AFORISMA DEL GIORNO

28 settembre, 2012

Unime, problemi ai server per l'iscrizione online, prorogati i termini al 31 ottobre

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Mattinata di ordinaria follia a Palazzo Mariani, sede di diverse segreterie universitarie e dove al Front-Office sono attive alcune postazioni presso le quali gli studenti avranno la possibilità di essere supportati all’iter della procedura on line. A creare il caos proprio la procedura on line, visto che per tutta la giornata il server dell’Ateneo si è bloccato, di fatto non consentendo agli studenti di formalizzare l’iscrizione o l’immatricolazione. Diversi gli studenti che si sono recati allora agli sportelli delle segreterie per formalizzare l’iscrizione senza passare da internet. Inevitabili le lunghe file e la ressa. «È vero – ha commentato il dirigente dei servizi didattici Fausto Gennuso – abbiamo
avuto questo problema al server, ma nel pomeriggio il problema è stato risolto. Abbiamo, comunque, già provveduto a prorogare i termini, proprio per consentire agli studenti di iscriversi e immatricolarsi con serenità». Stamani, infatti, il rettore Franco Tomasello firmerà la proroga dei termini che in un primo momento erano fissati per il 1 ottobre e che adesso, invece, scadranno il 31 ottobre.

Fonte: Gazzetta del Sud
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13 settembre, 2012

Test di Ingresso 2012: Messina penalizzata, passano il test solo in 147 su 1090 posti regionali

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Ufficializzata dal Ministero la graduatoria generale: il primo studente peloritano è solo al 31esimo posto, a Catania boom di “cervelloni”. Tante perplessità sul regolamento delle università-aggregate e sulle modalità adottate negli altri atenei.

Nella graduatoria finale dei 1.090 aventi diritto al posto, quella complessiva che aggrega le Università di Messina, Catania, Catanzaro “Magna Grecia” e Palermo, il primo messinese figura solo in trentunesima posizione. Nei primi cento posti ci sono, invece, ben 53 catanesi (32 i palermitani). Un exploit quello degli studenti etnei che viene confermato scorrendo la graduatoria, visto che sono ben 98 nei primi 200 gli studenti che hanno sostenuto l’esame a Catania. Cosa vuol dire in termini pratici. Significa, vista la nuova normativa, che i 215 posti che spettano alla Facoltà di Medicina dell’Università di Medicina e Chirurgia saranno occupati da 147 “messinesi” (ovvero studenti che hanno svolto i test nella città dello Stretto) e per i restanti 68 posti da giovani catanesi (per lo più) e palermitani. Sui 1.090 previsti per le quattro facoltà di posti di Medicina e Chirurgia, infatti, ben 434 sono andati a catanesi, 417 a palermitani, 147 a messinesi e 88 a catanzaresi.

Il test di medicina a Messina è stato criticato anche quest'anno. Perché? Per via del fatto che in altre sedi gli studenti si mettevano uno attaccato all'altro e a Messina c'era un posto di distanza e che forse questo ha influito nel fatto che solo 147 su 1090 sono messinesi, mentre i posti sono 215. La risposta del Consiglio del C.d.L. in Medicina e Chirurgia: "Ogni anno a Messina, c'erano altrettante persone non Messinesi, provenienti da Catania-Palermo-Agrigento ecc ecc. che vista l'opportunità, quest'anno sono rimasti nelle proprie sedi a svolgere il test, ma che in caso contrario sarebbero entrate direttamente qui. Noi non siamo in deficit, perché abbiamo seguito scrupolosamente il regolamento, forse altri no."


Fonte: www.unime.eu e Gazzetta del Sud
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04 settembre, 2012

Test di Ingresso 2012: domande su "Spread" e "Imu", ma anche Pascoli, Carducci e indovinelli su date di nascita...

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Dopo due ore, gli oltre 9mila aspiranti medici negli atenei della capitale sono usciti dalle aule. Ancora frastornati e agitati ma con la speranza di aver risposto correttamente alle domande dei test d'ammissioni alla facoltà di Medicina, quest'anno scanditi da varie proteste. C'è chi si confronta con gli altri compagni, chi preferisce tornare a casa. Ma su un argomento sono tutti d'accordo: "Gli argomenti di biologia erano troppo difficili" ripetono in coro gli studenti. Più semplici invece quelle di cultura generale.

