27 giugno, 2011
In arrivo la carta "MyCare", anamnesi inglese di una vita a portata di click...
E' in fase avanzata di test il progetto inglese "MyCare", una carta che permette di riassumere in un microchip tutte le informazioni concernenti la nostra salute. Idea non originale ma sostenuta con forza dal governo locale, la carta è il frutto di un lungo e costoso percorso scientifico compiuto nell'università londinese: il progetto è finanziato dalla "Engineering and Physical Sciences Research Council 3 (EPSRC)" con uno stanziamento triennale di circa 260 mila sterline per tre anni, e recentemente la card ha concluso con successo i primi test. A questo punto i ricercatori hanno intenzione di avviare un progetto-pilota su larga scala che, se completato con successo, potrebbe rendere disponibile MyCare entro tre o quattro anni.
L'idea di fondo è abbastanza semplice: riassumere l'intera anamnesi di una vita a portata di click. Uno dei responsabili del progetto, il prof. Panicos Kyriacou, spiega: "Quando si ha a che fare con un'emergenza medica, i pazienti potrebbero essere privi di sensi o incapaci di comunicare per qualche altra ragione: il nostro dispositivo rende facilmente accessibili i dati che potenzialmente possono salvare la vita". Ad esempio, durante il primo soccorso dopo un incidente, il personale paramedico potrebbe usare la carta MyCare per scoprire se le vittime hanno qualche allergia, ad esempio ai guanti di lattice usati dai soccorritori. MyCare è infatti dotata di una presa USB estraibile e può essere collegata facilmente ad un computer. Lo stesso personale di soccorso potrebbe poi trasmettere in anticipo all'ospedale i dati medici dei pazienti, fornendo così ai medici più tempo per organizzarsi. MyCare potrà essere utile anche in situazioni meno estreme, come ricoveri o interventi in ospedale. In quel caso il paziente dovrà consegnare la sua carta al personale medico, che con un apposito software potrà aggiornare la sua storia clinica dopo il ricovero. MyCare potrà anche essere utilizzata in farmacia per costruire una cronologia delle prescrizioni dei farmaci. Solo il personale medico autorizzato avrà il permesso di aggiornare i dati medici sulla carta, ma il paziente potrà comunque visualizzare la sua storia clinica ed eventualmente aggiornare i propri dati personali, come numeri di telefono e recapiti.
Pur essendo il primo progetto simile nel Regno Unito, carte analoghe a MyCare sono state già proposte in altri Paesi. Tuttavia questa carta ha alcune caratteristiche uniche, sviluppate dagli autori grazie a progetti precedenti condotti alla fine degli anni Ottanta. Progetti di successo ma che necessitavano di una tecnologia più avanzata che oggi è finalmente disponibile. Un ruolo chiave è sicuramente giocato dal software di lettura della carta, che è stato scritto in Python, un linguaggio di programmazione in forte diffusione negli ultimi anni. Questo linguaggio infatti permette di scrivere facilmente programmi capaci di funzionare su vari computer e vari sistemi operativi, da Windows ai sistemi basati su Linux. La modularità del software di MyCare rende inoltre molto semplice l'aggiornamento e l'aggiunta di nuove funzioni. Infine, gli autori hanno deciso di sviluppare il software di MyCare in maniera completamente open source, offrendo così a tutti la possibilità di scaricarlo 4, valutarlo e contribuire al suo sviluppo.
Semplice e sicura. Avere la nostra storia clinica nel portafoglio ha sicuramente grandi vantaggi, ma ci espone a possibili rischi legati alla privacy. Per questo motivo i ricercatori inglesi hanno sviluppato un sistema di accesso alla carta protetto da sistemi simili a quelli usati nei sistemi di online banking. Grande attenzione è stata posta anche alla semplicità di utilizzo. "La carta MyCare è stata specificatamente progettata per essere semplice da usare indipendentemente dal proprio grado di conoscenze informatiche", continua Kyriacou. Il passo successivo sarà offrire la nuova versione della carta ad un ulteriore campione di pazienti e di personale medico, per determinare i punti deboli e sviluppare nuove utili funzionalità. Forse così fra qualche anno, oltre a bancomat e carte di credito, potremmo portare in tasca anche la nostra salute.
FONTE: Repubblica.it
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