AFORISMA DEL GIORNO

31 ottobre, 2012

Il DL Sanità è legge, dall'intramoenia all'aranciata, ecco cosa cambierà

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L'aula del Senato ha approvato la fiducia posta dal governo al decreto sanitá, con 181 voti a favore, 43 contrari e 23 astenuti. Il provvedimento, che era giá stato approvato dalla Camera, diventa legge. Il decreto convertito in legge prevede nuove norme per la nomina dei manager sanitari e dei primari, la riorganizzazione della medicina territoriale, che dovrà diventare un servizio disponibile h24 per i cittadini, e dell'attività intramuraria dei medici pubblici. Ma anche tempi certi per l'aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza, regole più stringenti per prevenire la ludopatia e scoraggiare il gioco d'azzardo, soprattutto fra i minori. Sono alcuni dei contenuti del decretone sanità approvato oggi in via definitiva al Senato visto che a Palazzo Madama non sono state apportate ulteriori modifiche rispetto a quelle già votate a Montecitorio dove il decreto è passato lo scorso 18 ottobre.

ASSISTENZA TERRITORIALE H24 - Il decreto rivede l'assistenza territoriale nell'ottica di creare servizi h24 (saranno le Regioni a occuparsi della riorganizzazione). Nasceranno le unità complesse di cure primarie: le Regioni dovranno favorire la costituzione di reti di «poliambulatori territoriali dotati di strumentazione di base, aperti al pubblico per tutto l'arco della giornata, nonchè nei giorni prefestivi e festivi con idonea turnazione, che operano in coordinamento e in collegamento telematico con le strutture ospedaliere».

INTRAMOENIA SI CAMBIA - Dopo anni di deroghe si mette mano all'attività professionale intramoenia dei medici del Ssn. Entro il 31 dicembre prossimo le aziende sanitarie dovranno fare una ricognizione «straordinaria» degli spazi disponibili per l'attività libero professionale. Laddove questi dovessero mancare si può consentire ai medici di operare a studio oppure appoggiarsi a strutture esterne. Ma bisognerà, senza nuovi oneri per lo Stato, adottare sistemi e moduli organizzativi e tecnologici «che consentano il controllo dei volumi delle prestazioni libero-professionali, che non devono superare, globalmente considerati, quelli eseguiti nell'orario di lavoro». questo per evitare abusi.

MEDICINA DIFENSIVA KO - «L'esercente la professione sanitaria che nello svolgimento della propria attività si attiene a linee guida e buone pratiche accreditate dalla comunità scientifica non risponde penalmente per colpa lieve». È la modifica introdotta alla Camera per bloccare il ricorso alla medicina difensiva che ha alti costi per il paese.

NOMINE DI MANAGER E PRIMARI, SI CAMBIA - Cambiano le norme per la nomina di manager della sanità e primari. Ogni Regione «provvede alla nomina dei direttori generali delle aziende e degli enti del Servizio sanitario regionale» attingendo «all'elenco regionale di idonei» costituiti «previo avviso pubblico e selezione effettuata da parte di una commissione costituita in prevalenza da esperti indicati da qualificate istituzioni scientifiche indipendenti dalla regione medesima». Gli elenchi «sono periodicamente aggiornati». Per i primari la selezione viene effettuata da una commissione composta dal direttore sanitario dell'azienda interessata e da 3 direttori di struttura complessa nella medesima disciplina dell'incarico da conferire, individuati tramite sorteggio da un elenco nazionale nominativo costituito dall'insieme degli elenchi regionali dei direttori di struttura complessa appartenenti ai ruoli regionali del Servizio sanitario nazionale. La commissione elegge un presidente. In caso di parità nelle deliberazioni della commissione prevale il voto del presidente. La commissione riceve dall'azienda il profilo professionale del dirigente da incaricare. Sulla base dell'analisi comparativa dei curricula, dei titoli professionali, la commissione presenta al direttore generale una terna di candidati idonei formata sulla base dei migliori punteggi attribuiti. Il direttore generale individua il candidato da nominare nell'ambito della terna predisposta dalla commissione. Se intende nominare uno dei due candidati che non hanno conseguito il migliore punteggio, deve motivare analiticamente la scelta.

