AFORISMA DEL GIORNO

06 marzo, 2010

Oggi, domani e lunedi in 3000 piazze una gardenia contro la sclerosi multipla

Oggi, domani e lunedì, per la Festa della Donna, in 3.000 piazze italiane torna la "Gardenia dell'AISM", l'appuntamento con la solidarietà per la lotta alla sclerosi multipla. I fondi raccolti per la ricerca scientifica andranno a sostenere gli studi sulla CCSVI, che significa "insufficienza cerebro spinale venosa cronica", e che rappresenta un forte fattore di rischio per la sclerosi multipla. I fondi contribuiranno anche a potenziare i servizi sanitari e sociali dedicati alle persone colpite dalla malattia e il Programma "Donne oltre la SM".

Nelle piazze italiane verranno distribuite oltre 230 mila piante di gardenia dai volontari AISM, dai volontari dell'Associazione Nazionale Bersaglieri, da quella dei Carabinieri e dei Vigili del Fuoco, in cambio di una donazione di 13 euro. E poi, fino al 14 marzo, sarà possibile inviare 2 euro dai cellulari con un sms al 45502, con i gestori Tim, Vodafone, Wind, 3 e COOP VOCE; chiamando lo stesso numero da telefono fisso Telecom Italia si può contribuire con 2 o 5 euro. L'elenco delle Piazze di Gardenia sarà disponibile sul sito dell'associazione.

La sclerosi multipla è una malattia cronica, invalidante e imprevedibile, una delle più gravi del sistema nervoso centrale. Ogni 4 ore, nel nostro Paese, una persona riceve la diagnosi di sclerosi multipla, che inizia mediamente tra i 20 e i 30 anni, colpendo soprattutto le donne, il doppio rispetto agli uomini, nel momento della vita più ricco di progetti. In Italia sono oltre 58 mila le persone colpite da questa patologia.

Negli ultimi 10 anni la ricerca ha fatto passi da gigante a livello internazionale e anche in Italia, dove i ricercatori italiani sono tra i primi posti nel mondo nei campi più promettenti della ricerca: nello studio delle cause, nelle cellule staminali adulte, nelle neuro immagini, nell'evoluzione della malattia e nella ricerca terapeutica. Ma la ricerca per trovare le cause e la cura risolutiva della malattia deve ancora continuare.



FONTE: Repubblica.it


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