AFORISMA DEL GIORNO

14 ottobre, 2011

Test di Ingresso: il Consiglio di Stato ammette al corso di Medicina i ricorrenti 2010

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La battaglia legale relativa ai test d’accesso al corso di laurea in Medicina per l’anno accademico 2009-2010, iniziata un anno fa, si è conclusa con la vittoria dei ricorrenti. Il Consiglio di Stato, con decisione definitiva ed inappellabile , ha infatti accertato che, nel corso dello svolgimento delle prove sostenute nel settembre 2010, è stato violato il principio dell’anonimato, espressamente sancito nel bando di concorso.
Secondo i Giudici di Palazzo Spada «appare particolarmente fondata la censura di violazione del principio dell’anonimato delle prove da correggere. A questo riguardo occorre rilevare che la Commissione ha fatto annotare, accanto al nome di ciascun candidato il numero di codice CINECA riservato, numero la cui funzione è quella di consentire l’abbinamento della scheda anagrafica con la prova e che compare sulla finestra esistente nella busta. Onde sin dall’inizio della prova il codice del plico consegnato poteva essere associato al nome del candidato. Inoltre, alla fine della prova la consegna dei plichi e il loro posizionamento nella scatola sono avvenuti seguendo l’ordine alfabetico dei nomi dei singoli candidati, con conseguente possibilità di rintracciare con sicurezza la prova consegnata da ciascun candidato. E’ evidente come le suddette operazioni compiute dalla Commissione abbiano rischiato di porre nel nulla tutti gli accorgimenti previsti dal legislatore al fine di assicurare che la correzione degli elaborati avvenisse nel più stretto anonimato e seguendo la par condicio dei ricorrenti e l’imparzialità dell’Amministrazione, consentendo a chiunque ne avesse interesse di associare una determinata busta al nome del candidato. Né il sistema del ritiro delle buste trova giustificazione alcuna nelle finalità fissate per il concorso di ammissione».

A differenza di quanto sostenuto qualche settimana fa dal T.A.R. Catania , che comunque, aveva trasmesso gli atti alla Procura della Repubblica ed evidenziato «che tale anomala modalità di distribuzione dei plichi ai candidati, non giustificata da alcuna valida ragione coerente con le finalità di trasparenza delle procedure concorsuali è sintomatica di un non corretto svolgimento della procedura concorsuale» ed accolto il ricorso per altri motivi (vedi articolo correlato) ; il Consiglio di Stato ha giudicato tale vizio decisivo a fare ottenere l'ammissione ai ricorrenti e ha ritenuto infondate le controdeduzioni dell'Ateneo peloritano: né assume pregio la controdeduzione, per la quale le prove sarebbero state corrette dal CINECA e non dalla Commissione. La regola dell’anonimato nelle procedure concorsuali “assume una cogenza ancor più marcata, perché deve essere comunque assicurata l’indipendenza di giudizio dell’organo valutatore” (Cons. Stato, Sez. V, 2 marzo 2000, n. 1071), onde non occorre accertare se il riconoscimento della prova di un candidato si sia effettivamente determinato, essendo sufficiente la mera, astratta possibilità dell’avverarsi di una tale evenienza».

Come detto, dopo questa decisione i ricorrenti potranno realizzare il loro sogno ed iscriversi alla facoltà di Medicina: il Consiglio di Stato, infatti, accogliendo la tesi espressamente sostenuta dall’avvocato Santi Delia non ha annullato l'intero concorso ma solo il diniego di ammissione rivolto ai ricorrenti . «Sotto questo profilo, dunque – motivano i giudici - il ricorso è fondato e la graduatoria impugnata deve essere annullata nella parte in cui ha escluso i ricorrenti dall’ammissione all’immatricolazione nella Facoltà di Medicina e Chirurgia. L’accoglimento del suddetto motivo di ricorso esime dall’esame degli altri motivi, all’accoglimento dei quali i ricorrenti avrebbero perduto ogni interesse». Tra qualche settimana il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano firmerà il decreto che, sulla base di tale decisione del Consiglio di Stato, consentirà a decine di ricorrenti di accedere al corso di laurea in medicina. 