Ecco qualche domanda: "Quando è stato costruito il muro di Berlino?", "Ordinare dal più antico al più recenti i primi Nobel italiani", da Fo a Pirandello, "Quali sono le vaccinazioni non più obbligatorie?", "Se si tirano i dadi cinque volte, quante probabilità che escano numeri pari?", "Quale tra questi stati era indipendente negli anni Ottanta?". Non è mancato il "tormentone" spread arrivato anche nei test universitari. I ragazzi in uscita a Roma dalle prove di Medicina hanno raccontato infatti che in una delle domande si chiedeva cosa fosse. C'era anche un quesito sul calcolo dell'Imu, la nuova tassa sugli immobili. E tra le domande di cultura generale rientravano anche Pascoli e Carducci. E ancora si chiedevano il contrario di "etereo", il sinonimo di "fallace" o il calcolo dell'anno di nascita di due persone nate entrambe di martedì ma una l'8 febbraio e l'altra l'8 marzo. Mani nei capelli e attacchi di panico che hanno fatto perdere a tanti candidati minuti preziosi per rispondere ad altri quesiti: il ciclo di Krebs, il corpo di Barr, il sistema linfatico, la celiachia, il quadrato perfetto, l'area di un triangolo. Questo ricordano i giovani appena usciti dalle aule trafelati.

In fisica, hanno detto i ragazzi, "erano previsti molti calcoli". C'è chi ha trovato "difficile" la domanda sull'Imu, come Greta e Sofia, amiche e al secondo tentativo a Medicina. "Il compito non era difficilissimo, ma con fisica ho avuto qualche difficoltà", ha spiegato invece Urbano all'uscita dal test della Sapienza. Fisica e chimica hanno messo in difficoltà i ragazzi. Ma la materia che ha dato più filo da torcere ai candidati è stata biologia "sicuramente più difficile dello scorso anno".

Così dopo le polemiche dei giorni passati, sollevate dal primario professor Remuzzi, sulla scarsa valenza di alcuni quesiti nelle prove simulate presenti sui siti ministeriali, sembra che oggi il test fosse del tutto alla portata della preparazione degli studenti. O almeno è quanto emerge dalle interviste a caldo realizzate dal portale Skuola.net fuori dai cancelli dell'ateneo romano. Gli 11 quesiti di chimica sono stati giudicati tra i più difficili tra gli 80 proposti, mentre sono state considerate fattibili le 40 domande di logica e cultura generale. Gli studenti non hanno rilevato alcuna domanda bizzarra o particolare.

Il Codacons lancia un appello a Mario Monti e al ministro Francesco Profumo perché eliminino i test di ammissione e rendano libero l'accesso all'università. "Se, infatti, la Corte Costituzionale - spiega  Francesco Tanasi, segretario nazionale dell'associazione - definisse incostituzionale il numero chiuso, cosa probabile essendo lesivo del diritto allo studio e del libero accesso alle professioni, garantiti dalla Carta Costituzionale agli articoli 3, 33 e 34 e dalle direttive comunitarie, scatterebbe una maxi class action per i non ammessi". Per questo il Codacons ha già provveduto a diffidare il ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca chiedendo l'eliminazione dei test di ammissione. "Il numero chiuso all'università - afferma Tanasi - è assurdo e antistorico. Peraltro i test di ammissione, con domande magari di cultura generale, non selezionano certo quelli che saranno, ad esempio, i medici migliori. Non si capisce, poi, perché qualche ora di test dovrebbe valere più del voto conseguito alla maturità, dopo un percorso durato ben 5 anni di studio. Per migliorare la qualità della nostra sanità la selezione andrebbe fatta durante gli anni universitari, attraverso esami più selettivi e non certo con un test di un centinaio di domande da risolvere in qualche ora. Inoltre è ormai accertato - conclude Tanasi - che non vi è un esubero di medici in Italia. Per questo vi sono assessori regionali alla sanità che hanno già chiesto l'eliminazione del numero chiuso".

