Nuovi dettagli sulla lite tra due medici in sala parto a Messina. "Non ho aggredito nessuno, ma sono stato aggredito. Ho già consegnato un'informativa alla direzione sanitaria del Policlinico per spiegare come sono andati effettivamente i fatti", ha spiegato V. Benedetto, uno dei due ginecologi coinvolti. "Io non l'ho aggredito, né strozzato come lui dichiara", ha aggiunto, riferendosi al dottor A. De Vivo.
"I fatti non sono assolutamente andati come è stato riportato dai media, sto provvedendo con i miei legali per rettificare una versione che non corrisponde a verità", ha precisato il dottor Benedetto, che poi dà la sua versione dei fatti. "Mi trovavo in veste di medico di guardia responsabile e attendevo il cambio del collega alle 8. Sono quindi sceso in sala parto per prendere le cartelle da dare poi al collega, quando in una stanza vedo due ostetriche, un infermiere e il dottor A. De Vivo, che stanno prestando assistenza in maniera concitata alla paziente", spiega il medico.
"Noto il cardio-topografo che rivela in tempo reale il battito cardiaco e le contrazioni uterine e dal tono e dall'intensità rilevo che c'è un battito cardiaco basso - prosegue -. Vado dunque in sala riunioni e telefono in rianimazione, chiedendo urgentemente un anestesista per un cesareo. Di quello che sto dicendo ci sono le registrazioni. Chiamo anche il mio direttore di unità operativa, il prof. Domenico Granese per avvertirlo e lui scende subito giù". Il medico, che è stato sospeso, continua la sua ricostruzione. "Tra queste due chiamate, il dott. De Vivo entra nella stanza riunioni per chiamare l'anestesista. Gli dico che già l'ho fatto e poi gli chiedo cosa abbia fatto. Per legge lui infatti mi deve mettere al corrente di quel che fa perché io sono il medico responsabile in quel momento dal punto di vista giuridico e ne rispondo".
Secondo il ginecologo a quel punto comincia la lite: "Lui comincia ad insultarmi e mi getta una sedia contro, non mi colpisce perché la sedia sbatte contro la scrivania e cade sul pavimento. Poi prima di andare via dà un pugno alla vetrata e si fa male. Io non l'ho aggredito, né strozzato come lui dichiara, difatti non ha segni né manifestazioni di aggressione se non quelli che si è procurato da solo con il pugno alla vetrata. Uscito dalla stanza, il dott. De Vivo si butta a terra e inizia a urlare che lo volevo strangolare. Chiama i carabinieri e il padre del bambino. Poi arriva il prof. Granese, lo vede e gli chiede cosa è accaduto. Nel frattempo arriva l'anestesista e alle 8.40 si procede con l'intervento. Si è agito con assoluta urgenza, non c'è alcuna correlazione tra la lite e quanto accaduto dopo".
"Abbiamo entrambi un'attività privata, come consentito dalla legge, e nessuno dei due ha mai interferito sui pazienti dell'altro", ha aggiunto il ginecologo V. Benedetto, sospeso dalla direzione del Policlinico di Messina dopo la lite in sala parto con il collega, A. De Vivo, mentre Laura Salpietro, 30 anni, aspettava di partorire. Il medico-ginecologo spiega di non avere "ricevuto alcun avviso di garanzia". "Sono però preoccupato - afferma - su questo caso c'è stata un'esagerazione da parte dei media. Non si enfatizza perché siamo al Sud, ma perché in generale la sanità è sempre sotto l'occhio del ciclone".
"Dico soltanto che io in questa vicenda sono parte lesa e sono stato aggredito. Sono tranquillo". Lo ha detto il ginecologo A. De Vivo, assegnista del Policlinico di Messina, uno dei medici coinvolti nella lite in sala parto. "Ho piena fiducia nella magistratura - prosegue De Vivo - sono convinto che la verità verrà alla luce e sarà fatta chiarezza sulla vicenda".
FONTE: Tgcom.it
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