FONTE: Tempostretto.it

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10 ottobre, 2011

Una importante ricognizione del panorama professionale attuale dei giovani medici in Italia

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 Nel riquadro sottostante tale testo vi è un articolo in 10 pagine in formato "Slide" (in caso di mancata visualizzazione aggiornare o cambiare il proprio browser cioè il proprio programma di navigazione su internet). Nella barra sottostante, clicca sulle quattro frecce per leggere a tutto schermo, sul tasto (+) o (-) per ingrandire il testo, "Share" per condividere sui social network. Buona lettura. Si ringrazia per la slide il sito "Offerte lavoro per medici" (FONTE) e la SIGM

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06 ottobre, 2011

Muore Steve Jobs, il fondatore di Apple, per un tumore al pancreas: il suo nome si aggiunge ad una lunga lista di personaggi illustri

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Lo storico brand informatico "Apple" ha annunciato stamane la morte di Steve Jobs, il suo fondatore e principale dirigente, dal 2004 in lotta per un tumore al pPancreas. Una lunga chemioterapia e un trapianto epatico non sono serviti a salvare la vita di uno degli uomini più illustri del mondo informatico. Il suo nome si aggiunge ad una lunga lista di personaggi "illustri" e purtroppo recentemente deceduti a causa di un tumore a carico di questa importante ghiandola esocrina: Patrick Swayze, Luciano Pavarotti, il premio nobel per la medicina Ralph Steinmann. Appena quattro nomi "popolari" di decessi recenti a sottolineare la negatività della prognosi per uno dei tumori più "letali", tanto da meritare il nome di "killer oncologico". Infatti, è stato calcolato in media come soltanto il 4% dei pazienti sopravvive a cinque anni dalla diagnosi.

Ogni anno in Italia sono circa 6.000 le nuove diagnosi di tumore al pancreas, con un aumento tra uomini e donne ormai paritario. Colpa del fumo, uno dei fattori di rischio, che in precedenza era un vizio prettamente maschile, mentre oggi non è più così. I fumatori hanno, infatti, un rischio triplo rispetto a chi non fuma. Altri fattori di rischio noti sono il diabete non insulino-dipendente, ma anche alcol e caffè sono sospettati di favorirne lo sviluppo (fonte Airc). 

Nel caso di Jobs il tumore originario aveva colpito le ghiandole endocrine, tra forme più rare di cancro al pancreas. Nel 2004 il fondatore di Apple aveva subito un intervento chirurgico per rimuovere il cancro al pancreas e nel 2009 un trapianto di fegato nel tentativo di conservare la funzione dell’organo dopo che il cancro si era diffuso oltre il pancreas. Il trapianto lo aveva obbligato anche ad una terapia anti-rigetto di soppressione immunitaria, che ha un notevole impatto sull’organismo.

Un altro caso è quello dell’attore Patrick Swayze, sopravvissuto 20 mesi dopo la diagnosi, mentre uno dei premi Nobel per la Medicina di quest'anno, il canadese Ralph Steinman, è morto di cancro al pancreas il 30 settembre, pochi giorni prima che il premio fosse annunciato. Aveva adoperato le sue scoperte sul sistema immunitario per lottare contro la malattia.


Il pancreas contiene due tipi di ghiandole: ghiandole esocrine che producono enzimi che degradano i grassi e le proteine, e le ghiandole endocrine che producono gli ormoni come l'insulina che regola lo zucchero nel sangue. Circa il 70% dei tumori del pancreas si sviluppano nella testa dell'organo e la maggior parte di questi ha origine nei dotti che trasportano gli enzimi della digestione. 

Purtroppo sintomi non sono chiari nella prima fase. Diventano più evidenti solo quando la malattia ha colpito i dotti biliari o gli organi vicini, determinando una diagnosi tardiva. Si manifestano così perdita di peso e di appetito, ittero (colorazione gialla della pelle), dolore addominale o nella schiena, debolezza, nausea o vomito. Il 20% dei pazienti può essere anche colpita da diabete, dovuto all'incapacità delle cellule malate di produrre insulina. L’età media di insorgenza è 65 anni, raramente si presenta sotto i 40 anni. 