Autrice: Viola Giannoli
Fonte: Repubblica.it


N.B: nota dell'autore del blog, in risposta alla nota del Codacons sul fatto che non vi siano esuberi di medici in Italia: sebbene nei prossimi anni andranno in pensione (riforme permettendo) un volume di medici particolarmente elevato e che potrebbe far teorizzare l'idea di una carenza negli organici soprattutto del settore pubblico, in realtà tutti sanno con certezza che lo Stato ridurrà i costi di finanziamento dei posti disponibili in ambito pubblico e privato (infatti a causa della crisi il settore "pubblico" andrà lentamente alla distruzione in favore di una sanità privata all'americana, cosi come sta accadendo attualmente in Grecia), ridimensionando cosi ferocemente il fabbisogno. Inoltre, la futura forte emigrazione dai paesi in crisi economica (come, appunto, la Grecia, ma anche la Spagna dove la disoccupazione nel settore è al 50%) sta portando ad un aumento dell'organico "straniero" soprattutto nel settore privato, inibendo in tal modo il concetto espresso dal Codacons.
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Test di Ingresso 2012: svolte oggi le prove di Medicina, 81 mila iscritti in tutta Italia

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Dopo mille polemiche e le novità annunciate dal ministro dell'Istruzione, Francesco Profumo, partono i test per l'ammissione all'università. Si inizia oggi (4 settembre 2012) con Medicina e Odontoiatria, la cui selezione è affidata allo stesso questionario, e si prosegue domani 5 settembre con il test di ammissione in Medicina in inglese. Il giorno successivo toccherà ai test di ammissione alla facoltà di Architettura e lunedì 10 settembre ai test per accedere a veterinaria. L'11 settembre sarà la volta di coloro che intendono intraprendere una delle tantissime Professioni sanitarie: ostetriche, infermieri, logopedisti, tanto per citarne alcune.

Quelle programmate a livello nazionale sono soltanto una parte delle facoltà a numero chiuso. Perché la variegata programmazione a livello locale dalle singole università ha ormai superato metà dei corsi. E gli atenei pubblicano il calendario dei test di ammissione sui propri siti. Ma è sempre quella di Medicina la facoltà più difficile da conquistare. Per 10mila e 173 posti sono oltre 77mila le domande presentate quest'anno, quasi 5mila in più rispetto a tre anni fa. Ogni 8 candidati, solo uno riuscirà a studiare da medico, gli altri dovranno tentare altre strade o riprovare il prossimo anno.

Per fare qualche esempio, a Roma, all'università Tor Vergata il rapporto fra posti e aspiranti è di uno a 10, mentre alla Sapienza per 938 posti si presenteranno in 7.830. A Napoli saranno 3.821 e a Catania si presenteranno per svolgere i test 3.154 aspiranti medici. "I quiz sono una buona verifica  -  spiega la Conferenza permanente dei presidenti di corso di laurea in medicina  -  le domande di cultura generale e di ragionamento logico sono allineate con le competenze degli studenti della scuola secondaria superiore e con gli standard internazionali. Da questo anno, inoltre, chi passa il test potrà scegliere dove studiare in aree geografiche limitrofe alla propria, grazie alla graduatoria per aggregazione geografica, per la prima volta estesa a tutte le università".

Ma gli studenti la pensano diversamente. "Ai sette studenti su otto che proveranno il test di medicina senza superarlo, ai nove su dieci di veterinaria ai quali succederà la stessa cosa, cosa si potrà dire?", si chiede Michele Orezzi dell'Unione degli universitari. "Siamo il Paese che ha l'istruzione superiore sottochiave, con il 55 per cento dei corsi a numero chiuso. E gli studenti respinti, oltre al danno di vedere le proprie prospettive lavorative infrante, subiranno la beffa di aver pagato per poter effettuare il test soldi che non vedranno più perché trattenuti dagli atenei per fare cassa".

I compiti stampati dal Cineca, il consorzio incaricato di gestire la preparazione materiale delle prove, sono 98.700, il 15 per cento in più rispetto al 2011: vengono sempre stampate per sicurezza un certo numero di prove in più rispetto al fabbisogno. Ad Architettura si sfideranno in 30mila per 8.720 posti e per Veterinaria sono attesi più di 9mila candidati per 918 posti: ne passerà uno su 10. Le misure di sicurezza saranno severissime. Ed è boom per sostenere il test di Medicina in inglese: 4.332 candidati contro i 1.852 dello scorso anno.



