Affiorano nuove informazioni sulla bozza di Finanziaria che il governo italiano si appresta a varare al fine di rientrare nel bilancio statale di almeno 40 miliardi di euro nell'arco di pochi anni ed allontanare cosi lo spettro del fallimento economico, orlo di un baratro speculativo che ha già avvolto la Grecia (n.b. dove da qualche mese sono sull'orlo di una rivolta civile) e che sta per travolgere anche la Spagna, il Portogallo e l'Irlanda (da cui la famosa sigla di economia "PIGS", stranamente ideale per sottolineare la fine che questi paesi, e probabilmente anche il nostro, faranno dal punto di vista economico da qui a pochi anni). Emergono quindi novità anche in campo sanitario, il più tartassato come da tradizione in quanto una delle maggiori spese per lo Stato e uno dei "pallini fissi" dei politici italiani come sempre affascinati dal modello americano del "sanità efficiente solo se la gente paga" (modello che, stranamente, favorisce gli interessi dei privati, portando poi verso casi già conosciuti agli onori delle cronache qualche anno fa e, stranamente, subito dimenticati). Quindi, accanto a norme di interesse generale e che, stranamente, colpiscono marginalmente i ceti più ricchi, come l'aumento dell'Iva e o delle accise sulla benzina, si affiancano, stranamente, nuovi tagli e nuove tasse sul fronte sanitario. Quindi, dal 1 gennaio 2012 verrà introdotto (o sarebbe meglio dire "stranamente ripristinato") il ticket sanitario da 10 euro per le visite
specialistiche ambulatoriali e di 25 euro per i codici bianchi al pronto
soccorso. La manovra conferma le disposizioni previste dalla
Finanziaria 2007, cioè l'introduzione dei ticket su specialistica
ambulatoriale e prestazioni di pronto soccorso non seguite da ricovero.
Per il 2011, come già previsto dall'accordo Stato-Regioni sul Patto
della salute per il 2010-2012, il finanziamento al SSN è teoricamente incrementato di
486,5 milioni di euro.
La bozza inoltre prevede un taglio del tetto previsto
per la spesa territoriale per i medicinali dal 13,3% al 12,5% e dal 2014
misure di compartecipazione da parte del cittadino: verranno quindi, stranamente, ridimensionati in modo quasi netto sia il numero di farmaci classificati attualmente come gratuiti (quelli su cui si paga solo il costo della ricetta) sia il numero di presidi concessi per patologie croniche, il tutto per andare progressivamente a scaricare il peso economico della crisi sulle spalle dei malati.
Altrettanto stranamente, mentre si confermano i finanziamenti per le missioni militari all'estero (anzi, si rafforzano con 700 nuovi milioni di euro in più), la "Croce Rossa Italiana" diviene una società privata, con le classiche conseguenze strane di quando una cosa statale diviene privata: mobilità e licenziamenti in vista. "A decorrere dal primo gennaio 2012" viene
privatizzata la Croce Rossa Italiana e il personale non militare rischia
di essere posto in mobilità. Verranno invece risolti entro l'anno tutti
i contratti a termine. Da tale giorno l'ente "ha propria personalità
giuridica di diritto privato e piena capacità giuridica e patrimoniale
per il raggiungimento dei suoi fini" e "si configura come ausiliaria e
collaboratrice delle P.A. nelle attività umanitarie e sociali messe in
atto da quest'ultime". La 'vecchia' Cri verrà messa in liquidazione e
"il personale civile con rapporto di lavoro subordinato a tempo
indeterminato", se "non assunto, su chiamata e con il proprio consenso, è
posto in mobilità".
Infine, una chicca: "Le restrizioni in materia di accesso e esercizio delle professioni,
diverse da quelle di architetto, ingegnere, avvocato, notaio,
farmacista, autotrasportatore, sono abrogate quattro mesi dopo l'entrata
in vigore dal presente decreto". Nella lista manca, stranamente, una professione importante: scoprite il perchè.
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