FONTE: Il sole 24 ore Salute
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04 ottobre, 2011

Wikipedia sciopera contro il DDL Intercettazioni: l'obbligo di rettifica per i siti mette a rischio la libertà della rete

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Tratto dalla Home Page di Wikipedia:
 
Cara lettrice, caro lettore, in queste ore Wikipedia in lingua italiana rischia di non poter più continuare a fornire quel servizio che nel corso degli anni ti è stato utile e che adesso, come al solito, stavi cercando. La pagina che volevi leggere esiste ed è solo nascosta, ma c'è il rischio che fra poco si sia costretti a cancellarla davvero. Il Disegno di legge - Norme in materia di intercettazioni telefoniche etc., p. 24, alla lettera a) recita:

«Per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono.»

Negli ultimi 10 anni, Wikipedia è entrata a far parte delle abitudini di milioni di utenti della Rete in cerca di un sapere neutrale, gratuito e soprattutto libero. Una nuova e immensa enciclopedia multilingue, che può essere consultata in qualunque momento senza spendere nulla.

Oggi, purtroppo, i pilastri di questo progetto — neutralità, libertà e verificabilità dei suoi contenuti — rischiano di essere fortemente compromessi dal comma 29 del cosiddetto DDL intercettazioni.

Tale proposta di riforma legislativa, che il Parlamento italiano sta discutendo in questi giorni, prevede, tra le altre cose, anche l'obbligo per tutti i siti web di pubblicare, entro 48 ore dalla richiesta e senza alcun commento, una rettifica su qualsiasi contenuto che il richiedente giudichi lesivo della propria immagine.

Purtroppo, la valutazione della "lesività" di detti contenuti non viene rimessa a un Giudice terzo e imparziale, ma unicamente all'opinione del soggetto che si presume danneggiato.

Quindi, in base al comma 29, chiunque si sentirà offeso da un contenuto presente su un blog, su una testata giornalistica on-line e, molto probabilmente, anche qui su Wikipedia, potrà arrogarsi il diritto — indipendentemente dalla veridicità delle informazioni ritenute offensive — di chiederne non solo la rimozione, ma anche la sostituzione con una sua "rettifica", volta a contraddire e smentire detti contenuti, anche a dispetto delle fonti presenti.

In questi anni, gli utenti di Wikipedia (ricordiamo ancora una volta che Wikipedia non ha una redazione) sono sempre stati disponibili a discutere e nel caso a correggere, ove verificato in base a fonti terze, ogni contenuto ritenuto lesivo del buon nome di chicchessia; tutto ciò senza che venissero mai meno le prerogative di neutralità e indipendenza del Progetto. Nei rarissimi casi in cui non è stato possibile trovare una soluzione, l'intera pagina è stata rimossa.

L'obbligo di pubblicare fra i nostri contenuti le smentite previste dal comma 29, senza poter addirittura entrare nel merito delle stesse e a prescindere da qualsiasi verifica, costituisce per Wikipedia una inaccettabile limitazione della propria libertà e indipendenza: tale limitazione snatura i principi alla base dell'Enciclopedia libera e ne paralizza la modalità orizzontale di accesso e contributo, ponendo di fatto fine alla sua esistenza come l'abbiamo conosciuta fino a oggi.

Sia ben chiaro: nessuno di noi vuole mettere in discussione le tutele poste a salvaguardia della reputazione, dell'onore e dell'immagine di ognuno. Si ricorda, tuttavia, che ogni cittadino italiano è già tutelato in tal senso dall'articolo 595 del codice penale, che punisce il reato di diffamazione.

Con questo comunicato, vogliamo mettere in guardia i lettori dai rischi che discendono dal lasciare all'arbitrio dei singoli la tutela della propria immagine e del proprio decoro invadendo la sfera di legittimi interessi altrui. In tali condizioni, gli utenti della Rete sarebbero indotti a smettere di occuparsi di determinati argomenti o personaggi, anche solo per "non avere problemi".

