AFORISMA DEL GIORNO

10 luglio, 2013

Diabete, è allarme in Basilicata: cresce la prevalenza di nuovi casi rispetto al resto del paese

Sono “preoccupanti” i dati sulla diffusione del diabete in Basilicata, la percentuale di diabetici in regione è del 6,9%, un dato questo superiore alla media nazionale che si attesta al 5,5% e tra i più elevati d’Italia con un tasso di mortalità che nel 2009 era di 35 casi su centomila persone, in linea con il trend italiano.

Un dato certamente preoccupante quello che si legge nel “Libro Bianco sul diabete” presentato ieri mattina nell’auditorium dell’ospedale San Carlo di Potenza. A pesare sulla popolazione lucana è il forte impatto dell’obesità, il rapporto denuncia che il 32,9% dei soggetti residenti in Basilicata, principalmente rientranti nella fascia di età compresa tra i 6 e i 17 anni, risulta in eccesso di peso, un dato notevolmente superiore al valore nazionale. In regione ci si muove poco, ad impattare negativamente sono anche la sedentarietà e la mancanza di attività fisica, in regione il 48,4% della popolazione non pratica alcuno sport o attività fisica. In più la Basilicata si contraddistingue per un consumo ridotto di ortaggi, frutta e verdura, il consumo di alimenti ricchi di grassi risulta piuttosto elevato fra i lucani, infatti il 30,9% degli abitanti consuma snack più di una volta a settimana, infine risulta elevato anche il consumo di dolciumi, il 49,8% ne consuma più di una volta a settimana, sebbene alto questo dato è in linea con il trend nazionale. Tutto questo rende i lucani a forte rischio diabete.

Il “Libro Bianco” è un report sulla patologia diabetica nato dalla collaborazione tra l’Osservatorio regionale sul diabete e l’Istituto di igiene dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. “Presentare il primo Libro Bianco sul diabete significa fare una fotografia sulla stato di salute dei lucani – ha detto Attilio Martorano, assessore regionale alla Sanità – da qui partiamo per porre in essere una intensa e articolata lotta al diabete, e lo facciamo con due progetti, da un lato orientanti alla conoscenza delle cause di questa malattia e dall’altro con un’ iniziativa che miri alla prevenzione”.

FONTE: Nuova del Sud

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