ALCOL E TABACCHI OFF LIMITS PER UNDER 18 - Chiunque vende bevande alcoliche ha l'obbligo di chiedere all'acquirente l'esibizione di un documento di identità, tranne nei casi in cui la maggiore età dell'acquirente sia manifesta. È prevista una sanzione da 250 a 1.000 euro a chiunque venderà alcol a minori e da 500 a 2.000 in caso di recidiva con la sospensione per 3 mesi dell'attività. Anche i distributori automatici dovranno adeguarsi alla novità. Off limits per i minori anche i prodotti da fumo (ora il limite era a 16 anni) con sanzioni per gli esercenti da 250 a 1.000 euro, che vanno da 500 a 2.000 euro con la sospensione della licenza per tre mesi in caso di recidiva.

GIOCHI ON LINE VIETATI IN PUBBLICI ESERCIZI - «È vietata la messa a disposizione presso qualsiasi pubblico esercizio di apparecchiature che, attraverso la connessione telematica, consentano ai clienti di giocare sulle piattaforme di gioco messe a disposizione dai concessionari on-line, da soggetti autorizzati all'esercizio dei giochi a distanza, ovvero da soggetti privi di qualsiasi titolo concessorio o autorizzatorio rilasciato dalle competenti autorità».

LUDOPATIE E SLOT DA RICOLLOCARE - Scattano maggiori tutele nei confronti dei minori per evitare che siano vittime di chi pubblicizza i giochi con vincita: niente spot al cinema durante i film per piccoli, niente pubblicità sulla stampa dedicata o durante (ma anche mezz'ora prima e dopo) le trasmissioni tv per under 18. Raddoppiano i controlli annui (ora saranno diecimila) destinati al contrasto del gioco minorile, nei confronti degli esercizi dove si trovano slot machine. Sarà poi necessario un piano di ricollocazione delle slot machines lontano da zone sensibili come scuole o luoghi di culto. Le pubblicità dei giochi dovranno indicare le probabilità di vincita.

ARANCIATE MAI PIÙ SENZA ARANCE - Le aranciate (o limonate), anche quelle con nomi di fantasia, per conservare questa denominazione in etichetta dovranno contenere il 20% di frutta (oggi è il 12%). Una disposizione che si applica «a decorrere dal nono mese successivo alla data di entrata in vigore della legge di conversione» del decreto, previo perfezionamento, con esito positivo, della procedura di notifica di cui alla direttiva 98/34/CE. Le bevande prive del contenuto minimo obbligatorio, prodotte prima della data di inizio dell'efficacia delle disposizioni di legge, «possono essere commercializzate entro gli otto mesi successivi a tale data».

FONTE: Adnkronos
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24 ottobre, 2012

Vaccini antiinfluenzali a rischio, bloccate 8 milioni di dosi: "Servono accertamenti"

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Il ministero della Salute e l'Aifa hanno disposto il divieto immediato a scopo cautelativo e in attesa di ulteriori indagini dell'utilizzo dei seguenti vaccini antinfluenzali:
1) Agrippal
2) Influpozzi sub unità
3) Influpozzi adiuvato
4) Fluad

Ai cittadini è richiesto di non acquistare nè utilizzare tali vaccini fino a nuova comunicazione in proposito. I vaccini sottoposti a divieto sono prodotti dall'azienda Novartis. L'Aifa, sulla base della documentazione presentata dall'azienda, ha stabilito la necessità di ulteriori verifiche circa la qualità e la sicurezza degli stessi, dal momento che questi potrebbero presentare una aumentata reattogenicità, cioè la capacità di indurre effetti collaterali e reazioni indesiderate. Il ministro della Salute, Renato Balduzzi, sta seguendo da vicino la situazione.