Vogliamo poter continuare a mantenere un'enciclopedia libera e aperta a tutti. La nostra voce è anche la tua voce: Wikipedia è già neutrale, perché neutralizzarla?

Gli utenti di Wikipedia

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03 ottobre, 2011

Nobel della Medicina 2011 a Beutler, Hoffmann e Steinman (morto tre giorni fa) per le loro ricerche in campo immunitario

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Tre nomi spesso incontrati nello studio dei passaggi chiave dell'attivazione del sistema immunitario. Tre nomi che hanno fatto, fra i tanti, la storia della medicina e che vengono insigniti per questo del premio nobel 2011. Premio purtroppo postumo per uno di loro, lo scienziato canadese Ralph Steinman morto tre giorni fa e vincitore del premio per la medicina 2011 insieme con l'americano Bruce Beutler e al lussemburghese Jules Hoffmann. "Steinman - si legge in un comunicato Rockefeller University, dove lavorava - è deceduto il 30 settembre. Quattro anni fa, gli era stato diagnosticato un carcinoma al pancreas. Il ricercatore è riuscito ad allungare il decorso della malattia grazie all'immunoterapia basata sulle cellule dendritiche". Proprio le nuove scoperte sulle cellule dendritiche sono valse a Steinman l'importante riconoscimento di Stoccolma, pur se post mortem.

I suoi lavori, uniti a quelli degli altri due premiati, hanno aperto la strada a una nuova serie dei cosiddetti "vaccini terapeutici" contro il cancro. Le loro ricerche hanno contribuito anche a comprendere meglio il funzionamento del sistema immunitario di fronte a patologie infiammatorie quali l'artrite reumatoide. "Hanno rivoluzionato la nostra comprensione del sistema immunitario scoprendo i principi chiave per la sua attivazione", si legge in una nota del Karolinska Institutet di Stoccolma che assegna il premio.

Beutler, 54 anni, lavora nell'istituto Scripps ed è stato premiato con Hoffmann, 70 anni, per avere scoperto le proteine dei recettori che attivano l'immunità innata, il primo meccanismo del nostro sistema di difesa. Steinman era ricercatore presso la Rockefeller University ed è stato premiato per aver osservato per primo le cellule dendritiche che regolano l'immunità adattativa, la fase successiva della risposta di difesa durante la quale i microrganismi vengono cancellati dal corpo.

Jules Hoffmann ha compiuto la sua scoperta pionieristica nel 1996, quando con i suoi collaboratori si è concentrato sullo studio dei moscerini della frutta e del modo in cui combattono le infezioni. Il team ha analizzato insetti con mutazioni a livello di numerosi geni tra cui il "Toll". Infettando i moscerini con batteri o funghi, Hoffmann scoprì che i Toll mutanti morivano perchè non erano in grado di scatenare una difesa efficace.

Bruce Beutler era invece alla ricerca del recettore che si lega al lipopolisaccaride (Lps), l'involucro esterno dei batteri, causando shock settico. Nel 1998, Beutler e i suoi colleghi hanno scoperto che i topi resistenti al Lps avevano una mutazione in un gene molto simile a quella del gene Toll nei moscerini della frutta. Il recettore simil-Toll (Tlr) si è rivelata la chiave.

"Un premio meritatissimo a tre scienziati che hanno dato un contributo essenziale allo sviluppo dell'immunologia", commenta Piergiuseppe De Berardinis, primo ricercatore all'Istituto di Biochimica delle proteine del Cnr di Napoli, che aggiunge: "Le scoperte sulle cellule dendritiche sono fondamentali per gli studi sull'immunoterapia dei tumori e nelle terapie farmacologiche sperimentali per la cura del cancro, in quanto definiscono i meccanismi di risposta immediata e a lungo termine del sistema immunitario nei confronti degli agenti patogeni".


FONTE: Repubblica.it
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SENTIERI DELLA MEDICINA

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