AFORISMA DEL GIORNO

28 giugno, 2011

Governo, Sanità pubblica come sempre nel mirino: previsto blocco contrattuale e retribuitivo fino al 2014

Medici del Servizio Sanitario Nazionale sul piede di guerra contro quella che definiscono "l’ennesima ondata di tagli alla sanità", in un sistema "sempre più al collasso". Le anticipazioni della manovra economica - soprattutto per la paventata riduzione degli stipendi e il blocco dei contratti - hanno spinto l’Anaoo Assomed, principale sindacato della dirigenza del Servizio sanitario nazionale, a minacciare uno sciopero.

"E’ necessario respingere l'ennesima minaccia alla sopravvivenza del Servizio sanitario nazionale ed al lavoro dei suoi dirigenti che garantisce il diritto alla salute dei cittadini”, spiega il segretario nazionale di Anaoo Assomed 1, Costantino Troise. "Con cronometrica puntualità, il governo torna a prendere di mira la categoria - afferma l'associazione in una nota - non soddisfatto di avere, solo un anno fa, congelato le retribuzioni, bloccato il contratto per un triennio, prosciugato i fondi contrattuali, peggiorato i requisiti previdenziali, procurando complessivamente un crollo del potere di acquisto delle retribuzioni di circa il 20%, intenderebbe prolungare il blocco contrattuale e retributivo fino al 2014 e tagliare le retribuzioni superiori a 50.000 euro, mentre l'eternizzato blocco del turn over costringerà a riposi sempre più corti, a più straordinari e meno ferie, rubando ogni speranza a 8mila medici precari di lungo corso".

Pronto allo sciopero anche un altro sindacato di categoria. La Fp-Cgil Medici 2  boccia l’ipotesi allo studio nella prossima manovra di estendere i tagli anche agli stipendi del pubblico impiego superiori a 50.000 euro. "Si tratta di una scelta iniqua e inaccettabile, che se si dovesse concretizzare porterà ad una forte protesta della categoria", commenta Massimo Cozza, segretario Fp-Cgil Medici. Secondo Cozza una manovra di questo tipo rappresenterebbe "una ulteriore penalizzazione dei medici del Ssn i quali, come per tutto il pubblico impiego, hanno già gli stipendi congelati fino al 31 dicembre 2013, il blocco del contratto fino al 31 dicembre 2012, la rateizzazione della liquidazione in tre anni, la decurtazione economica in caso di malattia. Questo in un quadro sempre più drammatico di tagli alla sanità, 1,5 mld nel 2011 e 6 mld ventilati per il prossimo triennio, e di irresponsabile blocco del turn over con medici costretti a riposi sempre minori”.

Blocco dei contratti e precariato rendono sempre più difficile il lavoro negli ospedali, dove spesso si è costretti a turni sempre più estenuanti. In 10 anni i medici precari passati dalle 3.700 alle 6 mila unità. Sono quasi il 50 per cento in più. Un problema che colpisce soprattutto le donne: nel 2001 erano 1.700 e alla fine del 2009 se ne contano già 3.400. La Assomed ricorda infine che in Italia la spesa sanitaria è inferiore alla media Ocse e accusa il governo di  utilizzare "la crisi economica per minare alle fondamenta la sanità riducendo lo spazio del pubblico a favore del privato". "Un effetto tsunami colpirà la sfera delle tutele, con la facile previsione che se oggi solo otto Regioni sono in grado di assicurare i Livelli essenziali di assistenza, domani più nessuna sarà in grado di erogare le prestazioni sanitarie necessarie a garantire il diritto alla salute dei cittadini."

FONTE: Repubblica.it

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