Autore: Salvo Intravaia
FONTE:  Repubblica.it
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03 settembre, 2012

Medici di base pronti allo sciopero, intanto salta la "tassa delle bollicine"

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Pediatri e medici di base pronti a scioperare. I tre sindacati maggioritari dei medici convenzionati Fimmg (medici famiglia), Sumai (ambulatoriali) e Fimp (pediatri) dichiarano lo stato di agitazione e sono pronti a proclamare lo sciopero contro le proposte di modifica del «decretone» da parte delle Regioni. I sindacali chiedono al Ministro Balduzzi, al Governo e ai Parlamentari «di impedire un simile scempio nell'interesse di tutti i cittadini italiani» e si dicono «uniti e determinati nel contrastare lo stravolgimento da parte delle Regioni del Decreto Balduzzi». «I conflitti di competenza e di potere prevalgono sui contenuti - spiegano i rappresentanti dei lavoratori - messi insieme in modo raffazzonato, elenco dei desideri particolari di ogni regione, senza tenere alcun conto degli effetti devastanti che potrebbero determinare».

Alla base della protesta una lettera inviata lo scorso fine settimana dagli assessori alla sanità delle regioni al governo: le istituzioni chiedevano di rivedere il decreto Balduzzi specialmente in alcuni punti. Si contestava, ad esempio, l'articolo sulla non autosufficienza, quello sulla certificazione medico-sportiva, e infine proponevano una correzione della parte sulla dirigenza medica. Tra i punti toccati dagli assessori c'era anche quello sulla medicina generale e le cure primarie. In particolare si è deciso di togliere l'obbligo delle aggregazioni dei medici di base, che devono essere una priorità, ma non un obbligo. Si è poi parlato della dirigenza medica e del modo in cui deve essere valutata.

«La nostra opposizione più strenua è scontata, confidiamo che il Governo non si renda complice di questa follia, sapendo di poter contare sulla nostra interlocuzione favorevole rispetto ai punti innovatori contenuti nella bozza originale. La conflittualità della categoria con le Regioni subirà nei prossimi giorni un'impennata, è in dubbio ogni tipo di collaborazione, valuteremo ogni forma possibile di lotta per far valere le nostre ragioni e quelle dei cittadini traditi dalle Regioni». Parole dure, che anticipano una lotta sindacale ad ogni livello quelle pronunciate da Giacomo Milillo, segretario nazionale della Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg).

Due i punti che i sindacati dei medici contestano con più forza. «Oggi i medici e pediatri di famiglia - spiega Milillo - sono dei liberi professionisti. Le Regioni prevedono l'introduzione di personale dipendente e anche la possibilità di spostare personale delle Asl o degli ospedali negli studi di medicina generale. Così, ad esempio, persone che per anni hanno fatto il chirurgo, si troverebbero ad affrontare un'attività completamente nuova». Infine, continua Milillo, «la spesa per il personale del servizio sanitario nazionale aumenterà inesorabilmente, perchè il costo medio lordo di un medico dipendente è superiore a quello di un medico convenzionato, a maggior ragione se si considera il fatto che nel costo della gran parte dei convenzionati sono comprese le spese necessarie a procurarsi tutte le strutture, il personale e gli strumenti necessari ad esercitare l'attivitá assistenziale». Ed ad andarci di mezzo saranno i pazienti, spiegano i sindacati, «perchè se le proposte delle Regioni dovessero passare si otterrebbe solo un'assistenza peggiore».

Martedì avrà luogo la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome: all'ordine del giorno, la valutazione del «Provvedimento recante disposizioni urgenti per lo sviluppo e la tutela della salute».


FONTE: Corriere.it


Intanto è saltata la tassa "sulle bibite" che aveva fatto discutere nei giorni scorsi: il governo ha dichiarato che cercherà in altri modi le risorse necessarie per poter sostenere ulteriormente la spesa sanitaria.
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SENTIERI DELLA MEDICINA

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