AFORISMA DEL GIORNO

20 gennaio, 2012

Diabete e morbo di Alzheimer, una relazione "pericolosa"

L’Alzheimer come il diabete? A lanciare questa ipotesi ci ha pensato un gruppo di ricercatori del Cnr e dell’Università di Palermo, dopo aver condotto uno studio relativo ai meccanismi  di collegamento tra questa malattia celebrale e la riduzione del livello di insulina  nel sangue. La ricerca, pubblicata su Aging Cell potrebbe aprire le porte alla messa a punto di nuovi farmaci.

La ricerca ha messo in luce i meccanismi molecolari in comune tra la patologia di Alzheimer ed il diabete di tipo due. Il tutto è nato dalla collaborazione tra gli Istituti di biomedicina e immunologia molecolare (Ibim) e di biofisica (Ibf) del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) di Palermo e il dipartimento di Fisica dell’Università di Palermo.  Gli scienziati hanno voluto verificare gli effetti della somministrazione di insulina su un modello di cellule neuronali, trattate in precedenza con dei “piccoli aggregati” di proteina beta-amiloide, coinvolta come risaputo nello sviluppo dell’Alzheimer.

Spiega la dott. Daniela Giacomazza del Cnr: "uno studio statunitense aveva evidenziato come pazienti con valori elevati di glicemia avessero una probabilità dell’85% di ammalarsi di Alzheimer, allungando così l’elenco delle patologie associate al diabete, che già include disturbi cardiaci, renali, visivi e neurologici. In seguito è stato osservato che i pazienti affetti da Alzheimer presentavano una riduzione di insulina (ormone responsabile dell’assorbimento del glucosio a livello cellulare) tanto che si sarebbe potuto definire tale morbo un “diabete di tipo III”.

E’ stato questo a far scattare la curiosità degli scienziati. Lo studio, non solo ha mostrato una correlazione tra le due malattie, ma ha portato all’osservazione di un particolare fenomeno in seguito alla somministrazione dell’insulina nelle cellule in vitro. Spiegano gli scienziati del Cnr per voce della dott. Marta Di Carlo:


"Dopo essersi legata al suo recettore sulla membrana dei neuroni, l’insulina provoca una serie di reazioni biochimiche che hanno come molecola chiave Akt.[…]In pratica, dopo il trattamento con l’insulina, i neuroni danneggiati sono capaci di riprendere la loro morfologia e ripristinare le funzioni compromesse."


FONTE: Medicinalive.com

0 commenti:

Posta un commento

Sentitevi liberi di commentare l'articolo. Si richiede gentilmente il rispetto delle norme di netiquette esistenti su internet (es: non fare pubblicità, non insultare, non bestemmiare, ect...) e ovviamente una buona dose di educazione. Il blogger si riserva il diritto di modificare o cancellare i commenti che ritiene non adeguati alle regole di cui sopra e il diritto di impedire l'eventuale ulteriore pubblicazione di commenti se tali regole saranno più volte violate. Si ricorda che nell'immettere il commento si lascia una traccia del proprio computer (ad esempio l'Indirizzo IP) e che ogni persona si prende quindi la responsabilità di ciò che viene scritto. Buona scrittura e grazie per il messaggio.

Donazioni al sito

Hai trovato questo sito utile e vuoi ringraziarci? Puoi sostenere i costi del sito per mezzo di una donazione tramite "Paypal". Il vostro aiuto è importante per consentirci di fornire un servizio sempre migliore. Clicca il bottoneCLICCA QUI

GOOGLE ADSENSE (Suggeriti in base ai vostri criteri di ricerca)

SENTIERI DELLA MEDICINA

In questo blog ci sono post e commenti

Commenti recenti

Post più popolari

Feedburner

Sentieri della Medicina

Se desiderate ricevere direttamente sulla vostra e-mail tutti gli articoli e gli aggiornamenti di questo blog basta accedere al servizio "RSS by Feedburner" o cliccando su questo link "Get Sentieri della Medicina delivered by email" oppure specificando correttamente il vostro indirizzo e-mail nel "Form" cioè nella finestrella bianca posta al di sotto di questa scritta che state leggendo. "Feedburner" è un servizio di aggiornamento via mail abbastanza diffuso e usato da molti siti e quindi questo va a tutto vantaggio della vostra sicurezza: meno spam, più scienza.

Enter your email address:

Delivered by FeedBurner