e polso e ipoestesia della pelle dorsale delle dita centrali della mano. Non si ha paralisi delle dita della mano perché queste sono innervate dal solo nervo mediano).

ð  ALTERAZIONI A LIVELLO GASTROENTERICO

A livello dell'apparato gastroenterico il piombo è responsabile della colica saturnina, dolore addominale “a cintura” (simile a pancreatite) di tipo spastico dovuto alla diretta azione del piombo sulla muscolatura liscia intestinale, parzialmente risolvibile con spasmolitici. A questa si associa stipsi e meteorismo, manifestazioni tipicamente preceduti da dolenzia addominale diffusa e sapore metallico in bocca.
La deposizione del metallo in sede gengivale è responsabile del colorito bluastro (Orletto di Burton) visibile a livello del colletto degli incisivi esterni e dei canini. Si origina per reazione del piombo presente nei capillari con l'idrogeno solforato dei residui alimentari.

Ø  ALTERAZIONI RICONDUCIBILI AD AVVELENAMENTO ACUTO

·         Nausea, vomito, diarrea, scialorrea, sapore metallico, intensi dolori addominali
·         Anemia emolitica
·         Ittero per epatopatia (anche lieve)
·         Insufficienza renale acuta
·         Encefalopatia saturnina (convulsioni, ipertensione cerebrale, edema cerebrale)

Ø  ALTERAZIONI RICONDUCIBILI AD AVVELENAMENTO CRONICO

·         anemia (con alterazioni eritrocitarie: aumento delle protoporfirine, alterazioni mitocondriali, eritrociti immaturi in circolo)
·         disturbi trofici gengivali (orletto di Burton)
·         encefalopatia da piombo, cefalea, amnesia, alterazioni cognitive, astenia, parestesia ed irritabilità, nervosismo, disturbi psichici, tremori
·         nefrosclerosi con: ematuria, proteinuria, cilindruria, oliguria e ipertensione
·         colica saturnina: dolore addominale a cintura (tipo pancreatite) provocato dalla contrazione della muscolatura liscia della parete intestinale (attenuabile tramite gluconato di calcio), nausea vomito, stipsi
·         elevata incidenza di mortalità neonatale
·         documentata infertilità nella donna; nell’uomo si evidenzia oligospermia
·         paresi del radiale;
·         anoressia, calo ponderale, astenia degli estensori, colorito cinereo del volto,
·         alterazione del metabolismo purinico, gotta acuta saturninica
·         Nefropatia cronica (rene grinzo saturnino) con ipertensione arteriosa e IRC
·         Gastrite cronica e duodenite, coliche persistenti
·         Vasculopatia e cardiopatia ipertensiva

DIAGNOSI DI AVVELENAMENTO DA PIOMBO

Oltre a contesto anamnestico ed obiettivo, esistono indicatori di dose (esami che indicano la dose alla quali si è stati esposti) e indicatori di effetto (indicatori dell'effetto sull'organismo dell'esposizione al piombo).

Indicatori di dose

·         Piombemia corretta per la conta dei globuli rossi (talora gli stati anemici conseguenti all'esposizione al piombo possono dare falsi negativi), indicatore di esposizione. Non è un indicatore adatto per stimare le riserve tissutali.
 
·         Piombemia dopo somministrazione di 1 g di un chelante del piombo, il Ca-Na2-EDTA. Se elevata, indica la presenza di riserve tissutali.

·         Piomburia corretta per la conta dei globuli rossi. Si eleva dopo due settimane; come per la piombemia, non è un indicatore adatto per stimare le riserve tissutali.

Indicatori di effetto

·         Acido delta aminolevulinico deidratasi eritrocitaria: la sua inibizione è l'indice più affidabile e più precoce di esposizione al piombo. Deve però essere ricordato che esposizioni croniche o recenti all'alcool possono inibire l'enzima, inoltre l’esame può essere poco indicativo se vi è una pre-esistente anemia iper-rigenerativa. Per cessazione all’esposizione si normalizza rapidamente.

·         Zinco-Protoporfirina IX eritrocitaria: la valutazione della concentrazione di questa molecola correla direttamente con l'azione biologica del piombo. Rimane elevata per alcuni mesi, rendendola efficace per valutare i depositi di piombo tissutale.

·         Acido delta aminolevulinico urinario: aumenta in corso di intossicazioni da piombo e di porfiria acuta intermittente (con problemi di diagnosi differenziale).

·         Coproporfirine urinarie: diminuiscono rapidamente dopo esposizione e rappresentano un buon indice di esposizione acuta.
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