22 gennaio, 2010
Haiti: allarme Unicef "15 bambini scomparsi, bloccate le adozioni"
Mentre i soccorsi procedono a rilento fra difficoltà e macerie, il terribile scenario di distruzione di Haiti fa da cornice all'ultima tragedia della regione: molti stranieri non identificati stanno prelevando neonati e infanti dagli ospedali e dalle zone più povere per rapirli e portarli fuori dal paese. A lanciare l'ultimo allarme per l'ennesima piaga che ha colpito l'isola è l'Unicef, che invoca fermamente un intervento internazionale per bloccare temporaneamente le adozioni dalla zona e controllare tutti i flussi in uscita, quest'ultima operazione resa molto più complessa dall'enorme massa di persone che si stanno spostando verso la parte orientale dell'isola, dove Santo Domingo (zona turistica molto più ricca) effettua uno stretto controllo. "Abbiamo accertato circa 15 casi di bambini scomparsi dagli ospedali e che non si trovano neanche con le loro famiglie'', ha detto alla stampa il consulente Unicef Jean Luc Legrand. ''L'Unicef lavora ad Haiti da molti anni e conosce bene il problema del commercio dei bambini haitiani, che esisteva anche prima, e delle reti commerciali che hanno legami con il mercato dell'adozione internazionale'', ha spiegato Legrand. E' ovvio che la situazione drammatica abbia accentuato tale azione criminale. Ma non è solo la vicina nazione tropicale a ricevere i flussi: per via mare zattere di disperati si stanno riversando nelle zone vicine per ricevere soccorso e risorse, impedendo in tal modo un possibile controllo su chi esce dal paese. '
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