11 gennaio, 2010
Dalla Bolivia l'ultima arma di distruzione di massa: la "Colla Coca", una bevanda a base di coca
Il prodotto, fortemente sostenuto dai coltivatori della provincia di Chapare cioè una delle province a più elevata produzione di foglie di coca e fermamente in mano alle organizzazioni criminali del sud america, è stato presentato la settimana scorsa al governo di Evo Morales. Quest'ultimo, primo presidente indigeno del paese, appena rieletto per un secondo mandato elettorale e famoso per essere un abituale masticatore di foglie di coca, come peraltro buona parte della popolazione, (più volte il presidente durante le riunioni dell'Onu si è mostrato con una foglia di coca in mano), sembra aver appoggiato apertamente l'iniziativa, visto anche che da anni si batte per la legalizzazione a livello internazionale della "pianta sacra" boliviana.
La bevanda sarà scura, con un colore abbastanza simile alla Coca Cola, e avrà un'etichetta rossa appunto molto simile alla stessa bevanda americana. Il viceministro Victor Hugo Vasquez ha definito l'iniziativa "di estremo interesse" perché segue "la politica d'industrializzazione della coca" portata avanti dal governo. Infatti in Bolivia da tempo sono commercializzati numerosi beni a base di coca come dentifrici, liquori, farine alimentari e diversi prodotti da masticare. La Bolivia è anche il terzo produttore di coca al mondo dopo la Colombia e il Perù. Nella Nuova Costituzione della Bolivia, redatto dal dirigente del Movimento al Socialismo (MAS) di partito, è scritto che la coca è riconosciuta come "patrimonio culturale, una risorsa naturale e rinnovabile della biodiversità in Bolivia e un fattore di coesione sociale" e rileva che la foglia di coca non è un stupefacente nel suo stato naturale.
Quali possono essere le conseguenze per la salute del lancio a livello mondiale di una bevanda del genere? Molte sul piano potenziale ma certamente molte poche sul piano reale. Questo perchè appare abbastanza improbabile che i governi occidentali, almeno quelli più evoluti, possano dare "via libera" alla commercializzazione di una bevanda equivoca sia nel nome che nella derivazione, e questo forse per una serie di ragioni che sono più economiche che realmente incentrate alla difesa della salute. TUTTAVIA, una celere chiusura alla distribuzione "legale" di una bevanda del genere potrebbe arginare una sua distribuzione sottobanco e quindi i possibili effetti che questa potrebbe arrecare? Siamo di fronte a una nuova arma di "distruzione di massa" ?
2 commenti:
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hahaha ma cosa diavolo sta dicendo??? arma di distruzione di massa ??? Ma dai !! Ma nn spariamo bagianate !!! Ma lei ha mai masticato le foglie di coca???, behh io si . Insomma sembra che lei sia uno sperto , su quali basi afferma che la coca , occhio non ho detto COCAINA , sia dannosa per la salute? Perché io ne conosco mloti che affermano il contrario. Piuttosto direi invece di incolpare delle semplici foglie di coca , NATURALI!!!, i panini e le patatine del macdonald. Lei inoltre dice che paesi apparentemente 'civilizati ' come l'italia nn metterebbero in commercio questi prodotti ... Beh le dico solo che questi paesi vendono gia i panini del mac , burgher king ... Ecc,( che guarda caso in bolivia nn ci sono piu') sicuramente lei sa che questi prodotti sono altamente dannosi alla salute, perché sono colpevoli della crescita di obesi nel mondo , che l'obesita` é una delle maggiori cause di morte ... Quindi prima di sputare sentenze su altri paesi che nn conosce guardi il suo sono sicuro che troverebbe numerosi spunti per i suoi articoli.
RispondiEliminaE chi dice che la bevanda non possa essere composta anche da cocaina e poi venduta in discoteca come una red bull qualsiasi? A loro interessa vendere droga agli stranieri se no non avrebbe senso mettere una etichetta rossa come la coca cola americana
RispondiElimina