29 gennaio, 2011
Passi avanti nell'uso delle cellule staminali come arma contro i tumori
I ricercatori dell'Istituto Rogosin di New York hanno presentato i risultati di un proprio lavoro che alimenta speranza e che contiene novità importanti avendo utilizzato cellule staminali del cancro per lottare contra questa stessa malattia. La terapia, che entrerà in una settimana nella fase due delle tre che lo studio deve superare perché i farmaci possano essere introdotti nel mercato, consiste nel riempire alcune capsule fatte di agarosio (un polisaccaride) con cellule tumorali di topo. Queste aree del diametro inferiore a mezzo centimetro, vengono impiantante nella persona affetta dal cancro.
"Quando riempiamo le capsule con cellule tumorali ci siamo resi conto che prima di tutto crescevano fino ad occupare la parte interna al completo e poi morivano in modo che diventavano piccole colonie di 100 o 150", dice Carlos Cordòn Cardò, direttore associato all'Herbert Irvin Comprehensive Cancer Center dell'Universita' della Columbia a New York, che ha partecipato alle ricerche.
In seguito, le sopravvissute (cellule staminali) ripopolavano le aree.
Quello che e' stato notato e' che le cellule segregavano fattori che impedivano la crescita ad altre cellule tumorali. Lo studio e' stato pubblicato su 'Cancer research': un esperimento in laboratorio con animali che dimostra come impiantando queste aree in topi, gatti e cani sofferenti di cancro, si poteva frenare lo sviluppo del cancro stesso e, in alcuni casi, portare questi animali a guarigione.
I buoni risultati hanno consentito di ottenere l'autorizzazione della Food and Drugs Administration (FDA) per l'avvio della 'fase I' a cui hanno partecipato 30 pazienti con tumori epiteliali (ovaie, pancreas, etc) ad uno stato molto avanzato. I risultati dello studio saranno resi pubblici a fine anno. Al momento i dati sono positivi e i ricercatori si stanno preparando alla 'fase II', che includerà pazienti col cancro alla prostata e altri tumori solidi.
Fonte: Molecularlab.it
"Quando riempiamo le capsule con cellule tumorali ci siamo resi conto che prima di tutto crescevano fino ad occupare la parte interna al completo e poi morivano in modo che diventavano piccole colonie di 100 o 150", dice Carlos Cordòn Cardò, direttore associato all'Herbert Irvin Comprehensive Cancer Center dell'Universita' della Columbia a New York, che ha partecipato alle ricerche.
In seguito, le sopravvissute (cellule staminali) ripopolavano le aree.
Quello che e' stato notato e' che le cellule segregavano fattori che impedivano la crescita ad altre cellule tumorali. Lo studio e' stato pubblicato su 'Cancer research': un esperimento in laboratorio con animali che dimostra come impiantando queste aree in topi, gatti e cani sofferenti di cancro, si poteva frenare lo sviluppo del cancro stesso e, in alcuni casi, portare questi animali a guarigione.
I buoni risultati hanno consentito di ottenere l'autorizzazione della Food and Drugs Administration (FDA) per l'avvio della 'fase I' a cui hanno partecipato 30 pazienti con tumori epiteliali (ovaie, pancreas, etc) ad uno stato molto avanzato. I risultati dello studio saranno resi pubblici a fine anno. Al momento i dati sono positivi e i ricercatori si stanno preparando alla 'fase II', che includerà pazienti col cancro alla prostata e altri tumori solidi.
Fonte: Molecularlab.it
1 commenti:
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RispondiEliminaAl seguente link il nostro servizio: http://www.uniroma.tv/?id_video=18360
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stampa@uniroma.net
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