Si stima siano di 6 milioni le dosi di vaccino della Novartis sul mercato italiano mentre nel complesso si utilizzano 12-14 milioni di dosi per campagna antinfluenzale. Ma, secondo quanto si è appreso, il provvedimento di divieto di acquisto e utilizzo per il momento avrebbe riguardato solo le circa 500 mila dosi attualmente distribuite. Con lo stop alla distribuzione delle 2,3 milioni di dosi dell'azienda olandese Crucell al momento quindi potrebbero mancare per l'avvio della campagna, se i provvedimenti venissero confermati, oltre 8 milioni di dosi.

«La produzione di vaccini contro l'influenza - commenta Walter Ricciardi, direttore dell'Istituto di igiene della Facoltà di Medicina e chirurgia dell'Università Cattolica di Roma - non è qualcosa che si improvvisa ed è molto complicata. A questo punto credo non si possa che dire che questo è un brutto colpo per la campagna vaccinale italiana. Non si è ben capito cosa sia successo e quale sia il problema. Credo che questi vaccini siano già stati distribuiti, ma che non ci sia comunque il rischio che qualcuno sia già stato utilizzato. La "macchina" della campagna vaccinale è infatti in ritardo, non è ancora partita e per la maggior parte avrà inizio la prossima settimana». Sul tema interviene anche il virologo dell'Università di Milano Fabrizio Pregliasco, che lancia l'allarme: «Stimiamo che il vaccino dimezzi la mortalità annua, quindi se non ci si vaccina potenzialmente potremmo avere il doppio dei morti per influenza o per i suoi effetti collaterali» «Allo stato - ammette Pregliasco - la situazione comincia a farsi preoccupante: mancano ben oltre la metà delle dosi necessarie (ogni anno vengono impiegate circa 12 milioni di dosi, ndr), quindi oggi la disponibilità del vaccino è compromessa. Naturalmente credo che il ministero prenderà provvedimenti per raggiungere comunque il fabbisogno, anche se Novartis è una grande multinazionale, se ci sono problemi con i vaccini italiani potrebbero esserci anche all'estero».

Ma i medici di famiglia, nel frattempo, invitano a non cadere in facili allarmismi. Malgrado la partenza come minimo a singhiozzo della campagna vaccinale, considerate le dosi che mancano all'appello all'avvio, secondo il segretario della Federazione dei medici di famiglia, Giacomo Milillo, «la campagna dovrebbe partire senza troppi problemi: il ministero ci ha appena assicurato di aver autorizzato la distribuzione di 7,5 milioni di dosi».

Fonte: Corriere.it
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13 ottobre, 2012

Riforma delle pensioni e settore sanitario, emendamento salva-posti ma il Governo va all'attacco

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La commissione Affari sociali della Camera ha approvato oggi un emendamento al decreto sanità che rinvia l'applicazione della riforma ai lavoratori del servizio sanitario fino al 2014. Una scelta che ha incontrato l'opposizione netta del governo e del ministro Fornero, che dicono all'esenzione "per intere categorie".

Se le norme diventassero legge quindi, i dipendenti del Ssn potrebbero essere "salvaguardati" rispetto all'inasprimento delle regole sull'accesso che vale per gli altri lavoratori sottoposti alla riforma, andando in pensione con le vecchie regole. L'idea è liberare risorse pensionando tutti quei lavoratori ("cuochi, addetti alle pulizie, uscieri, guardie", spiega uno dei relatori del provvedimento, Lucio Barani del Pdl) a carico delle strutture sanitarie le cui mansioni sono state però affidate a società esterne, "permettendo di assumere medici e infermieri" che sono solo una minoranza dei pensionati.

Ancora Barani: "Si tratta di alleggerire economicamente  il Sistema sanitario nazionale, pensionando quanti sono impossibilitati a svolgere il proprio lavoro, causa l'affidamento a terzi delle loro mansioni, a beneficio del bene primario della salute".

Ma il governo è contrario alla modifica. Il ministro Fornero ha fatto sapere che "non ci sono fratelli maggiori e fratelli minori. Questa riforma pensionistica vale per tutti - ha aggiunto - il Governo è impegnato eventualmente a cercare nell'ambito delle situazioni di persone che possono rischiare di trovarsi nel 2013-2014 senza reddito e senza lavoro, altre cause giuste meritevoli di salvaguardia, direi che quella è l'unica cosa. Non credo che si possa pensare ad esenzioni di intere categorie. Questo trova il governo in netta opposizione".


FONTE: Repubblica.it
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08 ottobre, 2012

Premio Nobel per la Medicina a John Gurdon e Shinya Yamanaka per la loro ricerca nel campo delle staminali

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Può una cellula matura tornare bambina? E può un organismo adulto ritornare embrione? I due esperimenti che sembrano capovolgere le regole della logica oltre che della biologia sono stati portati a termine a oltre 40 anni da distanza l'uno dall'altro dallo scienziato inglese John Gurdon,79 anni, e da quello giapponese Shinya Yamanaka, 50 anni, che oggi hanno vinto il Nobel per la medicina.

Gordon è il padre storico della clonazione, che tanto fermento ha causato sul fronte della bioetica. Yamanaka quegli stessi malcontenti ha invece contribuito a sedarli, inventando una tecnica che permette di ottenere cellule staminali senza bisogno di toccare gli embrioni. Entrambi sono riusciti a invertire le lancette del tempo della vita "riprogrammando" individui e cellule adulti per riportarli allo stato embrionale.

Con un esperimento che è diventato un classico dei manuali di biologia, Gurdon nel 1962 clonò una rana. Prese una cellula da un individuo adulto. Ne isolò il nucleo e lo inserì all'interno di una cellula uovo dopo aver rimosso il nucleo originario di quest'ultima. Ne nacque un girino in piena salute. Il nucleo di una cellula di una vecchia rana era stato in grado di guidare la cellula uovo verso la formazione di una rana giovane. "Gordon  -  scrive oggi l'Accademia delle Scienze di Stoccolma che assegna il Nobel  -  aveva scoperto che la specializzazione delle cellule è reversibile".

Dagli anni '60 a oggi la clonazione venne replicata su molte specie animali (famosi la pecora Dolly e il cane Snuppy) e divenne quasi un fenomeno da baraccone, con la setta dei raeliani intenta a clonare un essere umano e speculazioni sul modo migliore per riportare in vita un dinosauro. Difficilmente questa tecnica avrebbe potuto dare una mano concreta alla medicina senza l'aiuto di Yamanaka, che nel 2006 prese delle cellule adulte di topo e inserendovi una manciata di geni le trasformò in staminali dalle caratteristiche del tutto simili alle cellule di un embrione. L'esperimento di Yamanaka era estremamente semplice ed elegante. Come una sorta di pietra filosofale, il suo metodo forniva ai medici staminali in quantità per tentare di curare le malattie più svariate, e senza bisogno di distruggere embrioni.

Le staminali di Yamanaka (chiamate ips, induced pluripotent stem cells) sono oggi il cuore dell'attività della maggior parte dei laboratori di medicina rigenerativa. Non sono ancora state usate in esperimenti sull'uomo perché si è notato che il loro Dna non è in ordine al 100 per cento. Ma gli scienziati giudicano questi problemi in via di risoluzione. Le cellule di un paziente malato potranno un giorno essere prelevate, trasformate in staminali grazie al metodo di Yamanaka e poi fatte specializzare nel tipo di tessuto richiesto per correggere diabete, lesioni al midollo spinale, distrofie muscolari e tutte le malattie che la medicina rigenerative promette un giorno di trattare.

Il Nobel al tandem Gurdon-Yamanaka dimostra come una scoperta di biologia fondamentale apparentemente inutile (la clonazione di un girino) possa portare un giorno a delle applicazioni reali in medicina. Anche se nel mezzo ci sono ben 40 anni di sforzi e di ricerche, un tempo infinito per chi ha una malattia da combattere oggi.

Il premio Nobel per la medicina è il primo ad essere annunciato. Domani è il turno della fisica, mercoledì della chimica e giovedì della letteratura. A causa della crisi economica, la fondazione Nobel quest'anno ha diminuito il montante del premio del 20 per cento, stabilendolo a 8 milioni di corone (930.940 euro) contro i 10 milioni in palio dal 2001.

Autrice: Elena Dusi
FONTE: Repubblica.it
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SENTIERI DELLA MEDICINA

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